CHE DELUSIONE! 
Crollo del ponte, crollo di una civilizzazione!



Sono di ritorno da un culto della Chiesa Valdese e non sono stato per niente edificato. Per il pastore I miracoli di Gesù alla bimba della donna siro fenicia e all’uomo sordo che parlava a stento, sono stati interpretati come un’azione di Gesù che abbatte i muri verso gli stranieri (alludeva alle frontiere?) 
Vedere Marco 7: 24-37. 
Mi sembrava di sentire parlare un esponente del PD (o di una corrente di pensiero politico per un’accoglienza indiscriminata) contro i suoi avversari. Ma è questo che voleva dire e far sapere Gesù quando ha guarito quelle persone estranee al patto e alle promesse di Dio verso Israele? È così che voleva glorificare il Padre suo e nostro? Sono queste le parole e i pensieri che il Padre gli aveva messo nel cuore di comunicarci? Non è stato detto niente della fede della donna, se non che era un’altra, diversa… Esattamente il contrario di quanto Gesù ha voluto sottolineare esplicitamente col suo miracolo: Egli l’ha esaudita solo ed esclusivamente perché aveva fede in Lui. E che tipo di fede! Una fede che conta solo su Gesù e non sulle religioni, ideologie e ancor meno su progetti politici. Proprio quella che manca in certe chiese.
Spero che in tutte le altre chiese valdo metodiste, reduci dal Sinodo, non abbiano predicato questo tipo di interpretazione evangelica. Ciò vorrebbe dire negare il disastro, il crollo che è già avvenuto e una mancata ricostruzione. Forse mi illudo? Ma non mi arrendo. 



Appello TEV 12 novembre 1976

 

Appello  apparso su  La “LUCE” 
(attuale Riforma)
12 novembre 1976
È il primo incontro del movimento, non ancora chiamato TEV, dopo il Sinodo di quell’anno, dai documenti in  mio possesso.
Nel culto di appello a Torre Pellice 500 persone ascoltano il messaggio di Giorgio Tourn (di cui “la Luce” – Riforma di allora – dà una relazione con commenti nell’articolo allegato).
In sintesi è da sottolineare:
         Si constata che il “risveglio” è ormai una necessità;
        Che il movimento (TEV) non è scismatico,

G. Tourn evidenzia che c’è un problema d’interpretazione dei testi biblici;
         Che non basta citare dei versetti biblici;
         “C’è un grave pericolo nell’insinuare l’idea che la Bibbia non sia assolutamente chiara per tutti i tempi e per tutti gli ambienti”
         “Allora non è più il mondo che deve convertirsi all’Evangelo, ma è l’evangelo che deve, se non proprio convertirsi, per lo meno adattarsi al mondo e alle sue
ideologie.”
         Tra i contrasti teologici “l’interpretazione dei miracoli, non esclusa la risurrezione di Gesù, vengono presentati con dei miti… e intanto il grande pubblico viene disorientato”
        –La Tev quindi afferma che “il problema del “Risveglio”  non consiste nell’interpretazione, ma
nell’ubbidienza pura e semplice alla Parola di Dio”.
         “Se vogliamo davvero un rinnovamento della Chiesa, è
necessario ritornare alla teologia del Risveglio”.

Essa ha i suoi capisaldi nella coscienza del fallimento
dell’uomo, della società e delle sue strutture; della necessità della
conversione e della nuova nascita.
         Se non si parte di qui, tutto il resto, compreso il cosiddetto impegno sociopolitico non è che nebbia fumogena per nasconderci la realtà.
         – È necessario il rinnovamento della propria vita personale,
mediante l’opera dello spirito Santo.
         – La TEV ha reagito (scriveva l’articolista) e continuerà a
reagire contro un impegno politico che ha preso un’importanza primaria che non
doveva prendere.
         Se il Signore si degnerà di servirsi di poveri strumenti come noi siamo, forse la risposta all’interrogativo “Risveglio, ma come?” Troverà la sua risposta non tanto nelle discussioni ma nei fatti.
Questo testo che ricorda l’inizio di un “rinnovamento” che si è perso per
strada, va ritrovato così come è iniziato. Per questo lancio un appello a
tutti, di qualunque denominazione evangelica, di pregare per ritrovare con
l’indispensabile aiuto del Signore un nuovo inizio per una Nuova Riforma in
Italia.
Oggi vi sono tutti gli elementi, mancanti nel passato, perché ciò avvenga.
Per dare concretezza a questo impegno chiedo una risposta affermativa a
chiunque vuole aderire. Quando vi sarà un certo numero farò delle proposte per
dare seguito alla preghiera attiva, che chiamerei “NON ARRENDERSI”.
In attesa vi saluto con affetto fraterno.
PS – Non sono molto pratico di questo strumento di comunicazione, perciò se
vi saranno delle imperfezioni comunicative, dovrete aver pazienza perché le
impari. Ogni consiglio sarà utile, grazie.

