Novembre 1978

 

TESTIMONIANZA
EVANGELICA

VALDESE

Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra.

(Atti 1:8)

 

 

 

 

 

Circolare n. 48                                                13 novembre 1978

 

CONSIDERATE
LA ROCCIA ONDE FOSTE TAGLIATI

(Isaia
51/1)

Si constata che nostri fratelli in fede
avvertono nel proprio intimo e richiedono quale esigenza primaria e fine
precipuo, l’inserimento e la partecipazione sempre maggiori nel protestantesimo
nella contrastante problematica delle ideologie socio politiche della nostra
tormentata era. Ne deriva, ovviamente, la minore assiduità alla ricerca
dell’autenticità cristiana, ossia la scelta di quella “buona parte che non
ci sarà tolta”. (Lc.10/42). La carenza di una piena fede “in un Padre
di tutti, che è sopra tutti” (E2.4/6) assieme ai preziosi valori
riscoperti dalla Riforma, sfocia in una posizione spirituale, inizialmente
viva, ma inevitabilmente volta ad “una dimensione perduta” (Tillich).

Un mio recente viaggio nelle
“colonie calabre” che furono oggetto di inauditi eccidi e in particolare
a Guardia Piemontese, mi ha sollecitato a rimediare le pagine di fanatiche
persecuzioni, ma anche, di gloriosa testimonianza degli avi Valdesi.

Proprio nel richiamo alle origini, non
come mito né come nostalgico sogno di una realtà storica vissuta e ripetibile
anche nel mutato clima della nostra epoca, riconosciamo il fermento della TEV,
movimento sorto e sostenuto spontaneamente da tanti credenti, ringraziando il
Signore nel far considerare a tanti valdesi “la roccia onde furono
tagliati”. La nota crisi di partecipazione ai culti e alla vita della
Chiesa è dovuta indubbiamente al fatto che non ci nutriamo, come per secoli,
solo col “puro latte spirituale” (l Pie.2/2). Il “popolo della
Bibbia”, come pure eravamo definiti, purtroppo non è più tale. Il fedele insegnamento
dell’Evangelo che ha rivoluzionato e dovrebbe sempre rivoluzionare gli uomini
nell’intero essere: “spirito, anima e corpo”, e per il quale dettero
la vita i testimoni di Guardia Piemontese, è abbinato da qualche tempo alla
cosiddetta “teologia politica”.

Ravvediamoci e svegliamoci per primi
nelle nostre coscienze, annunziando che il Signore è vicino.

Pertanto anche ai Valdesi di oggi è
rivolto il profetico ammonimento dell’antica profezia: “Fermatevi sulle
vie e guardate e domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona
strada e incamminatevi per essa e voi troverete, riposo alle anime vostre”
(Geremia 6/16)

Torre
del Greco

  Elio Rinaldi

                   

 

È
LECITO L’USO DELLE ARMI?

Al culto radio del 5 Novembre siamo
stati edificati per la condanna della violenza che sta dilagando dovunque. La
meditazione è poi terminata a sorpresa con l’affermazione che in certi casi
limite il ricorso alla violenza può essere giustificato.

Questo problema ha da sempre tormentato
i cristiani ed è lungi dall’essere risolto. Una cosa però è sicura: se non è
vano proclamare che l’esempio di Gesù è quello che conta, al di sopra di
qualsiasi opinione, nessuna forma di violenza è giustificabile. Nessuno che non
voglia bestemmiare potrebbe presentarci un Gesù con mitra o una bomba in mano,
anche in difesa degli oppressi, anche per una causa di pura giustizia.

Riconosciamo che il cristiano a volte
può trovarsi coinvolto nella diabolica danza della violenza. Lasciamo allora a
Dio di giudicare.

Ma in nessun caso è lecito legittimare
l’uso della violenza, in tutte le sue gradazioni, come purtroppo hanno creduto
di fare alcuni teologi e come pare faccia il Consiglio Ecumenico delle Chiese,
se è vero che finanzia i movimenti di guerriglia, anche se i finanziamenti sono
presentati come sussidi di assistenza ospedaliera.

 

PROTESTANTI O EVANGELICI?

– Ci scrivono da Firenze:

È per me sempre un grande piacere il
ricevere il vostro ciclostilato  che
leggo con vivo interesse e dopo lo passo ad altri.

Domenica vi è stata l’Assemblea della
Chiesa Metodista, di cui faccio parte per il rinnovo del Consiglio di chiesa.
Prima di dare inizio alla

votazione        il Pastore ha comunicato che sia la Chiesa Metodista che la

Chiesa Valdese (che sono sulla via
dell’unione) d’ora in poi non si chiameranno più Chiese Evangeliche, ma
Protestanti, a motivo che vi sono troppe altre Chiese, ed ora anche la Chiesa
Cattolica si chiama “evangelica”.

A tale dichiarazione è .seguita una mia
vibrata protesta, facendo notare che è un bene che vi siano altre Chiese che si
chiamano Evangeliche, ed è un bene ancor maggiore se anche la Chiesa Cattolica
si avvia sulla strada dell’Evangelo, specificando che è invece un gran male la
via su cui si stanno avviando sia la Chiesa Metodista che la Chiesa Valdese.
Alla fine del culto tutti i presenti mi sono venuti incontro per stringermi la
mano. Non so se quello che è successo a Firenze sia successo anche in. altre
città, e attendo con ansia “Testimonianza Evangelica” sperando di
trovarvi un appunto sul cambiamento della denominazione da evangelico a
protestante

Commento:

È la prima volta che sentiamo una notizia
come quella che ci viene comunicata dal nostro amico, e dubitiamo che ci sia
stato qualche malinteso. Sembrerebbe che troppe Chiese si denominano “evangeliche”,
compresa la Romana, e perciò dovremmo d’ora in poi chiamarci
“protestanti”. Ricordiamo a questo proposito che
“protestanti” vennero chiamati i Luterani a causa della
“protesta” da loro avanzata alla seconda Dieta di Spira 1’11 Aprile
1529. Il nome “protestanti” venne poi esteso a tutti i riformati.

Per noi, tuttavia, questo nome non ha un
riferimento puramente storico e non ha soltanto un significato polemico nel
senso di opporci a qualche dottrina. Il significato più profondo di “protestante”
indica che siamo chiamati a “testare” – cioè testimoniare “pro”
– cioè: a favore di. Quindi un protestante è colui che rende la sua
testimonianza a favore dell’ Evangelo e pensiamo che ben si addice a degli
autentici Evangelici.

 

FINE DEL
PROTESTANTESIMO?

Su “La Stampa” dell’8
Novembre, sotto il titolo “I papi si contano”, Guido Ceronetti scrive
questo poco lusinghiero giudizio sul Protestantesimo:

La scristianizzazione ha quasi del tutto
cancellato il mondo protestante. La vigna protestante non esiste più. È vita
religiosa che si è completamente liquefatta nella società maccabiaca della
società industriale. È cristianesimo storico, da libri, dischi, musei,
associazioni e campeggi. Il formidabile “si” di Lutero morente è
stato defecato dalle comunità protestanti (Prima di morire, a chi gli chiedeva
se confermava quanto aveva insegnato, Lutero rispose con un chiaro
“si”. N.d.r.)

Una prova: la Chiesa cattolica non
avrebbe cercato il dialogo coi “fratelli separati” se avesse sentito
palpitare ancora l’anima della Riforma. La Chiesa d’Oriente è un paraplegico
che tossisce a morte: il papa abbraccia i patriarchi orientali, sa bene che
sono mummie.

 

Commento

Possiamo sentirci offesi dalla volgarità
di giudizio sulle comunità

protestanti. Ma più di questo, è importante
sapere che cosa rispondere.

Il teologo Paul Tillich, nel libro
“L’Era Protestante” (Claudiana 1972 L.2.900) scrive un forte capitolo
intitolato “Fine dell’era protestante?” dove il problema è
chiaramente posto. Non possiamo non ricordare l’avvertimento di Gesù: “Voi
siete il sale della terra; ora, se il sale diviene insipido, con che cosa si
salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli
uomini” (Mtt.5/13). Così può succedere ai Protestanti quando cessano di
essere Protestanti.

Per questo certuni profetizzano che le
Chiese storiche protestanti si sfasceranno. Un buon numero dei suoi membri
cadranno del secolarismo, pur continuando a essere iscritti in qualche registro
come protestanti. Lo stesso Tillich scrive: “Rimanere membri delle Chiese
Protestanti non significa rimanere protestanti”. Un’altra parte andrà a
rifugiarsi nel grembo sicuro e autoritario della Chiesa Romana: è così
tranquillante lasciare che altri pensino per noi!

Ma su queste rovine, il Protestantesimo
risorgerà purificato da un nuovo Movimento Pentecostale, ispirato alla grande
riscoperta della salvezza per grazia mediante la fede, già sottolineata dalla
Riforma, ma vivificata da un Risveglio provocato dallo Spirito Santo.

Sarebbe interessante se qualche lettore
ci facesse sapere che cosa pensa del “De profundis” che “La
Stampa” ha intonato sul Protestantesimo.

 

LUTTI

Il 16 Ottobre è deceduto a Messina un
nostro caro fratello in fede, Luparello Tommaso, in età di 75 anni. È stato
molto doloroso perderlo. Era un vero testimone della Parola di Dio e della
Chiesa Valdese; era pure un aderente della nostra TEV, e lascia un vuoto nei
nostri cuori. La Chiesa Valdese e la TEV lo ricordano con amore e riconoscenza,
esprimendo alla famiglia la nostra simpatia cristiana. I funerali si sono
svolti nella nostra chiesa il 18 Ottobre. Il Pastore Bruno Tron ha detto che il
fratello non è morto, ma vive col Signore perché egli era un discepolo di Dio.

Pillera

 

Un altro grave lutto ha colpito il
nostro fratello Pierre Boesch di Torino, con la perdita della moglie Nathalie
Boesch von Pagenkopff, anch’essa membra della TEV.

