da Rastello Sergio | 2 Febbraio 2020 | Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino alle
estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare
n. 30 10 febbraio 1978
UN
NUOVO MODO DI CELEBRARE
IL XVII FEBBRAIO
Viviamo
nell’epoca delle contestazioni. Tutto è rimesso in discussione, e neppure la
tradizionale festa Valdese poteva sfuggire alla critica. Ma non dobbiamo
dolercene oltremodo, perché cosi siamo obbligati a riflettere sulla validità
delle nostre tradizioni.
Se
celebrare il XVII significasse soltanto glorificarci di essere Valdesi, ci
metteremmo sullo stesso piano di quei Farisei, a cui il Battista diceva:
“Non pensate di dir dentro di voi: Abbiamo Abramo per padre, perché io vi
dico che Iddio può da queste pietre far sorgere dei figlioli ad Abramo”
(Matteo 3/9).
Tuttavia
ciò non vuol dire che dobbiamo dimenticare. Pochi anni fa la Società di Studi
Valdesi ha pubblicato un libro intitolato “Gli esuli Valdesi in Svizzera”.
Sono degli elenchi di centinaia di Valdesi esiliati e chi sa leggere attraverso
questi aridi elenchi si rende conto del prezzo che è stato pagato perché noi
possiamo oggi testimoniare della nostra fede. “Dopo cinque anni di assenza
– leggiamo – di sofferenze di ogni genere, di lutti, di angosce, i resti del
popolo Valdese rientravano nelle loro case distrutte, nei campi deserti, nei
borghi silenziosi e nei templi incendiati. Ma la vita poteva
ricominciare”.
La
desolazione delle Valli, nel 1869 (*), non tolse ai superstiti la certezza che la
vita poteva ricominciare. *) Errore di battitura: l’anno era 1689.
È in
questo convincimento che la celebrazione del XVII Febbraio può ancora avere un
significato per noi. Certo oggi i templi, e quello che essi esprimono, ci sono.
Ma essi, vale a dire la predicazione dell’Evangelo in essi proclamata, non sono
più il centro intorno al quale si esprime la vita di un popolo.
Ma è
possibile ricominciare. È possibile che una nuova generazione sorga con
l’ardente desiderio di vedere coincidere la celebrazione del passato con il
miracolo di un Risveglio a opera dello Spirito Santo.
INTERESSANTE IL RISVEGLIO DEL 1825! Ma … e poi?
Come leggeremo sulla pubblicazione del Meille, la Chiesa valdese si mantenne, nei confronti del Risveglio del 1825, su posizioni di prudente riserva. Un gruppo, forse di un centinaio di persone, si costituì in Chiesa indipendente, che prosperò per alcuni anni prima di esaurirsi e scomparire.
“Ma il Regno di Dio è come un uomo che getti il seme in terra, e dorma e si levi, la natte e il giorno, il seme intanto germoglia e cresce nel modo ch’egli stesso ignora” (Mc.4/26). A quei tempi i giovani che si preparavano per il pastorato andavano a studiare in Svizzera e ritornavano influenzati dal Risveglio che andava dilagando in tutta l’Europa. E la Tavola stessa si adoperava ora per un rinnovamento nella vita della Chiesa. Già verso il 1850 qualche cosa cominciava a muoversi, come sappiamo da un intervento del prof. Eliseo Costabel che nel Sinodo del 1894 ricordava “il risveglio prodottosi nelle nostre Valli un 30 o 40 anni
addietro, promosso da persone che si distinguevano per la loro profonda conoscenza della Parola di Dio”.
Nel 1893 la Tavola (Moderatore Giovanni Pietro Pons) decideva di inviare una circolare “ai fedeli delle chiese delle Valli e ai loro conduttori”, ispirandosi alle parole dell’apostolo: “Conoscete il tempo nel quale siamo; poiché è ora ormai che vi svegliate dal sonno” (ROM.13/11). E così proseguiva: “Dopo aver avuto un Risveglio nella prima metà di questo secolo, dopo aver per lungo tempo desiderato vederlo manifestarsi di nuovo e con maggiore potenza, l’esortazione dell’apostolo si ripresenta con urgenza; il nostro secolo sta per concludersi, il ritorno di Cristo è sempre più vicino e se non avrà luogo noi viventi, stiamo per essere chiamati, uno dopo l’altro, a comparire davanti al suo tribunale. L’ora è solenne; il tempo è breve; non ci rimane più molto tempo per adoperarci per la nostra salvezza e per quella delle anime che ci circondano”.
Proprio quell’anno il Pastore William Meille aveva pubblicato l’opuscolo che ora la TEV rimette in circolazione (a sue spese) e la Tavola udite! udite! – si preoccupava della sua diffusione nelle parrocchie.
LA RISPOSTA DEI PASTORI E DEI CONCISTORI
La storia dei tentativi per un Risveglio nel corso del secolo scorso è ancora da fare. E anche il resoconto della Tavola al Sinodo del 1894 e delle discussioni di quell’anno sarebbero tutte da rileggere. Leggiamo:
“I Concistori e i loro presidenti sentono la necessità di un Risveglio, lo desiderano, lo vogliono e lo domandano. Su questo non c’è nessuna nota discorde nei rapporti delle parrocchie.
“Per quello che dipende da noi, non abbiamo paura per la nostra chiesa d’un vero Risveglio religioso, lo vogliamo e lo desideriamo, e lo chiediamo con insistenza con tutte le forze dell’animo nostro”. “Voglia Iddio suscitare in tutti i nostri villaggi un più gran numero di veri cristiani”. “Siamo convinti della necessità di un Risveglio della vita religiosa nella nostra parrocchia. Ci rendiamo conto che le cose non vanno bene, che non siamo quello che dovremmo essere”. “Se questo Risveglio non si manifesta, la nostra Chiesa è minacciata da un decadimento interiore che per quanto nascosto da belle apparenze, non sarà per questo meno profondo e doloroso”. “Quello che ci manca non è il bisogno, il grande bisogno di un Risveglio, ma è di riconoscerlo e di farlo sentire ai parrocchiani. Vi sono bensì alcune persone che ne sono consapevoli, ma sono troppo poche”.
Dopo queste citazioni la Tavola così proseguiva:
“Diversi sono i mezzi adoperati per conseguire un Risveglio…. non abbiamo trascurato nessuna occasione per presentare alla nostra popolazione il problema che ci ha preoccupati durante tutto l’armo. La lettera sul Risveglio è stata distribuita, esaminata nei quartieri e anche discussa nelle famiglie e in molte stalle”.
QUESTO È IL TEMPIO DELL’ETERNO
“Con tutto il rispetto per il prof. Rostagno è molto discutibile la “teologia del tempio” dalla sua pagina che avete pubblicata con rilievo (o proprio in riferimento a Geremia 7: ma Io avete letto questo terribile capitolo?”. Così scrive il Pastore Gino Conte.
Pensiamo che quando il prof. Rostagno scrisse questa meditazione avesse letto tutto il capitolo 7° di Geremia. E certamente avrà avuto presenti altre parole della Scrittura, come quelle rivolte alla Samaritana: “L’ora viene che né su questo monte, né a Gerusalemme adorerete il Padre” (Giov.4/21). E sicuramente non gli era ignoto lo scandalo dei discepoli quando Gesù li avvertì che delle magnifiche costruzioni del tempio non sarebbe rimasta pietra su pietra, (Matt.24/2)
Ma sarebbe uno sviare completamente il pensiero di Gesù sul significato del tempio limitandoci a questi passi. Geremia voleva dire che glorificarsi del Tempio disonorando il Nome di Dio era andare incontro alla propria condanna. E Gesù voleva dire che Dio non può essere imprigionato entro le mura di un edificio per quanto sacro esso sia.
Ma come dimenticare l’amore profondo che il Signore ha avuto per il Tempio, che egli chiama “la casa del Padre mio”? (Lc.3/49). E come dimenticare la purificazione del tempio, che dette occasione ai discepoli di ricordare le parole del Salmo 69/9: Lo zelo della tua casa mi consuma”? E ancora: non .vuol dire proprio nulla che i primi discepoli fossero “di pari consentimento assidui al tempio”? (Atti 2/46).
Nessuno contesta che il culto possa essere celebrato dovunque e che l’adorazione non è legata a un edificio di pietra. Ma non possiamo neppure dimenticare che siamo dalle creature umane, condizionate dall’ambiente materiale nel quale siamo chiamati a vivere. Può darsi che qualcuno, entrando in una cattedrale gotica del Medio Evo non provi una diversa emozione che entrando in un motel dell’autostrada. Ma può anche darsi che altri non rimanga del tutto indifferente al pensiero che in quello stesso luogo i suoi antenati sono venuti ad adorare e che quelle pietre sono anche l’espressione della fede. È questione di diversa sensibilità spirituale.
Non c’è nessuna persona di buon senso che vorrebbe proporre una “teologia del Tempio”. Ma d’altro lato si arriva a questo sorprendente risultato che mentre in certi paesi moltissime chiese sono state ridotte a musei o adoperate come depositi di cereali e merci varie, contemporaneamente, nei paesi cosiddetti cristiani, il tempio viene desacralizzato e può essere adoperato per gli scopi più vari, forse – anche per serate danzanti. Così cambiano i moventi, anzi cambia proprio la teologia del tempio” per giungere al medesimo risultato.
Ma fin dove risalgono le memorie del passato, sappiamo che presso tutti i popoli si è sentito il bisogno di innalzare dei templi in onore della Divinità. Oggi è sorta una nuova generazione per la quale l’amore di Gesù per “la casa del Padre suo” non significa nulla e si sente più spirituale di quei cristiani che salivano “di pari consentimento al tempio”. Intanto le chiese si vanno spopolando a ritmo accelerato,
Siamo perciò grati al prof. Rostagno per averci richiamati al significato del tempio, e in comunione con l’antico credente ripetiamo: “Io mi sono rallegrato quando m’han detto: Andiamo alla casa dell’Eterno” (Salmo 122/1). È lo stesso pensiero che deve avere ispirato Virgilio Sommani scrivendo l’inno 146 dell’Innario cristiano:
Oh quanto la tua casa m’è dolce a o mio Signor,
tutta di Te pervasa, tutta spirante amor!
FEDE E POLITICA, UNA CRITICA ALLA FGEI – di Nicola Pagano
Riflessioni sull’articolo di G. E. n°48 Dicembre 1977.
In una preghiera di Karl Barth si legge: “Signore, non permettere che ci lasciamo impressionare dalle difficoltà, dalle beffe del mondo che ci circonda”. Alla luce di tale invocazione, cercherò di riassumere le impressioni dell’Assemblea TEV del 12 Febbraio sull’articolo suindicato.
Nell’articolo, la TEV è così definita: “Sotto l’apparenza del richiamo al risveglio evangelico e alla lotta generalizzata alla politica nella Chiesa, mirano in effetti a colpire al cuore la scelta di molti credenti in favore del socialismo…”
La prima reazione dell’Assemblea è stata quella di respingere pubblicamente l’accusa. È stato detto che respingere significa chiudere automaticamente
il dialogo. Altri hanno parlato di richiamo fraterno. Altri ha detto di ignorare senz’altro l’accusa. È emerso il rincrescimento di non poter dialogare. Giustamente, però, è stato fatto osservare che il dialogo è stato richiesto: alla Conferenza distrettuale di Villar Pellice, con la petizione al Sinodo, con opuscoli, articoli e precisazioni, senza risultato. Ciò nonostante la TEV deve farne argomento di preghiera.
Se il fratello Pagano è convinto che la TEV fa un doppio giuoco, non deve limitarsi a insinuarlo, ma lo deve dimostrare affinché possa scaturire una spiegazione. Se invece egli si limita ad accusare, basandosi su “si dice” si può anche capire che (pagina 29 G.E.) molti della Fgei si siano dislocati sul terreno politico, senza riserve e senza la dovuta vigilanza critica. È molto bello che il fratello Pagano sia convinto che (pagina 28/29 G.E.) “la fede evangelica non si realizza pienamente e non può essere risolta nella militanza politica e nella lotta per il socialismo”.
Questo significa che la fede evangelica può realizzarsi ed essere risolta in altre modo. E perché non potrebbe realizzarsi in un risveglio spirituale? L’ opuscolo del Pastore G. Tourn “La voce dei profeti” pag. 45 dà un esempio estremamente vivo dell’atteggiamento del profeta Isaia di fronte alla intensa attività politica dei capi di Giuda. Egli si serve di due slogans (che i miei catecumeni avevano afferrato bene): 1) Liberi per servire Dio non potrebbe essere lo slogan dei capi di Giuda; 2) Tornare a Dio è la nostra salvezza, è la parola del profeta.
Se così è, la Fgei non dovrebbe trovare ingiusto di essere stata messa sul piano della TEV, perché “insieme vediamo – l’altro – il nostro prossimo sotto l’ aspetto del servizio, del dono di sé, del perdono e della speranza (in Gesù Cristo). Dal giudizio del fratello Pagano, la TEV può trarre un incitamento: dimostrare sempre meglio, e sempre più, con le parole e con le opere, al mondo che ci circonda, che Gesù Cristo è una presenza viva e che noi crediamo in Lui. La preghiera di Karl Barth termina con un’altra invocazione: Signore, fa cadere tu stesso i muri che esistono fra noi e che ci isolano gli uni dagli altri.
Nelly Rostan
L’OPUSCOLO SUL “RISVEGLIO”
Nei prossimi giorni cominceremo a spedire l’opuscolo sul Risveglio Abbiamo ricevuto diverse centinaia di prenotazioni chi lo desidera è pregato di inviare L.2.500 + 200 per spedizione.
Alcuni Consigli di chiesa hanno risposto alla nostra offerta di dare l’opuscolo ai catecumeni in occasione della loro ammissione in chiesa. Attendiamo altre risposte, ma non oltre la fine del corrente mese.
Ai lettori rivolgiamo la preghiera di farci sapere che cosa pensano di questa pubblicazione. Lo scopo che ci siamo prefissi non è semplicemente quello di rievocare una pagina del passato, ma di disporre, sia pure in termini moderni, il problema così urgente di un risveglio della Chiesa.
RISVEGLIO FRA IL POPOLO ZIGANO: che è? donde viene?
Lo zingaro che vediamo circolare in roulotte sulle nostre strade e
fermarsi in qualche parte della nostra città o paese, ci appare spesso come un essere misterioso.
Considerato un paria della società, egli è generalmente disprezzato in tutti i paesi de mondo. La leggenda lo ha rivestito del titolo di “ladro di polli” o, ancora peggio di “ladro di bambini”
Eppure popolo zigano interessante, ospitale, generoso ed
intelligente. Quello che li differenzia da noi è il loro modo di vivere.
Infatti gli zigani vivono in circoli chiusi e si sposano generalmente tra loro, salvo qualche rara eccezione; parlano tutti una medesima lingua, il Romanes, derivato dall’antico sanscrito indiano.
Proprio dall’India, circa 1000 anni fa, i loro antenati partirono per raggiungere l’Europa. Passati attraverso la Grecia e dopo aver girato tutta l’Europa centrale (furono anche tenuti schiavi in Romania per 300 anni), giunsero circa 600 anni fa in Italia. Oggi in Europa se ne contano circa 10 milioni.
In Italia sono circa 100.000 e forse anche più, dal momento che non è possibile fare una statistica esatta a causa dei loro frequenti spotamenti; sona divisi in varie tribù e famiglie quali quelle dei “Roms” e dei “Sintis. Sono stati dati loro anche altri nomi a seconda delle nazioni in cui sono passati (Bulgaria, Yugoslavia, Russia, ecc.) secondo il gruppo famigliare e anche secondo il lavoro che svolgono.
Alcuni di loro sono divenuti sedentari; ma la maggior parte viaggia ancora in roulotte; questi ultimi li possiamo trovare sia nel Nord (Torino, Venezia ecc.) che nel Centro (Rama, Firenze ecc.) in Calabria come in Sicilia.
STORIA DI UN RISVEGLIO
La prima famiglia zigana si convertì in Francia nel 1950, in seguito alla guarigione miracolosa di un giovane il cui caso, per la medicina ufficiale, era disperato.
Qualche tempo dopo, durante una riunione di preghiera alla quale intervenne
circa una ventina di zingari convertiti, alcuni di loro furono battezzati di Spirito Santo.
In seguito un giovane zingaro, di nome Mandz, dopo il battesimo di Spirito Santo, ricevette anche il dono di guarigione e si mise ad evangelizzare il suo popolo. Ci furono numerose guarigioni e conversioni; di famiglia in famiglia e di tribù in tribù il Risveglio si sparse fra gli zingari di Francia al punto che oggi, nel 1977, ci sono circa 17.000 battezzati in acqua e oltre 250 predicatori.
Alcuni di questi predicatori sono venuti in Italia a più riprese. Inizialmente hanno portato l’ Evangelo fra le tribù Sintis che si trovano in Piemonte; in seguito altri sono andati fino in Calabria.
Ma i risultati erano minimi; solo una ventina di zigani della tribù dei Manouche furono guadagnati a Cristo e dopo non pochi sforzi e molta costanza.
All’inizio del 1977 due predicatori, venuti sempre dalla Francia, Fatar e Ramputcho dell’Alsazia, furono guidati dal Signore verso una famiglia di Roms. Avvenne un miracolo di guarigione ed alcuni membri di questa famiglia si convertirono al Signore; fu questo l’inizio di un Risveglio, che attualmente sta estendendosi in tutta Italia, ha alla sua base una storia sorprendente: quella di una donna zigana sotto il nome di Zora.
Queste notizie sono riportate da “Vita e Luce”, organo di informazione tzigana in Italia.
ASSEMBLEA TEV
L’Assemblea che avrebbe dovuto aver luogo domenica 5 corr. è stata rimandata a domenica 12 alle ore 15 preso la Casa delle diaconesse. Molti ci hanno richiesto questo spostamento perché altre riunioni sono venute a coincidere. Speriamo così di facilitare l’affluenza degli aderenti, e
un invito particolare è rivolto a quanti finora non sono intervenuti.
DALLA ZAMBIA
Eccomi di ritorno dalle vacanze in Malawi, e che gioia all’arrivo di trovare tutte le cartoline di auguri di tante persone che non conosco! Ad alcuni ho già risposto, ad altri invio un vivo ringraziamento per essersi ricordate di me: Amilda e Nelly Rostan, San Germano; Clelia Barilaro, Sanremo; Willem, Wanda e Ornella Oliemans, Trieste; Angelo Luzzani, Milano; Enrica Malan Benech, San Giovanni; Ruggero Herking, Torre Pelli-ce; Emma Bertalot, Luserna San Giovanni; Guido, Edina Ribet, id.; Gisella Gay; Ester Gaydou; Silvio Tourn; Elena e Roberto Vinçon, Pinerolo; Nino e Valda Rostagno, Torino; Mirella Revel, Montepulciano; Lilly Robba e famiglia, Sampierdarena; R.J. Parry, Torino; Rocchi Lanoir, Napoli; Roberta Colonna Romano e genitori, Venezia; Elda e Lina Lageard, Torre Pellice; Guido e ed Ester Coisson, Angrogna.
