Punto di fede 1 -Trinità

 

Confessione di fede delle Chiese
Riformate, Cattoliche e Apostoliche del Piemonte, confermata per testimonianze
espresse dalla Santa Scrittura.
Avendo inteso che i nostri Avversari, non contentandosi
di averci crudelmente perseguitati e spogliati dei nostri beni, per renderci vie
più odiosi, vanno ancora seminando dei  falsi rumori tendenti non solo a macchiare le
nostre persone, ma principalmente a denigrare con calunnie infami la santa e
salutare dottrina, la quale professiamo; Noi siamo obbligati per chiarire lo spirito
di quelli che potrebbero essere preoccupati di tali sinistri pensieri, di fare
una breve dichiarazione della nostra fede, quale l’abbiamo per l’addietro
avuta, e la teniamo ancora oggidì, conforme alla Parola de Dio, acciocché ognuno
veda la falsità di quelle calunnie e con quanta ingiustizia siamo odiati e perseguitati
per una sì innocente dottrina.
Noi crediamo
Articolo 1 –
(Trinità)
Che vi è un solo Iddio, il quale è una Essenza
spirituale, eterna, infinita, del tutto savia, misericordiosa, giusta, in somma
del tutto perfetta; e che vi sono tre Persone in quella sola e semplice
essenza, il Padre il Figliuolo e lo Spirito Santo.
PROVE
(NdR. Ho riportato i testi
biblici dalla versione Riveduta per una migliore lettura e comprensione. Poche frasi che hanno richiesto  una grande ricerca di significato, tratto dalla lettura e comprensione della Bibbia. Tutto questo reso possibile da uno sradicamento dal proprio territorio, da un soggiorno in terra straniera e da un rinnovo spirituale a contatto con altre persone credenti nello stesso Dio).
Deut. 4:39 Sappi dunque oggi e ritieni bene nel tuo cuore che il SIGNORE è Dio
lassù nei cieli, e quaggiù sulla terra; e che non ve n’è alcun altro.
Isa. 42:8; 45:5 Io sono il SIGNORE; questo è il mio nome; io
non darò la mia gloria a un altro, né la lode che mi spetta agli idoli.
 Non è dunque lecito appoggiar la fiducia e
speranza nostra nelle creature, ne invo­car i Santi, né adorar le immagini, o
la croce, atteso che queste cose non sono Dio.
Esodo 20:2 «Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese
d’Egitto, dalla casa di schiavitù.”
Isa. 40:18,25.  chi
vorreste assomigliare Dio? Con quale immagine lo rappresentereste?
Is 40:25 «A chi dunque mi vorreste assomigliare, a chi sarei io uguale?» dice il
Santo
.”
Contro questo la Chiesa Romana
rappresenta Iddio in abito Papale, benché  S. Paolo lo abbia condannato negli antichi
Romani e altri Pagani perché essi avevano mutata la gloria dell’incorruttibile
Iddio nella somiglianza dell’immagine dell’uomo corruttibile.
 Rom. 1:23 – hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle
dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.
Giov. 4:24 – Dio è Spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito
e verità».
Giob. 11:7 – Puoi forse scandagliare le profondità di Dio, arrivare a conoscere
appieno l’Onnipotente?
 Rom. 11:33
Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto
inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie!
Luc. 1:37 –  poiché
nessuna parola di Dio rimarrà inefficace».
1 Tim. 1:17 –  Al Re
eterno, immortale, invisibile, all’unico Dio, siano onore e gloria nei secoli
dei secoli. Amen.
1 Re 8:39 – tu esaudiscila dal cielo, dal luogo della tua dimora, e perdona;
agisci e rendi a ciascuno secondo le sue vie, tu, che conosci il cuore di
ognuno; perché tu solo conosci il cuore di tutti i figli degli uomini;
Atti 15:8 – E Dio, che conosce i cuori, rese testimonianza in loro favore, dando
lo Spirito Santo a loro, come a noi;
Sal. 106:1 – Alleluia! Celebrate il SIGNORE, perché egli è buono, perché la sua
bontà dura in eterno.
Esodo 34:6 – Il SIGNORE passò davanti a lui, e gridò: «Il SIGNORE! il SIGNORE! il
Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in bontà e fedeltà,
Sal. 103:13.  Come un padre è pietoso verso
i suoi figli, così è pietoso il SIGNORE verso quelli che lo temono.
Se i Dottori Papali lo credessero
veramente tale non si sarebbero immaginati falsamente e non avrebbero dato da
intender che Iddio brucia vivi i suoi figliuoli in un fuoco ardentissimo nel
loro pre­teso Purgatorio, centinaia o migliaia d’anni per i peccati già perdonati
in virtù della morte di Cristo.  
Isa. 55:7 – Lasci l’empio la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; si converta
egli al SIGNORE che avrà pietà di lui, al nostro Dio che non si stanca di
perdonare.
Ez. 33:11 – Di’ loro: “Com’è vero che io vivo”, dice il Signore, DIO,
“io non mi compiaccio della morte dell’empio, ma che l’empio si converta
dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie!
Perché morireste, o casa d’Israele?”
2 Cor. 1:3.  Benedetto sia il Dio e Padre
del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni
consolazione,
Molti prelati Romani, per svolger
l’amor de gl’uomini da Dio alle creature, propongono al popo­lo Iddio armato
solo di giustizia, talché  se un
peccatore vuol conseguir grazia, in luogo d’indirizzarlo a Dio padre del­le
misericordie per Gesù Cristo, nel quale, e pel quale noi possiamo ottener grazia,
e conseguir indulgenza plenaria ciò è il perdono di tutti i peccati, lo
rimandano alla B. Vergine, chiamandola Madre di misericordia: dicendo che Iddio
le ha dato la metà del suo regno, ciò è la misericordia ritenendo per se la giustizia,
come Cassandro celebre dottor papale lo confessa.
Il mistero della Santa e
adorabile Trinità c’è insegnato nella Santa Scrittura, come si vede ne’ luoghi
seguenti,
Matt. 28:19 – Andate dunque e fate miei discepoli tutti i
popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,
2 Cor. 13:13 – La grazia del Signore Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione
dello Spirito Santo siano con tutti voi.
1Giov. 5 :7.  Poiché
tre sono quelli che rendono testimonianza,…
Nota. 1 Appare
attendibile che Antonio Leger allorché tra il 1660 ed il 1661 corredò,
apologeticamente di prove bibliche e di varie sue note, il testo della CF/1655,
si valesse della traduzione della Bibbia di Giovanni Diodati pubblicata a
Ginevra in tre successive edizioni dal 1607 al 1641, Risulta infatti che taluni
passi biblici riportati dal Leger sono tratti dall’una di tali edizioni ed
altri da al­tre, a volte con taluni ritocchi od aggiustamenti di circostanza.
 
Mio breve commento.
Questa confessione è redatta in italiano per gli italiani di Ginevra e non solo. Italiani fuggiti dall’Italia per la loro fede e per la persecuzione che stavano subendo da secoli. Nel 1689, circa 34 anni dopo ci fu il Glorioso rimpatrio di mille valdesi circa che passando da Prangins (vicino Nyon, a pochi chilometri da Ginevra),  aiutati dai credenti svizzeri, attraversarono il lago Lemano e poi a piedi le alpi, raggiunsero le loro case nelle valli valdesi dalle quali erano stati scacciati. Non tutti arrivarono a destinazione.

