25 luglio 1977 “Se continueremo nella ambigua formula di collaborazione con gli Enti pubblici… uno dopo l’altro i nostri Istituti ci verranno tolti …
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
n°17 Circolare
personale agli aderenti 25 Luglio 1977
personale agli aderenti 25 Luglio 1977
LA CHIESA DEI
MIEI SOGNI
MIEI SOGNI
Questa è la
Chiesa che io sogno:
Chiesa che io sogno:
Una Chiesa
adeguata all’Opera a cui si consacra, la Chiesa dal cuore caldo, dalla
mentalità aperta, dallo spirito pieno d’avventura; la Chiesa che ha cura delle
anime percosse dalle tempeste, che sorregge e consola i vecchi, che infiamma i
giovani, che non conosce né divisioni di cultura o di classi, né frontiere
geografiche o sociali; la Chiesa che sa indagare il mistero, ma sa anche
accettarlo, che guarda nel futuro, ma che non rinnega il passato; la Chiesa
del Maestro, e quindi anche la Chiesa del popolo, del suo popolo; la Chiesa
alta e la Chiesa bassa; alta come gli ideali di Gesù, bassa come la più umile
fra le creature umane; una Chiesa operante, una Chiesa in preghiera, una Chiesa
vincitrice, una Chiesa che interpreta la fede nei termini del proprio tempo, e
che sfida i suoi tempi in termini di fede; che ispiri coraggio per questa vita
e speranza per la vita avvenire; una Chiesa per tutti gli uomini di buona
volontà, la Chiesa dell’Iddio vivente.
adeguata all’Opera a cui si consacra, la Chiesa dal cuore caldo, dalla
mentalità aperta, dallo spirito pieno d’avventura; la Chiesa che ha cura delle
anime percosse dalle tempeste, che sorregge e consola i vecchi, che infiamma i
giovani, che non conosce né divisioni di cultura o di classi, né frontiere
geografiche o sociali; la Chiesa che sa indagare il mistero, ma sa anche
accettarlo, che guarda nel futuro, ma che non rinnega il passato; la Chiesa
del Maestro, e quindi anche la Chiesa del popolo, del suo popolo; la Chiesa
alta e la Chiesa bassa; alta come gli ideali di Gesù, bassa come la più umile
fra le creature umane; una Chiesa operante, una Chiesa in preghiera, una Chiesa
vincitrice, una Chiesa che interpreta la fede nei termini del proprio tempo, e
che sfida i suoi tempi in termini di fede; che ispiri coraggio per questa vita
e speranza per la vita avvenire; una Chiesa per tutti gli uomini di buona
volontà, la Chiesa dell’Iddio vivente.
John
Moore
Moore
LE NOSTRE
RIUNIONI
RIUNIONI
Venerdì 22 corr.
i coordinatori si sono riuniti a Torre Pellice, con intervento di un buon
numero di aderenti. Questa volta siamo riusciti malincuore però!, a limitare a
due ore le nostre discussioni, che generalmente ci tenevano impegnati fino a
un’ora avanzata, con disagio per chi veniva da lontano.
i coordinatori si sono riuniti a Torre Pellice, con intervento di un buon
numero di aderenti. Questa volta siamo riusciti malincuore però!, a limitare a
due ore le nostre discussioni, che generalmente ci tenevano impegnati fino a
un’ora avanzata, con disagio per chi veniva da lontano.
Il primo anno di
attività della TEV avrà il suo culmine nell’
attività della TEV avrà il suo culmine nell’
ASSEMBLEA
PLENARIA
PLENARIA
che avrà luogo
nel tempio del Ciabas martedì 16 Agosto alle 15,30.
nel tempio del Ciabas martedì 16 Agosto alle 15,30.
Chi ha dei posti
disponibili in macchina, come pure chi desidera essere trasportato, telefoni,
dal 1° Agosto, al numero 91.422. Le auto partiranno alle ore 15 dalla
Foresteria di Torre Pellice
disponibili in macchina, come pure chi desidera essere trasportato, telefoni,
dal 1° Agosto, al numero 91.422. Le auto partiranno alle ore 15 dalla
Foresteria di Torre Pellice
I coordinatori e
gli aderenti che lo desiderano si ritroveranno presso la Casa delle diaconesse
venerdì 12 Agosto dalle 20,30 alle 22,30.
gli aderenti che lo desiderano si ritroveranno presso la Casa delle diaconesse
venerdì 12 Agosto dalle 20,30 alle 22,30.
COM-NUOVI TEMPI
E LA TEV
E LA TEV
Il 3 Luglio il
periodico Com-Nuovi Tempi ha pubblicato una intervista sulla Claudiana, nella
quale anche la TEV è chiamata in causa. Ecco il quesito posto da un certo
Peppino:
periodico Com-Nuovi Tempi ha pubblicato una intervista sulla Claudiana, nella
quale anche la TEV è chiamata in causa. Ecco il quesito posto da un certo
Peppino:
Abbiamo letto su
Com Nuovi Tempi, che si è formato un gruppo della TEV, che è notevolmente a
destra del mondo evangelico italiano. Come si pone la Claudiana di fronte a
questi fratelli se volessero chiedere di pubblicare, di argomentare, di
inserirsi nella linea della casa editrice?
