da Rastello Sergio | 19 Giugno 2020 | Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino alle
estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare
38 5 giugno 1978
È necessario altresì che nessun uomo sia solo contro
Satana, perciò Cristo ha istituito la Chiesa e il ministero della. Parola,
affinché si uniscano le mani e ci si aiuti l’un l’altro; se la preghiera di uno
non aiuta, allora aiuta l’altro.
Lutero:
Discorsi a tavola
La decima
DOMENICA T. E.
V.
Avrà luogo a
SAN GERMANO
CHISONE
il 18 Corrente.
Mentre ringraziamo il Concistoro per l’ospitalità, rivolgiamo un particolare
invito ai membri della TEV perché intervengano Fin dal culto del mattino.
Chi desidera
essere trasportato si rivolga al più presto ai coordinatori. Per la Val
Pellice telefonare alla sig.ra Ade Gardiol (91.277). Per la Val Germanasca al
sig. Guido Baret (81.277). Se le prenotazioni lo consentissero, si potrebbe
organizzare dei pullmann, ma per questo bisogne‑
ebbe che le
prenotazioni giungessero non oltre il 10 corr.
Dopo il culto
consumeremo le nostre provviste, oltre una minestra calda fraternamente
offertaci. Naturalmente è indispensabile che anche per questo ci si prenoti.
Alle 14,30
precise inizieremo la
26.ma A S S E M
B L E A
che inizierà,
come al solito con preghiere collettive, e verrà poi svolto un importante
ordine del giorno.
Tra l’altro
dovremo stabilire la data di convocazione dell’Assemblea generale. Pensavamo di
tenerla il sabato, vigilia del Sinodo, per avere il maggior numero possibile di
membri della TEV. Ma ci viene fatto osservare che molti hanno le ferie solo in
Agosto e vorrebbero che l’Assemblea fosse sposposta in Agosto (Ma allora molti
saranno già partiti). Preghiamo il maggior numero di “lontani” di
comunicarci il loro parere in modo da tenerne conto nell’Assemblea del 18 corr.
Ricordiamo che l’Assemblea è aperta a tutti, e speriamo quindi che molti di San
Germano, specialmente giovani, vorranno partecipare.
NOTIZIE DALLA
ZAMBIA
Come si sa, la
Zambia confina con lo Zaire, e neppure in quel paese la situazione è del tutto
tranquilla. Laura scrive:
Partita da
Lusaka per far ritorno a Chipembi, dopo una decina di chilometri disastrosi,
la macchina sprofondò improvvisamente in un lago profondo. Lottando contro i
flutti, riuscimmo ad aprire le portiere, e barcollando nell’oscurità
ritornammo sulla pista piena di sassi, acqua e melma, che ridussero le nostre
estremità in poltiglia; marciammo così per circa un’ora nella brousse oscura
senza incontrare anima viva, orientandoci con le luci dell’areoporto. Improvvisamente
un auto si fermò; lo zambiano che guidava ascoltò la nostra odissea senza
credere una parola. Non riuscendo a convincerlo a tornare indietro con noi,
acconsentì a darci un passaggio fino all’areoporto. Qui trovammo un autista
che per circa 15 mila lire acconsentì a venire con noi. Così partimmo per la
foresta e con gran sollievo trovammo che la macchina era sempre lì e nessuno
l’aveva svaligiata. Attaccammo una corda al paraurti e il taximan cominciò a
tirare mentre noi nell’acqua ce la mettevamo tutta, ma purtroppo tutti questi
sforzi furono vani. Alla fine, esauste, fradicie e tremanti rientrammo nel taxi
che ci ricondusse all’areoporto. I1 taximan si affrettò a raccontare tutta
l’avventura alle poche persone presenti, che non chiedevano di meglio di farsi
quattro risate alle nostre spalle! Alla fine sopraggiunse un camioncino con tre
zambiani che sentita la storia si dissero disposti a darci un colpo di mano. Fu
così che ci ritrovammo sul posto, dove, per colmo di sfortuna, uno dei nostri
tre soccorritori perse improvvisamente l’equilibrio sprofondando nell’acqua
fino al collo. Alla fine, bene o male riuscimmo a riagganciare la corda e con
uno sforzo estremo l’auto riemerse sana e salva, ma ancora piena d’acqua, sulla
terra asciutta. Fu a questo punto che il più grosso miracolo della serata si
produsse quando, inserita la chiave, il motore si accese e la macchina partì come
se niente fosse. Incredibile! Ritornammo a Lusaka, erano le 11 di sera e
tremavamo come delle foglie. Ci presentammo verso mezzanotte a casa della
missionaria scozzese e fummo accolte a braccia aperte.
Venerdì scorso
sono partita con tre colleghi per Livingstone dove abbiamo passato tre giorni
sotto tenda presso le cascate Vittoria. Ci siamo imbattuti in rinoceronti,
gazzelle, zebre e giraffe. Percorrendo la strada lungo lo Zambesi a un certo
punto ci siamo fermate a contemplare il colore del sole sul fiume. Altro che
contemplare! Cosa vediamo lì davanti a noi nascosto sotto qualche ramo? Un cannone!
Abbiamo fatto un rapidissimo dietro front, entrati in macchina e stavamo per
partire quando ci siamo trovate accerchiate de tre soldati col fucile spianato
contro di noi. “Cosa fate qui? Chi vi ha permesso di venire qui?”.
“Niente, volevamo solo guardare il fiume”. Insomma, dopo varie
discussioni ci han lasciate andare. Siamo state molto fortunate perché a
quanto pare questa gente dell’esercito prima picchia e fa le domande dopo!
DIFFUSIONE DEL “RISVEGLIO”
Siamo arrivati a
vendere circa 500 copie del libro sul Risveglio, senza contare quelle regalate
ai catecumeni (circa 200). Non è un risultato disprezzabile, ma bisognerebbe
al più presto raggiungere le mille copie, per rientrare nelle spese. Il libro
si presta bene per regali. Facciamo affidamento sulla collaborazione di ogni membro
della TEV. Ricordiamo che il libro può essere acquistato, oltre che
direttamente inviandoci L. 2.500 +200 per spedizione, anche nelle librerie
della Claudiana e nella cartoleria Bein a Luserna S. Giovanni. Le famiglie di
San Giovanni sono particolarmente interessate a procurarsi questo libro,
scritto da uno dei loro pastori e che riguardano un movimento iniziato nella
loro parrocchia. A Roma il libro è in vendita presso la libreria di piazza
Cavour.
DALLA RELAZIONE
DELLA COMMISSIONE D’ESAME ALLA CONFERENZA DISTRETTUALE
Non si può non
leggere con vivo interesse questo documento presentato alla recente Conferenza
distrettuale. Si tratta infatti di un breve esposto molto chiaro, che non si
attarda in una valutazione pignolesca di argomenti secondari di tipo
organizzativo, per cogliere dall’insieme delle attività ecclesiastiche pochi
fatti, dandone una esposizione indipendente e coraggiosa. È peccato che questo
documento di indubbio valore non sia stato discusso in assemblea, per cui non è
dato conoscere le reazioni dei deputati delle chiese delle Valli.
La TEV desidera
tuttavia trarre da questa relazione alcuni punti che ritiene essenziali e
presentarli ai lettori della nostra circolare.
L’introduzione,
che rappresenta un buon terzo di tutto l’esposto, insiste sulla carenza di
partecipazione della massa dei membri di chiesa alla vita delle comunità.
Questa carenza è determinata, secondo la relazione, dalla mancanza di vita
comunitaria, per cui mentre una minoranza di cre-denti sostiene “il peso
di reggere la vita ecclesiastica, di servire di stimolo, di predicare in tempo
e fuor di tempo”, la maggioranza è completamente assente. Per correggere
questa deficienza, pur nella certezza “che lo Spirito viene dal
Signore” sono necessari i cooperatori. Di qui la necessità di ampliare i
contatti personali fra Pastori e i suoi collaboratori con i singoli membri di
chiesa in modo, fra l’altro, per ridurre la disinformazione. In altre parole,
anche nelle chiese sono necessarie le “public relations”.
Certo noi concordiamo
con questa visione del problema; ma avremmo voluto che fosse messo l’accento in
modo pii concreto, più “passionale” sulla necessità dell’azione dello
Spirito Santo, attraverso una assiduità, maggiore dell’attuale, alla preghiera
e alla predicazione di risveglio.
In sostanza
tuttavia il problema del Risveglio della Chiesa è stata posto, anche se, a
nostro modesto parere, in forma troppo pacata e non sufficientemente
“confessante”.
Dopo brevi
accenni alla TEV, di cui si parla in altra parte della circolare, e a problemi
primari, come quello dei giovani, e a problemi marginali come quelli del
Bollettone o dei Circuiti, la relazione affronta il problema della “Vita
Morale”, che sembra non emergere dalle relazioni delle chiese.
In questo
paragrafo i relatori inquadrano in modo coraggioso ed esplicito la vita morale
delle nostre comunità, osservando che per il passato nelle scuole domenicali,
nei corsi di catechismo e nella predicazione veniva “ricordato all’uomo
la sua fragilità e il pericolo del peccato, invidia; malvagità, disonestà,
lussuria, bestemmia. ubriachezza, ecc. ecc.”.
“Oggi
nessuno parla più di questi problemi… e nelle chiese, il peccato contro cui
si predica oggi è quello sociale e di rado si sente parlare di quello singolo e
privato”. “Esiste una differenza fra il bene e il male in campo
etico; ci sono cose che si possono fare e altre che non si devono fare”.
Si è così giunti a un permissivismo che non ha riscontro nella Scrittura e per
avallare tante azioni e parole ci si trova nella condizione di cancellare
intere porzioni della Scrittura stessa.
Questa, in
sintesi, la sostanza del paragrafo, che si conclude con una chiara presa di
posizione: “Non pensiamo con questo ad una chiesa che predichi solo la
morale, ma che predichi anche la morale e pensiamo che questo sia uno dei suoi
compiti specifici non certo nella visione di peccati veniali o capitali, ma nel
chiarimento di cosa sia il peccato e nella responsabilizzazione evangelica di
ognuno davanti ad esso”.
Confessiamo che,
come TEV, siamo riconoscenti ai fratelli estensori della relazione, in quanto
in modo amorevole e coraggioso, hanno voluto alzare la voce contro il lassismo
della chiesa in campo etico. Non è lecito per mantenere contatti o instaurare
dialoghi – che spesso si rivelano fasulli – scendere a livelli di espressione e
ad atteggiamenti in contrasto con la Scrittura. Questo coraggioso atteggiamento
avrà certamente dei riflessi sul comportamento di coloro che pensano o pretendono
di testimoniare dell’Evangelo attraverso un linguaggio sboccato, consono al
“presente secolo”, in sede giornalistica, teatrale, filodrammatica
ecc.
La TEV non è
certamente nuova a questa tematica ed ha agito, nel limite delle sue
possibilità; in numerosi casi ed è lieta di poter constatare che in sede più
allargata e in ambiente non sospetto vengono proposte istanze per le quali si è
battuta fin dalla sua origine: il Risveglio nella Chiesa, come fondamento
essenziale della vita delle nostre comunità, e la ricerca di un atteggiamento
morale – non moralistico – in accordo con quanto insegna la Scrittura.
G.R.
DA ROMA
Il c.c accluso
all’ultimo numero della circolare mi è arrivato proprio a proposito, dato che
avevo l’intenzione di inviare una modesta somma per uno scopo particolare, e
cioè un contributo per tre esemplari del “Risveglio” da inviare a
comunicandi che la TEV ritiene più opportuno, mentre desidero ricevere un
esemplare io personalmente. Mi è oltremodo dispiaciuto di non poter partecipare
all’ultima assemblea della TEV e ciò perché non ho avuto notizia al riguardo in
tempo utile, dato che non ho avuto contatto con persone che sono state al
corrente. Spero che la prossima volta avrò maggiore fortuna, dato che ci tengo
intimamente di potervi partecipare. Esortandovi a perseverare nella linea intrapresa
finora, vi invio fraterni saluti.
DA MESSINA
Ringrazio
sentitamente per i dépliants che ho distribuito e pregherei di mandarmene
altri, così provvederò a distribuirne nella diaspora e ai simpatizzanti. In un
giornale ho letto che secondo i Testimoni di Geova la fine del mondo è iniziata
sin dal 1914. A me pare che siamo alla fine, perché la fine iniziò subito dopo
la morte del nostro Signore Gesù. Egli disse che ritornerà, quindi: Vegliate!
Quanto al terremoto, a Messina nessun danno, solo paura; io mi trovavo a letto
con l’influenza e mi sentivo dondolare e rimasi a letto mentre molta gente
scappava. A Patti abbiamo due famiglie della nostra chiesa. Il nostro Pastore
andò a visitarle. Una nostra sorella alloggiò quattro famiglie.
CERCASI
Un Pastore
Olandese, buon amico della TEV, vorrebbe acquistare i seguenti libri fuori
commercio:
Ami Bost: Lettres de Félix Neff, missionnaire protestant etc. (Ginevra,
1842, due vol.)
Ami Bost; Félix Neff, apôtre des Hautes Alpes. Biographie extraite de ses
lettres.
Oscar Cocorda La vérité sur le réveil dissident et sur le réveil Vaudois
(Pinerolo (1894).
Félix Neff: Lettres de direction spirituelle inédites. Complément à la
biographie de l’Apôtre des Hautes Alpes (Toulouse 1934). Se qualcuno in
possesso di questi libri fosse disposto a venderli, ce lo faccia sapere.
COSA DICONO
DELLA T.E.V.
Dalla relazione della Commissione distrettuale delle
Valli
Un problema che
nella scorsa Conferenza aveva sollevato alcune perplessità e apprensioni, anche
in passato, è quello del rapporto fra diverse correnti spirituali all’interno
della chiesa per quello che si riferisce al problema della fede e della
presenza nel mondo. Si è temuto che sorgesse una tensione radicale fra credenti
che si riconoscono ad esempio nel movimento della TEV e credenti che non vi si
riconoscono ma sono anzi su posizioni diverse, e che di conseguenza la vita
delle chiese venisse in qualche modo paralizzata fra questi estremi. Il
pericolo si è rivelato inesistente. Qualche presa di posizione e qualche motivo
di attrito si è verificato ma in modo non più grave di quanto fosse accaduto in
anni passati fra credenti di sensibilità diverse. La TEV ha mantenuto la sua
esigenza di un risveglio e lo ha divulgato liberamente con dibattiti nelle
chiese, culti, pubblicazioni (il libro del Meille sul Risveglio è stato dato a
tutti i giovani confermati quest’anno). La Fgei ha svolto il suo programma di
incontri e ricerche su linee diverse ma in eguale libertà.
Alla luce di
tutte queste considerazioni la CED ritiene poter formulare, sia pure in via
provvisoria, un giudizio di questo tipo: Pur nel rimescolio di idee e
situazioni nuove, in una situazione di difficoltà generale, se non di crisi,
con i contraccolpi della crisi economica a livello nazionale e locale le strutture
organizzative della chiesa locale sembrano aver mantenuto la loro coesione ed
essersi anzi in alcuni casi rafforzate in quanto rappresentano un elemento di
chiaro riferimento per tutti i credenti impegnati e periferici. Si può vedere
in questo anche un elemento negativo o preoccupante in quanto può significare
una tendenza alla conservazione ed all’irrigidimento, può però anche
significare che le strutture della chiesa hanno saputo recepire alcune istanze
di rinnovamento offerte da alcuni ed esigenze di stabilità richieste da altri.
Dalia relazione
della Commissione d’esame alla Conferenza distrettuale.
TEV. La
Commissione esecutiva rileva che le tensioni possibili all’interno della chiesa
in relazione all’attività della TEV si sono manifestate meno gravi del
prevedibile: condividiamo anche noi questo giudizio, osservando che la TEV in
ultima analisi ha istituzionalizzato e anche radicalizzato il dissenso che già
esisteva e che ha tutto il diritto di esistere come in ogni attività di questo
mondo. L’importante è che non ci sieno delle scomuniche reciproche preventive,
e che ci possa essere un dialogo che non sia di botte polemiche e di
cattiverie.
Nostro commento
Le due suddette
Commissioni avevano buone ragioni di esprimere delle preoccupazioni sulle
reazioni della TEV dopo le botte polemiche e le cattiverie della Commissione
d’esame al Sinodo dell’anno scorso (Si leggano i giudizi riportati nella nostra
circolare n° 20 del 3 Settembre 1977).
Ma non era in
quello spirito che la TEV si è proposta di lavorare nella Chiesa e per la
Chiesa, quindi prendiamo atto che le due Commissioni che hanno riferito alla
Conferenza distrettuale di Riclaretto hanno fatto giustizia della voce
calunniosa che la TEV avrebbe portato la divisione
Chiesa. Il che
non toglie che la diplomatica posizione di equidistanza fra TEV e FGEI assunta
dalla Commissione distrettuale non ci persuada del tutto.
Alla Conferenza
l’argomento TEV è passato sotto silenzio. Il che non significa che la
problematica sollevata non esista e che non sia proseguita in avvenire con
maggiore decisione. I nostri due obiettivi: reazione a che ci si serva della
Chiesa per fini politici e Risveglio, sono lungi dall’essere stati raggiunti.
Ma il fatto di averli presentati all’attenzione della Chiesa è già un risultato
positivo.
DAI
CORRISPONDENTI
Ci scusiamo se
anche questa volta, per mancanza di spazio, dobbiamo rimandare la pubblicazione
di varie gradite corrispondenze.
Un Pastore
Valdese.
Cari amici,
benché io non abbia aderito formalmente alla TEV, mi sento tuttavia molto
vicino allo spirito che vi anima e che comprendo molto nelle sue più profonde
motivazioni. Mi ha fatto molta impressione quanto avete scritto riguardo al
veto che si fa ai catecumeni di accettare il materiale che venite pubblicando. Vi
sarei anzi grato se voleste inviarne copia anche a me e nell’attesa vi
ringrazio e vi saluto molto cordialmente nel Signore.
All’ultima
riunione dei coordinatori ci è stato comunicato che in una chiesa, per
iniziativa di un catecumeno, alcuni suoi compagni (non tutti) hanno rifiutato
di ricevere il libro sulla storia del “Risveglio” del secolo scorso.
Motivo (per quanto incredibile possa sembrare): era offerto dalla TEV! Sarebbe
interessante sapere che cosa ne pensa il loro Pastore.
FINANZE
Situazione finanziaria
al 22 Maggio 1978
Entrate dal 5
Maggio 1974 al n Maggio 191
Offerte
ricevute; L. e R. F., Torre Pellice 5.000; E. M., id. 5.000; L. O.,5,020; Suor
L. S., id. 8.000; M. P., id. 5.000; Gen. S. C., Luserna San Giovanni 10.000; L.
L., id. 5.000; L. A., Napoli 5.000; E. M., id. 3.000; N.N,, Messina 3.000; P. R.,
Svizzera 25.000; O. C., Pisa 3000; L. Z., Firenze, in memoria del padre Carlo
Zarotti 10.000; Biagio Rocchi, Roma 10.000; M. B., id. 10.000; D. e D. B., id.
10.000; Pastore B. I., 10.000; A. e A. Tourn, id. 5.000; N.N., id. 2.000; T. A.,
id. 2.0000 Totale offerte L.141.000.
Totale rimborsi
spese postali per il “Risveglio” L.3.300
Totale vendite
” Risveglio” n°16 copie L.37.000 (a mezzo c.c.postale) Totale
generale entrate dal 5/5/1978 al 22/5/1978
L.181.300
(Totale vendite “Risveglio”
a tutto il 22/5/1978 n°430 copie per un importo di L.898.200).
Totale generale
entrate dal 5/5/1978 al 22/5/1978 L.
181.300
Totale generale
uscite dal 1/5/1978 al 22/5/1978 613.710
(Dettagli uscite
saranno comunicati in occasione
della prossima
Assemblea) Disavanzo
Torre Pellice 22
Maggio 197
Il
cassiere
Geraldo
Mathieu
NON È
DALL’ABBONDANZA DEI BENI CHE UNO POSSIEDE, CH’EGLI HA LA SUA VITA
Lc.12/15
Ciclostilato in proprio, non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre Pellice
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino alle
estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare
39 23 giugno 1978
Un’altra volta
siamo tornati a San Germano Chisone per una “Domenica Tev” Il 18
corr. abbiamo partecipato al culto con la comunità e meditato 01 Pastore
Giovanni Conte sul testo: “Iddio ci ha datc uno spirito non di timidità,
ma di forza e d’amore e di correzione” (2 Tim.l/7)
L’àgape è stata
allietata dalla fraterna e signorile accoglienza da parte di alcune sorelle
della comunità, che di cuore abbiamo ringraziato.