 

Questo testo (CF/1655) è la dimostrazione dettagliata della fede valdese in Dio e non semplicemente in una speranza filosofica, politica (come alcuni vogliono insinuare) o religiosa ritualistica imperante e omologante di quel tempo.
È, a mio parere, un monumento naturale, come quelle stalagmiti e stalattiti formatesi nel cuore di caverne, grotte, meandri di montagne, nascoste all’occhio umano per secoli. Esse sono prodotte dal goccia a goccia costante, creatore dell’acqua pura e limpida che lascia tracce e depositi inalterati nel tempo e nei luoghi, testimoni di una realtà invisibile e pur vera. Non è il risultato casuale della natura, ma è l’opera di Dio attraverso veri credenti scomparsi la cui testimonianza indelebile e solida parla ancora oggi.
A quei Valdesi o loro eredi di oggi dedico questa mia condivisione con le parole di Giuda 3: Carissimi, avendo un gran desiderio di scrivervi della nostra comune salvezza, mi sono trovato costretto a farlo per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre.

 

Confessione di fede Valdese del 1655 (in aggiornamento)

 

 
CONFESSIONE DI FEDE VALDESE DEL 1655
CF/1655
(Parzialmente riveduta e riscritta dall’originale da Sergio Rastello)
 
NOTA
La confessione di fede del 1655 venne pubblicata per la prima volta in francese nel­la “Relation véritable de ce qui s’est passé dans les persecutions et massacres, faites ces années, aux églises reformées de Piedmont etc.”, stampata senza indicazione d’autore e di luogo nel 1655.
Accertata la data del 1655 come quella della prima edizione a stampa di detto te­sto, è probabile che tale confessione di fede possa essere stata approvata nel Sinodo te­nutosi ad Angrogna nel corso del 1655, dato che dalla “Apologia delle Chiese riformate del Piemonte circa la loro confessione di fede etc.” pubblicata a Ginevra nel 1662, An­tonio Leger, nel riportare il testo italiano di detto documento, nell’avviso e sommario dell’opera precisa che tale confessione di fede fu “data in luce” dai valdesi in quell’anno 1655 unitamente ad un loro manifesto. È anche probabile che lo stesso An­tonio Leger sia stato l’estensore della detta confessione di fede.
La detta confessione venne in seguito confermata nella Disciplina ecclesiastica del 1839 (art. 2) e nelle successive edizioni delle discipline generali delle chiese valdesi, si­no alla vigente DV/1974 (art. 2).
Si riporta qui il testo della confessione di fede nelle versioni italiana e francese trat­te dai due volumi sopra indicati corredato della lettera con cui Antonio Leger la pre­sentava ai valdesi il 5 ottobre 1661. Nei due testi sono state operate alcune necessarie correzioni di forma di cui si è però data ragione nelle note. Ogni articolo è corredato dalle prove bibliche e dalle note originali che si trovano soltanto nella pubblicazione curata da Antonio Leger. Leger trascrive quasi sempre il testo dei passi biblici addotti a prova. Qui si riportano però solo le citazioni delle prove bibliche, aggiornando alcuni riferimenti e correggendo taluni errori di stampa dell’edizione seicentesca. Per ciascun articolo è stata introdotta una rubrica seguendo la traccia di quelle inserite da Giovanni Leger nella edizione che egli ne fece nella sua Histoire générale del 1669.
 
Ai molto reverendi e onorandi fratelli nel Signor i Pastori, Anziani, Agenti e altri Fedeli delle Chiese Evangeliche delle Valli
del Piemonte.
La bontà e la misericordia di Dio nostro celeste Padre essendosi compiaciuta di servir­si del mio Ministero nelle Chiese vostre parecchi anni e farvelo fruttar per sua santa benedizione, ben  che da poi la sua adorabile provvidenza l’abbia trasferito altrove, non ho però scemato né allentato l’amor sviscerato verso esse, al qual la mia nascita e prima vocazione e la vostra dilezione fraterna m’ha obbligato, ricordandomi che tutti i Mini­stri di Cristo devono imitar quel gran Pastore delle anime, e sommo sacerdote della no­stra professione, portando dietro a lui non manco sul petto, per santa sollecitudine, che sopra2 le spalle, per considerazione del carico impostone loro, i nomi di tutte le tri­bù d’Israele, come San Paolo ce n’ha dato l’esempio sentendosi nel suo cuore, perpe­tuamente seguitato, cinto, e assediato dalla cura rodente di tutte le Chiese di Dio, par­tecipando per intimo sentimento a tutte le loro afflizioni porgendo loro le consolazioni necessarie, combattendo con esse contro i loro nemici per ardentissime orazioni, cor­reggendo i loro vizi con gravi e paterne ammonizioni e confortandoli con sante esorta­zioni, infuocato del zelo di Dio: E certo, carissimi fratelli, lo stato vostro, e nostro peri­colosissimo, richiede che tutti insieme concorriamo3, combattiamo e cooperiamo con santa vigilanza, non manco contro Satana, il mondo e i vizi, che contro gli errori, per guardar (proteggere) le4 chiese nostre da una rovina totale, vedendo già il
fuoco acceso e la desolazione deplorabile di tante altre Chiese in vari luoghi vicini e lontani, alle quali Iddio per suo giusto giudizio ha tolta la luce della verità salutare perché gli uomini trascu­randola, l’oscuravano con opere. I nemici più pericolosi della Chiesa non sono quelli che credono far servizio a Dio perseguitandola esteriormente con ferro e fuoco, ma gli errori e li vizi che appestano gli animi nel di dentro col soffio dell’antico serpente, padre della menzogna, e spirito immondo; avendo, come disse San Paolo, il combat­timento
non principalmente contro la carne e il sangue, ma contro gli spiriti maligni, conviene vestire tutta l’armatura di Dio per poter star ritti e fermi contro le insidie del Diavolo. Atteso che questi nemici non solo vanno corseggiando di fuori con violenza, calunnie, imposture e false dottrine, ma, travestiti, sono sottentrati in diversi luoghi, seducendo gli uomini carnali, e nascono in noi per la corruzione della nostra natura, conviene raddoppiare la vigilanza contro i mali del di fuori e del di dentro. Le calunnie delle lingue maledette, che danno d’intender la libertà della nostra religione esser una licenza sfrenata ad ogni scelleratezza, saranno meglio e più efficacemente rintuzzate e ribattute con fatti che con parole, e con la nostra santa conversazione che con la sempli­ce dimostrazione della verità. Non è convenevole ai figliuoli di luce di vivere come i figliuoli di tenebre. “La notte è passata, il giorno è apparito; gettiamo via le opere delle tenebre e siamo vestiti degl’arnesi di luce etc.”; così facendo, potremo turar la bocca a­gli stolti e maligni che calunniano la nostra conversazione e muover quelli nei quali re­sta qualche sentimento d’equità a glorificar Iddio con esso
5, noi per le buone opere ch’essi6 vedranno. E se pure vuole Iddio metterci più oltre alla prova della fornace con le afflizioni e tribolazioni, non dobbiamo trovarlo strano, anzi rallegrarci d’esser fatti degni di patire pe il nome di Cristo7 sicuri che questa s. dottrina per la cui professione noi siamo odiati e perseguitati dal mondo, essendo la verità eterna di Dio, egli non abbandonerà la causa e la chiesa sua. Come nel tempo di Geremia, se ben la castigò perché lo meritava per i suoi peccati, pure le fu rifugio salvaguardia e santuario8 in mezzo di Babilonia, e poi la fece risorgere dall’avello, secondo che vien rappresentato in Ezechiele cap. 37. Cosi ha egli meravigliosamente fatto di tempo in tempo nel mezzo di voi, e farà ancora d’ora innanzi9. La Confessione della fede nostra essendo tutta cavata (tratta) dalle Sante Scritture, coloro che la combattono non fanno guerra a noi, ma a Dio; benché i confessori di questa verità siano uccisi, risorgono il terzo giorno; eziandio quando resta sopraffatto il corpo loro per la morte, vince e trionfa la fede Ap. 11 e 12 e 13; Rom. 8,15 etc. Io prego di tutto il cuore, il nostro buon Padre Celeste ch’egli si degni proteggere tutte le pecore della sua greggia e particolarmente le Chiese vostre sotto l’ombra delle sue ali, vi regga col suo Santo Spirito e vi fortifichi nella sua grazia e con accrescimento d’ogni benedizione spirituale e celeste, restando per sempre della Carità vostra
Del mio studio li 5 ottobre 1661
                                Umilissimo Affezionatissimo Servitore e Fratello
                                                   ANTONIO LEGERO
                        Pastore e
Professore nella Chiesa e Academia di Ginevra.
(continua) 