Com Nuovi Tempi, che si è formato un gruppo della TEV, che è notevolmente a
destra del mondo evangelico italiano. Come si pone la Claudiana di fronte a
questi fratelli se volessero chiedere di pubblicare, di argomentare, di
inserirsi nella linea della casa editrice?
Qualcuno della
Claudiana ha così risposto:
Claudiana ha così risposto:
Alcune di queste
persone si fanno vanto di non aver letto un libro da trent’anni e quindi la
possibilità che scrivano qualche cosa da pubblicare è abbastanza remota. Non
tutti sono però così. Abbiamo avuto dopo la guerra la presenza di due linee
nella chiesa: una linea avanzata di impegno cristiano nella società e una
linea ripiegata su se stessa che ritiene sufficiente che il credente abbia una
sua vita interiore molto sviluppata, gelosamente custodita e riservata, in un
certo piccolo ambito. Da un po’ di tempo questa seconda linea si è trovata in minoranza. Il fatto che molti giovani
rifuggano da una simpatia a questo tipo di soluzione o di impegno cristiano fa
per lo meno meditare. comunque, per rispondere alla vostra domanda dirò che
qualsiasi libro valido merita di essere preso in esame, aipme pure qualsiasi
forma di colloquio.
persone si fanno vanto di non aver letto un libro da trent’anni e quindi la
possibilità che scrivano qualche cosa da pubblicare è abbastanza remota. Non
tutti sono però così. Abbiamo avuto dopo la guerra la presenza di due linee
nella chiesa: una linea avanzata di impegno cristiano nella società e una
linea ripiegata su se stessa che ritiene sufficiente che il credente abbia una
sua vita interiore molto sviluppata, gelosamente custodita e riservata, in un
certo piccolo ambito. Da un po’ di tempo questa seconda linea si è trovata in minoranza. Il fatto che molti giovani
rifuggano da una simpatia a questo tipo di soluzione o di impegno cristiano fa
per lo meno meditare. comunque, per rispondere alla vostra domanda dirò che
qualsiasi libro valido merita di essere preso in esame, aipme pure qualsiasi
forma di colloquio.
Rispondiamo:
1) A proposito
dei membri della TEV che da trent’anni non hanno letto un libro (forse della
Claudiana?) vorremmo sapere a quanto ammontano le giacenze dei libri pubblicati dalla
Claudiana, che nessuno legge e cui una buona parte è sicuramente destinata al
macero. Vorremmo anche sapere il valore di questa merce e chi ha anticipato i
fondi.
dei membri della TEV che da trent’anni non hanno letto un libro (forse della
Claudiana?) vorremmo sapere a quanto ammontano le giacenze dei libri pubblicati dalla
Claudiana, che nessuno legge e cui una buona parte è sicuramente destinata al
macero. Vorremmo anche sapere il valore di questa merce e chi ha anticipato i
fondi.
2) Quanto alla
collocazione “a destra” del gruppo TEV rimandiamo a un istruttivo
libro di Jacques Ellul, professore di scienze politiche all’Università di
Bordeaux, e una delle personalità di rilievo del Protestantesimo francese. Nel
suo libro “Esegesi dei nuovi luoghi comuni” (cioè: analisi delle
frasi fatte) egli scrive: “Altro luogo comune: chi pretende che la
politica non sia tutto, è senz’altro un uomo di destra, un reazionario, un
aristocratico, ecc. Se afferma anche: Pretendere
di superare l’opposizione destra-sinistra, rifiutarsi di lasciarsi classificare di destra o sinistra, significa essere di destra. Ma inutilmente chiedereste
di precisare il contenuto di queste nozioni: che cosa è la sinistra? che cos’è
la destra? Chiedete a venti personalità e ne avrete venti risposte
contraddittorie”.
collocazione “a destra” del gruppo TEV rimandiamo a un istruttivo
libro di Jacques Ellul, professore di scienze politiche all’Università di
Bordeaux, e una delle personalità di rilievo del Protestantesimo francese. Nel
suo libro “Esegesi dei nuovi luoghi comuni” (cioè: analisi delle
frasi fatte) egli scrive: “Altro luogo comune: chi pretende che la
politica non sia tutto, è senz’altro un uomo di destra, un reazionario, un
aristocratico, ecc. Se afferma anche: Pretendere
di superare l’opposizione destra-sinistra, rifiutarsi di lasciarsi classificare di destra o sinistra, significa essere di destra. Ma inutilmente chiedereste
di precisare il contenuto di queste nozioni: che cosa è la sinistra? che cos’è
la destra? Chiedete a venti personalità e ne avrete venti risposte
contraddittorie”.