Per il momento qui non è possibile transitare; ha piovuto come ai tempi del diluvio e casa mia assomiglia all’arca di Noè; ogni tanto c’è pure l’arcobaleno! Gli operai hanno improvvisamente deciso di venire a riparare il tetto; pare che ci fosse un buco enorme ed erano tutti stupiti. Io che mi siedo in salotto giornalmente con l’ombrello aperto non lo ero affatto!
Laura
UN LUTTO
Dopo una lunga prova è mancato l’ing. Giovanni Ribet. La TEV si stringe con fraterno affetto accanto al padre Dr. Guido e alla sua compagna sig.ra Edina Ribet Rostaing in quest’ora di dolorosa separazione. In questi momento sorgono tanti “perché?” che non trovano per ora una risposta. Ma la nostra speranza è in Colui che si è presentato come la resurrezione e la vita. Un giorno tutto ci apparirà chiaro e benediremo il Signore che è con noi anche nelle ore più oscure della vita.
PER MANCANZA DI SPAZIO
rimandiamo alla prossima circolare la corrispondenza, ringraziando quanti, ci hanno scritto. Anche il resoconto finanziario sarà pubblicato prossimamente.
RISVEGLIATI, RISVEGLIATI, RIVESTITI DI FORZA, O BRACCIO DELL’ETERNO!
RISVEGLIATI COME NEI GIORNI ANDATI, COME NELLE ANTICHE ETA’!
Is. 51/9
Ciclostilato in proprio, non pubblicato Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre Pellice
da Rastello Sergio | 10 Gennaio 2020 | Riflessioni
2020 -1978 Buon Anno.
Nel leggere
queste prime circolari del 1978 vengono i brividi di commozione per la
lungimiranza di chi scriveva per mettere in guardia la chiesa di allora. Nella
stessa chiesa e solitudine ho sperimentato negli ultimi 10 anni le stesse
sensazioni, gli stessi contrasti, le stesse incongruenze: autoreferenziale,
incapacità di progettare strategie di evangelizzazione e di arginare la fuga di
persone disinteressate ai messaggi politici, filosofici o intellettuali. La chiesa, come avvisavano i
responsabili di quelle circolari, non ha
il compito di diffondere questi messaggi, né quella cultura, ma altro: “la
fede, che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre.” (Giuda 3).. Di
conseguenza v’è stata, come previsto, una perdita secca e continua di nuove
persone, di giovani, di bambini. In esse troviamo un’analisi azzeccata in tempi
forse migliori. In fondo nel percorrere quelle pagine scopro le stesse
sofferenze di oggi.
Nel contempo
emerge la stessa speranza, lo stesso desiderio di rinnovo, la stessa fiducia in
Chi solo può trasformare il male in bene: Gesù Cristo vivente, il fondatore
della sua Chiesa, il buon Pastore, il Consolatore, lo Spirito della verità, Dio
Padre Onnipotente e Sovrano. La mia preghiera è che il Signore ricrei, rianimi,
con la lettura e la scoperta di questi documenti storici lo spirito vitale per
l’individuo credente e la chiesa (S. R.).
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare n. 28 10 gennaio 1978
(segue – alla fine di questa – la seconda circolare di gennaio)
IL SIGNORE VI ACCRESCA E VI FACCIA ABBONDARE IN
AMORE
GLI UNI VERSO GLI ALTRI
1
Tess .3/12
Quale cambiamento di ottica con la realtà delle
nostre Chiese!
Oggi si è soddisfatti e ci si frega le mani quando
si leggono i lunghi rapporti che le numerose commissioni redigono in vista dei
nostri Sinodi: maggiore è il numero delle commissioni, più numerosi sono i
rapporti, e tanto più ci si dice che le nostre chiese sono ancora viventi.
Oppure si giubila quando si può constatare che la Chiesa è presente nel mondo,
perché prende posizione davanti ai grandi problemi del mondo. Senza
dimenticare, s’intende, la soddisfazione che si prova quando la chiesa
manifesta la sua potenza nel terzo mondo. Quanto a sapere se siamo ancora
fermamente uniti a Gesù Cristo, è un’altra faccenda.
Forse che non avremmo un po’ dimenticato il
fondamento per curare la forma?
Pain de ce jour 12.11.77
DOMENICA T.E.V. a
TORRE PELLICE
Come già annunziato, Domenica prossima 15 corr.
avremo a Torre Pellice la settima “Domenica TEV”.
Parteciperemo al culto con la comunità locale, e
alle 15 avrà luogo l’Assemblea per uno scambio di idee con tutti quelli che
vorranno intervenire, sul problema della frequenza ai culti. È un problema che
ne solleva molti altri e non pretendiamo di presentare una formula magica per
risolverlo. Ma sarà un gran progresso se la coscienza della Chiesa si renderà
conto che è un problema da cui dipende la sua stessa esistenza.
Un invito particolare rivolgiamo ai giovani perché
vengano a dirci libcramente il loro pensiero. Vorremmo anche incontrare gli
amici che si astengono abitualmente dal partecipare al culto perché ci facciano
sapere i motivi della loro astensione.
AI CONCISTORI E CONSIGLI DI CHIESA
VALDO-METODISTI
Torre
Pellice Gennaio 1978
Cari fratelli,
La Claudiana sta per pubblicare in edizione italiana
una analisi critica, scritta dal Pastore Guglielmo Meille nel 1893 su “Il
Risveglio del 1825”, tradotta da Addo Rostain e con prefazione di Ernesto
Ayassot.
Mentre le circostanze attuali non sono certamente
quelle di allora, riteniamo che questo libretto possa offrirci dei validi temi
di riflessione sul problema del rinnovamento della Chiesa, di cui tutti
sentiamo l’urgenza.
Pertanto la TEV ha deciso di mettere l’opuscolo
gratuitamente a vostra disposizione perché lo offriate ai catecumeni della
vostra chiesa durante il ciUto in cui essi faranno professione di fede. Vi
preghiamo per questo di inviarcene l’elenco nominativo.
Qualora voi preferiate che noi stessi lo spediamo a
domicilio dei giovani, comunicateci il loro indirizzo.
Sul frontispizio dell’opuscolo verrà scritta questa
dedica:
“A … in occasione della sua professione di
fede, il Movimento di Testimonianza Evangelica offre in segno di fraterna
solidarietà”.
Perché questa offerta possa aver seguito ci à
necessario che le vostre risposte ci giungano al più presto e non oltre comunque
alla fine di Febbraio.
L’opuscolo si presta per una larga diffusione nelle
comunità. Se vorrete prenotarne alcune copie tenete presente l’offerta speciale
che viene fatta a chi invierà L.2.000 la copia (franco di porto) entro il
corrente mese di Gennaio. Dal l° Febbraio costerà L.2.500 oltre le spese di
spedizione.
Gradite fraterni saluti
T.E.V.
DALLA ZAMBIA
Nella mia scuola, che conta 400 ragazze, solo 50
sono protestanti, altre 50 appartengono a denominazioni diverse, le rimanenti
300 non sono niente! Quello di cui le nostre scuole soffrono di più ancora che
la mancanza di professori è l’assenza di un operaio specializzato capace di
dirigere i lavori di costruzione e riparazioni del Collegio. Che strano che in
Italia non ci sieno dei giovani interessati, come già Gio. Deodato, per
esempio, a venir qui per un periodo. C’é gente di ogni nazionalità: indiani, inglesi,
olandesi, americani, irlandesi, cinesi, russi. Chissà che per mezzo della TEV
non si faccia avanti qualche Valdese con lo spirito di testimonianza dei padri?
LA CHIESA DI VALECROSIA
La chiesa di Vallecrosia celebrerà prossimamente il
centenario del suo luogo di culto. Per l’occasione la Società di Studi Valdesi
pubblica l’opuscolo del XVII Febbraio, dedicato a una rievocazione storica di
questa chiesa, con annessa Casa Valdese per la gioventù. È scritto dal Pastore
Roberto Nisbet. Narra la vicenda non banale di un gruppo evangelico sorto per
la testimonianza di un prete, convertito per mezzo di una Bibbia e che per la
sua testimonianza dovette soffrire il carcere.
Gli aderenti alla TEV possono procurarsi l’opuscolo
al prezzo di prenotazione di L.400 versando la piccola somma sul c.c.p. 2/4428
intestato alla Società di Studi Valdesi. In seguito l’opuscolo verrà messo in
vendita al prezzo di L. 500.
DOMENICA T.E.V. A TORRE PELLICE
In prima pagina di abbiamo invitato all’assemblea
che avrà luogo a Torre Pellice alle ore 15. Vi preghiamo di prendere nota che
l’appuntamento sarà invece per le 14,30, per permettere a chi viene da più
lontano di ritornare prima di notte. Sia il culto che l’Assemblea avranno luogo
nella Foresteria. Nei locali dell’Asilo potranno consumare le loro provviste
quelli che vengono da lontano.
L’ECO LUCE E LE CIRCOLARI DELLE PARROCCHIE
L’articolo che segue (o meglio, una parte
dell’articolo venne pubblicato su ECO LUCE n°l del 6 corr. Le forbici della
direzione tagliarono tutta la parte concernente i motivi per i quali non sono
più abbonata.
Chiedo perciò al bollettino della TEV di volermelo
gentilmente pubblicare per esteso.
Da oltre dieci anni trasmetto fedelmente
all’amministrazione Eco Luce gli abbonamenti della mia comunit di S. Germano. Ma
non sono più abbonata. La linea politica di partito del giornale mi scoraggiò e
rinunciai all’abbonamento nel giugno 1976 al momento delle votazioni perchè
l’Eco-Luce dava ai lettori l’indicazione dei partiti per i quali si invitava a
votare. L’invito agli elettori italiani viene dato dai numerosi manifesti che
ogni partito politico espone al pubblico. L’Eco-Luce non dovrebbe essere un
“manifesto”. Perciò non mi sento di riprendere il giornale.
Spiego quanto sopra semplicemente per dire che se il
mio articolo sarà pubblicato questo è dovuto alla gentilezza del Direttore.
Ed ora mi permetto di esprimere il parere sulla
forma di distribuzione della Circolare (Si tratta di una circolare inserita nel
settimanale, contenente la cronaca delle parrocchie delle Valli; non di questa
circolarii nota della redazione).
1) il mio parere è negativo perché sento questo come
una imposizione: per avere la circolare dovrei ritirare anche l’Eco. Mi pare
che la spesa sia anche più gravosa, tenendo conto che collaboro nel lavoro di
amministrazione delle finanze della mia comunità e mi rendo canto delle
difficoltà.
2) Faccio una proposta:
a) lasciare ad ogni comunità la libertà di avere la
sua circolare interna sulla quale poter pubblicare più dettagliatamente le.
LUCI e le OMBRE della vita della comunitá stessa. Lasciare questa facoltà per
due o tre volte, ad esempio: OTTOBRE, NATALE e forse 17 FEBBRAIO.
b) dato che è bene che allarghiamo gli orizzonti,
dedicare uno o due BOLLETTONI a tutte le notizie (più condensate) di tutte le
Comunità, con notizie anche sui Circuiti, Commissione Distrettuale, finanze,
notizie della CHIESA nel suo insieme.
3) in quanto all’ECO-LUCE (poichè mi pare di capire
che si tratta di avere nuovi abbonati) penso che è compito dei COMITATI DI
GESTIONE del giornale di visitare le Comunitá e di promuovere di persona la
campagna di abbonamento: ognuno sarà libero.
Ho fatto una proposta perchè ritengo che non basti
dire solo NO.
E poiché mi é stata data l’occasione desidero, in
questo inizio anno, alzare lo sguardo verso l’ALTO per ringraziare il SIGNORE
per tutto il lavoro che abbiamo potuto compiere nella mia Comunità di S.
Germano. Ringraziamo anche il SIGNORE per le difficoltà che ci aiutano a capire
che senza di LUI non possiamo fare nulla.
ROSTAN NELLY
SAN GERMANO CHISONE
DAI CORRISPONDENTI
Da Felonica. Prenoto due
copie del volumetto “Il risveglio del 1825”. A Felonica Testimonianza
Evangelica è letto e seguito con molto interesse e gli aderenti sono sempre
maggiormente impegnati.
Da Firenze. Alla TEV il mio
modesto contributo e con speranza che essa progredisca.
Da Ribera. Apparteniamo a
una chiesa evangelica indipendente (tipo battista) ed è a nome di tutti i
credenti di questa che manifestiamo tutta la nostra simpatia alla TEV. Da
qualche anno ho avuto modo di conoscere e prendere contatto in Inghilterra con
un movimento simile a quello di TEV sorto in seno alla Chiesa Presbiteriana
della Gran Bretagna.
Da Trieste. Volevo dirvi
che trovo la vostra proposta della cartolina alla missionaria molto, molto
buona. È un gesto così facile e piccolo, ma so che fa bene vedersi circondati.
Dovremmo farlo più spesso con le sorelle e i fratelli che sono isolati o lontani.
Tenetelo presente.
ABOLIZIONE DEL CULTO DOMENICALE?
Penso di non far loro alcun torto, io che ho sempre
tanto apprezzato il bollettino e le iniziative della TEV, a cui ho con vera
gioia aderito, se espongo un punto che mi ha lasciata alquanto perplessa, ma
che ritengo sarà presto chiarito.
Nell’annunzio dell’incontro di Angrogna mi sembra
che nella sua forma, dico solo la forma, perché ne comprendo benissimo lo
spirito, vi sia qualcosa che, vista superficialmente, in prima pagina, da un
frettoloso o sprovveduto lettore, può ingenerare turbamento. Cioè quando parla
della discussione sulla trasformazione o sull’abolizione del culto domenicale!
“Abolizione del culto domenicale!”. Ma si
può anche solo formulare una simile ipotesi? Chiesa che vuol dire se non
adunanza, assemblea? Ora, l’abolizione (sia pure solo ventilata) dell’assemblea
del primo giorno della settimana sarebbe come suggerire a uno che soffre di
emicranie di tagliarsi la testa per non sentirle più: sarebbe il suicidio della
Chiesa.
Comprendo che certi raduni prettamente politici non
abbian più nulla della Chiesa di Cristo. Ma se proprio (il che non credo
avverrà mai) i templi venissero usurpati dai comizianti, i credenti, cacciati
dalle originarie sinagoghe, si raduneranno nelle case private.
Penso sempre alla preziosa opera di testimonianza a
cui il Signore ci ha tutti chiamati, e invoco la Sua forza e la Sua assistenza.
Ed esprimo a tutti Loro i migliori fraterni auguri per il Nuovo Anno.
Augusta Merolli, Roma
La nostra gentile corrispondente ha ben compreso che
parlando di “abolizione del culto domenicale” volevamo provocare una
reazione. Il culto non può essere abolito, perché la Chiesa esisterà fino alla
fine dei tempi, e dovunque due o tre si riuniranno nel nome di Cristo, vi sarà
un culto a Lui reso.
Tuttavia è anche vero che quando uno che si
considera cristiano si astiene sistematicamente dal frequentare il culto
domenicale è come se votasse per la sua abolizione: quel che faccio io è un
modello che io propongo agli altri, anche se non ne sono consapevole. Non solo,
ma la storia è lì per dirci che molte chiese, una volta fiorenti, sono sparite.
Il culto è stato abolito in tante località dove nei primi secoli ha palpitato
il primo amore. È un avvertimento particolare per noi Valdesi. È Solo se
rimaniamo inseriti nella fede dei padri che il culto domenicale potrà ancora
essere celebrato. Tolga Iddio che un giorno il turista non debba sostare
pensieroso davanti alle rovine di qualche nostro tempio, chhe da tempo nessuno
freuentava più.
LUTTI
A Roma, domenica 18 dicembre è mancato
improvvisamente per colasso cardiaco il fraterno amico Franco Gessner che
avevamo salutato al culto del mattino. È una grave perdita per la Chiesa e per
noi tutti. Era diacono della comunità e uno degli animatori della TEV a Roma e
del Comitato romano degli “amici del Collegio”, di cui era stato
allievo insieme col dr. Gardiol. I suoi funerali sono stati una testimonianza
di stima e di affetto. La chiesa era gremita di amici sia protestanti che
cattolici, i quali hanno voluto rendere l’estremo saluto al nostro Caro e
stringersi intorno alla famiglia con solidarietà fraterna. I funerali sono
stati presieduti dal Pastore Scuderi che ha messo molto bene in evidenza la
fede dell’Estinto e le sue qualità morali. Il figlio ha reso pubblicamente
testimonianza della fede del padre e della sua rettitudine morale sia nella
famiglia che nel suo campo di lavoro.
Pisa. Con senso di profonda tristezza comunichiamo
la scomparsa di Nesti Anita iscritta al gruppo di Pisa. È deceduta dopo breve
malattia per un attacco al cuore contro il quale nulla hanno potuto le assidue
e premurose cure dei medici e dei famigliari. Una donna di grande fede
cristiana, appartenente alla nostra Chiesa da oltre 50 anni.
FINANZE
Entrate dal 23/11/1977 al 31/12/1977
Doni ricevuti: sig. A. V., Senigallia 5.000; R. P.,
Torino 10.000; Famiglia Dr. F., Cannero 30.000; B.L., Firenze 1.000 Aderenti di
Felonica 30,000; E. A. ved. P., Torre Pellice 10.000; Y. A., Sanremo 10.000; M.
L., id. 10.000.
Totale L.87.000. Per stampa “Giuro” i
cuginetti Erica e Davide 10.000. n°60 prenotazioni per il “Risveglio”
L.120.000. Interessi su depositi dal
14/11/77 al 31/12/77 L.15.400. Totale generale L.232.400.
Entrate: dal 1/1/1977 al J1/12/1977: In cassa al
1/l/1977 L.488.010 – Doni: L.3.058.570 – Colle’cte alle Assemblee L.782.650 –
Offerte per la stampa del “Giuro”
L.12.600 – Prenotazioni (n.177) a “Risveglio” – L.354.000 – Interessi
su depositi al 31.12/77 L.15.400.
Totale generale entrate L.4.711.230.
Uscite: dal 23.13/1577 al 31/12/1977 – n° 2
fotocopie L.200
Totale entrate dal 1/1/1977 al 31/12/1977
L.4.711.230 – Totale uscite dal 11,/1977 al 31/12/1977 (dettagli comunicati
alle Assemblee) L.2.968.671. In cassa al 31/12/1977 L.l.742.559.
Torre Pellice 2 Gennaio 1978
Il
cassiere G. Mathieu
NON AVER DUNQUE VERGOGNA DELLA TESTIMONIANZA DEL
SIGNOR NOSTRO
2 Tim. 1/8
Ciclostilato in proprio; non pubblicato
Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Pellice
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino alle
estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare
n. 29 25 gennaio 1978
QUESTO È IL TEMPIO DELL’ETERNO Geremia 7/4
Il Tempio
dell’Eterno! Perché v’invito io a:varcarne più spesso con me la soglia?
Prima di tutto
perché io credo all’influenza degli ambienti. Vi sono dei luoghi in cui si
respira un’atmosfera di pietà, della quale non si può godere altrove; in cui si
sente di dover abbandonare ogni pensiero profano; in cui si china
istintivamente la fronte e si piegano le ginocchia.
