da Rastello Sergio | 7 Maggio 2019 | Articoli, Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra.
(Atti 1:8)
n. 13 Circolare personale agli aderenti 20 Maggio 1977
IL CINQUANTESIMO GIORNO
Cinquanta giorni dopo la Pasqua gli Ebrei celebravano la festa delle primizie, offrendo al Signore i primi frutti dei campi. Ma quel giorno doveva rivestire un nuovo significato per i discepoli del Signore. Il suo Spirito scese con potenza e ben tremila convertiti diventarono le primizie spirituali di una messe che si prolungherà nei secoli.
Purtroppo oggi molti hanno perso il senso della Pentecoste. A Natale e a Pasqua i templi sono gremiti (e ringraziamo Iddio che lo siano almeno in quelle ricorrenze!), ma il culto di Pentecoste non si distingue dai soliti, e non c’è da meravigliarsi se questo fenomeno coincide con un tempo di stagnazione spirituale.
La TEV è sorta per opporsi alla strumentalizzazione politica della Chiesa, ma questo non è il solo e il principale suo scopo. Noi invochiamo un Risveglio e per questo demandiamo al Signore che voglia cominciare da noi stessi.
PENTECOSTE DOVREBBE QUINDI ESSERE LA DOMENICA DELLA TEV. – Tutti gli aderenti, tranne casi di forza maggiore, si ritroveranno nelle loro chiese per domandare al Signore un nuovo battesimo di Spirito Santo.
La 14.a Assemblea
La 14.a Assemblea della Tev ha avuto luogo a San Germano domenica scorsa con la solita buona partecipazione. C’erano dei fratelli da Villar Pellice, Torre Pellice, San Giovanni, Pinerolo, San
Secondo, San Germano, Pomaretto, Villasecca, Perrero, Torino (speriamo di non
aver fatto delle dimenticanze!).
Gli argomenti erano una ventina, troppi secondo alcuni, e solo l’ora tarda, le 23.30, ci ha costretti a interrompere la nostra fraterna discussione.
Stiamo ora prendendo accordi per l’Assemblea di Giugno, e ve ne daremo tempestiva comunicazione.
Intanto i coordinatori si riuniranno a San Secondo, che gentilmente ci ospiterà, venerdì 27 corr. alle ore 20,30 possibilmente precise. Ricordiamo che alle riunioni dei coordinatori sono invitati anche tutti gli aderenti che desiderano intervenire.
La 14.a Assemblea: problemi di procedura
La 14.a Assemblea della TEV, come le precedenti, è stata buona e interessante. Non ci risulta che dopo nessuna delle nostre Assemblee, qualcuno sia tornato a casa sua con l’animo amareggiato, anche se evidentemente i punti di vista possono essere diversi. Ringraziamo il Signore perché lo spirito è sempre stato buono.
C’è chi vorrebbe che i problemi fossero già studiati in precedenza (da chi?) e giungessero quindi in Assemblea delle proposte di soluzione, in modo da evitare delle troppo lunghe discussioni. È evidente che così si sveltirebbero assai i nostri lavori e potremmo far ritorno a un’ora non
troppo inoltrata.
Però anche il nostro attuale sistema presenta i suoi vantaggi. In altre assemblee i problemi sono appunto studiati in precedenza da delle commissioni di esperti, e le assemblee, i cui membri in grande maggioranza non possono averli studiati, sono ridotti a delle comparse che alzano la mano a seconda del vento che spira. In questo modo la responsabilità individuale è ridotta al minimo, con intimo sollievo della propria coscienza.
Da noi, finora, tutti i problemi vengono studiati dall’Assemblea, e se questo a volte appesantisce la discussione, presenta però il grande vantaggio che nessuno si sente convocato per approvare quanto altri hanno già deciso; tutti sono invitati a dire il loro parere e a prendersi la loro responsabilità. Ci sembra che questo costituisca un così grande vantaggio, da farci accettare anche gli inconvenienti. Così anche questa circolare è veramente nostra. A meno che qualcuno non desideri mettere il suo nome (e lo si può fare liberamente) tutti i membri della Tev ne sono responsabili.
Con ciò non pretendiamo indicare delle soluzioni definitive. Il Movimento si va sempre più consolidando e l’esperienza ci suggerirà le migliori vie da seguire.
MI SARETE TESTIMONI
Dall’Arabia
John Van Ess un missionario ora con il Signore, credeva fermamente che lo Spirito Santo voleva che egli si recasse in una certa località sulla costa araba per testimoniarvi dell’Evangelo. Ma quando si rivolseal consolato per ottenere il visto d’entrata, ne ebbe un rifiuto. Per lui, tuttavia, l’ordine era evidente e si mise egualmente in viaggio. Allo sbarco gli venne chiesto di esibire il visto d’ingresso. Egli apri il Nuovo Testamento in arabo e lesse in Marco 16/15: “Andate per tutto il mondo e predicate l’Evangelo ad ogni creatura”. Poi chiese ai poliziotti se dove si trovava fosse una parte del mondo. “Certo” gli risposero divertiti. Allora – continuò il missionario riferendosi al testo che aveva letto – non solo egli aveva il permesso, ma anche l’ordine di Dio di venire a testimoniare dell’Evangelo di Gesù Cristo. Poi chiese se avrebbero potuto dargli una tazza di tè. “Certamente risposero – accomodatevi”. Così gli dettero il benvenuto offrendogli del tè, presero per buona l’autorizzazione della Parola di Dio e ascoltarono attentamente il messaggio di Vita.
Dall’Asmara.
Dalle poche notizie che arrivano da Paolo, leggiamo : “Tre giorni di cruenta battaglia; due centri conquistati nel bassopiano. Si spera che le missionarie inglesi si sieno messe in salvo con la popolazione. Ancora due centri prima di Keren e poi che sarà di
noi?
Dopo queste notizie si sa che tutti i missionari hanno potuto partire (o fuggire?) dall’Eritrea. Solo i missionari Tron, non si sa per quale motivo, potranno andarsene solo dopo aver ottenuto il permesso del Governo Rivoluzionario. Ma quando lo avranno, non si sa.
IL “RISVEGLIO”
La rivista “Protestantesimo” ha pubblicato uno studio del prof. Subilia, inviato dalla Tavola ai Consigli di chiesa, su “Fede e politica”. Dopo aver contestato la politicizzazione della Chiesa, egli critica anche la linea del Risveglio, e noi dovremo tener conto delle sue osservazioni, tanto più che egli non ritiene di dover liquidare la Tev con poche battute spregevoli, come siamo purtroppo abituati. Ecco infatti quanto scrive: “La possibilità di ripresa di questa tendenza (cioè del Risveglio) va vista con comprensione e rispetto, va valutata come protesta cristiana contro l’esasperata politicizzazione che ha pericolosamente desintegrato, senza nessun tatto spirituale, le deboli comunità minoritarie del protestantesimo italiano. Una protesta era necessaria: nessun altro ha saputo assumerla in misura registrabile. L’iniziativa della protesta è stata presa con
coraggio,
PERCHE’ CI VUOLE CORAGGIO SPIRITUALE A ANDARE CONTRO I MITI DOMINANTI, specialmente in mezzo a un popolo come il nostro, malato di antico conformismo: va considerata come un sintomo salutare di vitalità evangelica… “Bisogna dire con calma fermezza, in mezzo alla ubriacatura politica generalizzata, che rischia di dilapidare un patrimonio spirituale accumulato in 8 secoli e di farci perdere la serietà protestante,
che non è ammissibile una politicizzazione integrale della vita e della fede”.
(Le sottolineature sono nostre)
Vittorio Subilia è però lungi dall’approvare che il credente non abbia a impegnarsi politicamente, anzi: “La fede comporta una responsabilità politica che deve essere assunta in riferimento all’Evangelo con libertà critica nei confronti delle posizioni contrastanti, senza rifiutarle come mondane e senzaesaltarle come assolute, onde poter pronunciare con indipendenza il messaggio di libertà e di giustizia di cui ha l’incarico e assolvere così il servizio di cui è debitrice alla comunità cristiana”. Ma rimaniamo sul terreno delle realtà pratica e domandiamoci: questa scelta politica deve essere lasciata alla libertà del singolo credente, che giudica secondo la propria maturità spirituale, ovvero deve impegnare la Chiesa tutta? E se la Chiesa assume una precisa responsabilità politica, quale sarà la cittadinanza di un credente che in coscienza non potesse condividerla? Tanto più che, secondo lo stesso prof. Subilia, “il credente in qualunque scelta politica non può avere una coscienza tranquilla libera da dubbi e riserve”. Senonché il credente cerca e trova nell’Evangelo delle certezze, non dei dubbi e delle riserve.
Naturalmente per giungere a delle conclusioni valevoli, sarebbe necessario un accordo preliminare su quello che intendiamo dire parlando di Chiesa. Ma come è ben noto, non c’é affatto accordo e si oscilla fra il concetto di Chiesa gerarchica, che si identifica con il Regno di Dio e quello della assemblea locale e autonoma, che realizzerebbe completamente l’idea della Chiesa. Tra questi due concetti, abbiamo tutta una serie di definizioni intermedie.