3) Quanto alla
latitanza dei giovani, ahimè! non è prerogativa della TEV! Altrimenti come si
spiega che tante chiese lamentino che centinaia di catecumeni (diciamo:
centinaia!) dopo aver fatto professione di fede spariscano dalla vita della
Chiesa? E se almeno andassero a ingrossare le fila della Fgei, potremmo dire:
Non approviamo la vostra linea, comunque sia, o per pretesto o in sincerità,
Cristo è annunziato, e di questo ci rallegriamo e ci rallegreremo ancora!
(Fil.1/18)/ Purtroppo la realtà è che questa gioventù è oggi dispersa come
pecore che non hanno pastore.
latitanza dei giovani, ahimè! non è prerogativa della TEV! Altrimenti come si
spiega che tante chiese lamentino che centinaia di catecumeni (diciamo:
centinaia!) dopo aver fatto professione di fede spariscano dalla vita della
Chiesa? E se almeno andassero a ingrossare le fila della Fgei, potremmo dire:
Non approviamo la vostra linea, comunque sia, o per pretesto o in sincerità,
Cristo è annunziato, e di questo ci rallegriamo e ci rallegreremo ancora!
(Fil.1/18)/ Purtroppo la realtà è che questa gioventù è oggi dispersa come
pecore che non hanno pastore.
4) Quanto alla
possibilità che qualche libro proposto dalla TEV possa essere “preso in
esame” date le premesse (cioè di presentare delle opere “da inserirsi
nella linea della casa editrice”) si vede con quale spirito verrebbe
attuato il “pluralismo” di cui tanto si parla.
possibilità che qualche libro proposto dalla TEV possa essere “preso in
esame” date le premesse (cioè di presentare delle opere “da inserirsi
nella linea della casa editrice”) si vede con quale spirito verrebbe
attuato il “pluralismo” di cui tanto si parla.
ANCORA SUL
CONVITTO FEMMINILE DI VIA ANGROGNA
CONVITTO FEMMINILE DI VIA ANGROGNA
A complemento di
quanto abbiamo detto sull’ex orfanotrofio di via Angrogna, e ora ridotto a un
“nucleo” di Convitto, può essere utile ricordare alcune fra le numerose
deliberazioni delle Conferenze distrettuali e dei Sinodi, che intendevano richiamare
le chiese alla loro responsabilità nella conduzione degli istituti.
quanto abbiamo detto sull’ex orfanotrofio di via Angrogna, e ora ridotto a un
“nucleo” di Convitto, può essere utile ricordare alcune fra le numerose
deliberazioni delle Conferenze distrettuali e dei Sinodi, che intendevano richiamare
le chiese alla loro responsabilità nella conduzione degli istituti.
Fin dal 1966 la
Tavola e la Ciov presentavano al Sinodo una relazione che sarebbe tutta da rileggere “sul
problema del rinnovamento dei nostri Istituti assistenziali”.
“Sarebbe altamente desiderabile vi si legge – che tutte le chiese delle
Valli considerassero questi Istituti di
assistenza come espressione evidente della
loro capacità di amare, di servire e di testimoniare, e si impegnassero
direttamente nella loro vita, senza
lasciare nella solitudine il personale che vi opera o le poche persone che se
ne interessano con spirito d’amore”.
Tavola e la Ciov presentavano al Sinodo una relazione che sarebbe tutta da rileggere “sul
problema del rinnovamento dei nostri Istituti assistenziali”.
“Sarebbe altamente desiderabile vi si legge – che tutte le chiese delle
Valli considerassero questi Istituti di
assistenza come espressione evidente della
loro capacità di amare, di servire e di testimoniare, e si impegnassero
direttamente nella loro vita, senza
lasciare nella solitudine il personale che vi opera o le poche persone che se
ne interessano con spirito d’amore”.
L’anno seguente
il Sinodo ribadisce il parere che “le Chiese devono essere
condotte ad assumere maggiore responsabilità verso gli Istituti considerandoli parte di se stesse e
partecipando alla loro vita”.
il Sinodo ribadisce il parere che “le Chiese devono essere
condotte ad assumere maggiore responsabilità verso gli Istituti considerandoli parte di se stesse e
partecipando alla loro vita”.
La Confer.
distr. del 1968 “di fronte alla carenza di vocazioni per il servizio nei
nostri Istituti (omissis) chiede una collaborazione fra Centro Diaconale e Comunità, intesa a
suscitare un concreto interesse per le nostre Opere, sia per il reperimento del
personale sia per l’aspetto vocazionale”.
distr. del 1968 “di fronte alla carenza di vocazioni per il servizio nei
nostri Istituti (omissis) chiede una collaborazione fra Centro Diaconale e Comunità, intesa a
suscitare un concreto interesse per le nostre Opere, sia per il reperimento del
personale sia per l’aspetto vocazionale”.