Poi, perché io
credo nel potere delle energie spirituali collettive. La forza della preghiera
collettiva e dell’adorazione collettiva è stata sentita da tutte le anime
credenti, da tutti i cuori che hanno potuto diventare nello slancio unanime, un
cuore solo. Si tratta non di suggestione reciproca, ma di una reale
accumulazione di energie, che consentono allo Spirito del Signore di esercitare
con più forza la sua azione, che lo chiamano e lo costringono a scendere in
noi.
Poi, perché io
credo alla ragion d’essere e al valore della parola di Cristo e degli apostoli,
i quali dopo aver cercato nel santuario la presenza di Dio, ci hanno detto di
radunarci insieme per implorarla.
Ed infine perché
possiamo udire più distintamente, nel Tempio, la voce dell’Eterno. Non l’avete
udita mai, quando sotto l’azione degli inni o delle preghiere, aprivate l’animo
alle influenze rinnovatrici dell’Evangelo? Non l’avete udita mai quando le
parole del Sacro Volume scendevano nei vostri cuori? E non l’avete udita, più
chiaramente ancora, nell’atto di celebrare la vostra comunione col Cristo? La
più grande, la più sublime parola, la parola che nessuno conosce se non l’ha
sentita, la parola che nessuno può ripetere, perché le umane favelle non la
esprimono, la parola che scende, che penetra e che santifica l’essere – è quella
che Dio pronuncia ineffabilmente, dandosi a noi, nei pegni dell’amor suo e
della sua redenzione.
Cosi scriveva
Giovanni Rostagno, che nei suoi corsi di teologia pastorale ha influenzato
tutta una generazione di Pastori. Da molti anni egli ha concluso la sua vita
terrena, ma il “Più presso a Te” – da cui abbiamo riportato questi
pensieri – non è stato sostituito.
Oggi che molti
templi sono semi deserti, faremo bene a meditare sul suo richiamo.
DOMENICA TEV A TORRE PELLICE
La settima domenica
TEV ha avuto luogo a Torre Pellice il 15 Gennaio. Malgrado il tempo pessimo,
una assemblea di non meno di duecento persone ha partecipato al culto nella
Foresteria. Il Pastore Tourn ci ha invitati a meditare su Rom.12/l: “Io vi
esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi
in sacrificio vivente, santo accettevole a Dio, il che è il vostro culto
spirituale”. Ci ha fatto osservare che il culto cristiano non si esaurisce
in una azione liturgica, ma si deve prolungare in tutti gli aspetti pratici
della vita.
L’Assemblea del
pomeriggio ha visto una partecipazione di poco inferiore a quella del mattino.
Presieduta da Ettore Beux, ha avuto inizio con una riunione di preghiera e con
gioia siamo stati condotti in preghiera da diversi fratelli. Siamo appena agli
inizi, ma questa è la strada che dobbiamo seguire, se vogliamo che un Risveglio
si manifesti nella Chiesa.
Abbiamo poi
udito tre buone esposizioni di Giovanni Conte, Aldo Garrone ed Ernesto Ayassot.
Sedici presenti sono poi intervenuti nella discussione, che solo l’ora
inoltrata ci ha costretti a interrompere.
Diverse proposte
sono state suggerite per rimediare alla diserzione dai culti: ciascuno faccia
opera di persuasione per convincere un conoscente a frequentarli; si dia la
possibilità a chi lo desidera di innalzare una preghiera spontanea durante il
culto; si dia maggiore importanza al canto, non abituandosi all’idea che
riguardi soltanto le corali; anziché disperdersi subito dopo il culto, ci si
riunisca in qualche locale annesso per discutere sulla predicazione; dei gruppi
di credenti si riuniscano nelle case per chiedere un Risveglio; si cominci a
chiedere ai catecumeni e anche ai bambini delle Scuole domenicali di
partecipare al culto degli adulti. C’è chi ha creduto di individuare le cause
della crisi che ci travaglia nel pendolarismo, nei mutamenti sociali,
nell’emigrazione, senza andare alla vera radice del triste fenomeno: la perdita
della fede, la totale indifferenza per i problemi spirituali, la cosiddetta “secolarizzazione” (è la solita storia: non è l’uomo il colpevole, ma
le strutture…).
Inevitabilmente
si è presentata la problematica dei rapporti del culto con il mondo. C’è chi ha
affermato che non esiste differenza fra sacro e profano, fra la domenica e gli
altri giorni della settimana (Il comandamento della santificazione del giorno
del riposo è superato?). Altri hanno obiettato che è fuori discussione che il
cristiano debba interessarsi anche delle cose del mondo, ma si tratta di
stabilire chi deve avere la priorità nella nostra vita.
È sulla
ricorrente nota del rapporto mondo-cristianesimo che in maniera piuttosto
confusa la riunione ha avuto termine.
Sull’importanza del
culto, Niny Boer ci richiama a uno studio del Pastore Gino Conte per la
Federazione Femm. Valdese, dove si legge:
“Proprio
per vivere come culto la nostra vita quotidiana, abbiamo bisogno del culto,
come per lavorare, pensare, fare, abbiamo bisogno di nutrirci, fisicamente e
intellettualmente. Non a caso Gesù ha parlato di sé come del “pane che fa
vivere”. Essere richiamati e rinfrancati dalla sua parola, essere
corretti, stimolati e illuminati dalla sua volontà, esserlo si,
nella”cameretta”, ma anche nella comunione fraterna, questo è come
mettersi a tavola ogni tanto, per riprendere forze e chiarezza per essere
quello che dobbiamo essere.
Questo
nutrimento non possiamo darcelo da soli ed è naturale, spontaneo, ringraziare
tutti insieme perché ce lo dà, quando e come vuole, chiedergli di darcelo
ancora, questo pane che fa vivere. Solo una vita cristiana che affondi le
radici nell’humus del culto vivo, nel buon terreno dell’ascolto e
dell’adorazione, può essere una vita di culto, di servizio a Dio, in mezzo agli
uomini.”
ASSEMBLEA TEV
La prossima
Assemblea (la 22.a) avrà luogo a Torre Pellice domenica 5 febbraio alle ore 15
presso la Casa delle diaconesse. Come al solito, molti importanti argomenti
dovranno essere discussi, ma contiamo sulla fermezza del presidente perché si
termini alle 17. Agli aderenti della TEV che ancora non hanno partecipato
rivolgiamo un particolare invito.
FEDE E POLITICA
Il 4 Dicembre
u.s. G. Bokassa si è proclamato imperatore della Repubblica Centro africana.
Cattolico di nascita, si è convertito all’Islam, dopo di che ha convocato il
clero del suo Impero, e alla presenza del Nunzio Pontificio ha fatto questo
discorso:
“La mia
conversione all’Islam è dovuto alla necessità di ottenere un aiuto finanziario
dal colonnello Ghedaffi, presidente della Libia. Davanti a un uomo politico
bisogna comportarsi da uomo politico. Ma quello che ho detto e fatto è falso.
Sono nato cattolico e cattolico morirò
mio paese
rimarrà cattolico e laico. Spero che la mia confessione sia ascoltata da Dio.
(Informations catholiques internationales 15 dic.1977)
L’EVANGELO IN
UNGHERIA
Il settimanale
di New York “Time” di Settembre u.s. ci informa di una campagna di
evangelizzazione di otto giorni tenuta in Ungheria da Billy Graham, il famoso e
discusso predicatore, che alcuni anni fa ha parlato anche a Torino, nel tempio
di Corso Vittorio.
Era la prima
volta che, dopo aver predicato in 55 nazioni, Billy Graham poteva parlare in un
paese dell’area comunista. Il permesso gli era stato rilasciato dopo cinque
anni di trattative. Si sa che le sue riunioni di appello sono precedute da una
intensa propaganda reclamistica di tipo americano. In Ungheria gli venne bensì
concesso il permesso di parlare, ma senza nessuna pubblicità. Ciò malgrado, si
calcola che sia stato accolto da diecimila persone.
La politica
ecclesiastica ungherese, a quel che pare, sarebbe la più liberale dei paesi del
patto di Varsavia. Sono permesse le Scuole domenicali e i raduni gicvanili. Si
possono anche ottenere delle Bibbie, quantunque a prezzo assai elevato.
Rimangono però proibiti una aperta evangelizzazione e la libertà di stampa come
la concepisce il mondo occidentale. Di regola i cristiani evangelici rimangono
esclusi dalle università e dai pubblici impieghi.
Alle riunioni di
Billy Graham in Ungheria è intervenuto Alexei Bichkov, segretario generale
della Federazione Battista in Russia e questo ha fatto pensare che
l’evangelista americano possa essere anche invitato nell’URSS e in Rumenia.
L’EVANGELO IN CINA
Forse non tutti
si rendono conto che di quattro persone attualmente viventi nel mondo, una si
trova in Cina. In questo immenso paese i cristiani sono pochissimi, e non è
chiaro fin dove è loro possibile rendere aperta professione della loro fede. La
più urgente necessità per questo popolo è di poter leggere la Bibbia nella
lingua attualmente parlata. Infatti con l’avvento del regime comunista anche il
modo di scrivere è cambiato. Fra l’altro, mentre i caratteri erano situati
verticalmente e si leggevano da destra a sinistra, ora sono scritti
orizzontalmente e letti da sinistra a destra. Era quindi indispensabile
procedere ad una nuova traduzione della Bibbia. Vi hanno lavorato per dieci
anni degli espeerti cinesi rifugiati nella colonia inglese di Hong Hong.
Oltre duecento
sono state le prenotazioni per l’opuscolo sul risveglio. Anche un Concistoro
delle Valli ci ha già risposto accettando subito l’offerta di darlo
gratuitamente ai catecumeni che verranno ammessi in chiesa. Il lavoro sta
procedendo rapidamente, e speriamo di cominciare a fare le spedizioni al
principio di Febbraio.
Ricordiamo che con la fine del mese cessa la facilitazione
di riceverlo per dueemila lire. In seguito potrà essere acquistato per L.2.500
oltre le spese di posta.
GLI OCCULTI PROPOSITI DELLA TEV
Sul numero di dicembre
di “Gioventù evangelica”, organo della FGEI vi è un articolo di
Nicola Pagano, di cui riportiamo il principio.
Le riflessioni
che seguono intendono proporsi come contributo alla discussione sulla ormai
vecchia e controversa questione del rapporto tra fede e politica, e in
particolare analizzare la forma che tale rapporto ha assunto oggi tra i giovani
che si riconoscono nella FGEI, sopratutto alla luce di considerazioni su
posizioni e avvenimenti di questi ultimi tempi.
Mi rendo
perfettamente conto che, nel momento in cui nelle nostre comunità sono in corso
iniziative come quella della TEV (Testimonianza evangelica valdese) che, sotto l’apparenza del richiamo al risveglio evangcelico e alla
lotta generalizzata alla politica nella
Chiesa, mirano in effetti a colpire al cuore la scelta di molti credenti
in favore del socialismo, riproporre un tema tanto dibattuto, può
apparire un’operazione rischiosa fucrviante e fornire – al di là delle
intenzioni – un’arma polemica a quanti, da sempre fuori e dentro la chiesa,
operano per la sconfitta del movimento operaio.
(La
sottolineatura è nostra)
I LIMITI DEL”PLURALISMO”
Una nuova
formula è venuta ad affermarsi recentemente nel mondo, quella del “pluralismo”.
In realtà si tratta della rispolveratura di una filosofia antica come il
filosofo Platone. È definito come un sistema che tende a graduare e dividere il
potere (partiti, sindacati ecc.) in modo da esprimere la pluralità delle varie
tendenze sociali. È a questa formula che si vorrebbe ispirare la collaborazione
fra il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana in Italia. Inutile dire che,
come in altri casi, la stessa formula viene puntualmente proposta alla Chiesa.
Certo la formula
del pluralismo appare seducente, in quanto si apparenta con quella della libertà
e della tolleranza, della reciproca comprensione. Come cristiani non possiamo
che condividere questa posizione. Il cristiano è ben cosciente di non essere
infallibile “perché noi conosciamo in parte…. noi vediamo come in uno specchio,
in modo oscuro” (1 Cor. 13/9,12). L’intolleranza è frutto d’orgoglio e di
mancanza di amore. Noi possiamo vedere questo “pluralismo” nella
stessa Chiesa apostolica, dove Giovanni, Pietro, Paolo e Giacomo presentano la
figura di Gesù sotto delle angolazioni diverse.
Però tutti sono
stati concordi nel rendere testimonianza al medesimo Signore; alla sua croce,
alla sua resurrezione; alla necessità della conversione, della nuova nascita e
della santificazione. Se capita all’apostolo Pietro di cedere sul terreno della
libertà cristiana, Paolo non concede nessuno spazio al “pluralismo”
“perché egli era da condannare” (Gal.2/11).
Nella nostra
Chiesa il pluralismo dunque ha dei limiti precisi, indicati dalla Scrittura e
dalla Confessione di fede. Se qualcuno pretendesse di far passare l’Evangelo
attraverso il filtro di interpretazioni politiche, allora è meglio non parlare
di “pluralismo”.
DAI NOSTRI AMICI DELL’ESTERO
Movimento sorto
nella Chiesa Valdese in vista di un rinnovamento della Chiesa non è il solo,
anzi siamo forse uno degli ultimi.
Fra gli altri
siamo in corrispondenza con la “Conferenza di Unioni Confessanti”, di
cui è presidente il prof. Peter Beyerhaus di Tubinga. La nostra Assemblea aveva
scritto precisando che la TEV non intende in alcun modo assumere una posizione
separatista e che, nei confronti del Consiglio Ecumenico delle Chiese, pur
facendo molte riserve sugli attuali suoi orientamenti, la Chiesa Valdese è da
tanti secoli legata al mondo ecumenico da non potersi isolare senza compromettere
la sua stesso esistenza.
Il prof.
Beyerhaus ci risponde:
Mi rendo conto
che voi siete perplessi riguardo al nostro atteggiamento critico nei ,onfronti
del Consiglio Ecumenico delle Chiese. Vi possiamo assicurare che la nostra
Dichiarazione di Berlino sull’Ecumenismo non è stata motivata da motivi
scissionistici. La maggioranza di noi sono stati dei ferventi sostenitori del
movimento ecumenico e sono pochissimi quelli che hanno la minima intenzione di
separarsi dalle loro Chiese. Ma un attento esame dell’indirizzo teologico preso
di Ginevra durante gli ultimi dodici anni ci hanno indicato che il pensiero dei
responsabili è sempre maggiormente sedotto da “un altro Vangelo”
(Gal.l/6.9), che non è compatibile con la nostra testimonianza evangelica.
Questo non significa, tuttavia, che noi abbiamo abbandonato ogni speranza in un
movimento che miri all’unità cristiana nella verità cristiana. Forse dei più
intimi contatti fra di noi serviranno ad approfondire la nostra reciproca
conoscenza. Perciò saremo grati per le informazioni che potremo ricevere da voi
e siamo molto lieti di sentire che avete in progetto di partecipare alla nostra
Conferenza ad Arnhem il 22-23 Settembre.
Gradite miei
migliori auguri per un benedetto 1978.
DAI
CORRISPONDENTI
Da Nino Rostagno, Torino. La vostra
lettera mi ha raggiunto ancora in ospedale e mi ha riempito di commozione il
pensiero che amici e fratelli miei mi hanno seguito in preghiera per sostenermi
nella prova che ho attraversato e da cui non sono ancora uscito. Non so che
cosa potrò fare per la TEV date le mie condizioni che mi costringeranno ancora
a ripetuti ricoveri, se non essere con voi tutti in preghiera, per demandare al
Signore che l’azione di tutti i fratelli impegnati contribuisca a ricondurre
nella sua Chiesa coloro che, in un modo o nell’altro, da essa si sono
allontanati.
Dall’Italia meridionale due sorelle
della TEV, inviando un’offerta, scrivono: Per la TEV, di cui leggiamo sempre
con grande piacere le circolari e della cui utilità siamo sempre più convinte,
specialmente dopo la tempestosa Assemblea che si è tenuta domenica scorsa nella
nostra chiesa.
Da Firenze. Anche noi pensiamo che l’importante è di
ritrovarci uniti in questo sforzo di portar ognuno di noi il proprio contributo
a che la Chiesa esperimenti un sano e potente Risveglio dove si realizzi la
potenza guaritrice e sanatrice di Dio verso le piaghe che ci affliggono.
Da un giovane. Nell’Unione giovanile della mia chiesa
il disinteresse e l’apatia regnano assoluti e sovrani. Sono sempre un vostro
accanito sostenitore e desidero sempre le vostre gradite circolari.
Da Rimini un amico ci manda la sua scheda di
adesione come simpatizzante, aggiungendo: “perché non sono Valdese”.
Mentre gli diamo un cordiale benvenuto, vogliamo assicurare lui e tanti altri
che i1 fatto di non far parte della Chiesa valdese non significa affatto che
non si possa essere membri della TEV come aderente.
FINANZE
Situazione
finanziaria al 15/1/1978
Entrate dal
l/l/1978 al 15/1/1978. Doni ricevuti: L. O., Torre Pellice 10.000; L. G., id.
5.000; A. C., id. 10.000; A. G., id. 5.000; M. L. e R. P., id. 10.000; V. S.,
id. 10.000; E.P.0., id. 5.000; E. L., id. 5.000; Enrico Peyrot, Luserna S.
Giovanni 10.000; M. L., id. 5.000; M. M., Bobbio Pellice 3.000; Famiglia G.,
Torino 5.000; Suor E. M., id. 20.000; G. A., id. 5.000; E. e L, R., San Germano
Chisone 5.000; G. G., Bordighera 10.000; F. ed E. F., Napoli 6.000; G. e M. B.,
Foggia 10.000; L. D., Milano 20.000; E. B., Susa 5.000; N.N., Pomaretto 10.000.
Doni di non aderenti: Pastore Gino Conte, Torino 5.000
Totale doni
L.179.000
n°23
.renotazioni a “Risveglio” L.46.000 (Totale prenotazioni a tutto il
15 1 1978 n°200 pari a L.400.000.
Colletta
Assemblea a Torre Pellice del 15/l/1978 L.43.700
Totale generale
entrate dal l l 1978 al 15 l 1978 L.268.700
Entrate dal 1 1978
al 154/1/1978: In cassa al 1/l 1978 L.l.742. 59
Doni. ricevuti:
L.179.000 + Prenotazioni a “Risveglio” (n°23) L.46.000 Colletta
Assemblea a Torre Pellice L.43.700. Totale generale L.2.011a224
Uscite dal
1/l/1978 al 15/1/1978: L.9.300 (n°23 fotocopie L.2.300 + nol. casella postale
L.4.800 + cancelleria L.1.700 + posta L.500 (Dettagli comunicati alle
Assemblee)
In cassa al
15/1/1978 L.2.001.959 (di cui L.1.961.250 su libretto IBI + L.39,000 su c.c.
postale n°2/4860 + L.1.710 in contanti.
RETTIFICA
Finanze: Si
prega di voler scusare se la situazione finanziaria al 21/11/77 è stata pubblicata
sul foglio ordine del giorno della 20.a Assemblea di Perosa Argentina del 27
novembre 1977, anzichè sulla circolare, come solitamente avviene. Per
regolarità riportiamo detta situazione:
Entrate dal
12/11/1977: Doni ricevuti: M. E. L.5.000 – D. M. L.5.000 – Ing. G. D. L.10.000
– A. e G. M.athieu L.10.000. Totale L.30.000.