Perciò noi dobbiamo dare per accettato che la Chiesa non sia soltanto una assemblea di persone che cercano di mettersi d’accordo su problemi religiosi ed ecclesiastici, ma che la Chiesa sia il Corpo di Cristo (l Cor.12/27), cioè lo strumento di cui Egli si serve per agire nel mondo, e di conseguenze la Chiesa è da considerarsi “colonna e base della verità”
(1 Tim.3/15).
Ciò premesso, dovremo interrogare la Scrittura perché ci dica quale è stato l’insegnamento e la condotta di Gesù nei confronti del mondo e della sua politica, e poi vederne la controprova nella Chiesa apostolica e subapostolica.
I MOTIVI PER CUI AMO LA CHIESA
In tempi in cui i confini fra mondo e Chiesa diventano sempre più evanescenti, ecco la testimonianza di un credente che non si vergogna di esprimere il suo amore per la Chiesa.
Vi sono delle persone che criticano la Chiesa perché è imperfetta, mentre questa è una delle ragioni per cui io l’amo, perché se fosse perfetta non potrei appartenervi.
Sono contento che il Signore non mi abbia chiesto di camminare da solo verso il cielo; sarebbe un viaggio ben triste! Mi ha invece invitato a unirmi a questa felice compagnia di credenti e a gioire della più grande comunione che si possa godere su questa terra. Queste sono le persone che posso ammirare, che parlano. il mio linguaggio e condividono i miei gusti e che vorrei come amici per me e per i miei figli. Quando sono con loro mi sento
incoraggiato a diventare una persona migliore.
Mi piace recarmi alle riunioni e trovarmi insieme a questi credenti: le loro testimonianze mi benedicono e quando alzano la voce in preghiera o adorazione, mi ispirano. Non ho mai provato una gioia più grande di quella di unire la mia voce per cantare i canti di Sion.
Se qualche cosa m’impedisce di recarmi alle riunioni, ne soffro. Naturalmente potrei pregare nella mia stanza e leggere la Bibbia, ma non è la stessa cosa come in chiesa, è più difficile afferrare il messaggio della Scrittura senza l’aiuto del mio Pastore.
Quando siedo in chiesa, il mio cuore si allarga di gratitudine per il privilegio che ho di appartenere alla famiglia di Dio. Mi rendo conto che in chiesa ci possono anche essere degli ipocriti, ma questo non distrugge la mia fiducia negli altri cristiani.
Io amo la Chiesa perché ho bisogno di lei. Quando, stanco nello spirito per il peso delle attività quotidiane mi sento esausto e giù di morale, come accade a tutti, mi reco ad una riunione di preghiera o ad uno studio biblico o a un culto di adorazione, mi sento rinnovato e torno al mio lavoro con la forza del Signore e con nuova fede nella sua Parola. Io amo la Chiesa perché .mi aiuta. Lì, vengo ispirato dalla predicazione e istruito dall’insegnamento e mi sento riconoscente per le benedizioni ricevute durante le riunioni. Ma le benedizioni non sono state confinate solo entro i muri della chiesa perché quando non ho potuto recarmi ai culti, i miei fratelli e le mie sorelle sono venuti a trovarmi e hanno pregato per me se ero malato e mi hanno confortato se ero afflitto. Sono felice di questo nodo che ci unisce.
Io amo la Chiesa perché rappresenta la società di cui godrò nel cielo. Qui nel mondo c’è molto egoismo e peccato, vizio e squallore; le persone rubano, uccidono per ottenere ciò che vogliono, sono incoscienti e crudeli, sparlano e mentiscono. In chiesa invece mi viene ricordato che sta per giungere un giorno migliore in cui la giustizia coprirà la terra e gli uomini ameranno il prossimo. Non più crimini, non più miseria, ma solo pace e gioia.
Nella chiesa io vedo quella società perfetta in embrione e questo mi dà speranza; è una società di persone che ama Iddio e onora la sua Parola. Cristo li ha lavati dai loro peccati con il proprio sangue, lo Spirito Santo li ha trasformati e dimora in loro.
Sono contento di essere uno di loro e vorrei che tutti gli uomini e le donne potessero appartenervi per poter gioire delle benedizioni che io godo attraverso il Vangelo.
Roberto C. Cunningham
in “Risveglio Pentecostale”
LA TEV PROTESTA
In merito a un comunicato apparso sull’Eco-Luce del 6 maggio sulle trasmissioni televisive di Dario Fo, abbiamo scritto questa lettera al Vice-moderatore: La TEV, riunita Assemblea a San Germano Chisone il 15 Maggio, ha commentato con viva amarezza la lettera di solidarietà da Lei indirizzata, unitamente al sig. Aquilante, al sig. Dario Fo, in ordine alle sue vicende a seguito delle trasmissioni alla t.v. Questa amarezza proviene da due ordini di considerazioni, una di merito e una formale procedurale: 1. a) Fermo restando che non siamo favorevoli per principio alla censura, non possiamo tuttavia concordare con le parole di solidarietà della lettera a Dario Fo. In talune sequenze del suo schow televisivo egli ha infatti avuto espressioni nei confronti di Cristo che in nessun modo e sotto nessun pretesto possono essere accolte.
b) Il raffronto fra la lotta per la libertà condotta dai nostri padri non può e non deve essere messa sullo stesso piano di quella condotta da Dario Fo. Si tratta di categorie che fra loro non hanno nulla in comune, né all’origine, né per la loro finalità.
2. a) L’intestazione della lettera “Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste” non può essere adoperata per comunicazioni, messaggi o altro a firma della Tavola Valdese, organo esecutivo.
Né vale il riferimento ad un ordine del giorno sinodale del 1969: a quell’epoca infatti, fra l’altro non esisteva un Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste, né esiste ancora attualmente
b) Dal punto di vista formale e procedurale la lettera in esame evidenzia tre istituti, Sinodo, attualmente ancora solo Valdese, Conferenza Metodista, organo deliberante, e Tavola Valdese, organo esecutivo.
Le diciture usate non possono che creare confusione e porre precedenti costituzionali aventi un’importanza notevole.
In base a quanto sopra l’Assemblea della TEV ha deliberato di farle presente le su esposte considerazioni, dissociandosi da quanto contenuto nella sua lettera: “… nella certezza di esprimere il sentimento delle nostre Chiese….”.
Con i migliori saluti
Al Concistoro Valdese di Torino abbiamo scritto:
L’Assemblea della Tev, tenutasi a San Germano Chisone, la sera del 15 Maggio scorso, dopo aver preso nota con non soverchia meraviglia, del rifiuto da parte di codesto Concistoro di concedere un locale per una giornata TEV, aperta, come di solito, a chiunque, ha deliberato di esporre quanto segue:
a) Il Concistoro ha, in numerose occasioni concesso locali a organizzazioni di ogni genere, sia politiche che sociali, e quindi non sembra possano sussistere motivazioni valide per il rifiuto alla TEV, Movimento di fratelli della Chiesa e nella Chiesa.
b) Il giudizio del Concistoro sulle inconsce volontà separatiste della TEV, deve ancora una volta essere respinto È spiacevole che la posizione della TEV non venga creduta da Enti responsabili, come in questo caso.
c) Non viene accettato l’invito alla partecipazione ufficiale della TEV ad una Assemblea di chiesa locale, ben sapendo che si tratterebbe da un ripiego inutile.
d) Si afferma nuovamente che per “giornata TEV” si intende la partecipazione al culto con la comunità locale e lo svolgimento di una riunione aperta nel pomeriggio. Nella convinzione che la decisione presa dal Concistoro di Torino è contraria alla prassi delle Chiese Riformale e nella constatazione che il suo rifiuto ad accogliere la richiesta TEV è stato fino ad oggi un caso unico, vi porgiamo i migliori saluti
DAI CORRISPONDENTI
.Da Torino: Sono uno degli oltre tremila firmatari della petizione presentata all’ultimo Sinodo (1976) in merito all’impegno socio-politico assunto da tempo dalla Chiesa Valdese, la mia Chiesa. Sono decisamente contrario a che la Chiesa si occupi di politica e naturalmente aderisco di tutto cuore a T.E.V.
La mia età molto avanzata limiterà forzatamente le mie possibilità di impegni attivi, ma spero che mi vorrete egualmente considerare dei vostri. Sinceramente con grande affetto e stima per quello che fate nel nome del Signore, vi saluto, Da un Pastore Valdese. A un convegno ho letto un foglio nel quale, non so da chi, vi si tacciava di essere dei farisei e altro.
Bene, quel foglio mi ha convinto che anche il mio posto è tra voi lottatori evangelici per la purezza evangelica della Chiesa. Voglio essere tra coloro che non hanno esitato a dare la propria vita per la verità. Vi mando perciò la mia scheda di adesione al movimento. La Trans World Radio, di cui molti seguono la trasmissione da Monte Carlo, scrive: “Vi ringraziamo di cuore delle circolari di Testimonianza Evangelica Valdese, che in parte abbiamo tradotte e inoltrate all’agenzia di stampa dell’Alleanza Evangelica Tedesca. Gradiremmo molto se ci inviaste una lettera di come nacque questo movimento di risveglio e sugli obiettivi dello stesso.