Nel 1970 la
Conf. Distr. ritorna sull’argomento invitando “la Ciov a sviluppare in
collaborazione con il Centro Diaconale, ogni forma d’incontro del personale
dei vari Istituti dipendenti dalla Ciov, da altri Enti, per la ricerca del
fondamento vocazionale e della formazione spirituale del personale
stesso”. Quella stessa Conf. Distr. decide di abolire il nome di
“orfanotrofio” per l’istituto femminile di Torre Pellice.
Conf. Distr. ritorna sull’argomento invitando “la Ciov a sviluppare in
collaborazione con il Centro Diaconale, ogni forma d’incontro del personale
dei vari Istituti dipendenti dalla Ciov, da altri Enti, per la ricerca del
fondamento vocazionale e della formazione spirituale del personale
stesso”. Quella stessa Conf. Distr. decide di abolire il nome di
“orfanotrofio” per l’istituto femminile di Torre Pellice.
Altro ordine del
giorno è votato dalla Confer. Distr. nel 1972:
giorno è votato dalla Confer. Distr. nel 1972:
La Conf.
riconoscendo che la nostra testimonianza evangelica in campo assistenziale è attualmente in gioco nel
contesto di una società in evoluzione, propone che sia dibattuto in Sinodo e
portato a livello delle singole chiese
tutto il problema della diaconia; propone inoltre la creazione di una
commissione che, coordinando le riflessioni del Centro diaconale e le
esperienze della Ciov, prepari una documentazione con lo scopo di stimolare e
favorire le riflessioni delle comunità e una loro presa di coscienza dei
molteplici problemi che si pongono a vario livello in campo diaconale.
riconoscendo che la nostra testimonianza evangelica in campo assistenziale è attualmente in gioco nel
contesto di una società in evoluzione, propone che sia dibattuto in Sinodo e
portato a livello delle singole chiese
tutto il problema della diaconia; propone inoltre la creazione di una
commissione che, coordinando le riflessioni del Centro diaconale e le
esperienze della Ciov, prepari una documentazione con lo scopo di stimolare e
favorire le riflessioni delle comunità e una loro presa di coscienza dei
molteplici problemi che si pongono a vario livello in campo diaconale.
Finalmente la
Conferenza distrettuale del 1974 così si esprimeva:
Conferenza distrettuale del 1974 così si esprimeva:
La Confer.,
viste le possibilità concrete di testimonianza inerenti al lavoro svolto dagli
educatori nei Convitti maschili e femminili di Pomaretto e Torre Pellice verso
i ragazzi minori vittime dello sviluppo caotico della nostra società,
consapevole dei problemi che vengono indicati, fra l’altro, nella relazione
del Convitto di Pomaretto:
viste le possibilità concrete di testimonianza inerenti al lavoro svolto dagli
educatori nei Convitti maschili e femminili di Pomaretto e Torre Pellice verso
i ragazzi minori vittime dello sviluppo caotico della nostra società,
consapevole dei problemi che vengono indicati, fra l’altro, nella relazione
del Convitto di Pomaretto:
– incoraggia
questi nostri fratelli educatori e direttori dei Convitti a proseguire la loro
ricerca;
questi nostri fratelli educatori e direttori dei Convitti a proseguire la loro
ricerca;
– ricorda alle
comunità del distretto che esse sono direttamente coinvolte dal problema dei
minori ospitati nei nostri Istituti e le invita all’approfondimento della linea
vocazionale che emerge dall’impostazione dei nostri convitti.
comunità del distretto che esse sono direttamente coinvolte dal problema dei
minori ospitati nei nostri Istituti e le invita all’approfondimento della linea
vocazionale che emerge dall’impostazione dei nostri convitti.
Ci sarebbero varie
considerazioni da fare su tutti questi ordini del giorno, ma ci limiteremo a
rilevare che il pensiero, tante volte ripetuto, e da noi sottolineato, che gli
istituti, e in particolare quelli per minori, non debbono vivere per conto
proprio, ma debbono essere intimamente uniti alla vita delle comunità. È
lecito domandarsi quale accoglienza queste esortazioni abbiano ricevuto dagli
uni e dalle altre.
considerazioni da fare su tutti questi ordini del giorno, ma ci limiteremo a
rilevare che il pensiero, tante volte ripetuto, e da noi sottolineato, che gli
istituti, e in particolare quelli per minori, non debbono vivere per conto
proprio, ma debbono essere intimamente uniti alla vita delle comunità. È
lecito domandarsi quale accoglienza queste esortazioni abbiano ricevuto dagli
uni e dalle altre.