Totale
entrate dal 1/1/1977 al 20/11/1977
L.3.607.130
Uscite dal
12/11/1977 al 20/11/1977: posta L.35.000
– pratica per c.c. postale L.1.600. Totale uscite L.36.000. Totale uscite dal
1/l/1977 al 20/11/1977 L.2.399.800. In
cassa L.1.207.249 (L.l.178.850 su libretto I.B.I. + L.28.400 in contanti).
Il
cassiere
G.
Mathieu
IL POPOLO SI RALLEGRO’ DI QUELLE LORO OFFERTE
VOLONTARIE, PERCHE’
AVEAN FATTE QUELLE OFFERTE ALL’ETERNO CON TUTLO IL
CUORE
(1 Cron.29/9)
Ciclostilato in proprio; non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Pellice
da Rastello Sergio | 7 Ottobre 2019 | Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
n. 23 Circolare
personale agli aderenti 23 ottobre 1977
TESTIMONI DELLA
RISURREZIONE
La
nostra fede è fondata su un fatto storico inoppugnabile, e cioè che Cristo è
risorto dai morti.
Da sempre, tuttavia, 1a testimonianza dei primi
discepoli è stata oggetto di contestazione. I filosofi di Atene si
dimostrarono ben disposti ad ascoltare l’apostolo Paolo, ma “quando
udirono mentovar la risurrezione dai morti, alcuni se ne facevano beffe”
(Atti 17/32).
Non
c’è da meravigliarsi se ancor oggi una certa critica biblica cerchi di
insinuare che le testimonianze dei discepoli non sarebbero valide davanti a un
tribunale moderno; che non ci sono delle prove certe, che i testimoni erano dei
credenti e che la risurrezione è dunque un fatto di fede e come tale deve
essere recepita. Insomma, come per i mussulmani è oggetto di fede che la pietra
nera, da essi adorata alla Mecca, è stata data dall’arcangelo Gabriele ad
Abramo, cosi per i credenti è oggetto di fede la risurrezione di Cristo.
Sennonché
i Vangeli non ci presentano affatto i discepoli come dei credenti, anzi in un
primo momento essi hanno nettamente rifiutato di ammettere che Gesù fosse
risorto. La risurrezione non è dunque stata la proiezione delle loro speranze e
delle loro attese.
Ma – obiettano i critici – i racconti pasquali
differiscono in modo notevole nei particolari… ci troviamo di fronte a
lacune, ma anche ad aggiunte leggendarie. (Bornkamm: Gesù di Nazaret, ed.
Claudiana pag.179) Se invece i racconti coincidessero perfettamente, gli stessi
esclamerebbero: “Si sono messi d’accordo per accreditare una pia
frode!”. La realtà è che i testimoni si sono comportati esattamente come
se oggi diverse persone dovessero riferire su un incidente a cui erano stati
presenti.
Certo,
la nostra fede non si ferma al miracolo in sé. La risurrezione significa che
oggi ancora Cristo è il Vivente, per mezzo del suo Spirito. Però questa fede
riposa su una prova storica sicura quella della tomba vuota e sulla
testimonianza di persone degne di fede.
Perciò
dispiace che certi teologi, adoperando delle espressioni ambigue, vengano a
suscitare delle perplessità sulla affermazione centrale della fede cristiana: Cristo
è risorto dai morti; il primo giorno della settimana dopo la Passione; la tomba
era vuota.
LETTERA AI CONCISTORI DELLE VALLI
Cari fratelli,
L’ultima
Conferenza distrettuale ha invitato la comunità a preoccuparsi del problema
della “partecipazione al culto e della secolarizzazione delle Valli
Valdesi”. Nella convinzione che tale invito proponga un problema urgente o
importante che richiede la collaborazione di tutti, i partecipanti al Movimento
di Testimonianza Evangelica Valdese, residenti nelle Valli, hanno deciso di
aggiungere al loro impegno di presenza e attività nelle varie chiese, un
analogo servizio nelle comunità che vorranno accettarlo.
Vi
scriviamo pertanto per farvi due offerte, con l’unico intento di dare il nostro
contributo, anche se modesto, alla vita spirituale delle comunità.
Le due offerte sono:
1-
Organizzare nella vostra chiesa una Domenica di testimonianza, sul modello di
quelle già sperimentate in alcune chiese e consistente in:
a – partecipazione a1 culto di un gruppo di fratelli
e sorelle di altre comunità impegnati in questa attività. Tale culto sarà
presieduto da1 vostro Pastore (o da qualsiasi altra persona che sceglierete),
in quanto il nostro scopo non è di portare un “nostro” messaggio, ma
di partecipare al culto in uno spirito di fraternità e di reciproco
incoraggiamento.
b- una Assemblea pomeridiana, di due ore, dedicata
in una prima parte alla preghiera, e, nella seconda, a vostra scelta: ovvero ad
una normale Assemblea TEV aperta a tutti; ovvero a uno scambio di idee con i
membri della comunità ospitante sul problema del culto.
2-
La seconda offerta è quella di mettere a vostra disposizione piccoli gruppi di
due o tre persone per delle riunioni quartierali, allo scopo di portare, in
modo più capillare, nelle comunità, una parola di testimonianza personale ed
avere un dialogo su1 problema della partecipazione al culto.
Vi
saremo grati se vorrete comunicarci, appena possibile, 1a vostra risposta e
cogliamo questa occasione per esprimervi i1 nostro più fervido augurio per 1e
vostre attività.
P.S. Per quanto concerne le visite domenicali, siamo
soliti portarci i1 pranzo al sacco da consumarsi in un locale della chiesa
ospitante, invitando i membri di questa a fare lo stesso, onde permettere un
fraterno incontro di carattere più personale.
Poiché la TEV non è una “organizzazione”
con presidente, segretari ecc
vi
preghiamo indirizzare la risposta a Teztimonianza Evangelica Valdese
Casella postale – 10066 Torre Pellice
UN LUTTO
Il 12 corr. è improvvisamente deceduta a Ventimiglia
1a sig.na Emma Jalla, che fu tra le prime ad aderire alla TEV. Ben conosciuta
in quella città come Valdese, ha reso una buona testimonianza al Vangelo del
Signore.
Ai familiari vada la simpatia della TEV.
RIFLESSIONI SUL
SINODO ’77 – PARTE SECONDA
Continuando l’esame dei lavori sinodali nella
speranza di poter così condividere con altri le mie riflessioni cercherò ora di
trattare l’argomento.
COMMISSIONE
D’ESAME
DELL’OPERATO
DELLA TAVOLA
La relazione della Commissione d’esame era
quest’anno monumentale: cnquantun pagine fitte di dati, dalle quali traspariva
un intenso lavoro di consultazione e un desiderio di esaminare l’operato della
Tavola in rapporto alla molteplice realtà della chiesa e del paese. Ci è parso
che tutto avrebbe potuto essere detto in minor spazio, specie per quel che
concerne la questione delle intese con lo Stato,che ha occupato un buon quinto
della relazione. Sarebbe anche utile che ogni Commissione d’esame (che da ora
in poi chiamerò CdE) riassumesse con chiarezza, al termine della trattazione,
le questioni che ritiene essenziali per il dibattito che deve seguire.
Relativamente
pacata quanto alla forma, la relazione era “dura” quanto al
contenuto, perfettamente allineata con gli indirizzi più “progressisti”
della nostra chiesa. In sostanza esecutivo(Tavola) e revisori (CdE) si sono
quest’anno trovati d’accordo su quasi tutto. U1teriore conferma della linea
monolitica seguita dai responsabili attuali della nostra chiesa. Avendo il nostro
notiziario (N°20, 3 sett. 1977) già parlato della classificazione,fatta dalla
CdE, della TEV, ci soffermeremo su alcune sue affermazioni che ci paiono
contestabili anche e proprio perché le abbiamo sentite ripetere qua e là da
troppi, valdesi e non.
a)
Impatto dei cambiamenti socio-economici.
Secondo la CdE, se “venti anni fa ci muovevamo
ancora in una prospettiva di ‘evangelizzazione’ o di ‘presenza evangelica’
oggi la situazione è cambiata in modo radicale. Questo a causa di fenomeni
socio-economici”(migrazioni interne ed estere, più alto(!) (l’esclamativo
é mio) livello di scolarizzazione, mezzi di comunicazione di massa, nuovi
fenomeni di proletarizzazione)” che “hanno tutti agito nel senso di
distruggere il vecchio tessuto sociale che costituiva l’ambiente portante della
nostra vita di chiesa.” Causando una fase di stasi, di rallentamento,
azione difensiva più che evangelistica. Ora, siamo lungi dal dire che i
fenomeni citati non abbiano un’importanza più che considerevole, anche per 1a
nostra chiesa. Ma non sono determinanti. Non possiamo neppure porre in linea di
ipotesi che prima di questi mutamenti la chiesa fosse vivente e piena di
coesione in massima parte perché i membri NON facevano i turni in fabbrica o
perché avevano POCO ALTRO da leggere che la Bibbia, da ascoltare che i sermoni
e POCO ALTRO per distrarsi che gli incontri dell’unione giovanile. Mi parrebbe
far torto e a chi ci ha preceduto e ai credenti attuali. Come in Cina c’erano
un tempo i “cristiani del riso” e in Africa i “buoni pagani
della missione”, abbiamo avuto i “valdesi di razza”, gli
“EVANGELICI DEL RISORGIMENTO” ed ora abbiamo gli evangelici del
socialismo” ed altri ancora. Ma va detto molto chiaramente che né ieri né
oggi la chiesa valdese nel suo insieme ERA VITALE ed È DEBOLE soltanto per
motivi sociologici. Non si può giustificare col “buon tempo antico”
il fatto che le chiese fossero piene, solo pochi anni fa. Ma non si può
spiegare essenzialmente con motivi contingenti la snervante paralisi attuale
della nostra chiesa. La verità è che siamo travagliati da una profonda crisi di
fede, che la situazione attuale mette certo a nudo in modo impietoso.
b) Questo
vale anche per i rapporti col cattolicesimo.
La CdE, accennando ai mutamenti in seno al
cattolicesimo, per cattolici ritengono, a torto o a ragione (ma forse non così
massicciamente come la CdE sembra ritenere), consciamente o inconsciamente, che
la loro Chiesa stia diventando un luogo “nel quale si può anche discutere
e lottare all’interno per trasformarlo” ovvero un organismo degno soltanto
di indifferenza, afferma che questo “ha delle ripercussioni anche su noi,
nei nostri rapporti quotidiani con i cattolici, nei matrimoni misti, nella scuola,
in tutte le occasioni di confatto”. È vero: ma quali ripercussioni? Per
fare un esempio, se oggi tanti giovani si trovano, senza difficoltà apparenti,
inseriti nella lunga lista delle coppie appartenenti a due chiese diverse è
proprio soltanto e sempre perché l’uno considera “riformabile” 1a
chiesa cattolica e l’altro non più veramente “diverso” il protestante?
O non è spesso semplicemente perché nessun giovane si decide più molto
volentieri a porre la questione della fede in modo chiaro e netto al suo futuro
fidanzato o fidanzata? Quanti giovani oggi sarebbero disposti a sciogliere un
fidanzamento, o a non giungervi neppure, per motivi di fede non condivisa dal
futuro marito o moglie?
Quanti giovani fanno ancora la meravigliosa
esperienza che è stata la mia, quando in un giorno ormai lontano, mio padre ha
aderito alla chiesa valdese nel giorno stesso in cui avveniva la mia confermazione?
Egli credeva fermamente che così si esprimeva la sua scoperta della libertà del
credente. Questa era ed è la vera alternativa evangelica. In questo senso sono
perfettamente d’accordo con la CdE nel dire che è assolutamente indispensabile
che la nostra chiesa si preoccupi di più della “formazione in vista della
fede, nel più vasto quadro del rapporto educativo fra genitori e figli, fra
adulti e bambini”. Se soltanto lo Spirito del Signore ci volesse dare una
visione concorde in vista di questa formazione!
Su
altri argomenti trattati dalla CdE mi soffermeró, indirettamente, toccando vari
temi sinodali
LE INTESE CON LO STATO
Essendosi
lo Stato finalmente deciso a trattare con le chiese evangeliche e con
organismi religiosi altri che il cattolico, in vista delle intese previste
dalla Costituzione, la commissione valdometodista si è messa al lavoro. A tale
commissione era giusto e necessario che il Sinodo desse un parere autorevole su
quanto già fatto e su quanto ancora da farsi. Giorgio Peyrot, Sergio Bianconi e
Giorgio Spini hanno in sostanza così indicato la loro linea di condotta quali
rappresentanti della nostra chiesa in questo campo:NIENTE INGERENZA DELLO STATO
NEL QUADRO DELLE DECISIONI E DELL’AZIONE CHE RIGUARDANO LA CHIESA E LEI SOLA,
NESSUN PRIVILEGIO PER LA CHIESA D A PARTE DELLO STATO. INSOMMA, NESSUN
MINICONCORDATO. Il Sinodo ha approvato e ha fatto bene, ringraziando i tre
fratelli per la loro non lieve fatica.
Qui
ci preme di rilevare una cosa: quando si tratta di una decisione
teologicamente fondata è possibile di trovare una voce comune, almeno sulla
linea di partenza. Perché dirci, allora, come è stato un po’ fatto sulla nostra
stampa ed al Sinodo: “vedete che anche voi fa te politica (magari senza
accorgervene) quando capita?” Sono anni che ci studiamo di far capire a
chi vuole che, in questo senso, ogni decisione della chiesa che si riferisca
al più vasto quadro della vita associata
è POLITICA. Ma non ci stancheremo mai di ripetere che tutt’altra cosa è la
politica partitica alla quale si chiedono
in prestito linguaggio, modalità di azione, classificazioni e, talvolta, scopi.
In questo senso è ovvio che anche una votazione “unitaria” come
quella sulle vintese non può nascondere il fatto che alcuni di noi vivono
questa ricerca in senso ideologico, altri no.
Infine,
non dimentichiamo che si tratta qui di un aspetto secondario della vita e della
testimonianza della Chiesa. Non abbiamo atteso le imprese con lo Stato per
essere, almeno a tratti noi stessi e per operare! Per essere, insomma, liberi
per il Signore!
Giovanni Conte
IL CONCISTORO DELLA CHIESA DI MILANO SCRIVE
Il Concistoro, nella sua seduta di ieri (22 u.s.) ha
esaminato il bollettino n°19 del 23 agosto inviato ad uno dei Pastori della
Chiesa Valdese di Milano.
Chiede di poter ricevere regolarmente la
pubblicazione in duplice copia, pur non annoverandosi fra gli
“aderenti” del Movimento.
Sarebbe lieto di conoscere i nomi e cognomi delle
persone formanti il “Comitato” che si firma senza appunto nominarsi,
cosa invece di prassi usuale nelle nostre Chiese.
Le circolari potranno essere inviate ai pastori.
Il presidente: Thomas Soggin
Volentieri manderemo due copie della nostra
circolare, e non avremo nessuna difficoltà a farle avere a tutti i membri del
Concistoro.
Già
altre volte abbiamo spiegato perché non possiamo comunicare i nomi e cognomi
del Comitato, ma lo facciamo ancora per l’ultima volta. Nella TEV non esiste
nessun Comitato, nessun presidente, nessun vertice. Tutto viene discusso e deciso
alla luce del sole nelle Assemblee, dove le proposte debbono ricevere almeno i
due terzi dei voti dei presenti. Con questo, evitiamo che le decisioni siano
prese da un ristretto numero di “competenti” che hanno già studiato
gli argomenti ed elaborato le risposte con la conseguenza che la libertà delle
Assemblee viene di fatto assai ridotta.
Inoltre abbiamo il grande vantaggio che tutti i membri della TEV hanno pari responsabilità.
L’umica modestissima organizzazione è rappresentata dai coordinatori, alle cui
riunioni tuttavia possono sempre partecipare tutti i membri della TEV che lo
desiderano. Se qualcuno vuole conoscere i nomi dei responsabili non ha che da
intervenire alle nostre Assemblee.
FINANZE
In cassa al 1.1.77 L.488.010. Doni precedenti L.2.048.270.
I. e L. S., Roma 5.000; O. L., Torre Pellice 5.000; M.P.,
Torino 10.000; E. B., in memoria della mamma 20.000;
R. B.,- id. 5.000; A. L., id. 5.000; G. M., Sanremo 10.000-; F.M.G., id..
10.000; E. L., id. 10.000; M. A., Pisa 6.000; R. G., id. 4.000; C. Z., Firenze
20.000; S. W., id. 5.000; E.B., Angrogna 5,000; M. R. Montepulciano
7.000.116tale doni L.2.168.270; collette alle
Assemblee’647.100; offerte per stampa “Giuro” 2.600 .’ Totale entrate
L.3.312.980
Totale uscite L.2.209.911 (i dettagli sono
comunicati alle Assemblee)
In cassa al 21 Ottobre L.1.103.069.
Molti ci domandano di aprire :un conto corrente
postale. Non abbiamo potuto farlo non avendo la TEV personalità giuridica. Ma
la prossima Assemblea esaminerà il problema, e speriamo nella prossima
circolare di potervi dare buone informazioni in merito.
GRAZIA A VOI E PACE
DA GESU’ CRISTO IL FEDEL TESTIMONE
Apoc.1/5
Ciclostilato in proprio, non pubblicato.
Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese
Casella postale
10066 Torre Pellice
da Rastello Sergio | 4 Ottobre 2019 | Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
n. 22 Circolare
personale agli aderenti 4 ottobre 1977
PER UN RISVEGLIO
NELLA CHIESA
Chi parlasse oggi di Risveglio è
sicuro di andare incontro a delle reazioni più o meno violente, e le ragioni
sono diverse.
Quella
principale é che molti, in fondo, non lo desiderano affatto. Si sono adattati
alla situazione della Chiesa e credono, o meglio si illudono, che si possa
andare avanti così. Del resto – osservano l’apparato ecclesiastico è perfetto,
le attività ci sono per chi vuole collaborare, c’è un nucleo di persone
impegnate, non dobbiamo essere troppo pessimisti, e via dicendo. Ma, oltre
queste considerazioni la ragione vera è che siamo ben consapevoli che un
Risveglio per opera dello Spirito Santo verrebbe a disturbarci grandemente e a
scuotere le nostre sicurezze.
Altri sono disposti a concedere che
dietro le apparenze le cose non vanno così bene e che sarebbe necessario qualche
cosa di nuovo, ma non vogliono propriamente sentire parlare di Risveglio,
perché questo termine richiama alla mente quel fecondo movimento del secolo
scorso, che ha scosso la Chiesa nel mondo Occidentale e anche la nostra Chiesa
Valdese. Quel Risveglio – così dicono – era troppo povero di contenuto intellettuale.
Altri ancora non vogliono sentire
parlare di Risveglio perché con questo termine la nostra attenzione è rivolta
verso la Chiesa e oggi si vuole cambiare il mondo secondo delle precise
ideologie politiche. Alla Chiesa tutt’al più si concederebbe di collaborare, ma
non certo che essa pretenda di avere una
sua identità propria.