Nei pomeriggio
ha avuto luogo un’animata Assemblea iniziata, come al solito, da una riunione
di preghiera.
Con piacere
abbiamo udito un messaggio del Pastore Battista Eldo Mattone venuto da S. Antonino
di Susa con alcuni dei suoi giovani.
Fra i numerosi
argomenti discussi, ricordiamo:
L’ASSEMBLEA
PLENARIA
che avrà luogo
sabato 29 luglio alle ore 15,30 nel tempio dei Coppieri a Torre Pellice. Come
l’Assemblea dell’anno scorso nel tempio del Ciabas, anche questa avrà
particolare importanza per la presenza di molti amici presenti alle Valli per
il Sinodo, e per la presentazione del lavoro svolto.
Abbiamo anche
deciso di pubblicare un opuscolo scritto dal teologo Oscar Cullmann su
ÈSTATO GESU’ UN RIVOLUZIONARIO
POLITICO?
Il problema
dell’impegno socio-politico tormenta la Chiesa del nostro tempo ed è lungi
dall’essere risolto. La TEV ha una sua chiara posizione, ma ci mancava qualcuno
che esprimesse in modo autorevole il nostro pensiero. Oscar Cullmann, che
vivamente ringraziamo, ci ha permesso di pubblicare questo suo scritto, già
apparso su una rivista francese. Nessun membro della TEV può trascurare di
leggerlo e di adoperarsi per la sua diffusione.
Come abbiamo
fatto, con successo, per il “Risveglio”, anche quest’opuscolo, che
non sarà in commercio, viene offerto, franco di porto, a chi ci verserà
un’offerta di L.500 entro il 20 luglio. In seguito chiederemo un’ offerta di
L.800. A questo scopo, insieme alla circolare, mandiamo un modulo di conto
corrente postale. Vi preghiamo di precisare “per opuscolo di
Cullmann”.
LA TEV A
CONFRONTO CON LA TEOLOGIA
Più volte è stato sollevato il problema della posizione
teologica della TEV (Vedi, ad esempio, le circolari n°34 e 37), e più’ volte
abbiamo precisato che noi intendiamo richiamarci ai principi fondamentali del
Risveglio: signoria di Gesù Cristo; autorità della Sacra Scrittura; conversione
o salvezza per fede, azione dello Spirito Santo. Il credente non può
disinteressarsi dell’immensa angoscia umana, però afferma la preminenza dei
vali spirituali sull’impegno socio-politico.
Un professore di
teologia ci ha scritto a questo proposito:
“Non ho nulla da obiettare alla breve confessione di
fede della TEV, così fondamentale che certo la sottoscriverebbero anche i
cattolici. Avrei invece da dire qualcosa sulle implicazioni etiche sociali di
tale confessione di fede.”
Ringraziamo anche
il Pastore emerito Alberto Ribct per una interessante lettera che sciamo costretti
a riassumere:
“Credo non solo utile, ma necessario uno scambio li
idee sulla teologia che ispira la TEV o che dovrebbe ispirare questo movimento.
Anche se poi non si arriva a formulare un vero e proprio ‘credo’.. I ‘punti’
proposti allo studio sono tutti accettabili così come sono formulati; esprimono
posizioni ideologiche accettabili da tutti i credenti, ma mi pare appunto per questo, di limitato valore programmatico…
Rientrano pienamente nella nostra visione della teologia evangelica, ma non
possiamo dimenticare tutto il resto… Perché questa affermazione abbia tutto
il suo valore deve essere inquadrata nella totalità del pensiero cristiano.
L’ultimo punto, mentre è pienamente accettabile
nella sua formulazione, mi pare perda ogni valore per la sua generalità; esso può
essere accettato anche dai più irriducibili avversari della TEV. Ma è proprio
questo, mi pare, il punto che deve essere discusso e precisato. Cosa vogliamo
dire quando affermiamo che il credente “non può disinteressarsi
dell’immensa angoscia umana?”. Accetta questa affermazione il pio credente
che dalla torre eburnea del suo orgoglio spirituale guarda con compassione agli
uomini immersi nella sofferenza e conclude: “Ecco le conseguenze del
peccato”, ma con quella umanità peccatrice e che soffre non vuole
sporcarsi le mani?. Ma accetta quella affermazione, anzi crede di essere il
solo coerente, colui il quale afferma che il solo modo per interessarsi dell’umanità che soffre
è quello di inserirsi attivamente in quei movimenti che affermano di lottare
attivamente contro le ingiustizie sociali… L’antitesi TEV-FGEI è basata
proprio sulla diversa interpretazione di quella affermazione basilare… Ci
dicono che non è possibile affrontare questi problemi se non conosciamo l’origine
politica di essi, e se non ci adeguiamo alle soluzioni preconizzate da certe
ideologie politiche oggi di moda. Vedi in prima linea fra tutte il marxismo.
Anzi, vi è chi afferma che per il credente la nostra società nella sua attuale
struttura, non solo è completamente marcia, ma può essere recuperata solo attraverso
una rivoluzione, anche cruenta. Non dimentichiamo tutto il lavoro teologico por
dimostrare che Gesù è stato un rivoluzionario politico. Questo ci dimostra che
se noi ci aggrappiamo all’Evangelo, lo stesso accade anche sull’altra sponda. È
troppo facile, soprattutto non producente, di fronte a queste eresie, assumere
una posizione di antitesi viscerale e rifiutarle senza neppure esaminarle,
proclamandole non cristiane.
Io credo che di fronte al problema politico e il suo
inserimento nelle nostre chiese, la nostra prima affermazione deve essere
quella di proclamare l’assoluta priorità dell’insegnamento evangelico. Le dottrine
politiche passano (il marxismo oggi è discusso dagli stessi partiti marxisti);
l’Evangelo rimane.”
LA LETTURA DELLA
PAROLA DI DIO
E LA
RESPONSABILITÀ DELLA CHIESA
Con l’evangelizzazione
dell’Italia dopo il 1848 uno dei primi problemi che si pose all’attenzione
della Chiesa Valdese fu la necessità di adoperarsi con ogni mezzo affinché i
membri delle varie Chiese, nella quasi totalità ex cattolici da poco convertiti
all’Evangelo, avessero quella preparazione biblica seria e profonda che da
secoli ormai caratterizzava l’insegnamento, e la vita spirituale dei Valdesi.
E poiché negli
anni intorno al 1870 la spiritualità delle numerose comunità evangeliche
italiane appariva caratterizzata da un forte accento polemico antiromano,
nutrito di citazioni bibliche ed animato da uno spiccato impulso
proselitistico, la Chiesa Valdese affrontò senza indugio il problema di offrire
alle Chiese ed ai singoli qualche strumento che facilitasse loro l’approccio ai
testi biblici nel loro insieme, in modo per quanto possibile organico e
ordinato, e ne favorisse contemporaneamente lo studio metodico in vista della
edificazione personale e dell’edificazione della Chiesa tutta.
È del 1876 la
pubblicazione, a cura della Claudiana, di un libretto dal titolo: “Tavole
sinottiche per servire alla guida della lettura del
Nuovo Testamento
ad uso delle famiglie e delle Chiese”, nella cui “avvertenza” si
ricorda che “è sommamente importante che, nel culto domestico e pubblico,
la lettura e lo studio delle Sacre Scritture siano fatti con “ordine, onde
cresciamo nella conoscenza e nella grazia del Signore”.
Già fin dal
lontano 1876 dunque la Chiesa Valdese volle far comprendere a tutti i suoi
membri che:
a) tutta la vita
dei credenti, sia come singoli che come famiglie deve essere ritmata dalla
lettura quotidiana della Parola di Dio;
b) che la vita
spirituale dei credenti trova il suo naturale sbocco comunitario nella partecipazione
ai culti;
c) che tale
legame tra spiritualità personale e culto comunitario non può essere episodico
e superficiale, ma deve essere continuato e scandito dal ritmo dell’anno
liturgico comune a tutta la cristianità.
Frattanto sorse
e si sviluppò in Italia una letteratura a carattere edificativo che rimase
fedele, quanto al contenuto, ai principi teologici della tradizione
protestante. Furono così pubblicati diversi volumetti che, largamente diffusi,
raggiunsero ogni casa e costituirono allora, spesso ancora oggi, il punto di
riferimento, dopo la Bibbia, per le uniche forme di “edificazione
privata” conosciute dal protestantesimo italiano e cioè: il “culto
personale” ed il “culto di famiglia”, ambedue centrati sulla
meditazione della sola Parola di Dio.
La struttura di
tali pubblicazioni “edificative” è costante e schematica nei suoi
elementi:
1) indicazione
di testi biblici per la lettura;
2) breve
meditazione sul testo o su uno dei testi proposti;
3) breve preghiera;
4) talvolta la
strofa di un inno tratta normalmente dall'”Innario cristiano” del
1922 in uso nelle comunità evangeliche italiane fino al 1969.
A ragion veduta
limitiamo le citazioni ad alcune pubblicazioni prodotte nell’ambito e a cura
della Chiesa Valdese tralasciando la vasta letteratura edificativa edita in
Italia che, di solito non è che la traduzione di opuscoli e libri sorti in seno
al protestantesimo anglosassone e americano.
Ricordiamo 1. L’opera
di Giovanni Bertinatti: “Autora e
tramonto“, rielaborazione finale di un opuscolo pubblicato dallo
stesso autore, Pastore Valdese, già nel 1927 con il titolo “Luci
d’aurora” e che contiene per ogni giorno dell’anno un versetto, un
pensiero di riflessione, una breve preghiera per il mattino, una per la sera, e
la strofa di un inno. Alessandrina Rostagno: “consolate, consolate il mio
popolo” (1935) che indica un versetto biblico per ogni giorno dell’anno.
Il volume del Pastore Giovanni Rostagno: “Più presso a Te, Signore”,
che contribuì a nutrire spiritualmente la fede di almeno due generazioni di
evangelici italiani mantenendo vivo il loro amore per la Parola di Dio. Esso
presenta per ogni giorno una pagina intera contenente il testo di un versetto,
una meditazione e l’indicazione di una lettura. Edito per la prima volta nel
maggio 1925 quel volume è giunto alla 9.a edizione nel 1964.
Ma fu proprio il
Sinodo della Chiesa Valdese che si pose ufficialmente il problema della
spiritualità personale dei singoli membri.
Fin dagli anni
30 una “commissione” curò per vari anni la pubblicazione del
volumetto “Pane quotidiano per l’anima” contenente le indicazioni di
un brano de11a Scrittura, un versetto biblico, una strofa di un inno ed una
preghiera.
Nell’ultimo
dopoguerra fu ancora il Sinodo ad esprimere parere favorevole alla
pubblicazione di “lezionari biblici” con il titolo: “Letture
bibliche”.
Nella “avvertenza”
alle “letture bibliche” nel 1955 si legge infatti che esse sono
offerte dalla Tavola Valdese: “a quanti sentono il valore di questa
ricerca in comune e di questo ascolto disciplinato della Parola di Dio….
nell’intento di continuare il nostro comune sforzo di rinnovamento
biblico”.
Il lezionario”
del 1925 consta di tre colonne: nella prima una serie di “testi del
giorno”, brevi e di agevole lettura, nella seconda e nella terza i testi
per una lettura continuata rispettivamente dell’Antico e del Nuovo Testamento destinati a “coloro che desiderano
arricchire le loro conoscenze bibliche e ricevere il messaggio nella sua piena
integrità”. L’edizione per l’anno 1965 avvertiva che: “confortata dal
parere del Sinodo, la Tavola Valdese ha deliberato di far pervenire questo
opuscolo in ogni famiglia della Chiesa” e ricorda che “una Chiesa che
insieme ascolta e medita la Parola di Dio è veramente una Chiesa vivente che
non rischierà di perdere il senso della sua vocazione e le ragioni della sua
esistenza”. Dal 1957 in poi le “letture” avranno solo l’indicazione
di un brano biblico giornaliero, una frase quale tema per ogni settimana ed una
frase a fianco del testo di ogni giorno. Contemporaneamente dal 1957 al 1967
venne curata ogni alno una edizione di “meditazioni bibliche”
contenenti un testo biblico, una meditazione che è essenzialmente commento
esegetico ed attualizzazione incisiva del testo, ed una breve preghiera
sostituita talvolta da alcuni pensieri suggeriti per la intercessione
spontanea. Dal 1968, ma per pochi anni soltanto, si pubblicò invece la
“Agenda biblica” tascabile che ripropone, ridotte, le meditazioni
quotidiane. Si voleva con ciò accompagnare con un preciso messaggio della
Parola di Dio, la vita del credente in ogni momento della sua attività
quotidiana.
Ma mentre nelle
Agende del 1968 e 69 si mantiene ancora una sia pur ridotta meditazione biblica
quotidiana, nel ’71 troviamo che il formato stesso dell’Agenda è più piccolo,
la meditazione giornaliera scompare ma è sostituita da una introduzione sul
“tema della settimana” e dalla indicazione di un testo biblico per
ogni giorno seguito da una frase.
Dal 1972 tutto
tace, ben altri pensieri preoccupano Tavola e Sinodo, mentre le Chiese mancano
dì strumenti adeguati per una lettura metodica e continuata del testo biblico. Certo la vita della Chiesa non
dipende dal seguire un lezionario biblico, bensì dallo Spirito che soffia sui
credenti; ma forse una qualche indicazioni di metodo in tal senso non
sarebbe inutile rimedio a correzione di una lettura biblica che spesso, quando
viene fatta, risulta riduttiva perché limitata ai brani già noti e dipendente dalle scelte soggettive del
singolo; in fondo e in ultima analisi, determinata dalle esigenze che noi
poniamo a Dio, ma non più dalle esigenze che Dio pone a noi. Ed il soggetto,
nel nostro rapporto con Dio non è mai l’uomo e la sua situazione, ma Dio e la
Sua Parola.
Giovanni
Scuderi
DAI
CORRISPONDENTI
Dalla Toscana. Uno dei più geniali pensatori
del nostro tempo (Giuseppe Rensi) osserva, in una delle sue opere, come chi
opera il male non sa che sia tale o quanto lo sia, perché se lo sapesse, e
sopratuttc se fosse in grado di valutarne a priori le tragiche conseguenze
vicine e lontane che nel momento dell’atto gli sono ignote e imprevedibili, se
ne asterrebbe.
È probabile, ad
esempio, che il prima industriale che scaricò i residui avvelenati nelle acque
limpide dei fiumi o ammorbò l’aria pura e salubre con le esalazioni esiziali
delle sue ciminiere ignorasse di peccare irreparabilmente contro il più
elementare ammonimento di quel Cristo col quale riteneva di trovarsi in
perfetta comunione.
A quanto pare,
non ci sono più profeti che riconoscano precocemente e tempestivamente i
tentacoli dei vari Moloch o la turpitudine dei camuffati vitelli d’oro e
tuonino dai pulpiti contro l’incosciente ipocrisia degli eterni farisei.
Da Venezia. Oscar Zennaro, che nella circolare n°37
avevamo qualificato come “anziano”, ci prega di rettificare, in
quanto ha fatto parte del consiglio di chiesa per una decina di anni in qualità
di diacono, non di anziano. Inoltre critica la nostra abitudine di non indicare
il nome dei nostri corrispondenti.
Questo è
necessario – rispondiamo – per il fatto che non possiamo sapere se chi ci
scrive lo fa a titolo personale o meno. Ma il caso sollevato dal fratello
Zennaro può essere facilmente risolto se, nella corrispondenza, i nostri amici
scrivessero: “Può essere pubblicato col mio nome” o frase analoga.
Altrimenti noi ci riteniamo vincolati dal segreto d’ufficio!
Zennaro
aggiunge: Ho letto con molto interesse il libro sul “Risveglio” e
l’impressione che ne ho ricevuto è che la stessa storia si ripete più o meno
nelle varie comunità Valdesi del nostro paese dove va ora di moda il culto
delle varie ideologie politiche, causa dell’ottenebramento spirituale di molti,
sì da avvalorare la ragione dell’esistere del movimento TEV.
LIBRI DA LEGGERE
Georij Vins: Non
temere le catene. Ed. Uomini Nuovi pag.74 L.1.000
L’autore,
Pastore evangelico, dal 1975 si trova per la terza volta in un carcere russo
per la sua fede cristiana. In questo libretto sono narrate alcune sue
esperienze. Però inutilmente vi si cercherebbe una parola di rivolta contro i
persecutori o di odio per i carcerieri.
“Una volta,
in una città dell’Estremo Oriente, la colonna dei prigionieri fu avviata alla
stazione di scarico-merci. Dietro la colonna correvano piangenti le donne che
accompagnavano chi il padre, chi il marito, chi il figlio.
“Nella
fila, accanto a mio padre, camminava un giovane sacerdote ortodosso e, dietro,
da parte, lo seguiva, cercando di tenere il passo, la moglie. Al momento di
congedarsi ella gridò: “Vasja! Non ti scoraggiare! Quanto più fonda è la
notte, tanto più luminose brillano le stelle. Sulla colonna dei prigionieri
risuonò l’incoraggiante risposta del sacerdote: “Quanto più cupo è il
dolore, tanto più ci è vicino Dio!”.
René Pache:
L’ispirazione e l’autorità della Bibbia. Ediz. Unione Cristiana Edizioni
Bibliche pag.318 L.4.800.
Il volume
riflette la fede della Chiesa dei Fratelli sull’ispirazione letterale della
Bibbia, ed è ben noto come i “Fratelli” si distinguano per la loro
profonda conoscenza e l’amore per la Scrittura. La lettura di questo libro ci
ricorda il posto che la Bibbia ha avuto per tanti secoli nella vita dei
Valdesi. C’è ancora chi ricorda che nella sua infanzia il maestro iniziava ogni
giorno le lezioni con la lettura di un capitolo della Bibbia. E nessun
Risveglio sarà possibile se l’autorità della Bibbia, la sua autorità e la sua
obbedienza non riprenderanno il posto centrale dei nostri vari interessi.
ASSEMBLEA T.E.V.
IN AGOSTO
Qualche fratello
ci ha fatto osservare che fissando l’Assemblea plenaria alla vigilia del Sinodo,
veniamo a privarci della presenza di quanti possono venire alle Valli soltanto
in Agosto. Abbiamo dovuto mantenere quanto già stabilito per favorire la
presenza dei membri del Sinodo che partiranno subito dopo. Ma abbiamo anche
tenuto presente l’altra esigenza e a San Germano è stato stabilito che una
Assemblea di particolare importanza avrà luogo domenica 13 Agosto probabilmente
a Torre Pellice.
DA FARCI UN
PENSIERINO SU
Nel resoconto
del Congresso della Federazione Femminile Valdese, tenuto lo scorso mese,
l’Eco-Luce del 16 giugno pubblica queste impressioni di una partecipante:
“Su certi particolari si può trovare a ridire:
le candeline, il canto del “Giuro”, il troppo valdese….”
SITUAZIONE
FINANZIARIA AL 12 GIUGNO 1978
Entrate dal 23 Maggio 1978 al l2, Giugno 1978 .
Offerte
ricevute: Pastore E. T., Torre Pellice 20.000; C. S., id. 2.500; P. e P. A.,
id. 5.000; Un piccolo dono 10.000; A. R., Pomaretto 5.000; N. Z., Venezia
10.000; D. De N., Genova 2.000; A. T., Arona 1.500; S. M., Firenze 20.000; A. V.,
Senigallia 5.000; E. N., Napoli 7.300; M. e A. P., Prali 10.000; S. e A. G.,
Torino 10.000; P. B., id. 10.000; Fam. V. M., id. 5.000; E.G. R., San Giovanni
50.000; F. F., Milano 15.000.
Rimborso porti
“Risveglio” L.600. Totale offerte e rimborsi L.188.900. Vendita n°60
copie del “Risveglio” L.15.000
Totale generale
entrate dal 23/5/1978 al 22/671978 = L.313.900 (di cui L.89.900 su c/c
postale).
