Novembre 1978
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare n. 48 13 novembre 1978
CONSIDERATE
LA ROCCIA ONDE FOSTE TAGLIATI
(Isaia
51/1)
Si constata che nostri fratelli in fede
avvertono nel proprio intimo e richiedono quale esigenza primaria e fine
precipuo, l’inserimento e la partecipazione sempre maggiori nel protestantesimo
nella contrastante problematica delle ideologie socio politiche della nostra
tormentata era. Ne deriva, ovviamente, la minore assiduità alla ricerca
dell’autenticità cristiana, ossia la scelta di quella “buona parte che non
ci sarà tolta”. (Lc.10/42). La carenza di una piena fede “in un Padre
di tutti, che è sopra tutti” (E2.4/6) assieme ai preziosi valori
riscoperti dalla Riforma, sfocia in una posizione spirituale, inizialmente
viva, ma inevitabilmente volta ad “una dimensione perduta” (Tillich).
Un mio recente viaggio nelle
“colonie calabre” che furono oggetto di inauditi eccidi e in particolare
a Guardia Piemontese, mi ha sollecitato a rimediare le pagine di fanatiche
persecuzioni, ma anche, di gloriosa testimonianza degli avi Valdesi.
Proprio nel richiamo alle origini, non
come mito né come nostalgico sogno di una realtà storica vissuta e ripetibile
anche nel mutato clima della nostra epoca, riconosciamo il fermento della TEV,
movimento sorto e sostenuto spontaneamente da tanti credenti, ringraziando il
Signore nel far considerare a tanti valdesi “la roccia onde furono
tagliati”. La nota crisi di partecipazione ai culti e alla vita della
Chiesa è dovuta indubbiamente al fatto che non ci nutriamo, come per secoli,
solo col “puro latte spirituale” (l Pie.2/2). Il “popolo della
Bibbia”, come pure eravamo definiti, purtroppo non è più tale. Il fedele insegnamento
dell’Evangelo che ha rivoluzionato e dovrebbe sempre rivoluzionare gli uomini
nell’intero essere: “spirito, anima e corpo”, e per il quale dettero
la vita i testimoni di Guardia Piemontese, è abbinato da qualche tempo alla
cosiddetta “teologia politica”.
Ravvediamoci e svegliamoci per primi
nelle nostre coscienze, annunziando che il Signore è vicino.
Pertanto anche ai Valdesi di oggi è
rivolto il profetico ammonimento dell’antica profezia: “Fermatevi sulle
vie e guardate e domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona
strada e incamminatevi per essa e voi troverete, riposo alle anime vostre”
(Geremia 6/16)
Torre
del Greco
Elio Rinaldi
È
LECITO L’USO DELLE ARMI?
Al culto radio del 5 Novembre siamo
stati edificati per la condanna della violenza che sta dilagando dovunque. La
meditazione è poi terminata a sorpresa con l’affermazione che in certi casi
limite il ricorso alla violenza può essere giustificato.
Questo problema ha da sempre tormentato
i cristiani ed è lungi dall’essere risolto. Una cosa però è sicura: se non è
vano proclamare che l’esempio di Gesù è quello che conta, al di sopra di
qualsiasi opinione, nessuna forma di violenza è giustificabile. Nessuno che non
voglia bestemmiare potrebbe presentarci un Gesù con mitra o una bomba in mano,
anche in difesa degli oppressi, anche per una causa di pura giustizia.
Riconosciamo che il cristiano a volte
può trovarsi coinvolto nella diabolica danza della violenza. Lasciamo allora a
Dio di giudicare.
Ma in nessun caso è lecito legittimare
l’uso della violenza, in tutte le sue gradazioni, come purtroppo hanno creduto
di fare alcuni teologi e come pare faccia il Consiglio Ecumenico delle Chiese,
se è vero che finanzia i movimenti di guerriglia, anche se i finanziamenti sono
presentati come sussidi di assistenza ospedaliera.
PROTESTANTI O EVANGELICI?
– Ci scrivono da Firenze:
È per me sempre un grande piacere il
ricevere il vostro ciclostilato che
leggo con vivo interesse e dopo lo passo ad altri.
Domenica vi è stata l’Assemblea della
Chiesa Metodista, di cui faccio parte per il rinnovo del Consiglio di chiesa.
Prima di dare inizio alla
votazione il Pastore ha comunicato che sia la Chiesa Metodista che la
Chiesa Valdese (che sono sulla via
dell’unione) d’ora in poi non si chiameranno più Chiese Evangeliche, ma
Protestanti, a motivo che vi sono troppe altre Chiese, ed ora anche la Chiesa
Cattolica si chiama “evangelica”.