Elio Rinaldi,
Torre del Greco. Il “Guai a me se non evangelizzo” sia sempre presente a tutti i credenti cristiani che avendo fatto un giorno la scelta (come gli antichi padri Valdesi) di predicare il Cristo e solo Lui crocifisso, non possono trovare alcun compromesso umano. Certo è che non bisogna essere solo uditori, ma facitori verso il nostro prossimo, collaborando socialmente ma non in forma unilaterale. Elena Silvia Maurin, Genova.
Un piccolo contributo per la bellissima opera che con tanto amore state compiendo. Iddio ci aiuti ed assista tutti in questi duri tempi.
Da Firenze. Insieme a voi voglio camminare per la strada che il Signore ci ha indicata.
Da una sorella di Roma. Ci chiamino pure farisei.
Noi vogliamo solo un Vangelo puro e integrale che, mettendoci di fronte tutto l’orrore del nostro peccato, ci annunci la gioia della redenzione in Cristo morto e risuscitato per noi, e di cui nessuno ci autorizza ad ammorbidire l’insegnamento: perché questo è il vero farisaismo.
FINANZE
Entrate. In cassa al 1.1.77 L.488.010. Doni
precedenti L.1.066.820. Elena, Silvia Maurin, Genova 2.100; E R, Torre del
Greco 2.500; L O, Torre Pellice 5.000; C E, id. 5.000, L M, Roma 5.000, G R,
San Giovanni 10.000; L B, Firenze 1.000; G P, Pomaretto 5.000, Totale doni
L.1.102.420; collette alle Assemblee L.256140.
Totale entrate L.1.846.070.
Uscite. Postali, tipografia, circolari, varia
L.899.131.
In cassa L.946.939.
(Errata. Il dono di G R, nell’ultima circolare,
proviene da Torino, non da Pomaretto).
Degno sei, o Signore e Iddio nostro, di ricever la gloria e l’onore e la potenza. poiché tu creasti tutte le cose, e per la tua volontà esistettero e furono create. Ap.4/11
Ciclostilato in proprio; non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre Pellice
da Rastello Sergio | 6 Maggio 2019 | Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra.
(Atti 1:8)
n°12 Circolare
personale agli aderenti 5 Maggio 1977
PENSIERO
Il Cristo è là,
nel mondo. Si trova in mezzo a noi, fra tutti i pagani. Ma perché se ne
rendano conto, occorrono dei testimoni. E poiché questo mondo non può ammettere
che il dono di Dio sia gratuito, ma si sforza piuttosto di salvarsi mediante la
propria tecnica e le sue ideologie, questi testimoni diventano talvolta dei
martiri.
Pain
de ce jour
14.a ASSEMBLEA
La 14.a Assemblea degli aderenti alla Tev è
convocata a San Germano per domenica 15 corr. alle ore 20,30.
Come le precedenti, anche questa prevede la
discussione su importanti argomenti. E come le precedenti assemblee, anche
questa richiamerà un gran numero di partecipanti, ma ci permettiamo di
rivolgere un particolare invito agli aderenti di San Germano, che gentilmente
ci ospiteranno.
NIENTE LOCALI PER LA T.E.V. A TORINO
La TEV si era rivolta al Concistoro di Torino perché
ci venga concesso di riunirci una volta nei locali annessi alla chiesa, per
una riunione a cui sarebbero invitati i membri della comunità.
La risposta é stata negativa. “Diversi membri
del Concistoro ritengono che al di là delle intenzioni e volontà soggettive,
la TEV sia oggettivamente un movimento tendenzialmente scissionista e non intendono
quindi darci riconoscimento semi ufficiale o concederci spazio in quanto
tale”. È stato invece deciso che l’argomento potrebbe essere ripreso in
una normale assemblea di chiesa.
Saremmo curiosi di sapere se rispondono a verità le
voci secondo cui più d’una volta il Concistoro di Torino ha concesso i suoi
locali per delle attività che nulla avevano a che fare con la Chiesa Valdese.
E quanto all’accusa di tendenze scissionistiche, non
possiamo far altro che respingerle. Non possiamo infatti difenderci davanti a
chi vuole fare un processo alle opinioni e davanti ai giudici che rifiutano di
prendere atto delle nostre ripetute e più esplicite dichiarazioni. Possiamo
consolarci avendo presente che insinuano che ha richiamati alla meditazione di
1 Corinzi 13.
NIENTE DI FATTO A SAN GIOVANNI
Sabato sera 23 aprile ha avuto luogo la seconda
Assemblea di chiesa sul tema “Fede e politica”. Oltre all’ordine del
giorno che era già stato: presentato nella riunione precedente, si è aggiunto
un secondo documento, formulato dal Pastore Taccia, che è stato trasformato in
ordine del giorno con la raccolta delle firme necessarie.
Il primo ordine del giorno, ispirato alle tesine
della TEV, posto in votazione ha ottenuto 26 voti di consenso, mentre il
secondo ha ottenuto solo 8 voti. Tuttavia non si è potuto ottenere il quorum
necessario per l’astensione in massa dei ragazzi della FGEI (Quanto è difficile
comunicare con posizioni preconcette e dogmatiche!).
ANCHE ANGROGNA NON HA CONCLUSO
Ad Angrogna è stato proposto un ordine del giorno di
adesione ad analogo ordine del giorno votato dall’Assemblea di chiesa di Ivrea
e pubblicato sulla Luce-Eco del 14 Marzo, ma dopo lunga discussione si è rimandato
ad altra Assemblea di concludere.
UN PASSO AVANTI A TORRE PELLICE
Il tema “Fede e politica”, proposto dal
Sinodo alla riflessione della Chiesa in seguito alla nostra petizione, ha
impegnato le comunità in discussioni più o meno animate, sempre utili per la
chiarificazione del problema. Ciò dispiace a chi ha tutto l’interesse al
mantenimento di una certa situazione (saldo dominio di una ben colorita linea
politica); è chiaro che per costoro il problema non è reale, è stato “fabbricato”
dalla TEV, crea divisioni nella Chiesa e così via. Strana accusa da parte di
chi vorrebbe rappresentare l’avanguardia del progressismo (chi è
“conservatore” e benpensante” in questo caso?). In molte
comunità è stata favorita, da questi oppositori, una discussione priva di
conclusioni, di punti fermi, senza pervenire alla votazione di ordini del
giorno. Non così a Torre Pellice, ove un’assemblea non molto numerosa (una
sessantina di membri elettori più una ventina di ospiti di comunitá vicine), ma
attenta e sensibile, ha discusso il problema con vivacità e buona
partecipazione. Dei tre ordini del giorno presentati è stato approvato a
maggioranza quello che ricalca, con lievi modifiche non sostanziali, le cinque
affermazioni contenute nel dépliant della T.E.V.
È stato detto che questo risultato non va
sopravvalutato perché Torre Pellice non è la Chiesa nel suo complesso, perché
molti erano gli assenti, perché per questo problema non ha senso parlare di
vinti e di vincitori. Tutto ciò è vero, e ne prendiamo umilmente atto, ma
aggiungiamo da parte nostra che il risultato non deve essere neppure
sottovalutato, perché Torre Pellice rappresenta le Valli, che sono ancora
“qualcosa” per l’evangelismo italiano: non si può quindi dire che
“nulla è cambiato e nulla cambierà”. Tanti membri delle nostre chiese
sono stanchi dell’asfissiante indirizzo politico, chiaramente conformista, che
domina nei nostri organismi ecclesiastici e accoglieranno quindi con gioia il
voto legalmente espresso dalla comunità di Torre Pellice; i responsabili della
conduzione della Chiesa ai vari livelli non potranno tranquillamente
ignorarlo.
Radio evangelica
Ci comunicano che a Torino c’è una Radio Biblica
Torino che trasmette 24 ore 24 modulazione di frequenza 99,9 Khc. I responsabili
di questa trasmissione ci hanno fatto sapere che dei messaggi biblici della Tev
saranno graditi.
Discorso a un
amico che non ha aderito
Vi è un buon numero di amici che si dichiarano
d’accordo con il nostro movimento, ma per cause diverse non sono disposti ad
aderire. A un amico immaginario vorremmo sottoporre alcune considerazioni.
Anzitutto un
fatto innegabile:
nella nostra Chiesa si è affermata una corrente che ritiene di poter
interpretare l’insegnamento di Cristo secondo certe ideologie ora in voga.
Orbene: se sei convinto che questa sia la linea
giusta per la proclamazione dell’Evangelo, non abbiamo nulla da eccepire. Si
tratta di una tua convinzione, su cui potremo discutere, ma è chiaro che non ti
domanderemo di aderire alla TEV.
