da Rastello Sergio | 19 Settembre 2026 | Punti di Fede
I sacramenti della Chiesa
Che Iddio non ci ammaestra solo colla sua parola, ma che di più egli ha ordinati dei Sacramenti per congiungerli ad essa, come mezzi per unirci a Cristo e partecipar ai suoi benefici, e che non ve ne sono più di due comuni a tutte le membra della Chiesa, sotto il Nuovo Testamento, cioè il Battesimo e la Santa Cena.
Rom. 1:16 Poiché io non mi vergogno dell’evangelo, perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco.
Rom. 10:17 Così la fede viene dall’udire e l’udire si ha per mezzo della parola di Cristo.
Rom. 4:11-13 poi ricevette il segno della circoncisione, quale sigillo della giustizia ottenuta per la fede che aveva quando era incirconciso, affinché fosse il padre di tutti quelli che credono essendo incirconcisi, in modo che anche a loro sia messa in conto la giustizia, 12 e il padre dei circoncisi, di quelli, cioè, che non soltanto sono circoncisi, ma seguono anche le orme della fede del nostro padre Abraamo quando era ancora incirconciso. 13 Poiché la promessa di essere erede del mondo non fu fatta ad Abraamo o alla sua discendenza in base alla legge, ma in base alla giustizia che viene dalla fede.
Matt. 28:19-20 Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente”.
Marco 1: 1- 4 Principio dell’evangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. 2 Secondo quanto è scritto nel profeta Isaia: “Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero a prepararti la via… 3 Voce di uno che grida nel deserto: ‘Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri’”. 4 Sorse Giovanni il battista nel deserto predicando un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati.
Rom. 6:3-5 O ignorate voi che, quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? 4 Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. 5 Perché, se siamo diventati una stessa cosa con lui in una morte simile alla sua, lo saremo anche in una risurrezione simile alla sua, sapendo questo…
1 Cor. 10:16 Il calice della benedizione che noi benediciamo non è forse la comunione con il sangue di Cristo? Il pane che noi rompiamo non è forse la comunione con il corpo di Cristo?
1 Cor. 11:11-13 D’altronde, nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo senza la donna. 12 Infatti, come la donna viene dall’uomo, così anche l’uomo esiste per mezzo della donna e ogni cosa è da Dio. 13 Giudicate voi stessi: è appropriato che una donna preghi Dio senza avere il capo coperto da un velo?
1 Cor. 12:12- 13 Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un unico corpo, così è anche di Cristo. 13 Infatti noi tutti siamo stati battezzati da un unico Spirito in un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un unico Spirito.
Ecco qui la nostra unione mistica con Cristo suggellata con i suggelli dei due Sacramenti della Chiesa Cristiana ciò è il Battesimo e la S. Cena.
da Rastello Sergio | 12 Febbraio 2026 | Punti di Fede
Punti di fede 27 – Necessità della Chiesa
Che ognuno a quella (ciò è alla Chiesa) deve congiungersi e tenersi nella sua comunione.
PROVE
Isa. 4:3
Avverrà che i sopravvissuti di Sion e i superstiti di Gerusalemme
saranno chiamati santi: chiunque, cioè, in Gerusalemme sarà iscritto tra i vivi,…
5 cioè nella vera Chiesa di Dio.
Isa. 44:5
L'uno dirà: "Io sono del SIGNORE", l'altro si chiamerà Giacobbe, e un altro scriverà sulla sua mano: "Del SIGNORE", e si onorerà di portare il nome d'Israele.
Gioele 2:32. Onde segue che per esser salvato conviene aggiungersi e attenersi alla vera Chiesa: non alla Sinagoga di Satana: o starsene solingo in uno eritaggio, o scomunicato.
Chiunque invocherà il nome del SIGNORE sarà salvato; poiché sul monte Sion e a Gerusalemme vi sarà salvezza, come ha detto il SIGNORE, così pure fra i superstiti che il SIGNORE chiamerà.
Atti 2:47
lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati.
Gal. 4:26
Ma la Gerusalemme di lassù è libera, ed è nostra madre.
Quelli dunque che non riconoscono la chiesa per madre ubbidendo alla pura predicazione della parola di Dio, non possono dire che Dio sia loro Padre.
Ebr. 12:22-23
Voi vi siete invece avvicinati al monte Sion, alla città del Dio vivente, la Gerusalemme celeste, alla festante riunione delle miriadi angeliche, 23 all'assemblea dei primogeniti che sono scritti nei cieli, a Dio, il giudice di tutti, agli spiriti dei giusti resi perfetti
Matt. 18:17
Se rifiuta d'ascoltarli, dillo alla chiesa; e, se rifiuta d'ascoltare anche la chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano.
2Cor. 6:14-18
Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto c'è tra la giustizia e l'iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre? 15 E quale accordo fra Cristo e Beliar? O quale relazione c'è tra il fedele e l'infedele? 16 E che armonia c'è fra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come disse Dio:
«Abiterò e camminerò in mezzo a loro, sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. 17 Perciò, uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d'impuro; e io vi accoglierò.
18 E sarò per voi come un padre e voi sarete come figli e figlie», dice il Signore onnipotente.
Notate che per aderire alla vera Chiesa conviene separarsi della falsa.
da Rastello Sergio | 27 Gennaio 2025 | Punti di Fede
26 – Indefettibilità della Chiesa di Cristo
Quella Chiesa non può mancare ed esser ridetta al niente, ma che deve esser perpetua, tutti gl’eletti essendo, ognuno nel suo tempo, chiamati da Dio nella comunione dei santi, e talmente per la virtù del suo Santo Spirito sostenuti e conservati nella fede, che perseverando in essa conseguiscono l’eterna salvezza.
PROVE
Ger. 31:3,33,35,36 «ma questo è il patto che farò con la casa d’Israele,dopo quei giorni», dice il SIGNORE: «io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. 35 Così parla il SIGNORE, che ha dato il sole come luce del giorno e le leggi alla luna e alle stelle perché siano luce alla notte; che solleva il mare in modo che ne mugghiano le onde; colui che ha nome: il SIGNORE degli eserciti. 36 «Se quelle leggi verranno a mancare davanti a me», dice il SIGNORE, «allora anche la discendenza d’Israele cesserà di essere per sempre una nazione in mia presenza».
Ger. 32: 38-40 essi saranno mio popolo e io sarò loro Dio; 39 darò loro uno stesso cuore, una stessa via, perché mi temano per sempre, per il loro bene e per quello dei loro figli dopo di loro. 40 Farò con loro un patto eterno, che non mi allontanerò più da loro per cessare di far loro del bene; metterò il mio timore nel loro cuore, perché non si allontanino da me.
Sal. 46:5 Dio si trova in essa: non potrà vacillare. Dio la soccorrerà al primo chiarore del mattino.
Mal. 3:6 «Poiché io, il SIGNORE, non cambio; perciò voi, o figli di Giacobbe, non siete ancora consumati.
Sal. 102:27-28 Ma tu sei sempre lo stesso e i tuoi anni non avranno mai fine. 28 I figli dei tuoi servi avranno una dimora e la loro discendenza sarà stabile in tua presenza.
Osea 2:19 Io ti fidanzerò a me per l’eternità; ti fidanzerò a me in giustizia e in equità, in benevolenza e in compassioni.
Il sacro vincolo di questo matrimonio spirituale di Cristo con la sua Chiesa non può esser rotto ne dagli uomini ne dai demoni: perché Iddio conserva la fede nei suoi.
Giov. 14:16 io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre,
Rom. 11:29 i doni e la vocazione di Dio sono irrevocabili.
Sal. 37:8 Cessa dall’ira e lascia lo sdegno; non adirarti; ciò spingerebbe anche te a fare il male.
Sal. 48:14 «Questo è Dio, il nostro Dio in eterno; egli sarà la nostra guida fino alla morte».
Giov. 6:37,47 Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me; e colui che viene a me, non lo caccerò fuori; 47 In verità, in verità vi dico: chi crede in me ha vita eterna.
Giov. 10:27-28 Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono; 28 e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano.
Rom. 8:29 – 32 Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli.
Rom. 8:8, 39 quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio. 39 né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.
Matt. 24:24 Così Cristo qui insegna non esser possibile che gli eletti siano sodotti. Essendo sostenuti per la grazia di Dio preserveranno nella fede sin alla morte.
Luc. 22:31-32 «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; 32 ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, fortifica i tuoi fratelli».
Giov. 17:11, 20-21 Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi. 20 Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: 21 che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato.
1 Cor. 1:7-8 in modo che non mancate di alcun dono, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. 8 Egli vi renderà saldi sino alla fine, perché siate irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo.
Fil. 1:6; 2:13 E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. 2:13 infatti è Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo.
Iddio opera talmente nella volontà dei suoi eletti ch’essi vogliono perseverare, ed effettivamente perseverano fin alla fine, tal che non si può dire che la volontà di essi renda dubbiosa la loro perseveranza: né essi si vantano di averla dal loro libero arbitrio, che si determini se stesso: ma dalla grazia di Dio.
1Giov. 2:19 Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; perché se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma ciò è avvenuto perché fosse manifesto che non tutti sono dei nostri.
1 Giov. 3:9 Chiunque è nato da Dio non persiste nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e non può persistere nel peccare perché è nato da Dio.
da Rastello Sergio | 17 Gennaio 2025 | Punti di Fede
Articolo 25 – Definizione della Chiesa
La Chiesa è la compagnia dei fedeli, i quali essendo stati da Dio eletti avanti la fondazione del mondo, e chiamati ad una santa vocazione, vengono ad unirsi per seguire la Parola di Dio, credendo ciò ch’egli vi ci insegna e vivendo nel suo timore.
PROVE
Efes. 4:11-13 È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo, 13 fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo.
Rom. 8:29-30 Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli; 30 e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati.
Matt. 22:14 Poiché molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti».
1 Giov. 2:18-19 Ragazzi, è l’ultima ora. Come avete udito, l’anticristo deve venire, e di fatto già ora sono sorti molti anticristi. Da ciò conosciamo che è l’ultima ora. 19 Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; perché se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma ciò è avvenuto perché fosse manifesto che non tutti sono dei nostri.
1Tess. 4:7 Infatti Dio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione.
Giuda 1 Giuda, servo di Gesù Cristo e fratello di Giacomo, ai chiamati che sono amati in Dio Padre e custoditi da Gesù Cristo.
1Cor. 1:2 Alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù, chiamati santi, con tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore loro e nostro:
Giov. 8:47 Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non le ascoltate; perché non siete da Dio».
Giov. 10:3-4 A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori. 4 Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.
Giov. 17:6,9,17,19,21-24 Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola.
Gv 17:9 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi;
Gv 17:17 Santificali nella verità: la tua parola è verità.
Gv 17:19 Per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati nella verità.
Gv 17:21 che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. 22 Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno come noi siamo uno; 23 io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell’unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me. 24 Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo.
2 Tim. 2:19 Tuttavia il solido fondamento di Dio rimane fermo, portando questo sigillo: «Il Signore conosce quelli che sono suoi», e «Si ritragga dall’iniquità chiunque pronuncia il nome del Signore».
1 Giov. 2:3-4 Da questo sappiamo che l’abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. 4 Chi dice: «Io l’ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui.
1 Giov. 3:3 E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com’egli è puro.
da Rastello Sergio | 3 Gennaio 2025 | Articoli
Punti di fede 24 – La Chiesa e il suo Capo
Iddio si è raccolta una chiesa nel mondo per la salvezza degli uomini, ed essa non ha che un solo Capo e fondamento, cioè Gesu Cristo.
PROVE
Isa. 4:3 Avverrà che i sopravvissuti di Sion e i superstiti di Gerusalemme saranno chiamati santi: chiunque, cioè, in Gerusalemme sarà iscritto tra i vivi.
Giov. 10:14-16 Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, 15 come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. 16 Ho anche altre pecore, che non sono di quest’ovile; anche quelle devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore.
Giov. 11:51,52
Or egli non disse questo di suo; ma, siccome era sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire in uno i figli di Dio dispersi.
Deut. 7:6
Infatti tu sei un popolo consacrato al SIGNORE tuo Dio. Il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra.
Sal. 33:12
Beata la nazione il cui Dio è il SIGNORE; beato il popolo ch’egli ha scelto per sua eredità.
Sal. 46:5
Dio si trova in essa: non potrà vacillare. Dio la soccorrerà al primo chiarore del mattino.
Sal. 87:1,3
Sal 87:1 Salmo dei figli di Core. Cantico. Il SIGNORE ha fondato la sua città (Sion) sui monti santi.
3 Cose gloriose sono dette di te, o città di Dio!
Sal. 100:3
Riconoscete che il SIGNORE è Dio; è lui che ci ha fatti, e noi siamo suoi; siamo suo popolo e gregge di cui egli ha cura.
Sal. 147:2
Il SIGNORE ricostruisce Gerusalemme, raccoglie i dispersi d’Israele;
Sal. 118:22,23
La pietra che i costruttori avevano disprezzata è divenuta la pietra angolare. 23 Questa è opera del SIGNORE,
è cosa meravigliosa agli occhi nostri.
Atti 4:11
Egli è “la pietra che è stata da voi costruttori rifiutata, ed è divenuta la pietra angolare”.
Matt. 16:18
E anch’io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere.
Efes. 1:22,23
Ogni cosa egli ha posta sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa, 23 che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti.