Bisogna dunque che cerchiamo di
avere delle idee chiare. Per questo siamo invitati a una speciale Assemblea,
aperta a tutti quelli che lo desiderano, e che avrà luogo nel tempio di
VILLAR
PELLICE
domenica
23 Ottobre alle ore 15
Udiremo innanzi
tutto una relazione su quello che è stato il Risveglio del secolo scorso e poi
avremo un libero scambio di idee per esaminare se le linee fondamentali di quel
Risveglio sono ancora valide.
Chi desidera
usufruire di un passaggio in macchina si rivolga ai coordinatori. Per la Val
Pellice si può anche telefonare al 91.422, e a questo numero si dica quanti
posti sono disponibili nella propria
auto.
DAI
CORRISPONDENTI
La Prof. Elsie
Janni, figlia del Pastore Ugo Janni, scrive:
Condivido
pienamente i due motivi fondamentali dei movimento TEV: la non politicizzazione
partitica della Chiesa e la necessità di un Risveglio spirituale in seno ad
essa.
Debbo però fare
due domande in proposito:
1) Qual è la
differenza pratica fra simpatizzanti e aderenti al Movimento?
2) In quale
Chiesa opera il Movimento stesso?
È ovvio che una
Chiesa deve avere alcuni punti certi di riferimento che la caratterizzano sotto
determinati aspetti. Ma oggi noi non li vediamo nella Chiesa Valdese.
Farò tre esempi.
La domenica precedente gli annuali
lavori del Sinodo é usanza procedere alla consacrazione dei candidati al S.
Ministero. Ora ci si dice e lo su proclama ufficialmente che non v’é tra
Pastori e laici alcuna differenza tranne il fatto che i primi hanno seguito
studi teologici e lavorano a tempo pieno e gli altri no. Che cos’è allora la
consacrazione? In quale Chiesa….?
La Chiesa Valdese è una Chiesa a
prassi pedobattista, quantunque non si
neghi mai il battesimo ai ragazzi o agli adulti che non lo abbiano ricevuto
nell’infanzia. Ora, vi sono dei Pastori che rifiutano categoricamente il
battesimo agli infatti, altri che cercano di impedirlo o lasciano fare anche dal
pulpito propaganda contraria, quasi che non ci fosse per chi la desidera una
Comunità Battista. Quale Chiesa…?
Nella Chiesa Valdese esiste il rito
della Confermazione per cui ad una nuova grazia di Dio si aggiunge la
consapevolezza e l’accettazione dei propri doveri religiosi da parte
dell’adolescente. Ora questo rito è generalmente ridotto ad una semplice
“professione di fede”. Quale Chiesa..?
Ringrazio per
l’invio degli stampati e della Circolare e porgo con molti auguri i miei
migliori saluti.
Siamo grati alla prof. Janni per averci
richiamato alla meditazione, di alcuni problemi di importanza fondamentale,
come il significato della consacrazione al ministero pastorale e quello del
battesimo degli infanti e conseguente confermazione.
Di questi ultimi
problemi la TEV non si è ancora occupata. Se però qualcuno volesse, a titolo
personale, farci avere la sua opinione e magari avviare un dibattito sulla
circolare, gliene saremo grati.
Possiamo invece
rispondere sulla distinzione fra aderenti e simpatizzanti.
Gli aderenti
sono quelli che si impegnano a prendere parte attiva alla vita della loro
comunità, non solo per opporsi alla strumentalizzazione politica della Chiesa,
ma anche in vista di un Risveglio. Essi quindi frequentano i culti e le varie
attività della loro Chiesa.
Vi sono poi alcuni che, per motivi vari, non si sentono
di prendere questi impegni, però approvano la nostra linea, e chiedono di
essere considerati come simpatizzanti. Ovviamente non hanno voce deliberativa
nelle nostre Assemblee, però ricevono tutte le pubblicazioni e il loro
appoggio, sia pure dall’esterno, ci è molto prezioso.
Ci rallegriamo
perché in questo tempo di ecumenismo abbiamo sia fra gli aderenti che i
simpatizzanti, diversi fratelli e sorelle appartenenti non solo alla Chiesa
Metodista, con la quale è in atto un processo di integrazione, ma anche altri
di diverse denominazioni evangeliche. Anche dall’estero ci sono giunte delle
adesioni e degli incoraggiamenti.
ALCUNE
RIFLESSIONI SUL SINODO 1977
I notiziari TEV n°20 e 21 hanno già
sottolineato alcune caratteristiche del Sinodo ’77, specie in rapporto al
nostro movimento. Vorrei ora tentare di fare un primo bilancio, necessariamente
incompleto, del lavoro svolto quest’anno dai delegati delle nostre chiese e per
quanto concerne le sedute comuni, delle chiese metodiste.
Come si è giunti al Sinodo ’77
Si è subito avuto l’impressione che,
sotto certi aspetti, quello di quest’anno sarebbe stato un Sinodo di
transizione, in cui si sarebbe cercato di non suscitare la microtempestositá di
alcune sedute sinodali dell’anno precedente. La relazione della Tavola relegava
in due paginette tutte “dialogo e “ascolto” reciproco il
problema irrisolto delle tensioni della nonstra chiesa e la conducono ad
impantanarsi in azioni che appaiono scarsamente collegate con l’annuncio
dell’Evangelo. Grande rilievo veniva
dato alla questione delle intese son lo Stato, a proposito delle quali, come
poi si è visto, un certo accordo, era facilmente prevedibile.
D’altra parte era chiaro che ormai
nessuno poteva più ignorare o far finta di ignorare non soltanto il movimento
TEV, ma ciò per cui molti fratelli dentro e fuori tale movimento si stanno
battendo. Nessuno ha più creduto di dover affermare che ci sia in tutto ciò una
volontà scismatica. È già qualcosa.
Speriamo che, col tempo, molti facciano altri passi in avanti. Intanto una
certa riflessione è andata avanti, anche se, a malincuore, alcune decisioni
hanno cominciato a tener conto del:fatto che l’insieme della Chiesa non
sembrava disposta a seguire supinamente certe linee di sviluppo. Ad esempio,
per i programmi radio e sopratutto
televisivi. Un comunicato della Tavola fa fede della valanga di lettere di
protesta ricevute in proposito direttamente attraverso la FCEI. Cosi come ne fa
fede la parziale ristrutturazione del sistema di programmazione radio-tv e una
certa quale maggior cautela nell’incoraggiare
il discorso fatto
tentare di fare
un primo bilancio, necessariamente incompleto, del lavoro svolto quest’anno
dai delègati delle nostre chiese e per quanto concerne le sedute comuni, delle
chiese metodiste.
Come si è giunti al Sinodo ’77.
Si è subito avuto l’impressione che,
sotto certi aspetti, quello di quest’anno sarebbe stato un Sinodo dì
transizione, in cui si sarebbe cercato di non suscitare la microtempestosità di
alcune sedute sinodali dell’anno precedente. La relazione della Tavola relegava
in due paginette tutte “dialogo” e “ascolto” reciproco il
problema irrisolto delle tensioni che avviliscono la nostra chiesa e la
conducono ad impantanarsi in azioni che appaiono scarsamente collegate con
l’annuncio dell’Evangelo. Grande rilievo veniva dato alla questione delle
intese con lo Stato, a proposito delle quali, come poi si è visto, un certo
accordo era facilmente prevedibile.
D’altra parte
era chiaro che ormai nessuno poteva più ignorare o far finta di ignorare non
soltanto il movimento TEV, ma ciò per cui molti fratelli dentro e fuori tale
movimento si stanno battendo. Nessuno ha più creduto di dover affermare che ci
sia in tutto ciò una volontà scismatica. È già qualcosa. Speriamo che, col
tempo, molti facciano altri passi avanti. Intanto una certa riflessione è
andata avanti, anche se a malincuore alcune decisioni hanno cominciato a tener
conto del fatto che l’insieme della Chiesa non sembrava disposta a seguire
supinamente certe linee di sviluppo. Ad esempio, per i programmi radio e
soprattutto televisivi. Un comunicato della Tavola fa fede della valanga di
lettere di protesta ricevute in proposito, direttamente o attraverso la FCEI.
Così come ne fa fede la parziale ristrutturazione del sistema di programmazione
radio-tv e una certa quale maggior cautela nell’incoraggiare il discorso fatto
da Com-Nt.
Tuttavia va detto molto chiaramente
che si è giunti all’agosto ’77 senza che il tanto decantato pluralismo abbia
mai avuto piena espressione nell’ambito delle nostre chiese. In realtà la
linea seguita è stata una sola ed è risaltata ideologicamente fondata nel modo
più chiaro. Non c’è bisogno di dire di quale ideologia si sia trattato, anche
se non mi stancherà di dire che questo aspetto della questione è secondario.
Era abbastanza
curioso di assistere ad un certo senso di delusione, espresso o inespresso dei
nostri “progressisti” nei confronti,degli sviluppi del compromesso
storico nel nostro paese, dell’atteggiamento dei partiti di sinistra e così via.
Delusione che è poi stata espressa a chiare note in certi interventi sinodali
di membri autorevoli della nostra chiesa. Una delusione che dimostra la
fondamentale ingenuità con la quale alcuni avevano atteso chissà quale
rinnovamento del paese da una semplice mossa politico-tattica dei nostri
“responsabili” politici.
Infine si
assisteva ad un accresciuto sforzo della FGEI per uscire dall’isolamento in cui
si era venuta a trovare e per “conquistare” le Valli. Sforzo
dimostrato anche dalla nomina del pastore Ermanno Genre al segretariato
nazionale della FGEI.
C’era da domandarsi se le comunità
nel loro insieme avrebbero saputo e voluto inviare delle delegazioni più
rappresentative della base di quanto non fosse avvenuto negli anni passati.
Questa speranza è andata in larga parte delusa: la maggioranza del Sinodo non
era disposta a recepire il discorso della TEV come un discorso spiritualmente
serio. Dirò di più: alcune comunità hanno chiaramente scelto i loro delegati ad
esclusione di qualsiasi credente in qualche modo legato alla TEV. In questo
dobbiamo dire chiaramente che sono anche responsabili quei membri che, pur
essendo contrari all’andazzo preso dalla nostra Chiesa, non sanno far valere le
loro ragioni a tempo debito. Non basta lamentarsi perché spesso i
“progressisti” si fanno vivi soltanto a quelle assemblee di chiesa
che sono loro utili per piazzare le loro pedine (cosa assai spesso vera), se
non lo si dice dopo aver preso tutte le proprie responsabilità.
Comunque sia le
tesi sostenute dal movimento di resistenza alla svendita ideologica della
nostra Chiesa non hanno potuto essere completamente ignorate. E, date le
circostanze, é già un bel risultato.
I lavori.
Bruno Rostagno
definiva nel suo articolo post sinodale (Eco-Luce n°35 del 2 settembre u.s;) il
Sinodo ’77 come un “Sinodo liscio”, specificando che con ciò
intendeva “privo (…) di quei momenti di polemica aspra, di tensione
acuta, che hanno caratterizzato altri Sinodi recenti”. Ma ha dovuto aggiungere
“liscio in questo caso ha significato che i veri problemi non sono
riusciti a varcare le porte dell’aula sinodale”. E ci permettiamo di
dubitare che i veri problemi verranno fuori grazie alla sola presenza più
sensibile di operai in Sinodo, come sembra pensare Rostagno, anche se saremo
ben felici di vederli più numerosi (perché non sono mai stati assenti).
Dal canto suo G.G. scriveva in
Com-Nt (del 4 settembre 1977) di un sinodo unitario (beato lui che l’ha
visto!). Ma lo faceva sulla base di una asserita irrilevanza del
“malcontento di gruppi ristretti, legati ad alcuni settori sociali,
amplificato e strumentalizzato”, malcontento che, dapprima sdrammatizzato,
non avrebbe poi trovato il modo di farsi sentire in Sinodo. D’altra parte, il
Sinodo ’77 avrebbe sottolineato l’istanza unitaria, segno di una convergenza
ottenuta a spese dell’apertura verso l’esterno. L’articolista si domanda: “I conflitti degli anni scorsi
sono dimenticati, o superati? Alla domanda c’è chi dà una risposta positiva: le
esigenze di una chiesa più coerente con il mandato evangelico vengono recepite
oggi in settori più vasti nelle due chiese (…). Altri però si domandano, con
minore ottimismo, se tutto questo non sia un segno di impotenza e quasi di
rassegnazione. Può darsi che siano molti a prendere atto, anche nei settori
più avanzati, che le chiese così come sono strutturate, non possono essere, nel
migliore dei casi, che una piattaforma di meditazione e di incontro. Sostanzialmente
una realtà difensiva e, al di là delle intenzioni, conservatrice. Così i
‘profeti’, quando devono gestire una struttura ecclesiastica, anche familiare e
modesta come questa, cessano di essere profeti. L’impegno per cambiare il
mondo, la politica, si svolgono altrove (…) È possibile che una chiesa viva
per se stessa, che abbia dimenticato che trova la sua vita solo chi è capace di
donarla, che si isoli perché parla un’altra lingua che non è più capita? A
queste domande saranno in molti a dover rispondere, in tempo breve, nelle
chiese evangeliche e fluori”.
Inutile dire che questi due giudizi
mostrano fino alla corda le loro motivazioni ideologiche. In realtà si è trattato
di un Sinodo assai povero e smorto, in cui, a parte la questione delle intese
su cui ci soffermeremo in seguito, tutto è stato svolto a ribadire in un modo
o nell’altro (salvo alcuni incidenti di percorso) che il pluralismo significa
questo: una ed una sola linea è prevista e sarà seguita; gli altri hanno il
diritto di parlare dopo essersi fatti abbondantemente e gratuitamente
squalificare in più modi dai “cervelli” della chiesa. Val la pena di
specificare che in queste condizioni nessun vero dialogo darà mai possibile? E
anche nessuna vera linea di testimonianza comune, scaturente non da scelte
ideologiche, ma dall’ascolto del Signore che dirige la Chiesa e il mondo.
Giovanni Conte
UN MESSAGGIO DALLA GERMANIA
Il Dr. Peter Beyerhaus, dell’Università di Tubinga,
ci scrive:
Vi assicuriamo il nostro vivo interesse per la
vostra azione, in quanto ci conferma nella convinzione che la lotta spirituale
è la medesima che i cristiani fedeli hanno da combattere in tutto il mondo e in
tutte le confessioni tradizionali. In Germania abbiamo fondato nel 1970 una
“Conferenza di Unioni confessanti”, nella quale cooperano 8 gruppi
conservatori, orientati biblicamente. Noi corrispondiamo con Cristiani nei
paesi Scandinavi, Olanda, Belgio, Inghilterra e Francia. I nostri principi sono
l’autorità della Bibbia contro la critica biblica radicale, la difesa dei
principi morali Cristiani, specialmente per quello che riguarda la pornografia
e l’aborto, la validità del Vangelo di salvezza contro ogni tentativo di
sostituirlo con una ideologia umanistica o marxista (…) Un primo Congresso
Confessante Europeo si è riunito il giorno dell’Ascensione 1974 in Berlino, e
ha votato la Dichiarazione di Berlino sull’Ecumenismo. È stato tradotto in
diverse lingue Europee, ma purtroppo non ancora in italiano. Nel Marzo 1976
abbiamo tenuto il nostro secondo Congresso Europeo confessante. Ora abbiamo
deciso di tenere la nostra terza Assemblea Europea in Arnhem, Olanda, il 22
Settembre 1978. Sarebbe magnifico se a questa Conferenza potessimo anche dare
il benvenuto a una delegazione italiana! Il Presidente della nostra Conferenza
Europea delle Unioni confessanti è il Vescovo Luterano Austriaco Oskar
Askrausky. Credo che sarebbe molto lieto se poteste scrivere anche a lui. Vi
prego di sentirvi liberi di scrivermi quando volete, e noi saremo lieti di
avere notizie sul progresso del vostro Movimento. Vi assicuriamo della nostra
simpatia e intercessione e vi inviamo saluti nel nome di Cristo.
DA ALTRI CORRISPONDENTI
Da Firenze (Metodista).
Sento proprio il bisogno di ringraziarvi per la vostra opera cristiana, curata
in ogni particolare, cominciando dalla regolare spedizione delle circolari,
tanto indispensabili Iddio sia con voi in ogni momento nella vostra sacra opera
di Risveglio. È facile prevedere che qualche difficoltà sorgerà col tempo,
premunitevi, premuniamoci.
Da Sanremo. Ringrazio per
le circolari, con l’augurio che l’Opera seguiti a prosperare.
Da un Pastore
Valdese.
Mi giungono sempre gradite le circolari della TEV. Prego inviarmele
regolarmente. Colgo l’occasione per inviare una modesta offerta.
Da Roma. Non essendo
Valdese non posso aderire alla TEV come membro, però desidero essere
considerato come simpatizzante. Vi sono spiritualmente vicino e prego affinché
il Signore conceda un reale Risveglio sia alla Chiesa Valdese che a tutte le
Chiese evangeliche italiane e nel mondo. Vogliate gradire i miei più sinceri
saluti nel Signore e che la Sua benedizione e la Sua saggezza sia su voi per un
Risveglio.
Da Venezia. Un caloroso
saluto nel Signore Gesù Cristo per il vostro collegamento tramite le vostre
gradite circolari. Ottima la stesura da parte della Commissione della prima
relazione annua. Grazie anche per l’opuscolo “Sentinella. Mandatemene una
decina di copie.
Da un Pastore
Valdese.
Volentieri riceverò regolarmente le ulteriori circolari.
Da Milano. Desidero ringraziarvi
per la testimonianza che date attraverso la TEV per l’opera del Signore.
Confido che Egli si servirà anche di noi. Voglia Lui aumentare la nostra fede.
DAI CORRISPONDENTI
Da un Pastore
valdese.
Cari Amici, ricevo oggi la vostra circolare con anness foglio ai Pastori
valdo-metodisti. Naturalmente ho piacere se continuerete a inviarmi i vostri
scritti, quantunque, a mio parere, questa vostra richiesta non sia molto
comprensibile: infatti se volete essere un movimento che opera nell’ambito
della Chiesa sarebbe stato molto opportuno, se non doveroso, che dal primo
momento aveste inviato la vostra circolale a tutti i Pastori. Vi lamentate a più
riprese del fatto che c’è chi vi accusa di avere dei piani scissionistici:
probabilmente queste idee sono sorte dal modo curioso col quale avete agito
nei mesi passati, sembrando più una società segreta che un movimento di
Risveglio: la stampa vostra sembrava semiclandestina, i responsabili del
movimento pure, almeno la cosa poteva apparire dal lontano “campo di
evangelizzazione”. Vogliate ricevere i miei saluti fraterni.
Da un altro
Pastore Valdese.
Ho ricevuto la circolare della TEV e ringrazio cordialmente, pregando codesta associazione
di continuare a mandarmi regolarmente le proprie circolari. Sono lieto di
vedere che la TEV non vuole assumere atteggiamenti da setta segreta e
giustamente permette anche ai non aderenti di leggere i suoi notiziari.
Dal
22 Ottobre 1976 al 16 Settembre 1977 la TEV è stata nominata 42 volte
dall’Eco-Luce; 4 volte da Com-Nuovi Tempi; 2 volte dalla Gazzetta del Popolo; 2
volte dall’Eco del Chisone. L’Eco Luce del 26 Nov.1976 ha dedicato una intera
pagina a questo Movimento. Per una società segreta non è questo uno strano
modo di comportarsi?
Non ci sono responsabili,
né vertici nel nostro Movimento. Tutti quelli che aderiscono sono responsabili.
Le decisioni vengono prese nelle Assemblee e debbono raccogliere almeno i due
terzi di voti favorevoli. Quelli che non possono intervenire ci scrivono, e
delle lettere si tiene sempre debito conto.
È appena un anno che la TEV esiste e abbiamo creduto
che queste circolari dovessero essere inviate solo a chi aveva aderito. D’ora
in poi le invieremo anche ai non aderenti che le desiderano. Dobbiamo anche a
quelli che non ci rispondono e che ci ostacolano i vari modi?
FINANZE
Entrate.
In cassa al 1.1.77 L.488.010. Doni precedenti L.1.711.420 L. A., Verona 10.000;
E. P.,Sanremo 5.000; G. P.. id. 5.000; E. A. P., Pomaretto 1.000; C. A. Chanforan,
Torre Pellice 5.000; A. D., id. 5.000; G. N., id. 10.000; S. R., id. 5.000; R.
B., Karlsruhe 18.000; C. C., Abbiategrasso 10.000;0. P.,Roma 10.000 U. e R. Z.,
id. 10,021; M. B., San Gemano Chisone 5.000; E. C., Inverso Pinasca 10.000; M.
R. C., id. con tanta riconoscenza 5.000; G. G., Darfo 5.000; O. Z., Venezia
500; I. S., Pisa, in memoria della sorella Giulia 20.000 V. S., Genova 5.000.
Totale doni 2.048.270; collette assemblee 647.100; offerte per stampa Giuro.
2.600.
Totale entrate L.3.185.980. Totale uscite L.2.091.831
In cassa al 30 Settembre L.1.094.’149
CERCATE PRIMA IL REGNO E LA GIUSTIZIA DI DIO,
E TUTTE QUESTE COSE VI SARANNO DATE IN PIU’.
Ciclostilato in proprio; non pubblicato
Indirizzo:Testimonianza Evangelica Valdese Casella
postale 10066 Torre Pellice (Torino)
da Rastello Sergio | 25 Settembre 2019 | Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
n. 20 Circolare
personale agli aderenti 3 settembre 1977
LA NOSTRA CHIAVE
Il libro degli
Atti racconta che il re Erode, dopo aver fatto decapitare Giacomo, fratello di
Giovanni, fece imprigionare l’apostolo Pietro per fargli fare la medesima fine.
“Ma – leggiamo – fervide preghiere erano fatte dalla Chiesa per lui”
(8/5). E difatti avvenne che la porta di ferro all’ingresso del carcere si aprì
miracolosamente. L’apostolo poté cosi recarsi dove era riunita la comunità,
che non poteva credere nell’immediato risultato delle sue preghiere!
È tempo ormai che noi della TEV ci ricordiamo della
chiave miracolosa a nostra disposizione; è tempo che la preghiera prendi un
posto centrale nelle nostre Assemblee e nei nostri culti.
Fin
dall’inizio del Movimento molti ci hanno chiuso la porta in faccia, e qualche
volta siamo noi stessi a chiudere le porte a causa della nostra mancanza di
fede e di zelo. Non ci rendiamo abbastanza conto del potere miracoloso della
preghiera. Le nostre preghiere individuali – ahimè! – sono deboli e fiacche,
ma messe tutte insieme saliranno al Signore che le esaudirà al di là di quello
che ci immaginiamo. “Ecco io ti ho posta dinanzi una porta aperta, che
nessuno può chiudere, perché, pur avendo poca forza, hai serbata la mia parola
e non hai rinnegato il mio nome” (Ap..3/8).
È in questo intento che l’Assemblea ha deciso di
avere una
DOMENICA T.E.V.
a Villar Perosa
il 18 Settembre
I1 culto del mattino con la comunità sarà presieduto
da un fratello della TEV, e avrà precisamente per tema la preghiera.
Alle ore 14 avrà luogo la 18.a Assemblea, che avrà
inizio con una riunione di preghiera.
Si prega di portare l’Innario, mentre pensiamo che
non sia necessario rivolgere un particolare invito agli adrenti e ai
simpatizzanti di intervenire molto numerosi. È con la frequenza ai culti che si
rende la prima testimonianza all’Evangelo.
L’ASSEMBLEA DEL
CIABAS
Martedì
16 Agosto, nel tempio del Ciabas, ha avuto luogo la 16.a Assemblea della TEV, a
conclusione del nostro primo anno di attività, e non potevamo avere una
migliore conclusione di un ciclo di Assemblee che ha riunito gli aderenti in
media una volta ogni tre settimane, in nove località diverse.
Sempre
abbiamo avuto una soddisfacente partecipazione, ma siamo stati rallegrati nel
vedere circa duecento presenti nel tempio. Abbiamo anche notato tredici
Pastori, oltre a due Avventisti.
Ugo
Zeni ha presieduto il culto iniziale, parlandoci della pienezza di gioia che
dovrebbe accompagnare la vocazione cristiana. Con piacere è stato notato che il
“Padre nostro” finale è stato pronunziato da tutta l’Assemblea, come
pure gli “Amen”. I1 canto degli inni è stato accompagnato
all’armonium dal sig. Segond, organista della cattedrale di Saint Pierre a
Ginevra.
Adriano Donini ha letto la relazione, preparata da
una Commissione (Adriano Donini, Mario Bianconi, Aldo Garrone, Nelly Rostan).
Essa è già a conoscenza degli aderenti, essendo stata pubblicata sull’ultima circolare.
La relazione finanziaria è stata presentata da Mario
Bianconi. Fra l’altro è stato sottolineato che nella TEV non sono fissate delle
quote, come qualcuno aveva proposto. Si può aggiungere che non abbiamo mai
rivolto degli appelli per ricevere dei doni. Tutto quello che ci ha permesso di
svolgere la nostra attività è frutto della spontanea generosità di chi è
convinto della bontà del Movimento.
Guido Ribet, che presiedeva, ha poi dato la parola a
chi desiderava e sono intervenuti Aldo Long, Umberto Bert, Pgggy Bertolino,
Giorgio Peyrot, Ernesto Ayassot, Adriano Donini, Ugo Zeni, Niny Boer.
L’ordine del Giorno conclusivo, come era stato
elaborato ad una riunione di una settantina di collaboratori e aderenti, è
stato messo in discussione paragrafo per paragrafo. Numerosi sono stati gli
interventi fra i quali quelli critici dei Pastori Umberto Bert e Achille Deodato. Questi ultimi sono stati
seguiti con particolare interesse, in quanto essi avevano premesso di non
essere aderenti della TEV. In conclusione, l’ordine del giorno – anche questo già pubblicato nella precedente
circolare – è stato approvato all’unanimità senza modifiche.
Nel corso della riunione ha preso la parola anche il
sig. Segond, nipote del famoso traduttore della Bibbia in francese, per
portare il saluto suo personale e quello di molti svizzeri che ci seguono con
simpatia. Si è reso conto che nella Chiesa Valdese ci sono delle tensioni, ma
che in molte altre Chiese si verifica lo stesso fenomeno e si può sperare che i
contrasti si risolveranno per il bene della Chiesa.
La riunione si è poi conclusa can il canto del
“Giuro” e il Pastore Ernesto Ayassot ha invocato la benedizione
Pastore A. Taccia ci ha scritto: “Abbiamo
ricevuto la somma di L.175.750 a favore dei restauri del Tempio del Ciabas
quale provento della colletta raccolta in occasione della Assemblea della TEV.
Esprimendo la nostra più viva riconoscenza, porgiamo fraterni saluti”.
La decisioni dell’Assemblea del Ciabas avranno
un’importanza particolare non solo per la TEV, ma, speriamo, per la Chiesa
tutta. Un anno fa avevamo fissato i principi fondamentali del nostro Movimento.
Con questo nuovo documento abbiamo inteso indicare le linee che intendiamo seguire:
mantenere fra di noi un vincolo di vera fraternità; persuadere un numero
crescente di nostri fratelli in fede e unirsi a noi nella medesima azione;
mantenere la nostra protesta contro ogni tentativo di inquinamento politico
nella nostra fede e dichiararci pronti ad essere adoperati dallo Spirito in
vista di un Risveglio della Chiesa.
Che
il Signore ci aiuti!
UN PO’ DI
OSSIGENO DAL SUD
In
questi tempi di piatto conformismo i lettori si sentiranno rinfrancati
leggendo alcuni brani delle relazioni di due nostre chiese.
Corato. La partecipazione
a tutte le attività di chiesa è buona, anche da parte dei giovani che non
disertano i culti.
Nonostante che la stragrande maggioranza della
comunità sia politicamente di sinistra e che alcuni membri di chiesa abbiano
rivestito cariche sindacali o nell’amministrazione comunale, in maggioranza sono
restii a che in chiesa “si faccia politica”; sono forse ancora
scandalizzati dal modo con cui la Chiesa cattolica faceva e fa politica. Questo
atteggiamento lo si riscontra anche nei giovani, nonostante che molti fra di
loro siano militanti in partiti di sinistra. Però dalla Chiesa vogliono qualche
cosa di più e di diverso.
Dobbiamo rilevare che la maggior parte di questi
giovani, che per molti anni hanno costituito un gruppo giovanile assai compatto
ed assiduo, aderenti alla FGEI, sono sempre tornati turbati e perfino
scandalizzati dopo aver assistito -convegni giovanili organizzati a Bari o a Corato
stessa, per l’impostazione esclusivamente politica e partitica data ai tempi
trattati.
Ripetiamo: questo rilievo viene anche da parte di
giovani che militano nel PCI. È una realtà sulla quale dobbiamo meditare, per
quanto a noi sembra ovvio che anche nei nostri ambienti debbano essere conosciuti
ed affrontati problemi di natura politica, però da un’angolatura biblica,
pronti a mettere in crisi le “certezze” politiche che spesso nei
Convegni vengono propagandate.
Riteniamo che questo stato d’animo sia in gran parte
derivato dall’ approccio intellettualistico con cui il più delle volte in
questi Convegni si sono affrontati certi temi e per il modo ripetitivo e dogmatico
con cui sono state fatte. Certe affermazioni. Del resto, non sarà certo ai
Coratini che si dovrà insegnare ad essere dalla parte dei poveri!
Bari. In sintesi
possiamo dire che la nostra Comunità non si è mostrata insensibile e
indifferente al problema e ad un discorso politico, condotto con serietà. Essa
è d’accordo sul fatto che come credenti non possiamo estraniarci dai problemi
della società del nostro tempo, quasi che fossero problemi che non ci
riguardano e non ci coinvolgono almeno in una certa misura. La comunità ritiene
che i credenti hanno una parola valida da dire nel nome del Signore, ed azioni
concrete da compiere affinché le parole non restino senza testimonianza
vissuta. La comunità ritiene che qualcuno potrebbe sentire una vocazione
personale ad un impegno più diretto anche come militante di qualche organizzazione
o partito politico, e non si scandalizza di questa scelta. La comunità si
dichiara però convinta di due cose:
1.
Un impegno di questo tipo è essenzialmente una scelta individuale; la comunità
nel suo insieme potrebbe essere coinvolta solo nel caso che tutti i suoi
componenti fossero disposti a fare la stessa scelta o a pronunziarsi nello
stesso modo su certi problemi (….) Ma questa unanimità non è automatica, a
motivo della diversa composizione della comunità ed anche dal fatto che sullo
stesso problema vi possono essere proposte diverse di soluzioni (….)
2.
Un impegno politico (personale o comunitario) rischia di essere unilaterale e
quindi partigiano, quando manca la capacità critica del credente, che non deve
dimenticare che ogni programma umano è relativo, di fronte all’assoluto della
Parola di Dio. Il credente deve quindi mantenere una distanza critica e, se
necessario, deve saper dire NO all’organizzazione o al partito di cui ha
ritenuto di militare, dato che prima ha detto il suo SI a Cristo.
DAI NOSTRI CORRISPONDENTI
La
corrispondenza che, riceviamo rappresenta uno degli aspetti più positivi della
TEV. Chiediamo però la comprensione dei nostri amici se esigenze di spazio ci
costringono a pubblicare solo un riassunto delle loro lettere.
Da Torino. Ogniqualvolta
sono assalito dal dubbio riprendo in mano il testo che mi fu caro, quando,
oltre mezzo secolo fa, passai il Rubicone religioso, e da cattolico, divenni
protestante. A quei béi tempi ero giovane e pieno d’entusiasmo e di speranze e
rimasi molto colpito dal messaggio che il generale inglese Beckwith, amico dei
Valdesi, rivolse al popolo che lo ospitava con tanto affetto: “O sarete
un popolo di missionari, o non sarete niente!”. Vado a leggere le pagine
del Vangelo per capire cosa vuole dire essere missionari. A tal fine Gesù
scelse i dodici che chiamò apostoli, vale a dire, annunziatori della buona
novella, che partecipassero agli altri quanto avevano appreso da Lui e
fondassero le prime chiese. A loro volta questi avrebbero predicato le stesse
verità agli altri sino a che la sua Chiesa non accogliesse nel suo seno tutti
gli uomini e diventasse universale.
Da Montepulciano. Ritengo che
l’iniziativa coraggiosamente presa dalla TEV sia giusta e quanto mai opportuna.
Mando, qui unita, la mia adesione, augurando a tutto il movimento la costanza
di continuare ad andare avanti per una maggiore fedeltà alla Parola di Dio.
Da Torre Pellice. Vi ringrazio,
anche a nome di mio marito, per l’invio regolare delle circolari e
dell’opuscolo “Sentinella ecc.”. Auguri di buon proseguimento sul
cammino che si è intrapreso insieme.
Da Felonica. Ho letto con molto
disappunto sull’ultimo bollettino quanto scritto da Com-Nuovi Tempi
relativamente alla TEV. In quanto alla libreria Claudiana, se i libri rimangono
invenduti è proprio perché hanno una produzione, che la gente non accetta. I
buoni “libri trovano sempre facile collocazione. Infatti anch’io molto
recentemente ho acquistato molte pubblicazioni concernenti la storia Valdese e
la teologia. Direi quindi di insistere con forza sul fatto che noi teniamo
nostro solo dovere di ubbidire all’Evangelo e solo a quello senza storture o
forzature di sorta; che cerchiamo in tutti i modi di operare affinché tutte le
nostre Opere, compreso l’orfanotrofio di Torre Pellice, operino nel migliore
dei modi.
Da Ospedaletti. Anche la TEV
deve pregare d’essere guidata dallo Spirito Santo e con uno spirito di
sottomissione completa al Signore si lasci guidare da Lui e solo per Lui. Noi
preghiamo per la riunione del Ciabas e che il Signore sia con tutti voi.
Da Genova (per espresso).
Io qui sottoscritta, da molti anni membro della Chiesa Valdese di Genova,
dichiaro di voler aderire al Movimento di Testimonianza Evangelica Valdese, che
corrisponde alle mie convinzioni. Ringrazio tutti i fratelli che vorranno
ancora battersi per riportare la nostra Chiesa al puro messaggio dell’Evangelo.
Torre Pellice. Un aderente ci
ha inviato una lettera di intonazione fortemente polemica e politica. Ci scusi
il nostro fratello se non possiamo pubblicarla, avendo la nostra ultima
Assemblea deciso di raddoppiare di prudenza nelle nostre espressioni per non
dare ad alcuni nostri amici il pretesto per ostacolare ancora di più il nostro
movimento.
Da Pinerolo la Prof.
Marcella Gay ci invia una interessante lettera sul problema se la Chiesa deve
ricevere denaro dallo Stato. Speriamo rispondere sulla prossima circolare.
Anche le altre corrispondenze, per mancanza di
spazio, devono purtroppo essere rimandate al prossimo numero.
LE NOSTRE RIUNIONI
La 17.a Assemblea ha avuto luogo venerdì 26 u.s. a
Torre Pellice, presenti una settantina di aderenti e amici. Ci siamo ritrovati
alla conclusione del Sinodo per poter avere con noi almeno alcuni dei nostri
aderenti della Diaspora, che purtroppo non possono partecipare alle nostre
riunioni abituali. Ma dopo cinque giorni di estenuanti sedute nell’aula
sinodale, diventata insufficiente ad accogliere tante persone, non abbiamo avuto
quella serenità che sarebbe stata desiderabile. Con un ordine del giorno che comportava
ben venti punti, e l’esigenza di terminare alle 22,30 (gli aderenti della
Sicilia dovevano mettersi in viaggio la mattina alle 6) non ci è stato
possibile affrontare come avremmo voluto quanto era portato alla nostra
attenzione. Perciò riprenderemo l’esame di quanto già visto e i punti lasciati
in disparte, nella riunione dei coordinatori e degli aderenti che vorranno
intervenire,
a Torre Pellice
mercoledì 7
Settembre
dalle 20,30 alle 22,30 presso la Casa delle
diaconesse. Vi preghiamo di prendere subito nota di questa data, perché succede
che qualcuno non interviene non perché non lo desideri, ma perché ha
dimenticato!
FINANZE
Entrate. In cassa al 1.1.77 L.488.010. Doni
precedenti L.1.711.420 G. E., Torre Pellice 1.600; A.C., id. 5.000; V. S., id.
10.000; G. M., id. 10.000; A. M. L., id.. 10.000; L. D., Milano 5.000; P. O.,
Napoli 25.000; F. ed E. F., id. 6.000; A. M., id. 5.000; V. V., Roma 5.000; A.
S. V., id. 9.750; F. G., id 10.000; B. R., id. 10.000; E. R., Pomaretto 5.000;
G. R., id. 5.000; E.P., id. 5.000; G.C., id. 5.000; C. C., Villar Pellice
5.000; N.N., Ciabas 10.000; D. P. C., Segrate 20.000; P. S, Brescia 3.000;
A.P., Massello 5.000; P. T., Messina 2.000; D. B., Trieste 5.000; Una Valdese,
id. 10.000
Totale domi L.1..903.770; collette alle Assemblee
L.598.400. Totale entrate L.2.990.180
Totale uscite (Dettaglio comunicato alle Assemblee)
L.1.933.561 In cassa L.1.056.619
Che renderò io all’Eterno?
tutti i suoi benefici son sopra me. Io prenderò il calice della salvezza e invocherò il nome dell’Eterno.
(Salmo 116/12)
Ciclostilato in proprio; non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
10056 Torre, Pellice
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
n. 21 Circolare
personale agli aderenti 20 settembre 1977
Vi porto sempre nel
cuore (Fil.1/7)
Beati i cristiani di Filippi! Essi sono amati dai
loro Pastori: “Vi porto sempre nel cuore”… Oltre a tutte le cariche
che
Gli incombono, il ministero de1 Pastore èun ministero d’amore, che si esprime nella
predicazione, nell’insegnamento, nelle visite, nella presenza….
Ma oltre che “beati i cristiani” bisogna
anche leggere: “Beati Pastori di Filippi”. Anzitutto perché è loro
concessa questa grazia di amare. E anche perché i credenti li seguono. Certo
non si potrà mai sapere se è un Pastore buono che fa dei buoni membri di
chiesa, e se sono dei buoni membri di chiesa che fanno un Pastore buono.
