TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino alle
estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare
33                                                                                                  29  Marzo 1978
NON
ARDEVA IL CUOR NOSTRO IN NOI?
Rileggendo
il racconto dei due discepoli che il mattino di Pasqua avviano verso Emmaus, ci
sembra che esprima l’esperienza della nostra vita.
Essi
lasciano alle loro spalle Gerusalemme, come a dire le loro speranze più care.
Sono tristi, delusi. Come non esserlo quando si aveva fermamente creduto in
Gesù, e poi tutto era sfumato, travolto nello scandalo della croce?
Forse
non sbagliamo dicendo che molte chiese, molti cristia­ni danno anche loro
l’impressione di percorrere i1 cammino della vita con un senso di tristezza. È
evidente che la Chiesa ha deluso, continua a deludere, e lo scandalo della
croce è l’ostacolo che impedisce a molti di credere. Si dice, ma non è sempre
vero, che la vecchiaia è sovente accompagnata da un senso di delusione. Ma
quello che è molto più grave è che la gioventù del nostro tempo sembra essere
una gioventù delusa innanzi tempo. È una gioventù triste. La violenza sca­tenata
non è uno dei tanti sintomi di questa tristezza?
Ma
continuiamo nella lettura e giungiamo al momento in cui Gesù spezza il pane e i
discepoli scorgono su quelle mani il segno dei chiodi. Allora è come se un velo
cadesse dai loro occhi, e comprendono che quello che era apparso come uno
scandalo ora si manifesta come la potenza e la sapienza di Dio
Neppure
un istante pensano di pernottare a Emmaus. È facile immaginare quei due mentre
rifanno i dodici chilometri che li separano dalla città. Oh! come dovettero
correre per annunziare agli altri la gioia che ardeva nei loro cuori!
La
preghiera che dobbiamo elevare al Signore è che la Pasqua non rimanga come una
domenica speciale ora trascorsa, ma fac­cia di noi dei testimoni della
risurrezione. Appartenere alla TEV significa testimoniare che il Signore ha
spazzato via le nostre tristezze, le nostre delusioni, perché crediamo nel
trionfo della Vita, nella risurrezione di Cristo, nella risurrezione della
Chiesa, nella nostra risurrezione.
IL
RISVEGLIO DEL 1825
La
TEV ha certamente fatto bene a tradurre e ristampare il lbretto del Meille sul
“Risveglio del 1825”. Perché quella iniziativa abbia tutto il suo
valore é però necessario che, confrontando quella pagina di storia col nostro
tempo, ricerchiamo un monito per operare adeguatamente anche oggi. A questo
scopo allego alcune considerazioni.
Nel
tempo della restaurazione evidentemente il Valdismo passava attraverso a un
momento di crisi, di superficialità religiosa, di razionalismo teologico. Considero
però non accettabile l’affermazione del Neff (pag.36) che in tutte le Valli non
ci fosse una sola persona che conoscesse la salvezza e la pace che trova in
Gesù Cristo. La stessa figura del Pastore Mondon è certo discutibile per la sua
posi­zione razionalista, ma questo Pastore ultrasettantenne che attraversa a
piedi le Alpi per essere presente alla inaugurazione della chiesa dí Neff
soprattutto questo Pastore a forte tendenza razionalista che sul suo letto di
morte accoglie il suo grande avversario pietista, il Blanc, che gli ha scisso
la parrocchia con una Chiesa dissidente, mi pare stia a dimostrare che
l’influenza di Cristo operava in questo “eretico” della teologia, ci
spinge a ricordaci che non sempre pos­siamo giudicare dalle posizioni
teoingiche la posizione di fede e ci porta a meditare sulle parole di Gesù:
“Non giudicate”!”.
Tutta
la storia del “Risveglio” ci sembra svolgersi sotto il segno
del
settarismo: spaventosamente settari sono i difensori della
tradizione:
neppure essi cercano di capire la ragione dei “momiers” e della loro
reazione; e mentre éssi rifiutano la ricerca di un chiarimento teologico, non
sanno fare altro che condannare con una condanna ispirata dall’odio, condanna
che li porta fino alla violenza fisica. Ma il settarismo non è meno presente
nelle file dei “risvegliati” e la creazione di una Chiesa
“dissidente” ne è la riprova. Le pagine 85/87 del libro del Melle vanno
lette attentamente: di più si com­prende come il Meille sia stato portato a
minimizzare la gravità del­la “dissidenza” a San.Givanni, ma questo
ci è chiaramente ricordato dal fatto che i dissidenti hanno dato luogo a una
comunità della Chiesa Libera Italiana che verso il 1870/90 aveva un centinaio
di membri ed il suo tempio. “Dissidenza” e non posizione teologica:
la Chiesa di Gavazzi non era certamente più pietista della parrocchia di
Bonjour. Vi è forse una componente settaria nel popolo Valdese: se i dissidenti
di San Giovanni si uniscono alla Chiesa Libera, quelli di Villar e di San
Germano diventano “darbisti”, non dimentichiamo che la prima Chiesa
Avventista in Europa si apre a Torre Pellice e che a Torre Pellice esiste
ancora la “cappella” costruita per essere il centro di una attività
Battista alle Valli. Il rientro dei dissidenti nella parrocchia di San Giovanni
vede come motivo predominante la grave crisi che nell’ultimo decennio del
secolo scorso ha portato la Chiesa Libera Italiana a scomparire.
In
questa situazione è della massima importanza la chiara precisa­zione della TEV