Ai parenti esprimiamo la fraterna
simpatia della TEV, confortati dalla speranza della vita eterna in Gesù Cristo,
vincitore della morte.

 

ANCORA SULL’ECUMENISMO

La lettera del gruppo di Sanreno a
difesa del “corteo protestante alla Roma papale” si presta a qualche
utile osservazione.

I firmatari della lettera sono
evidentemente delle persone che fanno aperta professione di fede
nell’ecumenismo. Fede, che pur di abbracciare tutto e tutti, fa strame anche
della più ortodossa e essenziale affermazione teologica (“la teologia non
ha qui nulla a che fare”).

Ma in conclusione della loro lettera
mettono in evidenza che il loro abbraccio, teoricamente aperto a tutto e a
tutto, ha i suoi limiti. È infatti un abbraccio che non include, anzi esclude
(“La Chiesa Valdese deve avere il coraggio di uscire”) coloro che la
verità rivelata non sono disposti a venderla.

Qualcuno potrebbe anche concludere che,
stando così le cose, l’impostazione filosofica ecumenica è incoerente e non
praticabile. Ma invero non è così.

I firmatari della lettera, malgrado la
loro entusiasmante professione di fede ecumenica, non “pensano” da
ecumenici. Per questo, applicando il sano principio che la verità e il suo
contrario non sono compatibili tra loro, propongono che la “Chiesa Valdese
esca dal Consiglio Ecumenico delle Chiese dall’Alleanza delle Chiese
Riformate” nel caso che “non nutra quel sentimento fraterno”
(leggi: Ecumenico).

Dei veri ecumenici non sarebbero mai
arrivati ad una tale conclusione.

Il vero ecumenico ha infatti una mente
“armata” da una filosofia dialettica antibiblica, che afferma che la
verità e il suo contrario sono e devono essere sempre compatibili, o meglio
dialogabili, alla sola condizione che ci si voglia un “gran bene”.

Su questa base il vero ecumenico non
parla mai di dimissioni, ma di ammissioni ad ogni costo.

Nel caso specifico l’ecumenico vero avrebbero
commentato la decisione del Moderatore Valdese, dicendo che col suo gesto ha
dimostrato di non avere ancora una grande statura o maturità ecumenica, che
egli gravita in un’orbita ancora distante dal centro del grande amore
ecumenico, ma che occorre pazientare ed aspettare e, perché no, dialogare in
attesa che la maturità venga e si manifesti. L’apostolo Paolo in Efesi 4/15 ci
assicura che, se “seguiamo la verità in carità, noi cresciamo in
tutto”.

Quello che accade quando, armati da una
filosofia anticristiana, si osa. invertire l’ordine sopracitato, non è un segreto:
si, cala in tutto! Questo calo in tutto non è ormai più materia di profezia, ma
purtroppo è già la storia di tante Chiese.

Anche queste tristi considerazioni ci
sembrano utili per dare seria motivazione alla preparazione dell’invocato
RISVEGLIO.

Elio
Milazzo

ECUMENISMO CHE CI PIACE

La nostra ultima Assemblea all’unanimità
ha espresso il desiderio che i rapporti con altre Chiese Evangeliche vengano
intensificati.

A questo proposito nell’ultima circolare
della chiesa Valdese di Firenze leggiamo:

“Il Consiglio della Chiesa Valdese
di Firenze si rallegra dell’occasione che gli è data di accogliere nei locali
del centro comunitario i fratelli della Chiesa Apostolica d’Italia, riuniti per
un convegno di studio il cui tema li interessa direttamente. La Chiesa Valdese
sarà presente con una delegazione ufficiale, come è stato fraternamente
richiesto”. A questo convegno verrà discusso il tema: “La Chiesa
Apostolica e le altre Chiese evangeliche in Italia”.

Più oltre, nella medesima circolare si
legge:

“Saluti al pastore Mario Marziale
giunto or ora a Firenze quale pastore della Chiesa Battista. I rapporti tra le
nostre due chiese sono molto cordiali, e quindi assicuriamo al pastore Marziale
la nostra piena partecipazione alla gioia della comunità battista per il suo
arrivo. Lo sentiamo “fratello” e come fratelli avremo la possibilità
di camminare insieme.

 

AI CORRISPONDENTI E AI LETTORI

Siamo molto grati a quanti ci inviano
degli articoli per la circolare e rinnoviamo a tutti l’invito a collaborare
perché questa sia sempre più varia e interessante.

Vogliano scusarci i nostri
corrispondenti se è impossibile pubblicare sempre per intero i loro scritti.
Anche questa volta dovremmo impiegare molte più pagine di quelle di cui
disponiamo. In linea di massima un articolo non dovrebbe occupare più di mezzo
foglio della circolare.

Forse è inutile, ma è ben chiaro che non
è affatto detto che quanto  viene pubblicato
sulla circolare rappresenti sempre il pensiero della TEV. Questo foglio vuole
soltanto essere un organo di collegamento fra i mille e più lettori. Se un
paragrafo dovesse indicare il parere della TEV sarebbe precisato all’inizio o
alla fine.

 

PROSSIME RIUNIONI

Ricordiamo che i coordinatori – e tutti
i membri della TEV che lo possono – sono convocati per venerdì 17 corr. alle
ore 20,30 presso la sala delle attività a Torre Pellice.

Fin d’ora annunziamo che la prossima
DOMENICA TEV avrà luogo a San Germano il 10 Dicembre, e in quell’occasione
avremo fra noi il Pastore Mennonita Elio Milazzo, presidente dell’Alleanza
Evangelica Italiana. È un’occasione da non mancare: vi preghiamo di prenderne
nota.

 

MORALE CATTOLICA E  MORALE PROTESTANTE

Una corrispondente ci scrive da Roma:

Nell’ultima circolare si parla di un
eventuale dibattito dei giovani sulla morale protestante contrapposta a quella
cattolica. In coscienza debbo dire che, a parte taluni impostamenti teologici
su cui ognuno fa bene a restar fermo fino a prova contraria, la morale di un
buon cattolico equivale perfettamente a quella di un buon evangelico. Il modo
di esprimerla potrà differire nella forma o in qualche sfumatura di secondaria
importanza, la sostanza è la stessa… Se un prete o un papa sostengono un
principio già affermato da Gesù, dobbiamo dar loro atto che, in questo, son
nostri fratelli… Non si vede come S. Paolo, invece, contrapponeva i doveri
della vita cristiana alla dissolutezza del mondo pagano? E non ci troviamo noi
in una consimile situazione? Perciò, più che

– Fomentar dissidi fra credenti, mi
parrebbe utile studiare come comportarci in un mondo in cui Satana passeggia e spadroneggia
per lungo e per largo, perfino nelle Chiese.

 

Commento

Ci viene proposto un tema di non poco
conto. Infatti, a differenza di quanto pensa la nostra gentile corrispondente,
le divergenze dottrinali hanno sempre un’effettiva incidenza sugli
atteggiamenti morali. Nei catechismi cattolici, ad esempio, si legge che
“la morale cristiana si trova riassunta nei comandamenti di Dio e della
Chiesa”. Quanto a questi ultimi “noi siamo obbligati a osservare i
comandamenti della Chiesa, perché Gesù Cristo ha affermato che disobbedire alla
Chiesa vuol dire disobbedire a Lui stesso”. Occorre osservare che questi
comandamenti della Chiesa si riferiscono alla santificazione delle feste, la
messa domenicale, la confessione obbligatoria, l’obbligo di fare la Pasqua, il
digiuno delle quattro tempora e di quaresima, il rispetto del magro il venerdì.

Molto ci sarebbe ancora da dire, e chi
volesse approfondire l’argomento potrebbe leggere la pubblicazione, di alta
teologia, di Roger Mehl: “Morale Cattolica e morale protestante”
(Ediz. Claudiana) da cui abbiamo tratto le precedenti citazioni. Comunque sia,
ci pare difficile sostenere che le differenze fra la dottrina cattolica e
quella protestante, in fatto di morale, si riducano a delle sfumature. Questo
non vuol affatto dire che essere protestanti significa essere migliori dei
cattolici!

 

UTOPIA

Con questo titolo il fratello Guglielmo
Sellari di Torino scrive: Non disprezziamo le utopie, perché saranno realtà di
domani.

Un cristiano in buona fede, angosciato
dal fatto che oltre un miliardo di uomini si dicono seguaci di Cristo, Principe
della pace, mentre nel mondo trionfa la lotta, la violenza e l’omicidio, sognò
l’incontro di un angelo del Signore che gli disse: Non disperare, perché nel
futuro le cose cambieranno. Tutti i veri cristiani, stanchi di odiarsi e di
combattersi, faranno la pace e si riuniranno in una sola famiglia! Si
riconosceranno fratelli, ameranno lo stesso Dio, lo invocheranno con lo stesso
nome e saranno guidati dal vero Vicario di Cristo, il quale si convertirà al
vero cristianesimo e ripudierà le tradizioni del passato e l’opera dei suoi
predecessori. Dopo questo terremoto spirituale, la vera Chiesa cristiana,
rinnovata dalle fondamenta e liberata dalla zavorra che la lega alla terra e
alle tradizioni del passato pagano, spiccherà il volo verso il Regno di Dio,
profetizzato da Gesù Cristo.

 

Commento

Il nostro amico non è il solo, fra i
protestanti, ad ammettere che una futura Chiesa cristiana unita riconoscerà un
papa, naturalmente non più infallibile, ma con funzioni di rappresentanza; un
papa in qualche modo Vicario di Cristo, un papa che, ripudiate le dottrine
tradizionali della Chiesa Romana, si ispirerà unicamente all’Evangelo e
rappresenterà visibilmente l’unità dei cristiani. Sul numero del 9 corr.
dell’Eco del Chisone, organo della diocesi di Pinerolo la proposta è
chiaramente avanzata.