NOTE (sul testo originale)
1 Nel testo: “s’ulpetto”.
2 ivi: “sope”.
3 ivi: “concorriano”.
4 ivi: “guaidale”.
5    ivi: “essi”.
6 ivi: “ch’e essi”.
7 ivi: “Chisto”.
8 ivi: “santueno”.
9 ivi: “d’honanári”.

23 ottobre 1977

TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
             
n. 23                            Circolare
personale agli aderenti                               23 ottobre 1977
TESTIMONI DELLA
RISURREZIONE
            La
nostra fede è fondata su un fatto storico inoppugnabile, e cioè che Cristo è
risorto dai morti.
Da sempre, tuttavia, 1a testimonianza dei primi
discepoli è stata og­getto di contestazione. I filosofi di Atene si
dimostrarono ben disposti ad ascoltare l’apostolo Paolo, ma “quando
udirono mentovar la risurre­zione dai morti, alcuni se ne facevano beffe”
(Atti 17/32).
            Non
c’è da meravigliarsi se ancor oggi una certa critica biblica cerchi di
insinuare che le testimonianze dei discepoli non sarebbero valide davanti a un
tribunale moderno; che non ci sono delle prove certe, che i testimoni erano dei
credenti e che la risurrezione è dunque un fatto di fede e come tale deve
essere recepita. Insomma, come per i mussulmani è oggetto di fede che la pietra
nera, da essi adorata alla Mecca, è stata data dall’arcangelo Gabriele ad
Abramo, cosi per i credenti è oggetto di fede la risurrezione di Cristo.
            Sennonché
i Vangeli non ci presentano affatto i discepoli come dei credenti, anzi in un
primo momento essi hanno nettamente rifiutato di ammettere che Gesù fosse
risorto. La risurrezione non è dunque stata la proiezione delle loro speranze e
delle loro attese.
Ma – obiettano i critici – i racconti pasquali
differiscono in modo notevole nei particolari… ci troviamo di fronte a
lacune, ma anche ad aggiunte leggendarie. (Bornkamm: Gesù di Nazaret, ed.
Claudiana pag.179) Se invece i racconti coincidessero perfettamente, gli stessi
esclamereb­bero: “Si sono messi d’accordo per accreditare una pia
frode!”. La real­tà è che i testimoni si sono comportati esattamente come
se oggi diverse persone dovessero riferire su un incidente a cui erano stati
presenti.
            Certo,
la nostra fede non si ferma al miracolo in sé. La risurrezione significa che
oggi ancora Cristo è il Vivente, per mezzo del suo Spirito. Però questa fede
riposa su una prova storica sicura quella della tomba vuota e sulla
testimonianza di persone degne di fede.
            Perciò
dispiace che certi teologi, adoperando delle espressioni ambi­gue, vengano a
suscitare delle perplessità sulla affermazione centrale della fede cristiana: Cristo
è risorto dai morti; il primo giorno della settimana dopo la Passione; la tomba
era vuota.
LETTERA AI CONCISTORI DELLE VALLI
Cari fratelli,
            L’ultima
Conferenza distrettuale ha invitato la comunità a preoccuparsi del problema
della “partecipazione al culto e della secolarizzazione delle Valli
Valdesi”. Nella convinzione che tale invito proponga un problema urgente o
importante che richiede la collaborazione di tutti, i partecipanti al Movimento
di Testimonianza Evangelica Valde­se, residenti nelle Valli, hanno deciso di
aggiungere al loro impegno di presenza e attività nelle varie chiese, un
analogo servizio nelle comunità che vorranno accettarlo.
            Vi
scriviamo pertanto per farvi due offerte, con l’unico intento di dare il nostro
contributo, anche se modesto, alla vita spirituale del­le comunità.
Le due offerte sono:
            1-
Organizzare nella vostra chiesa una Domenica di testimonianza, sul modello di
quelle già sperimentate in alcune chiese e consi­stente in:
a – partecipazione a1 culto di un gruppo di fratelli
e sorelle di altre comunità impegnati in questa attività. Tale culto sarà
presieduto da1 vostro Pastore (o da qualsiasi altra persona che sceglierete),
in quanto il nostro scopo non è di portare un “nostro” messaggio, ma
di partecipare al culto in uno spirito di fraternità e di reciproco
incoraggiamento.
b- una Assemblea pomeridiana, di due ore, dedicata
in una prima parte alla preghiera, e, nella seconda, a vostra scelta: ovvero ad
una normale Assemblea TEV aperta a tutti; ovvero a uno scambio di idee con i
membri della comunità ospitante sul problema del culto.
            2-
La seconda offerta è quella di mettere a vostra disposizione piccoli gruppi di
due o tre persone per delle riunioni quartie­rali, allo scopo di portare, in
modo più capillare, nelle comuni­tà, una parola di testimonianza personale ed
avere un dialogo su1 problema della partecipazione al culto.
            Vi
saremo grati se vorrete comunicarci, appena possibile, 1a vostra risposta e
cogliamo questa occasione per esprimervi i1 nostro più fervido augurio per 1e
vostre attività.
P.S. Per quanto concerne le visite domenicali, siamo
soliti por­tarci i1 pranzo al sacco da consumarsi in un locale della chiesa
ospitante, invitando i membri di questa a fare lo stesso, onde permettere un
fraterno incontro di carattere più personale.
Poiché la TEV non è una “organizzazione”
con presidente, segretari
ecc
vi

preghiamo indirizzare la risposta a Teztimonianza Evangelica Valdese
Casella postale – 10066 Torre Pellice
UN LUTTO
Il 12 corr. è improvvisamente deceduta a Ventimiglia
1a sig.na Emma Jalla, che fu tra le prime ad aderire alla TEV. Ben conosciuta
in quella città come Valdese, ha reso una buona testimonianza al Vangelo del
Signore.
Ai familiari vada la simpatia della TEV.
RIFLESSIONI SUL 
SINODO ’77 – PARTE SECONDA
Continuando l’esame dei lavori sinodali nella
speranza di poter così condividere con altri le mie riflessioni cercherò ora di
trattare l’argomento.
COMMISSIONE
D’ESAME
DELL’OPERATO
DELLA TAVOLA
La relazione della Commissione d’esame era
quest’anno monumentale: cnquantun pagine fitte di dati, dalle quali traspariva
un intenso lavoro di consultazione e un desiderio di esaminare l’operato della
Tavola in rapporto alla molteplice realtà della chiesa e del paese. Ci è parso
che tutto avrebbe potuto essere detto in minor spazio, specie per quel che
concerne la questione delle intese con lo Stato,che ha occupato un buon quinto
della relazione. Sarebbe anche utile che ogni Commissione d’esame (che da ora
in poi chiamerò CdE) riassumes­se con chiarezza, al termine della trattazione,
le questioni che ritiene essenziali per il dibattito che deve seguire.
            Relativamente
pacata quanto alla forma, la relazione era “dura” quanto al
contenuto, perfettamente allineata con gli indirizzi più “pro­gressisti”
della nostra chiesa. In sostanza esecutivo(Tavola) e revisori (CdE) si sono
quest’anno trovati d’accordo su quasi tutto. U1teriore conferma della linea
monolitica seguita dai responsabili attuali della nostra chiesa. Avendo il nostro
notiziario (N°20, 3 sett. 1977) già parlato della classificazione,fatta dalla
CdE, della TEV, ci soffermeremo su alcune sue affermazioni che ci paiono
contesta­bili anche e proprio perché le abbiamo sentite ripetere qua e là da
troppi, valdesi e non.
            a)
Impatto dei cambiamenti socio-economici.
Secondo la CdE, se “venti anni fa ci muovevamo
ancora in una pro­spettiva di ‘evangelizzazione’ o di ‘presenza evangelica’
oggi la situazione è cambiata in modo radicale. Questo a causa di fenome­ni
socio-economici”(migrazioni interne ed estere, più alto(!) (l’e­sclamativo
é mio) livello di scolarizzazione, mezzi di comunicazione di massa, nuovi
fenomeni di proletarizzazione)” che “hanno tutti agito nel senso di
distruggere il vecchio tessuto sociale che costituiva l’ambiente portante della
nostra vita di chiesa.” Cau­sando una fase di stasi, di rallentamento,
azione difensiva più che evangelistica. Ora, siamo lungi dal dire che i
fenomeni cita­ti non abbiano un’importanza più che considerevole, anche per 1a
nostra chiesa. Ma non sono determinanti. Non possiamo neppure porre in linea di
ipotesi che prima di questi mutamenti la chiesa fosse vivente e piena di
coesione in massima parte perché i mem­bri NON facevano i turni in fabbrica o
perché avevano POCO ALTRO da leggere che la Bibbia, da ascoltare che i sermoni
e POCO ALTRO per distrarsi che gli incontri dell’unione giovanile. Mi parrebbe
far torto e a chi ci ha preceduto e ai credenti attuali. Come in Cina c’erano
un tempo i “cristiani del riso” e in Africa i “buoni pagani
della missione”, abbiamo avuto i “valdesi di razza”, gli
“EVANGELICI DEL RISORGIMENTO” ed ora abbiamo gli evangelici del
socialismo” ed altri ancora. Ma va detto molto chiaramente che né ieri né
oggi la chiesa valdese nel suo insieme ERA VITALE ed È DEBOLE soltanto per
motivi sociologici. Non si può giustificare col “buon tempo antico”
il fatto che le chiese fossero piene, solo pochi anni fa. Ma non si può
spiegare essenzialmente con motivi contingenti la snervante paralisi attuale
della nostra chiesa. La verità è che siamo travagliati da una profonda crisi di
fede, che la situazione attuale mette certo a nudo in modo impietoso.
            b) Questo
vale anche per i rapporti col cattolicesimo.
La CdE, accennando ai mutamenti in seno al
cattolicesimo, per cattolici ritengono, a torto o a ragione (ma forse non così
massicciamente come la CdE sembra ritenere), consciamente o inconsciamente, che
la loro Chiesa stia diventando un luogo “nel quale si può anche discutere
e lottare all’interno per trasformarlo” ovvero un organismo degno soltanto
di indifferenza, afferma che questo “ha delle ripercussioni anche su noi,
nei nostri rapporti quotidiani con i cattolici, nei matrimoni misti, nella scuola,
in tutte le occasioni di confatto”. È vero: ma quali ripercussioni? Per
fare un esempio, se oggi tanti giovani si trovano, senza difficoltà apparenti,
inseriti nella lunga lista delle coppie appartenenti a due chiese diverse è
proprio soltanto e sempre perché l’uno considera “riformabile” 1a
chiesa cattolica e l’altro non più veramente “diverso” il protestante?
O non è spesso semplicemente perché nessun giovane si decide più molto
volentieri a porre la questione della fede in modo chiaro e netto al suo futuro
fidanzato o fidanzata? Quanti giovani oggi sa­rebbero disposti a sciogliere un
fidanzamento, o a non giungervi neppure, per motivi di fede non condivisa dal
futuro marito o moglie?
Quanti giovani fanno ancora la meravigliosa
esperienza che è sta­ta la mia, quando in un giorno ormai lontano, mio padre ha
aderito al­la chiesa valdese nel giorno stesso in cui avveniva la mia confermazione?
Egli credeva fermamente che così si esprimeva la sua scoperta della libertà del