di non volere essere nella Chiesa un movimento di dissidenza, ma un impulso
verso i1 risveglio della vita spirituale.
Dobbiamo
prendere atto che il movimento del “Risveglio” del secolo scorso, se
ha avuto dei punti deboli, in definitiva ha però operato per il bene della
Chiesa, dimentichiamo però che accanto all’impulso dato alla vita spirituale
della Chiesa dai “risvegliati” ha po­tentemente influenzato la vita
religiosa alle Valli l’arrivo di un gruppo di Pastori che hanno avuto la loro
preparazione pastorale alla scuola dei Malan, dei Bost, dei Gaussen e
soprattutto dei Vinet. Non più il moralismo di credenti e non credenti viene
posto al centro della predicazione ecclesiastica, ma il sacrificio redentore di
Cristo, nuovo valore viene dato al concetto della conversione e della nuova
nascita.
È
quindi l’uomo che viene messo al centro della vita religiosa, ma è l’uomo rinnovato
in Cristo, l’uomo che è naturalmente testimone di Cristo nella sua società.
Come conseguenza di questa teologia, che è poi la tipica teologia della
Riforma, vi è alle Valli un vero rifiorire di opere sociali. Al “risveglio”
dobbiamo infatti l’estendersi delle Scuole domenicali, la creazione delle
Unioni femminili che lavorano per la bene­ficenza, si potenziano le scuole e le
Opere caritative della Chiesa, si manifesta un vivo interesse per l’opera
missionaria e, più tardi, per la nostra opera di evangelizzazione, per la
diffusione della Sacra Scrittura.
La
predicazione diventa una predicazione cristocentrica, lo studio del­la Bibbia
diventa la preoccupazione fondamentale della Chiesa. Ma è di questo che oggi,
abbiamo particolarmente bisogno, una predicazione di “Cristo morto e
risorto ed è alla destra del Padre per intercedere per la sua Chiesa”; di
“tutto il Cristo” cioè del Cristo redentore dell’uomo co­me della
società.
È
mia impressione, vorrei che fosse una impressione errata, che oggi si discute
molto, ma si opera poco; il nostro è tempo delle discussioni, dei programmi;
molto meno della attività pratica. Il nostro secolo è an­cora dominato dalle
opere del “risveglio”, quello che rimane di vivo è gran parte eredità
del tempo passato; ma io mi domando cosa lascerà di operante la nostra
generazione valdese non dico al secolo prossimo, ma al prossimo 2.000? Abbiamo
chiuse le scuole che furono la grande preoccu­pazione del secolo del
“risveglio”; (unica eccezione il Collegio che ha ritrovato la sua
ragione di essere e l’interessante esperimento di Cíni­sello); le nostre Chiese
allora gremite (e non solo per tradizione) oggi sono quasi vuote; ci
disinteressiamo dell’opera delle Missioni e della nostra opera di
evangelizzazione; la società biblica nelle sue statisti­che ci dice che siamo
fra le ultime Chiese nella diffusione della Bibbia.
Per
questo spero in un nuovo risveglio e prego perché esso si verifichi anche nella
nostra Chiesa.
                                                                                                            Alberto Ribet
____________________________________________________
L’opuscolo
sul Risveglio è stato così recensito dal “Pellice” (1)[1]
Quando
si parla di Risveglio ci si riferisce ad un movimento che all’ inizio del
secolo scorso ha rinnovato profondamente la vita delle Chiese protestanti di
tutto il mondo. Sostanzialmente il Risveglio richiamava le Chiese uscite dalla
Riforma del XVI secolo, ad una reale e completa ade­renza all’autorità della
Bibbia e predicava la necessità della conversio­ne personale per l’azione dello
Spirito Santo. Sull’onda di quanto avveniva oltr’alpe, questo movimento di
pensiero si manifestò anche nelle Valli Valdesi e in particolare nella comunità
di S.Giovanni, creando del­le situazioni che investirono anche direttamente la
vita sociale della zona. Il Meille, pastore Valdese di S. Giovanni, fondatore
del Rifugio Re Carlo Alberto, sulla fine del secolo scorso, sulla base di una
ampia do­cumentazione di prima mano, traccia la storia tormentata del movimento
spirituale che doveva lasciare una impronta estremamente evidente nel co­stume
di vita della popolazione valligiana per oltre un secolo, e ne evi­denzia con
grande chiarezza e in modo critico i pregi e i limiti. Dalla lettura dei libri
emerge inoltre una immagine netta delle condizioni socio-politiche e religiose
della zana, ricaduta con la Restaurazione Sabauda in condizioni precarie, dopo
la ventata di libertà seguita alla Rivoluzione Francese e all’epoca
napoleonica.
I
lettori, sia valdesi che cattolici, possono trovare riferimenti a fa­miglie e a
località note ed avere una chiara visione delle istanze ideali che sono state
alla base di una cultura di avanguardia nel campo spirituale e sociale che oggi
ancora onora le nostre Valli.                                                                                                                  G. R.
L’OPUSCOLO
DEL RISVEGLIO
Come
deciso dall’Assentlea, opuscolo sul “Risveglio del 1825” è
stato
offerto gratuitamente a tutte le chiese Valdo Metodiste come do­no ai catecumeni
in occasione della loro professione di fede. Abbiamo ricevuto quattordici
risposte con una richiesta di circa duecento co­pie. Riportiamo alcune delle
lettere ricevute
:

Il Consiglio di chiesa ha deciso di accettare l’offerta della TEV di inviare ai
futuri catecumeni il libro su “II Risveglio”. Può essere utile come
documento storico e come punto di partenza per una discus­sione sul Risveglio e
il Pietismo nella Chiesa Valdese. Anche se la maggioranza del consiglio di
chiesa non condivide affatto l’imposta­zione TEV, si è stati unanimi nel
lasciare libera iniziativa alla TEV stessa di farsi conoscere e pubblicizzare
le sue idee.

Il Concistoro non ha nulla in contrario a che venga distribuito ai catecumeni
di IV anno confermandi il libro sul Risveglio; ha però espresso le sue riserve
a che venga distribuito al momento della con­fermazione quando viene già dato
un libro a nome della comunità. Pote­te recapitare i libri al mio indirizzo e
potrò darli quando avremo l’ultimo incontro con i catecumeni.

Sentita la richiesta della TEV il Concistoro è dell’avviso di non
inviare
nominativi o indirizzi di confermandi, anche perché, sino a Pentecoste, non ne
conoscerà l’identitá, ma si ripromette di restitui­re le copie avanzate.

Vi comunico i nomi dei catecumeni. I1 Concistoro preferisce che il libro venga
loro spedito.

Vi ringrazio per la vostra offerta di inviare gratuitamente ai confermandi
copia del libro “Il Risveglio”. Vi chiedo di spedirli direttamente a
me.

A nome del Concistoro vi ringrazio di cuore per il vostro dono e vi mando
l’elenco nominativo dei catecumeni confermandi.