Un numero forse più grande di quel che
pensiamo fra i Protestanti, e soprattutto fra gli Anglicani, è pronto a
discutere il riconoscimento del papato su queste basi. Fra i membri della TEV
sorgeranno molte perplessità. Si domanderanno se l’idea di un papa
“evangelico” ha un fondamento biblico; se può esistere un vicario di
Cristo all’infuori dello Spirito Santo; se è ipotizzabile un papa che si ispiri
solo e unicamente all’Evangelo e rimanere papa.

Il nostro corrispondente conclude
“E voi, che parlate di ecumenismo, come la pensate?”. Ai membri della
TEV giriamo la domanda.

 

FINANZE

Mentre ringraziamo vivamente tanti che
ci hanno inviato delle offerte, per mancanza di spazio, dobbiamo rimandare alla
prossima circolare il solito resoconto finanziario.

 

ANCORA UNA RACCOMANDAZIONE

Se un membro della TEV non si fosse
ancora procurato le nostre due pubblicazioni: “Il Risveglio del 1825”
e “Gesù ha avuto propositi di riforma politica” – non tardi a
inviarci L,2.500 per la prima e L.800 per la seconda pubblicazione, che
riceveranno franco di porto. Tutti si adoperino anche per la diffusione della
relazione annua, che verrà inviata gratuitamente e anche in più copie a chi la
richiede.

 

L’ANIMA MIA SI ACQUETA IN DIO. SOLO DA
LUI VIENE LA MIA SALVEZZA            (Salmo
62/1)                          

                                  

                             

TESTIMONIANZA
EVANGELICA

VALDESE

Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra.

(Atti 1:8)

 

 

 

 

 

Circolare n. 49                                    28 novembre
1978

 

 

12.a
DOMENICA T. E. V.

San Germano 10 Dicembre

Il culto, con inizio alle 10,30, sarà
presieduto dal Pastore Giovanni Conte e l’annunzio dell’Evangelo sarà fatto dal
Pastore Mennonita Elio Milazzo.

Alle 14 – dopo aver consumato le
provviste al sacco – ci riuniremo nuovamente per udire il nostro gradito
ospite, che è anche presidente dell’Alleanza Evangelica Italiana, il quale ci
parlerà delle varie Chiese evangeliche che operano in Italia.

Quindi affronteremo un problema che ci
sta molto a cuore, quello dei giovani. Abbiamo pensato che, più che studiare il
problema in astratto, sarebbe quanto mai utile udire i giovani stessi. Pertanto
rivolgiamo loro un caldo invito perché vengano a dirci il loro pensiero sulla
Chiesa, e come vedono l’avvenire della società in cui sono chiamati a vivere, e
– perché no? – come giudicano la TEV. Quello che chiediamo loro è di esprimersi
liberamente, magari in pieno disaccordo con i nostri punti di vista. Speriamo
così che da un fraterno dibattito possano emergere nuove idee sulla via che la
Chiesa dovrà seguire nei confronti della nuova generazione.

 

PERSEVERANTI NELLA PREGHIERA      (Rom.12/12)

Un Pastore Battista, trovandosi, quasi
trent’anni fa al letto di un

ammalato straniero che non aveva mai
visto prima pregava cosi:”Concedi a questo fratello venuto a noi da
lontano, la forza, se non l’ha di sopportare la sofferenza di oggi con lo
stesso spirito con il quale accetterà la gioia ci domani”.

Credo che in questi termini il nostro
fratello medico, che ha scritto su questa circolare, può pregare per i nostri
malati, e perchè no? per la mia amatissima moglie, sofferente da anni e che, purtroppo,
va di male in peggio.

I miei antenati battisti hanno sempre
insegnato la preghiera di intercessione. Come mi diceva uno zio: “Noi
abbiamo un Avvocato che non ha mai perso una causa”.

Il “Padre nostro” mi ha sempre
stupito non solo per il contenuto, ma anche perla forma. Non contiene nessuna
affermazione dottrinale che un Ebreo, perfino un Mussulmano, non potrebbero
accettare.

Un Pastore anglicano ha suggerito    di dire il “Padre nostro” molto

lentamente, con pause dopo ogni
richiesta per meditare su che cosa significa per noi nella nostra vita di ogni
giorno. Questo metodo porta molti frutti. Allora sembra che preghiamo insieme
al Signore.

 

SULLA, PREGHIERA, DI INTERCESSIONE

Su questo argomento, che tanto,
giustificato interesse ha suscitato, ci scrive ancora da Milano il nostro amico
medico:

Ho atteso di rispondere, in attesa di
conoscere le reazioni al problema da me posto sulla preghiera di intercessione.

Esse mi hanno solo in parte convinto. Mi
è rimasta l’impressione spiacevole di quella che io chiamo la preghiera su
ordinazione, contraria al principio che essa debba invece nascere spontanea per
intima convinzione. Senza escludere che si possa (o si debba) partecipare (e
finire) con un “amen” con chi ha pregato in favore di altri.

Vorrei poi dire che nessuno dei passi
citati nel bollettino n°56 mi ha convinto, mentre rimango ben forte su quanto
Matteo dice in 6/5-7. Debbo pensare che Gesù si riferisca solo alla preghiera
intima e personale?

Non so se la mia perplessità nasca dunque
solo da motivi “viscerali” in contrasto con la prassi cattolica della
recitazione biascicata di invocazioni ripetute senza convinzione (dicono, ma
non sanno e non sentono quello che dicono”. A questo proposito ricordo di
aver visto una volta in una sacrestia cattolica un cartiglio con la scritta:
Invanum os laborat si cor non orat).

Per analogo ma diverso motivo ritengo
inutile o almeno non obbligatoria la ripetizione corale del Padre nostro e del
Credo recitato da chi presiede il culto; l’importante è che il significato
delle parole sia intimamente afferrato da chi partecipa.

Non mi addentro a discutere sul significato
del canto corale cui accenna un gentile interlocutore e che rappresenta un
bisogno del credente, un anelito necessario verso la divinità; esso segna anche
in contrasto (anche questo viscerale e storico), nei riguardi del
cattolicesimo.

 

ANCORA SUL CORTEO PROTESTANTE ALLA ROMA
PAPALE

abbiamo già richiamato l’attenzione dei
lettori sulla presenza di notabili protestanti alla prima messa dei due papi,
in seguito al parere espresso da un amico che auspica la venuta di un papa
“evangelico”. Per curiosa coincidenza, l’Eco Luce del 17 Novembre ha
pubblicato una lettera del parroco di Torre Pellice, don Trombotto, in cui si
sostiene la stessa idea, citando il parere favorevole di alcuni protestanti. Ma
ecco quanto scrive il Moderatore:

Prima della elezione del nuovo
‘pontefice’ noi eravamo intervenuti presso l’Alleanza Riformata e presso il
Consiglio Ecumenico per esprimere la nostra perplessità “come
riformati” per la partecipazione in toga del Segretario generale
dell’alleanza Riformata Mondiale alla cerimonia d’investitura di Giovanni Paolo
I°: “

Questo il contenuto della nostra
lettera: “… si comincia a dire che il papa potrebbe essere riconosciuto
dalle altre chiese come un fattore d’unità o un segno della loro comunione. La
presenza del mondo protestante in occasione della cerimonia d’inaugurazione del
pontificato sembrava dare un avallo a questa illegittima pretesa… noi ci
siamo domandati se non ci sarebbero state forme più autentiche di testimonianza
evangelica, soprattutto da parte delle Chiese Riformate. Con semplicità in uno
spirito di reale fraternità noi vorremmo dunque domandarti il senso che tu hai
voluto dare in quel giorno in Piazza S. Pietro mediante la tua presenza. Con il
segretario del Consiglio Ecumenico, Philipp Potter, abbiamo avuto la
possibilità di avere un colloquio di circa due ore… Quale risposta alla
domanda che avevamo rivolta anche a lui dopo la sua partecipazione alla
consacrazione di Giovanni Paolo I, egli ci ha detto che non era sua intenzione
partecipare alla cerimonia per la consacrazione del nuovo papa.

Il prossimo sinodo dovrà affrontare
questo problema dato l’evolversi della situazione ecumenica nel nostro paese.

 

 

 

CONSIGLIO ECUMENICO DELLE CHIESE E
POLITICA

Nell’ultima circolare abbiamo accennato
all’iniziativa del Consiglio Ecu­menico delle Chiese per finanziare – si dice a
scopo di beneficenza – i mo­vimenti di guerriglia rivoluzionaria. In
conseguenza l’Esercito della Salvezza avrebbe deciso di ritirarsi dal Consiglio
stesso. Non si può dargli torto dopo quello che è successo in Rhodesia, come
scrive il “Grido di guerra”: Dopo aver fatto irruzione in una scuola
Salutista, 15 terroristi hanno fatto uscire educatori e allievi, poi, senza
alcun preavviso, hanno sparato sui professori. Fra loro una ufficialessa
londinese di 27 anni e una giova­ne missionaria di Belfast sono state uccise
sul colpo.

Un testimonio racconta: I terroristi
erano andati di casa in casa, poi hanno attaccato la scuola con l’intenzione,
sembra, di prendere degli ostaggi. Qualcosa deve aver disturbato i loro piani e
hanno cominciato a sparare. Le due giovani erano in Rhodesia da 18 mesi
soltanto. La giovane irlandese una settimana prima di morire aveva scritto ai
genitori: “L’atmo­sfera qui assomiglia a quella di Belfast. Il pericolo
viene da oltre fron­tiera” .Aveva 24 anni, si era laureata all’Università
di Belfast. Insegnava matematica, educazione fisica e religione. Sin da bambina
aveva espresso il desiderio di partire per le missioni. L’Esercito della
Salvezza le aveva dato questa possibilità. Per il momento l’istituto è stato
chiuso e le allieve rimandate a casa. La scuola ospitava 3009 ragazze.

A proposito del finanziamento deciso dal
Consiglio Ecumenico, anche nella Chiesa Olandese c’è aria di contestazione.
Ecco che cosa ci scrive il no­stro buon amico, Pastore Lekkerkerker:

Nella Chiesa Riformata di Olanda è sorta
una gran inquietudine per la decisione del Consiglio Ecumenico di dare 85.000 dollari
(circa 70 milioni di lire) al cosiddetto “Fronte Patriottico” in
Rhodesia. Questo movimento di natura terroristica scatena la violenza senza
distinzione fra negri e branchi. Perciò diversi reclami sono stati inviati al
Sinodo della Chiesa Olan­dese. In una di queste petizioni si legge fra l’altro:
“Sappiamo che la Chiesa ha una responsabilità profetica nei confronti
della vita politica. Ma in questi casi essa deve poter dire: “Così parla l’Eterno”.
Ma è in armonia con il volere del Signore, e quindi in armonia con la Bibbia,
che le Chiese prestino il loro aiuto a dei movimenti che versano del sangue
inno­cente? Inoltre il “Fronte Patriottico” è diretto da marxisti
estremisti. Una sola cosa essi dichiarano di volere: il potere mediante la
violenza.

Per questo si sono dichiarati nemici di
personalità come Moezorewa e Sithole i quali, in armonia con lo spirito
dell’Evangelo, desiderano raggiungere dei cambiamenti benefici senza
spargimento di sangue.

Le petizioni domandano al Sinodo di
inoltrare una energica protesta con­tro questo gesto irresponsabile del
Consiglio Ecumenico. Anzi, in una peti­zione si domanda addirittura che il
Sinodo rompa con il Consiglio Ecumenico o sospenda per ora i suoi contributi.
Ci domandiamo però se questa proposta sia opportuna e in armonia con
l’Evangelo. Prima di rompere si deve prote­stare. Nella sua assemblea di
Novembre il Sinodo dovrà vagliare queste pro­poste, e intanto sono state
chieste al Consiglio Ecumenico più precise in­formazioni.

Sarebbe molto importante se anche la Chiesa
Valdese esprimesse la sua preoccupazione!

 

LE SOLITE SCUSE!

Anche questa volta abbiamo dovuto
sunteggiare delle corrispondenze, men­tre altre sono rimandate. Confidiamo
sulla comprensione dei nostri amici, assicurandoli che quanto ci scrivono è considerato
con molta attenzione.

 

DAI CORRISPONDENTI

Da San Martino al Cimino

Sono mesi che rimando il compito di
scrivervi per esprimere la mia gioia nel vedere la vostra testimonianza
evangelica nella Chiesa Valdese. Chiedo di essere considerato come
simpatizzante e vi auguro un proficuo ministero nel campo dove il Signore vi ha
collocati.

Sono un Pastore-missionario
indipendente, di origine inglese, convertito tramite un gruppo di preghiera
“carismatico” in patria e in seguito chiamato dal Signore della
raccolta ad operare per Lui in Italia; sono ormai sette anni che vi sono
residente. Stabilitomi in una zona scarsamente evangelizzata (a Viterbo,
infatti, non è mai esistita finora una comunità evangelica), cominciamo a
vedere ora i frutti del seme sparso con vari gruppetti in formazione che si
stanno unendo per costituire il primo nucleo della chiesa viterbese.

Mi occupo anche della traduzione in
italiano di libri evangelici dalla madre lingua, e curo un bollettino
ciclostilato (“Fiamma”) indirizzato soprattutto a fermenti di
rinnovamento nella Chiesa Cattolica (ve lo spedisco per conoscenza). Intanto
per mantenere la moglie e cinque figli, oltre gli aiuti ricevuti dai fratelli,
impartisco lezioni d’inglese in forma privata.

Il. Signore vi benedica e vi incoraggi
grandemente nel tentativo di “ricuperare” la gloriosa tradizione evangelica
sostenuta con tanto coraggio durante i secoli dai vostri antenati, ma che oggi
il Nemico della Chiesa vorrebbe distruggere “dall’interno”.

Sono convinto che avete molto da dare al
resto del mondo “veramente” evangelico italiano, dove scarseggia una
valida formazione teologica e culturale; e altresì che potremo contribuire
qualcosa al vostro movimento in termini di esperienza pratica
nell’evangelizzazione e nella vita dello Spirito.

Per l’ unita della Chiesa e la sua
maturazione sotto l’unico capo, Gesù Cristo.

Geoffrey
Allen

Dalla
Toscana

Ho letto con interesse e attenzione la
relazione presentata alla Assemblea plenaria della TEV. Se dovessi riassumere
in poche parole le mie impressioni, non saprei farlo meglio che con queste
parole: fede speranza – carità.

Ne ho apprezzato prima di tutto lo stile
limpido, veridico, obiettivo, pacato, fermo e al tempo stesso evangelicamente
indulgente anche là dove si è fatto cenno alle insinuazioni intorno ad una
pretesa origine sotterranea.(politica) del Movimento Evangelico Valdese,
secondo quella visuale, ormai così diffusa, di alterare ogni orizzonte ideale,
perfino nel campo dell’arte e della scienza.

A quanto pare c’è chi non capisce che
andare troppo a sinistra non significa soltanto assumere un certo colore
politico, ma anche una posizione negativa nei confronti del Cristianesimo….
Rilievo mitigato tuttavia da quello, che fu anche mio, di un constatato,
significativo, salutare, promettente mutamento di linguaggio, sia nella
predicazione che nella stampa, in un senso più aderente all’Evangelo,
probabilmente connesso, influenzato, o addirittura ispirato dalla TEV.

 

Da
Pisa

Ho preso contatto con il nuovo Pastore,
Ernesto Naso, al quale ho esposto molto chiaramente la situazione della
comunità, chiedendogli nel contempo di voler presenziare ad una riunione degli
scritti locali alla TEV, richiesta che è stato subito accettata. Vi terrò
informati dei successivi sviluppi di questa iniziativa.

 

 

SITUAZIONE FINANZIARIA /AL 23 NOVEMBRE
1978

Entrate dal 27/10/1978 al 23/11/1978

E. B., Torino “con tutta la mia
solidarietà” 10.000; M. R., id. 10.000; 1923. N.N., id. 7.000; V. J.,
Pomaretto 2.000; A. R., id. 3.000; L. S., id. 5.000; G. A., S. Martino al
Cimino 2.000; G. J., San Germano Chisone 5.000; C. A. Ch., Torre Pellice 5.000;
Notaio U. P., id. 4.500; P. R., Roma 10.000; A. T., id. 5.000; G. L., Milano
2.500; R. G., id. 50.000; N.N., riconoscente, Angrogna 10.000; Anna Picardi
Nitti, Napoli (rimborsò posta) 500; B. E., Lussemburgo 10.000; G. P. Torre del
Greco 5.000; E. R., Villar Perosa 10.000; Sorelle B., Como 5.000; A. D’A.,
Messina 2.000; S. M., id. 1.000; G. L., id. 1.000; E. M. id. 1.000; A. M., id.
5.000; T. P., id. 2.500; R. C.,id. 2.000; A. C., id. 2.000; Letteria S. 2.000 T.
G., id. 1,000; T. S., id. 5.000; C. S., 500; A. P., id. 2.000; P. S., id.
2.000; F. S., id. 1.000. Totale offerte L.191.500. Colletta riunione
coordinatori a Torre Pellice L.15.500. Offerte per n°8 opuscoli
“Cullmann” L.4.900.  Offerte
per n°6 “Risveglio” L.13,000. Totale generale entrate L.224.900  (di cui L.104.900 a mezzo c/c/Tostale).

 

Uscite dal 27 Ottobre 1978 al 23  Novembre 1978   L.356.190

(Spese postali per spedizione circolari
e relazioni L.68.650 – posta L.14.640 – cancelleria varia L.12.500 – fotocopie
L.400 – compartecipazione nelle spese di luce e riscaldamento trimestre
1/10/1978 al 31/12/1978 L.60.000 – contributo “una tantum” alla
chiesa di Torre Pellice per sostituzione caldaia L.200.000. Totale generale
L.356.190).

Situazione finanziaria al 23 Novembre
1978 Fondo cassa al 29 Ottobre 1978                                L.3.255.560

Offerte ricevute                      L.191.500                                224.900

Colletta riunione coordinatori           15.500                         L.3.480.460

Offerte per opuscoli
“Cullmann” n°8 4.900                          

Offerte per “Risveglio” n°6
copie      13.000                                    

Totale generale entrate                                  

Totale generale uscite                                    L.
356.190

Avanzo di cassa al 23/11/1978          L.3.124.270

Torre Pellice 23 Novembre 1978

Il
cassiere

Mathieu
Geraldo

 

SOPRA TUTTE QUESTE COSE VESTITEVI DELL,
CARITA’ CHE E’ IL VINCOLO DELLA PERFEZIONE           (Col.
3/14)

 Ciclostilato in proprio,
non pubblicato

Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese

Casella postale

10060 Torre Pellice (Torino)

11 e 29 ottobre 1978

 

TESTIMONIANZA
EVANGELICA

VALDESE

Voi mi sarete testimoni fino
alle estremità della terra.

(Atti 1:8)

 

 

 

 

 

Circolare n. 46                                                                               11
ottobre 1978

 

 

DOMENICA T.E.V.

Ha
avuto luogo 1’8 corr. a Villar Perosa, favorita da uno splendido tempo. Il
culto del mattino nel tempio è stato presieduto dal dr. Ugo Zeni, che ha
efficacemente meditato sul testo: “Se camminiamo nella luce, abbiamo
comunione l’uno con l’altro”. (1 Giov.1/6)

Alle
14 l’Assemblea si è riunita nel locale delle attività, iniziando con un momento
di raccoglimento, dopo che Aldo Garrone ci ha invitati a considerare il
contrasto fra la sapienza degli uomini e la sapienza di Dio. Quindi, sotto la
presidenza di Aldo Rostain si è svolto l’ordine del giorno.

Fra
i vari argomenti, ci siamo soffermati a lungo sui rapporti che diverse Chiese e
Movimenti evangelici hanno voluto stabilire con la TEV. A conclusione è stato
votato, senza voti contrari, il seguente ordine del giorno:

“L’Assemblea
di Testimonianza Evangelica, riunita a Villar Perosa, richiamandosi alla
relazione presentata dall’Assemblea plenaria dei Coppieri, “si rallegra
per le relazioni che la TEV ha già potuto stabilire con altre Chiese e
Movimenti evangelici in Italia e all’estero, e auspica che questi contatti
sieno sempre più intensificati in vista di un reciproco arricchimento
spirituale, augurandosi che lo stesso diventi una realtà per tutta la nostra
Chiesa”.

Abbiamo
anche discusso sul programma che intendiamo svolgere specialmente in
riferimento alle Domeniche TEV. È prevalso il parere di averne un numero
ridotto, ma preparate in modo accurato, in collaborazione con i Concistori. Il
culto dovrebbe avere carattere di appello e nel pomeriggio si dovrebbe
discutere su un determinato argomento, invitando anche i fratelli della
comunità ospitante.

Infine
sul problema che assilla la nostra Chiesa – e non soltanto la nostra – quello
dei giovani, sono state fatte varie proposte, ma dobbiamo riconoscere che
neppure noi possediamo la formula miracolosa. Qualcuno ha suggerito di cercare
un colloquio con la Fgei; altri, considerando che questa organizzazione
comprende solo una parte ridotta della gioventù, vorrebbe indire un referendum,
invitando i giovani a dirci il loro pensiero sulla TEV, sulla Chiesa,
sull’Evangelo.

A11e
16,30 ci siamo separati dopo la preghiera pronunziata dal Pastore Teofilo Pons.

Prossima riunione
dei coordinatori

I
coordinatori e tutti i membri della TEV che lo desiderano, sono invitati alla
prossima riunione che avrà luogo a Torre Pellice nei locali dell’Asilo venerdì
27 Ottobre alle ore 20,30.

 

A PROPOSITO DELLA
PREGHIERA NELLA E CON LA COMUNITA’

Ho
letto con molta attenzione quanto scritto da un membro della TEV a questo
proposito e vorrei esporre qui quale sia il mio pensiero, augurandomi che lo scambio
di idee su questo argomento continui. Non mi sono affatto meravigliata nel
leggere che un lettore si sentiva disturbato e provava un senso di ripugnanza,
all’idea di “pregare insieme per un caso particolare”, perché sono
impressioni che io stessa ho avuto quando, lasciai la Chiesa Valdese per
andarmi a inserire in un’altra Chiesa Riformata all’estero, dove il pregare
insieme era cosa del tutto naturale e soprattutto sentita. Passò molto tempo prima
che riuscissi a scollarmi di dosso quel pesante fardello di
“austerità” che aveva impregnato tutto il mio modo di essere Valdese
e che, di conseguenza mi aveva condizionata solo per il fatto che doveva
distinguermi dal fratello cattolico.

In
tanti anni passati all’estero ho imparato che distinguersi dagli altri
(cattolici, ortodossi o copti che siano) non significa per nulla evitare certe
forme che potrebbero confonderci con loro, ma piuttosto far sì che quelle forme
e sistemi siano veramente, nelle nostre mani, un’arma potente, per il servizio
di Dio, quale Egli lo desidera.

Mi
chiedo spesso se noi evangelici Valdesi in Italia non abbiamo piuttosto
“vergogna” di queste cose! Se fosse così, mi domando fino a che punto
i membri di una comunità o di un gruppo si sentono uniti come una famiglia,
dove ogni membro si dà una mano, si sostiene, si incoraggia.

Quando
leggo Atti 12/5 ripenso a una esperienza che ho vissuto personalmente tre anni
fa. Assolutamente certa che Matteo 18/19 fosse un’inconfutabile verità, unita
ai miei colleghi di lavoro, per quindici giorni unimmo le nostre preghiere al
Signore perché ci restituisse un suo servitore, in quel momento lontano e in
serio pericolo di morte. Il Signore ci ascoltò ed esaudì le nostre richieste.

La
Scrittura dice e lo confermano le esperienze della mia vita, che esiste
veramente una potenza cumulativa nella preghiera di gruppo, che non possiamo
ignorare.

Solo
con grande difficoltà un solo legnetto può provocare un grande fuoco.

Paola
Tron

 

Ho
riletto nel Vangelo di S. Matteo 6/5 l’esortazione a non “usare soverchie
dicerie”. Il Vangelo spiega anche come si deve fare: dobbiamo entrare
nella nostra cameretta. Sempre quando si prega si deve entrare o almeno entrare
nella propria cameretta e serrarne l’uscio. Questo vuol dire che ci si deve
concentrare, scendere nel luogo più segreto di noi stessi, chiudere l’uscio
alle distrazioni del mondo e cercare nel segreto del cuore il contatto col
Padre. La preghiera d’intercessione è una preghiera speciale; in un certo
senso, una preghiera di liberazione. Mi libero finalmente del mio “io
egoistico”, mi spoglio delle mie necessità ed entro in una dimensione più
alta: il fratello, io, Dio; io al servizio spirituale del fratello, io col
dolore e le necessità del fratello.

Se
la ripetizione ad alta voce ed insieme del Padre nostro può disturbare
qualcuno, penso che ciò sia dovuto: 1°) ad un fatto abitudinario. Si è sempre
lasciato che il Pastore pregasse per noi; 2°) un pudore, che andrebbe
analizzato e che ci impedisce di pronunciare ad alta voce ciò che si sente o si
pronunzia “dentro”. Il ripetere insieme la preghiera e ad alta voce
diventa anche un impegno e una testimonianza. Pregare nel nome del Signore è
senz’altro un impegno. Non vi possono quindi essere vane giaculatorie perché
ogni preghiera d’intercessione può essere considerata un atto d’amore.

Graziella
Perrin



IL
PROBLEMA DEI GIOVANI

Il
Pastore Tourn, durante la riunione annuale della TEV, nel tempio dei Coppieri
ha affermato che il nostro messaggio è recepito soltanto dagli ultratrentenni,
mentre i giovani vedono le cose sotto un altro aspetto.

È
LA VERITA’, purtroppo!

Nell’occuparsi
dei problemi dei giovani si sono recentemente usate delle particolari
indulgenze, sconosciute nei tempi passati.

I
giovani hanno messo in discussione la scuola; ne hanno avuto la gestione e
l’hanno distrutta. Soltanto chi ha dei figli nell’età dello studio si rende
conto dei disastri operati nella gestione delle scuole di ogni ordine e grado:
l’incentivo è stato abolito, il merito è morto e la promozione assicurata.

Le
intenzioni, in genere, erano buone: la scuola era solo nozionistica e antiquati
i metodi d’insegnamento, vero! È anche vero che l’esperienza serve soltanto se
acquisita in proprio, ma è altrettanto vero che i giovani, per mille ovvii
motivi, hanno bisogno di una guida, di un consiglio, di uno schema o di un
richiamo da chi ha combattuto le proprie battaglie e subìto le proprie cocenti
sconfitte.

Di
quanto avviene oggi, forse, la colpa maggiore l’hanno i meno giovani, che hanno
accettato supinamente il nuovo corso, per “accattivarsi” i giovani e
nel timore di essere da loro qualificati conservatori o fascisti.

Questo
assenteismo è forse dovuto anche al non saper dove esattamente stesse la giusta
misura, ma si è allargato a macchia d’olio investendo anche la Chiesa. Tutto è
stato posto in discussione; “piccoli pseudo saccenti” hanno ritenuto
di poter trasformare la Chiesa in un arengo. Anche il culto di adorazione,
dovuto a Dio, è diventato una tavola rotonda.

Il
Pastore Tourn dice che i giovani non seguono il nostro messaggio, ma lo
conoscono? Il nostro messaggio è semplicemente di tornare a parlare di Dio,
meditare la Sua Parola, adorarlo e seguire la Sua volontà; non abbiamo altri
messaggi. I giovani non recepiscono? Mi dispiace sinceramente per loro e
pregherò Iddio di aprire loro la mente, ma nello stesso tempo non seguo la
corrente, ma cercherò di spiegare loro per quanto ne sono capace, la Verità.

Il Sinodo si interessa soprattutto di
divorzio, di energia nucleare, di aborto, di rapporti con lo Stato: cose di cui
anche è doveroso occuparsi. Ma nessuno osa dire ai giovani che la ricerca di
soluzioni alternative a quanto detto da Gesù, non ha senso.
E non lo dicono
perché hanno paura di essere definiti superati o destrorsi… accuse fatte alla
TEV fin dal suo nascere.

Concludendo:
si fa una grande confusione nelle teste e nei cuori dei credenti,
disorientandoli e mettendo in discussione tutto quanto è oggetto di fede. Che
poi mi si venga a dire che molte cose non vanno bene, è un altro discorso.
Molte cose non vanno e moltissime devono essere corrette nella nostra vita in
primo luogo e nel nostro modo di affrontare il mondo ad imitazione di Cristo.
Credo che su questo piano tra persone della stessa fede ci si debba e ci si
possa incontrare per affrontare i problemi che trovano la soluzione alla luce
dell’Evangelo.

E
questo è proprio quanto vorrebbero coloro che hanno aderito alla TEV operando
in un sano pluralismo, senza assurde lotte di classe

(nella
Chiesa non ci sono classi) sul fondamento di Cristo.

Ogni
sovrastruttura e ogni deviazione è frutto del nostro peccato.

                                                                                               Aldo
Rostain



QUALCHE
COSA SI MUOVE FRA I GIOVANI?

Con
piacere la TEV ha ricevuto il programma che l’Unione giovanile di Torre Pellice
ha in animo di svolgere. Fra i vari argomenti è compresa un’inchiesta sulla TEV
e il ciclostilato termina con l’invito a tutti a partecipare alle loro
iniziative.

Abbiamo
anche saputo che in un’altra chiesa lo scorso mese ha avuto luogo un
incontro-dibattito fra giovani e anziani. L’incontro ha dato risultati positivi,
tanto che si è espresso il desiderio che venga ripetuto.

Sono
segni, ancora modesti se si vuole, ma significativi, di quel cambiamento di
rotta che, ne siamo persuasi, si manifesterà nella nostra gioventù. È solo
questione di tempo.

Quanto
alla TEV, è pienamente a disposizione per incontrarsi con i giovani di Torre
Pellice e di qualsiasi altra chiesa che lo desideri. Li preghiamo di mettersi
in comunicazione con noi, previa il benestare del loro Pastore. A loro scelta
potremo venire noi alle loro riunioni o stabilire una Assemblea TEV, in cui
discutere l’argomento che essi ci indicheranno.

Riportiamo
qui il contenuto del ciclostilato che ci è stato cortese mente consegnato.

 

GRUPPO
GIOVANILE EVANGELICO TORRE PELLICE

Siamo
un gruppo di giovani della comunità di Torre Pellice che ha proseguito i suoi
incontri anche dopo la confermazione ed ora ci proponiamo di portare avanti un
quadro di attività di carattere pratico e riflessivo. Il nostro piano di lavoro
prevede incontri settimanali, durante i quali pensiamo di esaminare
alternativamente questi problemi:

 

           Rivedere le attività generali
nell’ambito della chiesa (es. vendita libri all’uscita del culto) affinché la
comunità possa contare sulla preparazione e sull’interessamento di ciascun
membro: dipende la validità della comunità.


          studio di carattere di attualità
teologica.

           Interessamento all’attività giovanile
nell’ambito del gruppo cadetti (organizzazione di campeggi e gite).

Alternativamente
un partecipante del gruppo che abbia la possibilità e il tempo materiale, si
prepara su un problema da affrontare, preparando dei punti per poter suscitare
la discussione: quindi esposizione all’inizio della seduta.

Indichiamo
quivi una serie di suddetti argomenti:

Intese
T.E.V., Cristiani e Marxisti, morale protestante e morale cattolica, scuola
laica e scuola confessionale, predestinazione.

Questa
che potrebbe essere la più importante attività, perché da essa potrebbero
nascere e dipendere le altre; è invece quella che ci trova meno preparati e che
proprio per questo non essendoci nessun componente del gruppo capace di
suscitare, con proprie interpretazioni e spiegazioni, l’interesse, cercheremo
di attuarla nel miglior modo possibile e il più spesso possibile, ma la
abbandoneremo ogni qualvolta la noia potrebbe minacciare l’integrità del
gruppo.

           Incontro di carattere sociologico con
argomenti di questo genere: la donna in una prospettiva biblica. Vietnam.

           Stesura dell’opuscolo: Storia degli
incontri al Colle della Croce.

           Seguire attività della chiesa:
assemblee, convegni, studi ecc.

Il
gruppo conclude così il suo lavoro, augurandosi e sperando in un interessamento
da parte della comunità Valdese.

 

ATTENDIAMO
UNA PARTECIPAZIONE ED UN CONFRONTO CON CHI È INTERESSATO AGLI ARGOMENTI.

Torre
Pellice 29.9.78

                                                                                                                      Il
gruppo

 

DAI CORRISPONDENTI

Da Ospedaletti. Vorrei proporre
alla TEV che i culti TEV siano con Santa Cena. Io vedo che nelle Chiese
Pentecostali ogni domenica si celebra la Santa Cena. Così pure si prega sempre
per gli assenti e i malati. Non trovate che sia una cosa buona e scritturale
che si preghi imponendo le mani per i malati? Così pure non sarebbe bene che i
membri della TEV si riunissero una volta ogni quindici giorni per una riunione
di preghiera? Se vogliamo che il Signore intervenga per un risveglio bisogna
pur domandarglielo in preghiera. Ma bisogna riconoscersi peccatori e sapere che
Dio ci ha offerto per grazia, il dono del sacrificio di Cristo per la salvezza
di chi l’accetta.

Da Corsico. Cari fratelli
della TEV. Grazie per le vostre circolari. Mi unisco ai genitori di Marco nella
preghiera a favore del loro figlio. Aderisco di tutto cuore. Da tempo sono alla
ricerca dei libri scritti da Robert Stewart che apprezzo molto per l’esegesi e
la fede. Di questo scrittore posseggo solo il Commentario dell’Evangelo di
Luca. C’è qualcuno che li ha e li vuol vendere?

Da Sanremo. Ho letto con
piacere che verrà distribuita la relazione annua presentata ai Coppieri. Era
molto ben fatta e certamente farà piacere a molti l’averla. Per le attività del
prossimo anno desidero proporre due cose: 1°) cercare che in ogni chiesa
Valdese si possa avere la Santa Cena almeno una volta al mese. Calvino afferma
che la pretesa sufficienza della Santa Cena una volta all’anno è idea di non
dubbia origine diabolica: “une très certaine invention du diable”.
Per il riformatore la Chiesa ha l’obbligo di offire la Cena ai fedeli almeno
una volta la settimana. Seguendo il Vangelo i primi cristiani spezzavano il
pane e bevevano il vino ogni volta che si radunavano. Lo si potrebbe fare
almeno una volta al mese?. 2°) istituire gruppi di preghiera e di destinare
anche qui un giorno al mese una riunione anche di una sola mezz’ora per
pregare: preghiere di ringraziamento, di adorazione, di pentimento e di
intercessione.

 

CORTEO
PROTESTANTE ALLA ROMA PAPALE


Tra poco sarà eletto un nuovo papa e non possiamo dimenticare che alla messa
solenne per l’intronizzazione del papa precedente, la Chiesa Valdese non è
stata rappresentata. Il Moderatore ha scritto: “Non ci siamo proprio
sentiti di unire la nostra voce a quelle talmente trionfalistiche della stampa
e dei mezzi di comunicazione e questo per ragioni di chiarezza teologica: la
nostra ecclesiologia è radicalmente diversa da quella della Chiesa
Romana”.

Approviamo
la decisione della Tavola, soprattutto per il fatto che in quella occasione è
ripreso il corteo delle massime autorità protestanti verso la sede papale. Sono
accorsi fra gli altri il segretario generale del Consiglio Ecumenico delle
Chiese (di cui la Chiesa Valdese è membro), nonché il rappresentante
dellAlleanza riformata mondiale (di cui la Chiesa Valdese è membro). Mentre sta
per riprendere lo stesso corteo per la messa in occasione dell’intronizzazione
del nuovo papa, rimane palese l’ambiguità di certe situazioni. Noi siamo
assenti, ma sono presenti gli organismi ecumenici che ci rappresentano. Il che
fa sorgere il sospetto che molte decisioni che impegnano le Chiese sieno prese
dai vertici, senza che le Chiese stesse siano consultate.

 

UNA
OCCASIONE DA NON PERDERE

Ricordiamo
che con la fine di ottobre scade l’offerta speciale per le due pubblicazioni:
“Il Risveglio del 1825” e l’opuscolo del Cullman: “Gesù ha avuto
propositi di riforma politica?”. Si possono riceverli Franco di porto,
versando sul conto corrente postale… Intestato a… La modesta somma di… (Ricordiamo
che il primo libretto costa L.… E il secondo costa L…).

 

FINANZE

Situazione
finanziaria al 27/9/1978

Entrate
dal 14/9/1978 al 27/9/1978

Offerte
ricevute: V. D. E., Firenze 10.000; G. P. E. e sorella
Alice M., Pomaretto
2.000; G. N., Torre Pellice
10.000; R. M., id. 10.000; A,
L., Roma
10.000; R. C., id. 10.000; Lidia
Vitaletti, id. 5.000; Armand Hugon Laura, Villar Pellice 5.000; A. M., id. 3.000; B. G., Milano
5.000; G. R., Sanremo 500; C.
B., id.
2.000; L. G., Bergamo 10.000; S. N., Vallecrosia 10.000; A. L.,
Felonica
3.000; A. N., id. 2.000; Illy Anna
(rimborso spese postali) 1.700;

Totale
offerte L.99.200

Offerte
per pubblicazione n°11 copie opuscolo “Cullmann” L.6.100

Offerte
per pubblicazione n°2 copie “Risveglio”      L.5.000

Totale
generale entrale dal 14/9/1978 al 27/9/1978 L.110.300 (di cui L.53.800 a mezzo
c/c postale n°2/4860)

Uscite
dal 14/9/1978 al 7/9/1978 Totale L.547.020 (dettagli saranno comunicati in
occasione della prossima Assemblea)

Disavanzo
di cassa periodo 14/9/1978 al 27/9/1978 L.436.720

Totale
collocazione “Risveglio” a tutto il 27/9/1978 n°529 copie. Totale
L.1.120.900.

Totale
collocazione “Cullmann” a tutto il 27/9/1978 n°599 copie. Totale
L.294.410.

Situazione
finanziaria al 27/9/1978 Fondo cassa al 13/9/1978         L.2.433.100

Offerte
ricevute dal’13/9/1978 al 27/9/1978  L.99.200        

L.
110.300 per pubblicazione “Risveglio”    L.
5.000          “Cullmann”           6.100  

Totale
generale entrate al 27/9/1978 L.2.543.400

Totale
generale uscite al 27/9/1978   547.020

Attivo
di cassa al 27/9/1978   L.1.996.380 (°)

(°)
di cui L.1.847.105 versate sul libretto I.B.I. + L.141.900 sul c.c. postale +
L.7.375 in contanti = L.1.996.380.

Torre
Pellice 27 Settembre 1978                                                         
Il cassiere    

Mathieu
Geraldo

MIO
E’ L’ARGENTO E MIO E’ L’ORO, dice l’Eterno degli eserciti

(Aggeo
2/8)

 

Ciclostilato in proprio, non pubblicato

Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese

Casella postale

10060 Torre Pellice (Torino)




TESTIMONIANZA
EVANGELICA

VALDESE

Voi mi sarete testimoni fino
alle estremità della terra.

(Atti 1:8)

 

 

 

 

 

Circolare n. 47                                                           29 ottobre 1978

 

            INCONTRO CON PASTORI TEDESCHI

Mercoledì
25 ottobre un gruppo di 34 Pastori del Baden è giunto in Italia per prendere
contatto con alcune comunità e opere della Chiesa Valdese. Dopo essersi fermati
a Roma e a Cinisello Balsamo, questi Pastori hanno fatto tappa a Torre Pellice.
Nel loro programma avevano richiesto che venisse incluso uno scambio di idee
con alcuni membri della TEV. Alle. Foresteria si sono quindi ritrovate circa
sessanta persone e molti di più saremmo stati se ci rosse stato possibile
avvertirne un maggior numero!

Nei
due anni di vita della TEV è la prima volta che siamo stati posti a confronto
con una nutrita rappresentanza di teologi. Con nostro piacere era presente
anche il prof. Paolo Ricca della Facoltà Valdese.

La
riunione è stata presieduta dal Prälat Würtwein di Pforzheim, che ha spiegato
come il suo gruppo si era proposto di studiare il problema
“Evangelizzazione e azione sociale”.

 

Ha
quindi preso la parola il Pastore Giovanni Conte, che ha illustrato l’origine
del Movimento di Testimonianza Evangelica Valdese, in seguito alla tiepida
attenzione con cui il Sinodo del 1976 ha ricevuto una petizione di 3.336 membri
di chiesa sul dilagare della predicazione socio politica.

Ne
è seguita una nutrita discussione a cui hanno preso parte diversi fratelli
tedeschi. Da parte della TEV hanno parlato, oltre al Pastore Giovanni Conte,
Ade Gardiol, Guido Ribet e Roberto Nisbet.

La
traduzione degli interventi è stata fatta dal Prof. Paolo Ricca e dal Pastore
Klaus Müller-Kollmar di Karlsruhe. Particolarmente gradita è stata la presenza
di questo Pastore, la cui moglie, essa pure presente, è figlia del compianto
Pastore Valdese Paolo Coisson.

Il
gruppo tedesco aveva visitato la stessa mattina Cinisello Balsamo, e diversi di
loro erano stati particolarmente interessati dal lavoro compiuto dal Pastore
Giorgio Bouchard.

Il
Prälat Wiirtwein concluse rilevando che nel confronto delle idee era emerso che
tutti vogliamo imparare a servire il Signore nella comunione fraterna. Dopo due
ore ci siamo separati, ma ci è rimasto il ricordo di un proficuo incontro.

 

PARERI
DISCORDI SULL’ECUMENISMO

Ci
scrivono da Sanremo:

In
riferimento al trafiletto dai titolo “corteo protestante alla Roma
papale” comparso sul bollettino “Testimonianza Evangelica
Valdese” dell’undici ottobre, noi pure rileviamo esservi un’incongruenza
tra l’atteggiamento preso dal Moderatore della Chiesa Valdese e quello di tutte
le altre Chiese evangeliche: l’anglicana, la luterana e l’Alleanza delle Chiese
riformate nonché dal Consiglio ecumenico delle Chiese comprendente anche la
Chiesa ortodossa.

Che
cosa significano queste rappresentanze?

L’ecclesiologia,
la teologia ed altri elementi divergenti non hanno qui nulla a che fare.

Quelle
rappresentanze significano il sentimento di fraternità cristiana nell’ideale
comune di un cammino solidale verso la futura ritrovata unità della Chiesa di
Cristo. Null’altro.

Concludiamo
perciò col dire:

Se
la Chiesa Valdese non nutre quel sentimento fraterno, se non ha quell’ideale
ecumenico (che non contempla né compromessi. né troppo facili soluzioni, ma una
progressiva maturazione di valori cristiani schiettamente evangelici) per non
essere nell’ambiguità deve avere il coraggio di uscire e dal Consiglio
ecumenico delle Chiese e dall’Alleanza delle Chiese riformate.

Questo
è tutto.

Giacinto
Renda –        Perrin – Elsie Janni –
Elena Perrin

 

Commento

Come
è noto, la Messa cattolica ha un significato ben preciso: “I parroci
dovranno spiegare che nell’eucaristia contiene non soltanto il vero corpo di
Cristo e tutto quanto appartiene a un vero corpo, come le ossa e i nervi, ma
Gesù Cristo tutto intero” (Catechismo ad uso dei parroci. pubblicato da
San Pio V°). Per questo il cattolico deve rendere all’ostia un culto di
adorazione, come a Dio stesso.

Ugo
Janni diceva che “la transustanziazione non ha fondamento nella Scrittura
ed è in contrasto con la tradizione della Chiesa antica” (Il culto
cristiano rivendicato contro la degenerazione romana pag.59).

Se
le ventitré delegazioni di Chiese non cattoliche che si sono avviate in corteo
per assistere alla messa solenne per l’intronizzazione del papa non
condividevano questa dottrina, ma volevano soltanto esprimere un “sentimento
di fraternità cristiana nell’ideale comune di un cammino solidale verso la
futura ritrovata unità della Chiesa di Cristo”, perché non l’hanno fatto
inviando semplicemente un telegramma spiegando chiaramente le loro intenzioni?
O, al limite, perché non si sono fatte ricevere dal papa per esprimergli
l’augurio che egli avrebbe rilanciato l’ideale ecumenico sulla base
dell’Evangelo?

Assistendo
invece in modo ufficiale e rappresentativo a un rito fondato su una
“dottrina priva di base scritturale” (Ugo Janni: La Cena del Signore
nella pienezza dell’idea evangelica pag.35) i nostri rappresentanti hanno agito
in modo non del tutto chiaro e certamente hanno deviato dalla linea dei
Riformatori e dei nostri padri Valdesi.

 

DAI
CORRISPONDENTI

Da Merano. Cordiali saluti e
un particolare ringraziamento per l’invio della circolare, SEMPRE interessante.

Da Pomaretto. La signora Berta
Mathieu sensibile al pensiero che la TEV nella sua ultima riunione ha avuto per
lei, ringrazia sentitamente ed augura che la solidarietà fraterna con chi è
nella prova possa essere un segno sempre più evidente, insieme con altri, di
quel risveglio morale e spirituale che tanto intensamente auspichiamo.

 

DISCORSO AI MEMBRI
DELLA T.E.V.

La
volta scorsa mi sono rivolto ai non membri della TEV; oggi vorrei occuparmi di
noi e del nostro impegno.

Per
atavico retaggio, il Valdese rispetta nel bene e nel male l’Autorità
costituita: ricordiamo, nei secoli passati, la fedeltà e il rispetto per i
principi Savoia, malgrado le infinite angherie perpetrate a danno dei Valdesi e
dei loro beni.

Uno
degli ultimi re, Carlo Alberto, si stupì tanto dell’accoglienza incredibile
fattagli da un popolo martoriato dalla sua Casa, che, unico esempio nella
storia d’Italia, donò un monumento al “popolo che lo accoglieva con tanto
affetti”!

Anche
con le proprie autorità ecclesiastiche i Valdesi usano comportarsi con fedeltà
e rispetto: Tavola e Moderatore non si discutono! Infatti noi aderenti alla
TEV, che talvolta polemizziamo con loro, siamo fuori della norma, manchiamo di
rispetto, vogliamo la divisione nella Chiesa! Avete mai pensato core questa
affermazione diventi un’astuzia dei nostri avversari? Infatti nelle nostre
assemblee emerge assai sovente il timore di non rispettare forme e usanze di
riverenza e questo timore ci spinge sempre più a demandare a pochi le nostre
responsabilità; assumiamo paure ancestrali, ci mostriamo
umili oltre il necessario, ci spaventiamo per ogni appunto sulle polemiche, che
nascono inevitabilmente.

Tutto ciò
rappresenta un grande pericolo per la TEV: il rischio di rinchiudersi in se
stessa e diventare un’inutile infrastruttura. Tutto questo fa anche comodo alla
nostra apatia.

La
TEV non è nata per demandare a pochi la sua organizzazione e diffusione, non è
nata per far lottare solo qualcuno… si, fratelli e sorelle, lottare per
affermare la priorità della Parola su tutte le regole umane. La TEV non è nata
per nascondersi nella gloriosa Chiesa d’la Tana, ma per uscire alla luce per
predicare e far predicare la Parola di Dio, come fiaccola da non mettere sotto
il moggio ma sopra il candeliere in modo che risplenda e illumini. Mi si dirà
che questo può avvenire solo con l’aiuto del Signore, ma sarebbe troppo facile
attendere che Lui agisca. Egli vuole il nostro impegno, la nostra preparazione,
la nostra preghiera. “Risvegliati, tu che dormi, e Cristo ti inonderà di
luce”.

E
il nostro risveglio farà del bene a noi e ai nostri fratelli, purché l’azione
sia continuativa, senza incertezze, paure o defezioni.

A
quel punto, il vero Risveglio nella Chiesa non tarderà a manifestarsi grazie
all’intervento dello Spirito

Aldo Rostain

 

INDICE
DI “NON GRADIMENTO” della TEV?

Quali
sono i motivi per cui alla TEV è mancata l’adesione di tutta la Chiesa Valdese?

Nell’ambiente
delle Valli, l’ostilità delle stesse strutture della Chiesa, il fatto di
presentare la TEV come elemento di divisione, fanno sì che la TEV sia vista con
diffidenza da un certo numero dei suoi stessi primitivi aderenti.

Occorre
ammettere che alcuni si erano impegnati con leggerezza, convinti che la TEV non
li avrebbe disturbati, e che comunque la sua vita sarebbe stata breve. Invece
la TEV continua a disturbarli, non solo, ma continua a ripetere che occorre
prendere parte attiva alla vita della Chiesa e promuove addirittura attività
ecclesiastiche supplementari. Oltretutto le strutture
della Chiesa sono molto più tolleranti: Sinodi e Conferenze distrettuali si
occupano ormai quasi esclusivamente di questioni politiche e sociali; mentre la
preoccupante situazione della vita spirituale delle nostre comunità viene
sistematicamente ignorata.
Chi segue il sinodo avrà notato come, di anno in
anno, l’interesse si vada concentrando prevalentemente sui problemi sociali e
politici, a cui sostenitori
vanno
consensi e applausi, mentre eventuali timidi richiami ad un più coerente
impegno vengono ignorati, se non addirittura contrastati, talvolta anche con
manifestazioni di insofferenza.