credente. Questa era ed è la vera alternativa e­vangelica. In questo senso sono
perfettamente d’accordo con la CdE nel dire che è assolutamente indispensabile
che la nostra chiesa si preoccupi di più della “formazione in vista della
fede, nel più va­sto quadro del rapporto educativo fra genitori e figli, fra
adulti e bambini”. Se soltanto lo Spirito del Signore ci volesse dare una
visione concorde in vista di questa formazione!
            Su
altri argomenti trattati dalla CdE mi soffermeró, indirettamente, toccando vari
temi sinodali
LE INTESE CON LO STATO
            Essendosi
lo Stato finalmente deciso a trattare con le chiese evan­geliche e con
organismi religiosi altri che il cattolico, in vista delle intese previste
dalla Costituzione, la commissione valdometodista si è messa al lavoro. A tale
commissione era giusto e necessario che il Sinodo desse un parere autorevole su
quanto già fatto e su quanto ancora da farsi. Giorgio Peyrot, Sergio Bianconi e
Giorgio Spini hanno in sostanza così indicato la loro linea di condotta quali
rappresentanti della nostra chiesa in questo campo:NIENTE INGERENZA DELLO STATO
NEL QUADRO DELLE DECISIONI E DELL’AZIONE CHE RIGUARDANO LA CHIESA E LEI SOLA,
NESSUN PRIVILEGIO PER LA CHIESA D A PARTE DELLO STATO. INSOMMA, NESSUN
MINICONCORDATO. Il Sinodo ha ap­provato e ha fatto bene, ringraziando i tre
fratelli per la loro non lieve fatica.
            Qui
ci preme di rilevare una cosa: quando si tratta di una decisio­ne
teologicamente fondata è possibile di trovare una voce comune, almeno sulla
linea di partenza. Perché dirci, allora, come è stato un po’ fatto sulla nostra
stampa ed al Sinodo: “vedete che anche voi fa te politica (magari senza
accorgervene) quando capita?” Sono anni che ci studiamo di far capire a
chi vuole che, in questo senso, o­gni decisione della chiesa che si riferisca
al più vasto quadro  della vita associata
è POLITICA. Ma non ci stancheremo mai di ripetere che tutt’altra cosa è la
politica partitica alla quale si            chiedono
in prestito linguaggio, modalità di azione, classificazioni e, talvolta, scopi.
In questo senso è ovvio che anche una votazione “unitaria” come
quella sulle vintese non può nascondere il fatto che alcuni di noi vivono
questa ricerca in senso ideologico, altri no.
            Infine,
non dimentichiamo che si tratta qui di un aspetto secondario della vita e della
testimonianza della Chiesa. Non abbiamo atteso le imprese con lo Stato per
essere, almeno a tratti noi stessi e per operare! Per essere, insomma, liberi
per il Signore!
                                                                                                Giovanni Conte
IL CONCISTORO DELLA CHIESA DI MILANO SCRIVE
Il Concistoro, nella sua seduta di ieri (22 u.s.) ha
esaminato il bollettino n°19 del 23 agosto inviato ad uno dei Pastori della
Chiesa Valdese di Milano.
Chiede di poter ricevere regolarmente la
pubblicazione in duplice co­pia, pur non annoverandosi fra gli
“aderenti” del Movimento.
Sarebbe lieto di conoscere i nomi e cognomi delle
persone formanti il “Comitato” che si firma senza appunto nominarsi,
cosa invece di prassi usuale nelle nostre Chiese.
Le circolari potranno essere inviate ai pastori.
Il presidente: Thomas Soggin
Volentieri manderemo due copie della nostra
circolare, e non avremo nessuna difficoltà a farle avere a tutti i membri del
Concistoro.
            Già
altre volte abbiamo spiegato perché non possiamo comunicare i nomi e cognomi
del Comitato, ma lo facciamo ancora per l’ultima volta. Nella TEV non esiste
nessun Comitato, nessun presidente, nessun vertice. Tutto viene discusso e deciso
alla luce del sole nelle Assemblee, dove le pro­poste debbono ricevere almeno i
due terzi dei voti dei presenti. Con questo, evitiamo che le decisioni siano
prese da un ristretto numero di “competenti” che hanno già studiato
gli argomenti ed elaborato le risposte con la conseguenza che la libertà delle
Assemblee viene di fatto assai ridotta.
Inoltre abbiamo il grande vantaggio che tutti  i membri della TEV hanno pari responsabilità.
L’umica modestissima organizzazione è rappresentata dai coordinatori, alle cui
riunioni tuttavia possono sempre partecipare tutti i membri della TEV che lo
desiderano. Se qualcuno vuole conoscere i nomi dei responsabili non ha che da
intervenire alle nostre Assemblee.
FINANZE
In cassa al 1.1.77 L.488.010. Doni precedenti L.2.048.270.
I. e L. S., Roma 5.000; O. L., Torre Pellice 5.000; M.P.,
Torino 10.000; E. B., in memoria della mamma 20.000;
R. B.,- id. 5.000; A. L., id. 5.000; G. M., Sanremo 10.000-; F.M.G., id..
10.000; E. L., id. 10.000; M. A., Pisa 6.000; R. G., id. 4.000; C. Z., Firenze
20.000; S. W., id. 5.000; E.B., Angrogna 5,000; M. R. Montepulciano
7.000.116tale doni L.2.168.270; collette alle
Assemblee’647.100; offerte per stampa “Giuro” 2.600 .’ Totale entrate
L.3.312.980
Totale uscite L.2.209.911 (i dettagli sono
comunicati alle Assemblee)
In cassa al 21 Ottobre L.1.103.069.
Molti ci domandano di aprire :un conto corrente
postale. Non abbiamo potuto farlo non avendo la TEV personalità giuridica. Ma
la prossima As­semblea esaminerà il problema, e speriamo nella prossima
circolare di p
otervi dare buone informazioni in merito.
GRAZIA A VOI E PACE
DA GESU’ CRISTO IL FEDEL TESTIMONE
Apoc.1/5
Ciclostilato in proprio, non pubblicato.
Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese
Casella postale
10066 Torre Pellice

Ottobre 1977

TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
             
n. 22                            Circolare
personale agli aderenti                               4 ottobre 1977
PER UN RISVEGLIO
NELLA CHIESA
            Chi parlasse oggi di Risveglio è
sicuro di andare incontro a delle reazioni più o meno violente, e le ragioni
sono diverse.
Quella
principale é che molti, in fondo, non lo desiderano affatto. Si sono adattati
alla situazione della Chiesa e credono, o meglio si illudono, che si possa
andare avanti così. Del resto – osservano ­l’apparato ecclesiastico è perfetto,
le attività ci sono per chi vuole collaborare, c’è un nucleo di persone
impegnate, non dobbiamo essere troppo pessimisti, e via dicendo. Ma, oltre
queste considerazioni la ragione vera è che siamo ben consapevoli che un
Risveglio per opera dello Spirito Santo verrebbe a disturbarci grandemente e a
scuotere le nostre sicurezze.
            Altri sono disposti a concedere che
dietro le apparenze le cose non vanno così bene e che sarebbe necessario qualche
cosa di nuovo, ma non vogliono propriamente sentire parlare di Risveglio,
perché questo ter­mine richiama alla mente quel fecondo movimento del secolo
scorso, che ha scosso la Chiesa nel mondo Occidentale e anche la nostra Chiesa
Valdese. Quel Risveglio – così dicono – era troppo povero di contenuto  intellettuale.
            Altri ancora non vogliono sentire
parlare di Risveglio perché con questo termine la nostra attenzione è rivolta
verso la Chiesa e oggi si vuole cambiare il mondo secondo delle precise
ideologie politiche. Alla Chiesa tutt’al più si concederebbe di collaborare, ma
non certo che essa pretenda di  avere una
sua identità propria.
            Bisogna dunque che cerchiamo di
avere delle idee chiare. Per questo siamo invitati a una speciale Assemblea,
aperta a tutti quelli che lo desiderano, e che avrà luogo nel tempio di
VILLAR
PELLICE
domenica
23 Ottobre alle ore 15
Udiremo innanzi
tutto una relazione su quello che è stato il Risve­glio del secolo scorso e poi
avremo un libero scambio di idee per esa­minare se le linee fondamentali di quel
Risveglio sono ancora valide.
Chi desidera
usufruire di un passaggio in macchina si rivolga ai coordinatori. Per la Val
Pellice si può anche telefonare al 91.422, e a questo numero si dica quanti
posti sono disponibili nella propria
auto.
DAI
CORRISPONDENTI
La Prof. Elsie
Janni, figlia del Pastore Ugo Janni, scrive:
Condivido
pienamente i due motivi fondamentali dei movimento TEV: la non politicizzazione
partitica della Chiesa e la necessità di un Ri­sveglio spirituale in seno ad
essa.
Debbo però fare
due domande in proposito:
1) Qual è la
differenza pratica fra simpatizzanti e aderenti al Movimento?
2) In quale
Chiesa opera il Movimento stesso?
È ovvio che una
Chiesa deve avere alcuni punti certi di riferimento che la caratterizzano sotto
determinati aspetti. Ma oggi noi non li vediamo nella Chiesa Valdese.
Farò tre esempi.
            La domenica precedente gli annuali
lavori del Sinodo é usanza procedere alla consacrazione dei candidati al S.
Ministero. Ora ci si dice e lo su proclama ufficialmente che non v’é tra
Pastori e laici alcuna differenza tranne il fatto che i primi hanno seguito
studi teologici e lavorano a tempo pieno e gli altri no. Che cos’è allora la
consacra­zione? In quale Chiesa….?
            La Chiesa Valdese è una Chiesa a
prassi pedobattista, quantunque non  si
neghi mai il battesimo ai ragazzi o agli adulti che non lo abbiano ricevuto
nell’infanzia. Ora, vi sono dei Pastori che rifiutano catego­ricamente il
battesimo agli infatti, altri che cercano di impedirlo o lasciano fare anche dal
pulpito propaganda contraria, quasi che non ci fosse per chi la desidera una
Comunità Battista. Quale Chiesa…?
            Nella Chiesa Valdese esiste il rito
della Confermazione per cui ad una nuova grazia di Dio si aggiunge la
consapevolezza e l’accettazione dei propri doveri religiosi da parte
dell’adolescente. Ora questo rito è generalmente ridotto ad una semplice
“professione di fede”. Quale Chiesa..?
Ringrazio per
l’invio degli stampati e della Circolare e porgo con molti auguri i miei
migliori saluti.
            Siamo grati alla prof. Janni per averci
richiamato alla meditazione, di alcuni problemi di importanza fondamentale,
come il significato della consacrazione al ministero pastorale e quello del
battesimo degli infanti e conseguente confermazione.
Di questi ultimi
problemi la TEV non si è ancora occupata. Se però qualcuno volesse, a titolo
personale, farci avere la sua opinione e magari avviare un dibattito sulla
circolare, gliene saremo grati.
Possiamo invece
rispondere sulla distinzione fra aderenti e simpatizzanti.
Gli aderenti
sono quelli che si impegnano a prendere parte attiva al­la vita della loro
comunità, non solo per opporsi alla strumentalizza­zione politica della Chiesa,
ma anche in vista di un Risveglio. Essi quindi frequentano i culti e le varie
attività della loro Chiesa.
Vi sono poi  alcuni che, per motivi vari, non si sentono
di prendere questi impegni, però approvano la nostra linea, e chiedono di
essere considerati come simpatizzanti. Ovviamente non hanno voce deliberativa
nelle nostre Assemblee, però ricevono tutte le pubblicazioni e il loro
appoggio, sia pure dall’esterno, ci è molto prezioso.
Ci rallegriamo
perché in questo tempo di ecumenismo abbiamo sia fra gli aderenti che i
simpatizzanti, diversi fratelli e sorelle apparte­nenti non solo alla Chiesa
Metodista, con la quale è in atto un pro­cesso di integrazione, ma anche altri
di diverse denominazioni evange­liche. Anche dall’estero ci sono giunte delle
adesioni e degli incoraggiamenti.
ALCUNE
RIFLESSIONI SUL SINODO 1977
            I notiziari TEV n°20 e 21 hanno già
sottolineato alcune caratteristiche del Sinodo ’77, specie in rapporto al
nostro movimento. Vorrei ora tentare di fare un primo bilancio, necessariamente
incompleto, del lavoro svolto quest’anno dai delegati delle nostre chiese e per
quanto concerne le sedute comuni, delle chiese metodiste.
Come si è giunti al Sinodo ’77
            Si è subito avuto l’impressione che,
sotto certi aspetti, quello di quest’anno sarebbe stato un Sinodo di
transizione, in cui si sarebbe cercato di non suscitare la microtempestositá di
alcune sedute sinodali dell’anno precedente. La relazione della Tavola relegava
in due paginette tutte “dialogo e “ascolto” reciproco il
problema irrisolto delle tensioni della nonstra chiesa e la conducono ad
impantanarsi in azioni che appaiono scarsamente collegate con l’annuncio
dell’Evan­gelo.  Grande rilievo veniva
dato alla questione delle intese son lo Stato, a proposito delle quali, come
poi si è visto, un certo accordo, era facilmente prevedibile.
            D’altra parte era chiaro che ormai
nessuno poteva più ignorare o far finta di ignorare non soltanto il movimento
TEV, ma ciò per cui molti fratelli dentro e fuori tale movimento si stanno
battendo. Nessuno ha più creduto di dover affermare che ci sia in tutto ciò una
volontà scismatica. È già  qualcosa.
Speriamo che, col tempo, molti facciano altri passi in avanti. Intanto una
certa riflessione è andata avanti, anche se, a malincuore, alcune decisioni
hanno cominciato a tener conto del:fatto che l’insieme della Chiesa non