La crisi che è
esplosa ora per l’Istituto di via Angrogna è la dimostrazione che questo
collegamento non c’è stato, o si è manifestato in misura sporadica e
superficiale. Se davvero si avesse voluto considerare gli Istituti come una
forma concreta di predicazione cristiana, sarebbe stato necessario: 1°) che
uno o più membri nominati dall’assemblea della chiesa locale venissero a far
parte dei comitati direttivi; 2°) che la relazione annua dell’Istituto venisse
inserita come parte integrante della relazione annua della chiesa.
esplosa ora per l’Istituto di via Angrogna è la dimostrazione che questo
collegamento non c’è stato, o si è manifestato in misura sporadica e
superficiale. Se davvero si avesse voluto considerare gli Istituti come una
forma concreta di predicazione cristiana, sarebbe stato necessario: 1°) che
uno o più membri nominati dall’assemblea della chiesa locale venissero a far
parte dei comitati direttivi; 2°) che la relazione annua dell’Istituto venisse
inserita come parte integrante della relazione annua della chiesa.
Ma questo non
poteva essere accettato per la convergenza di due interessi contrastati: da
una parte gli istituti, pur reclamando la solidarietà della Chiesa, desiderano
mantenere la loro piena indipendenza, e dall’altra parte la Chiesa, pur
esigendo da parte dell’istituto una chiara. testimonianza cristiana, non
intende affatto assumersi la responsabilità della sua gestione.
poteva essere accettato per la convergenza di due interessi contrastati: da
una parte gli istituti, pur reclamando la solidarietà della Chiesa, desiderano
mantenere la loro piena indipendenza, e dall’altra parte la Chiesa, pur
esigendo da parte dell’istituto una chiara. testimonianza cristiana, non
intende affatto assumersi la responsabilità della sua gestione.
Un altro fatto è
poi venuto ad alterare la fisionomia dell’Istituto, ed è la convenzione con
Enti Statali, che vi hanno affidato elementi non Valdesi. Da sempre tutti i
nostri Istituti hanno accolto dei cattolici e degli ebrei, garantendo loro
piena libertà di coscienza. Ma altra cosa è quando questi elementi diventano
così numerosi da alterare la fisionomia dell’Istituto (a parte che, anche con
una maggioranza di indifferenti, sussisterebbe pienamente il dovere dei
credenti di annunziare loro la salvezza in Cristo). Non solo, ma
l’accettazione di rette pagate, sia pure con enormi ritardi, dagli Enti
Statali, viene a stabilire una condizione di dipendenza e di soggezione. Così,
mentre da una parte la Chiesa proclama a gran voce la sua piena indipendenza
dallo Stato, dall’altra ne accetta e sollecita i sussidi. Non c’è chi non veda
come questa situazione spieghi in gran parte il disinteresse delle chiese verso
Istituti che non sono più sentiti come cosa propria, né dal punto di vista
materiale, né, ancor più, dal lato spirituale.
poi venuto ad alterare la fisionomia dell’Istituto, ed è la convenzione con
Enti Statali, che vi hanno affidato elementi non Valdesi. Da sempre tutti i
nostri Istituti hanno accolto dei cattolici e degli ebrei, garantendo loro
piena libertà di coscienza. Ma altra cosa è quando questi elementi diventano
così numerosi da alterare la fisionomia dell’Istituto (a parte che, anche con
una maggioranza di indifferenti, sussisterebbe pienamente il dovere dei
credenti di annunziare loro la salvezza in Cristo). Non solo, ma
l’accettazione di rette pagate, sia pure con enormi ritardi, dagli Enti
Statali, viene a stabilire una condizione di dipendenza e di soggezione. Così,
mentre da una parte la Chiesa proclama a gran voce la sua piena indipendenza
dallo Stato, dall’altra ne accetta e sollecita i sussidi. Non c’è chi non veda
come questa situazione spieghi in gran parte il disinteresse delle chiese verso
Istituti che non sono più sentiti come cosa propria, né dal punto di vista
materiale, né, ancor più, dal lato spirituale.
L’unica via di
uscita è che gli ordini del giorno di tanti Sinodi e Conferenze diventino
operanti, e che la Chiesa rivendichi per le sue Opere un ritorno a una forma di
testimonianza cristiana, alla pari della predicazione, e ne assicuri così la
piena indipendenza, salvo, s’intende, i normali controlli che lo Stato deve
pure esercitare su delle pubbliche attività.
uscita è che gli ordini del giorno di tanti Sinodi e Conferenze diventino
operanti, e che la Chiesa rivendichi per le sue Opere un ritorno a una forma di
testimonianza cristiana, alla pari della predicazione, e ne assicuri così la
piena indipendenza, salvo, s’intende, i normali controlli che lo Stato deve
pure esercitare su delle pubbliche attività.
Se questo
dovesse implicare un peso economico insopportabile, o anche se la Chiesa non
riuscisse più a esprimere delle vocazioni per il servizio diaconale cristiano,
allora gli Istituti debbono essere chiusi.
dovesse implicare un peso economico insopportabile, o anche se la Chiesa non
riuscisse più a esprimere delle vocazioni per il servizio diaconale cristiano,
allora gli Istituti debbono essere chiusi.
O meglio, la
Chiesa dovrebbe ridurre la sua testimonianza cristiana a uno o a pochi Istituti
modello, all’avanguardia anche dal punto di vista tecnico, ma che verranno
mantenuti esclusivamente con le offerte della Chiesa e dei suoi amici.