 

1976 anno importante per la chiesa valdese

1976
UN ANNO IMPORTANTE PER LA CHIESA VALDESE

Le circolari Valli Nostre sono nate dal confronto che ci fu a giugno durante la Conferenza distrettuale, di cui pubblico la versione integrale del documento.
Si possono interpretare in modi e accenti diversi gli argomenti trattati, secondo le varie sensibilità. Resta il fatto che un grido educato e fraterno di allarme era stato lanciato, i cui risultati erano presagiti.
Un ritorno alle origini comportava un abbandono delle linee cosiddette moderne. Questo ritorno avrebbe dovuto coniugarsi con un approfondimento della fede su temi strettamente evangelici rinnovati nella loro esteriorità ma non nel loro contenuto. La base per scoprire come essere rinnovati attraverso lo Spirito Santo potrebbe essere Romani 12:1-2
Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. 2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.”
Che queste mie riflessioni e queste letture ci spingano a pregare per la Chiesa Valdese perché diventi di nuovo lo strumento che Dio ha scelto per la Riforma in Italia.
La riforma comincia da una nostra radicale conversione a Cristo.

CONFERENZA DISTRETTUALE  Villar Pellice, 26 giugno 1976.
Per
incarico di alcuni membri del Conferenza desidero presentare qualche pensiero
sulla situazione nella quale la nostra chiesa è venuta a trovarsi.
Abbiamo
letto con interesse la relazione della commissione distrettuale, e vogliamo
anzitutto esprimere il nostro apprezzamento per il lavoro che questi colleghi,
già oberati da altri incarichi, hanno svolto a favore del distretto.
Siamo però
rimasti sorpresi nel rilevare che nella relazione ora al nostro esame non
esista il minimo accenno a quegli avvenimenti di tanta importanza per il paese,
e che hanno anche direttamente coinvolto la Chiesa.
Questo
fatto ci lascia tanto più perplessi in quanto da tempo ci veniva detto e
ripetuto che la Chiesa non si deve interessare di quanto succede nel mondo.
Al di là
di questo silenzio, l’impegno politico della Chiesa è stato tale da suscitare
un senso di malessere in non pochi fratelli in fede.
Le tre
frasi
che ci hanno portati a questo
punto sono evidenti. Dapprima c’è stato dimostrato che la Chiesa non
deve temere il tabù politico. Tutte le nostre convinzioni e azioni – è stato
detto – hanno un riflesso immediato nel mondo, cioè nella politica. È quindi
impossibile che, in senso generico, anche la Chiesa possa evitare di assumere
un ruolo politico.
Una volta
che questo concetto è entrato nella convinzione di tutti, è seguita la seconda
fase
, e cioè quale politica dovesse ispirare la testimonianza cristiana. La
risposta è stata: politica di sinistra, termine abbastanza vago per comprendere
una grande varietà di concezioni filosofiche, sovente in aspra polemica fra di
loro.
Infine ecco
la terza fase, durante la quale è stato precisato che non solo la Chiesa
si deve impegnare politicamente, non solo si deve impegnare genericamente a
sinistra, ma è stato indicato il partito per cui dobbiamo votare.
E affinché
non ci fossero dubbi, ecco uno stimato conosciuto pastore che percorre le valli
riunendo la gente, non già per riunioni d’appello e di risveglio spirituale, ma
in comizi del partito comunista.
Non è
nostra competenza a giudicare Tullio Vinay, che ha agito nella libertà della
sua coscienza. Dal punto di vista amministrativo ci sono delle precise
disposizioni regolamentari che contemplano appunto il caso di pastori che passano
al servizio di altri Enti, e spetta alla Tavola di agire in conseguenza.
Ma il caso
Vinay non è che il terminale di una impostazione di propaganda di partito
che da anni viene condotta con insistenza
, per cui tutti gli strumenti di
informazione, non escluso sovente la stessa predicazione, non fanno che
ritornare con esasperante monotonia sul medesimo tema. In questo modo la Chiesa
viene a perdere la sua identità per degradarsi a strumento di partito
. I
nostri membri di Chiesa reagiscono malamente, per lo più incapace di opporsi
alla sottile dialettica e alla preparazione filosofica dei pastori, e – come si
esprime un concistoro – “si ha la sensazione di essere pedine che altri
muovono e manovrano come meglio credono”. Tutto questo porta
inevitabilmente alle sue conseguenze nella vita spirituale delle chiese, al
punto che “scrive un altro concistoro – è possibile che il culto non
risponda più alle esigenze della nostra vita attuale”.
Riteniamo
quindi che sia della massima urgenza di giungere ad una chiarificazione
. Quello che domandiamo ai nostri pastori e ai predicatori laici è che non
ci annunzino altro che Cristo e Lui crocifisso, cioè che ci predichino il
ravvedimento e la salvezza mediante la fede nel sacrificio redentore; che
proclamino la vittoria in Cristo sulla morte mediante la sua risurrezione
corporale e soprattutto che ci presentino la necessità di una nuova Pentecoste.
Quando la
Chiesa valdese ci avrà richiamati a questi principi fondamentali dell’evangelo,
non avremmo affatto bisogno che, come a dei minorenni, ci vengano a dire di
orientarci politicamente a est o a ovest, a sud o a nord. Allora, ritrovata la
sua identità, la Chiesa si presenterà al mondo con la sua propria politica, una
politica che sarà pazzia per gli uni e scandalo per gli altri, ma per i
credenti potenza di Dio.
Noi osiamo
chiedere alla Conferenza di approvare con voto unanime un ordine del giorno che
eviti il pericolo di una frattura, di cui non saremo noi i responsabili,
tenendo presente l’avvertimento di Karl Barth: “Non c’è che un unico corpo
di Cristo, nato per mezzo della Parola di Dio ricevuta dalla fede. Non esiste
quindi nessuno Stato cristiano che corrisponderebbe alla Chiesa cristiana,
nessun doppione della Chiesa nella sfera politica. E diverse forme e i diversi
sistemi politici sono delle innovazioni umane. Come tali non portano l’impronta
della rivelazione e non possono essere oggetto di testimonianza, né pretendere
di rivolgersi alla nostra fede”.
La nostra
audacia nel chiedere il vostro voto unanime è sorretta dalla certezza che la Conferenza
vorrà accogliere il nostro ordine del giorno nello stesso spirito che l’ha
dettato, ma soprattutto dalla grande  speranza
che lo Spirito Santo voglia agire nei nostri cuori, e che questa conferenza, e
poi il Sinodo, possano effettivamente segnare quella svolta decisiva, quel
ritorno all’ubbidienza al puro e semplice evangelo, che sono la condizione
essenziale perché la Chiesa Valdese abbia ancora un avvenire.
ORDINE DEL
GIORNO
esprime viva preoccupazione perché l’impegno
sociopolitico a cui ogni credente può sentirsi chiamato viene indirizzato e
incanalato verso l’adesione a determinate ideologie politiche, e a tal fine
vengono strumentalizzati tutti gli organi dell’informazione della Chiesa.
Lamenta il profondo disorientamento delle
coscienze che ne è risultato nelle chiese;
dichiara che la presa di
qualsiasi posizione politica di singoli credenti o di gruppi, e in modo
particolare di Pastori, non può in alcun modo coinvolgere la responsabilità di
tutta la Chiesa valdese;

invoca lo Spirito Santo perché agisca nel
nostro popolo, facendogli ritrovare la sua unità spirituale e richiamando al
senso profondo della sua vocazione, che fu quella dei nostri padri, nell’amore
per la Chiesa e nella fedeltà al puro annuncio del l’evangelo.
In ordine cronologico leggere le tre circolari Valli Nostre, giugno, luglio, agosto. Per ora non trovo relazioni sul Sinodo 1976, né circolari prima di novembre 1976.