sembrava disposta a seguire supinamente certe linee di sviluppo. Ad esempio,
per i programmi radio e sopratutto
televisivi. Un comunicato della Tavola fa fede della valanga di lettere di
protesta ricevute in proposito direttamente attraverso la FCEI. Cosi come ne fa
fede la parziale ristrutturazione del sistema di programmazione radio-tv e una
certa quale maggior  cautela nell’incoraggiare
il discorso fatto
tentare di fare
un primo bilancio, necessariamente incompleto, del la­voro svolto quest’anno
dai delègati delle nostre chiese e per quanto concerne le sedute comuni, delle
chiese metodiste.
Come si è giunti al Sinodo ’77.
            Si è subito avuto l’impressione che,
sotto certi aspetti, quello di quest’anno sarebbe stato un Sinodo dì
transizione, in cui si sarebbe cercato di non suscitare la microtempestosità di
alcune sedute sinodali dell’anno precedente. La relazione della Tavola relegava
in due paginette tutte “dialogo” e “ascolto” reciproco il
problema irrisolto delle tensioni che avviliscono la nostra chiesa e la
conducono ad impantanarsi in azioni che appaiono scarsamente collegate con
l’annuncio dell’Evan­gelo. Grande rilievo veniva dato alla questione delle
intese con lo Stato, a proposito delle quali, come poi si è visto, un certo
accordo era facilmente prevedibile.
D’altra parte
era chiaro che ormai nessuno poteva più ignorare o far finta di ignorare non
soltanto il movimento TEV, ma ciò per cui molti fratelli dentro e fuori tale
movimento si stanno battendo. Nessuno ha più creduto di dover affermare che ci
sia in tutto ciò una volontà scismatica. È già qualcosa. Speriamo che, col
tempo, molti facciano altri passi avanti. Intanto una certa riflessione è
andata avanti, anche se a malincuore alcune decisioni hanno cominciato a tener
conto del fatto che l’insieme della Chiesa non sembrava disposta a seguire
supinamente certe linee di sviluppo. Ad esempio, per i programmi radio e
soprattutto televisivi. Un comunicato della Tavola fa fede della valanga di
lettere di protesta ricevute in proposito, direttamente o attraverso la FCEI.
Così come ne fa fede la parziale ristrutturazione del sistema di programmazione
radio-tv e una certa quale maggior cautela nell’incoraggiare il discorso fatto
da Com-Nt.
            Tuttavia va detto molto chiaramente
che si è giunti all’agosto ’77 senza che il tanto decantato pluralismo abbia
mai avuto piena espressio­ne nell’ambito delle nostre chiese. In realtà la
linea seguita è stata una sola ed è risaltata ideologicamente fondata nel modo
più chiaro. Non c’è bisogno di dire di quale ideologia si sia trattato, anche
se non mi stancherà di dire che questo aspetto della questione è secondario.
Era abbastanza
curioso di assistere ad un certo senso di delusione, espresso o inespresso dei
nostri “progressisti” nei confronti,degli svi­luppi del compromesso
storico nel nostro paese, dell’atteggiamento dei partiti di sinistra e così via.
Delusione che è poi stata espressa a chiare note in certi interventi sinodali
di membri autorevoli della no­stra chiesa. Una delusione che dimostra la
fondamentale ingenuità con la quale alcuni avevano atteso chissà quale
rinnovamento del paese da una semplice mossa politico-tattica dei nostri
“responsabili” politici.
Infine si
assisteva ad un accresciuto sforzo della FGEI per uscire dall’isolamento in cui
si era venuta a trovare e per “conquistare” le Valli. Sforzo
dimostrato anche dalla nomina del pastore Ermanno Genre al segretariato
nazionale della FGEI.
            C’era da domandarsi se le comunità
nel loro insieme avrebbero saputo e voluto inviare delle delegazioni più
rappresentative della base di quanto non fosse avvenuto negli anni passati.
Questa speranza è andata in larga parte delusa: la maggioranza del Sinodo non
era disposta a re­cepire il discorso della TEV come un discorso spiritualmente
serio. Dirò di più: alcune comunità hanno chiaramente scelto i loro delegati ad
esclusione di qualsiasi credente in qualche modo legato alla TEV. In questo
dobbiamo dire chiaramente che sono anche responsabili quei membri che, pur
essendo contrari all’andazzo preso dalla nostra Chiesa, non sanno far valere le
loro ragioni a tempo debito. Non basta lamen­tarsi perché spesso i
“progressisti” si fanno vivi soltanto a quelle assemblee di chiesa
che sono loro utili per piazzare le loro pedine (cosa assai spesso vera), se
non lo si dice dopo aver preso tutte le proprie responsabilità.
Comunque sia le
tesi sostenute dal movimento di resistenza alla sven­dita ideologica della
nostra Chiesa non hanno potuto essere completa­mente ignorate. E, date le
circostanze, é già un bel risultato.
I lavori.
Bruno Rostagno
definiva nel suo articolo post sinodale (Eco-Luce n°35 del 2 settembre u.s;) il
Sinodo ’77 come un “Sinodo liscio”, spe­cificando che con ciò
intendeva “privo (…) di quei momenti di polemica aspra, di tensione
acuta, che hanno caratterizzato altri Sinodi re­centi”. Ma ha dovuto aggiungere
“liscio in questo caso ha significato che i veri problemi non sono
riusciti a varcare le porte dell’aula sinoda­le”. E ci permettiamo di
dubitare che i veri problemi verranno fuori grazie alla sola presenza più
sensibile di operai in Sinodo, come sem­bra pensare Rostagno, anche se saremo
ben felici di vederli più numero­si (perché non sono mai stati assenti).
            Dal canto suo G.G. scriveva in
Com-Nt (del 4 settembre 1977) di un sinodo unitario (beato lui che l’ha
visto!). Ma lo faceva sulla base di una asserita irrilevanza del
“malcontento di gruppi ristretti, legati ad alcuni settori sociali,
amplificato e strumentalizzato”, malcontento che, dapprima sdrammatizzato,
non avrebbe poi trovato il modo di farsi sentire in Sinodo. D’altra parte, il
Sinodo ’77 avrebbe sottolineato l’istanza unitaria, segno di una convergenza
ottenuta a spese dell’apertura verso l’esterno.             L’articolista si domanda: “I conflitti degli anni scorsi
sono dimenticati, o superati? Alla domanda c’è chi dà una risposta positiva: le
esigenze di una chiesa più coerente con il manda­to evangelico vengono recepite
oggi in settori più vasti nelle due chiese (…). Altri però si domandano, con
minore ottimismo, se tutto questo non sia un segno di impotenza e quasi di
rassegnazione. Può dar­si che siano molti a prendere atto, anche nei settori
più avanzati, che le chiese così come sono strutturate, non possono essere, nel
migliore dei casi, che una piattaforma di meditazione e di incontro. Sostanzial­mente
una realtà difensiva e, al di là delle intenzioni, conservatrice. Così i
‘profeti’, quando devono gestire una struttura ecclesiastica, anche familiare e
modesta come questa, cessano di essere profeti. L’impegno per cambiare il
mondo, la politica, si svolgono altrove (…) È possibile che una chiesa viva
per se stessa, che abbia dimenticato che trova la sua vita solo chi è capace di
donarla, che si isoli perché parla un’altra lingua che non è più capita? A
queste domande saranno in molti a dover rispondere, in tempo breve, nelle
chiese evangeliche e fluori”.
            Inutile dire che questi due giudizi
mostrano fino alla corda le loro motivazioni ideologiche. In realtà si è trattato
di un Sinodo assai povero e smorto, in cui, a parte la questione delle intese
su cui ci sof­fermeremo in seguito, tutto è stato svolto a ribadire in un modo
o nel­l’altro (salvo alcuni incidenti di percorso) che il pluralismo signifi­ca
questo: una ed una sola linea è prevista e sarà seguita; gli altri hanno il
diritto di parlare dopo essersi fatti abbondantemente e gra­tuitamente
squalificare in più modi dai “cervelli” della chiesa. Val la pena di
specificare che in queste condizioni nessun vero dialogo darà mai possibile? E
anche nessuna vera linea di testimonianza comune, sca­turente non da scelte
ideologiche, ma dall’ascolto del Signore che dirige la Chiesa e il mondo.
                                                                                    Giovanni Conte
UN MESSAGGIO DALLA GERMANIA
Il Dr. Peter Beyerhaus, dell’Università di Tubinga,
ci scrive:
Vi assicuriamo il nostro vivo interesse per la
vostra azione, in quanto ci conferma nella convinzione che la lotta spirituale
è la medesima che i cristiani fedeli hanno da combattere in tutto il mondo e in
tutte le confessioni tradizionali. In Germania abbiamo fondato nel 1970 una
“Conferenza di Unioni confessanti”, nella quale cooperano 8 gruppi
conservatori, orientati biblicamente. Noi corrispondiamo con Cristiani nei
paesi Scandinavi, Olanda, Belgio, Inghilterra e Francia. I nostri principi sono
l’autorità della Bibbia contro la critica biblica radica­le, la difesa dei
principi morali Cristiani, specialmente per quello che riguarda la pornografia
e l’aborto, la validità del Vangelo di sal­vezza contro ogni tentativo di
sostituirlo con una ideologia umanistica o marxista (…) Un primo Congresso
Confessante Europeo si è riunito il giorno dell’Ascensione 1974 in Berlino, e
ha votato la Dichiarazione di Berlino sull’Ecumenismo. È stato tradotto in
diverse lingue Europee, ma purtroppo non ancora in italiano. Nel Marzo 1976
abbiamo tenuto il nostro secondo Congresso Europeo confessante. Ora abbiamo
deciso di te­nere la nostra terza Assemblea Europea in Arnhem, Olanda, il 22
Settem­bre 1978. Sarebbe magnifico se a questa Conferenza potessimo anche dare
il benvenuto a una delegazione italiana! Il Presidente della nostra Conferenza
Europea delle Unioni confessanti è il Vescovo Luterano Au­striaco Oskar
Askrausky. Credo che sarebbe molto lieto se poteste scrivere anche a lui. Vi
prego di sentirvi liberi di scrivermi quando vole­te, e noi saremo lieti di
avere notizie sul progresso del vostro Movi­mento. Vi assicuriamo della nostra
simpatia e intercessione e vi invia­mo saluti nel nome di Cristo.
DA ALTRI CORRISPONDENTI
Da Firenze (Metodista).
Sento proprio il bisogno di ringraziarvi per la vostra opera cristiana, curata
in ogni particolare, cominciando dal­la regolare spedizione delle circolari,
tanto indispensabili Iddio sia con voi in ogni momento nella vostra sacra opera
di Risveglio. È faci­le prevedere che qualche difficoltà sorgerà col tempo,
premunitevi, premuniamoci.
Da Sanremo. Ringrazio per
le circolari, con l’augurio che l’Opera se­guiti a prosperare.
Da un Pastore
Valdese
.
Mi giungono sempre gradite le circolari della TEV. Prego inviarmele
regolarmente. Colgo l’occasione per inviare una modesta offerta.
Da Roma. Non essendo
Valdese non posso aderire alla TEV come membro, però desidero essere
considerato come simpatizzante. Vi sono spiritualmente vicino e prego affinché
il Signore conceda un reale Risveglio sia alla Chiesa Valdese che a tutte le
Chiese evangeliche italiane e nel mondo. Vogliate gradire i miei più sinceri
saluti nel Signore e che la Sua benedizione e la Sua saggezza sia su voi per un
Risveglio.
Da Venezia. Un caloroso
saluto nel Signore Gesù Cristo per il vostro collegamento tramite le vostre
gradite circolari. Ottima la stesura da parte della Commissione della prima
relazione annua. Grazie anche per l’opuscolo “Sentinella. Mandatemene una
decina di copie.
Da un Pastore
Valdese
.
Volentieri riceverò regolarmente le ulteriori circolari.
Da Milano. Desidero ringraziarvi
per la testimonianza che date attraverso la TEV per l’opera del Signore.
Confido che Egli si servirà anche di noi. Voglia Lui aumentare la nostra fede.
DAI CORRISPONDENTI
Da un Pastore
valdese
.
Cari Amici, ricevo oggi la vostra circolare con anness foglio ai Pastori
valdo-metodisti. Naturalmente ho piacere se continuerete a inviarmi i vostri
scritti, quantunque, a mio parere, questa vostra richiesta non sia molto
comprensibile: infatti se volete essere un movimento che opera nell’ambito
della Chiesa sarebbe stato molto opportuno, se non doveroso, che dal primo
momento aveste inviato la vostra circolale a tutti i Pastori. Vi lamentate a più
riprese del fatto che c’è chi vi accusa di avere dei piani scissionistici:
proba­bilmente queste idee sono sorte dal modo curioso col quale avete agito
nei mesi passati, sembrando più una società segreta che un movimento di
Risveglio: la stampa vostra sembrava semiclandestina, i responsabi­li del
movimento pure, almeno la cosa poteva apparire dal lontano “campo di
evangelizzazione”. Vogliate ricevere i miei saluti fraterni.
Da un altro
Pastore Valdese
.
Ho ricevuto la circolare della TEV e ringrazio cordialmente, pregando codesta associazione
di continuare a mandarmi regolarmente le proprie circolari. Sono lieto di
vedere che la TEV non vuole assumere atteggiamenti da setta segreta e
giustamente permette anche ai non aderenti di leggere i suoi notiziari.
            Dal
22 Ottobre 1976 al 16 Settembre 1977 la TEV è stata nominata 42 volte
dall’Eco-Luce; 4 volte da Com-Nuovi Tempi; 2 volte dalla Gazzetta del Popolo; 2
volte dall’Eco del Chisone. L’Eco Luce del 26 Nov.1976 ha dedicato una intera
pagina a questo Movimento. Per una società se­greta non è questo uno strano
modo di comportarsi?
 Non ci sono responsabili,
né vertici nel nostro Movimento. Tutti quelli che aderiscono sono responsabili.
Le decisioni vengono prese nelle Assemblee e debbono raccogliere almeno i due
terzi di voti favo­revoli. Quelli che non possono intervenire ci scrivono, e
delle lettere si tiene sempre debito conto.
È appena un anno che la TEV esiste e abbiamo creduto
che queste cir­colari dovessero essere inviate solo a chi aveva aderito. D’ora
in poi le invieremo anche ai non aderenti che le desiderano. Dobbiamo anche a
quelli che non ci rispondono e che ci ostacolano i vari modi?
FINANZE
            Entrate.
In cassa al 1.1.77 L.488.010. Doni precedenti L.1.711.420 L. A., Verona 10.000;
E. P.,Sanremo 5.000; G. P.. id. 5.000; E. A. P., Pomaretto 1.000; C. A. Chan­foran,
Torre Pellice 5.000; A. D., id. 5.000; G. N., id. 10.000; S. R., id. 5.000; R.
B., Karlsruhe 18.000; C. C., Abbiategrasso 10.000;0. P.,Roma 10.000 U. e R. Z.,
id. 10,021; M. B., San Gemano Chisone 5.000; E. C., Inverso Pinasca 10.000; M.
R. C., id. con tanta riconoscenza 5.000; G. G., Darfo 5.000; O. Z., Venezia
500; I. S., Pisa, in memoria della sorella Giulia 20.000 V. S., Genova 5.000.
Totale doni 2.048.270; collette as­semblee 647.100; offerte per stampa Giuro.
2.600.
Totale entrate L.3.185.980. Totale uscite L.2.091.831
In cassa al 30 Settembre L.1.094.’149
CERCATE PRIMA IL REGNO E LA GIUSTIZIA DI DIO,
E TUTTE QUESTE COSE VI SARANNO DATE IN PIU’.
Ciclostilato in proprio; non pubblicato
Indirizzo:Testimonianza Evangelica Valdese Casella
postale 10066 Torre Pellice (Torino)