Naturalmente il Concístoro ha deciso di accogliere questo dono: come si
potrebbe rifiutare un dono che non è diretto a noi, ma ai ca­tecumeni?
Riteniamo che la lettura di queste significative pagine di storia, cosi poco
conosciuta, sia di estremo interesse. Purché il volume sia letto! Questo
purtroppo non possiamo assicurarlo, ma sarà un’occasione per discutere coi
catecumeni di questo periodo della sto­ria della nostra Chiesa.

In risposta alla vostra gradita offerta di consegnare ai confermandi delle
nostre comunità una copia del volume del Meille, il Con­cistoro ha accolto la
vostra proposta.
CREDIAMO
NELLA POTENZA DELLA PREGHIERA?
Da Napoli riceviamo: “Sto
attraversando un duro periodo di prove, ma il Signore non mi ha abbandonata.
Confido in Lui che è la mia speranza. Questa piccola offerta perché sia sempre
testimonianta la misericordia di Dio.
Abbiamo
dato un posto  speciale a questa corrispondenza
perché ci ri­chiama una delle principali attività della TEV, che dovrebbe
essere quella di segnalare e accogliere le richieste di preghiere di intercessione.
Ricordiamoci in preghiera di qyesta sorella di Napoli.
DA
UNA PENTECOSTALE CATTOLICA DI FIRENZE
“State
dunque saldi, avendo preso la verità a cintura dei fianchi, essendovi rivestiti
della corazza della giustizia” (Efes.6/14).
Ho
letto con molto interesse il vostro opuscolo. Io sono una penteco­stale
cattolica, ma aperta al dialogo anche con i fratelli evangelici. In ogni parte
del mondo in tante Chiese si prega che lo Spirito Santo rinnovi il suo popolo.
Ne abbiamo tanto bisogno. Vi scrivo per chiedere (se possibile) di ricevere
altre notizie, se avete dei giornali, delle circo lari da spedire. Mi è stato
anche detto di un risveglio tra gli zingari che tra l’altro stampano un loro
giornale. Mi piacerebbe rice­verlo. Il nostro movimento ne stampa uno
“Alleluia”, non so se lo cono­scete. Come vi ho detto sopra seguo con
tanto amore ed interesse tutto ciò che il Signore opera su tutti i fratelli.
DAI
CORRISPONDENTI
Da Roma. Ricevo regolarmente la
circolare e ne sono molto grata. Con mio grande rincrescimento non potei
domenica assistere alla riunione che si tenne a Via IV Novembre perché il tempo
era piovoso e freddo e avrei dovuto camminare sotto la pioggia. Spero tanto
poterlo fare un’altra volta ora che viene la buona stagione. Sono molto
soddisfatta che tanti aderiscano alla TEV e auguro che il numero si accresca
sempre di più con cuore sincero e devoto al Signore.
Da S.Georgen (Germania). La politica non deve mescolarsi
col lavoro della Chiesa. Auguro alla TEV molta forza e vi mando 50 marchi. Voi
Valdesi siete una minoranza nella cattolica Italia e io voglio appog­giare il
vostro servizio.
Da Losanna. Con soddisfazione constato che
l’intervento della TEV non è stato inutile, perché la tensione politica
nell’interno della Chiesa sembra ridimensionato.
Da Sant’Antonino di Susa. Voglio congratularmi innanzi
tutto con il vostro Movimento. Ho letto qualche articolo sulla Luce e vi esorto
sem­pre a guardare a Cristo seguendo le sue orme, senza guardare né a destra né
a sinistra, anche se alle volte si viene derisi dagli stessi membri di chiesa.
Da Venezia. Ammiro le vostre circolari
perché sono apolitiche. Vi rin­grazio per l’opera da voi intrapresa. Sono certo
che il Signore benedirà tutte le vostre riunioni. Ho aderito con gioia alla TEV
perché ho osser­vato che diverse chiese fanno dalla politica specie nei culti.
Da Firenze. È per me un vero piacere il ricevere
il vostro bollettino. Che l’Eterno spanda su di voi e tutti i sostenitori le