Non
so se sbaglio nell’addebitare alle strutture stesse della Chiesa una buona
percentuale di responsabilità per quanto concerne l’immobilismo nella vita
spirituale delle comunità. Molti Concistori si preoccupano quasi unicamente di
problemi amministrativi. Si direbbe che le strutture della Chiesa abbiano ormai
accettato come inevitabile la secolarizzazione. Perché, si chiederanno quindi i
membri delle nostre comunità, dovremmo seguire la TEV nel difficile cammino del
Risveglio?

Evidentemente,
là dove la collaborazione della TEV viene accettata è possibile un discorso
che, in qualche misura, consideri le nostre iniziative; ma nelle comunità ove
questa collaborazione viene rifiutata, la TEV non può sostituirsi ai
Concistori.

Guido Baret

 

CRISTIANI
LIBERI DA OGNI SORTA DI DIVIETI?

Rifacendomi
a quanto il Pastore Tourn ha detto nella seconda parte del suo sermone tenuto
nel tempio dei Coppieri durante la bella riunione del 13 agosto, desidererei
fare alcune osservazioni concernenti la sua seconda domanda, e cioè:
“Hanno torto quelli che vi dicono che la fede non è solo limitazione,
divieti, tanto che la vita si restringa a un ‘non far questo, non far quello’,
ecc.?”.

Ora
io credo che questa visione della vita cristiana non sia corretta perché se
abbiamo capito che cosa significa essere “una nuova creatura” abbiamo
anche sperimentato che qualsiasi nostra scelta nella vita di ogni giorno non è
determinata da un divieto, altrimenti ricadremmo nel laccio dell’antica legge,
bensì nasce da un orientamento nuovo, spontaneo del nostro spirito e della
nostra mente, da quella “metanoia” che non ci fa più considerare
alcune realizzazione umane come cose belle e grandemente desiderabili, le quali
soddisfacendo le esigenze del “primo Adamo”, soddisfino ed edifichino
tutto il nostro essere. Cosicché non opereremo più in vista di tali
realizzazioni che il Pastore Tourn chiama “apertura della nostra
umanità”, non perché la “legge di Cristo”
(che è libertà) ci dica continuamente e in modo ossessivo “non devi”,
ma perché realmente la visione delle cose è cambiata e la nostra vita ha
acquistato un senso nuovo.
Naturalmente con ciò non voglio affermare che
non avremo tentazioni di sorta e che non sperimenteremo delle cadute, ma nella
preghiera riacquisteremo sempre il senso delle “cose spirituali”, per
cui il Signore ci ha chiamati, e quelle che per un momento ci sono sembrate
degne di essere desiderate e conseguite perderanno di nuovo il loro valore.
Purtroppo non si è abbastanza insistito su questa realtà della vita cristiana,
cosicché anche i nostri giovani si sono abituati a fare immediatamente proprie
tutte le istanze della società moderna e ad associarsi ad altre forze che
chiamerò “laiche” nella lotta per la soluzione dei loro numerosi
problemi, senza pensare che in alcuni casi, quando la società non ci fornisce i
mezzi per risolverli, un cristiano possiede un’altra forza che è quella che gli
viene dalla grazia e dalla fede e che fa sì che molti problemi vengano visti
sotto un’altra prospettiva molto diversa da quella del mondo che vuole
camminare senza la luce che viene da Dio.

In
altri termini, è l’atteggiamento del cristiano verso determinati problemi che
deve cambiare, per cui non diventa essenziale la soluzione di essi per
acquistare pace e serenità di spirito.

Sempre
grata per la circolare che inviate con tanta puntualità, invio molti fraterni
saluti

Vittoria
Stocchetti

In
lutto

L’8
ottobre è deceduta un’altra membra della TEV, suor Luisa Sallè, chiamata dal
signore a un servizio più alto, dopo aver servito il Signore e il suo prossimo
in vari Istituti e Ospedali evangelici. Alla sua memoria inviamo un
riconoscente saluto.

 

ANCORA SULLA
PREGHIERA DI INTERCESSIONE

Cari
fratelli, nella circolare n.45 chiedete ai lettori di discutere sul problema
della preghiera e desidero far sentire anche la mia opinione, per quel poco che
può contare.

Nei
culti che finora ho avuto il privilegio di guidare, ho Sempre incluso la
preghiera collettiva, sia nelle formule fisse del Padre nostro e del Credo –
che a mio avviso è una forma di preghiera come testimonianza sia, dove
possibile, nella forma di preghiera ad alta voce spontanea di chi partecipa al
culto. Nonostante le apparenze, mi sembra che, in fondo, la
“recitazione” del Padre nostro e del Credo e il “tempo di
preghiera libera” servano al culto d’adorazione nello stesso modo: il che
vuoi dire testimonianza, comunione ed edificazione reciproca.

Non
condivido i timori del medico (pur ammettendo che probabilmente egli ha altre e
maggiori esperienze delle mie) o addirittura il suo senso di repulsione verso
questa forma di celebrare il Signore. E neppure sono d’accordo su aspetti
negativi e pericoli della preghiera d’intercessione – che la faccia il Pastore,
il predicatore o un altro fratello o sorella. SE noi crediamo in Dio, SE noi
pensiamo a Lui come a un Padre, SE crediamo che Egli ascolta perché l’ha
promesso Gesù, perché dovremmo dirci che Egli non gradisce che preghiamo l’uno
per l’altro? Dall’altra parte, per ipotizzare alla “preghiera contro
pagamento”, dobbiamo prima accettare che… a monte ci sia malafede,
interesse materiale, corruzione spirituale, praticamente negazione del
cristianesimo. E allora, tanto vale neanche parlare della “preghiera
contrassegno”, ma piuttosto preoccuparci che… a monte quelle situazioni
non si verifichino.

Voi
menzionate il Padre nostro cantato: già, ma a voler essere estremisti, potremmo
anche trovar difetti al canto corale: stesse parole e stessa musica per tutti,
un innario stampato, gli inni scelti dal predicatore… D’accordo è un po’
tirato, ma se uno volesse andare agli estremi?

Penso
che il nostro amico medico abbia ragione per quanto attiene ad essere vigilanti
per evitare tragici errori che ancora affliggono la Chiesa di maggioranza in
Italia – ed  é bene che lo dica e che ce
lo diciamo a noi stessi, tutti – ma secondo me ci corre parecchio tra litanie e
giaculatorie da una parte e il Padre nostro (Quando pregate dite così) e il
Credo apostolico dall’altra.

Taglio
qui per esigenze di spazio vostr e di tempo mie! Scusatemi se forse il mio tono
era un po’ scanzonato. Affettuosamente

Willem
Olieman

UN’OCCASIONE
DA NON PERDERE

Ancora
per pochi giorni potete valervi dell’offerta per ricevere semi-gratuitamente il
libro sul Risveglio e quello del prof. Cullmann. Basta versare L.2.500 sul
conto corrente postale indicato in fondo alla circolare per riceverli franco di
porto.

 

ERRATA
CORRIGE

Nel
programma del Gruppo giovanile di Torre Pollice, pubblicato sull’ultima
circolare, abbiamo riportato questo periodo: “Incontri di carattere
sociologico con argomenti di vario genere: la donna in una prospettiva biblica,
Vietnam”. Il periodo va completato come segue: “Incontro di carattere
sociologico con argomenti di questo genere: problematica carceraria, aborto,
obiettore di coscienza, liberazione della donna in una prospettiva biblica,
Vietnam”.

 

LA
RELAZIONE ANNUA

Tutti
i membri della TEV, i pastori e membri dei consigli di Chiesa dovrebbero aver
ricevuto la relazione presentata dall’assemblea plenaria. Chi desidera altre
copie per la diffusione fra i conoscenti non ha che da chiedercele per ricevere
gratuitamente.

 

SITUAZIONE
FINANZIARIA AL 26 Ottobre 1978

Entrate
dal…. al 26/10/1978

E. A. ved. Avv. P., 2.000; E. M., id. 5.000; P. e R. P.,
id.
5.000; Cesarina Sibille id. 2000; Suor E., Torino 10.000; G. S.,
id.
5.000; Prof. V. V., Roma 10.000; B. B., Milano 3.000; M. R., id.
10.000; A. L., id. 100.000; W.
V. O., Trieste
10.000; E. S., Sanremo 10.000; V. di B., id. 7.500; M. S., id.
5.000; E. L., id. 5.000; E. A.,
id.
10.000; Prof. E. J., id. 10.000; M. G., id. 10.000; F. S., id.
10.000; L. Z., Firenze 7.500; Paolo
Rossotti, Svizzera
2.500; L.B., id. Franchi 100 = 52.000; G. G., Darfo
2.500; M. M., Como 3.000; V.
S., Genova
5.000; D. De N., id. 2.000; G. R., Merano 1.000; W. M. A.,
Treviso
3.000; E. C., Inverso Pinasca 5.000;
L.F., id. 5.000; G., P. 5.000; I.
V., Villar Perosa
1.000; Sandra e Daniele Ghigo San Secondo di Pinerolo
50.000; M. M. B., Bobbio Pellice 3.000; Gioventù
Olandese di OOSTERWOLDE, che, guidati dal loro Pastore interessarsi della TEV:
fiorini 2.600 offertici in del Pastore di Ede sig.
Lekkerkerkere
signora = L.990.600.

 

Totale offerte
ricevute L.1.382.600

 

(NdR. Per i
dettagli vedere fotocopie originali.)

 

 

QUEL
CHE FA RICCHI LA BENEDIZIONE DELL’ETERNO E IL TORMENTO CHE UNO SI DA’ NON LE
AGGIUNGE NULLA

(Prov.10/22)

 

 

 

Ciclostilato in proprio, non pubblicato

Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese

Casella postale

10060 Torre Pellice (Torino)