Ma, insomma, che cos’è una buona chiesa? Che cos’è un Pastore buono? Senza
dubbio della gente che, come a Filippi,
impegnata, come a Filippi, nell’opera di testimonianza.
Preghiera
Ti ringraziamo, o Signore, per la nostra Chiesa.
Donaci un vero amore per il Cristo, affinché Pastori e membri, possiamo essere
dei veri testimoni del tuo amore. Amen
Pain
de ce jour 8.7.77
DOMENICA TEV A
VILLAR PEROSA
Il 18 corr. ha avuto luogo a Villar Perosa la
DOMENICA TEV, che, malgrado il tempo inclemente, ci lasciato, come le
precedenti, un buon ricordo.
Il culto del mattino, insieme alla comunità, ha
visto un’assemblea di circa 80 presenti. Il fratello Guido Ribet ha
presieduto, parlandoci della potenza della preghiera nella Scrittura, nella
esperienza della Chiesa e nella nostra vita personale.
Siamo stati lieti di vedere fra i presenti anche
diversi giovani, e di poter fraternizzare con la comunità locale e con tanti
venuti dalle varie parrocchie delle Valli e da Torino.
ANCORA SUL SINODO E LA TEV
Un
giudizio obiettivo è stato scritto da Bruno Rostagno sull’Eco Luce (Settembre
n02):
“Sul tema del pluralismo o della comunione
nella Chiesa ci si attendeva la continuazione del grande dibattito su fede e
politica dell’anno scorso. Ma quest’anno il dibattito non c’é stato, anche se
alcuni aderenti al movimento Testimonianza Evangelica Valdese sedevano in
Sinodo. Sarebbe troppo ottimistico pensare che ormai ci si comprende, anche se
si è su posizioni diverse. La realtà è che in questo caso il Sinodo non svolge
la funzione che dovrebbe essergli propria, cioè quella di essere il luogo di
confronto fra posizioni presenti nella Chiesa. Attualmente, ed è difficile dire
fino a quando, il confronto non è diretto, ma si svolge a distanza. Dispiace
dirlo, ma “Sinodo liscio” in questo caso ha significato che i veri
problemi non sono riusciti a varcare le porte dell’aula sinodale”.
Meglio
di così non si poteva dire, e ne diamo volentieri atto al Pastore Rostagno,
che non è ancora sulle posizioni della TEV.
***
Una
precisazione è però necessaria. È entrato nell’uso corrente usare la formula
“fede e politica”, che racchiude un enorme equivoco. Il dibattito in
corso non riguarda la fede perché, fino
a prova contraria, non discutiamo sulla confessione di fede della Chiesa, né
sull’autorità della Scrittura. Questo è già stato espresso da Renato Paschetto,
di Milano, sull’Eco Luce dell’8 Luglio.
Ma neppure si mette in dubbio che il cristiano sia
nel mondo e che, di conseguenza, sorga il problema della politica, cioè delle
relazioni inevitabili del credente col mondo. La disputa è sorta perché la
Chiesa ha sposato delle ideologie che si trovano alla base di determinati
partiti politici.
Quindi
non si deve parlare di “fede e politica”, bensì di Chiesa e partiti (o ideologie) politiche.
È solo quando le premesse sono chiare, che la
discussione potrà portare a qualche risultato.
***
Il
settimanale cattolico “L’Eco del Chisone” ritorna a parlare della TEV
a proposito del sermone di apertura del Sinodo, pronunziato dal Pastore Tourn:
“È probabile che questa ‘ouverture” abbia
impressionato i membri del Sinodo, inducendo a una pausa nella querelle ormai
pesante tra FGEI (cioè i giovani filo-marxisti, Com-Nuovi Tempi, ecc.) e la
TEV, la “Testimonianza Evangelica Valdese” che si sta dando molto da
fare per sollecitare un ricupero “spirituale” della base valdese,
shoccata da alcune scelte politiche recenti”.
Una
parola sulla composizione della Tavola. Come si sa, un pastore e due laici
dovevano essere sostituiti e un laico era una donna. Molti si aspettavano che
venisse appunto nominata un’altra donna. Tanto più che la nostra Chiesa é
largamente femminile, e tanto più che le donne avevano avanzato la proposta
che negli organi decisionali la rappresentanza Femminile fosse presente.
Viceversa questa richiesta è stata ignorata e
l’unica candidata valida, già per vari anni presidente della Federazione
Femminile Valdese, è stata scartata.
Ma essa aveva un grave handicap: aveva aderito alla
TEV.
AGLI AMICI DELLA TEV
Cari
fratelli,vedo che ritornate sull’argomento del Convitto di Angrogna, e anche
stavolta ritengo doveroso esprimervi il mio disagio: voi dite che il riscuotere
rette pagate da enti pubblici è un sollecitare o accettare dallo stato sussidi
che snaturano la testimonianza cristiana e il nostro servizio.
Prima di tutto mi pare che rette e sussidi siano due
cose ben diverse. Le prime rappresentano un rimborso (quasi sempre parziale e
tardivo delle spese affrontate
per rendere un servizio alla collettività, e non pagano certo l’amore, la
dedizione, lo spirito vocazionale. I sussidi invece sono elargizioni a fondo
perduto, o mezzi per manoovre clientelari, che realmente inciderebbero sulla
nostra autonomia.
In
ogni caso poi, se riteniamo che i soldi dello stato siano da rifiutare per non
snaturare il nostro lavoro, questo principio deve valere per tutta la vita
della chiesa, non per alcune attività soltanto. Ma allora la TEV ritiene che
possiamo mantenere i nostri asili, scuole, ospedali, rifiutando i soldi delle
mutue, della regione ecc. (sempre che arrivino) o proporre che chiudiamo tutte
le nostre opere che a qualsiasi titolo ricevono soldi dalla società civile? Sinceramente non comprendo.
Prof.
Marcella Gay
Qualcuno
risponde
La
TEV non ha ancora affrontato questo problema nelle sue Assemblee, perciò quanto
segue esprime il parere soltanto di alcuni.
Il
problema è delicato: si tratta di sapere se 1a Chiesa deve accettare del denaro
dallo Stato sotto qualsiasi forma. Per la Chiesa il principio della separazione
della Chiesa dallo Stata, proclamato dal Risveglio del secolo scorso, non
ammetteva sfumature.
Nel
1855 il Parlamento Sabaudo aveva nominato una commissione per regolarizzare le
entrate dei Valdesi e degli Ebrei. Si esaminò la proposta di prevalere una
aliquota dalle tasse pagate dai Valdesi per versarle alla Chiesa. Ma il depuato
Giuseppe Malan, che di quella commissione faceva parte, al presidente che lo
esortava ad accettare questa transazione, rispose con tre parole: “Poveri,
ma liberi!”. I1 Pastore W. Meille cosi commenta: “Anche se il nostro
deputato non ci avesse reso altri servizi che questo, avrebbe ben meritato
dalia Chiesa e dal suo popolo di cui sapeva così bene difendere i più vitali
interessi” (Souvenirs de Joseph Malan p.70).
Ma
in questi ultimi tempi si è fatto strada un nuovo concetto: denaro dello Stato,
no, se si tratta di sussidi; ma denaro si, se si tratta di rette pagate da Enti
pubblici.
Questa distinzione fra sussidi e rette può apparire
convincente, ma la sapienza popolare giustamente fa osservare che chi paga
comanda, e in commercio si aggiunge che “il cliente (in questo caso lo
Stato) ha sempre ragione:
“Possiamo mantenere i nostri asili, scuole,
ospedali, rifiutando i soldi delle mutue, della regione, ecc.?”
A questa domanda possiamo rispondere con un’altra
domanda: “Come mai per tanto tempo la Chiesa ha mantenuto. asili, scuole,
ecc. facendo a meno dei soldi dello Stato?”.
“I tempi sono cambiati!”. Con questa
formula affascinante la Chiesa si mette sullo scivolo che prepara il passaggio
puro e semplice delle sue Istituzioni allo Stato, appunto come è stato
preannunciato e come non pochi desiderano.
In seguito nulla vieterà che anche i Pastori siano
pagati dallo Stato, mediante rette o sussidi (le parole non cambiano la
sostanza) come avviene in certi paesi, con le conseguenze che sappiamo.
Ma a noi sembra pieno di buon senso quanto diceva il
poeta francese Alfred de Musset: “Mon verre n’est pas grand, mais je bois
dans mon verre”.
LA DIFFICILE VIA DELL’ECUMENISMO
L’Eco del Chisone settimanale della diòcesi di
Pinerolo, ne suo numero, del 1° corr.
afferma di avere dei lettori: appartenenti ogni giorno più a entrambe le
Chiese”, ogni tanto ha degli articoi che possono essere meditati con profitto
anche dai Valdesi.
Non è, per esempio, da buttarsi senz’altro via l’opinione
secondo cui le “Intese” con il Governo, a cui il Sinodo ha dedicato
tanto spazio, non sono che un “mini-concordato”.
Tuttavia, quello che l’articolista ha dimenticato,
rendendo vana la. sua tesi, è che c’è una bella differenza fra le
“intense” la Chiesa Valdese e il Concordato stipulato dalla Chiesa
Romana con il fascismo e poi inserito tale e quale, con il determinante voto
dei comunisti nella Costituzione della Repubblica. Concordato che in realtà è
il dikctat di una potenza vincitrice; concordato che ha per scopo di dare allo
Stato un preciso-indirizzo confessionale in quanto “l’Italia considera fondamento
e coronamento dell’istruzione pubblica l’insegnamento della dottrina cristiana
secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica”; per non parlare
della legislazione matrimoniale cattolica, che lo Stato ha fatto sua; dell’impegno
di bandire da Roma – città sacra! -quanto non è confacente a questo carattere,
e via dicendo. Veramente ci sembra per lo meno imprudente l’accostamento fra il
Concordato e le Intese, anche se, dal punto di vista verbale, fra concordato e
intesa ci sia, molta differenza.
Se c’è da entrambe le parti uno sforzo di mantenere
delle relazioni di cortesia – come ne é prova lo scambio di messaggi fra il
vescovo Pinerolo e il Sinodo Valdese – la realtà del dissenso non è tardata a
manifestarsi. Infatti sullo stesso Eco del Chisone dell’8 corr., sotto il
titolo “A Lourdes la ‘buona notizia”, viene pubblicato un articolo
del vescovo. Eccone il paragrafo centrale:
“Guardiamo a Lei (alla Madonna) con fiducia!
Tutta la nostra comunità ecclesiale
guardi a Lei come segno di speranza, per non lasciarsi sopraffare dalla
sfiducia in un mondo pieno di tante difficoltà; guardi a Lei, accogliendo
generosamente l’invito alla generosa testimonianza di fede e di servizio, in un
mondo in cui i cristiani, con la loro vita, devono essere lievito di bontà, di
giustizia, di fraternità”.
Se l’Eco del Chisone fosse un foglio unicamente a
uso interno dei cattolici della diocesi, potremmo qui astenerci da commenti. Ma
sembra che un notevole numero di Valdesi lo leggano, e allora è bene che essi
meditino con molta attenzione queste righe e vadano a cercare nella loro Bibbia
di che cosa e di chi si parla quando si incontra il termine Evangelo (parola
che significa appunto “buona notizia”). Si renderanno conto che non
esiste una sola parola che giustifichi questo invito:
“Guardiamo a Lei (allaVergine) con
fiducia!”. Al contrario, ci è detto senza possibilità di equivoci:
“In nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro
nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere
salvati” (Atti 4/12).
Purtroppo, quando Maria prende il posto che la
Bibbia attribuisce solo e unicamente a Gesù Cristo, si vede come sia ancora
lunga e difficile la via dell’ecumenismo.
All’invito a
“guardare alla Madonna con fiducia” i Vadesi che leggono l’Eco del Chisone
possono rendersi conto del loro privilegio di avere nella Parola di Dio la
pietra, di paragone con cui confrontare le dottrine di tutte le specie che gli
uomini propongono e, qualche volta, impongono loro.
L’ULTIMA ASSEMBLEA DELLA TEV
Dopo il culto nel tempio di Villar Perosa ci siamo
recati, al Convitto Valdese per consumare le nostre provviste, e alle 14 è iniziata
la nostra 18a Assemblea. Ricordiamo che fu proprio un anno fa, e precisamente
il 15 Settembre che nella medesima sala abbiamo messo 1e basi del nostro
Movimento. In continuazione del culto del mattino, abbiamo iniziato con una
riunione di preghiera. Il prof. A. Donini ha letto alcuni passi della Scrittura
e ci ha esortati alla preghiera comunitaria. Nella preghiera noi abbiamo il più
efficace mezzo di azione, e se soltanto volessimo adoperarla più
frequentemente, vedremmo degli esaudimenti che neppure ci immaginiamo.
L’ordine del giorno comprendeva 16 punti, che ci
hanno intensamente occupati per tre ore. Tra le varie decisioni, vi preghiamo
di prendere nota in modo particolare che venerdì 30 Settembre alle ore 20,30 avrà luogo a San Germano la riunione dei
coordinatori. La prossima Assemblea si terrà a Villar Pellice alle ore 14.30 di
domenica 23 Ottobre. Chi non disponesse di auto e desiderasse intervenire, lo
faccia sapere ai coordinatori.
A proposito di questa circolare, si è ricordato che
tutti sono invitati a servirsene per esprimere il loro pensiero (possibilmente
occupando non più di mezza pagina).
Abbiamo anche sentito con interesse che il periodico
inglese “The Reformer” ha già pubblicato una corrispondenza sulla TEV
e altre seguiranno.
La collettaal termine della riunione ha dato la soma
di L.48.700 che l’Assemblea ha devoluto all’Associazione per i luoghi storici
delle Valli.
UOMO D’OGGI , DOVE SEI?
Con questo titolo la Claudiana ha recentemente
pubblicato un opuscolo del Pastore E. Rostan (pag.54 L.1.000). Partendo dal
racconto biblico della caduta di Adamo e dal fratricidio di Caino, propone all’uomo
moderno e in forma moderna la risposta dell’Evangelo ai problemi scottanti del
nostro tempo.
Alcuni paragrafi indicano come questa pubblicazione
sia perfettamente nella linea della TEV:
“Oggi il peccato è generalmente considerato
nella sua dimensione sociale e politica anziché sotto un profilo individuale.
Egoismi e oppressione, violenze e sfruttamenti minano le strutture della società.
Tuttavia nuove leggi e nuove strutture non bastano a rinnovare la societá,
anche se esse sono necessarie; occorre un rinnovamento della propria mente per
non conformarsi agli schemi del tempo presente, con una grave capitolazione di
fronte al male e al suo potere”. (pag.7).
“I giovani parlano continuamente di ‘uscire
incontro al mondo’. Si preoccupano delle baracche, della guerra, dei diritti
civili… Sentono che la chiesa non ha preso abbastanza coscienza di quelle questioni
e, perciò molti si sono allontanati dalla chiesa per andare nel mondo”.
“Noi però ci domandiamo: Non c’è altro da dire
in merito alla inadeguatezza della chiesa di fronte ai problemi sociali e
politici del nostro tempo? Non c’è forse un eccesso di esclusivismo in questo giudizio
dei giovani e nel loro distacco dalla chiesa? Le scelte che si fanno sono
essenzialmente politiche ovvero si qualificano come scelte dì credenti in campo
politico, con una chiaro riferimento a Cristo ed al Vangelo? La testimonianza
del cristiano è valida solo in quel settore ovvero ha dimensioni più vaste e più
profonde? (pag. 43) Raccomandiamo agli aderenti della TEV di leggere questa
pubblicazione, che, a differenza di tante altre, ha il merito di trattare
argomenti teologici con un linguaggio accessibile a tutti.
DAI NOSTRI CORRISPONDENTI
Dalla Germania. Il Dio Onnipotente
vi doni una buona salute e vi protegga su tutte le sue strade. Egli vi faccia
vedere la cara Chiesa Valdese ritrovi i1 vero cammino della fede cristiana
secondo l’Evangelo del nostro Signore. Sentiamo di essere uniti a voi da una fraternità fondata sul
Vangelo. Resistete nella vostra battaglia contro la politica nella Chiesa! Ho
letto con rincrescimento avete delle preoccupazioni e scrivete “Le chiese
sono vuote!”. Con
il sentimento
pesante nell’anima del predicatore quando deve parlare davanti a dalle panche
vuote.
Ma non lasciatevi scoraggiare. Anche da noi, nel
paese della Riforma la coscienza ecclesiastica è diminuita. Tuttavia domenica scorsa ho
predicato nella Christuskirche. Il primo culto ha avuto luogo alle 8 e
contavamo quasi 100 persone, il secondo alle 10. Non credevo ai miei occhi:
circa 400 persone, vecchi e giovani, donne e uomini ascoltavano l’Evangelo. L’assemblea
era composta di giudici supremi, medici, professori, funzionari, gente di ogni
ceto della società. Il Signore chiama ciascuno e dappertutto, e quelli che non
vogliono sentire la sua voce vanno per le proprie strade. Noi li chiamiamo nel
nome di Dio, ma non è in nostro potere se vogliono sentire o no.
Da Roma. Mando il
presente contributo a sostegno dell’opera
della TEV che presenta Gesù Cristo come Colui che solo può risolvere
problemi dell’uomo e dell’umanità sradicando il maligno dall’animo di lui e di
essa per immettervi i valori eterni dello Spirito.
Da Ospedaletti. Che il Signore
voglia benedire i vostri sforzi perché avvenga realmente un risveglio, che in
questo momento di smarrimento generale è assolutamente necessario.
Da Genova. Cari fratelli
della TEV, sebbene mi trovi d’accordo in tutto quello che dichiarate negli
opuscoli e nelle circolari che mi avete gentilmente inviate, c’è una cosa che
mi dispiace un poco e che stimo inutile e forse inopportuna (soprattutto perché
ha suscitato le maggiori critiche da parte di alcuni) e cioè la compilazione
della scheda.
Se un cristiano evangelico condivide con voi la
necessità di un risveglio della nostra Chiesa alla fede genuina di una volta dovrebbe bastare la sua semplice adesione
(come ho già fatto io) e il suo incoraggiamento a proseguire nella vostra
opera. Ciononostante, poiché so che dovete affrontare delle spese per l’invio
delle circolari,
che spero vorrete continuare a spedirmi, accludo
alla presente ecc.
….
Vogliamo rassicurare la nostra gentile aderente di
Genova che se inviamo delle schede su cui indicare il proprio consenso e
indirizzo, unicamente per ragioni pratiche, per poter sapere chi desidera ricevere
le nostre pubblicazioni. Le schede vengono poi messe in ordine
di località e ordine alfabetico per facilitarci notevole lavoro
di spedizione.
Tuttavia la nostra ultima Assemblea ha confermato
che una adesione nella forma da lei indicata va benissimo.
Finanze. Per ragioni di
spazio dobbiamo rimandare alla prossima circolare il solito resoconto. Ci
scusino quanti hanno inviato un’offerta.