sue benedizioni.
Da Roma. Invio una piccola offera sempre
grata per le pubblicazioni che ricevo regolarmente.
Con tanta simpatia.
Da Roma. Per puro caso ho saputo, mesi fa,
della presenza della TEV a Roma in Via IV Novembre e così ho potuto partecipare
nel pomeriggio alla riunione. La sola esistenza della TEV mi ha riempito il
cuore di gioia e mi fa piacere di poter considerarmi aderente ad essa. Prego di
volermi inviare regolarmente la circolare affinché possa essere tempestivamente
informata di tutto ciò che riguarda la TEV. Con la gioia della speranza che la
TEV possa accrescere ed operare per il bene di molti invio saluti fraterni.
Da Combloux (Svizzera). ( Ndr: Questo paese è in Francia) Ho ricevuto le circolari e oggi sono
andato apposta a spedire 60 franchi. Avrei desiderio sapere ancora qualcosa in
proposito. I miei figli e le loro famiglie sono Battisti-Mennoniti. Ma in
fondo, a chi ce ne andremo noi? come disse Cefa. Tu hai le parole di vita eterna.
 Da Firenze. Esprimendo la nostra simpatia a questo movimento
rinnovatore, ma andiamo a questa somma quale contributo simbolico. Prego
inviare i vostri ciclostilati anche a mio figlio.
CHI
PUO’ RISPONDERE?
Da
diversi mesi sono un simpatizzante della TEV e ricevo regolarmen­te le vostre
circolari che mi rallegrano molto sia per il sincero ri­torno al puro Evangelo,
e sia par il desiderio che avete di rivivere un genuino risveglio spirituale
nell’ambito della Chiesa Valdese. Ri­sveglio auspicabile però anche in altre
Chiese Evangeliche del nostro paese.
Vi
sarei immensamemte grato se voleste pregare i vostri lettori che ne avessero la
possibilità, di vendermi i seguenti libri: commento ai Tessalonicesi e ai
Gelati di E. Bosio; commentario di G. Luzzi sulle epistole agli Efesini, Filippesi,
Colossesi, Commentario sull’epistola a Filemone di E. Bosio; commento
sull’epistola agli Ebrei di E. Bosio. Sono disposto a sostenere anche le spese
di spedizione oltre al prezzo richiesto. Prego scrivere a
Franco
Liotti – Via -.Francesco D’Ovidio 155 – 00137 Roma
UN
LUTTO
Presso
la Casa di riposo di San Germano è mancato Lorenzo Roccione, uno dei primi aderenti
al nostro movimento. La TEV esprime la sua pro­fonda simpatia cristiana alla
vedova.
SITUAZIONE
FINANZIARIA AL 20 MARZO 1978
Entrate
dal 7 Marzo 1978 al 21 Marzo 1978
Oferte
ricevute: S. M., Firenze 5.000; A. L., Milano 20.000; Due Angrognini 10.000; D.
G., Angrogna 5.000; E. C. G., San Giovanni 2.000; S. ed E. B., id. 5.000; S. C.,
id. 5.000; W. M., Treviso 3.000; L. O., Torre Pellice 5.000; G. P., Torre del
Greco 5.000; G. F., Roma 1.400; S. N., Vallecrosia 10.000; M. N., Napoli 5.000;
rimborsi postali per “Risveglio” 400. Totale offerte 81.800 (di cui a
mezzo c.c.p. 20.9C0). Prenotazione e vendite Risveglio” n. 53 copie =
L.123.500.
(totale
prenotazione già recapitate e vendite a tuttos il 20 marzo n°357 copie per un
totale di L.731.500).
Totale
generale entrate dal 7 marzo al 20 marzo 1978 = L.205.300
Totale
generale uscite dal 7 marzo 1978 al 2C Marzo 1978 = 1.1.157.435.
(Dettagli
uscite comunicati alle Assemblee).
Torre
Pellicc 20 marzo 1978
                                                Il
cassiere G. Mathieu
DIO
NON CI HA DATO UNO SPIRITO DI TIMIDITÀ
MA
DI FORZA DI AMORE E DI CORREZIONE. NON AVER DUNQUE VERGOGNA DELLA TESTIMONIANZA
DEL SIGNOR NOSTRO (2 Tim.1/7-8)
Ciclostilato
in proprio, non pubblicato Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese Casella
postale
10066
Torre Pellice


[1]
“il Risvegliio del 1825 nelle Valli Valdesi” di William Mielle (a
cura della TEV) , Claudiana, 1978, L. 2500.