Se invece sei convinto che non ci si debba servire
della Chiesa come strumento di propaganda per una determinata ideologia
politica, allora non puoi rimanere alla finestra a guardare, ignorando le
conseguenze che assai presto si manifesteranno per te e per quanti verranno
dopo.
Certuni hanno rimproverato alla Chiesa di essere
stata acquiescente al fascismo. Supposto che sia vero, non dovremmo allora fare
tesoro dell’esperienza del passato e non ripetere lo stesso sbaglio verso le
nuove ideologie?
Dunque vedi: comunque sia, la neutralità non è
possibile; non ti é possibile disinteressarti della battaglia che un numeroso
gruppo sta conducendo per la difesa anche delle tue convinzioni.
Ma c’è di più.
I motivi di preoccupazione per la vita della Chiesa
sono numerosi, e sarebbe irritante farne l’elenco. Ci limitiamo a indicare la
frequenza ai culti perché sono il centro vitale della Chiesa. Se una comunità
non si riunisce per adorare e ascoltare la Parola di Dio, molto presto le
conseguenze si faranno sentire in tutti i settori della Chiesa.
E allora vogliamo rivolgerti una domanda: sei
soddisfatto della vita della Chiesa? Sei convinto che andando avanti di questo
passo, essa avrà ancora un avvenire? E quale? Oppure – ma non vogliamo crederci
- sei fra quelli che, insomma, non vogliono avere altri grattacapi e si
accontentano di quello che c’è?
Abbiamo però una
via d’uscita.
La TEV è sorta per esprimere la sofferenza di una
notevole parte della Chiesa per lo stato in cui ci troviamo.
Per questo noi invochiamo lo Spirito Santo perché ci
sia un Risveglio. La Chiesa cristiana attraverso i secoli ha vissuto grazie ai
Risvegli Il movimento Valdese è sorto da un Risveglio, quando in pieno Medio Evo
dei laici si sono uniti in vista di un rinnovamento della Chiesa. È stato un
Risveglio quello che ha spinto i Valdesi ad aderire alla Riforma e a costruire
i loro primi templi, andando incontro a una sanguinosa repressione.
È stato un Risveglio quello che ha conosciuto la
nostra Chiesa il secolo scorso, dando inizio all’espansione della sua
testimonianza in tutta l’Italia.
Noi crediamo che lo Spirito Santo possa ancor oggi
manifestarsi con potenza e rinnovare la nostra Chiesa.
Se non sei convinto di tutto questo, se ti sei
rassegnato e ti limiti a sospirare, allora farai bene a tenerti lontano dalla
TEV.
Ma non possiamo credere che questi siano i tuoi
sentimenti. In fondo la pensi come noi.
E allora perché non aderire?
E se non sei
d’accordo?
Allora ci renderai un servizio se ci scrive, che ci
fai le tue critiche. Non siamo infallibili e ascolteremo ogni critica fraterna.
IL
“RISVEGLIO”
Il punto di partenza di ogni Risveglio è la
coscienza del peccato. Di conseguenza l’uomo viene messo davanti alla tremenda
conseguenza a cui va incontro: l’inferno. Ma su questa tragedia trionfa l’amore
di Dio. Oggetto di questo incomprensibile amore è il mondo malvagio e ribelle,
per il quale Dio non esita a sacrificare il proprio Figliolo.
Il peccato dell’uomo e l’amore di Dio sono espressi
in tutta la loro drammatica eloquenza nella croce di Cristo. Perciò l’uomo può
essere salvato purché accetti con fede l’offerta di perdono e di grazia e si
converta, risuscitando con il Signore a una nuova vita spirituale mediante la
potenza dello Spirito Santo.
Si osservi che la teologia del Risveglio non ha
affatto scoperto delle nuove verità dottrinali, ma non ha fatto che esprimere
l’insegnamento della Scrittura. Però ha sottolineato con energia queste
dottrine fondamentali, e quello che prima interessava tutt’al più l’intelligenza,
ora invece investe l’essere umano nella sua totalità, compreso il cuore, il
sentimento, la volontà, e quindi esige una decisione personale.
Li riconoscerete dai loro frutti (Mtt.7/20). È stato
detto che il Risveglio si richiama a una religione “in chiave
individualistica, senza interessarsi alle ingiustizie che opprimono gli
uomini” (V. Subilia: Protestantesimo 1977 p.21).
Orbene Gesù diceva che un albero buono non può far
frutti cattivi (Mtt.7/l8), e il Risveglio ha prodotto nel secolo scorso una
tale messe di opere sociali che non si può considerarla senza che dai cuori
salga, un inno di lode al Signore, e – perché vergognarsene? – anche un senso
di nostalgia.
Pensiamo a Teodoro Fliedner, fondatore delle Case di
diaconesse, quelle donne che a migliaia hanno dedicato la vita per il prossimo;
all’Esercito della Salvezza che, sfidando il ridicolo, ha mandato uomini e
donne in ambienti dove la polizia preferiva non avventurarsi; a Elisabetta Fry
che ha consacrato la vita per migliorare la sorte. dei carcerati; a Josephine
Butler, che in pieno secolo vittoriano ebbe il coraggio di tendere la mano
alle prostitute. Pensiamo ancora a quella moltitudine di Istituti per minorati,
per orfani e per vecchi come quelli di Laforce in Francia e quelli in
Inghilterra a opera di Giorgio Muller.
Ma le opere più grandi del Risveglio furono le
“Missioni interiori” cioè di evangelizzazione locale, come la
Missione Mc All in Francia, e sopratutto la testimonianza evangelica fra i
pagani. Tra le tante ricordiamo le Società Missionarie di Londra e di Parigi,
al cui servizio lavorarono diversi Valdesi. Centinaia e centinaia di
missionari partirono per paesi lontani e molte tombe ricordano laggiù delle
vite spese fino all’estremo sacrificio.
I “risvegliati” Valdesi del 1825 non
avevano certo la possibilità di fare grandi cose. Tuttavia è a loro che si deve
la fondazione delle prime Scuole domenicali alle Valli; a loro si deve un
rinnovato inte‑
resse per le Missioni. Un cenno particolare va fatto
per il canto. Al principio del secolo nelle Valli si cantavano esclusivamente i
Salmi, ma il Risveglio in svizzera ben presto aggiunse gli inni. I “risvegliati”
di San Giovanni li adottarono per i loro culti. La quale cosa non andava molto
a genio al Pastore Mondon. Un giorno egli intervenne a una loro riunione e fece
un discorso di questo genere: “Le vostre preghiere sono troppo lunghe; nei
vostri cantici ripetete troppo spesso “amare il Salvatore”. La sera
le donne e le giovani dovrebbero rimanere a casa a filare o a rammendare gli
abiti dei loro mariti e dei loro figli. Il canto dei vostri inni mi ha rapito
il cuore, ma è un canto da teatro, che porta pregiudizio a quelli cantati nei
nostri templi, al canto dei nostri Salmi” (Le Réveil p.52)
COME FUNZIONA LA
T.E.V.
Capita ogni tanto che qualcuno, non conoscendoci
bene, ci chieda: “Chi sono i vostri capi, i vostri dirigenti, i
responsabili?”.
Pensiamo quindi che qualche precisazione possa
essere utile.
Anzitutto la T.E.V. non ha nessun capo (all’infuori
del Signor Gesù Cristo), nessun presidente, nessun Comitato direttivo. Chi
prende le decisioni è unicamente l’Assemblea degli aderenti, e qui tutti hanno
non solo il diritto, ma sono vivamente pregati di prendere la parola e di fare
delle proposte. E perché una proposta diventi esecutiva, occorre che raccolga
il voto favorevole dei due terzi dei presenti. Qualcuno avrebbe perfino
desiderato che le deliberazioni dovessero ottenere l’unanimità dei voti. Anche
se questo non è possibile, otteniamo però il risultato di evitare che delle
decisioni sieno imposte da piccole maggioranze, o, peggio, che il nostro
Movimento sia manovrato da qualche gruppo o commissione, e praticamente le
Assemblee non debbano far altro che ratificare quanto già deciso da altri.
Sono stati nominati alcuni coordinatori. Ma questi
non hanno alcun potere decisionale: non fanno altro che eseguire i mandati
dell’Assemblea. Può darsi che qualche decisione debba essere presa d’urgenza,
e in questo caso si riferisce alla prossima Assemblea. I coordinatori hanno
soprattutto il compito di raccoglier le adesioni di nuovi membri di distribuire
le circolari e mantenere i contatti. Inoltre alle riunioni dei coordinatori
sono invitati tutti gli aderenti che lo possono e infatti ne abbiamo sempre un
buon numero.
È stata discussa l’opportunità di fissar una quota
mensile, ma si è preferito di dare fiducia agli adere.nti Difatti non abbiamo
mai chiesto nulla a nessuno (tranne le collette alle Assemblee) e la nostra
fiducia è stata largamente compensata. Nei primi 4 mesi di quest’anno abbiamo
ricevuto, in media, oltre diecimila lire al giorno. Il registro di cassa è
sempre a disposizione degli aderenti e quelli più lontani possono liberamente
chiederne una fotocopia.
Un problema che non abbiamo ancora risolto è quello
della partecipazione alle Assemblee da parte dei lontani. Dovremo studiare il
modo perché anch’essi possano esprimersi. Ci è stato suggerito di tenere delle
Assemblee in alcune città. È un’idea che teniamo in evidenza, ma che risolve
parzialmente il problema. Si potrà avere un’Assemblea generale in estate,
quando molti fratelli sí trovano alle Valli. Comunque si tenga presente che
tutti gli aderenti possono scrivere, presentare le loro osservazioni e
proposte. Esse verranno prese in esame.
Anche questa circolare vuole essere uno strumento a
disposizione di tutti gli aderenti. Evidentemente lo spazio è limitato e gli
interventi non dovrebbero superare un terzo o la metà di una pagina.
Intanto insistiamo sul principio che tutti, nessuno
escluso, devono essere persuasi di avere, come si dice, “voce in capitolo”.
Tutti si debbono sentire corresponsabili, perché da noi non c’è nessun
“vertice” e tutto è fatto alla luce del sole.
Alcune prevenzioni. nei nostri confronti sono già
cadute e non siamo più accusati di voler portare la divisione nella Chiesa.
C’è invece qualcuno che lamenta che siamo troppo
polemici, mentre altri, al contrario, ci vorrebbero più aggressivi. Noi
cerchiamo di seguire una via di mezzo. Ma è a voi di farci avere i vostri
consigli.
La TEV riceve continuamente delle adesioni e siamo
in continua crisi di sviluppo. Questo ci porta alcuni problemi di
organizzazione. L’esperienza ci indicherà la via migliore da seguire.
Ma ricordiamo soprattutto che la via migliore è
quella della preghiera. Sappiamo di aderenti che già fanno un posto alla Tev
nella loro preghiera quotidiana. Se vogliamo che nella nostra Chiesa ci sia un
risveglio, questo è lo strumento a nostra disposizione.
DAI NOSTRI
CORRISPONDENTI
Il Pastore Domenico Torio, della
“Crociata dell’Evangelo per ogni casa” ci scrive:
Pur non essendo Valdese sto apprezzando molto
l’opera della TEV per riportare la Chiesa Evangelica alla vera testimonianza
evangelica.
Vi prego pertanto di considerarmi un
“simpatizzante” di detto movimento e di tenermi informato su tutto
ciò che farete.
Avendo inoltre comunione con un buon numero di
Pastori e semplici credenti vorrei pregarvi di inviarmi per adesso 25 schede
che vorrei dare ai miei collaboratori più diretti a cui sta a cuore, come me,
vedere la Chiesa Valdese rinnovata e con un nuovo spirito nuovamente impegnata
nell’opera di evangelizzazione del nostro Paese”.
Dal Pastore Wolfang
Borowsky.
di Stuttgart: “Ho scritto al professore Beyerhaud, presidente del
“Theologischer Konvet der Konferenz Bekenner Gemeischften”, movimento
analogo al vostro e al quale sono aderente. È assai necessario mantenere i
contatti e curare la crescita. Insieme rimaniamo fedeli al solo Evangelo contro
tutte le ideologie del secolo.
Da una sorella. Ricevo
regolarmente le circolari della Tev e quando vedo la busta gialla nella
cassetta me ne rallegro molto. Le circolari le leggono anche le mie sorelle e
le apprezzano molto.
Da una sorella
in Cristo 75.enne.
Leggo con molto piacere le circolari e vorrei che molte persone che le
ricevono fossero illuminate e cercassero di seguire meglio le Vie del Signore.
Tutti quanti abbiamo bisogno di questo, perché malgrado i nostri sforzi di fare
il bene, volontà di Gesù Cristo, siamo tanto deboli e tanto bisognosi dél Suo
Santo aiuto perché ci dia il Signore di essere umili e di non crederci migliori
degli altri, ma ci faccia comprendere che tutto quello che vi è di buono in noi
ci viene da Lui.
Da Napoli. È con
vivo piacere che ho aderito alla TEV unitamente a mia moglie e mia figlia.
La nostra adesione scaturisce dalla convinzione e
dal proposito che tale movimento riesca a risvegliare nelle coscienze dei
molti, che non è il Vangelo che va rivisto e adeguato ai tempi, bensì la
irreligiosità del tempo che va ricondotta al Vangelo.
Da Roma. Apprezzo molto
l’opera che state compiendo e vorrei essere in grado di fare molto di più.
FINANZE
Entrate. In cassa al 1.1.77 L.488.010. Doni
precedenti L.1.006.550; G, Torino 5.000; G, Roma 700; A M, id. 2.000; Un’amica,
Torre Pellice 5.000; A L, Milano 10.000; R P, Napoli 2.000; G M, Alessandria
10.000; R B, Germania 570; P B, Inghilterra 5.000; A R, Pomaretto 5.000; A B,
id. 5.000; G R, id. 10.000. Totale doni L.1.066.820; collette Assemblee
L.227.240.
Totale entrate L.1.782.070
Uscite. Postali, tipografia, circolari, varia
L.894.361.
In cassa L.887.709.
NON A NOI, O ETERNO, NON A NOI, MA AL TUO NOME DA’
GLORIA!
Ciclostilato in proprio; non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre Pellice
da Rastello Sergio | 6 Maggio 2019 | Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra.
(Atti 1:8)
n°11 Circolare
personale agli aderenti 20 Aprile 1977
PENSIERO
Non si può dimostrare la resurrezione: la si vive. Oh,
certo, si continua nel nostro mondo a soffrire, a morire, a disperare.
Tuttavia, se vogliamo vedere la realtà con gli occhi della fede, può darsi che
le cose non ci appaiano più così tristi, così semplici. Che cosa spiega
infatti la serenità di quel malato che si sa condannato? O la perseveranza di
coloro che lottano per la giustizia e la dignità? E che cosa spiega nella
Chiesa l’incontro di tanti che non avrebbero altrimenti nulla in comune fra di
loro?
(Pain de ce jour)
ASSEMBLEE DI CHIESA
Sabato 23 corr. alle ore 20, 30 nella sala Albarin a
San Giovanni l’Assemblea di chiesa si riunirà per le conclusioni su “Fede
e politica”.
Sul medesimo tema avrà luogo l’Assemblea di chiesa a
Torre Pellice, nella Foresteria, domenica 24 corr. alle ore 15.
Gli aderenti alla Tev saranno certamente numerosi in
queste, come in tutte le altre Assemblee per portarvi la loro testimonianza
evangelica.
RIUNIONI DELLA
T.E.V.
Vi preghiamo di prendere nota che l’Assemblea degli
aderenti si terrà a San Germano domenica 15 Maggio alle ore 20,30.
I coordinatori si ritroveranno nella ospitale casa
dei signori Malan alla Bossatera di San Giovanni (strada vecchia di.San
Giovanni), martedì 3 Maggio alle ore 20,30
Ricordiamo che alle riunioni dei coordinatori sono
invitati anche tutti gli aderenti che lo possono.
Per queste due riunioni sono previste delle
decisioni importanti: pregiamo gli aderenti di intervenire numerosi.
La “Luce-Eco” delle Valli ha sollecitato
alcune chiese a rispondere ad un questionario sull’atto 26 del Sinodo. Come è
noto questo atto ha sostituito quello precedente esprimente la volontà dei
firmatari della petizione.
Molti non si sono riconosciuti nella nuova
formulazione, ed è per questo che è sorto il Movimento di Testimonianza
Valdese. Pensiamo che sia utile avere presenti i due testi.
Il grassetto indica le sottolineature originali del
testo ciclostilato)
Le soppressioni e le aggiunte hanno snaturato il
senso del nostro ordine del giorno nei
suoi primi tre paragrafi. In particolare il Sinodo ha rifiutato di prendere
atto della notevole consistenza numerica dei Valdesi che hanno firmato la
petizione e ciò facendo ha riconosciuto di non volere esprimere il sentimento
della pubblica opinione.
DALL’ETIOPIA
Il Governo militare provvisorio ha annunciato
venerdì 11 Marzo 1977
la nazionalizzazione della “Voce del
Vangelo”, una stazione radio creata in Etiopia 16 anni fa, dalla
Confederazione luterana mondiale, per metterla al servizio delle vaste masse.
Dopo aver ricordato i successi della Rivoluzione, il
comunicato dichiara che il servizio radio è uno dei mezzi più importanti per
lo sviluppo delle vaste masse. Nel passato questo servizio era stato usato per
il dominio delle vaste masse, a disposizione della classe dominante ma
nell’Etiopia Rivoluzionaria il servizio radio, come la stampa, ha un ruolo
importante da svolgere, per la diffusione dell’ideologia socialista, i cui
obiettivi sono il risveglio e il benessere della classe lavoratrice e dei
contadini.
Quanto a “La Voce del Vangelo” – così
prosegue il comunicato ‑ l’Etiopia socialista che ha proclamato l’eguaglianza
non può continuare a tollerare l’esistenza del servizio radio di una
istituzione che riflette ancora il sistema del vecchio ordine sociale, e non
rappresenta i veri interessi delle vaste masse, pertanto il Governo militare
provvisorio ha adottato i seguenti provvedimenti per la normalizzazione del
Servizio Radio “Voce del Vangelo”, per dedicarlo al progresso della
Rivoluzione delle vaste masse:
La Stazione del Servizio Radio “Voce del
Vangelo” e i beni da essa posseduti in Etiopia, compresi gli studi per la
preparazione dei programmi, gli attrezzi e gli edifici vengono nazionalizzati
da oggi 11 Marzo 1977. Di conseguenza la Stazione Radio “Voce del
Vangelo” insieme al suo studio passano al controllo del Ministero delle
Informazioni e Orientamento Nazionale e viene impiegato per il servizio delle
vaste masse. Etiopia Tikdem
Viva
il socialismo
NOTIZIE DALLE MISSIONARIE
Qui le cose vanno di male in peggio. Oggi guerra a
17 km. dalla città. Alle 16,30 alcuni grossi boati, forse era solo il cannone
del forte, chissà? La situazione non è buona; c’è fermento dappertutto.
Ci aspettiamo che per l’anno prossimo anche le
nostre scuole vengano prese. Comunque qui occorre molta attenzione,
altrimenti…
Ieri ho accompagnato in città mio marito che, cammin
facendo s’è fermato in una banca. Ho dovuto aspettarlo in piedi, fuori
dell’auto. Un soldato è venuto a dirmi che non permettono a nessuno di
aspettare dentro le macchine! Ed io che ero convalescente da una lunga
influenza! Mi ha detto che, se volevo, potevo andare a sedermi un una sedia.
Quanta pazienza, e quanto amaro da mandare giù!
DALLA ZAMBIA
La settimana scorsa a Champade, un villaggio a
qualche chilometro da qui, dove vado spesso a predicare, un uomo si è inoltrato
nel piccolo fiume che scorre vicino alle capanne e mentre stava pescando è
stato addentato da un coccodrillo che gli ha lacerato una gamba. Tentava di
raggiungere la riva, ma diverse volte è stato tirato indietro dalle potenti
fauci dell’animale. L’hanno subito portato all’infermeria della scuola, ed ora
è all’ospedale di Lusaka.
La. scuola domenicale continua a funzionare bene.
Vorrei comprare una bicicletta (più di 70 mila lire) che mi sarebbe molto utile
per il gruppo di Chamuka, un villaggio a un’ora di distanza (in bici). Abbiamo
avuto un culto speciale in occasione della giornata mondiale di preghiera per
le donne. Non era obbligatorio, ma la metà delle nostre 400 alunne vi ha partecipato.
Il “RISVEGLIO”
Rievocando gli avvenimenti che hanno accompagnato il
Risveglio del secolo scorso, abbiamo dovuto mettere in evidenza lo stato
deplorevole in cui la Chiesa Valdese era caduta all’inizio del secolo scorso, e
abbiamo parlato della violenta razione che il Risveglio ha incontrato.
Occorre tuttavia sottolineare la ferma volontà dei
risvegliati di rimanere a far parte della Chiesa Valdese. Quello che vogliamo
– essi dicevano – è che gli abitanti delle Valli ridiventino Valdesi. Essi non
facevano che seguire le direttive dello stesso Neff. “Ritengo che se le
Chiese Nazionali – scriveva – non sono apparentemente secondo la regola
dell’Evangelo, esse sono tuttavia delle istituzioni assai utili nel piano di-
misericordia del Signore. Dobbiamo considerarle come la rete della parabola che
raccoglie ogni sorta di cose. Vale quindi meglio di servirsi di questa rete e
di rammendarla, piuttosto che strapparla e distruggerla”. Se in seguito i
risvegliati si costituirono in comunità indipendente, fu perché intorno a loro
si costituì un tale clima di intolleranza da obbligarli a una scelta.
Ma è tempo di domandarci quali fossero i principi
fondamentali di questo movimento. Certo, all’origine ci fu una reazione contro
la secolarizzazione della Chiesa, contro la mondanità che si era infiltrata
dappertutto. Ma un movimento spirituale non si può mantenere con delle semplici
negazioni.
Alessandro Vinet, uno dei più insigni teologi del
secolo scorso, che molti punti di contatto ha avuto con il Risveglio, scriveva:
“Il Risveglio d’un’anima è un movimento interiore di interesse e
d’inquietudine che, dopo un lungo periodo d’indifferenza, essa prova per le
cose spirituali e che si distingue da altri movimenti dello stesso genere in
quanto diventa abitudinari o dominante” (Théologie past.1850 p. 324).
Dunque il punto di partenza, la condizione
essenziale del Risveglio, nonché dell’esperienza cristiana, è la consapevolezza
del peccato. Oggi nessuno nega il disordine nella vita dell’uomo, ma se ne
respinge la responsabilità sulla collettività, sul sistema, insomma sugli
altri. Il Risveglio, al contrario, prende sul serio le dichiarazioni della
Scrittura e ci fa vedere nella croce di Gesù la dimostrazione più tragica del
peccato. Non c’è possibilità di risveglio neppure per la Chiesa, se questa non
si rende conto della sua, infedeltà, avendo perso lo slancio del suo primo
amore, ed essendo diventata come del sale insipido, esposta al disprezzo
perfino del mondo, che in tanti modi la calpesta a causa del divario fra la
fede professata e quella vissuta.
Queste erano le convinzioni dei
“risvegliati” del. 1825, ma la loro testimonianza venne malamente
recepita dalla maggioranza, e non c’è da stupirsene, perché non fa piacere a
nessuno di sentirsi messo di fronte alle proprie responsabilità individuali.
Oggi c’è chi pensa che la teologia del Risveglio sia
superata, sostituita da altri modi di presentare l’Evangelo. Ma se, dopo 150
anni, rievochiamo queste vicende non è per nostalgia del passato, né per curiosità
storica. La realtà è che nell’Evangelo ci sono dei principi fondamentali che
conservano tutta la loro forza col passare del tempo. Non per nulla Gesù ha
detto: “I cieli e la terra passeranno, ma la mia parola non passerà”
(Mc.13/31).
È evidente che rifiutando di affrontare seriamente questo
problema, facendo finta che, tutto sommato, la Chiesa può andare avanti così com’è,
che non bisogna essere fanatici parlando di una prossima apocalisse, che
bisogna dare una mano al mondo per aiutarlo a superare le sue crisi, allora non
c’è necessità di parlare di Risveglio e si preferisce giudicare superata la
teologia del Risveglio.
Superata da che cosa? Da quali profeti moderni?
INTERPRETAZIONI
UMANE
Da alcune parti è.stata criticata la frase in una
circolareTev dove era detto che respingiamo le “interpretazione dell’Evangelo
obiettandoci che qualsiasi interpretazione – anche la nostra – non può che essere umana. Dobbiamo perciò
meglio spiegarci
La Chiesa ha un grande debito di riconoscenza verso
i teologi che cercano di renderci sempre più chiaro il significato
dell’Evangelo.
Tuttavia, fin dai tempi di Gesù, certuni avevano
preteso di interpretare la Parola di Dio e ne era risultata una tradizione che
sovente era venuta a sovrapporsi alla Scrittura e anche a sostituirsi ad essa.
Gesù aveva rimproverato i farisei perché insegnavano dottrine che son precetti
d’uomini (Mtt.15/7).
Un Evangelo
passato al filtro dei nostri ragionamenti.
Così è successo nella Chiesa Romana. Oggi ancora si
insegna che, si, la Bibbia va letta, però sotto l’interpretazione del clero.
Nel Protestantesimo i teologi liberali interpretavano gli Evangeli eliminando
il miracoloso. Oggi altri parlano della “morte di Dio”, o di un
“ateismo cristiano” o di “cristianesimo marxista”, o
chiamando “rivoluzionario” il Principe della Pace, magari dando alle
parole un significato diverso da quello del senso comune. È poi successo –
succede – che non c’è quasi un versetto della Bibbia che non sia stato
sottoposto a una specie di vivisezione e le “interpretazioni” sono
tali e tante, e i tentativi teologici sono talmente in disaccordo fra di loro,
che ne è risultato un grave disorientamento nella Chiesa.
La rivolta dei
“minimi”.
Riaffermando che la Bibbia va letta senza
interpretazioni umane vogliamo semplicemente dire quanto Gesù ha detto:
“Io ti rendo lode, o Padre, Signor del cielo e della terra, perché hai
nascoste queste cose ai savi e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli
fanciulli. Si, Padre, perché così t’è piaciuto” (Mtt.I1/25-26).
Raccontano che un tiranno andò a trovare il filosofo
Diogene, che si era scelto una botte per abitazione, e cercò di convincerlo a
scegliersi un posto più confortevole. Al che Diogene rispose: “Prego,
scostati un poco, ché mi nascondi il sole”.
Anche oggi rivolgiamo a quelli che vorrebbero sottoporci
al lavaggio del cervello con le loro interpretazioni umane, la medesima
preghiera: “Mettetevi un po’ da parte, ché ci nascondete il Sole”.
E la teologia
del Risveglio?
Questa teologia è oggi fieramente combattuta da
angolazioni diverse perché siamo travagliati dal confronto con il mondo. La
Chiesa teme di risultare assente dalla rissa e così essere messa da parte dalla
Storia. Dimenticano che Giudei e Romani sono stati d’accordo nel mettere Gesù
fuori della Storia. Gesù ha però accettato di essere crocifisso e questo mezzo
scandaloso rimane l’unica possibilità di salvezza per il mondo.
Certo per la Chiesa è difficile accettare la via
della croce, di non avere un peso nella Storia degli uomini! Perciò si avanzano
molti ragionamenti per coinvolgere la Chiesa, ma essi hanno tutti un comune
difetto: di mancare di base biblica.
Per questo oggi molti invocano un ritorno puro e
semplice alla Scrittura. La concezione spiritualistica della religione come
fatto interiore del tutto distinto anzi separata dalla vita sociale e politica
è ancora oggi l’idea più diffusa nelle nostre comunità. “A mezzo secolo
dal rinnovamento teologico promosso da Carlo Barth, l’orientamento spirituale
dei cristiani a questo riguardo non sembra nel complesso mutato. (Valdo Vinay: Protestantesimo
3/1969).
DA NOSTRI
CORRISPONDENTI
Pastore Salvatore
Scognamiglio, della Chiesa del Nazareno di Civitavecchia ci scrive questa buona
lettera:
Carissimi nel
Signore attraverso il vostro ciclostilato ho appreso, con vivo interesse, la
nascita movimento T.E.V.
Noi ci associamo
nella preghiera affinché lo Spirito Santo sia per guida ad un vero risveglio
spirituale.
Sarete derisi,
bollati di fascisti, qualunquisti, di settari, di ambiziosi ecc., ma se il
vostro movimento è mosso dallo Spirito Santo, voi sarete strumenti nelle mani
del Signore per un risveglio nella vostra stessa Chiesa; una benedizione per le
altre denominazioni evangeliche, compresa la mia, e. tutto per l’espansione e
beneficio della testimonianza evangelica in Italia alla gloria e lode del
Signore.
Il Signore sia con tutti voi.
Da Como. Finalmente abbiamo di nuovo una
“voce” che ci presenta il vero messaggio della Chiesa. Vi allego un
piccolo contributo con i migliori auguri.
Da Roma. Invio una piccola offerta e una sentita
parola di incoraggiamento.
Da Venezia.Ti ringrazio per l’invio delle schede
che attendo di ricevere e di poter in seguito collocare in mani sincere; grazie
per le circolari e delle ultime informazioni riguardanti il movimento.
Da Roma. Voglia
Iddio che la Tavola comprenda che il nostro spirito è quello del1a
responsabilità per suscitare un nuovo risveglio nella Chiesa. Ciò che più
meraviglia è vedere tanti giovani e meno giovani ricalcano quelle vie di
fanatismo e di chiusura che spesso attraverso i secoli hanno caratterizzato i
momenti più bui della storia della Chiesa. A Roma farò quanto mi è possibile
per cercare aderenti e simpatizzanti.
FINANZE
Entrate.
In cassa 1.1.77:
L.488.010, doni precedenti 859.550; R
Roma 5.000; V V, id. 5.000; L T ved. B e I V T , Pomaretto 2.000; E S , Como 10.000; Y A , Sanremo 5.000; E L , id.; 3.000; Famiglia S , id. 10.000′; M M e
famiglia, id. 10.000; M M B , Bobbio
5,CO3; S B, Torino 10.000; L C , id.
5.000; I R , id, 5,000; R e A B ,
Milano 5.000; E R id, 5.000.; C C , Abbiategrasso 2.000; R e L F ,
Torre Pollice 5,000; A R , Z , Germania
(marchi 100) 37.000; R B, Palmach, Germania 10.000; L M , San Giovanni, in occasione della sua
confermazione 10.000. Totale doni, Collette Assemblee 227.240.
Totale entrate
L.1.721.800.
Uscite.
Postali,
tipografia, circolari, varia L.843.161.
In cassa
L.878.639.
Perle del nostro
tempo.
Dalla cronaca
dell’Assemblea di Rorà (Eco Luce 14 IV)
Sul problema
fede e politica non vi è stato un grosso dibattito; se ne era discusso durante
alcune riunioni quartierali…
Non sono pochi i
fratelli che sembrano ormai nauseati del polverone che su questo argomento si è
voluto suscitare e ci si chiede: a che pro?
Ben più vivace e
partecipe il dibattito sulla politica degli stabili: su questo argomento tutti
avevano qualcosa da dire.
Ciclostilato in proprio; non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre Pellice
da Rastello Sergio | 6 Maggio 2019 | Riflessioni
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra.
(Atti 1:8)
n°10 Circolare
personale agli aderenti 3 Aprile 1977
TESTIMONI DELLA
RESURREZIONE
Chi legge con attenzione il libro degli Atti e le
lettere degli apostoli si meraviglia nel constatare come ci sieno così pochi
riferimenti testuali a quanto Gesù ha detto e fatto.
Viceversa quello che continuamente emerge è la sua
morte e la sua resurrezione: “Voi uccideste il Principe della Vita che
Dio ha risuscitato dai morti” (Atti. 3/15) e poi, immediatamente Pietro
aggiunge: “Del che noi siamo testimoni”.
Questo non significa certo che gli insegnamenti del
Signore non fossero presenti al pensiero dei discepoli, ma essi sentivano la
necessità di dover subìto andare all’essenziale. Essi avevano compreso che la
resurrezione di Cristo non si esaurisce in un grande, inaudito miracolo,
quello della tomba vuota, ma è l’irruzione di una nuova vita, della vera vita
in un mondo dominato dalla morte.
D’ora in poi chi si volge con fede verso il Signore,
vede la sua vita rinnovata, come se si trattasse di una vera e propria
resurrezione.
Anche la Chiesa ha bisogno di questa resurrezione,
che non avviene una volta per tutte, ma deve essere continuamente rinnovata
perché continuamente la Chiesa cede alla tentazione di assopirsi, cioè di
morire.
Possa la celebrazione della Pasqua rinnovare in noi
la gioia della resurrezione e fare di noi dei testimoni del Signore vivente.
ASSEMBLEA
Ricordiamo che tutti gli aderenti sono invitati
all’Assemblea, che avrà luogo domenica 17 Aprile alle ore 20,30 alla Casa delle
diaconesse.
All’ordine del giorno varie comunicazioni e alcune
decisioni in vista dello sviluppo della nostra Testimonianza.
LA TAVOLA E LA TEV
Durante le sue recenti sedute a Torre Pellice la
Tavola ha ricevuto il Pastore Giovanni Conte che, a titolo personale, ha
riverito sulle linee di azione della Tev. Speriamo di poter riferire più
ampiamente su questo incontro, improntato a comprensione e cordialità.
PER IL NOSTRO TEMPO
II Pastore Salvatore Ricciardi ci ha inviato un
documento di 1.051 paro1e, che ha fatto firmare a diversi membri della chiesa
di Taranto.
Non possiamo riportarlo per intero, in quanto occuperebbe oltre due facciate.
Gli aderenti possono averne fotocopia dietro richiesta. Comunque ci si potrà
averne un’idea da alcuni paragrafi:
Siamo stati rattristati dall’art.1 del Vostro
“atto di costituzione” Questo art. è certo intessuto di belle parole;
non si riesce tuttavia, purtroppo, a leggerlo senza ricavarne l’impressione di
trovarsi di fronte a persone soddisfatte della propria giustizia e convinte di
poter confessare il peccato degli altri. Se abbiamo visto giusto, vi chiediamo
se ritenete che lo spirito farisaico possa rinnovare la Chiesa.
La vostra definizione della chiesa come “casa
di tutti” suona bene, ma ci sembra che abbia bisogno di qualche
precisazione. Che cosa intendete per casa? un posto dove chiunque si trovi a
suo agio, indipendentemente da ciò che pensa, crede e fa (o non fa?), purché –
staremmo per dire – si mantenga esteriormente osservante? Se questa è la vostra
idea di “casa” e di “famiglia”, Vi preghiamo caldamente,
fratelli, di volerla lasciare a Paolo VI°
Perdonateci se per tutte le ragioni esposte,
respingiamo il vostro documento e lo spirito che lo muove. È evidente che non
ci adopereremo per la sua diffusione: se possibile, lo ostacoleremo.
E così i tremilatrecento che hanno firmato la
petizione al Sinodo e i “farisei” che hanno successivamente aderito,
dopo questa lettura possono rimanere perplessi davanti alla chiusa del Signor
Pastore: “Ricevete il nostro saluto fraterno”.
ASSEMBLEE DI
CHIESA – RIUNIONI – INCONTRI
Domenica 24 corr. alle ore 15 l’Assemblea di chiesa
di Torre Pellice si riunirà nella Foresteria per concludere la discussione su
“Fede e politica”. Data l’importanza dell’argomento per l’avvenire
della Chiesa siamo sicuri che gli aderenti parteciperanno numerosi.
Sul medesimo tema una Assemblea dì chiesa è stata
tenuta a San Giovanni il 26 u.s., con intervento di circa 70 membri. Un ordine
del giorno esprimente il nostro punto di vista è stato sottoposto all’Assemblea,
ma essendosi fatte le 23, l’argomento verrà ripreso in una prossima Assemblea
di chiesa.
Una trentina di aderenti si è recata a Bobbio la sera
del 27 marzo, per un incontro, cortesemente autorizzato da quel Concistoro, con
alcuni giovani di quella parrocchia. Utile e sereno scambio di vedute.
La sera del 28 u.s. a Torino il Concistoro ha tenuto
una speciale riunione con invito ai nostri aderenti, nel corso della quale è
stato precisato il significato della nostra attività.
A Roma ha avuto luogo una riunione di studio, a
conclusione della quale è stato approvato con 8 voti favorevoli e 3 contrari un
documento che verrà pubblicato sul nostro settimanale, e di cui ci è stato
scritto: “Il contenuto del nostro contributo sarà certo di conforto per i
fratelli della Tev”.
Come si vede la presenza della Tev è ormai
desiderata e abbiamo l’impressione, superati i primi malintesi, siamo ascoltati
da molti, se non ancora da tutti, con simpatia.
Il Risveglio
La visita di Neff nelle Valli, malgrado il pessimismo
da lui espresso, lasciò delle conseguenze. Sappiamo che diversi presero
l’abitudine di riunirsi nelle varie case, specialmente presso il Pastore Giosué
Meille alla Garola. Queste riunioni avevano luogo quasi tutte le sere, ma
specialmente, affollata era quella della domenica pomeriggio. Fra i “risvegliati”
emergeva la figura di Antonio Blanc, fratello di quell’André Blanc; Pastore in
Francia. Inoltre si notavano i Fratelli Gay, il maestro Daniele Meille e
l’anziano Davide Lantaret.
Naturalmente molti intervenivano solo per curiosità,
mentre altri se ne tenevano lontani per
paura dell’opinione pubblica, del Pastore, delle autorità. Sui risvegliati
circolavano delle voci malevoli. Si diceva che volevano cambiare di religione,
che cercavano di introdurre delle nuove dottrine e che adorando il Figlio
finivano per dimenticare il Padre.
Il Pastore Meille non faceva che esortare perché Si
sopportassero le dicerie e le ingiurie con pazienza e dolcezza, in modo da
chiudere la bocca ai nemici del Risveglio.
Il modo come questi “risvegliati” vennero
trattati non è certo una delle pagine più belle della nostra storia. Chi vuole
approfondire le vicende di questo periodo viene a sapere, per esempio, che
Paolo Gay, un giovane che si era rifiutato che le sue nozze fossero
accompagnate dal tradizionale ballo, si vide aggredito nottetempo con dei
sacchetti di sabbia in modo così selvaggio da lasciarci la vita. Anche Antonio
Blanc rischiò la medesima fine quando una sera alcuni individui gli fecero
sapere che una ammalata desidera vederlo. Mentre egli si affrettava venne
affrontato da gente armata di tridenti che vollero fargli confessare dei
propositi poco onesti. Se la poté cavare solo per l’intervento di alcuni
conoscenti. Un altro, Francesco Gay, tornando di sera da una riunione a Torre
Pellice, venne inseguito e colpito con una pietra alla testa, rimanendo per
qualche tempo esanime sulla strada. Nel Novembre 1832, ai Chabriols di Villar
Pellice, in casa Roland, si erano riunite oltre cento persone, che, all’uscita,
vennero ricevute da una pioggia di sassi e inseguite da gente armata di
bastoni. Tre o quattro rimasero feriti. In un’altra riunione, Pietro Lausarot
di Bobbio, venne ferito alla testa e a un braccio e lasciato come morto. I
fratelli Hugon e la loro madre vennero percossi senza misericordia. In
occasione del funerale della vecchia madre di Antonio Blanc si proibì di darle
sepoltura accanto al marito, di cui era stata spezzata la lapide, e
l’inumazione avvenne nottetempo in un angolo all’ingresso del cimitero.
Fra gli esponenti del Risveglio va menzionato il
Barba David Lantaret un agricoltore che ci è descritto come un uomo dal sorriso
cordiale, di carattere timido, con il cuore ardente di zelo e di amore per il
suo Dio. Come membro del Concistoro e al tempo stesso simpatizzante del Risveglio
si era sforzato di fare opera di mediazione fra le parti il conflitto. Ma la
sua partecipazione alle riunioni dei dissidenti non piaceva punto il Pastore
Mondon, che nel 1830 gli intimò di non più frequentarle o di dare le sue dimissioni
dal Concistoro. E non avendo ottenuto soddisfazione, al culto del 2 Gennaio
1831 lesse dal pulpito una dichiarazione in cui si considerava il Lantaret
destituito dalla sua carica di anziano.
Così un popolo che aveva subito tante persecuzioni
per la sua fede e aveva combattuto per la libertà di coscienza, ora si mise a
sua volta a perseguitare un gruppo di Valdesi che null’altro voleva che un
risveglio della Chiesa. Ben si comprende che quasi tutti gli storici preferiscano
non insistere. Perfino lo storico Emilio Comba, che consacra dieci pagine della
sua “Storia” ai “dissidenti” sorvola su questi scabrosi
particolari.
Dai nostri corrispondenti
Dall’Olanda.
Molte grazie per le informazioni su quello che
succede alle Valli dal punto di vista spirituale. Non occorre dire che prego
per voi, perché tutta questa lotta si svolge in regioni al di sopra di noi e
siamo ancora troppo ciechi per vederlo.
Da Milano.
Ho dato a Tullio Vinay una documentata relazione di
un gesuita (André Gelonar) un belga, che ha certamente vissuto nel Vietnam più
di Vinay: ventiquattro anni. E quasi diciotto sotto il regime comunista. Vinay
non conosceva il rapporto; confido vada a controllare le sue fonti di
informazione.
Da Losanna.
Con la presente vi mando la scheda della mia
adesione al vostro movimento; inoltre alcune pubblicazioni evangeliche di
diversi paesi per dimostrare che non siete i soli a predicare la Parola del
Vangelo e a reagire contro le varie tendenze di moda.
Un Pastore Battista. Il Signore benedica la vostra
iniziativa, alla quale aderisco con entusiasmo.
Da Venezia.
Riconfermo la mia adesione assieme a mia moglie
all’Atto di Costituzione della Tev, adoperandomi a divulgarlo. Mandatemi
Cinquanta copie di schede di adesione.
Da Napoli.
Aderisco con sommo piacere alla Tev. Ho un solo
rammarico di non essere stato interpellato a firmare durante il Sinodo 1976 perché
la mia politica nella Chiesa dev’essere
solo la Parola di Dio e per tale mi dibatto sempre quando è necessario.
Da Brescia.
Da parte mia ho già aderito a questo Movimento di
Testimonianza Evangelica Valdese perché penso che almeno alcune punte della
Chiesa Valdese sieno andate oltre alla testimonianza come Chiesa, sì da essere
considerati come più condizionati dal colore politico che dalla libertà, e
amore alla verità così come contenuto nell’Evangelo. DeSidererei,avere una
ventina di dépliants da diffondere.
Da Milano. Condividendo pienamente iniziative e
proponimento di TEV preghiamo inviarci una decina di pieghevoli.
Da Firenze.
Mi spiace che siamo lontani; se fossimo vicini
potrei esservi di aiuto per molte cose, comunque sostengo del continuo la
battaglia che voi sostenete.
FINANZE
Entrate.
in cassa al
1° Gennaio.L.488.010; doni precedenti 586.050; D M, Torre Pellice 20.000; G e M
Bologna, Foggia 5.000; R A. E, Sampierdarena 5.000; R P, Torino 10.000; F G,
Pisa 10.000; G Ro, id. 2.000; V C, id. 500; G G, id. 2.000; L B id. 1.000; G B
S, id. 2.000; M R A, id. 2.000; L G R, id. 2.000; E G P ,
5.000; O C , id. 1.000; G B , id. 1.000; O Z , Losanna 1.000; M B , San Germano 10.000; C V e L ,.
Roma 25.000; Pastore B I , id. 10.000; F
G , íd. 5.000; U e R Z ,
id. 20.000; I e M B , id. 10.000; G Pastore S i, id. 2.000; A. L , San Giovanni
5.000; E e A U , Milano 5.000; H.P, S G ‘10.000; Un amico, id. (che Spériamo vedere
presto alle nostre riunioni!) 100.000. Totale doni L.859.550. Collette
Assemblee 193.040. Totale entrate L.1.540.600
Uscite. Postali, circolari, varia L.641.581.
In cassa L.899.019
Ciclostilato in proprio; non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre Pellice