1 Cor. 3:11
poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù.
Efes. 2:20,21: e 5:23
Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare,21 sulla quale l’edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore… il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, lui, che è il Salvatore del corpo.
Come dunque non ha vergogna il Papa (e altri) di vantarsi d’esser capo e sposo della Chiesa? Come si può creder quella esser la casta sposa di Cristo, che riconosce un altro sposo?
da Rastello Sergio | 12 Agosto 2024 | Punti di Fede
Articolo 23 – (I santi)
Che quelli che posseggono la vita eterna in conseguenza della fede e delle loro buone opere, devono esser considerati come santi e glorificati, lodati per le loro virtù, imitati in tutte le belle azioni della loro vita, ma non adorati né invocati, poiché non si deve pregar se non un solo Iddio per Gesù Cristo.
PROVE
Sal. 116:15 È preziosa agli occhi del SIGNORE la morte dei suoi fedeli.
Apoc. 14:13 E udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essi si riposano dalle loro fatiche perché le loro opere li seguono».
Isa. 57: 1,2 Il giusto muore, e nessuno vi bada; gli uomini buoni sono tolti di mezzo, e nessuno considera che il giusto è tolto di mezzo per sottrarlo ai mali che sopraggiungono. Egli entra nella pace; quelli che hanno camminato per la retta via riposano sui loro letti.
Ebr. 13:7 Ricordatevi dei vostri conduttori, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio; e considerando quale sia stata la fine della loro vita, imitate la loro fede.
1 Cor. 11:1 Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo.
Giov. 8:39 Essi gli risposero: «Nostro padre è Abraamo». Gesù disse loro: «Se foste figli di Abraamo, fareste le opere di Abraamo;
Matt. 4:10 Allora Gesù gli disse: «Vattene, Satana, poiché sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto”».
Isa. 42:8 Io sono il SIGNORE; questo è il mio nome; io non darò la mia gloria a un altro, né la lode che mi spetta agli idoli.
Isa. 48:11 Per amor di me stesso, per amor di me stesso io voglio agire; perché infatti dovrei lasciare profanare il mio nome? Io non darò la mia gloria a un altro.
Gioel 2:32 Chiunque invocherà il nome del SIGNORE sarà salvato; poiché sul monte Sion e a Gerusalemme vi sarà salvezza, come ha detto il SIGNORE, così pure fra i superstiti che il SIGNORE chiamerà.
Rom. 10:13 Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.
L’oggetto sopra il quale si appoggia la fede è Dio solo. Gerem. 17:5. Dio solo dunque deve essere invocato. – Sal. 50:15. In tutta la S. Scrittura non si trova ne precetto d’invocare gli Angeli o i Santi raccolti in cielo, né promessa di grazia a chi lo facesse, né esempio di qualche fedele che li abbia pregati. – Matt. 11,28. Cristo non li rimanda né ai santi né alle sante. E gli Apostoli nelle loro epistole e prediche mai non hanno raccomandato se stessi a altri, né alla Beata Vergine, né ad alcuno de santi defunti: ma al solo Dio per mezzo di Gesù Cristo unico mediatore tra Dio e gli uomini.
Luc. 11 da 1 a 4. Essendo egli richiesto in generale d’insegnar loro a pregar, non diede loro varie forme d’orationi, una a Dio, altre agl’angeli, et a’ santi, anzi, per far loro veder chiaro che si deve invocar Dio solo, prescrive loro questo divino modello d’oratione, che non si può indirizzare ad alcuna creatura. Giud. 13,16. Non fu mai ordinata alcuna offerta religiosa da presentare a’ santi, o alli angeli molto manco dobbiamo offerir loro il sacrificio spirituale della preghiera.
1 Re 8:39. Dunque gli angeli e i santi non essendo scrutatori del cuore, non possono intendere le vere orazioni, che sono i pensieri e desideri dei cuori fedeli, e non la favella fallace delle labbra.
Eccl. 9:5 e 6, cfr. Giob. 14:21 – II Re 22,20. Se i santi raccolti nel riposo di Dio in cielo vedessero i peccati e le calamità nelle quali cadono le persone a loro care, e sopra tutto quelle della Chiesa, sarebbe turbata la loro felicità. Or se, come qui viene accennato, il Santo Re Giosia dopo la morte non vedeva le pubbliche miserie del popolo di Dio, molto meno possono i santi conoscer le necessità di tutte le persone particolari che sono in tutto il mondo, o intender le preghiere loro.
Isa. 63,16. Poiché questi Santi Patriarchi, Abramo amico di Dio, Padre de credenti, e Israele che aveva veduto Iddio faccia a faccia, non conoscevano li loro posteri del tempo d’Isaia, come si può credere che gli altri santi intendano le orazioni di tutti gli uomini?
da Rastello Sergio | 9 Agosto 2024 | Punti di Fede
Articolo 4 – (Lettura biblica)
Che riconosciamo la divinità di questi libri sacri, non solo dalla testimonianza della Chiesa, ma principalmente dall’eterna e indubitabile verità della dottrina contenuta in essi, dall’eccellenza, sublimità e maestà del tutto divina che vi si dimostra, e dall’operazione dello Spirito Santo che ci fa ricevere con riverenza la testimonianza la quale ce ne rende la Chiesa, che ci apre gli occhi per scoprire i raggi della celeste luce che risplendono nella Scrittura, e corregge il nostro gusto per discernere questo cibo col suo divino sapore.
PROVE
Giov. 4:42 … dicevano alla donna: «Non è più a motivo di quello che tu ci hai detto, che crediamo; perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo».
Così chi legge con riverenza la Santa Scrittura riconosce questa esser la voce di Dio e non d’un huomo.
Giov. 3:31 – Colui che viene dall’alto è sopra tutti; colui che viene dalla terra è della terra e parla come uno che è della terra; colui che vien dal cielo è sopra tutti.
Luc. 24:32 – Ed essi dissero l’uno all’altro: «Non sentivamo forse ardere il cuore dentro di noi mentr’egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?»
Ebr. 4:12 – Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l’anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore.
Sal. 12:6 – Le parole del SIGNORE sono parole pure, sono argento raffinato in un crogiuolo di terra,
purificato sette volte.
Sal. 19:8 – I precetti del SIGNORE sono giusti, rallegrano il cuore; il comandamento del SIGNORE è limpido, illumina gli occhi.
I Cor. 2:14-15 Ma l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente. 15 L’uomo spirituale, invece, giudica ogni cosa ed egli stesso non è giudicato da nessuno.
Tutti i fedeli hanno questo Spirito di Dio come insegna San Paolo in
Rom. 8:9 – Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se lo Spirito di Dio abita veramente in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui.
Cioè, non è cristiano.
Onde scrivendo a tutti li corinti e tessalonicesi esso gli esorta di giudicarne:
1 Cor. 10:15 – Io parlo come a persone intelligenti; giudicate voi su quel che dico.
2 Cor. 1:13 – Poiché non vi scriviamo altro se non quello che potete leggere e comprendere; e spero che sino alla fine capirete.
1 Tess. 5:19-21 – Non spegnete lo Spirito. 20 Non disprezzate le profezie; 21 ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene;
1 Giov. 4:1 – Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo.
da Rastello Sergio | 9 Agosto 2024 | Punti di Fede
Aricolo. 3 – (Sacra Scrittura)
Che conviene ricevere, come riceviamo, questa Santa Scrittura per divina e canonica, cioè per regola della nostra fede e vita; e ch’ella è pienamente contenuta nei libri del Vecchio e Nuovo Testamento; che nel Vecchio Testamento devono esser solo compresi i libri che Iddio affidò alla Chiesa Giudaica, da lei sempre approvati e riconosciuti per divini, cioè i cinque libri di Mosé, Josué, i Giudici, Rut, 1° e 2° di Samuele, 1° e 2° dei Re, 1° e 2° delle Cronache, ossia Paralipomeni, il 1° di Esdra, Nehemia, Ester, Giobbe, i Salmi, i Proverbi di Salomone, l’Ecclesiaste, il Cantico dei Cantici, i quattro gran Profeti, i dodici piccoli: e nel Nuovo i quattro Evangeli, gli Atti delli Apostoli, le Epistole di San Paolo, una ai Romani, due ai Corinzi, una ai Galati, una agli Efesi una ai Filippesi, una ai Colossesi, due ai Tessalonicesi, due a Timoteo, una a Tito, una a Filemone, l’Epistola agli Ebrei, una di San Giacomo, due di San Pietro, tre di San Giovanni, una di San Giuda e l’Apocalisse.
Nota 1. Appare attendibile che Antonio Leger allorché tra il 1660 ed il 1661 corredò, apologeticamente di prove bibliche e di varie sue note, il testo della CF/1655, si valesse della traduzione della Bibbia di Giovanni Diodati pubblicata a Ginevra in tre successive edizioni dal 1607 al 1641. Risulta infatti che taluni passi biblici riportati dal Leger sono tratti dall’una di tali edizioni ed altri da altre, a volte con taluni ritocchi od aggiustamenti di circostanza.
PROVE
– Esodo 24:4 Mosè scrisse tutte le parole del SIGNORE. Poi si alzò la mattina presto e costruì ai piedi del monte un altare e dodici pietre per le dodici tribù d’Israele.
– Esodo 34:27 Poi il SIGNORE disse a Mosè: «Scrivi queste parole; perché sul fondamento di queste parole io ho fatto un patto con te e con Israele».
– 2 Piet. 1:21 infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo.
– Rom. 3:2 Grande in ogni senso. Prima di tutto, perché a loro furono affidate le rivelazioni di Dio. (e però i libri Apocrifi che non furono mai dati da Dio ai Giudei non sono oracoli di Dio.)
– Rom. 15:4 Poiché tutto ciò che fu scritto nel passato, fu scritto per nostra istruzione, affinché mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranza.
– 2 Tim. 3:16 Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia,…
– 1 Tess. 4:8 Chi dunque disprezza questi precetti, non disprezza un uomo, ma quel Dio che vi fa anche dono del suo Santo Spirito.
– Deut. 12:32 Avrete cura di mettere in pratica tutte le cose che vi comando; non vi aggiungerai nulla e nulla ne toglierai.
– Rom. 1:1-2 Paolo, servo di Cristo Gesù, chiamato a essere apostolo, messo a parte per l’evangelo di Dio,che egli aveva già promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture.
– Giov. 5:39 ,45 Voi investigate le Scritture, perché pensate d’aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me; 45 Non crediate che io sia colui che vi accuserà davanti al Padre; c’è chi vi accusa, ed è Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza.
– Atti 17.11 Or questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così.
– Luc. 16:29 Abraamo disse: “Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli”.
Ecco quanta fede si deve dar ai libri della Santa Scrittura; più che ad un uomo che fosse risuscitato dai morti.
– Luc. 24:44 Poi disse loro: «Queste sono le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che si dovevano compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi».
– Isa. 8:20 Alla legge! Alla testimonianza!» Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna aurora!
– 1 Cor. 4:6 Ora, fratelli, ho applicato queste cose a me stesso e ad Apollo a causa di voi, perché per nostro mezzo impariate a praticare il non oltre quel che è scritto e non vi gonfiate d’orgoglio esaltando l’uno a danno dell’altro.
– Gal. 6:16 Su quanti cammineranno secondo questa regola siano pace e misericordia, e così siano sull’Israele di Dio.
– Gal. 3:15 Fratelli, io parlo secondo le usanze degli uomini: quando un testamento è stato validamente concluso, pur essendo soltanto un atto umano, nessuno lo annulla o vi aggiunge qualcosa.
Non è neanche molto lecito mutare o aggiunger cosa aluna al testamento di Dio contenuto nella Santa Scrittura, confermato con la morte di Cristo nostro Salvatore.
Gal. 1:8 Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi annunciasse un evangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema.
Con che coscienza dunque il Papa aggiunge egli tante cose oltre la Sacra Scrittura?
– Apoc. 22:18 Io lo dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro…
- Giovanni imponendo fine all’Apocalisse, che è l’ultimo libro della Santa Scrittura, ha voluto suggellarla tutta con questa santa protesta, posta come freno all’audacia e temerietà degli uomini.
da Rastello Sergio | 8 Maggio 2024 | Punti di Fede
22 – Ricompensa delle opere
Quantunque le buone opere nostre non possano meritar (nulla), il Signore non lascerà (mancherà) di ricompensarle con la vita eterna per una misericordiosa continuazione della sua grazia e in virtù della costanza immutabile delle promesse ch’egli ce n’ha fatte.
Giob. 9:2-3 Sì, certo, io so che è così; come potrebbe il mortale essere giusto davanti a Dio?3 Se all’uomo piacesse disputare con Dio, non potrebbe rispondergli su un punto fra mille.
Sal. 143:2 … non chiamare in giudizio il tuo servo, perché nessun vivente sarà trovato giusto davanti a te.
Rom. 3:20 perché mediante le opere della legge (la Torah) nessuno sarà giustificato davanti a lui; infatti la legge dà soltanto la conoscenza del peccato.
Luca 17:10 Così, anche voi, quando avrete fatto tutto ciò che vi è comandato, dite: “Noi siamo servi inutili; abbiamo fatto quello che eravamo in obbligo di fare”».
Giob. 22:2 «Può l’uomo recare qualche vantaggio a Dio? No; il savio non reca vantaggio che a se stesso.
Sal. 16:2 Ho detto a Dio: «Tu sei il mio Signore; non ho bene alcuno all’infuori di te».
Efes. 2:8-9 Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. 9 Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti.
2 Tim. 1:9 Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall’eternità
Tit. 3:5 Egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo.
Col. 3:23-24 Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, 24 sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l’eredità. Servite Cristo, il Signore!
Notate che il premio e la ricompensa promessa da Dio ai fedeli è eredità di figliuoli, non il salario dovuto loro in qualità di servitori remunerati. Matt. 25,:34. Essi dunque non lo pretendono per i loro meriti, ma per la grazia e misericordia del Padre, che li ha adottati come suoi figliuoli, benedetti e fatti suoi eredi. – Rom. 8, da 15 a 18.
Notate che neanche le sofferenze dei santi martiri possono meritar l’eredità della gloria celeste, ne esserle ricompensate. – Rom. 6,22 e 23. Così l’Apostolo c’insegna che l’uomo per i suoi peccati merita la morte, come vero salario delle sue scelleratezze e condanna dovute a suoi crimini, ma che i fedeli non possono pretender la vita eterna come salario meritato per le loro buone opere, anzi che essi la conseguiscono come un dono gratuito di Dio per i meriti di Gesù Cristo nostro Salvatore, e per farcelo veder più chiaro, l’Apostolo avendo detto che il salario del peccato è la morte, benché l’opposizione (contrasto) paia richiederlo, non soggiunge il salario delle buone opere è la vita, ma scrive che la vita eterna è dono di Dio.
da Rastello Sergio | 12 Dicembre 2023 | Articoli
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Storia di Jean-Marc Thobois
(in lingua francese troverete il collegamento sy Youtube alla prima riga per ascoltare o vedere circa 300 conferenze. Nel sito potrete leggere alcune di essere che ho tradotto)
Tratta dal periodico Keren Israel del giugno 2020. https://www.youtube.com/results?search_query=Keren+Israel
Non mi sarei mai immaginato un giorno di scrivere questo editoriale su Keren dedicato alla memoria di mio padre, Jean-Marc Thobois! Eppure è così…
Il pastore Jean-Marc Thobois, fondatore e responsabile di questa rivista nata nel 1977, è deceduto il 14 marzo 2020 a causa del coronavirus.
Negli scorsi anni non ne è stato solamente il reporter appassionato, esperto di archeologia biblica, esperto della tradizione ebraica ed infaticabile difensore per la causa di Israele…
In questi ultimi anni, affidata la realizzazione della rivista ai suoi discendenti, pur lasciandovi la sua impronta attraverso gli studi biblici, si era impegnato in un ministero d’insegnamento itinerante e di esegesi biblica.
Molti nel corso di questi 15 anni, in tutta la Francia e in molti altri paesi, hanno scoperto l’uomo e il suo messaggio, accompagnato da sua moglie Irene.
15 “brevi anni” di fronte al suo lungo ministero cominciato nel 1968 nella Chiesa battista di Denain.
Fu proprio in questo periodo che egli poté dare il meglio di se stesso. E malgrado i viaggi talvolta estenuanti, noi sapevamo che era intenzionato a continuare e a mantenere quel ritmo sino al suo ultimo respiro. È stato così!
Ecco perché quest’ultimo numero di Keren gli è dedicato.
Talvolta si rende omaggio agli uomini di Dio riassumendone la vita in poche parole.
Wesley grande revivalista (uomo di risveglio) inglese fu definito come l’uomo di un solo libro: la Bibbia. Felix Neff, l’apostolo delle Alte Alpi; Clément Le Cossec quello degli Tzugani. Su De William Hechler, cappellano britannico e braccio destro di Herzl, fu scritto sulla sua tomba: “Amante di Dio, della sua parola e del suo popolo”.
Jean-Marc Thobois non ha mai voluto essere comparato a nessuno di loro. Ma l’uomo di Dio non è forse colui al quale il maestro dichiara: “Buono e fedele servitore, sei stato fedele in poca cosa, ti stabilirò su molte; entra nella gioia del tuo maestro.”?
Nei 52 anni di ministero così densi, essi saranno segnati dalla realtà di Israele.
Un giorno, mentre era a casa nostra a Nitzana in Israele, pensando alla sua vita mi diceva: “Non sono stato apostolo eppure ho dovuto operare come apostolo nel fondare una Chiesa; non sono stato profeta e pertanto ho dovuto esprimere una visione sull’opera che facevo; non sono un pastore e ho dovuto guidare una Chiesa; non sono Evangelista ed ho operato come evangelista. Non sono contro i dottori (della legge) e ho dovuto aspettare d’essere in pensione per cominciare il mio ministero…”.
Decisamente le vie di Dio sono insondabili.
Nel luglio 1967 Jean-Marc Thobois lasciava Israele dopo 2 anni di formazione con il pastore Zeev Kofsmann a Gerusalemme (vedere il numero 100 di Keren). 2 anni trascorsi anche a studiare la storia e l’archeologia presso i migliori specialisti israeliani all’università di Gerusalemme.
Portava con sé i ricordi di un’esperienza che avrebbe segnato indelebilmente il suo spirito: c’era stata la guerra dei 6 giorni, vissuta poco prima in diretta dal fronte; la casa dei Kofsmann si trovava ad alcune centinaia di metri dalla città vecchia.
Sulla nave che lo riportava in Francia, Jean-Marc Thobois sognava questo tesoro appena scoperto, e questo ardore appassionante che riportava in Francia e che d’ora in avanti avrebbe trasmesso a moltitudini.
Ma le candide illusioni della gioventù lasciarono ben presto il posto alla delusione. Gli anni del suo ministero passarono e il suo messaggio così ben ricevuto, subì l’indifferenza e nel peggiore dei casi l’ostilità proprio dalla parte di certi pastori.
A mio padre piaceva raccontare un aneddoto del compositore norvegese Edouard Grieg, che aveva a casa sua un armadio dove conservava le partizioni musicali che aveva appena composto. Il musicista aveva lasciato in bella mostra, una lettera rivolta ad eventuali ladri che li avrebbero voluti rubare. “Cari ladri, aveva scritto, potete prendere quello che volete in questa casa, ma lasciate queste partizioni che hanno solamente un valore per me”.
E così è stato anche per Jean Marc Thobois.
È vero che ciò che mi disse aveva uno carattere generale, perché ci furono molti cristiani che lo ascoltarono e delle organizzazioni che lo sostennero.
In particolare bisogna menzionare la sua collaborazione con il pastore Clement le Cossec, ammirevole uomo di Dio grande amico di Kofsmann e anche uno dei pionieri delle relazioni tra i cristiani e Israele.
Nel 1977 fondarono insieme la rivista Hashonner Israel, dopo la morte di Kofsmann e l’interruzione della pubblicazione Shalom da lui diretta. La collaborazione durò fino al momento in cui non ci fu più bisogno del contributo del pastore Le Cossec, sempre più assorbito dall’opera che svolgeva presso gli tzigani. I due uomini rimasero sempre in contatto durante la loro vita in quanto indefettibili amici di Israele.
Pertanto quegli anni di attività in cui assunse il compito di pastore, aggiungendovi il suo lavoro di studio degno di benedizioni, le sue inchieste appassionate in Israele su argomenti molto eclettici come la natura, l’archeologia, la storia, la teologia, la cultura, la linguistica, svilupparono in lui una stupefacente conoscenza.
D’altra parte le prove della vita contribuirono a fornirgli una solida esperienza spirituale.
Fu certamente una lunga maturazione il cui culmine si espresse particolarmente quando lasciò il suo ministero pastorale al momento della sua pensione, per dedicarsi all’insegnamento itinerante o meglio, come amava definirsi un “pastore della diaspora”.
Dal 2004 dunque per Jean Marc Thobois cominciò una nuova e ultima tappa della sua vita. Ebbe infine il sentimento che era il momento di manifestare pienamente il suo ministero. Finalmente sentì che poteva condividere le ricchezze scoperte negli ultimi decenni!
Ne fece il centro del suo messaggio che era quello di ritornare alle radici ebraiche della fede cristiana. Non quello di integrare un rituale assolutamente non rivolto ai non ebrei, ma di ebaicizzare la lettura della Bibbia, di riconnetterla alla conoscenza del suo terreno d’origine che è la tradizione ebraica e la terra di Israele.
Uno dei suoi temi principali era la prossimità del ritorno di Gesù, poiché la storia di Israele, come gli attuali avvenimenti, ci portano assolutamente a questa conclusione.
Ben presto la sua agenda di appuntamenti fu piena di inviti in tutta la Francia e sovente anche all’estero. Per mio padre era un punto d’onore quello di rispondere alle sollecitazioni dovunque venissero, sia da quelli di maggioranza evangelici, ma anche dalle comunità cattoliche e persino da quelle ebraiche.
Il ritmo continuo dei suoi viaggi, al di là della fatica e contro la sua salute, gli procuravano un’incredibile soddisfazione: quella di poter compiere il suo ministero senza alcun impedimento e di poter partecipare alla preparazione del Chiesa per il ritorno del Signore, esponendo il suo messaggio senza preconcetti.
In parallelo Jean-Marc Thobois aveva cominciato un’attività editoriale. Il fatto che la famiglia e io stesso fossimo installati in Israele, gli aveva permesso di distaccarsi dalla realizzazione della rivista Keren Israel ed, essendo sul posto, mi era più facile organizzare le inchieste di cui in ogni modo ormai mi occupavo.
Perciò si mise a scrivere dei libri in uno stile semplice, diretto e profondo. Il primo l’aveva scritto molti anni prima senza mai averlo pubblicato.
Al successo di questa prima pubblicazione, ne seguirono in totale altre sei (di cui due usciranno prossimamente). Egli trattava la storia e il destino d’Israele, la profezia biblica, le feste, ecc. Era evidente che il relativo successo era nulla rispetto all’energia che emanava dal suo ministero. È vero che i legami famigliari mi indurrebbero a rendere più bella immagine di mio padre, ma credo che sinceramente fosse un umile e disinteressato servitore.
“Parlo e scrivo fintanto che lo posso fare e fintanto che queste cose le posso ancora dire” amava ripetere.
Malgrado le nostre raccomandazioni a gestire i suoi impegni per non danneggiare la salute, moderando il suo ritmo, egli sollecitava mia madre come segretaria ad accettare il massimo degli inviti. Così che le scadenze di attesa per gli ospiti duravano talvolta anche un anno!
È come se questo non fosse sufficiente, due volte all’anno, organizzava dei viaggi “maratona” in Israele per dei gruppi cristiani che guidava nella giornata, insegnando loro di sera quando ritornavano all’albergo.
Era per lui l’occasione di percorrere di nuovo questo paese che conosceva a memoria e che gli aveva dato così tanto.
Nel corso di questi quindici anni, è l’intensità di parecchi decenni che lo ha portato a vivere come se dovesse recuperare il tempo che probabilmente aveva perso (ma che in realtà non lo è stato…).
Da parte nostra abbiamo avuto la gioia di accoglierlo qui a Nitzana, Neguev, all’inizio del mese di gennaio. I miei genitori erano venuti nell’ambito di un programma di volontariato, di formazione e di scoperta del deserto che noi organizziamo ogni anno.
Per parecchi giorni si assunse il compito di organizzare numerosi corsi e riunioni. Non sapevamo che era l’ultima volta che lo avremmo visto…
Il seguito, molti di voi lo conoscono. In febbraio dello stesso anno, durante un seminario nell’est della Francia, i miei genitori e mia sorella furono contagiati dal coronavirus. Mia madre fu ospedalizzata e per molti giorni fu in pericolo di morte.
Mio padre che non accusava segni problematici di respirazione, fu rinviato dei medici a casa il giorno dopo dove rimase solo. Mia sorella lo vedeva quotidianamente e si occupava di lui e gli parlava. I suoi polmoni erano fortemente contagiati…
Sabato mattina 14 marzo, in piena riunione, mia sorella mi annunciava che mio padre era ormai nella gloria!
Jean-Marc Thobois, amico del Popolo, amico della Terra, amico della Parola, amico di Dio.
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Il ricordo del giusto…
Testimonianza.
Sono nato il 24 giugno 1944 a Niort. Ho avuto il privilegio di nascere in una famiglia cristiana. Vi ho vissuto i primi 2 anni della mia vita. Mio padre stava finendo i suoi studi di medicina all’ospedale. Al termine acquisì i clienti di un confratello del piccolo borgo di Couhé Vérac a 35 km da Poitiers.
Couhé a quel tempo si trovava al limite del Poitou protestante. Mi ricordo dei culti protestanti a cui assistevo e del magnifico tempio pannellato del villaggio.
Già in quel momento mi dicevo: “Quando sarò grande sarò pastore”.
Mio nonno materno, allora pensionato, era molto impegnato nella Chiesa, nelle prediche e negli interventi. Mi influenzò molto sul piano spirituale e su quello della fede.
È in quel momento che ho cominciato la scuola primaria. Furono anni meravigliosi in piena campagna… In quanto protestante a scuola, ho imparato ciò che significa la dura condizione di minoritario. Apprezzavo in particolare i momenti in cui il programma di storia ci portava a studiare la Riforma e le guerre di religione, essendo il solo protestante della classe, durante l’ora di ricreazione ero anche oggetto di scherno da parte dei compagni.
Prime esperienze spirituali.
Eravamo negli anni 50, appena dopo la guerra, momento in cui il risveglio cominciava a spandersi nel Nord. I miei due zii, Giulio e Andrea, divenuti pastori hanno optato per la Chiesa battista. Un giorno, in 3ª classe, un missionario proveniente dall’Africa ci mostrò delle diapositive della Chiesa battista di Niort. Quella sera ne fui impressionato. Cominciai a frequentare sempre più sovente quella chiesa, pur essendo il solo giovane.
Bisognava veramente avere sete di Dio per fare una cosa del genere! Oltre a mio nonno, il pastore e sua moglie, l’assemblea era composta da tre donne anziane… Io e mia sorella abbiamo cominciato a frequentare questa Chiesa regolarmente.
In quello stesso anno, io ne avevo 15, mia bisnonna donna di fede, decise di fare un’esperienza “di vita dopo la vita” che mi impressionò molto. Decise così di cominciare uno studio approfondito della Bibbia che mi permise, già allora, di acquisire una cultura biblica assai importante. Mi sono messo a cercare nella biblioteca dei miei genitori tutti i libri sulla Bibbia e la religione… Leggevo opere come ad esempio quelle di Donald Gee[1] , per non parlare delle riviste sul risveglio tra i gitani.
Un giorno leggendo “Pace con Dio” di Billy Graham, mi sono convertito nella mia camera e ho aspettato un momento prima di farmi battezzare. Poi sopraggiunsero due importanti avvenimenti decisivi per la mia vita. Il primo avvenne nel liceo di Poitiers: si trattava di un’esposizione sulle borse Zellidja, che era un’associazione creata dall’architetto francese Jean Walter. Questi era un bambino che dal nulla aveva fatto fortuna nelle miniere di rame in Marocco. Quando è morto ha lasciato tutto il suo patrimonio all’Accademia francese, perché dei giovani francesi potessero effettuare un viaggio di almeno un mese, in un altro paese perché potessero fare un’indagine di loro scelta.
La scoperta.
Nell’inverno del 1961, mio nonno paterno che riceveva molta letteratura cristiana, in particolare il giornale dei gitani “Vita e luce” lesse di una rivista che il pastore Clement Le Cossec organizzava un viaggio in Israele nel mese di maggio.
Partì per questo famoso viaggio per ritornare dopo un mese. Al suo rientro cominciò a raccontarci certe cose sbalorditive e sensazionali… Tutto questo ha stimolato molto la mia curiosità! Ciò che mi colpì di più fu l’accento che egli mise sul compimento delle profezie che si erano potute realizzare e vedere di persona. È in questo modo che mi contagiò.
Al rientro a scuola nell’ottobre del 1962, fui eletto dai compagni, nell’ambito delle borse per i concorsi Zellidja.
Dovevo presentare un progetto di viaggio e naturalmente il paese di mia scelta era Israele. L’argomento della mia indagine verteva sulla “immigrazione”. Ero stato molto colpito da quello che mio nonno mi aveva raccontato su quest’argomento perché era il periodo più intenso di immigrazione degli ebrei marocchini.
Più tardi ricevetti una lettera che mi informava di far parte dei trecento eletti e che ovviamente potevo partire per Israele.
Il 16 luglio 1963, dopo un’avventura incredibile, mi sarei imbarcato a Venezia sulla nave Hermes.
Dopo qualche giorno sbarcavo a Giaffa. C’era una folla tremenda: si sgomitava a destra e a sinistra, si gridavano ad alta voce le formalità,… Un vero souk!
Cominciai la mia indagine. Ottenni molti appuntamenti con l’Agenzia ebraica; assistetti allo sbarco di ebrei marocchini… Era una vera avventura… Durante molte notti fui costretto a dormire all’aperto sul prato della facoltà.
Attraverso incontri casuali, mi potei integrare in un gruppo di pellegrini cristiani. Così feci conoscenza del pastore messianico Zev Kofsmann che voleva conoscere questi viaggiatori. In una di queste sere il signor Kofsmann fece una riunione sulle ossa secche di Ezechiele 37, e dopo la partenza del gruppo, mi invitò a casa sua, dandomi la possibilità di stare da lui in una stanza.
Gli scopi previsti per questo viaggio furono raggiunti al di là delle mie aspettative! Non solo potei vedere la rinascita di Israele, secondo le antiche profezie, ma avrei potuto finalmente scoprire, secondo la visione del pastore Kofsmann, un aspetto totalmente nuovo per me della fede cristiana ovvero delle sue radici ebraiche. Fu una vera rivoluzione che avrebbe segnato il resto della mia esistenza.
Rientrai in Francia avendo approfittato al massimo del mio soggiorno! Ero stato contagiato dal virus dell’amore per Israele di mio nonno!
Realizzai un’importante relazione e ricevetti il terzo premio a livello nazionale che mi fu consegnato dal Primo Ministro dell’epoca, il signor Pompidou…
Questo fu il primo di una lunga serie di viaggi effettuati negli anni successivi.
In seguito mi iscrissi al collegio di Kenley in Inghilterra per la mia formazione pastorale. Sbarcai in Gran Bretagna nel settembre del 1964. Nell’estate del 1965, mentre ero a Gerusalemme, Zev Kofsmann mi disse: “Visto che avete fatto grandi progressi nella lingua ebraica, perché non viene qui all’università in Israele? Avrebbe il privilegio di ascoltare quello che non si sente in nessuna facoltà di teologia occidentale. Sarebbe direttamente in contatto con le radici ebraiche della fede”.
Furono per me due anni estremamente ricchi. Prima di tutto per l’ambiente caratteristico della piccola assemblea messianica di Gerusalemme e il contatto con il pastore Kofsmann. Questa Chiesa era una vera piattaforma di incontro fra visitatori di tutto il mondo e il mio ruolo era quello di riceverli. Fu un periodo grandemente benedetto.
La guerra dei Sei giorni.
Nel 1967 la crisi che sarebbe sfociata nella guerra dei sei giorni fu una totale sorpresa. Si seppe che il colonnello Nasser ammassava truppe nel Sinai… In seguito udimmo gli annunci di guerra contro Israele. Le truppe egiziane e israeliane erano l’una contro l’altra. Non dimenticherò mai quel 23 aprile 1967. Quel giorno, all’uscita dell’Università, alla fine dei corsi tutti gli studenti avevano i visi scuri. Furono mobilitati e partirono direttamente al fronte… Io non ero israeliano e fui tra le rare persone a non essere mobilitato. Ascoltavamo la radio per tutto il giorno. Udivamo una cantante egiziana molto popolare il cui nome era Oum Kalsoum le cui parole dicevano: ” Taglia la gola a tutti gli ebrei e a tutti i sionisti. Butta le loro teste in mare per Wilson e Johnson…”
Domenica 5 giugno, esattamente alle ore 8:05 udimmo suonare la sirena: cominciava la guerra…
Il conflitto a Gerusalemme fu rapido. Durò tre giorni che passammo nella cantina sotto i bombardamenti non stop. Il terzo giorno salimmo sul terrazzo malgrado il pericolo delle bombe. Da lì si poteva vedere la vecchia città; uno spettacolo straordinario: enormi proiettori di aeroplani puntavano sulle mura di Gerusalemme. Si aveva l’impressione, come dice il canto di Naomi Shemer, che le mura di Gerusalemme fossero d’oro puro… Vedevamo le tracce di spari che partivano da entrambe le parti come i fuochi d’artificio mortali.
Poi quando ci annunciarono: “Il Muro occidentale è nelle nostre mani!”, fu un momento straordinario. Nelle strade che qualche ora prima erano deserte, ora la gente si abbracciava e piangeva di gioia… Inviai un telegramma alla mia famiglia sul quale era scritto il versetto del Salmo 126: “…ci sembrava di sognare“.
Durante il ministero.
Rientrai in Francia nel mese di agosto del 1967 per diventare pastore della Chiesa battista di Denain.
Entrai in servizio all’età di 23 anni. Ed è in questa Chiesa che incontrai la mia futura moglie, Irene Kowaski di origine slava.
Rimasi a Denain fino al 1972, quando fui guidato per raggiungere quello che rimaneva d’una piccola Chiesa pentecostale a Vennes che aveva appena vissuto una dura prova.
Gli inizi furono estremamente difficili. La Chiesa si stava sciogliendo come neve al sole, al punto che mi chiedevo se non mi sarei ritrovato tutto solo con la mia famiglia…
Perciò ho cominciato ad evangelizzare e il Signore benedì. Dei giovani si convertirono e cominciammo con loro varie attività: campi e seminari, ecc…
Col tempo la Chiesa si ingrandì ed essendo lo stretto, decidemmo di fare un passo di fede. Vedremo i locali e acquistammo un terreno. Solo che dopo la traslazione non ci restavano più soldi!
Da quel momento ogni pietra che serviva alla costruzione era un atto di fede.
Ci vorrebbero molte pagine per raccontare tutti i miracoli che abbiamo vissuto! Mi sono sempre fatto un punto di onore nel non aver mai chiesto del denaro e di non aver mai fatto appello a dei doni! Dio avrebbe provveduto a suo tempo… E i doni arrivarono in modo provvidenziale.
Dal 1979 al 1984 abbiamo costruito il nostro luogo di culto. I campi dei giovani erano chiamati “campi degli edificatori”, in cui ragazzi e ragazze mescolavano cemento e sabbia e spostavano mattoni. Tutti i santi giorni, ogni pomeriggio prendevo la mia merenda, il mio thermos di te, sia che piovesse, sia che ci fosse il vento o la neve e mi trovavo sul cantiere per mettere qualche blocco di cemento.
Nello stesso periodo lavoravo anche allo sviluppo della rivista Hashonner Irsrael. Nel 1976 decedeva il pastore Kofsmann. Il comitato di redazione della rivista Shalom, creata dal pastore Le Cossec, volle continuare quel lavoro e decise di chiedermi di occuparmene. Così con il pastore Le Cossec formammo il comitato di redazione e cominciammo le nostre prime inchieste in Israele. Fu veramente un’avventura di fede. Dopo un po’ di tempo il pastore Le Cossec si ritirò per consacrarsi interamente al suo ministero. Allora proseguii le inchieste con mia moglie.
I viaggi erano fatti con i pochi soldi che la rivista non aveva. Utilizzavamo i trasporti pubblici e dormivamo in una piccola tenda che ci portavamo dietro. Durante il nostro soggiorno che durava 15 giorni, si trattava di fare quattro reportage, utili per i quattro numeri dell’anno. Nel 1989 la rivista Hashonner Israel cambiò il nome per diventare Keren Israel.
Una nuova tappa.
Il mio lavoro pastorale è durato fino al 2004, anno in cui per certi problemi dovetti abbandonare la Chiesa. D’altronde avevo quasi raggiunto l’età pensionabile. Allora sentii che il Signore mi chiamava ad’ una nuova fase della mia vocazione. Fu un momento molto difficile della mia vita perché mi sentivo molto scoraggiato. Un giorno ricevetti l’invito per un incontro pastorale a Nantes. Mi recai con mio figlio Pierre-David. Durante il viaggio, in macchina, mi ricordo di avergli detto che mi sembrava di aver fallito una parte della mia vita. Ci fermammo in quella città poche ore. Il poi prima di ripartire abbiamo salutato i fratelli. C’erano un apostolo e un profeta venuti dall’Olanda.
Stavamo per congedarsi quando uno di questi due mi guardò dicendomi: “Aspettate cinque minuti, il Signore mi ha fatto vedere qualcosa che vi riguarda”. E continuò: “È a causa mia che queste cose sono successe. Sono contento di te, sono contento di quello che tu fai. Non hai perso tempo. Quello che succede sono io che l’ho voluto. Questa è una nuova tappa per te e per la tua famiglia…”. Egli ripeteva parola per parola ciò che avevo detto a Pierre David in macchina, ma in senso positivo! Fu la più straordinaria profezia mai ricevuta nella mia vita che mi ridette l’energia necessaria!
In quello stesso tempo rilanciammo la rivista Keren Israele che era stata interrotta da qualche mese e per la quale avevamo ricevuto parecchi incoraggiamenti. Così ripartì con una nuova grafica e dinamismo.
Da quel momento molte porte si aprirono. Giunsero molti inviti da ogni parte e molte richieste da gruppi di credenti che volevano visitare Israele.
Al termine dei nostri viaggi, sovente in compagnia di Irene, ci piaceva “scendere nel profondo deserto” in prossimità dei nostri figli e nipoti per riposarsi nel silenzio e nella calma caratteristica del luogo. Là, davanti l’orizzonte di piccole montagne di sabbia riscaldate da un implacabile sole, potevamo riflettere in pace… Pensare, pregare… Parlare a Dio che sapeva tutto. Questo Dio che ci ama tanto, che conosce la strada davanti a noi, piena di insidie e rinfrescanti oasi…
Ecco perché quando penso a tutto il percorso fatto fin qui, quando ricordo tutti quei luoghi visitati, quando mi vengono in mente tutte le persone incontrate, che siano i miei antenati o gli amici odierni, quando rivivo tutti quegli avvenimenti gradevoli o difficili, non posso che esclamare: “Tu hai moltiplicato le tue meraviglie nei miei confronti!”.
Dio ha camminato davanti a me in tutti questi anni facili difficili. Ora la mia migliore speranza è che i miei figli e i nipoti proseguano il lavoro, fino al ritorno del Signore…
[1] Donald Henry Frere Gee (10 May 1891 – 20 July 1966) https://en.wikipedia.org/wiki/Donald_Gee#References