Chiesa dovrebbe ridurre la sua testimonianza cristiana a uno o a pochi Istituti
modello, all’avanguardia anche dal punto di vista tecnico, ma che verranno
mantenuti esclusivamente con le offerte della Chiesa e dei suoi amici.
Siamo convinti
che una linea come quella indicata troverebbe una risposta nelle chiese, al di
là di quanto potremmo ora sperare.
che una linea come quella indicata troverebbe una risposta nelle chiese, al di
là di quanto potremmo ora sperare.
Se viceversa
continueremo nella ambigua formula di collaborazione con gli Enti pubblici, non c’è da dubitare che, uno dopo l’altro, come le foglie del carciofo, i nostri
Istituti ci verranno tolti e assorbiti da Enti che li gestiranno forse (diciamo
forse) meglio di noi, ma che certamente non saranno in grado di rendere
testimonianza al Signore.
continueremo nella ambigua formula di collaborazione con gli Enti pubblici, non c’è da dubitare che, uno dopo l’altro, come le foglie del carciofo, i nostri
Istituti ci verranno tolti e assorbiti da Enti che li gestiranno forse (diciamo
forse) meglio di noi, ma che certamente non saranno in grado di rendere
testimonianza al Signore.
ANCORA SUL
CONVITTO FEMMINILE DI TORRE PELLICE
CONVITTO FEMMINILE DI TORRE PELLICE
Concordo
pienamente con quanto è stato scritto nella TEV del 5 Luglio sull’orfanotrofio
di Torre Pellice. Sono stato in rapporto con la sig.na Fini per lunghi anni,
quand’ero Pastore a Fiume e anche dopo, quando mi curavo di Colleferro. Essa è
stata una vera mamma per le bambine che le affidavo. Per queste figliole
l’orfanotrofio era una nuova famiglia, in cui venivano preparate con amore alla
vita.
pienamente con quanto è stato scritto nella TEV del 5 Luglio sull’orfanotrofio
di Torre Pellice. Sono stato in rapporto con la sig.na Fini per lunghi anni,
quand’ero Pastore a Fiume e anche dopo, quando mi curavo di Colleferro. Essa è
stata una vera mamma per le bambine che le affidavo. Per queste figliole
l’orfanotrofio era una nuova famiglia, in cui venivano preparate con amore alla
vita.
Come ogni
genitore cristiano cerca di assolvere il suo compito di far conoscere ai figli
la Parola di Dio, affinché per mezzo dell’ascolto essi possano giungere alla
fede (e ne prova grande amarezza quando fallisce), così facevano le sig.ne Fini e Coisson
nell’orfanotrofio di Torre Pellice. La loro fatica non fu vana, perché molte dì
queste figliuole tornavano credenti alle nostre comunità.
genitore cristiano cerca di assolvere il suo compito di far conoscere ai figli
la Parola di Dio, affinché per mezzo dell’ascolto essi possano giungere alla
fede (e ne prova grande amarezza quando fallisce), così facevano le sig.ne Fini e Coisson
nell’orfanotrofio di Torre Pellice. La loro fatica non fu vana, perché molte dì
queste figliuole tornavano credenti alle nostre comunità.
Ricordo di aver
partecipato a un culto domestico nell’orfanotrofio maschile di Pomaretto,
quando lo dirigeva la sig.ra Wiltsch. Tutto si svolgeva con libertà e
naturalezza: i bambini sceglievano gli inni, leggevano i passi biblici,
dicevano la preghiera. Ma oggi questo si chiama repressione e si tralascia,
come se la fede dovesse nascere senza l’ascolto e si potesse insegnare a
pregare, senza pregare.
partecipato a un culto domestico nell’orfanotrofio maschile di Pomaretto,
quando lo dirigeva la sig.ra Wiltsch. Tutto si svolgeva con libertà e
naturalezza: i bambini sceglievano gli inni, leggevano i passi biblici,
dicevano la preghiera. Ma oggi questo si chiama repressione e si tralascia,
come se la fede dovesse nascere senza l’ascolto e si potesse insegnare a
pregare, senza pregare.
Una cosa mi
sembra giusta, che si sia soppresso il nome di “orfanotrofio” perché
i figli di cui si occupa la comunità cristiana non sono e non devono sentirsi
orfani. Ma prima del nome, mamme come la sig.na Fini, e la sig.ra Wiltsch hanno
cambiato la sostanza. Quando nelle scuole di Pomaretto si chiedeva agli scolari
un contributo per qualche scopo particolare, gli insegnanti avevano l’abitudine
di dispensarne gli alunni dell’orfanotrofio. Ma la sig.ra Wiltch non ne volle
sapere. A tutti i suoi bimbi dava il denaro che i loro condiscepoli dovevano
portare, perché non voleva che i suoi si sentissero compatiti come orfani e
come poveri.
sembra giusta, che si sia soppresso il nome di “orfanotrofio” perché
i figli di cui si occupa la comunità cristiana non sono e non devono sentirsi
orfani. Ma prima del nome, mamme come la sig.na Fini, e la sig.ra Wiltsch hanno
cambiato la sostanza. Quando nelle scuole di Pomaretto si chiedeva agli scolari
un contributo per qualche scopo particolare, gli insegnanti avevano l’abitudine
di dispensarne gli alunni dell’orfanotrofio. Ma la sig.ra Wiltch non ne volle
sapere. A tutti i suoi bimbi dava il denaro che i loro condiscepoli dovevano
portare, perché non voleva che i suoi si sentissero compatiti come orfani e
come poveri.