A tale dichiarazione è .seguita una mia
vibrata protesta, facendo notare che è un bene che vi siano altre Chiese che si
chiamano Evangeliche, ed è un bene ancor maggiore se anche la Chiesa Cattolica
si avvia sulla strada dell’Evangelo, specificando che è invece un gran male la
via su cui si stanno avviando sia la Chiesa Metodista che la Chiesa Valdese.
Alla fine del culto tutti i presenti mi sono venuti incontro per stringermi la
mano. Non so se quello che è successo a Firenze sia successo anche in. altre
città, e attendo con ansia “Testimonianza Evangelica” sperando di
trovarvi un appunto sul cambiamento della denominazione da evangelico a
protestante
Commento:
È la prima volta che sentiamo una notizia
come quella che ci viene comunicata dal nostro amico, e dubitiamo che ci sia
stato qualche malinteso. Sembrerebbe che troppe Chiese si denominano “evangeliche”,
compresa la Romana, e perciò dovremmo d’ora in poi chiamarci
“protestanti”. Ricordiamo a questo proposito che
“protestanti” vennero chiamati i Luterani a causa della
“protesta” da loro avanzata alla seconda Dieta di Spira 1’11 Aprile
1529. Il nome “protestanti” venne poi esteso a tutti i riformati.
Per noi, tuttavia, questo nome non ha un
riferimento puramente storico e non ha soltanto un significato polemico nel
senso di opporci a qualche dottrina. Il significato più profondo di “protestante”
indica che siamo chiamati a “testare” – cioè testimoniare “pro”
– cioè: a favore di. Quindi un protestante è colui che rende la sua
testimonianza a favore dell’ Evangelo e pensiamo che ben si addice a degli
autentici Evangelici.
FINE DEL
PROTESTANTESIMO?
Su “La Stampa” dell’8
Novembre, sotto il titolo “I papi si contano”, Guido Ceronetti scrive
questo poco lusinghiero giudizio sul Protestantesimo:
La scristianizzazione ha quasi del tutto
cancellato il mondo protestante. La vigna protestante non esiste più. È vita
religiosa che si è completamente liquefatta nella società maccabiaca della
società industriale. È cristianesimo storico, da libri, dischi, musei,
associazioni e campeggi. Il formidabile “si” di Lutero morente è
stato defecato dalle comunità protestanti (Prima di morire, a chi gli chiedeva
se confermava quanto aveva insegnato, Lutero rispose con un chiaro
“si”. N.d.r.)
Una prova: la Chiesa cattolica non
avrebbe cercato il dialogo coi “fratelli separati” se avesse sentito
palpitare ancora l’anima della Riforma. La Chiesa d’Oriente è un paraplegico
che tossisce a morte: il papa abbraccia i patriarchi orientali, sa bene che
sono mummie.
Commento
Possiamo sentirci offesi dalla volgarità
di giudizio sulle comunità
protestanti. Ma più di questo, è importante
sapere che cosa rispondere.
Il teologo Paul Tillich, nel libro
“L’Era Protestante” (Claudiana 1972 L.2.900) scrive un forte capitolo
intitolato “Fine dell’era protestante?” dove il problema è
chiaramente posto. Non possiamo non ricordare l’avvertimento di Gesù: “Voi
siete il sale della terra; ora, se il sale diviene insipido, con che cosa si
salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli
uomini” (Mtt.5/13). Così può succedere ai Protestanti quando cessano di
essere Protestanti.
Per questo certuni profetizzano che le
Chiese storiche protestanti si sfasceranno. Un buon numero dei suoi membri
cadranno del secolarismo, pur continuando a essere iscritti in qualche registro
come protestanti. Lo stesso Tillich scrive: “Rimanere membri delle Chiese
Protestanti non significa rimanere protestanti”. Un’altra parte andrà a
rifugiarsi nel grembo sicuro e autoritario della Chiesa Romana: è così
tranquillante lasciare che altri pensino per noi!
Ma su queste rovine, il Protestantesimo
risorgerà purificato da un nuovo Movimento Pentecostale, ispirato alla grande
riscoperta della salvezza per grazia mediante la fede, già sottolineata dalla
Riforma, ma vivificata da un Risveglio provocato dallo Spirito Santo.
Sarebbe interessante se qualche lettore
ci facesse sapere che cosa pensa del “De profundis” che “La
Stampa” ha intonato sul Protestantesimo.
LUTTI
Il 16 Ottobre è deceduto a Messina un
nostro caro fratello in fede, Luparello Tommaso, in età di 75 anni. È stato
molto doloroso perderlo. Era un vero testimone della Parola di Dio e della
Chiesa Valdese; era pure un aderente della nostra TEV, e lascia un vuoto nei
nostri cuori. La Chiesa Valdese e la TEV lo ricordano con amore e riconoscenza,
esprimendo alla famiglia la nostra simpatia cristiana. I funerali si sono
svolti nella nostra chiesa il 18 Ottobre. Il Pastore Bruno Tron ha detto che il
fratello non è morto, ma vive col Signore perché egli era un discepolo di Dio.
Pillera
Un altro grave lutto ha colpito il
nostro fratello Pierre Boesch di Torino, con la perdita della moglie Nathalie
Boesch von Pagenkopff, anch’essa membra della TEV.
Ai parenti esprimiamo la fraterna
simpatia della TEV, confortati dalla speranza della vita eterna in Gesù Cristo,
vincitore della morte.
ANCORA SULL’ECUMENISMO
La lettera del gruppo di Sanreno a
difesa del “corteo protestante alla Roma papale” si presta a qualche
utile osservazione.
I firmatari della lettera sono
evidentemente delle persone che fanno aperta professione di fede
nell’ecumenismo. Fede, che pur di abbracciare tutto e tutti, fa strame anche
della più ortodossa e essenziale affermazione teologica (“la teologia non
ha qui nulla a che fare”).
Ma in conclusione della loro lettera
mettono in evidenza che il loro abbraccio, teoricamente aperto a tutto e a
tutto, ha i suoi limiti. È infatti un abbraccio che non include, anzi esclude
(“La Chiesa Valdese deve avere il coraggio di uscire”) coloro che la
verità rivelata non sono disposti a venderla.
Qualcuno potrebbe anche concludere che,
stando così le cose, l’impostazione filosofica ecumenica è incoerente e non
praticabile. Ma invero non è così.
I firmatari della lettera, malgrado la
loro entusiasmante professione di fede ecumenica, non “pensano” da
ecumenici. Per questo, applicando il sano principio che la verità e il suo
contrario non sono compatibili tra loro, propongono che la “Chiesa Valdese
esca dal Consiglio Ecumenico delle Chiese dall’Alleanza delle Chiese
Riformate” nel caso che “non nutra quel sentimento fraterno”
(leggi: Ecumenico).
Dei veri ecumenici non sarebbero mai
arrivati ad una tale conclusione.
Il vero ecumenico ha infatti una mente
“armata” da una filosofia dialettica antibiblica, che afferma che la
verità e il suo contrario sono e devono essere sempre compatibili, o meglio
dialogabili, alla sola condizione che ci si voglia un “gran bene”.
Su questa base il vero ecumenico non
parla mai di dimissioni, ma di ammissioni ad ogni costo.
Nel caso specifico l’ecumenico vero avrebbero
commentato la decisione del Moderatore Valdese, dicendo che col suo gesto ha
dimostrato di non avere ancora una grande statura o maturità ecumenica, che
egli gravita in un’orbita ancora distante dal centro del grande amore
ecumenico, ma che occorre pazientare ed aspettare e, perché no, dialogare in
attesa che la maturità venga e si manifesti. L’apostolo Paolo in Efesi 4/15 ci
assicura che, se “seguiamo la verità in carità, noi cresciamo in
tutto”.
Quello che accade quando, armati da una
filosofia anticristiana, si osa. invertire l’ordine sopracitato, non è un segreto:
si, cala in tutto! Questo calo in tutto non è ormai più materia di profezia, ma
purtroppo è già la storia di tante Chiese.
Anche queste tristi considerazioni ci
sembrano utili per dare seria motivazione alla preparazione dell’invocato
RISVEGLIO.
Elio
Milazzo
ECUMENISMO CHE CI PIACE
La nostra ultima Assemblea all’unanimità
ha espresso il desiderio che i rapporti con altre Chiese Evangeliche vengano
intensificati.
A questo proposito nell’ultima circolare
della chiesa Valdese di Firenze leggiamo:
“Il Consiglio della Chiesa Valdese
di Firenze si rallegra dell’occasione che gli è data di accogliere nei locali
del centro comunitario i fratelli della Chiesa Apostolica d’Italia, riuniti per
un convegno di studio il cui tema li interessa direttamente. La Chiesa Valdese
sarà presente con una delegazione ufficiale, come è stato fraternamente
richiesto”. A questo convegno verrà discusso il tema: “La Chiesa
Apostolica e le altre Chiese evangeliche in Italia”.
Più oltre, nella medesima circolare si
legge:
“Saluti al pastore Mario Marziale
giunto or ora a Firenze quale pastore della Chiesa Battista. I rapporti tra le
nostre due chiese sono molto cordiali, e quindi assicuriamo al pastore Marziale
la nostra piena partecipazione alla gioia della comunità battista per il suo
arrivo. Lo sentiamo “fratello” e come fratelli avremo la possibilità
di camminare insieme.
AI CORRISPONDENTI E AI LETTORI
Siamo molto grati a quanti ci inviano
degli articoli per la circolare e rinnoviamo a tutti l’invito a collaborare
perché questa sia sempre più varia e interessante.
Vogliano scusarci i nostri
corrispondenti se è impossibile pubblicare sempre per intero i loro scritti.
Anche questa volta dovremmo impiegare molte più pagine di quelle di cui
disponiamo. In linea di massima un articolo non dovrebbe occupare più di mezzo
foglio della circolare.
Forse è inutile, ma è ben chiaro che non
è affatto detto che quanto viene pubblicato
sulla circolare rappresenti sempre il pensiero della TEV. Questo foglio vuole
soltanto essere un organo di collegamento fra i mille e più lettori. Se un
paragrafo dovesse indicare il parere della TEV sarebbe precisato all’inizio o
alla fine.
PROSSIME RIUNIONI
Ricordiamo che i coordinatori – e tutti
i membri della TEV che lo possono – sono convocati per venerdì 17 corr. alle
ore 20,30 presso la sala delle attività a Torre Pellice.
Fin d’ora annunziamo che la prossima
DOMENICA TEV avrà luogo a San Germano il 10 Dicembre, e in quell’occasione
avremo fra noi il Pastore Mennonita Elio Milazzo, presidente dell’Alleanza
Evangelica Italiana. È un’occasione da non mancare: vi preghiamo di prenderne
nota.
MORALE CATTOLICA E MORALE PROTESTANTE
Una corrispondente ci scrive da Roma:
Nell’ultima circolare si parla di un
eventuale dibattito dei giovani sulla morale protestante contrapposta a quella
cattolica. In coscienza debbo dire che, a parte taluni impostamenti teologici
su cui ognuno fa bene a restar fermo fino a prova contraria, la morale di un
buon cattolico equivale perfettamente a quella di un buon evangelico. Il modo
di esprimerla potrà differire nella forma o in qualche sfumatura di secondaria
importanza, la sostanza è la stessa… Se un prete o un papa sostengono un
principio già affermato da Gesù, dobbiamo dar loro atto che, in questo, son
nostri fratelli… Non si vede come S. Paolo, invece, contrapponeva i doveri
della vita cristiana alla dissolutezza del mondo pagano? E non ci troviamo noi
in una consimile situazione? Perciò, più che
– Fomentar dissidi fra credenti, mi
parrebbe utile studiare come comportarci in un mondo in cui Satana passeggia e spadroneggia
per lungo e per largo, perfino nelle Chiese.
Commento
Ci viene proposto un tema di non poco
conto. Infatti, a differenza di quanto pensa la nostra gentile corrispondente,
le divergenze dottrinali hanno sempre un’effettiva incidenza sugli
atteggiamenti morali. Nei catechismi cattolici, ad esempio, si legge che
“la morale cristiana si trova riassunta nei comandamenti di Dio e della
Chiesa”. Quanto a questi ultimi “noi siamo obbligati a osservare i
comandamenti della Chiesa, perché Gesù Cristo ha affermato che disobbedire alla
Chiesa vuol dire disobbedire a Lui stesso”. Occorre osservare che questi
comandamenti della Chiesa si riferiscono alla santificazione delle feste, la
messa domenicale, la confessione obbligatoria, l’obbligo di fare la Pasqua, il
digiuno delle quattro tempora e di quaresima, il rispetto del magro il venerdì.
Molto ci sarebbe ancora da dire, e chi
volesse approfondire l’argomento potrebbe leggere la pubblicazione, di alta
teologia, di Roger Mehl: “Morale Cattolica e morale protestante”
(Ediz. Claudiana) da cui abbiamo tratto le precedenti citazioni. Comunque sia,
ci pare difficile sostenere che le differenze fra la dottrina cattolica e
quella protestante, in fatto di morale, si riducano a delle sfumature. Questo
non vuol affatto dire che essere protestanti significa essere migliori dei
cattolici!
UTOPIA
Con questo titolo il fratello Guglielmo
Sellari di Torino scrive: Non disprezziamo le utopie, perché saranno realtà di
domani.
Un cristiano in buona fede, angosciato
dal fatto che oltre un miliardo di uomini si dicono seguaci di Cristo, Principe
della pace, mentre nel mondo trionfa la lotta, la violenza e l’omicidio, sognò
l’incontro di un angelo del Signore che gli disse: Non disperare, perché nel
futuro le cose cambieranno. Tutti i veri cristiani, stanchi di odiarsi e di
combattersi, faranno la pace e si riuniranno in una sola famiglia! Si
riconosceranno fratelli, ameranno lo stesso Dio, lo invocheranno con lo stesso
nome e saranno guidati dal vero Vicario di Cristo, il quale si convertirà al
vero cristianesimo e ripudierà le tradizioni del passato e l’opera dei suoi
predecessori. Dopo questo terremoto spirituale, la vera Chiesa cristiana,
rinnovata dalle fondamenta e liberata dalla zavorra che la lega alla terra e
alle tradizioni del passato pagano, spiccherà il volo verso il Regno di Dio,
profetizzato da Gesù Cristo.
Commento
Il nostro amico non è il solo, fra i
protestanti, ad ammettere che una futura Chiesa cristiana unita riconoscerà un
papa, naturalmente non più infallibile, ma con funzioni di rappresentanza; un
papa in qualche modo Vicario di Cristo, un papa che, ripudiate le dottrine
tradizionali della Chiesa Romana, si ispirerà unicamente all’Evangelo e
rappresenterà visibilmente l’unità dei cristiani. Sul numero del 9 corr.
dell’Eco del Chisone, organo della diocesi di Pinerolo la proposta è
chiaramente avanzata.
Un numero forse più grande di quel che
pensiamo fra i Protestanti, e soprattutto fra gli Anglicani, è pronto a
discutere il riconoscimento del papato su queste basi. Fra i membri della TEV
sorgeranno molte perplessità. Si domanderanno se l’idea di un papa
“evangelico” ha un fondamento biblico; se può esistere un vicario di
Cristo all’infuori dello Spirito Santo; se è ipotizzabile un papa che si ispiri
solo e unicamente all’Evangelo e rimanere papa.
Il nostro corrispondente conclude
“E voi, che parlate di ecumenismo, come la pensate?”. Ai membri della
TEV giriamo la domanda.
FINANZE
Mentre ringraziamo vivamente tanti che
ci hanno inviato delle offerte, per mancanza di spazio, dobbiamo rimandare alla
prossima circolare il solito resoconto finanziario.
ANCORA UNA RACCOMANDAZIONE
Se un membro della TEV non si fosse
ancora procurato le nostre due pubblicazioni: “Il Risveglio del 1825”
e “Gesù ha avuto propositi di riforma politica” – non tardi a
inviarci L,2.500 per la prima e L.800 per la seconda pubblicazione, che
riceveranno franco di porto. Tutti si adoperino anche per la diffusione della
relazione annua, che verrà inviata gratuitamente e anche in più copie a chi la
richiede.
L’ANIMA MIA SI ACQUETA IN DIO. SOLO DA
LUI VIENE LA MIA SALVEZZA (Salmo
62/1)
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare n. 49 28 novembre
1978
12.a
DOMENICA T. E. V.
San Germano 10 Dicembre
Il culto, con inizio alle 10,30, sarà
presieduto dal Pastore Giovanni Conte e l’annunzio dell’Evangelo sarà fatto dal
Pastore Mennonita Elio Milazzo.
Alle 14 – dopo aver consumato le
provviste al sacco – ci riuniremo nuovamente per udire il nostro gradito
ospite, che è anche presidente dell’Alleanza Evangelica Italiana, il quale ci
parlerà delle varie Chiese evangeliche che operano in Italia.
Quindi affronteremo un problema che ci
sta molto a cuore, quello dei giovani. Abbiamo pensato che, più che studiare il
problema in astratto, sarebbe quanto mai utile udire i giovani stessi. Pertanto
rivolgiamo loro un caldo invito perché vengano a dirci il loro pensiero sulla
Chiesa, e come vedono l’avvenire della società in cui sono chiamati a vivere, e
– perché no? – come giudicano la TEV. Quello che chiediamo loro è di esprimersi
liberamente, magari in pieno disaccordo con i nostri punti di vista. Speriamo
così che da un fraterno dibattito possano emergere nuove idee sulla via che la
Chiesa dovrà seguire nei confronti della nuova generazione.
PERSEVERANTI NELLA PREGHIERA (Rom.12/12)
Un Pastore Battista, trovandosi, quasi
trent’anni fa al letto di un
ammalato straniero che non aveva mai
visto prima pregava cosi:”Concedi a questo fratello venuto a noi da
lontano, la forza, se non l’ha di sopportare la sofferenza di oggi con lo
stesso spirito con il quale accetterà la gioia ci domani”.
Credo che in questi termini il nostro
fratello medico, che ha scritto su questa circolare, può pregare per i nostri
malati, e perchè no? per la mia amatissima moglie, sofferente da anni e che, purtroppo,
va di male in peggio.
I miei antenati battisti hanno sempre
insegnato la preghiera di intercessione. Come mi diceva uno zio: “Noi
abbiamo un Avvocato che non ha mai perso una causa”.
Il “Padre nostro” mi ha sempre
stupito non solo per il contenuto, ma anche perla forma. Non contiene nessuna
affermazione dottrinale che un Ebreo, perfino un Mussulmano, non potrebbero
accettare.
Un Pastore anglicano ha suggerito di dire il “Padre nostro” molto
lentamente, con pause dopo ogni
richiesta per meditare su che cosa significa per noi nella nostra vita di ogni
giorno. Questo metodo porta molti frutti. Allora sembra che preghiamo insieme
al Signore.
SULLA, PREGHIERA, DI INTERCESSIONE
Su questo argomento, che tanto,
giustificato interesse ha suscitato, ci scrive ancora da Milano il nostro amico
medico:
Ho atteso di rispondere, in attesa di
conoscere le reazioni al problema da me posto sulla preghiera di intercessione.
Esse mi hanno solo in parte convinto. Mi
è rimasta l’impressione spiacevole di quella che io chiamo la preghiera su
ordinazione, contraria al principio che essa debba invece nascere spontanea per
intima convinzione. Senza escludere che si possa (o si debba) partecipare (e
finire) con un “amen” con chi ha pregato in favore di altri.
Vorrei poi dire che nessuno dei passi
citati nel bollettino n°56 mi ha convinto, mentre rimango ben forte su quanto
Matteo dice in 6/5-7. Debbo pensare che Gesù si riferisca solo alla preghiera
intima e personale?
Non so se la mia perplessità nasca dunque
solo da motivi “viscerali” in contrasto con la prassi cattolica della
recitazione biascicata di invocazioni ripetute senza convinzione (dicono, ma
non sanno e non sentono quello che dicono”. A questo proposito ricordo di
aver visto una volta in una sacrestia cattolica un cartiglio con la scritta:
Invanum os laborat si cor non orat).
Per analogo ma diverso motivo ritengo
inutile o almeno non obbligatoria la ripetizione corale del Padre nostro e del
Credo recitato da chi presiede il culto; l’importante è che il significato
delle parole sia intimamente afferrato da chi partecipa.
Non mi addentro a discutere sul significato
del canto corale cui accenna un gentile interlocutore e che rappresenta un
bisogno del credente, un anelito necessario verso la divinità; esso segna anche
in contrasto (anche questo viscerale e storico), nei riguardi del
cattolicesimo.
ANCORA SUL CORTEO PROTESTANTE ALLA ROMA
PAPALE
abbiamo già richiamato l’attenzione dei
lettori sulla presenza di notabili protestanti alla prima messa dei due papi,
in seguito al parere espresso da un amico che auspica la venuta di un papa
“evangelico”. Per curiosa coincidenza, l’Eco Luce del 17 Novembre ha
pubblicato una lettera del parroco di Torre Pellice, don Trombotto, in cui si
sostiene la stessa idea, citando il parere favorevole di alcuni protestanti. Ma
ecco quanto scrive il Moderatore:
Prima della elezione del nuovo
‘pontefice’ noi eravamo intervenuti presso l’Alleanza Riformata e presso il
Consiglio Ecumenico per esprimere la nostra perplessità “come
riformati” per la partecipazione in toga del Segretario generale
dell’alleanza Riformata Mondiale alla cerimonia d’investitura di Giovanni Paolo
I°: “
Questo il contenuto della nostra
lettera: “… si comincia a dire che il papa potrebbe essere riconosciuto
dalle altre chiese come un fattore d’unità o un segno della loro comunione. La
presenza del mondo protestante in occasione della cerimonia d’inaugurazione del
pontificato sembrava dare un avallo a questa illegittima pretesa… noi ci
siamo domandati se non ci sarebbero state forme più autentiche di testimonianza
evangelica, soprattutto da parte delle Chiese Riformate. Con semplicità in uno
spirito di reale fraternità noi vorremmo dunque domandarti il senso che tu hai
voluto dare in quel giorno in Piazza S. Pietro mediante la tua presenza. Con il
segretario del Consiglio Ecumenico, Philipp Potter, abbiamo avuto la
possibilità di avere un colloquio di circa due ore… Quale risposta alla
domanda che avevamo rivolta anche a lui dopo la sua partecipazione alla
consacrazione di Giovanni Paolo I, egli ci ha detto che non era sua intenzione
partecipare alla cerimonia per la consacrazione del nuovo papa.
Il prossimo sinodo dovrà affrontare
questo problema dato l’evolversi della situazione ecumenica nel nostro paese.
CONSIGLIO ECUMENICO DELLE CHIESE E
POLITICA
Nell’ultima circolare abbiamo accennato
all’iniziativa del Consiglio Ecumenico delle Chiese per finanziare – si dice a
scopo di beneficenza – i movimenti di guerriglia rivoluzionaria. In
conseguenza l’Esercito della Salvezza avrebbe deciso di ritirarsi dal Consiglio
stesso. Non si può dargli torto dopo quello che è successo in Rhodesia, come
scrive il “Grido di guerra”: Dopo aver fatto irruzione in una scuola
Salutista, 15 terroristi hanno fatto uscire educatori e allievi, poi, senza
alcun preavviso, hanno sparato sui professori. Fra loro una ufficialessa
londinese di 27 anni e una giovane missionaria di Belfast sono state uccise
sul colpo.
Un testimonio racconta: I terroristi
erano andati di casa in casa, poi hanno attaccato la scuola con l’intenzione,
sembra, di prendere degli ostaggi. Qualcosa deve aver disturbato i loro piani e
hanno cominciato a sparare. Le due giovani erano in Rhodesia da 18 mesi
soltanto. La giovane irlandese una settimana prima di morire aveva scritto ai
genitori: “L’atmosfera qui assomiglia a quella di Belfast. Il pericolo
viene da oltre frontiera” .Aveva 24 anni, si era laureata all’Università
di Belfast. Insegnava matematica, educazione fisica e religione. Sin da bambina
aveva espresso il desiderio di partire per le missioni. L’Esercito della
Salvezza le aveva dato questa possibilità. Per il momento l’istituto è stato
chiuso e le allieve rimandate a casa. La scuola ospitava 3009 ragazze.
A proposito del finanziamento deciso dal
Consiglio Ecumenico, anche nella Chiesa Olandese c’è aria di contestazione.
Ecco che cosa ci scrive il nostro buon amico, Pastore Lekkerkerker:
Nella Chiesa Riformata di Olanda è sorta
una gran inquietudine per la decisione del Consiglio Ecumenico di dare 85.000 dollari
(circa 70 milioni di lire) al cosiddetto “Fronte Patriottico” in
Rhodesia. Questo movimento di natura terroristica scatena la violenza senza
distinzione fra negri e branchi. Perciò diversi reclami sono stati inviati al
Sinodo della Chiesa Olandese. In una di queste petizioni si legge fra l’altro:
“Sappiamo che la Chiesa ha una responsabilità profetica nei confronti
della vita politica. Ma in questi casi essa deve poter dire: “Così parla l’Eterno”.
Ma è in armonia con il volere del Signore, e quindi in armonia con la Bibbia,
che le Chiese prestino il loro aiuto a dei movimenti che versano del sangue
innocente? Inoltre il “Fronte Patriottico” è diretto da marxisti
estremisti. Una sola cosa essi dichiarano di volere: il potere mediante la
violenza.
Per questo si sono dichiarati nemici di
personalità come Moezorewa e Sithole i quali, in armonia con lo spirito
dell’Evangelo, desiderano raggiungere dei cambiamenti benefici senza
spargimento di sangue.
Le petizioni domandano al Sinodo di
inoltrare una energica protesta contro questo gesto irresponsabile del
Consiglio Ecumenico. Anzi, in una petizione si domanda addirittura che il
Sinodo rompa con il Consiglio Ecumenico o sospenda per ora i suoi contributi.
Ci domandiamo però se questa proposta sia opportuna e in armonia con
l’Evangelo. Prima di rompere si deve protestare. Nella sua assemblea di
Novembre il Sinodo dovrà vagliare queste proposte, e intanto sono state
chieste al Consiglio Ecumenico più precise informazioni.
Sarebbe molto importante se anche la Chiesa
Valdese esprimesse la sua preoccupazione!
LE SOLITE SCUSE!
Anche questa volta abbiamo dovuto
sunteggiare delle corrispondenze, mentre altre sono rimandate. Confidiamo
sulla comprensione dei nostri amici, assicurandoli che quanto ci scrivono è considerato
con molta attenzione.
DAI CORRISPONDENTI
Da San Martino al Cimino
Sono mesi che rimando il compito di
scrivervi per esprimere la mia gioia nel vedere la vostra testimonianza
evangelica nella Chiesa Valdese. Chiedo di essere considerato come
simpatizzante e vi auguro un proficuo ministero nel campo dove il Signore vi ha
collocati.
Sono un Pastore-missionario
indipendente, di origine inglese, convertito tramite un gruppo di preghiera
“carismatico” in patria e in seguito chiamato dal Signore della
raccolta ad operare per Lui in Italia; sono ormai sette anni che vi sono
residente. Stabilitomi in una zona scarsamente evangelizzata (a Viterbo,
infatti, non è mai esistita finora una comunità evangelica), cominciamo a
vedere ora i frutti del seme sparso con vari gruppetti in formazione che si
stanno unendo per costituire il primo nucleo della chiesa viterbese.
Mi occupo anche della traduzione in
italiano di libri evangelici dalla madre lingua, e curo un bollettino
ciclostilato (“Fiamma”) indirizzato soprattutto a fermenti di
rinnovamento nella Chiesa Cattolica (ve lo spedisco per conoscenza). Intanto
per mantenere la moglie e cinque figli, oltre gli aiuti ricevuti dai fratelli,
impartisco lezioni d’inglese in forma privata.
Il. Signore vi benedica e vi incoraggi
grandemente nel tentativo di “ricuperare” la gloriosa tradizione evangelica
sostenuta con tanto coraggio durante i secoli dai vostri antenati, ma che oggi
il Nemico della Chiesa vorrebbe distruggere “dall’interno”.
Sono convinto che avete molto da dare al
resto del mondo “veramente” evangelico italiano, dove scarseggia una
valida formazione teologica e culturale; e altresì che potremo contribuire
qualcosa al vostro movimento in termini di esperienza pratica
nell’evangelizzazione e nella vita dello Spirito.
Per l’ unita della Chiesa e la sua
maturazione sotto l’unico capo, Gesù Cristo.
Geoffrey
Allen
Dalla
Toscana
Ho letto con interesse e attenzione la
relazione presentata alla Assemblea plenaria della TEV. Se dovessi riassumere
in poche parole le mie impressioni, non saprei farlo meglio che con queste
parole: fede speranza – carità.
Ne ho apprezzato prima di tutto lo stile
limpido, veridico, obiettivo, pacato, fermo e al tempo stesso evangelicamente
indulgente anche là dove si è fatto cenno alle insinuazioni intorno ad una
pretesa origine sotterranea.(politica) del Movimento Evangelico Valdese,
secondo quella visuale, ormai così diffusa, di alterare ogni orizzonte ideale,
perfino nel campo dell’arte e della scienza.
A quanto pare c’è chi non capisce che
andare troppo a sinistra non significa soltanto assumere un certo colore
politico, ma anche una posizione negativa nei confronti del Cristianesimo….
Rilievo mitigato tuttavia da quello, che fu anche mio, di un constatato,
significativo, salutare, promettente mutamento di linguaggio, sia nella
predicazione che nella stampa, in un senso più aderente all’Evangelo,
probabilmente connesso, influenzato, o addirittura ispirato dalla TEV.
Da
Pisa
Ho preso contatto con il nuovo Pastore,
Ernesto Naso, al quale ho esposto molto chiaramente la situazione della
comunità, chiedendogli nel contempo di voler presenziare ad una riunione degli
scritti locali alla TEV, richiesta che è stato subito accettata. Vi terrò
informati dei successivi sviluppi di questa iniziativa.
SITUAZIONE FINANZIARIA /AL 23 NOVEMBRE
1978
Entrate dal 27/10/1978 al 23/11/1978
E. B., Torino “con tutta la mia
solidarietà” 10.000; M. R., id. 10.000; 1923. N.N., id. 7.000; V. J.,
Pomaretto 2.000; A. R., id. 3.000; L. S., id. 5.000; G. A., S. Martino al
Cimino 2.000; G. J., San Germano Chisone 5.000; C. A. Ch., Torre Pellice 5.000;
Notaio U. P., id. 4.500; P. R., Roma 10.000; A. T., id. 5.000; G. L., Milano
2.500; R. G., id. 50.000; N.N., riconoscente, Angrogna 10.000; Anna Picardi
Nitti, Napoli (rimborsò posta) 500; B. E., Lussemburgo 10.000; G. P. Torre del
Greco 5.000; E. R., Villar Perosa 10.000; Sorelle B., Como 5.000; A. D’A.,
Messina 2.000; S. M., id. 1.000; G. L., id. 1.000; E. M. id. 1.000; A. M., id.
5.000; T. P., id. 2.500; R. C.,id. 2.000; A. C., id. 2.000; Letteria S. 2.000 T.
G., id. 1,000; T. S., id. 5.000; C. S., 500; A. P., id. 2.000; P. S., id.
2.000; F. S., id. 1.000. Totale offerte L.191.500. Colletta riunione
coordinatori a Torre Pellice L.15.500. Offerte per n°8 opuscoli
“Cullmann” L.4.900. Offerte
per n°6 “Risveglio” L.13,000. Totale generale entrate L.224.900 (di cui L.104.900 a mezzo c/c/Tostale).
Uscite dal 27 Ottobre 1978 al 23 Novembre 1978 L.356.190
(Spese postali per spedizione circolari
e relazioni L.68.650 – posta L.14.640 – cancelleria varia L.12.500 – fotocopie
L.400 – compartecipazione nelle spese di luce e riscaldamento trimestre
1/10/1978 al 31/12/1978 L.60.000 – contributo “una tantum” alla
chiesa di Torre Pellice per sostituzione caldaia L.200.000. Totale generale
L.356.190).
Situazione finanziaria al 23 Novembre
1978 Fondo cassa al 29 Ottobre 1978 L.3.255.560
Offerte ricevute L.191.500 224.900
Colletta riunione coordinatori 15.500 L.3.480.460
Offerte per opuscoli
“Cullmann” n°8 4.900
Offerte per “Risveglio” n°6
copie 13.000
Totale generale entrate
Totale generale uscite L.
356.190
Avanzo di cassa al 23/11/1978 L.3.124.270
Torre Pellice 23 Novembre 1978
Il
cassiere
Mathieu
Geraldo
SOPRA TUTTE QUESTE COSE VESTITEVI DELL,
CARITA’ CHE E’ IL VINCOLO DELLA PERFEZIONE (Col.
3/14)
non pubblicato
Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese
Casella postale
10060 Torre Pellice (Torino)