Ciclostilato in proprio; non pubblicato
Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese
Casella postale
10066 Torre Pellice (Torino)
da Rastello Sergio | 18 Settembre 2019 | Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
n. 19 Circolare
personale agli aderenti
23 agosto 1977
Riuniti in Assemblea
plenaria nel tempio del Ciabas, martedì 16 Agosto 1977, concludendo il primo
anno di attività di Testimonianza Evangelica Valdese,
innalziamo un
inno di ringraziamento al Signore perché nei culti di appello, nelle domeniche
TEV e nelle numerose Assemblee ci è stata concessa la grazia di sentirci
“un solo cuore e d’un’anima sola” (Atti 4/32).
Ci rallegriamo
per il crescente numero di Valdesi e Metodisti che da quasi tutte le comunità
chiedono di unirsi al nostro movimento, come pure per i numerosi membri di
altre Chiese e movimenti che continuano dall’Italia e dall’estero a esprimerci
la loro solidarietà.
Respingiamo
l’accusa di voler portare la divisione nella Chiesa, e pertanto ci opponiamo a
qualsiasi tentativo di essere emarginati dal corpo della Chiesa. Siamo consapevoli
che l’appello a un Risveglio può portare a contrasti e critiche, e riaffermiamo
la nostra disponibilità
all’ascolto e al
dialogo.
E mentre
dichiariamo la nostra volontà di opporci a che la Chiesa diventi uno strumento
di qualsiasi ideologia o partito politico, ricordiamo a tutti gli aderenti che
l’impegno di testimonianza, base del nostro movimento, si deve tradurre in una
fattiva collaborazione nella Chiesa, affinché essa sia realmente testimone
dell’Evangelo nel mondo.
RELAZIONE
1976-77
Quando una
Chiesa, lungi dall’essere comunità di credenti, unione di testimoni, sussiste
nelle sue strutture organizzative come aggregazione di iscritti, come anagrafe di
membri, quando le sue cerimonie si trascinano meccanicamente seguendo la
cadenza del calendario ecclesiastico, il suo organismo è fragile, debilitato, e
si trova nelle condizioni più favorevoli allo sviluppo di gravi malattie. Tali
malattie, come quelle degli organismi fisici, possono essere provocate da
germi esistenti nel suo interno, naturalmente resi inoffensivi dalla reazione
di un organismo sano, e da germi provenienti dall’esterno. I germi interni sono
l’incredulità e l’indifferenza, sempre in agguato anche per i più convinti
credenti, quelli esterni sono le innumerevoli seduzioni e suggestioni del
mondo, del denaro con il relativo consumismo, ai divertimenti smodati, vari
vizi, alle ideoiogie, veri idoli che si propongono nelle varie epoche come
sostituti della Fede cristiana, fondandosi su effimeri pseudo-valori dell’uomo.
La Chiesa, intesa nel suo senso biblico di comunità di credenti, si è trovata
spesso in tali tristi condizioni, come ci è attestato dalla sua storia, ma
sappiamo pure che essa è uscita dalla malattia attraverso risvegli di fede,
ispirati certo dal Signore, che hanno sempre sparso i loro benefici frutti per
molto tempo dopo la loro nascita. Per fare qualche esempio riferiamoci anzitutto
all’Antico Testamento all’infedeltá, all’idolatria del popolo d’Israele (regno
di Giuda) alla morte di re Amon, all’opera di ricostruzione e di purificazione
intrapresa dal suo successore Giosia che ritrovò il libro della legge, la
Parola di Dio, si impegnò ad osservarla veramente, la rimise al centro della
comunità: un vero risveglio, diremmo noi oggi, nell’adempimento di antiche
profezie. E il movimento valdese delle origini? Leggiamo testualmente ne
“I Valdesi” di Giorgio Tourn (pag. l3): “Ciò che colpisce in
questa comunità è la libertà con cui viene vissutala fede cristiana. Una
libertà piena di gioia e di inventiva. L’idea di contestare la Chiesa, di
ribellarsi alla sua autorità è lontana mille miglia. I “poveri in
spirito” non vogliono né cambiare né rivoluzionare la fede cristiana,
vogliono solo riviverla nella sua genuinità. Il loro movimento è in sostanza un
movimento di risveglio che richiama alla mente altri movimenti analoghi, sia
medievali che posteriori; pensiamo ad esempio ai primi gruppi metodisti nelle
città inglesi del ‘700″. E che cosa è stata la riforma nel suo più
profondo significato se non un risveglio un richiamo alla Parola, con la sua
riscoperta, la sua traduzione nelle lingue del popolo, la sua diffusione? (come
avevano già fatto i primi valdesi). La lettura della Bibbia aprì gli occhi a
molti sullo stato di rovina della cristianità, ma al tempo stesso la luce
divina venne ad illuminare chi non sapeva. Come ultimo esempio, fra gli
innumerevoli che si potrebbero fare, pensiamo al risveglio nelle nostre Valli
negli anni successivi al 1825, dopo la visita di Félix Neff, pensiamo allo
stato della comunità valdese in quegli anni che giustamente furono definiti
come “l’inverno delle Valli Valdesi”.
E oggi? Oggi
troviamo la vernice religiosa della chiesa moltitudinista, che non abbiamo
saputo o voluto contrastare (si pensi all’automatismo delle confermazioni e
relative iscrizioni negli elenchi dei membri di chiesa, che è rientrato nella
“routine” ecclesiastica dopo qualche tentativo di messa in
discussione), troviamo la partecipazione tradizionalista alle grandi festività
della Chiesa, proprio come all’epoca di Félix Neff, troviamo l’incredulità e
l’indifferenza per i problemi della fede, tanto più perniciose in quanto
mascherate spesso dietro un effimero attivismo sotto la spinta di slogans
socio-politici alla moda. Dimenticando quanto è stato scritto nel libro del
profeta Geremia: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e fa della carne
il suo braccio” si è creato il mito dell’autosufficienza dell’uomo, nuovo
dogma, nell’illusione che la tecnologia possa risolvere tutti i problemi e che
le riforme sociali, pur necessarie, facciano scomparire il male dal mondo. Ma è
stato giustamente detto che “il pane e la potenza, da soli, non salveranno
l’umanità: ogni tentativo di stabilire un sistema di valori fondato sul dogma
dell’autosufficienza dell’uomo è destinato a fallire rovinosamente”
(Abraham Joshua Herschel, in “Dio alla ricerca dell’uomo”).
+
++
In questa
situazione era più che naturale la nascita della TEV, anzi, possiamo solo
dolerci che non sia sorta prima, e riprendendo un vecchio slogan possiamo ben
dire: “Se la TEV non esistesse, bisognerebbe inventarla”.
L’anno trascorso
è stato, per il nostro movimento, denso di avvenimenti e di attività: dobbiamo
anzitutto ringraziare il Signore per aver concesso a molti di noi un impegno
costante, pur nelle difficoltà ed ostacoli che d’altronde ci attendevamo. La
maggiore di queste difficoltà nasce da una precisa accusa, tuttora ricorrente
al punto di apparire una specie di fissazione: l’accusa di fomentare una
scissione nella Chiesa. I1 fatto che, pur dopo tutte le possibili smentite, quest’accusa
permanga da parte di alcuni ed abbia una certa influenza negativa sullo
sviluppo del movimento non prova forse che si tratta del desiderio più o meno
inconscio di quanti vorrebbero realmente vederci fuori della Chiesa,
emarginarci, per poter proseguire senza ostacoli né scrupoli di coscienza su di
una certa strada, quella che noi avversiamo e a causa della quale siamo sorti
come movimento, con buona pace di quanti continuano a chiederci in buona o in
cattiva fede: “Perché la TEV?”
+
++
Dopo le riunioni
preparatorie nel luglio-agosto dello scorso anno e dopo il Sinodo, nel quale
il nostro ordine del giorno, come è noto, fu abilmente manipolato ,
contraffatto, avemmo una prima assemblea vera e propria a Villar Perosa il 16
settembre, nella quale si dette il lancio ufficiale al movimento. Nella seconda
assemblea, tenuta a Torre Pellice il 29 settembre, si definì la scelta del nome
TEV e fu proposto un primo culto d’appello. Questo, impostato sulla presa di
coscienza del nostro Peccato d’infedeltà, ebbe luogo nel tempio di Torre
Pellice il 24 ottobre con buona partecipazione di fratelli. La nostra circolare
commentava testualmente al riguardo: “Sarebbe presuntuoso attenderci dei
risultati immediati e visibili; molti di noi, ad ogni modo, hanno avuto il
sentimento che il desiderio di un risveglio nella Chiesa sia latente in un
numero di persone più grande di quel che pensiamo”. Seguirono un’assemblea
a Torre il 29 ottobre, con constatazione del consolidarsi del movimento per il
numero di membri rapidamente crescente, e una a Perosa Argentina il 7 novembre,
nella quale di notevole importanza fu la relazione del pastore Giovanni Conte
sul Congresso della Federazione tenutosi a Bari. Il past. Conte riportò fra
l’altro integralmente la forte, accorata lettera critica inviata al Congresso
dalla comunità della chiesa dei Fratelli di Genova, che il Congresso non poté
ignorare. La lettera fu pubblicata quasi integralmente sul numero 2 della
nostra circolare e ne ricordiamo tutti con emozione ed anche, ahimè, con
umiliazione, le espressioni.
Nell’assemblea
del 14 novembre a Torre fu presentata ed approvata la proposta di inserimento
di tre interventi a favore della TEV sull'”ECOLUCE., per una pagina in
preparazione sul movimento. Furono poi esposti punti di meditazione sul tema
“Chiesa e politica”, in vista delle assemblee di chiesa indicate dal
Sinodo. Nella successiva assemblea a S. Germano, i1 28 novembre, si gettarono
le basi per un culto d’appello prenatalizio da tenersi nella stessa località, e
si propose di prendere contatto con la Federazione delle Chiese Evangeliche
per chiedere di tenere una serie di culti radio. Nell’assemblea di Torre del 12
dicembre fu proposto ed approvato il progetto delle “domeniche TEV”:
partecipazione al culto del mattino in varie località, ágape fraterna al sacco
(o quasi), assemblea pomeridiana. Il previsto culto d’appello prenatalizio ebbe
luogo a S. Germano il 12 dicembre, tenuto prevalentemente da giovani. In esso
si meditò sul vero significato del Natale cristiano, al di là della festa
pagana e consumistica che purtroppo ben conosciamo.
Nell’assemblea
di Torre del 9 gennaio 1977 si parlò fra l’altro dell’ importanza che il
marxismo pare aver acquistato in certi ambienti cristiani come strumento di
analisi e di trasformazione del mondo e delle chiese, tanto da presentare il
marxismo stesso quasi come una nuova “chiave biblica”.
Nell’assemblea di
Villar Perosa il 30 gennaio (1.a domenica TEV) fu discussa ed approvata una
lettera di protesta al moderatore e al Presidente della Federazione per lo
spettacolo del “Gruppo Teatro Angrogna” nella rubrica televisiva
“Protestantesimo”. Venne data poca conoscenza di una lettera,
alquanto deludente, del Presidente della federazione sulla nostra richiesta di
aver affidati dei culti radio.
A Villar Pellice
il 12, marzo (2.a domenica TEV) avemmo delle interessanti relazioni sul
risveglio alle Valli in due epoche del seco lo scorso, e fu avanzata la
proposta di ristampare in italiano il volumetto “Le Réveil de 1825”
di J. Meille, ormai introvabile e pur tanto attuale sotto molti aspetti.
Il 27 marzo ebbe
luogo una riunione a Bobbio Pellice, nei locali della chiesa, con esposizione
delle vedute della TEV ai membri di quella comunitá. Il giorno successivo
alcuni membri presentarono il movimento al Concistoro di Torino. Era stata peró
avanzata a tale Concistoro richiesta per una riunione TEV aperta a tutti nei
locali della Chiesa: tale richiesta fu seccamente respinta con il solito pretesto
dello scissionismo, come fu riferito nell’assemblea di Torre del 17 aprile.
Allora fu amaramente rilevato che non erano state in passato avanzate
difficoltà da parte di quel Concistoro a concedere i locali a gruppi vari par
attività politiche.
Importanti le
assemblee di chiesa sul tema “fede e politica”, tenute il 23 aprile a
S. Giovanni e il 24 aprile a Torre, con approvazione in quest’ultima comunità
di un ordine del giorno ispirato alle tesi TEV.
Ma anche al di
fuori delle Valli le nostre posizioni cominciavano ad essere largamente note ed
approvate, come lo provavano le numerose schede di adesione di membri di chiesa
del centro e del sud. (Al momento attuale abbiamo aderenti e simpatizzanti in
quasi tutte le comunità valdo-metodiste e numerosi di altre denominazioni.
A Felonica il 13
maggio le vedute del movimento furono esposte e discusse in una assemblea di
chiesa.
Nell’assemblea
TEV di S. Germano, il 15 maggio, fu data notizia che il Concistoro di Pinerolo
aveva concesso la sala delle attività per una “domenica TEV”, la cui
realizzazione è prevista per il prossimo autunno.
Importante, per
capire lo spirito delle nostre assemblee, ricordare come la circolare n°13
commentava quest’ultimo incontro: “Non ci risulta che dopo le nostre
assemblee qualcuno sia tornato a casa con l’animo amareggiato, anche se
evidentemente i punti di vista possono essere diversi”. Questo sulla
circolare n°13, per parte nostra prendiamo questa constatazione come un
augurio per questa (attuale) e per le future assemblee alle Valli ed altrove.
La terza
“domenica TEV” ebbe luogo a Coazze il 12 giugno con un culto di appello al mattino, impostato sul
significato della testimonianza cristiana nelle varie epoche, l’àgape Fraterna
e l’assemblea pomeridiana, animata anche da qualche intervento contestativo.
Venne anche comunicato
in quell’occasione
che il Concistoro di Pramollo aveva concesso l’uso dei locali della Chiesa per
una “domenica TEV”.
In case private
vennero poi tenute nel mese di giugno riunioni di membri TEV a Torino e a Roma.
Il 3 luglio ha
avuto luogo la prevista “domenica TEV” a Pramollo, con assemblea nel
pomeriggio. E con questo arriviamo alla data odierna.
++
+
Come si é visto,
le attività dell’anno sono state numerose e impegnative. L’autocritica non e mai
facile, ma vediamo chiaramente quali sono le tentazioni ed i pericoli che
possono in qualsiasi momento vanificare il nostro lavoro. C’è il pericolo di
sostenere la tradizione della Chiesa Valdese, o anche, in forma più ampia,
dell’evangelismo italiano, tradizione che certo ha dei valori perché è nata
dalla testimonianza,di martiri e di apostoli del passato: la tradizione, come
tutte le forme, non e mai svincolata da una sostanza. Ma dobbiamo sempre tenere
presente che il Signore è il solo capace di rendere stabile l’opera delle mani
dell’uomo ed inoltre è della nostra personale testimonianza, dei nostri atti che
dovremo rispondere: non possiamo adornarci con quelli, pur validi, dei nostri
padri. È un risveglio ciò che dobbiamo desiderare di più, un nuovo risveglio:
per questo dobbiamo adoperarci e pregare per l’azione dello Spirito Santo in
questo senso; in caso contrario, presentandoci come le vestali delle tradizioni
dei padri meriterermmo forse l’etichetta di “Lefèbre del
Protestantesimo” che qualche nostro amico ha voluto affibbiarci. Il
secondo pericolo, la seconda tentazione è quella del settarismo. Ci è stata
spesso rivolta l’accusa di ritenerci degli eletti: siamo sensibili a
quest’accusa, la prendiamo sul serio come un richiamo all’umiltà, alla coscienza
della nostra profonda insufficienza e quindi del fatto che solo il Signore può,
se vuole, servirsi di noi utilmente.
La terza
tentazione è quella del trionfalismo, che potrebbe farci pensare: ci siamo,
siamo necessari, saremo sempre indispensabili in futuro. Ebbene, dobbiamo tener
sempre presente come e perché ci siamo mossi e prevedere sin d’ora la fine
della TEV, lo scioglimento del movimento, quando apparisse chiara la sua
inutilità in una Chiesa che avesse ritrovato il “pari consentimento”
di tutti i suoi membri nella linea del puro evangelo.
Dobbiamo ancora
dire, sempre in una serena autocritica, che abbiamo molto vissuto, finora, di
interventi polemici. Ora, la puntualizzazione dei fatti, degli avvenimenti,
specie quando si è chiamati in causa, quando si ha qualcosa da dire di
preciso, quando si può portare un contributo al dialogo, e necessaria; al
contrario la polemica fine a se stessa, corrosiva, é sterile. Dobbiamo lavorare
di più “in positivo” intensificando culti di appello, riunioni di
preghiera (non si esagererà mai nella preghiera!), visite di gruppo. A questo
proposito salutiamo con gioia la nascita ci un gruppo visite itineranti in una
comunità delle Valli, che si muove in questo spirito.
Abbiamo ricevuto
una vera messe di consensi da parte di fratelli delle Chiese evangeliche
federate e anche lettere ufficiali di incoraggiamento da Chiese non federate,
che si rallegrano della possibilità di un risveglio nelle “grandi”
Chiese evangeliche italiane. È questa una grande responsabllitá per noi, che
deve farci pensare e ancora pregare.
Alla luce dell’amore
riconoscente verso il Signore, la domanda rivolta ci: “Da quale parte
state?” ha, per dei credenti, una sola risposta: siamo dalia parte di Dio
e del suo Figlio Gesù Cristo”; però questa risposta non avrebbe valore se
rimanesse solo sulle nostre labbra senza incarnarci nella nostra vita di ogni
giorno, nell’amore de1 prossimo e nel servizio. Il cammino da percorrere è difficile
e può essere segnato anche da cicatrici. M
abbiamo la certezza che nessuna potenza terrena potrà separarci dall’amore di
Dio che è in Cristo Gesù, nessuna sapienza umana potrà sostituire
definitivamente l’Evangelo della riconciliazione e della speranza.
La
Commissione
FINANZE
Per l’anno
finanziario possiamo ritenerci soddisfatti, grazie ai doni pervenuti
spontaneamente da parte di aderenti e amici (L.1.793.770), alle collette delle
riuìioni (L.488.010). A tutto il 10 agosto le entrate complessive sono di
L.2.635.780 e le uscite di L.1.675.661 con una giacenza di cassa di L.960.119.
Facciamo
presente che non abbiamo stabilito quote obbligatorie di adesione.
La maggior parte
delle spese viene assorbita dalla stampa di 18 notiziari di
“Testimonianza Evangelica Valdese”, dalla pubblicazione
“Sentinella a che punto è la notte?”, da quelle postali molto onerose
(621.910) e in minima parte per acquisto di cancelleria e spese di
amministrazione.
La contabilità è
tenuta in ordine e le trascrizioni sono dettagliate minutamente.
Ringraziamo
vivamente tutti i donatori e manifestiamo la nostra riconoscenza agli amici
preposti all’amministrazione che disinteressatamene svolgono il loro lavoro.
Dalla
corrispondenza abbiamo constatato che la pubblicazione “Sentinella, a che
punto è la notte?” è stata bene accolta dai nostri aderenti ed amici. Ci
auguriamo che a questa facciano seguito delle altre.
La
Commissione
Ciclostilato in
proprio; non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza
Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre
Pellice (Torino)