Pedagogia,
psicologia, sociologia cambiano col mutare dei tempi e delle culture, ma non
possono e non devono sostituire o diminuire la sostanza del messaggio
cristiano, né l’obbedienza della fede, perché il Signore ci chiederà ragione
del nostro operato, di che cosa noi abbiamo fatto di quelle famiglie (tali
erano i nostri istituti) che accoglievano gli orfani e i figli abbandonati,
affinché non si sentissero né orfani né abbandonati, ma accolti nella
“famiglia di Dio” (Efes. 2/19) e amati.
psicologia, sociologia cambiano col mutare dei tempi e delle culture, ma non
possono e non devono sostituire o diminuire la sostanza del messaggio
cristiano, né l’obbedienza della fede, perché il Signore ci chiederà ragione
del nostro operato, di che cosa noi abbiamo fatto di quelle famiglie (tali
erano i nostri istituti) che accoglievano gli orfani e i figli abbandonati,
affinché non si sentissero né orfani né abbandonati, ma accolti nella
“famiglia di Dio” (Efes. 2/19) e amati.
Valdo
Vinay.
Vinay.
I
“REAZIONARI”
“REAZIONARI”
A proposito di
“reazione” di come questo termine venga usato impropriamente per
bollare chiunque abbia il coraggio di “reagire” ad un certo andazzo
imperante, notiamo che con questo tendenzioso titolo viene pubblicata sul
numero 27/28 dell’Eco-Luce la lettera del dott. Enrico Payrot al periodico
“Résister” di Ginevra, con la quale veniva presentata ai protestanti
svizzeri la nascita della TEV.
“reazione” di come questo termine venga usato impropriamente per
bollare chiunque abbia il coraggio di “reagire” ad un certo andazzo
imperante, notiamo che con questo tendenzioso titolo viene pubblicata sul
numero 27/28 dell’Eco-Luce la lettera del dott. Enrico Payrot al periodico
“Résister” di Ginevra, con la quale veniva presentata ai protestanti
svizzeri la nascita della TEV.
Adriano
Donini
Donini
LO SPIRITO
SOFFIA DOVE VUOLE
SOFFIA DOVE VUOLE
Leggo su
“La Luce” l’articolo “Con i Riformati francesi”. È bene che
dei Pastori italiani abbiano scambi di idee con francesi della Chiesa
Riformata, ma sarebbe augurabile che dei contatti avvenissero anche con altre
denominazioni, ad esempio con le Assemblee di Dio. Non comprendo cosa voglia
dire “particolare interesse ha suscitato la relazione su una recente
riunione di carismatici a Lione, i cui riflessi si avvertono da alcuni in modo
preoccupante per evangelici, eccetera”. Quel “preoccupante” non
è chiaro. Forse la Chiesa francese teme un inquinamento? Ha paura forse di un
risveglio? Non si mette un limite all’azione dello Spirito Santo?
“La Luce” l’articolo “Con i Riformati francesi”. È bene che
dei Pastori italiani abbiano scambi di idee con francesi della Chiesa
Riformata, ma sarebbe augurabile che dei contatti avvenissero anche con altre
denominazioni, ad esempio con le Assemblee di Dio. Non comprendo cosa voglia
dire “particolare interesse ha suscitato la relazione su una recente
riunione di carismatici a Lione, i cui riflessi si avvertono da alcuni in modo
preoccupante per evangelici, eccetera”. Quel “preoccupante” non
è chiaro. Forse la Chiesa francese teme un inquinamento? Ha paura forse di un
risveglio? Non si mette un limite all’azione dello Spirito Santo?
Mario
Gherardi
Gherardi
DAI NOSTRI CORRISPONDENTI
Da Livorno. Ti accludo un’offerta per la TEV; è
un’iniziativa che va senz’altro incoraggiata. Vedo che te ne occupi con
entusiasmo: brava! Da Chiavai. Gradite i migliori saluti. Al ritorno seguiremo il lavoro della TEV.
un’iniziativa che va senz’altro incoraggiata. Vedo che te ne occupi con
entusiasmo: brava! Da Chiavai. Gradite i migliori saluti. Al ritorno seguiremo il lavoro della TEV.
Da- Angrogna. Sono lieta di far parte della TEV.