Totale vendite
“Risveglio” a tutto il 12/6/1978 n°490 copie per un importo di L.1.023.400
Totale generale
entrate dal 23/5/1978 al 12/6/1978 L.313.900
Totale generale
uscite dal 23/5/1978 al 12/6/1978 88.830
L.313.900
(dettagli uscite
saranno comunicati in occasione della prossima Assemblea)
Attivo
di cassa L.225.020
Torre Pellice 12
Giugno 1978 Il cassiere
Geraldo Mathieu
IL POPOLO SI
RALLEGRO’ DI QUELLE LORO OFFERTE VOLONTARIE, PERCHE’ AVEAN FATTE QUELLE OFFERTE
ALL’ETERNO CON TUTTO IL CUORE (l Cron.29/9)
Ciclostilato in proprio, non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre Pellice
da Rastello Sergio | 4 Maggio 2020 | Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino alle
estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare
36 8 maggio 1978
PENTECOSTE 1978
Le parole con
cui la Genesi annunzia il diluvio: “La terra era corrotta davanti a Dio,
la terra era ripiena di violenza” (6/11) si ripresentano con una attualità
sorprendente. Ora si cominciano a raccogliere i frutti di false ideologie, che
hanno fatto sentire la loro influenza anche nella Chiesa, i frutti della
indifferenza, del neutralismo, della tiepidezza di tanti. Davanti a quello che
sta succedendo, come non ricordare le parole del profeta: “Sappi dunque e
vedi che mala e amara cosa è abbandonare l’Eterno il tuo Dio, e il non aver di
me alcun timore, dice il Signore, l’Eterno degli eserciti” (Ger.2/19)
Celebrare la
Pentecoste in questo clima può apparire irreale. Ma una cosa è sicura e cioè
che se non si verifica qualche cosa di nuovo non si potrà evitare il baratro
che si sta aprendo sotto i nostri piedi, e se non c’é un Risveglio, anche la
Chiesa conoscerà i1 suo castigo.
È
questo”qualche cosa di nuovo” che noi aspettiamo. Aspettare è una
parola che non dice nulla alla nostra generazione, e soprattutto ai giovani
impazienti di agire e di raggiungere immediatamente dei risultati tangibili.
Eppure quei 120 discepoli che a Gerusalemme erano riuniti in attesa dello
Spirito; hanno agito per l’avvenire dell’umanità piü concretamente che tutti
gli Zeloti antichi e moderni.
Vi sono delle
attese cariche di evento. Sono le attese di cui parlava Gesú nella parabola del
servitore che attende il ritorno del suo padrone, o della sposa che attende lo
sposo anche se arriva a un’ora insolita. Il cristiano sa che “le tenebre
non dureranno sempre per la terra ch’é ora nell’angoscia” (Is.8/23).
Però
“aspettare” la manifestazione dello Spirito significa desiderarlo,
significa credere che i miracoli sono ancora possibili.
Si tratta di una
“promessa del Padre” come ha detto Gesú. (Atti 1/4). Dunque l’unico ostacolo
perché questa promessa, si adempia è la nostra incredulità, il nostro
disinteresse.
È in questa
convinzione che ci accingiamo a celebrare la Pentecoste.
I tempi sono
gravi. Quest’anno tutti i membri della TEV saranno presenti nelle loro chiese
per esprimere nel culto di Pentecoste la convinzione che un Risveglio è
ardentemente desiderato, che essi credono nella possibilità di un Risveglio,
che essi attendono un Risveglio.
Allora puó darsi
che questo culto non sia un culto come gli altri.
ATTIVITÀ A ROMA
Domenica 30
Aprile nel tempio Valdese di Via IV Novembre ha avuto luogo la terza
“Domenica TEV” romana, iniziata con un culto presieduto dal giovane
Marco Scuderi. Nel pomeriggio, dopo la colazione al sacco, è stato svolto un
ricco ordine del giorno. Nella circolare di convocazione riportiamo quanto può
intereressare tutti i membri della TEV.
Ci siamo
impegnati a:
– prendere parte
attiva alla vita delle singole chiese locali, ed assumere impegni di
responsabilità.
– contribuire
secondo le proprie responsabilità per l’opera della Chiesa tutta.
– iscriverci
nelle liste dei membri elettori. A tal fine vi ricordo che per le Chiese
Valdesi e Metodiste i registri ecclesiastici vengono ora aggiornati
semestralmente nel mese di Maggio e nel mese di Novembre di ogni anno. Inoltre,
compiuta la revisione, ogni Consiglio di chiesa è tenuto, per regolamento, a
porre a disposizione degli interessati per 30 giorni la lista riproducente le
registrazioni, al fine di permettere eventuali richieste di rettifica da parte
dei singoli membri (RO II art.11)
– rendersi
disponibili per un servizio di visite a quanti nella comunità hanno bisogno di
concreta solidarietà fraterna, concordando ciò con i singoli Pastori.
– comunicare per
iscritto a Mario Bianconi (TEV Via 4 Novembre 107) la propria disponibilità e
competenze per l’eventuale disbrigo di pratiche varie presso gli uffici di
Roma, in favore di quei fratelli che risiedono in altre città.
– comunicare al
Pastore Scuderi la propria disponibilità (limiti di tempo e sanitari
permettendo) per donazioni di sangue, indicando gruppo, età, indirizzo e
telefono del donatore.
Come appare da
quanto sopra ricordato, le decisioni sono state pree e attendono ora di essere
messe in pratica e ciò coinvolge direttamente la credibilità e la
responsabilità di ciascuno di noi.
Mario Bianconi
RIUNIONE DEI
COORDINATORI A TORRE PELLICE
Il cattivo tempo
ha impedito a molti di intervenire alla riunione, che ha avuto luogo a Torre
Pellice il 5 corr. In due ore di proficua discussione nel clima fraterno che è
caratteristica delle nostre assemblee, abbiamo svolto l’ordine del giorno, comprendente
ben 17 punti. Fra l’aitro prendete nota:
La prossima
riunione dei coordinatori avrà luogo a Pomaretto presso la sig.ra Itala Beux
venerdì 26,corr. alle ore 20,30. L’abitazione si trova subito dietro e a lato
del tempio.
Si propone che
l’annuale Assemblea generale abbia luogo in Val Pellice sabato 29 Luglio la
vigilia dell’inizio del Sinodo. Questa data è stata
Indicata per favorirei
l’intervento del maggior numero possibile di fra‑
telli provenienti da altre chiese. Vi preghiamo di farci avere eventuali contro
proposte non oltre il 16 corrente (Tenendo conto del servizio postale al
rallentatore).
È stato deciso
di inviare un nostro rappresentante all’Assemblea dell’Alleanza Evangelica
Italiana, che avrà luogo il 13 corr. a Firenze presso il Centro Comunitario
Valdese di Via Manzoni.
UN DRAMMA DI CUI
SI PARLA POCO
È quello dei
profughi. Noi che abbiamo un tetto dove abitare non pensiamo sempre che in
varie parti del mondo ci sono decine di milioni di persone che vivono nei campi
di profughi.
L’ultimo numero
del “Journal des missions évangéliques” di Parigi, organo della
Società missionaria a cui la Chiesa Valdese è stata legata da oltre un secolo,
pubblica un articolo a proposito dei profughi provenienti dal Sud Est Asiatico,
di cui riportiamo un estratto.
Da una trentina
d’anni uomini e donne provenienti de quello che si chiamava Indocina cercano
asilo in Francia. Sono famiglie di militari, gente che per una ragione o per
l’altra si sentivano minacciate o rifiutavano un certo avvenire.
Dopo la fine
della guerra nel Vietnam la marea dei rifugiati si è ingrossata. È noto,
almeno in parte, il dramma di coloro che, fuggiti dal Vietnam, errano sui mari
su delle imbarcazioni che nessuno vuole accogliere Si conoscono i campi di
rifugiati in Tailandia, dove si ammucchiano quelli che sono riusciti a
ragaiungerli e che sono in attesa di poter partire per gli Stati Uniti o la
Francia.
Dal 1975 la
Francia riceve circa mille rifugiati ogni mese. Esattamente, dal 15 Maggio
1975 a fine 1977 il numero è stato di 32.722. Vietnamiti, Laotziani Cambogiani
e talora anche Cinesi e Indiani che si erano stabiliti in quei paesi, giungono
in Francia dopo mesi e mesi di prova , di soggiorni nei campi, di spostamenti.
Appartengono a tutti i ceti sociali: funzionari, piccoli artigiani, militari,
pescatori, studenti, coltivatori, che hanno dovuto improvvisamente lasciare il
loro paese. Solo qualcuno ha potuto predisporre il suo arrivo in Francia, se
vi aveva dei parenti o degli amici. Tutti gli altri, strappati al loro
ambiente, si trovano a vivere in un paese di cui non comprendono le abitudini,
né il sistema amministrativo e sovente neppure la lingua.
Nel Vietnam e in
Cambogia agivano delle organizzazioni missionarie americane e francesi. Nel Laos
vi erano dei missionari svizzeri. Queste organizzazioni, trovandosi
nell’impossibilità di continuare la loro attività nei paesi dove lavoravano,
hanno portato la loro attenzione sui rifugiati in Francia, con lo scopo di
“annunziare l’Evangelo ai rifugiati e aiutarli nella misura del possibile
a integrarsi in un paese tanto diverso dal loro.
Esistono anche
dei rifugiati d’origine cinese giunti fin dal 1975. Il Pastore Chan, lui pure
rifugiato, riunisce i cristiani che riesce a individuare; a Pasqua 1977 un
centinaio di loro si è riunito per il culto. Questo Pastore si occupa
dell’evangelizzazione dei cinesi mediante aiuti materiali (alloggio, impiego) e
l’edificazione della Chiesa. Gruppi di cristiani cinesi si sono costituiti a
Troyes e a Mulhouse. Un altro gruppo si riunisce a Parigi presso l’Esercito
della Salvezza.
L’articolo
conclude:
Questa rapida
rassegna della situazione dei rifugiati e del lavoro svolto da alcuni cristiani
mette per lo meno in evidenza certi fatti che avvengono fra noi e che molti
ignorano e di cui pochi si interessano. Indirettamente si manifesta anche,
attraverso molteplici contatti e sostegni, la realtà della Chiesa Universale.
La Chiesa
Valdese si trova nella meteriale impossibilità di soccorrere questa immensa
miseria. Ma almeno dobbiamo essere informati e circondare della nostra
simpatia questi esseri umani tanto provati.
Dal Cile alla
Russia, dall’Eritrea al Sud Est Asiatico, dalla Palestina all’Uruguay, delle
masse di uomini, donne e bambini sono costretti a fuggire, incalzati dall’odio
edalla vilenza. Ricordiamoci di loro, noi che abbiamo avuto una sorte migliore.
IL PROBLEMA DEI GIOVANI
Su “Vie et
Lumière”, organo degli zigani francesi, è pubblicato un articclo Sul
problema della gioventù, di cui riportiamo qualche estratto, pensando che
possa essere utile per le nostra riflessione.
Un triste qua
dro
Se si dovesse
definire con tre parole il problemi morali dei giovani, diremmo: è un dramma. È
un dramma perché essi seno disorientati, senza speranza e senza Cristo.
È vero che
viviamo in un mondo inquieto e molti, specialmente fra giovani, non sanno più
“a che santo voltarsi”. Eppure nel mondo non mancano i filosofi, i
politici, gli scienziati. Ognuno ha da proporre la SUA soluzione e le soluzioni
sovente si dimostrano inefficaci.
Non c’è allora
nessuna speranza per questa gioventù pericolante? Non c’é nessuna alternativa?
Venti secoli or
sono c’erano degli uomini portatori di un messaggio rivoluzionario. Dovunque
essi andavano, predicavano, e delle vite erano trasformate, degli ammalati
guariti. Al mondo ora stato offerto il rimedio dei suoi mali, ma solo un
piccolo numero l’ha accettato.
Sono
profondamente convinto che la risposta attuale ai problemi dei giovani si trova
in Gesù Cristo, il Figlio di. Dio.
Un esercito di
giovani salvati
In Francia vi
sono decine di migliaia di giovani tzigani. Ogni anno il numero di questi che
si dichiarano discepoli del Signore va aumentando. Vi sono fra i 300 e i 400
convertiti ogni anno. La quasi totalità ha meno di 20 anni.Ci troviamo davanti
a un vero miracolo.
Il numero di
quelli che hanno fatto una esperienza di comunione col Signore è stimato fra i
4.000 e i 5.000 e la magior parte ha ricevuto il battesimo di Spirito Santo.
Vi suno decine
di giovani che servono il Signore con fervore. È una vera coorte di
conquistatori di anime.
_______
Quando
constatiamo i miracoli che lo Spirito Santo ottiene oggi ancora, specialmente
in ambienti come quello degli tzigani, considerati con sospetto e disprezzo,
non passiamo non pensare alla parte più cara della nostra Chiesa, la gioventù.
Perché “più
cara”? Perché i giovani si trovano senza esperienza e senza sufiiciente
spirito critico, a dover fronteggiare un periodo drammatico della storia;
perché noi più anziani non abbiamo saputo convincerli, con la nostra vita più
che con le parole, della credibilità dell’Evangelo; perché la Chiesa del
prossimo domani è determinata dalle scelte che i giovani stanno facendo oggi.
E molti di
questi giovani stanno facendo della scelte completamente sbagliate. Al culto
radio del 23 Aprile abbiamo ascoltato una veemente protesta contro una legge
sull’aborto. Da delle giovani evangeliche ci saremmo aspettati una energica
presa di posizione in favore del ruolo della donna cristiana nella Chiesa e nel
mondo: contro la licenza sessuale; contro il disgregamento della famiglia e la
degradazione del concetto stesso di donna. Atroché liberalizzazione
dell’aborto, con tutti i suoi annessi e connessi!
Ma lo Spirito
Santo che agisce con tanta potenza nella gioventù tzigana in Francia, pub anche
manifestarsi fra i figli degli antichi Valdesi. È quanto invochiamo in questo
tempo di Pentecoste, e che presto si possa ripetere le parole dell’apostolo:
“Giovani, vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio dimora in
voi che avete vinto il maligno”. 1 Giovanni 2:11.
LETTERA ALLA FEDERAZIONE FEMMINILE VALDESE
Gentile Signora Subilia
So che lei è
presidente del Comitato Donne Valdesi e desidererei tanto conoscere il suo
parere e quello del suo Comitato circa quanto è stato pubblicato su Com N.T. in
merito alla recensione di quadri sulle donne che Franca Rame si accingeva a
rappresentare in teatro e specialmente desidererei la vostra reazione sulla
scena iniziale intitolata: “Abbiamo tutte la stessa storia”.
Faccio parte
della Comunità Valdese di Sanremo ed ho aderito con altri al movimento di
risveglio “Testimonianza Evangelica” profondamente convinti che solo
un vero risveglio evangelico sia capace di dare una valida risposta ai molti
problemi di oggi. Sono con me interessate a conoscere ed a raccogliere, su
questo argomento, il pensiero del maggior numero possibile delle donne Valdesi
quante militano nelle file della TEV.
Le dirò subito:
1°) che non
siamo mosse da un vano spirito di polemica, ma che la nostra reazione vuol
essere un avvertimento, un grido d’allarme alla stampa Valdese affinché non si
lasci indurre in tentazione e sappia sempre adoperare per la denuncia di
qualsiasi fatto di cronaca il linguaggio che le compete.
2°) Vogliamo
dire a quanti già lo credono che non è vero che per portare le verità
evangeliche al mondo e per farsi intendere da questo sia necessario adoperare
il linguaggio del mondo, intendendo con questo l’uso di espressioni povere e
volgari.
La scienza, per esprimersi,
ha sempre adoperato, ed adopera da tutti i tempi il suo adeguato linguaggio
scientifico, la pornografia ha un suo linguaggio e la religiosità deve
esprimere le sue verità col linguaggio che le conviene. Non dobbiamo abbassare
le cose ma innalzare le cose basse. I nostri Barba capivano le Sacre Scritture
perché credevano, amavano, studiavano e vivevano la Parola, sapevano così divulgarla
con successo. Non erano certo dei laureati.
3°) Ci è stato
detto che l’articolo pubblicato su Com N.T. ha scanda lizzato persone della
generazione passata, e questo è stato detto con un certo spirito di
compassione, ma numerosi sono stati i giovani che si sono dimostrati
sconcertati e nauseati da quella prosa e questo è stato ben doloroso.
D’altra parte è
lecito scandalizzare le persone anziane in questo modo? Attendo ora un suo e
vostro pensiero su quanto esposto per comunicarlo alle amiche e ringraziandola
le porgo i miei migliori saluti
Graziella Perrin
LETTERA DELLA
PRESIDENTE DELLA F.F.V.
Care sorelle e
fratelli della TEV,
Avete mandato in
visione alla Federazione femminile Valdese la vostra protesta all’articolo dal
titolo “Abbiamo tutte la stessa storia”, apparso su Com Nuovi Tempi e
ci chiedete una risposta. È con grande fastidio che, essendo presidente della
FFV, mi sento obbligata a scrivere queste righe che esprimono però solo il mio
parere, perché non ritengo opportuno allargare alle unioni femminili questo
tipo di discorso che non mi sembra di utilità evangelica.
Come donna e
come credente sono mortificata.
Penso che questo
gergo e questa mentalità appartengano a una borghesia decadente e non esprimano
affatto le donne del popolo italiano – contadine, casalinghe, operaie,
impiegate, madri (tanto meno evangeliche!) cioè la grande massa delle donne che
hanno problemi giornalieri gravi e per una stampa cristiana, il problema sia
proprio di fondo: quale è la liberazione evangelica che, poi, si riflette nella
vita? Credo che, senza boria e senza assurda sicurezza, tutta la chiesa
cristiana dovrebbe oggi riporsi la domanda, tanto più se vuole rivolgersi all’ambiente
circostante, certo poco evangelicamente formato, ma a cui è debitrice di quel
“sale” dell’Evangelo, così diverso dal sale della gente.
Cordialmente
Berta Subilia
DAI CORRISPONDENTI
Da Roma. Vorrei scrivervi una volta per
ringraziarvi per l’opera che svolgete per la TEV e per il bollettino che ci
giunge regolarmente e che leggiamo con molto piacere, mio marito ed io. Sono
grata per l’esistenza della TEV e a chi ha saputo raggruppare i membri di
chiesa disorientati, isolati e in crisi di fede. Pur sentendomi un po’ estranea
all’ambiente Valdese in generale e a quello delle Valli e del Risveglio in
particolare, sono contenta di avere aderito alla TEV e di fare parte di un
gruppo che non lascia andare parecchio nella Chiesa di male in peggio senza resistenza.
Quando si presenta l’occasione parlo volentieri della TEV. Vorrei darle in
seguito gli indirizzi di alcuni simpatizzanti con la preghiera di mandare loro
alcuni bollettini.
SITUAZIONE FINANZIARIA AL 4 MAGGIO 1978
Entrate dal 21 Aprile 1978 al 4 Ma2io 1978
Offerte ricevute: O. Z., Venezia 2.000; I. B., G.
Antonino di Susa 10.000; O. ing. P., Napoli 20.000; E. R., Genova Sampierdarena
5.000; G. P., Torre Pellice 10.000; E. P., id. 500; R. G., S. Secondo di
Pinerolo 2.000;
Rimborso porto “Risveglio” 200. Totale
offerte ricevute L.49.700 (di cui L.27.200) a mezzo c.c. postale 2/4860).
Vendita n°19 copie del “Risveglio”
L.39.500 (di cui L.2.500 a mezzo c/c postale)
(Totále
vendite “Risveglio” a.
tutto 414L5L1918n°414 cópieper un importo di L.861.200).
Totale generale entrate dal 21/4/1978 al 4/5/2.978 L. 89.200
Totale generale uscite dal 2114/1978 al 5/1978 719.420
(Dettagli uscite saranno comunicati in occasione della prossima: Assemblea
Disavanzo di cassa L.630.220
Torre Pellice 4 Maggio 1978
Il cassiere
Geraldo
Mathieu
L’AMOR DI DIO È STATO SPARSO NEI NOSTRI CUORI PER LO
SPIRITO SANTO CHE CI E’ STATO DATO
(Rom.5.5)
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino alle
estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare
37 22 maggio 1978
IL PROBLEMA DEL CULTO SECONDO UNA DONNA SAMARITANA
“Una donna
gli disse: Signore, io vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato
su questo monte e voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna
adorare” (Giov.4/19-20)
Nella luce di
Dio, questa donna ritrova la sua luce, la sua bellezza e la sua vocazione. Essa
avvia una conversazione che il teologo Nicodemo non avrebbe immaginato. Essa
parla di quello di cui noi non parliamo più molto oggi. Oggi il posto centrale
appartiene all’ uomo (fisico, sessuale, psichico, sociale, economico, politico).
Ma questa donna parla di Dio anzitutto, di Dio medesimo, di Dio davanti al
quale non ci rimane che da adorare nello stupore e nell’amore.
Pain de ce jour 12.1.78
ATTIVITÀ DEL
GRUPPO DI ROMA
Nell’ultima
circolare abbiamo già dato notizia della riunione, annunziata anche al culto
radio, che ha avuto luogo a Rema il 30 Aprile. Abbiamo gradito la lettera di
saluti, firmata dai presenti. Ci è anche data notizia di una interessante
deliberazione che qui riportiamo:
Dopo il culto ha
avuto luogo l’agape fraterna e nel pomeriggio l’Assemblea regolare alla quale
hanno partecipato una ventina di aderenti. Altri avevano telefonato
giustificando l’assenza per causa di malattia oppure per motivi che non
dipendevano dalla loro volontà. Il Pastore Scuderi ci ha presentato lo studio
riassuntivo degli articoli del prof. Cullmann sul tema: “Gesù ha avuto
propositi di riforma politica?” pubblicati sull’Osservatore Romano e di
cui avevamo già trattato l’argomento nell’Assemblea precedente. Dopo lo studio
vi è stato uno scambio di vedute e tutti all’ unanimità, .avendoli trovati
corrispondenti al momento attuale, sono favorevoli che venga stampato un
opuscolo da inviare in modo particolare a quelli che vogliono politicizzare la
Chiesa. È stato scritto al prof. Cullmann chiedendo l’autorizzazione a
riprodurre gli articoli in un opuscolo edito dalla TEV e descrivendo il
movimento. Il professore ha risposto di essere felice dell’esistenza della TEV
e della iniziativa di riprodurre i suoi articoli.
Nell’ultima
riunione dei coordinatori si siamo occupati di questa proposta che, in linea di
massima, ha trovato il nostro vivo gradimento, e ci riserviamo di riparlarne
nella prossima Assemblea.
LA T.E.V. A
CONFRONTO CON LA TEOLOGIA
Ho letto sulla
circolare n°34 quanto scritto sotto il titolo “La TEV a confronto coni la
teologia”.
La buona
intenzione del nostro giovane fratello Terino è stata certamente tradita da
una forma assolutamente inadeguata alla natura e all’importanza dell’approccio.
Ad un giovane
fratello come lui posso senz’altro dire da queste pagine, che l’inizio di un
dialogo (per corrispondenza!) tra fratelli provenienti da ambienti e da
esperienze così diversi non lo si fa “sparando in fretta”, come lui
stesso ammette, una raffica di quesiti di natura teologica come quelli da lui
elencati.
“Seguitare
la verità” è un impegno lodevole e primario, ma non può e non deve essere
disgiunto dal farlo “in carità”.
Sugli effetti
deleteri causati sulla vitalitá della Chiesa da una teologia ortodossa priva
dell’intervento dinamico dello Spirito Santo o dagli slanci di attivismo
sociale o mistico sganciati da ogni disciplina teologica non c’è bisogno di
parlare. Purtroppo questi effetti sono sotto i nostri occhi come triste realtà.
Se il risveglio
invocato si manifesterà, verità e carità saranno perseguite congiuntamente,
togliendo via ogni onta, ogni motivo di contraddizione, ogni vergogna.
Per questa
ragione non posso fare a meno di manifestare una certa insoddisfazione anche
per quanto è stato scritta da parte della TEV
in risposta alla
“raffica” di Jonathan Terinno.
Non v’é dubbio
sul fatto che gli Evangeli di Matteo e Giovanni hanno caratteristiche diverse
(quando mai lo Spirito Santo ha ispirato nelle Scritture delle inutili
ripetizioni!?), ma l’angolatura diversa e complementare dalla quale gli
Evangelisti hanno considerato la vita e l’opera del Signore Gesù non può essere
presa come paragone per esemplificare la diversità esistente tra un teologo
liberale e un teologo evangelico. In tal caso, quale dei due Evangelisti
dovrebbe essere paragonato al teologo liberale?
Anche la
citazione di 1 Corinzi 13/12 mi ha lasciato perplesso. Il fatto che la
“conoscenza”, che la Parola di Dio ci consente di avere ora sia
limitata nei confronti della “perfetta conoscenza”, che avremo oltre
questa vita presente, non può essere usato per gettare un’ombra di incertezza
su quanto ora rivelato “La certezza delle cose che sono state
insegnate” (Luca l/4).
Dicevo di essere
rimasto perplesso di fronte alle sopra citate argomentazioni, raccolte sotto
un titolo così impegnativo come “La TEV a confronto con la Teologia”,
ma non sono scoraggiato.
Nella circolare
n°32 a pagine 1 e 2 ho letto infatti con molto piacere che la TEV è cosciente
che il risveglio invocato “urterà ancora con l’intellettualismo
ipercritico delle correnti della cosiddetta “nuova teologia”, e con
le ideologie sostitutive della rivelazione che di tali correnti sono tragica e
fatale conseguenza”.
Il compromesso
non è dunque possibile.
È di questo
vigore e di questa tempra teologica, che c’è bisogno per preparare la via del
risveglio.
Mi fa piacere di
averne sentito emergere i1 suono non confuso (l Corinzi 14/8).
Per potersi
muovere alla battaglia, e per poter vincere ci vogliono ancora altri elementi,
ma evidentemente non può mancare un invito chiaro, autorevole e certo a
raccogliersi su precise posizioni di fedeltà a Dio e di contrapposizione
alll’errore.
Pastore Elio Milazzo
L’ASSEMBLEADELL’ALLEANZA
EVANGLICA ITALIANA
Sabato 14 corr.
nei locali della Chiesa Valdese di Firenze, Via Manzoni, ha avuto luogo
l’Assemblea dell’Alleanza Evangelica Italiana. L’invito rivolto alla TEV di
esservi rappresentata era già stato accolto dalla nostra Assemblea.
L’Alleanza
Evangelica è composta da aderenti di varie denominazioni e organizzazioni, che
vi aderiscono però solo a titolo personale. Ci siamo trovati in una quarantina
di persone e vi abbiamo trovato un aspetto dell’Evangelismo italiano che forse
non tutti i Valdesi conoscono: Chiesa Mennonita, Chiesa Apostolica, Chiesa dei
Fratelli, Chiesa del Nazareno, Chiesa Pentecostale Indipendente; Mobilitazione
per Cristo, Comitato italiano per films evangelici, Chiesa Evangelica
Indipendente. E probabilmente dimentichiamo qualcuno! A prima vista si potrebbe
rimanere sconcertati, specialmente noi Valdesi, eredi di una tradizione che,
bene o male, da secoli fa corpo in un unico blocco. E ben si comprende la
diffidenza di un cattolico che, inserito nella maestosa unità – per lo meno
formale – della sua Chiesa, può trovarsi davanti a questa molteplicità di
Chiese.
Ma chi ha
partecipato a questo convegno si è sentito trasportato su un altro piano. Certo
non ci sono state profonde discussioni dottrinali né si sono elaborati dei
regolamenti. In compenso ci si è sentiti afferrati dalla vera ecumenicità dello
Spirito.
Come nelle
Assemblee della TEV, vi è stato spazio per le preghiere spontanee. E con quanta
gioia abbiamo sentito diversi pregare per la Chiesa Valdese e hanno poi
ringraziato Dio per la costituzione del nostro Movimento.
Inoltre, negli
interventi di tutti, si sentiva la passione per la testimonianza all’Evangelo.
Lo abbiamo avvertito fin dal principio, nel discorso tenuto dallo stesso
Presidente dell’Alleanza Evangelica Europea, il Pastore A. Morgan Derham. Un
discorso che sarebbe tutto da pubblicare.
Tra l’altro ci
diceva che, mentre in molte parti della nostra vecchia Europa le Chiesa danno
sovente l’impressione di una vita stentata, in altre parti del mondo lo Spirito
agisce in modo imprevedibile. In Birmania, ad esempio, da trent’anni i
missionari, come in molti altri paesi, hanno dovuto abbandonare i l paese.
Sarebbe stato logico pensare che anche la. Chiesa Cristiana sarebbe stata
dispersa. Ma poche settimane or sono, in occasione del centenario della prima
predicazione dell’Evangelo, i cristiana si sono riuniti nel Kachin, una
regione a Nord. Vennero in novantamila! Di questi, ventimila presero parte alla
Santa Cena; seimilacinquento ricevettero il battesimo e trecento giovani, dopo
adeguata preparazione, vennero consacrati per un lavoro di evangelizzazione
della durata di tre anni.
Il
rappresentante della TEV è stato accolto con grande fraternità. Gli è stato
chiesto di illustrare le origini e gli scopi del Movimento ed ha risposto a
numerose domande. Nella lettera del fratello Milazzo, pubblicata in seconda
pagina, sono espresse alcune riserve sulla TEV, quasi che si potesse temere un
cedimento verso il liberalismo teologico (che oggi addirittura sembra mettere
in dubbio la resurrezione del corpo di Gesù). Abbiamo cercato di rassicurarli
sul desiderio di piena fedeltà alla Scrittura che ispira il nostro Movimento. Abbiamo
anche affermato che la Chiesa non può rimanere insensibile al travaglio del
mondo e ai suoi problemi sociali, ma sarebbe del tutto vano pretendere di
trasformare le strutture sociali, se queste non sono precedute dalla
conversione dei singoli e dal riconoscimento della Signoria del Cristo su ogni
individuo. Abbiamo anche ribadito la nostra speranza che lo spirito Santo
agisca per un Risveglio nella Chiesa.
L’alleanza
evangelica è composta da membri di chiese e movimenti che non aderiscono alla
Federazione delle chiese evangeliche. Quest’ultima è composta dai
rappresentanti delle Chiese Valdo Metodiste, dai Battisti e pochi altri, mentre
la grande maggioranza dell’Evangelismo italiano, per cause diverse, ha negato
la sua partecipazione. Questo è certamente una causa di debolezza per la
testimonianza evangelica. D’altra parte riteniamo che sia la Chiesa Valdese che
quelle che si riconoscono nell’ Alleanza Evangelica Italiana avrebbero molto da
ricevere le une dalle altre. Chissà che la TEV non sia chiamata a preparare
quest’incontro. La riunione di Firenze si è svolta in un clima di tanta fraternità
da farci sperare che il Signore vorrà ispirarci la via da seguire.
Tra gli
argomenti discussi vi è quello concernente la redazione e la diffusione del
“Servizio informazioni dell’Alleanza” detto “Idea”. I due
numeri già pubblicati quest’anno sono buoni e interessanti. Chi desiderasse
abbonarsi versi tremila lire sul c.c.p.5/11649 intestato a “Alleanza
Evangelica Italiana” casella postale 680 – Firenze.
A conclusione
dei lavori è stato votato all’unanimità questo ordine del giorno:
La quarta Assemblea
annuale dell’A.E.I. riunitasi a Firenze il 13/V, informata che durante questo
scorso anno, in vari ambienti evangelici, sia in Italia che all’estero, sono
state ripetutamente espresse serie invocazioni per un risveglio di genuina fede
evangelica,concorda sulla necessità che le chiese e i credenti biblici italiani
hanno, di sperimentare di nuovo questo benefico intervento dello Spirito Santo
nella loro vita;
constatato
inoltre il grave stato di disorientamento religioso e morale nella società italiana,
e il conseguente fallimento di pro‑
grammi politici ed economici,
comprende che il
risveglio oltre a purificare la fede e la vita pratica.delle chiese, ne
potenzierà la forza evangelizzatrice a beneficio di coloro che si trovano in
questo stato di urgente bisogno,
riconosce perciò
questa invocazione di .risveglio come un segno
premonitore
rivolta da Dio alla sua Chiesa, affinché essa favorisca e prepari il tempo della Sua visitazione,
si impegna a
continuare a portare avanti con maggiore dedizione il Programma di servizio, di
comunicazione e di informazione tra le membra del corpo evangelico italiano,
sapendo di contribuire con tale servizio alla preparazione del risveglio
invocato.
I lavori dell’Assemblea
non sono stati accompagnati dal canto di inni, e ne abbiamo sentito la
mancanza, ma si spiega per il fatto che le varie Chiese rappresentate hanno
innari diversi. Tuttavia, prima di separarci abbiamo cantato “Celebriamo
il Signore perché Egli è buono”, ed è stato un momento molto bello anche
per chi proveniva dalla Chiesa Valdese, dove questo inno è ben conosciuto. Ma
è stato soprattutto bello perché l’affermazione che “il Signore è
buono” è stata la vera conclusione dei lavori.
Il Pastore
Milazzo, che ha presieduto l’Assemblea, è stato riconfermato presidente
dell’Alleanza Evangelica. Noi speriamo che i suoi numerosi impegni gli permettano
di visitare anche le nostre valli e partecipare a una Assemblea TEV. Egli è
Pastore Mennonita e questo gli dà un posto nella nostra stima, ricordando che,
appena finita la guerra, un gruppo di Mennoniti è venuto a lavorare nei nostri
Istituti alle Valli, fornendoli di una ingente quantità di viveri e altro
materiale, stringendo dei legami fraterni con la popolazione e poi andandosene
silenziosamente come erano venuti. Chi ricorda in che stato eravamo ridotti
nel 1945 comprende il posto riconoscente che i Mennoniti hanno nella nostra
storia recente.
IL PROBLEMA DEL
CULTO
Ai cari fratelli
della TEV,
Sarebbe utile
far presente, tramite circolare TEV, a quanti hanno aderito al Movimento,
molti o pochi che sieno, anche simpatizzanti (compresi pure i membri della
diaspora di Mestre, Treviso, Conegliano) di potersi riunire almeno
quindicinalmente alla Domenica in qualche locale della propria comunità, un’ora
prima del culto, per far il punto sulla situazione della vita della propria
Chiesa nei riguardi alla fedeltà ad un solo Signore che è Cristo Gesù, non
come giudici verso gli altri fratelli, ma prima di tutto riguardando a noi
stessi, alla nostra condotta come pubblicani; poi per discutere assieme le
circolari TEV e soprattutto riunirsi in preghiera per chiedere a Dio la Potenza
dello Spirito Santo affinché rinnovati di nuovo vigore, possiamo esercitare
quel movimento di testimonianza evangelica come ci siamo proposti di essere,
per il trionfo della causa di Cristo.
Quanto detto
potrebbe essere la linea di condotta da tenere non solo per Venezia, ma anche
per tutte le altre comunità evangeliche delle altre regioni d’Italia di modo
che le circolari TEV potrebbero essere arricchite da altre circolari facendo
corpo in una attiva e feconda collaborazione per una generale mobilitazione e
di liberazione (senza presunzione) per dare un nuovo volto all’Evangelismo
italiano.
Oscar Zennaro, anziano
Sull’argomento
del culto riceviamo da Genova:
Desidero
chiedervi quali sono le idee e le eventuali proposte sul rinnovamento del
culto che avete già formulate nelle ultime Assemblee della TEV o che
formulerete nelle prossime. In una riunione della comunità se ne è discusso un
poco, ma per ora non ne sono venute fuori indicazioni chiare, perché la maggior
parte delle persone qui esprime ben poco le proprie idee.
La TEV,
tuttavia, non si è finora posta il problema della trasformazioane del culto
pubblico, ma piuttosto quello della frequenza. In alcune circolari abbiamo
attirato l’attenzione sulla diserzione dai culti. Il parere personale di chi
scrive è che, modificando qualche cosa nella liturgia, o rendendola più
solenne, o semplificandola, non servirà a far ritornare ai culti chi se ne è
allontanato. Siamo contrari a trasformare i culti in discussioni di gruppi, che
hanno la loro utilità in altra sede. Il culto deve conservare il suo carattere
primario, che è quello dell’ascolto e dell’adorazione. I1 vero problema, da
cui dipende quello della partecipazione ai culti, è quello del Risveglio della
Chiesa. Altrimenti rischiamo di fare delle discussioni accademiche senza
approdare a nulla. O tutt’al più, verranno fuori dei begli ordini del giorno
che si aggiungeranno a tanti altri, a beneficio degli storici del futuro, ma
senza risultati concreti per la vita della Chiesa.
Vorremmo
aggiungere che ci è parso, in certe Chiese dove la TEV ha avuto una maggiore
affermazione, che ci sia stato quest’inverno un certo miglioramento nella
frequenza ai culti. Che Dio ci preservi di dir questo con un senso di orgoglio
e di trionfalismo! Ricordiamo piuttosto a tutti gli aderenti che il Risveglio quando
piacerà a Dio di inviarci un battesimo pentecostale, non sarà un evento magico,
ma sarà stato preceduto da una assidua partecipazione ai culti. Ci troviamo dunque
davanti a una responsabilità personale, che non può essere sostituita da
nessuna discussione o regolamentazione o decisione a nessun livello
ecclesiastico, che, evidentemente, è molto più difficile che modificare quello
che esiste.
Tuttavia non
sarebbe inutile discutere sulla opportunità di introdurre nel culto la possibilità
di preghiere spontanee, di dire tutti ad alta voce il “Padre nostro”,
e di concludere le preghiere di chi presiede con l’Amen di tutta l’assemblea.
PROSSIMA
RIUNIONE DEI COORDINATORI
Come già
annunziato, i coordinatori, e tutti gli aderenti che lo desiderano, si riuniranno
venerdì 26 corr. a Pomaretto presso la sig.ra Itala Beux subito dietro il
tempio, dalle 20,30 alle 22,30. Chi desidera essere trasportato si rivolga ai
coordinatori.
DIFFUSIONE DEL
LIBRO SUL “RISVEGLIO”
Buone recensioni
del libro sono apparse sul “Pellice” e sull’organo cattolico
“L’Eco del Chisone”. Ottimo anche l’articolo di Nelly Rostan sull’Eco
delle Valli-La Luce. La circolare della chiesa di Torino ne ha fatto un cenno.
L’Alleanza Evangelica Italiana ne aveva fin dal principio prenotate ben
cinquanta copie ha raccomandato il libro sul notiziario “Idea” e
all’Assemblea di Firenze era in vendita. Siamo grati ai membri della TEV che si
sono attivamente adoperati per la diffusione. Ci auguriamo che il loro esempio
venga seguito e speriamo anche che i Pastori vorranno raccomandarlo nelle
circolari delle chiese.
UN LUTTO
Con dolore ci è
giunta notizia della morte del Dr. Ing. Carlo Zarotti della Chiesa Metodista di
Firenze ed esprimiamo ai famigliari la fraterna simpatia della TEV. L’ing.
Zarotti ci aveva scritto: “Venuto a conoscenza del vostro movimento sento
di dovervi ringraziare della vostra opera a favore di un Cristianesimo degno
di chiamarsi tale. Sottoscrivo con entusiasmo l’atto di costituzione e vi
ringrazio se vorrete considerarmi consocio. Informerò vari Fratelli della mia
comunità metodista di Firenze e vi manderò indirizzi o nomi. Forse non sarebbe
male indicare che si deve al fratello Zarotti l’indicazione dell’indirizzo.
Iddio che legge nei nostri cuori vorrà perdonarci eventuali trasgressioni, ma
sono certo che ci aiuterà sempre nell’impegno di riportare la Chiesa ai soli e
santi insegnamenti di Gesù il Cristo”.
FINANZE
Ringraziamo
vivamente quanti ci hanno fatto pervenire un’offerta, ma per mancanza di
spazio, dobbiamo rimandare la pubblicazione del solito rapporto finanziario.
CELEBRIAMO IL
SIGNORE PERCHÈ EGLI È BUONO
E LA SUA
BENIGNITÀ DURA IN ETERNO.
HO CERCATO IL
SIGNORE: EGLI M’HA RISPOSTO
IL SIGNORE È LA
MIA SALVEZZA:
ALLELUIA,
ALLELUIA, LODE A LUI PER OGNI ETÀ
Ciclostilato in
proprio, non pubblicato
Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre Pellice (Torino)
da Rastello Sergio | 23 Aprile 2020 | Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino alle
estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare
35 25 aprile 1978
UNA POTENZA A NOSTRA DISPOSIZIONE
Forse non ci
rendiamo abbastanza conto della potenza della preghiera. Siamo consapevoli,
della povertà della nostra vita spirituale e finiamo per convincerci, che
queste nostre povere preghiere sono senza efficacia.
Ma non è così.
San Paolo sapeva che le nostre preghiere sono deboli, che, non sappiamo neppure
come pregare. Non importa – sembra dire apostolo – preghiamo lo stesso. Sarà lo
Spirito Santo che verrà incontro alla nostra debolezza (Rom.8/26). L’importante
è di pregare, comunque sia. Félix Neff diceva: “Se noi mettiamo in
movimento una pompa, ma non perseveriamo finché l’acqua non sia salita alla
superficie, sprecheremo le nostre energie”.
Nella TEV, siamo
appena all’inizio, a questo riguardo. Però è con riconoscenza che possiamo dire
che l’inizio c’é stato. Dopo le prime esitazioni, ora sembra che le preghiere
spontanee con cui iniziamo le Assemblee siano piú numerose, insomma che
impariamo a pregare nella comunità.
Per rimanere sul
concreto facciamo alcune proposte:
1. Nella nostra preghiera quotidiana
non dimentichiamo la TEV, chiedendo a Dio di servirsi di questo strumento per
il risveglio della Chiesa, cominciando dalla TEV stessa e da ciascuno di noi.
Teniamo presente che sarebbe vano parlare di un Risveglio nella Chiesa se non
c’é fra i membri della TEV stessa questo vivo desiderio e questo impegno.
2. Noi pretendiamo molto dalla
predicazione del nostro Pastore e non senza ragione. Vogliamo che egli sia
persuasivo, profondo, che dia una risposta ai nostri problemi personali. Ma ci
rendiamo conto della responsabilità tremenda di chi ci annunzia la Parola di
Dio? Il predicatore è un credente con
tutti i nostri limiti e ha un grande bisogno delle nostre preghiere. Nessuno ha
il diritto di criticare un sermone udito se prima non ha pregato per il
predicatore.
3. Segnalateci dei casi particolari
di preghiera. Li porteremo a conoscenza sulla circolare in forma anonima
perché ne facciamo oggetto di preghiera.
4. Infine, quando nelle nostre
Assemblee chi presiede pronunzia il “Padre nostro”, uniamoci tutti
ripetendo le parole ad alta voce, come pure sottolineiamo l’Amen ad alta voce.
Amen significa “sono d’accordo” e indica che la comunità non ha
ascoltato passivamente, ma esprime il proprio conenso.
DOMENICA T.E.V.
A SAN SECONDO DI
PINEROLO:
16 Aprile 1978
Favoriti da un
tempo bello e mite, abbiamo potuto effettuare la preannunziata domenica TEV.
Già a1 mattino una trentina di nostri fratelli e sorelle, provenienti da alcune
parrocchie delle Valli hanno partecipato al culto, in comunione fraterna con i
membri della chiesa di San Secondo.
Il Pastore
Franco Davite ha presieduto il culto, che si é svolto con il solito ordine
liturgico, completato con il canto di numerosi inni . Nel sermone (Testo:
“Così parla l’Eterno” Ger.35/l3) è stato trattato e sviluppato il
valore che sempre deve avere la predicazione per la nostra edificazione
spirituale.
Come in altre
occasioni, anche a San Secondo ci è stato offerto un ottimo piatto caldo,
preparato con particolare cura da un gruppo di sorelle della suddetta chiesa.
Quanto sopra ci è stato servito nei loro magnifici e funzionali locali, su
tavoli imbanditi e gentilmente infiorati.
Tutti i
convenuti sono rimasti particolarmente toccati per questa fraterna accoglienza,
e il nostro vivo ringraziamento va a tutte le persone che, in un modo o
nell’altro, si sono adoperate per questo simpatico incontro.
Nel pomeriggio
si è anticipato alle ore 14 l’inizio della nostra 19.a
Assemblea, aperta
a tutti, per dar modo alle ore 15 di proseguirla con l’intervento della
comunità locale (spiacenti poi che non abbiano partecipato più numerosi).
Sotto la presidenza del Pastore Giovanni Conte si sono svolti velocemente, ma
abbastanza esaurientemente, i numerosi punti posti all’ordine del giorno.
Naturalmente è
stata esaminata la documentazione riguardo il n°5 di COM N.T., che ha suscitato
numerose proteste anche da parte di lettori dell’Eco Luce. Non possiamo dire di
essere stati convinti dalle risposte ricevute.
Tuttavia un
Pastore ci ha scritto: “Le risposte tendono a giustificare il periodico in
modo da poter mantenere il sostegno finanziario deciso dal Sinodo. Ritengo che
ora non convenga perdere energie prolungando la polemica”. E a questo
consiglio l’Assemblea si è attenuta.
L’Assemblea ha
anche preso atto di un gentile invito da parte dell’Alleanza Evangelica
Italiana ad inviare un nostro rappresentante all’Assemblea che avrà luogo a
Poggio Umbertini, e di un altro invito a partecipare all’Assemblea della
Association Européenne de Théologiens Evangéliques, in Germania. È stato
deciso, in linea di massima, di rispondere affermativamente.
Il crescente
sviluppo che la TEV va prendendo ci pone dei problemi di organizzazione di non
facile soluzione. Ne, dovremo riparlare nelle prossime Assemblee.
L’Assemblea è
quindi proseguita con un momento di raccoglimento e di preghiere spontanee da
parte di parecchi dei convenuti. Si è poi passati alla discussione
dell’argomento “Il culto pubblico”. Numerosi sono stati gli
interventi e si spera, con l’aiuto di Dio, che questa discussione sia stata
utile e in qualche modo migliorare l’attuale nostra triste situazione al
riguardo.
Grazie per il
caldo e persuasivo appello rivoltoci dalla missionaria signorina Spelta, di
ritornare all’osservanza del comandamento di santificare il giorno del riposo
perché, se da tutti attuato, verrebbe a facilitare
se non a risolvere il problema del culto pubblico.
Il canto del
“Giuro” e la colletta pongono termine al nostro incontro verso le ore
17. La colletta, come da decisione presa dall’Assemblea, è stata devoluta alla
chiesa che così generosamente ci ha ospitati e da destinarsi alle opere della
chiesa stessa.
Geraldo Mathieu
RIUNIONE DEI
COORDINATORI
La prossima
riunione dei coordinatori, a cui sono invitati tutti gli aderenti che lo
desiderano, è convocata per venerdì 5 maggio dalle 20,30 alle 22,30 presso la
Casa delle diaconesse di Torre Pellice.
LA FORZA
DINAMICA DELL’ERESIA
Con questo
titolo “Il Cristiano”, l’ottimo mensile della Chiesa dei “Fratelli”
pubblica un notevole articolo sui “Testimoni di Geova” di cui
purtroppo, per ragioni di spazio possiamo dare solo un riassunto.
Cos’è che porta
la diffusione dell’eresia a un successo clamoroso, mentre sembra che il puro
Vangelo faccia fatica a farsi strada? Dobbiamo certamente ammettere che il
movimento dei Testimoni di Geova ha compiuto passi da gigante sorpassando
l’espansione delle cosidette chiese storilce come una lepre sorpassa una
tartaruga.
Spesse volte
proviamo repulsione per il movimento dei Testimoni di Geova, e non senza
ragione. Ma vi sono certi aspetti di questa setta che dovrebbero suscitare la
nostra profonda invidia. Infatti ci troviamo davanti a un movimento che ha
avuto un successo strepitoso e non possiamo fare a meno di ammirare ciò che ha
successo.
I Testimoni di
Geova sono uomini e donne consacrati. Il fine per il quale essi sono consacrati
è falso, comunque consacrati essi lo sono. Sono consacrati al loro sistema, al
loro messaggio. Alcuni di loro sono stati incarcerati e non pochi uccisi.
Nonostante tutto, essi sono spinti avanti da un entusiasmo esuberante,
impellente e inestinguibile e questo è uno dei fattori che spiega l’impulso
dinamico del movimento.
Quanto è diversa
la situazione delle chiese evangeliche! Che apatia le caratterizza! Che
indifferenza! Meravigliose sono le verità in cui credono, ma non sembrano
suscitare altrettanto entusiasmo. Uno spirito di torpore si è impadronito di
loro e vivono come se dicessero: “Dormire un po’ sonnecchiare un po’,
incrociare un po’ le mani per riposare” (Prov.6/10)
Una frase molto
in uso nel passato nelle chiese evangeliche era “una passione per le
anime”. Oggi la sentiamo poco e ancor più raramente la vediamo. Le cose di
questo mondo hanno per noi un richiamo più forte delle cose di Dio. Ed è
questa ampia differenza per quanto riguarda la consacrazione, fra gli
evangelici e i Testimoni di Geova, che spiega spesse volte perché i primi sono
in declino e i secondi pieni di forza.
La seconda
caratteristica dei Testimoni, che merita la nostra piena ammirazione, e che ha
enormemente contribuito alla diffusione del movimento, è che esso può contare
su ogni individuo come propagandista
attivo. Riflettete sul nome di movimento “Testimoni di Geova”,
ed ecco che possiamo individuare il loro scopo principale: la testimonianza,
la diffusione dell’Evangelo del Regno, il guadagno di nuovi aderenti. Essere
Testimoni di Geova significa quindi, innanzi tutto, essere un testimone sempre,
continuamente. Nessuno è riconosciuto membro del movimento e nessuno viene
battezzato, se non è già attivo e impegnato nella testimonianza di casa in
casa e se non rende ai superiori atto con relazioni regolari della propria
attività propagandistica. Prima del privilegio viene il dovere e solo quando si
è certi che la testimonianza prosegue sistematicamente, una persona può essere
riconosciuta membro del movimento. Inoltre una persona, per rimanere membro
della Società, deve continuare a svolgere quest’attività propagandistica.
Il movimento ha
scoperto l’importanza essenziale della pubblicità, perché in tre soli decenni
di testimonianza in Italia i Testimoni di Geova
sono cresciuti di circa 60.000
persone.
Quando
esaminiamo le chiese evangeliche invece, il quadro è assai triste. Mentre i
Testimoni hanno la leva del cambio in quarta, impegnati in una “missione
totale”, le chiese evangeliche, in generale, si sono adattate al
“mantenimento”. Mentre nelle chiese evangeliche l’evangelizzazione è
spesse volte nelle mani dei “professionisti”, fra i Testimoni TUTTI
si impegnano alla diffusione della Bibbia e delle loro dottrine.
La terza
caratteristica dei testimoni di Geova è che essi escono dalle loro sale per
evangelizzare, porse il loro è “un altro evangelo” invece di invitare
la gente ad assistere alle loro riunioni. Mentre l’attenzione delle chiese
evangeliche sembra puntarsi sulla moltiplicazione degli ascoltatori,
l’attenzione della Società della Torre di Guardia è puntata sulla
moltiplicazione dei Testimoni. Troppo spesso le chiese evangeliche di oggi sono
legate alle loro sale di riunione, mentre la chiesa del primo secolo non lo era
e il suo fu il periodo della più rapida espansione della fede cristiana.
Invece di attendere l’arrivo dei non credenti nelle sale, come spesso facciamo
noi, la chiesa primitiva prese l’iniziativa e uscì nel mondo con il suo
messaggio. Anche i Testimoni di Geova seguono oggi questo metodo e con un
successo clamoroso che nessuno può negare.
In quarto luogo
i Testimoni di Geova mostrano di essere coerenti in quanto sono studenti
entusiasti della loro dottrina. La loro dottrina è certamente falsa, ma
dobbiamo riconoscere che l’entusiasmo e la sete di conoscerla è notevole. Essi
sono pérsuasi che è necessario inculcare dottrina, dottrina e ancora dottrina.
Essi leggono e studiano le loro riviste, studiano i loro libri, studiano, anche
se solo in base alle indicazioni dei libri e la loro Bibbia. Il risultato è che,
di solito, in una discussione sulle dottrine, essi riescono ad avere facilmente
il sopravvento. Inoltre chi ha assistito ad una funzione domenicale della
Torre di Guardia sa che talvolta essa impegna due ore interessanti. Non c’è
tempo per dormire perché le loro adunanze sono vivaci e piene d’interesse. I
Testimoni vogliono crescere, sono convinti di crescere, lavorano per crescere,
e riescono a crescere.
I Testimoni sono
più zelanti di noi. Sono ansiosi di lavorare di più. Sono pronti ad impegnarsi
completamente per le loro dottrine. Ma più importante ancora, essi sanno
rinunciare al loro orgoglio. Sono infatti disposti ad essere rifiutati,
insultati, diffamati, presi in giro. I Testimoni di Geova hanno una religione
umana, una fede creata dalle loro menti ottenebrate. Eppure si sono consacrati
ad essa e sarebbero pronti anche a morire per essa.
Noi, a1
contrario, abbiamo una fede divinamente rivelata; una fede dataci dal cielo. E
siamo mancanti, siamo fiacchi, siamo indolenti e pigri, siamo apatici. Che il
Signore ci perdoni! Che il Signore ci ravvivi! Che il Signore ci animi!
Le
considerazioni sopra riportate meriterebbero una attenta riflessione da parte
dei membri della TEV. Si sa: i paragoni sono sempre odiosi. In questo caso sono
anche amari. Ma possono essere utili, anzi indispensabili. Noi abbiamo scelto
un nome: “Testimonianza”, e ci consideriamo un “Móvimento”.
Si tratta di sapere se vogliamo essere conseguenti al programma che ci siamo
dati. Certo è triste di dover prendere esempio dai disc poli del sir. Charles
Taze Russell, l’americano che fondò la Torre di Guardia e i Testimoni di Geova.
Ma se il fanatismo dei Testimoni ci ripugna, se qualche lettore è rimasto
infastidito da queste due pagine, che cosa proponiamo in alternativa per il progresso
della nostra Chiesa e del Movimento?
Il profeta Geremia
scriveva: “V’è nel mio cuore come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa;
e mi sforzo di contenerlo, ma non posse” (20:9). Se noi siamo soddisfatti
della situazione della nostra Chiesa o ci siamo rassegnati, se, insomma, non
sentiamo dentro di noi come un fuoco che ci consuma, è chiaro che il nostro destino
– Chiesa e TEV compresa – è segnato nel giro di una generazione.
Qualche piccolo
segno comincia a manifestarsi, non solo alle Valli e non solo nella Chiesa
Valdese;o voglia Iddio ascoltare la preghiera, il sospiro dei nostri cuuori e
mandare un Risveglio!
ATTIVITA’
GIOVANILE A ROMA
Ci scrive il
pastore Giovanni Scuderi:
Su iniziativa
del gruppo giovanile valdese di Roma (Via 4 Novembre) e con invito esteso ai
membri della comunità, si è avuta una riunione con oltre 40 persone presenti
per udire uno studio biblico presentato dal Pastore Scuderi sul problema:
“La lettura della Bibbia quale fondamento della spiritualità protestante
e la crisi della Chiesa negli ultimi decenni”. L’oratore ha presentato una
interessante panoramica di testi che, editi dalla Claudiana, ma preparati e
curati dalla Tavola Valdese furono messi a disposizione delle famiglie della
nostra Chiesa, quali strumenti atti a favorire la lettura del testo biblico e
la meditazione personale, famigliare ed ecclesiale. Il primo volume
“Tavole Sinottiche per servire di guida alla lettura del Nuovo Testamento
ad uso delle famiglie e delle Chiese” (ed.Claudiana: Firenze – Roma)
risale al 1876 e rappresentò per i gruppi di neo convertiti italiani all’epoca
del risorgimento uno strumento prezioso di consultazione e di ricerca rapida
dei testi del N.T. per la predicazione o il dibattito polemico. Ancora oggi un
tale strumento è rimasto immutato, si vedano ad es. le Tavole Sinottiche in
appendice al recente I vol. del N.T. annotato dalla Claudiana.
La cura della
preparazione biblica dei singoli membri di chiesa fu per circa un secolo
preoccupazione costante degli organi ecclesiastici della Chiesa Valdese che
responsabilmente ne portarono l’onere.
Infatti il
famoso volumetto “Pane quotidiano per l’anima” (anno 1930),
contenente l’indicazione di un brano della Sacra Scrittura, un versetto biblico
e la strofa d un cantico per ognigiorno dell’anno, fu edito a cura della
Commissione delle pubblicazioni della Chiesa Valdese. Alla seconda edizione del
volume del past. Giovanni Bertinatti: “Aurora e.tramonto” provvide la
Ven. Tavola Valdese a Roma nel 1937. Intorno agli anni ’50 il Sinodo si occupa
del probleema e giunge alla pubblicazione di una serie di “letture
bibliche” che riscuotono il plauso della Chiesa a tal punto che nelle
avvertenze alle letture del 1956 si legge: “Confortate dal parere del
Sinodo, la Tavola Valdese ha deliberato di far pervenire questo opuscolo in
ogni famiglia della Chiesa”. Si giunge così alla pubblicazione delle
“Meditazioni bibliche” dal ’68 al 1971; da allora tutto tace.
Certo altri
urgenti problemi hanno preoccupato la Chiesa, ma la lettura biblica, quando è
lasciata esclusivamente alla spontaneità della sola iniziativa personale, non
rischia forse di essere trascurata o se mantenuta, di venir limitata ad una
scelta di passi inconsciamente unilaterali? La carenza di strumenti atti a
fungere da umile guida per un comune e disciplinato ascolto della Parola di
Dio non potrebbe forse divenire un correttivo ad una lettura che di fatto oggi
è riduzione arbitraria del messaggio biblico e suo condizionamento in virtù di
scelte ideologiche ed opzioni di classe che, essendo già acquisite a livello di
fede politica sia di destra che di sinistra, finiscono per attribuire a Gesù le
nostre convinzioni culturali?
Allo studio è
seguita una buona discussione e i presenti hanno deciso di far ciclostilare a
titolo di esperimento per la chiesa di Via 4 Novembre una lettura quotidiana e
distribuirlo al culto domenicale.
È stata già
prevista inoltre fra qualche tempo una discussione comunitaria per verificare
l’esito di tale iniziativa già attuata da domenica 2 Aprile.
Si è avuta una
seconda riunione ed i presenti (una ventina) hanno deciso di costituirsi in
“gruppo di riflessione biblica comunitaria” e di riunirsi
settimanalmente per meditare insieme in anticipo il testo indicato dal
lezionario per il culto domenicale. Già la domenica 16/4 la predicazione ha
portato nel suo contenuto il contributo di tale meditazione comunitaria.
LA DIFFUSIONE
DEL LIBRO SUL “RISVEGLIO”
Abbiamo finora
venduto circa 400 copie del “Risveglio”, oltre quelle offerte ai
catecumeni. Sono poche? Sono molte? Nell’ultima Assemblea un ex libraio con
anni di esperienza ha detto che è un magnifico risultato dopo appena due mesi
dalla pubblicazione. Un altro invece ha espresso l’opinione che l’edizione
potrebbe essere esaurita se ogni membro della TEV volesse vendere o regalare
una copia del libro a qualche conoscente.
Comunque sia, vi
rivolgiamo un caldo appello perché ci diate questa prova di solidarietà. Finora
la TEV non ha chiesto del denaro né stabilito quote associative. Perció ci
sentiamo incoraggiati a chiedere la vostra cooperazione adoperando l’incluso
modulo di conto corrente postale inviandoci L.2.500+200 di spese di spedizione.
DAI
CORRISPONDENTI
Da Milano. Rilevo con compiacimento che la TEV dà
noia a molti: è un segno di vitalità, di una vitalità che dobbiamo tutti e
tutta consacrare al Signore.
Da un Pastore Valdese. La spiritualità
delle nostre comunità è per lo più espressa dalla TEV e per poco che lavoriate
dovreste rafforzare notevolmente il movimento. Perciò vi consiglio di
perseverare. Capisco la vostra stanchezza che è pure la mia, sebbene in altro
campo. Ma che senso ha lavorare tutta la vita per poi lasciare che la barca
vada alla deriva? Viviamo in tempo di Pasqua e questo tempo è tempo di
speranza.
SITUAZIONE
FINANZIARIA DAL 7 AL 20 APRILE
Offerte: G. F.,
Pisa 10.000; E. ed E. B., Roma 15.000; E.. C., Inverso Pinasca 5.000; S. M.,
Genova 2.520; B. L., Firenze 1.000; S. M., id. 10.000; G. M., Bassano 10.000;
R. S., Pavia 5.000; E. S., Como 22.300; R. C., Sampierdrrena 5.000; E. S.,
Torino 5.000; E. C., Angrogna 5.000; C. e T. E., Torre Pellice 5.000; A. e G. M.,
id. 10.000; I. H., id. 5.000; L. G., id. 5.000; E. e A. B., San Giovanni
10.000; L. S., id. 5.000; E. C. G., id. 5.000. Totale offerte: L.140.820 (di
cui L.53.150 a mezzo c/c postale)
Rimborsi postali
per il “Risveglio” L.800
Colletta
all’Assemblea di San Secondo di Pinerolo L.56.650
Vendita n°11
copie “Risveglio” L.25.000 (Totale vendite “Risveglio” a
tutto il 20/4/1978 n°395 copie per un importo di L.821.700.
Totale generale
entrate dal 7/4/1978 al 20/4/1978
Totale generale
uscite dal 7/4/1978 al 20/4/1978 ”
136.470 (Dettagli
uscite comunicati alla prossima Assemblea)
Attivo di
cassa……,… L. 86.800
Torre Pellice 20
Aprile 1978 Il cassiere
Geraldo
Mathieu
IO, IO SON COLUI
CHE VI CONSOLA. CHI SEI TU CHE TEMA L’UOMO CHE DEVE MORIRE, E IL FIGLIUOL
DELL’UOMO CHE PASSERA’ COM’ERBA, CHE TU DIMENTICHI L’ETERNO CHE T’HA FATTO?
Is.51/12-13
Ciclostilato in proprio, non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre Pellice
da Rastello Sergio | 17 Aprile 2020 | Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino alle
estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare
34 11 aprile 1978
Il
programma della T.E.V. si ispira alle parole del Signore: “Voi mi sarete
testimoni”. Quale privilegio e responsabilità! Il Signore, venuto sulla
terra per fondare un nuovo Regno, ci ha conferito la dignità di essere suoi
ambasciatori.
Ma
non è un compito facile come a prima vista potrebbe sembrare. Essere dei
testimoni può turbare il nostro quieto vivere, può esporci a delle critiche,
turbare le nostre relazioni sociali e, non di rado, compromettere i nostri
interessi materiali.
Il
secolo scorso il generale Beckwith aveva avvertito i Valdesi: “D’ora in
poi o sarete missionari o non sarete nulla”. Questa fondamentale esigenza
della vita cristiana è oggi messa alquanto in sordina, con cause e scuse
diverse. Ma il vero ostacolo alla testimonianza è la mancanza di vere
convinzioni, perché, se uno é stato “afferrato dal Cristo” (Fil.3/l2)
non può fare a meno di parlare, di convincere gli altri, “insistendo a
tempo e fuori di tempo” (2 Tim.4).
Ricordino
i membri della TEV di essere discepoli di Colui che la Scrittura ha definito
“il fedel testimone” (Apoc.l/5). È ispirandosi al suo esempio che il
Signore potrà forse servirsi di noi in vista del risveglio della Chiesa.
DOMENICA
T.E.V. A SAN SECONDO DI PINEROLO
Avrà
luogo domenica 16 Aprile iniziando con il culto alle ore 10,30. Alle 14,30
seguirà l’Assemblea TEV, alla quale anche i non aderenti sono invitati.
Chi
volesse approfittare di una minestra calda, che sembra ci verrà generosamente
offerta, lo faccia sapere a uno dei coordinatori, e questi ne comunichino il
numero, non più tardi del 13 corr. alla sig.ra Ade Gardiol (tel.91.277). Alla
stessa si rivolgano quelli che desiderano un passaggio in auto.
GIORNATE
T.E.V. SULLA RIVIERA LIGURE DI PONENTE
Vallecrosia
1/4 7 Sanremo 2/4/1973
Siamo
molto riconoscenti al Signore per averci permesso di trascorrere due giornate
d’intensa comunione fraterna ccn le conaunità di Vallecrosia Bordighera e di
Sanremo.
I
53 partecipanti provenivano dalle chiese di Villar Pellice, Torre Pellice,
Anrogna, Lusrna San Giovanni, Pinerolo, Torino, San Germano Chisone, Pomarntto
e Carema. Dopo un ottimo viaggio, via autostrada, siamo stati ricovuti alla
Casa Valdese per la gioventù evangelica di Vallecrosia dal direttore Sergio
Nisbet, che aveva diligentemente come sempre predisposto tutto per un ottimo
soggiorno. Dopo il pomeriggio di riposo, la serata è trascorsa prima in chiesa
con un breve culto del Pastore Guido Mathieu, che ha pure presentato con molti
particolari la storia della centenaria chiesa di Vallecrosia, la cui
inaugurazione ebbe luogo il 30 maggio 1878. In seguito, nel salone refettorio i
presenti hanno potuto ammirare le bellissime filmine del viaggio in Israele che
il dott. Enrico Gardiol ha illustrato con appropriate descrizioni. Nella
mattinata di domenica i partecipanti si scno recati al culto a Sanremo,
unendosi ai membri di codesta chiesa. Oltre cento persone affollavano il
terapio. Dopo il benvenuto rivoltoci dal Pastore Giovanni Peyrot, il culto è
stato presieduto dal Pastore Ernesto Ayassot. La predicazione su “Chi è il
Cristo?” ci ha vivamente edificati.
L’ágape
offertaci dalla comunità di Sanremo ci ha veramente commossi per la generosità,
premure e gentilezze con le quali siamo stati accolti e serviti ai tavtoli
magnificamente addobbati con fiori. Un particolare anche molto anprezzato e di
cui siamo grati ad un caro amico che ne è stato il promotore, era un elegante
cartoncino per ogni commensale. Sulla facciata a destra era scritto:
“Incontro TEV Valli Valdesi Sanremo 2
Aprile 1978″. Sull’altra facciata vi erano tre versetti il 1° in francese 1
Cor.2:2; il 2° in italiano: Galati 6;15 e il 3° pure in italiana Efesini 6:24.
Nel
pomeriggio ha avuto luogo l’Assemblea propriamente detta, che, per ragioni di
tempo è stata ridotta a sole due ore, svolgendo così purtroppo solamente in
parte: l’ordine del giorno. La prima parte liturgica e di preghiera è stata
presieduta dal Pastore locale, che ha ricordato l’importanza e l’utilità della
lettura della Bibbia e della preghiera. Alcuni dei presenti si sono uniti con
brevi preghiere spontanee. La seconda parte dell’Assemblea sotto la presidenza
del Pastore Nisbet si è svolta trattando alcuni importanti argomenti e
rimandando ad altra riunione quanto non si è potuto discutere e approvare. Con
molto piacere si sono
ascoltati
dei messaggi di nostri aderenti e simpatizzanti, anche
non appartenenti alla Chiesa Valdese, tra i quali quello di Franco Mággiotti
di Finale Ligure, venuto insieme ad alcuni giovani della sua Chiesa. Il Pastore
Giovanni Peyrot ci ha parlato della chiesa di Sanremo, delle sue origini e
dalle sue attività. Peccato che, dato il poco tempo a disposizione, non si sia
meglio precisato e puntualizzato alcuni particolari della formazione della
suddetta chiesa.
Una
tazza di té, abbondantemente guarnita, sempre offertaci dalla comunità e il
canto de1 “Giuro” pongono termine alla riunione. L’offerta ricevuta
all’uscita è stata devoluta per l’opera di “Voce amica”.
Partendo
da Sanremo verso le 17 abbiamo cercato di ringraziare per l’accoglienza; ma
cortamente non vi possono essere ringraziamenti a sufficienza per tutti quanti
si sono adoperati per noi.
Il
viaggio di ritorno cí è parso più breve per le spiegazioni dateci dal dr.
Enrico Peyrot sulle località attraversate, specialmente in rapporto alla storia
Valdese. Anche a lui vadano i nostri più vivi ringraziamenti.
Geraldo
Mathieu
COM
NUOVI TEMPI: “Valida ricerca di testimonianza cristiana”
Trascriviamo
gli ordini del giorno votati dai Sinodi di questi ultimi quattro anni (le
sottolineature sono nostre).
SINODO
1974 art.12.
I1
Sinodo, riconoscendo che la fusione Com Nuovi Tempi rappresenta una possibilità
di predicare l’Evangelo,
incoraggia
le chiese a sostenere e diffondere i1 nuovo giornale; conferma la posizione di
pastore in missione del pastore Giorgio Girardet quale direttore di COM-Nuovi
Tempi;
dà
mandato alla Tavola di mantenere uno stretto rapporto con il giornale nei modi
più opportuni a seconda delle possibilità offerte dalla convenzione e dalla
cooperativa proprietaria del giornale e di assicurare per il prossimo anno un
congruo numero di abbonamenti sostenitori per un totale di due milioni.
SINODO
1975 art.12.
Il
Sinodo riconosce la validità della linea di
ricerca del settimanale Com-Nuovi Tempi per una predicazione
dell’Evangelo in ogni ambiente. Il
Sinodo approva l’operato della Tavola in merito alla diffusione fra gli
emigranti.
Art.14.
I1 Sinodo preso atto della avvenuta firma della convenzione fra la Tavola e la
Cooperativa Com-Nuovi Tempi, chiede alla Tavola di assicurare per il prossimo
anno un congruo numero di abbonamenti sostenitori al periodico.
SINODO
1976. Art.14.
Il
Sinodo riconoscendo nel settimanale Com/NT uno strumento utile alle chiese per
il fraterno dibattito con comunità cattoliche e per una valida ricerca di
testimonianza cristiana raccomanda alle chiese una più attiva collaborazione al
giornale; impegna la Tavola ad assicurare per il prossimo anno un adeguato
numero di abbonamenti al periodico.
SINODO
1977. Art.32.
Il
Sinodo, riconoscendo nel settimanale Com-Nuovi Tempi uno strumento utile di
scambio e di dialogo con settori delpqese aderti alla ricerca di fede, si
augura che in avvenire siano maggiormente presenti i temi biblici e della
testimonianza cristiana;
impegna
la Tavola Valdese ad assicurare anche per il prossimo anno, un adeguato numero
di abbonamenti al periodico.
Come
è stato pubblicato sull’Eco Luce, alla Tavola Valdese è stata inviata la
seguente lettera, che, per mancanza di tempo è stata firmata soltanto da 51
persone:
Nella
riunione della TEV del 3 marzo 1978, in Luserna San Giovanni, i partecipanti
esprimono il loro vivissimo sdegno per la pubblicazione nel
n.5
di “Com-Nuovi Tempi” sostenuto
ufficialmente dal Sinodo della
Chiesa Valdese, di un estratto teatrale di Franca Rame, che è stato di scandalo
per molti credenti.
Chiede
alla Tavola di voler pubblicamente dissociare la Chiesa Valdese da ogni
responsabilità in merito.
Si
comunica inoltre che copia della presente verrà inviata a: Facoltà Valdese di
teologia di Roma; Federazione Femminile Valdese, Roma; Redazione del giornale
Eco-Luce, Torre Pellice.
La
Tavola Valdese ha così risposto:
Tavola
Valdese, Torre Pellice 12 marzo 1978
Cari
Fratelli, la Tavola ha preso in esame la vostra lettera del 3 marzo, in cui
esprimete la vostra rimostranza per la pubblicazime su Com-Nuovi Tempi
dell’estratto teatrale della Sig.ra Franca Rame.
Comprendiamo
la situazione di disagio vostra e di altri fratelli di fronte a un testo che,
nell’intenzione di presentare un problema reale, usa un linguaggio non
accettabile per la sensibilità di molti di noi.
I
rapporti tra la Chiesa Valdese e Com-NT sono estati stabiliti dal Sinodo e non
comporta per la Tavola potere censorio.
Riteniamo
che la linea del giornale non possa esaere valutata in base alla pubblicazione
di un documento che, benché discutibile, tuttavia nasce da una problematica di
una certa attualità sociale e culturale. Il giornale ha la sua piena autonomia
e una funzione di contatto e dialogo anche con ambienti estranei alla nostra
Chiesa. Poiché la vostra lettera vi rivela lettori del giornale, voi certo
sapere che la problematica da esso affrontata va assai al di là di una pagina
giudicabile di dubbio gusto.
Non
riteniamo inoltre di accogliere la vostra proposta di una pubblica
dissociazione di responsabilità, sia perché questa non sussiste, sia perché
non consideriamo utile sollevare problemi che riguardano esressioni verbali non
opportune, trascurando invece questioni di fondo di ben diversa portata. Ci
sembra infatti che è nella concretezza delle situazioni che noi dobbiamo
confrontaci e portare la nostra testimonianza di fede nella volontà di comprendere
la realtá delle altrui posizioni al di là delle parole che le esprimono e che a
noi possono dispiacere.
Fraterni
saluti
Guido
Colucci Segretario della Tavola
DAL
DECANO DELLA FACOLTÀ VALDESE DI TEOLOGIA
Ho l’impressione che parlare di responsabilità
della chiesa o
della
Tavola per tutto quello che si stampa sui giornali evangelici sia un po’
eccessivo. Sarebbe eccessivo persino per l’Eco delle Valli, che pure è il
giornale valdese – tanto più che COM/N.T. che è solo in parte evangelico, e questa
parte è anche interdemminazionale.
In
fondo, abbiamo sempre un po’ la tendenza a calcare la mano sui testi che per essere
stampati si prestano a più attente e critiche considerazioni. In realtà, è mia
opinione che i nostri giornali siano aperti al rischio di “topiche”
né più né meno che qualsiasi altra predicazione orale, fatta dai pulpiti o da
altre sedi. Chi non ha mai preso una cantonata in un sermone? Ad ogni pastore è
capitato, quasi sempre più di una volta, di fare un’applicazione o una
interpretazione completamente fuori fase e addirittura “scandalosa”.
Non per questo si invoca il braccio secolare della Tavola o la cessazione dello
stipendio dello sfortunato predicatore
COM/N.T.
vuol essere un tentativo di predicazione al mondo di fuori: il linguaggio è condizionato
da questo fine…
Vorrei
dire che Com N.T. non è anzitutto un periodico per l’edificazione delle nostre
comunità, ma un periodico per il contatto con altri ambienti. Le nostre
comunità non dovrebbero giudicarlo con il criterio della loro edificazione.
Sono generi letterari diversi.
Prof.
Bruno Corsani
DALLA
FEDERAZIONE FEMMINILE VALDESE
Con
particolare interesse attendiamo la risposta della F.F.V. in merito
all’articolo che COM N.T. (vivamente raccomandato dal Sinodo Valdese) ha
pubblicato senza commento redazionale, dal titolo “Abbiamo tutte la stessa
storia”, perché ci dica se questo modo di presentare la donna, corrisponde
ai sentimenti di una donna cristiana evangelica.
LA
TEV A CONFRONTO CON LA TEOLOGIA
Cari
amici, sono un credente biblico del1a Chiesa dei Fratelli. Mi interesserebbe
sapere quali sono le vostre posizioni nei confronti della teología liberale che
impermea ormai tutto l’ambiente cattolico, ed ancor più quelle valdese. Queste
le mie domande: che cosa intendete per ispirazione e per “Parola di
Dio”; considerate gli scritti paolini autorevoli
quanto
gli insegnamenti di Gesù riportatici dagli Evangelisti?; credete nella validità
storica della Resurrezione di Cristo?; accettate la critica del testo così come
viene presentata, ad esempio, dalla “Bibbia di Gerusalemme”?;
ritenete che la teologia barthiana, i suoi stretti rapporti con
l’esistenzialismo, la sua dicotomia tra fede e storia, fede e ragione, la sua
confusione nelle precarie distinzioni tra Parola di Dio e parola umana,
l’assenza di una seria presa in considerazione dei fatti storici della Bibbia
(profezia, datazioni, contesto ecc.) ritenete che questi sieno elementi in
accordo con la Scrittura?; ed infine, cosa ne pensate dell’ecumenismo? C’è
spazio nelle Chiese di Dio per un atteggiamento simile nei confronti di altre
comunità e movimenti?
Scusate
tutte queste domande sparate così in fretta, ma sono certo che comprenderete
che la sincera ricerca della verità comporta queste scomodità. Cristo non
sopporta le ambiguità. Voi sapete che questo è il secolo dei comprimessi e
delle ambiguità nel campo religioso.
“…
essendo stati edificati sul fondamento degli Apostoli e dei Profeti, essendo
Cristo Gesù stesso la pietra angolare…” seguitando verità in
carità….”
Jonathan
Terino – Perugia
La
TFV sorta nella Chiesa Valdese – ha ben presto incontrato numerose simpatie fra
quasi tutte le Chiesa Evangeliche in Italia. Fra queste, particolarmente
gradite le testimonianze di credenti delle Chiese di Fratelli. Uno di questi
ci ha scritto: “Attraverso queste righe desidero esprimere tutto il mio
incoraggiamento fraterno e l’augurio di ricche benedizioni celesti per un vero
rinnovamento e risveglio in tutta la Chiesa del Signore e non solo nella Chiesa
Valdese”.
Abbiamo
quindi gradita anche la lettera del “fratello”‘ Terino, il quale
certamente comprenderà che per rispondere ai suoi numerosi interrogativi
sarebbero necessarie molte pagine della circolare. Potremmo anche aggiungere
che la maggior parte di noi è gente semplice, e non siamo molto approfonditi
sugli stretti rapporti fra la teologia barthiana e l’esistenzialismo. Ci sembra
tuttavia che il giudizio generalizzato sulla Chiesa Valdese pecchi di
superficialità quando scrive che la “teologia liberale impermea ormai
tutto l’ambiente cattolico e ancor più quello Valdese”. E’ possibile che
ci sieno dei teologi liberali, ma è ancor più vero che il Signor Gesù può
essere visto da angolature diverse che non sono contrastanti, ma
complementari, come è stato fra gli stessi apostoli. Si pensi alla diversità di
Vangeli come Marco e Giovanni. Inoltre pensiamo che i problemi teologici vadano
certamente approfonditi, ma sempre in uno spirito di umiltà, ricordando le
parole dell’apostolo: “Ora vediamo come in uno specchio., in modo oscuro,
ma allora vedremo faccia a faccia” (l Cor.13).
Quello
che noi desideriamo è che lo Spirito Santo rinnovi la nostra Chiesa, che le dia
un nuovo slancio evarigelistico, insomma che provochi un Risveglio. Quanto al
resto, la invitiamo a unirsi a noi in questa preghiera di un credente:
“Padre,
ti lodiamo perché raduni in una sola Chiesa i credenti nella loro diversità;
perché nella tua Chiesa c’è chi giunge a Te attraverso il ragionamento e altri
perché ha di Te una visione immediata; c’é chi ha il privilegio di una assoluta
certezza e c’é chi continuamente grida: Signore, io credo; sovvieni alla mia
incredulità. Donaci di arricchirci gli uni gli altri, affinché tutti insieme
possiamo meglio seguire il Signore Gesù Cristo. Amen”
DA
UN CORRISPONDENTE TOSCANO
Ho
letto con interesse su “Testimonianza” la bella pagina di G. Rostagno
sui riflessi emozionali del culto nel Tempio, poi le osservazioni del Pastore
Conte ad una ipotizzata Teologia del Tempio; infine le vostre osservazioni che
condivido soprattutto quando affermate che é questione di “diversa
sensibilità spirituale”. Qualcosa di analogo alla sensibilità artistica:
c’è’ chi l’ha e chi no, per ragioni, forse, di costituzione psicofisica. Non
per nulla Beethoven riteneva che la musica costituisse l’unico tramite
sensitivo col mondo superiore della conoscenza. È vero che Croce riteneva
altrettanto della filosofia. Io sto per il primo, o, meglio, con R. Wagner che
riteneva nel suo testamento spirituale (Kunst und Religion) che Arte e
Religione fossero assai vicine.
Ma
forse il mio giudizio (su quello di Rostagno) è influenzato da esperienze
vissute nella mia giovinezza che mi fecero ritenere Rostagno il più grande
predicatore evangelico di questo secolo. Egli fu uno dei pochi così dotati da
trasmettere intatta all’ascoltatore nell’anima di tutti, dotti e ignari, una
traccia duratura di alta spiritualità cristiana. L’evangelismo ebbe sullo
scorso del passato e all’inizio del presente secolo, degli uomini di
prim’ordine che meriterebbero di essere ricordati e biografati. Ne accenno
soltanto alcuni: Giuseppe Comandi, nel campo della educazione giovanile; Emilio
Comba, fondatore della storiografia Valdese; Giovanni Luzzi, il maggior traduttore
della Bibbia; il Conte Piero Guicciardini, riformatore e biografo insigne ecc.
ecc.
SITUAZIONE
FINANZIARIA AL 6 APRILE 1978
Entrate
dal 22 marzo al 6 Aprile 1978
Offerte:
C. F., Torre Pellice 5.000; R. P. P., id. 5.000; S. B., Torino 10.000; Y. C. G.,.
id. 5.000 B. R., id. 10.000; P. G., Trapani 2.500; S. K., Como 50.000; M. M.,
id. 2.000; G. M., Alessandria 10.000 Y. R. L. e genitori, Napoli 5.000; A. R.,
Pomaretto 2.000; C. B., Sanremo 2.000; V. di B., id. 10.000;, G. M., id.
10.000; M. G., id. 10.000; E. e G. P., id. 5.000; E. S., id. 10.000; M. S. e B.
S., id. 10.000; E. L., id. 10.000; E. A., id. 10.000; G. M., Bordighera 5.000;
M. B., Angrogna 8.000; C. C., Villar Pellice 5.000; R. e C. T., id. 10.000; A.
D’A., Rimini 5.000; M. D. R., Brescia 10.000. Totale offerte ricevute L.226.500 (di cui a mezzo c/c
postale L.52.150. Rimborsi spese postali spedizione “Risveglio”
L.200.
Rimborsi
eccedenza versata per fornitura stampati c/cpostale L.2.250 Colletta Assemblea
di Sanremo L.30.400.
Vendite
“Risveglio” n°27 copie L.65.200
(Totale
vendite “Risveglio” a tutto il 6 Aprile 1978 n°384 copie per incasso
di L.796.700).
Totale generale entrate dal 22/3/1978 al 6/4/1978 =
L.324.550
Totale
generale uscite dal 22 1978 al 071978 = L.85.900 (Dettagli
Torre
Pellice 6 Aprile 1978
Il
cassiere
Geraldo
Mathieu
TU
SARAI PRESSO TUTTI GLI UOMINI UN
TESTIMONE DELLE COSE CHE HAI VEDUTE
E
UDITE (Attti 22/15)
Ciclostilato in proprio, non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
da Rastello Sergio | 10 Marzo 2020 | Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino alle
estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare
33 29 Marzo 1978
NON
ARDEVA IL CUOR NOSTRO IN NOI?
Rileggendo
il racconto dei due discepoli che il mattino di Pasqua avviano verso Emmaus, ci
sembra che esprima l’esperienza della nostra vita.
Essi
lasciano alle loro spalle Gerusalemme, come a dire le loro speranze più care.
Sono tristi, delusi. Come non esserlo quando si aveva fermamente creduto in
Gesù, e poi tutto era sfumato, travolto nello scandalo della croce?
Forse
non sbagliamo dicendo che molte chiese, molti cristiani danno anche loro
l’impressione di percorrere i1 cammino della vita con un senso di tristezza. È
evidente che la Chiesa ha deluso, continua a deludere, e lo scandalo della
croce è l’ostacolo che impedisce a molti di credere. Si dice, ma non è sempre
vero, che la vecchiaia è sovente accompagnata da un senso di delusione. Ma
quello che è molto più grave è che la gioventù del nostro tempo sembra essere
una gioventù delusa innanzi tempo. È una gioventù triste. La violenza scatenata
non è uno dei tanti sintomi di questa tristezza?
Ma
continuiamo nella lettura e giungiamo al momento in cui Gesù spezza il pane e i
discepoli scorgono su quelle mani il segno dei chiodi. Allora è come se un velo
cadesse dai loro occhi, e comprendono che quello che era apparso come uno
scandalo ora si manifesta come la potenza e la sapienza di Dio
Neppure
un istante pensano di pernottare a Emmaus. È facile immaginare quei due mentre
rifanno i dodici chilometri che li separano dalla città. Oh! come dovettero
correre per annunziare agli altri la gioia che ardeva nei loro cuori!
La
preghiera che dobbiamo elevare al Signore è che la Pasqua non rimanga come una
domenica speciale ora trascorsa, ma faccia di noi dei testimoni della
risurrezione. Appartenere alla TEV significa testimoniare che il Signore ha
spazzato via le nostre tristezze, le nostre delusioni, perché crediamo nel
trionfo della Vita, nella risurrezione di Cristo, nella risurrezione della
Chiesa, nella nostra risurrezione.
IL
RISVEGLIO DEL 1825
La
TEV ha certamente fatto bene a tradurre e ristampare il lbretto del Meille sul
“Risveglio del 1825”. Perché quella iniziativa abbia tutto il suo
valore é però necessario che, confrontando quella pagina di storia col nostro
tempo, ricerchiamo un monito per operare adeguatamente anche oggi. A questo
scopo allego alcune considerazioni.
Nel
tempo della restaurazione evidentemente il Valdismo passava attraverso a un
momento di crisi, di superficialità religiosa, di razionalismo teologico. Considero
però non accettabile l’affermazione del Neff (pag.36) che in tutte le Valli non
ci fosse una sola persona che conoscesse la salvezza e la pace che trova in
Gesù Cristo. La stessa figura del Pastore Mondon è certo discutibile per la sua
posizione razionalista, ma questo Pastore ultrasettantenne che attraversa a
piedi le Alpi per essere presente alla inaugurazione della chiesa dí Neff
soprattutto questo Pastore a forte tendenza razionalista che sul suo letto di
morte accoglie il suo grande avversario pietista, il Blanc, che gli ha scisso
la parrocchia con una Chiesa dissidente, mi pare stia a dimostrare che
l’influenza di Cristo operava in questo “eretico” della teologia, ci
spinge a ricordaci che non sempre possiamo giudicare dalle posizioni
teoingiche la posizione di fede e ci porta a meditare sulle parole di Gesù:
“Non giudicate”!”.
Tutta
la storia del “Risveglio” ci sembra svolgersi sotto il segno
del
settarismo: spaventosamente settari sono i difensori della
tradizione:
neppure essi cercano di capire la ragione dei “momiers” e della loro
reazione; e mentre éssi rifiutano la ricerca di un chiarimento teologico, non
sanno fare altro che condannare con una condanna ispirata dall’odio, condanna
che li porta fino alla violenza fisica. Ma il settarismo non è meno presente
nelle file dei “risvegliati” e la creazione di una Chiesa
“dissidente” ne è la riprova. Le pagine 85/87 del libro del Melle vanno
lette attentamente: di più si comprende come il Meille sia stato portato a
minimizzare la gravità della “dissidenza” a San.Givanni, ma questo
ci è chiaramente ricordato dal fatto che i dissidenti hanno dato luogo a una
comunità della Chiesa Libera Italiana che verso il 1870/90 aveva un centinaio
di membri ed il suo tempio. “Dissidenza” e non posizione teologica:
la Chiesa di Gavazzi non era certamente più pietista della parrocchia di
Bonjour. Vi è forse una componente settaria nel popolo Valdese: se i dissidenti
di San Giovanni si uniscono alla Chiesa Libera, quelli di Villar e di San
Germano diventano “darbisti”, non dimentichiamo che la prima Chiesa
Avventista in Europa si apre a Torre Pellice e che a Torre Pellice esiste
ancora la “cappella” costruita per essere il centro di una attività
Battista alle Valli. Il rientro dei dissidenti nella parrocchia di San Giovanni
vede come motivo predominante la grave crisi che nell’ultimo decennio del
secolo scorso ha portato la Chiesa Libera Italiana a scomparire.
In
questa situazione è della massima importanza la chiara precisazione della TEV
di non volere essere nella Chiesa un movimento di dissidenza, ma un impulso
verso i1 risveglio della vita spirituale.
Dobbiamo
prendere atto che il movimento del “Risveglio” del secolo scorso, se
ha avuto dei punti deboli, in definitiva ha però operato per il bene della
Chiesa, dimentichiamo però che accanto all’impulso dato alla vita spirituale
della Chiesa dai “risvegliati” ha potentemente influenzato la vita
religiosa alle Valli l’arrivo di un gruppo di Pastori che hanno avuto la loro
preparazione pastorale alla scuola dei Malan, dei Bost, dei Gaussen e
soprattutto dei Vinet. Non più il moralismo di credenti e non credenti viene
posto al centro della predicazione ecclesiastica, ma il sacrificio redentore di
Cristo, nuovo valore viene dato al concetto della conversione e della nuova
nascita.
È
quindi l’uomo che viene messo al centro della vita religiosa, ma è l’uomo rinnovato
in Cristo, l’uomo che è naturalmente testimone di Cristo nella sua società.
Come conseguenza di questa teologia, che è poi la tipica teologia della
Riforma, vi è alle Valli un vero rifiorire di opere sociali. Al “risveglio”
dobbiamo infatti l’estendersi delle Scuole domenicali, la creazione delle
Unioni femminili che lavorano per la beneficenza, si potenziano le scuole e le
Opere caritative della Chiesa, si manifesta un vivo interesse per l’opera
missionaria e, più tardi, per la nostra opera di evangelizzazione, per la
diffusione della Sacra Scrittura.
La
predicazione diventa una predicazione cristocentrica, lo studio della Bibbia
diventa la preoccupazione fondamentale della Chiesa. Ma è di questo che oggi,
abbiamo particolarmente bisogno, una predicazione di “Cristo morto e
risorto ed è alla destra del Padre per intercedere per la sua Chiesa”; di
“tutto il Cristo” cioè del Cristo redentore dell’uomo come della
società.
È
mia impressione, vorrei che fosse una impressione errata, che oggi si discute
molto, ma si opera poco; il nostro è tempo delle discussioni, dei programmi;
molto meno della attività pratica. Il nostro secolo è ancora dominato dalle
opere del “risveglio”, quello che rimane di vivo è gran parte eredità
del tempo passato; ma io mi domando cosa lascerà di operante la nostra
generazione valdese non dico al secolo prossimo, ma al prossimo 2.000? Abbiamo
chiuse le scuole che furono la grande preoccupazione del secolo del
“risveglio”; (unica eccezione il Collegio che ha ritrovato la sua
ragione di essere e l’interessante esperimento di Cínisello); le nostre Chiese
allora gremite (e non solo per tradizione) oggi sono quasi vuote; ci
disinteressiamo dell’opera delle Missioni e della nostra opera di
evangelizzazione; la società biblica nelle sue statistiche ci dice che siamo
fra le ultime Chiese nella diffusione della Bibbia.
Per
questo spero in un nuovo risveglio e prego perché esso si verifichi anche nella
nostra Chiesa.
Alberto Ribet
____________________________________________________
L’opuscolo
sul Risveglio è stato così recensito dal “Pellice” (1)[1]
Quando
si parla di Risveglio ci si riferisce ad un movimento che all’ inizio del
secolo scorso ha rinnovato profondamente la vita delle Chiese protestanti di
tutto il mondo. Sostanzialmente il Risveglio richiamava le Chiese uscite dalla
Riforma del XVI secolo, ad una reale e completa aderenza all’autorità della
Bibbia e predicava la necessità della conversione personale per l’azione dello
Spirito Santo. Sull’onda di quanto avveniva oltr’alpe, questo movimento di
pensiero si manifestò anche nelle Valli Valdesi e in particolare nella comunità
di S.Giovanni, creando delle situazioni che investirono anche direttamente la
vita sociale della zona. Il Meille, pastore Valdese di S. Giovanni, fondatore
del Rifugio Re Carlo Alberto, sulla fine del secolo scorso, sulla base di una
ampia documentazione di prima mano, traccia la storia tormentata del movimento
spirituale che doveva lasciare una impronta estremamente evidente nel costume
di vita della popolazione valligiana per oltre un secolo, e ne evidenzia con
grande chiarezza e in modo critico i pregi e i limiti. Dalla lettura dei libri
emerge inoltre una immagine netta delle condizioni socio-politiche e religiose
della zana, ricaduta con la Restaurazione Sabauda in condizioni precarie, dopo
la ventata di libertà seguita alla Rivoluzione Francese e all’epoca
napoleonica.
I
lettori, sia valdesi che cattolici, possono trovare riferimenti a famiglie e a
località note ed avere una chiara visione delle istanze ideali che sono state
alla base di una cultura di avanguardia nel campo spirituale e sociale che oggi
ancora onora le nostre Valli. G. R.
L’OPUSCOLO
DEL RISVEGLIO
Come
deciso dall’Assentlea, opuscolo sul “Risveglio del 1825” è
stato
offerto gratuitamente a tutte le chiese Valdo Metodiste come dono ai catecumeni
in occasione della loro professione di fede. Abbiamo ricevuto quattordici
risposte con una richiesta di circa duecento copie. Riportiamo alcune delle
lettere ricevute:
—
Il Consiglio di chiesa ha deciso di accettare l’offerta della TEV di inviare ai
futuri catecumeni il libro su “II Risveglio”. Può essere utile come
documento storico e come punto di partenza per una discussione sul Risveglio e
il Pietismo nella Chiesa Valdese. Anche se la maggioranza del consiglio di
chiesa non condivide affatto l’impostazione TEV, si è stati unanimi nel
lasciare libera iniziativa alla TEV stessa di farsi conoscere e pubblicizzare
le sue idee.
—
Il Concistoro non ha nulla in contrario a che venga distribuito ai catecumeni
di IV anno confermandi il libro sul Risveglio; ha però espresso le sue riserve
a che venga distribuito al momento della confermazione quando viene già dato
un libro a nome della comunità. Potete recapitare i libri al mio indirizzo e
potrò darli quando avremo l’ultimo incontro con i catecumeni.
—
Sentita la richiesta della TEV il Concistoro è dell’avviso di non
inviare
nominativi o indirizzi di confermandi, anche perché, sino a Pentecoste, non ne
conoscerà l’identitá, ma si ripromette di restituire le copie avanzate.
—
Vi comunico i nomi dei catecumeni. I1 Concistoro preferisce che il libro venga
loro spedito.
—
Vi ringrazio per la vostra offerta di inviare gratuitamente ai confermandi
copia del libro “Il Risveglio”. Vi chiedo di spedirli direttamente a
me.
—
A nome del Concistoro vi ringrazio di cuore per il vostro dono e vi mando
l’elenco nominativo dei catecumeni confermandi.
—
Naturalmente il Concístoro ha deciso di accogliere questo dono: come si
potrebbe rifiutare un dono che non è diretto a noi, ma ai catecumeni?
Riteniamo che la lettura di queste significative pagine di storia, cosi poco
conosciuta, sia di estremo interesse. Purché il volume sia letto! Questo
purtroppo non possiamo assicurarlo, ma sarà un’occasione per discutere coi
catecumeni di questo periodo della storia della nostra Chiesa.
—
In risposta alla vostra gradita offerta di consegnare ai confermandi delle
nostre comunità una copia del volume del Meille, il Concistoro ha accolto la
vostra proposta.
CREDIAMO
NELLA POTENZA DELLA PREGHIERA?
Da Napoli riceviamo: “Sto
attraversando un duro periodo di prove, ma il Signore non mi ha abbandonata.
Confido in Lui che è la mia speranza. Questa piccola offerta perché sia sempre
testimonianta la misericordia di Dio.
Abbiamo
dato un posto speciale a questa corrispondenza
perché ci richiama una delle principali attività della TEV, che dovrebbe
essere quella di segnalare e accogliere le richieste di preghiere di intercessione.
Ricordiamoci in preghiera di qyesta sorella di Napoli.
DA
UNA PENTECOSTALE CATTOLICA DI FIRENZE
“State
dunque saldi, avendo preso la verità a cintura dei fianchi, essendovi rivestiti
della corazza della giustizia” (Efes.6/14).
Ho
letto con molto interesse il vostro opuscolo. Io sono una pentecostale
cattolica, ma aperta al dialogo anche con i fratelli evangelici. In ogni parte
del mondo in tante Chiese si prega che lo Spirito Santo rinnovi il suo popolo.
Ne abbiamo tanto bisogno. Vi scrivo per chiedere (se possibile) di ricevere
altre notizie, se avete dei giornali, delle circo lari da spedire. Mi è stato
anche detto di un risveglio tra gli zingari che tra l’altro stampano un loro
giornale. Mi piacerebbe riceverlo. Il nostro movimento ne stampa uno
“Alleluia”, non so se lo conoscete. Come vi ho detto sopra seguo con
tanto amore ed interesse tutto ciò che il Signore opera su tutti i fratelli.
DAI
CORRISPONDENTI
Da Roma. Ricevo regolarmente la
circolare e ne sono molto grata. Con mio grande rincrescimento non potei
domenica assistere alla riunione che si tenne a Via IV Novembre perché il tempo
era piovoso e freddo e avrei dovuto camminare sotto la pioggia. Spero tanto
poterlo fare un’altra volta ora che viene la buona stagione. Sono molto
soddisfatta che tanti aderiscano alla TEV e auguro che il numero si accresca
sempre di più con cuore sincero e devoto al Signore.
Da S.Georgen (Germania). La politica non deve mescolarsi
col lavoro della Chiesa. Auguro alla TEV molta forza e vi mando 50 marchi. Voi
Valdesi siete una minoranza nella cattolica Italia e io voglio appoggiare il
vostro servizio.
Da Losanna. Con soddisfazione constato che
l’intervento della TEV non è stato inutile, perché la tensione politica
nell’interno della Chiesa sembra ridimensionato.
Da Sant’Antonino di Susa. Voglio congratularmi innanzi
tutto con il vostro Movimento. Ho letto qualche articolo sulla Luce e vi esorto
sempre a guardare a Cristo seguendo le sue orme, senza guardare né a destra né
a sinistra, anche se alle volte si viene derisi dagli stessi membri di chiesa.
Da Venezia. Ammiro le vostre circolari
perché sono apolitiche. Vi ringrazio per l’opera da voi intrapresa. Sono certo
che il Signore benedirà tutte le vostre riunioni. Ho aderito con gioia alla TEV
perché ho osservato che diverse chiese fanno dalla politica specie nei culti.
Da Firenze. È per me un vero piacere il ricevere
il vostro bollettino. Che l’Eterno spanda su di voi e tutti i sostenitori le
sue benedizioni.
Da Roma. Invio una piccola offera sempre
grata per le pubblicazioni che ricevo regolarmente. Con tanta simpatia.
Da Roma. Per puro caso ho saputo, mesi fa,
della presenza della TEV a Roma in Via IV Novembre e così ho potuto partecipare
nel pomeriggio alla riunione. La sola esistenza della TEV mi ha riempito il
cuore di gioia e mi fa piacere di poter considerarmi aderente ad essa. Prego di
volermi inviare regolarmente la circolare affinché possa essere tempestivamente
informata di tutto ciò che riguarda la TEV. Con la gioia della speranza che la
TEV possa accrescere ed operare per il bene di molti invio saluti fraterni.
Da Combloux (Svizzera). ( Ndr: Questo paese è in Francia) Ho ricevuto le circolari e oggi sono
andato apposta a spedire 60 franchi. Avrei desiderio sapere ancora qualcosa in
proposito. I miei figli e le loro famiglie sono Battisti-Mennoniti. Ma in
fondo, a chi ce ne andremo noi? come disse Cefa. Tu hai le parole di vita eterna.
Da Firenze. Esprimendo la nostra simpatia a questo movimento
rinnovatore, ma andiamo a questa somma quale contributo simbolico. Prego
inviare i vostri ciclostilati anche a mio figlio.
CHI
PUO’ RISPONDERE?
Da
diversi mesi sono un simpatizzante della TEV e ricevo regolarmente le vostre
circolari che mi rallegrano molto sia per il sincero ritorno al puro Evangelo,
e sia par il desiderio che avete di rivivere un genuino risveglio spirituale
nell’ambito della Chiesa Valdese. Risveglio auspicabile però anche in altre
Chiese Evangeliche del nostro paese.
Vi
sarei immensamemte grato se voleste pregare i vostri lettori che ne avessero la
possibilità, di vendermi i seguenti libri: commento ai Tessalonicesi e ai
Gelati di E. Bosio; commentario di G. Luzzi sulle epistole agli Efesini, Filippesi,
Colossesi, Commentario sull’epistola a Filemone di E. Bosio; commento
sull’epistola agli Ebrei di E. Bosio. Sono disposto a sostenere anche le spese
di spedizione oltre al prezzo richiesto. Prego scrivere a
Franco
Liotti – Via -.Francesco D’Ovidio 155 – 00137 Roma
UN
LUTTO
Presso
la Casa di riposo di San Germano è mancato Lorenzo Roccione, uno dei primi aderenti
al nostro movimento. La TEV esprime la sua profonda simpatia cristiana alla
vedova.
SITUAZIONE
FINANZIARIA AL 20 MARZO 1978
Entrate
dal 7 Marzo 1978 al 21 Marzo 1978
Oferte
ricevute: S. M., Firenze 5.000; A. L., Milano 20.000; Due Angrognini 10.000; D.
G., Angrogna 5.000; E. C. G., San Giovanni 2.000; S. ed E. B., id. 5.000; S. C.,
id. 5.000; W. M., Treviso 3.000; L. O., Torre Pellice 5.000; G. P., Torre del
Greco 5.000; G. F., Roma 1.400; S. N., Vallecrosia 10.000; M. N., Napoli 5.000;
rimborsi postali per “Risveglio” 400. Totale offerte 81.800 (di cui a
mezzo c.c.p. 20.9C0). Prenotazione e vendite Risveglio” n. 53 copie =
L.123.500.
(totale
prenotazione già recapitate e vendite a tuttos il 20 marzo n°357 copie per un
totale di L.731.500).
Totale
generale entrate dal 7 marzo al 20 marzo 1978 = L.205.300
Totale
generale uscite dal 7 marzo 1978 al 2C Marzo 1978 = 1.1.157.435. (Dettagli
uscite comunicati alle Assemblee).
Torre
Pellicc 20 marzo 1978
Il
cassiere G. Mathieu
DIO
NON CI HA DATO UNO SPIRITO DI TIMIDITÀ
MA
DI FORZA DI AMORE E DI CORREZIONE. NON AVER DUNQUE VERGOGNA DELLA TESTIMONIANZA
DEL SIGNOR NOSTRO (2 Tim.1/7-8)
Ciclostilato
in proprio, non pubblicato Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese Casella
postale
10066
Torre Pellice
[1]
“il Risvegliio del 1825 nelle Valli Valdesi” di William Mielle (a
cura della TEV) , Claudiana, 1978, L. 2500.
da Rastello Sergio | 26 Febbraio 2020 | Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino alle
estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare
31 24 febbraio 1978
DOMENICA T.E.V. in Riviera
Abbiamo il piacere di comunicarvi che è in fase di
organizzazione una gita in Riviera per il 1°-2 Aprile p.v.
Un pullmann partirà da Torre Pellice, davanti alla
Foresteria, sabato 1° Aprile alle ore 7,30 precise; transiterà davanti alla
nostra chiesa di Pinerolo, proseguendo poi per Vallecrosia, passando per il
Colle di Tenda. Ricordarsi quindi che è necessario portare il passaporto o la
carta di identità.
Alle 12,30 pranzo alla Casa Valdese. Pomeriggio
libero per una passeggiata sul lungo mare o visitare Bordighera o Ventimiglia.
Ore 19 cena a Vallecrosia. Avremo come ospiti i
Pastori Giovanni Peyrot e Guido Mathieu. Quest’ultimo ci darà qualche notizia
sulla comunità di Vallecrosia e il direttore Sergio Nisbet ci parlerà
dell’attività della Casa Valdese.
Dalle 20 alle 20,30 termineremo la giornata con un
momento di raccoglimento nella cappella. Presiederà il Pastore Peyrot.
Pernottamento alla Casa Valdese è previsto in camere
a due o quattro letti.
Domenica 2 Aprile. Colazione ore 8,30. Ore 9
partenza per Sanremo. Avremo un’ora per un giretto fino al porto. Ore 10,30
culto presieduto dal Pastore Ernesto Ayassot. Quindi nei locali della chiesa
consumeremo le provviste che la Casa di Vallecrosia ci avrà preparato. Alle
14,30 Assemblea TEV con partecipazione della comunità per illustrare le
finalità del nostro Movimento e rispondere alle domande che ci verranno fatte.
Il Pastore Peyrot ci darà qualche notizia sulla comunità di Sanremo.
Alle 17 partenza per arrivare alle Valli verso le
21.
Il costo della gita è ridotto al minimo: 15 mila
lire (tre pasti, colazione, pernottamento e viaggio). Però i posti sono
limitati ai primi cinquanta che si iscriveranno presso la si.ra Ade Gardiol
(Torre Pellice) versando un anticipo di L.5.000 non rimborsabile. Le altre
L.10.000 saranno raccolte in viaggio. Purtroppo a Vallecrosia non possono
ospitare più di cinquanta persone, per cui chi vi si recasse con mezzi propri
dovrebbe prima informarsi se nel pullmann è rimasto
qualche posto libero.
RIUNIONE DEI COORDINATORI
Per la prossima riunione dei coordinatori, con
invito agli aderenti che lo possono, ritorneremo nella ospitale casa dei
signori Malan, alla Bossatera, sulla strada vecchia di San Giovanni, a circa
un chilometro oltre l’Uliveto, venerdì 3 Marzo dalle 20,30 alle 22,30. Chi non
avesse famigliarità con la località, si metta in comunicazione con un
coordinatore.
DAL PASTORE GINO CONTE
Nell’ultimo bollettino (n° 29) fra i doni, sia pure
di non aderenti, è indicato un mio versamento. Ho effettivamente inviato quella
modesta somma, ma non come dono per il movimento, bensì come rimborso per
l’invio, da molti mesi ormai, della vostra circolare. Vi dicevo anche che
sarebbe opportuno che apriste una sorta di abbonamento, dato che forse altri,
come me, desiderano riceverla e non a sbafo, pur non sentendosi di aderire al
movimento e di contribuirvi. La TEV è una realtà presente nella nostra Chiesa,
desidero dunque esserne informato, e non gratis. Fra un rimborso che ritengo
doveroso e un dono c’é più che una sfumatura e mi spiace di doverla sottolineare.
Pregandovi di pubblicare questa mia precisazione, mi
permetto alcune osservazioni, che vi faccio con l’umile e fraterna schiettezza
con la quale già in passato vi ho detto perché non mi sentivo di aderire al vostro
movimento. I1 dissenso si è confermato, talvolta accentuato, ricevendo via via
i bollettini. Vi compaiono infatti cose vive e interessanti e vi si riflette
l’impegno di molti di voi; tuttavia, alcune osservazioni: a) con tutto il
rispetto per il prof. G. Rostagno, è molto discutibile la “teologia del
Tempio” della sua pagina che avete pubblicata con rilievo (e proprio in
riferimento a Geremia 7: ma lo avere riletto quel terribile capitolo?!); b)
nello stesso n° citate alcuni periodi di un mio scritto sul culto, ma
stralciati da un contesto in cui muovo anche ai nostri culti una critica che
non credo voi accettiate; ora, che questa selezione, anche non voluta, ma
reale, sia largamente praticata da molti, è un fatto, ma non una giustificazione;
c) capisco che possiate essere rallegrati e incoraggiati se molti vi scrivono
da tutta Italia e fuori; però non di rado quelle lettere esprimono una sordità
alla realtà odierna nella quale l’Evangelo deve risuonare, e talvolta una
coscienza soddisfatta e un giudizio senza appello su altri, che a mio modesto
avviso non dovrebbero essere incoraggiati, ma discussi.
Soprattutto, continuo a pensare che il vostro
richiamo al Risveglio del secolo scorso sia un errore storico e teologico. Non
si può fare come se tutti questi travagliati decenni non fossero stati, con
tutto quel che ci hanno portato (e vi abbiamo detto e fatto) di negativo, ma
anche di positivo. E non credo che a parte la sua passione cristiana – Félix
Neff possa essere una proposta per oggi. Se ritenete che occorra resistere all’orientamento
maggioritario in atto nelle chiese – e questo lo penso anch’io in larga misura
– perché non proporre invece alle nostre chiese le riflessioni, gli stimoli di
un Jacques Ellul, ad esempio? Un teologo laico, un riformato francese
largamente snobbato fra noi – et pour cause! certo discutibile come chiunque,
ma – che secondo me ha saputo e sa unire una viva sensibilità per i problemi
reali dell’uomo d’oggi e una robusta sostanza evangelica, un non-conformismo
profondamente radicato in humus protestante. Certo, egli non ha le vostre
posizioni, anzi le critica; ma sono critiche che dovreste ascoltare. Il vostro
movimento ci guadagnerebbe in utilità e fecondità. Vi saluto fraternamente.
Il Pastore Gino Conte solleva qui molti problemi
LA RISPOSTA DEL SINODO
Il Sinodo del 1894, sotto la presidenza del Prof.
Paolo Geymonat, dette largo spazio al problema del Risveglio. Nessuno,
naturalmente, poteva negare che segni evidenti dello Spirito stavano
manifestandosi. Ma lo Spirito Santo – ce lo dice la Scrittura – si manifesta a
volte come una bufera di vento; molti si sentono disturbati nelle loro
abitudini e non sono disposti ad ammettere che lo Spirito possa agire come e
quando vuole. Perciò alcuni avanzarono delle riserve sui metodi adoperati. Un
Pastore assai stimato si dichiarò “avverso ai metodi nuovi, stimando che
abbiamo nelle antiche consuetudini quanto ci occorre perché si possa compiere
un’opera seria nella, nostra Chiesa”. Un professore “ricorda il
Risveglio di 40 anni fa, promosso da cristiani che si distinsero per una
profonda conoscenza della Parola di Dio, il che non ravvisa nel presente
movimento, per cui non può approvarlo”.
Ma un grave fatto non poteva essere passato sotto
silenzio: in varie riunioni delle donne avevano preso la parola. Un professore,
che tanto amò la Chiesa e tanto della sua vita dette al Collegio, Davide Jahier
(aveva però allora solo 29 anni) – pur dichiarandosi grande amico del Risveglio
che desidera di tutto cuore, condanna nell’attuale movimento religioso i
metodi adoperati per conseguirlo, prima fra i quali il lasciar parlare le donne
nella adunanze”. Anche un altro professore, Enrico Meille, favorevole al
Risveglio “desidera ch’esso sia senza macchia né crespa, e sarebbe una
crespa il concedere, nelle adunanze, la parola alle donne”.
Lo scandalo più grave fu però quello di cui fu
protagonista il giovane Pastore (33 ,anni) Padlo Lantaret, che era succeduto a
suo padre, Pietro Lantaret, nella parrocchia di Pomaretto. Nel corso di un
culto “la domenica l° Aprile – leggiamo – il Pastore invitò le persone
che lo desideravano, di rendere testimonianza all’amore del Signore. Quattro
persone ne approfittarono, una delle quali estranea alla parrocchia”. Il
peggio di tutto fu che l’estraneo che aveva osato prendere la parola
apparteneva nientedimeno che all’Esercito della Salvezza! Il fatto sollevò
l’indignazione generale e il povero Lantaret dovette dare le sue dimissioni, e
partì per il Sud America dove mori pochi anni dopo.
Malgrado tutto, le testimonianze in Sinodo in favore
del Risveglio furono numerose e il Sinodo votò questo ordine del giorno:
“Il Sinodo venuto con gioia a conoscenza che
un’opera di Risveglio è iniziata in seno a diverse chiese delle Valli, ne
benedice Iddio, e incoraggia la Tavola, i conduttori e tutti i membri viventi
delle chiese, a proseguire con zelo e con fede l’opera iniziata, sforzandosi
tuttavia di evitare tutto ciò che in qualche maniera potrebbe comprometterlo, e
in modo particolare il concedere la parola alle donne nelle assemblee pubbliche
tenute nei nostri templi e nelle nostre scuole”.
Non fu un fuoco di paglia. L’anno seguente il
Concistoro di Bobbio si esprimeva in termini che si ritrovano più o meno
ripetuti nei rapporti di varie altre parrocchie:
“Per quello che riguarda la vita spirituale
della parrocchia, il grande problema della salvezza non è più relegato al
pulpito come in una fortezza inaccessibile. Esso è diventato un po’ dovunque
oggetto di conversazione sia dei credenti che dei non credenti. Questi ultimi
sono scandalizzati perché si vuole introdurre una nuova religione e si cerca
di fare delle distinzioni, come se non tutti fossero figli di Dio. Ma gli
altri, al contrario, convinti che l’Evangelo afferrato dal cuore, messo in pretica
e vissuto, è una realtà, si sentono felici di possedere qualche cosa di sicuro
e non possono non parlare della gioia che riempie i loro cuori”
L’OPUSCOLO SUL RISVEGLIO DEL 1825
La consegna dell’opuscolo da parte della tipografia,
e di conseguenza la spedizione, ha subìto un lieve ritardo, di cui ci vorrete
scusare. D’altro lato questo ci consente anche di ritardare di qualche giorno
la possibilità di ricevere la pubblicazione al prezzo di L.2.000 franco di
porto. Dopo il 20 corrente si potrà averlo al prezzo di L.2.500 oltre le spese
di spedizione.
Abbiamo già ricevuto circa 300 prenotazioni, ma
siamo sicuri che molte altre ci perverranno nei prossimi giorni. Ogni membro
della TEV dovrebbe essere un colportore. Noi siamo sovente impegnati in
discussioni per difen‑
dere i
nostri punti di vista, votare ordini del giorno ecc. E ci sono dei giovani che
sono rimasti delusi perché la TEV non agisce abbastanza. Ecco ora finalmente
un’occasione per passare dalle parole ai fatti. Non vi domandiamo
l’impossibile. Basta che ognuno acquisti e rivenda o regali a un conoscente
una copia della pubblicazione.
Attenzione! Riceviamo molti versamenti sul conto
corrente o in altro modo, senza spiegazione. In questo caso registriamo la
somma come dono, mentre forse qualcuno intendeva che nel dono fosse compresa la
prenotazione per l’opuscolo. Preghiamo quindi caldamente di indicare sempre lo
scopo per cui il versamento viene fatto. Se qualcuno avesse inviato del denaro
per l’opuscolo, senza averlo specificato, ce lo faccia sapere.
La TEV ha pubblicato questo opuscolo nella
convinzione che farà del bene alla Chiesa. La nostra attenzione è continuamente
sollecitata da tari te e tante cose: lo Sputnik caduto nel Canada; la crisi del
Governo, la bomba al neutrone, le agitazioni sindacali, le aránàe al mercurio.
Ora è tempo che si ritorni all’essenziale, al tema del rinnovamento della
Chiesa.
Non si creda che vogliamo semplicemente ricalcare il
passato. Si dice che la storia è la maestra della vita. Così dovrebbe essere,
ma pare che il filosofo Hegel abbia detto che dalla storia gli uomini hanno
imparato sopratutto che dalla storia non hanno imparato nulla!
Noi speriamo che dalla lettura dell’opuscolo del
Meille impareremo dal passato qualche cosa di stimolante per il presente.
RISVEGLIO NEL
GALLES
Nel 1904-05 nel paese di Galles (Gran Bretagna) ci
fu un grande Risveglio, che ha rinnovato la vita spirituale di tutta una
generazione. Henri Bois, professore alla Facoltà di teologia di Montauban, in
Francia, si recò sul posto e scrisse quel che aveva visto in un grosso volume
che oggi ancora si legge traendone una profonda ispirazione. Fra l’altro egli
parla dell’importanza che il canto ebbe nell’espandersi del Risveglio. Uno
degli inni che sollevava ovunque una profonda emozione, ed era cantato in fondo
alle miniere di carbone, diceva:
Torrenti d’amore e di grazia – amore del Salvatore
in croce,
A questo grande torrente che scorre – io voglio
abbandonarmi e credere Io credo al tuo sacrificio, o Gesù, Agnello di Dio .E
coperto della tua giustizia entrerò nel luogo santo.
Questo inno, tradotto dal prof. Mario Falchi, che
per tanti anni insegnò al Collegio di Torre Pellice, si trova al n°296,
relegato in appendice del nuovo Innario cristiano:
Come a fiume, che impetuoso – via travolge l’onda al
mar,
Al tuo amor, Gesù pietoso ci vogliamo abbandonar.
per noi moristi in croce – per noi, giusto e buon
Gesù;
A CHE PUNTO SIAMO ARRIVATI
settimanale “Com Nuovi Tempi” ha dedicato
una intera pagina sotto il titolo.”Tutta casa letto e chiesa: cinque
storie di donne raccontate da Franca Rame”.
Un autorevole membro del Sinodo ce lo segnala con
questo commento: “Per mandato del Sinodo la Tavola paga a tutti i Pastori
l’abbonamento per questa stampa pornografica per l’edificazione personale e per
l’evangelizzazione d’Italia”.
Non ci sentiamo di dare qui degli estratti di questa
pagina, che ha umiliato e scandalizzato molti di quei minimi nella fede di cui
parla Gesù (Mc.9/42). Ce ne vergognamo per la nostra Chiesa. Per quanto la TEV
non abbia, come si suol dire, voce in capitolo, siamo sicuri che chi ha
maggiore autorità vorrà intervenire per dissociare pubblicamente la Chiesa
Valdese da una simile bruttura.
Altrimenti ci sarebbe da temere che l’antica
minaccia possa ridiventare attuale: “O Israele, c’è dell’interdetto in
mezzo a te!” (Giosuè 7/13)
NIENTE ABBONAMENTI PER QUESTA CIRCOLARE
Già nella circolare n°27 abbiamo esposto i nostri
principi sulle finanze della TEV, che si riassumono in questo: non abbiamo mai
chiesto né chiediamo niente a nessuno (tranne le collette alle Assemblee). Così
speriamo di poter continuare. La TEV vive finché al Signore piacerà di
servirsene e finché ispirerà la generosità degli aderenti e amici. E finora
siamo stati abbondantemente benedetti. Tutte le somme che ci arrivano sono
l’espressione di uno spontaneo consenso, escludendo appelli o pressioni di
qualsiasi natura. Se noi chiedessimo degli abbonamenti verremmo meno a questo.
principio. Inoltre, accettando degli abbonamenti, prenderemmo un impegno.
Finora la circolare é stata inviata due volte al mese, ma senza nessuna
garanzia di poterla continuare.
Per venire incontro a chi desidera riceverla
saltuariamente e gratuitamente, ma vuole contribuire in qualche modo senza che
ciò apparisca come un sostegno alla.TEV, potrebbe indicare come causale
“per rimborso spese postali”. Per la nostra contabilità non fa
nessuna differenza, ma il donatore in questo modo non prende nessuna
responsabilità. Oppure, accanto al nome mettere semplicemente “N.N.”
e così verebbe pubblicato.
DALLA ZAMBIA
Per Natale ho ricevuto una montagna di cartoline,
compresa una della Tavola. Ultimamente ancora m’é giunta una cartolina dalla
famiglia Cauda e un’altra da Lidia Bossatti, da Alassio. Mi hanno fatto molto
piacere.
Col nuovo anno le restrizioni economiche si fanno
sentire: non si trova più farina: il riso è razionato; naturalmente niente tè,
caffè, cacao.
I rapporti di questa gente con i bianchi sono
ispirati da risentimento. I bianchi vengono chiamati “gli
espatriati”. Se potessero permetterselo ci butterebbero tutti fuori con
gioia, ma mancano loro i quadri in tutti i settori. Non posso dare loro tutti i
torti. I bianchi che vengono qui è unicamente per far soldi, non certo per
scopi filantropici. I missionari, mi sembra, sono ignorati, e soprattutto non
hanno più molta voce in capitolo nelle riunioni e nei Sinodi.
La situazione economica è catastrofica e se non
riescono a raccogliere il mais sarà la carestia, a meno che non riaprano il
confine con la Rodesia.
Pare che nei villaggi qui vicino, insieme all’acqua
sieno giunti numerosi coccodrilli. Il leone, invece, è
sparito, probabilmente in cerca di
Fnanze: Situazione finanziaria al 18 Febbraio 1978
Entrate dal 19/V78 ål 18/2/78: Doni ricevuti. Sig. C.
H. 3.000, Torre Pellice; J. L. 2.000, id.; Sorelle T., id. 10.000; R. M. A.,
id. 5.000; P. U., id. 1.000; G. e N. M., id. 5.000; L. M., id. 5.000; A. S.,
Roma 2.650; Famiglia B., id. 10.000; M. T., id. 10.000; R. B., Treviso 3.000; G.
P., id. 5.000; H. S., San Remo 10.000; G. P., id. 3.000; Una Valdese di Trieste
7.000; N.N., id. 9,000; U. B., id. l.000; A.P., Luserna San Giovanni 8.000; E.
R. R., id. 10.000; J. B., id. 3.000; R.-G., id. 20.000; I. e D. M., id. 20.000;
L. B., Torino 8.000; C. e E. C., id. 50.000; M. R., id. 8.000; V.B., id. 300.000;
V. D. E., Firenze 3.000 + 3.000; F. C., Venezia 5.000; I. P., Pescara 3.000; E.
S., Lovere 30.000; G. R., Merano 5.000; E. M., Napoli 5.000; P. N., id. 5.000;
G. P., Milano 50.000; E. R., id. 4.000; E. M., Moncalieri 10.000; E. V.,
Imperia 10,000; L. e L. A. U., Villar Pellice 5.000; A. M., id. 3.000; M. A.,
Pisa 10.000; E. C., id. 1.000; W. B., Germania 20.250; L. H., id. 20.250; E. G.,
Prali 10.000; De N., Genova 1.000; Famiglia C. R., Verona 10.000; G. R.,
Pomaretto 5.000; A. P., id. 20,000; F. B. S., Losanna 10.000; B. Como 5.000; S.
N., Rimini 1.000.
Totale L.773.150.
Colletta Asssem.blea
del 12/2/78 a Torre Pellice L.29.150
Prenotazion a
“Risveglio” n°87 L.174.000 (Totali prenotazioni a tutto
il 18/2/78 pari a L.574.000).
Totale generale entrate dal 19/l/78 al 18/2/78
L.276.300.
Totale uscite dal 19/l/78 al 1V2’78 L.81.950
Dettagli comunicati alle Assemblee).
Entrate dal 1./3178 al 18/2/7h: In cassa al l/l/78
L.l.742.559 + doni ricevuti L,9)2.150 + collette Assemblee L.72.850 +
prenotazioni a “Risveglio” (n°110) L.220.000. Totale generale
L.2.987.559.
Usdite dal l/l/78 al 18/2/78 . L.91.250 (Dettagli
comunicati alle Assem’-lee’
In cassa al 18/2/78 L.2.987.559 – L.91.250 =
L.2.896.309 (di cui
L.2.446.750 depositate su libretto + L.444.000 su C.C.P. +
L.5.559 in contanti).
Il cassiere G. Mathieu
GETTATE LUNGI DA VOI TUTTE LE VOSTRE TRASGRESSIONI
PER LE QUALI
AVETE PECCATO, E FATEVI UN CUOR NUOVO E UNO SPIRITO NUOVO,
E PERCHÉ MORRESTE O CASA d’ISRAELE? (Ezech.18/31)
Ciclostilato in proprio, non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre Pellice