Sono anziana, ma sempre con Dio e con gran piacere offro questo per una
testimonianza.
Sono anziana, ma sempre con Dio e con gran piacere offro questo per una
testimonianza.
Da Firenze. Assente da Firenze per diversi giorni,
al ritorno ho trovato con molto piacere i vostri scritti. Molto bene
“Sentinella, a che punto è la notte?”. Molto bene se me ne invierete
un pi°, di copie.
al ritorno ho trovato con molto piacere i vostri scritti. Molto bene
“Sentinella, a che punto è la notte?”. Molto bene se me ne invierete
un pi°, di copie.
Da-S. Antonino di Susa. Chi scrive non è Valdese, ma
Battista. Mi sono rallegrato che in seno alla Chiesa Valdese ci sia stato un
risveglio spirituale, e che abbiano messo da parte la politica e altre cose del
genere. Io appoggio in tutto e per tutto la vostra presa di posizione nei
confronti di coloro che si sono sviati dalla fonte d’acqua viva, e ce ne sono
anche dai Battisti purtroppo.
Battista. Mi sono rallegrato che in seno alla Chiesa Valdese ci sia stato un
risveglio spirituale, e che abbiano messo da parte la politica e altre cose del
genere. Io appoggio in tutto e per tutto la vostra presa di posizione nei
confronti di coloro che si sono sviati dalla fonte d’acqua viva, e ce ne sono
anche dai Battisti purtroppo.
Da Sanremo. Ho ricevuto la circolare della TEV e
ringrazio. Purtroppo ho potuto leggerla stentatamente, perché la mia vista, dopo
l’ultima malattia, si è alquanto peggiorata. Ma io confido nella Luce di Dio.
ringrazio. Purtroppo ho potuto leggerla stentatamente, perché la mia vista, dopo
l’ultima malattia, si è alquanto peggiorata. Ma io confido nella Luce di Dio.
Da Como. Vi ringrazio per il vostro nuovo
opuscoletto che farò pervenire a persone interessate. Ritengo che la TEV
commetta un errore nel considerarsi all’opposizione; cosi facendo l’altra parte
acquista il suggello della legalità e il controllo della situazione che è proprio quello che vuole, e non solo nella Chiesa!
opuscoletto che farò pervenire a persone interessate. Ritengo che la TEV
commetta un errore nel considerarsi all’opposizione; cosi facendo l’altra parte
acquista il suggello della legalità e il controllo della situazione che è proprio quello che vuole, e non solo nella Chiesa!
Ancora sull’Orfanotrofio di Torre Pellice
Ci è stato fatto osservare che fra il personale che
con spirito di consacrazione si è occupato dell’orfanotrofio, oltre alle sig.ne Fíni e Coisson,
va ricordata ancho la sig.na Jolanda Monnet, che vi ha consacrato ben 27 anni
di lavoro.
con spirito di consacrazione si è occupato dell’orfanotrofio, oltre alle sig.ne Fíni e Coisson,
va ricordata ancho la sig.na Jolanda Monnet, che vi ha consacrato ben 27 anni
di lavoro.
FINANZE.
Entrate. In cassa al 1.1.77 L.488.010. Doni
precedenti L.1.570.120. Y C. C., Torino ; L. G., id. ; E. G. 119 Prali,; I. A.,
Trieste ; A. D’O. Livorno; Due amici, Luserna S. Giovanni; P. T., Torre Pellice
3.300; L. O., id, 3.000 . M. ved. B., Angrogna 10.000; V. D. E., Firenze, in
memoria di C. V. 5.000; G. P. Sanremo 5.000; E. S., Como 10.000; S. R., Villar
Pellice 5.000. Totale doni L.1.711.420. Collette alle Assemblee L.354.000.
precedenti L.1.570.120. Y C. C., Torino ; L. G., id. ; E. G. 119 Prali,; I. A.,
Trieste ; A. D’O. Livorno; Due amici, Luserna S. Giovanni; P. T., Torre Pellice
3.300; L. O., id, 3.000 . M. ved. B., Angrogna 10.000; V. D. E., Firenze, in
memoria di C. V. 5.000; G. P. Sanremo 5.000; E. S., Como 10.000; S. R., Villar
Pellice 5.000. Totale doni L.1.711.420. Collette alle Assemblee L.354.000.
Totale entrate 1.2.553.430
Uscite (I1 dettaglio viene comunicato alle
Assemblee) L.1.635.591. In cassa
L,917.839.
Assemblee) L.1.635.591. In cassa
L,917.839.
L’ETERNO NON GUARDA A QUELLO A CUI GUARDA L’UOMO
L’UOMO RIGUARDA ALL’APPARENZA, MA L’ETERNO RIGUARDA AL CUORE
L’UOMO RIGUARDA ALL’APPARENZA, MA L’ETERNO RIGUARDA AL CUORE
(1 Sam.16/7)
Ciclostilato in proprio, non pubblicato Indirizzo:
