Noi valdesi di sinistra
abbiamo sdoganato
la secolarizzazione
nella chiesa
estratti da “Un ragazzo valdese” di Giorgio Bouchard, ed. Claudiana
(le note sono di Sergio Rastello, tranne le citazioni dell’autore)
(le note sono di Sergio Rastello, tranne le citazioni dell’autore)
Capitolo
quattro: il pulpito e la città.
quattro: il pulpito e la città.
Siamo negli
anni 60 e Giorgio Bouchard giovane
pastore (poi sarà anche moderatore della Tavola Valdese) ogni domenica deve
predicare i cinque paesi diversi. In quegli anni, dice, io, figlio di una
“Chiesa di popolo” scoprii la diaspora. I valdesi che dovevo curar
erano sparsi in 25 comuni diversi lungo un nastro di 90 km. La frequenza ai
culti era però abbastanza buona, il 35% circa, nettamente più che nelle valli
valdesi. Ci furono anche alcune conversioni[1]:
ex laici che cercavano la fede, e i cattolici che volevano una nuova patria
spirituale, ex fondamentalisti che desideravano entrare in una chiesa che fosse
insieme ortodossa e liberal. Dai
convertiti ho avuto molte soddisfazioni: essendo adulti con storie personali
del tutto diverse, li seguivo uno per uno con un catechismo
“individualizzato”; negli anni più intensi avevo da seguire – tra
giovani e adulti – sedici catecumeni con dieci catechismi, sparsi in un territorio
ampio 90 km. Poi però, quando, nell’autunno del 62, cominciai a dirigere la
rivista “Gioventù evangelica”, trascurai un po’ la comunità di
Biella, anche perché Ivrea cresceva: la Olivetti era ancora sulla cresta
dell’onda e molti venivano a lavorare lì; tra loro anche valdesi, metodisti e
battisti. (p. 114).
anni 60 e Giorgio Bouchard giovane
pastore (poi sarà anche moderatore della Tavola Valdese) ogni domenica deve
predicare i cinque paesi diversi. In quegli anni, dice, io, figlio di una
“Chiesa di popolo” scoprii la diaspora. I valdesi che dovevo curar
erano sparsi in 25 comuni diversi lungo un nastro di 90 km. La frequenza ai
culti era però abbastanza buona, il 35% circa, nettamente più che nelle valli
valdesi. Ci furono anche alcune conversioni[1]:
ex laici che cercavano la fede, e i cattolici che volevano una nuova patria
spirituale, ex fondamentalisti che desideravano entrare in una chiesa che fosse
insieme ortodossa e liberal. Dai
convertiti ho avuto molte soddisfazioni: essendo adulti con storie personali
del tutto diverse, li seguivo uno per uno con un catechismo
“individualizzato”; negli anni più intensi avevo da seguire – tra
giovani e adulti – sedici catecumeni con dieci catechismi, sparsi in un territorio
ampio 90 km. Poi però, quando, nell’autunno del 62, cominciai a dirigere la
rivista “Gioventù evangelica”, trascurai un po’ la comunità di
Biella, anche perché Ivrea cresceva: la Olivetti era ancora sulla cresta
dell’onda e molti venivano a lavorare lì; tra loro anche valdesi, metodisti e
battisti. (p. 114).
…Facevo trecento visite all’anno. … Le predicazioni, poi, erano il tormento del
mio sabato; sceglievo il testo il martedì, studiavo i commentari il mercoledì,
ma il sabato uscivo pazzo a cercare le applicazioni d’attualità: ai giovani
piacevano, agli altri un po’ meno…
mio sabato; sceglievo il testo il martedì, studiavo i commentari il mercoledì,
ma il sabato uscivo pazzo a cercare le applicazioni d’attualità: ai giovani
piacevano, agli altri un po’ meno…
Biella era
stata “dinamitata” da un conflitto legato alle scelte del precedente
pastore. Nelle elezioni politiche della primavera del 58 il pastore Teodoro
Balma, – intellettuale brillante, noto come uomo di sinistra e enfant terribile nelle sue polemiche, ma
dal quale ho imparato molto quando era secondo pastore Torino – fu proposto dal PC di Biella per una candidatura al
consiglio comunale. Lui accettò come indipendente ma successe un pandemonio
nella parte conservatrice della Chiesa.… La comunità era di formazione
pietista, e viveva nel mito di Piedicavallo, che era stata la prima comunità
valdese della zona, con un bel tempio costruito alla fine dell’ottocento dagli
spaccapietre emigrati che tornavano dagli Stati Uniti: in estate, i culti li
facevo lì.
stata “dinamitata” da un conflitto legato alle scelte del precedente
pastore. Nelle elezioni politiche della primavera del 58 il pastore Teodoro
Balma, – intellettuale brillante, noto come uomo di sinistra e enfant terribile nelle sue polemiche, ma
dal quale ho imparato molto quando era secondo pastore Torino – fu proposto dal PC di Biella per una candidatura al
consiglio comunale. Lui accettò come indipendente ma successe un pandemonio
nella parte conservatrice della Chiesa.… La comunità era di formazione
pietista, e viveva nel mito di Piedicavallo, che era stata la prima comunità
valdese della zona, con un bel tempio costruito alla fine dell’ottocento dagli
spaccapietre emigrati che tornavano dagli Stati Uniti: in estate, i culti li
facevo lì.
Biella mi
piacque molto,… (Le mie letture in quel periodo): sulla Riforma, R. Bainton;
The protestant Era di Paul Tillich, questo socialista cristiano esule
antinazista mi affascinò: leggendolo mi sentivo un po’ infedele a Barth, ma il
suo libro mi fu d’aiuto a capire la decisiva importanza storica del
protestantesimo e le ragioni della sua crisi novecentesca. Il protestantesimo,
diceva Tillich, in terra luterana è diventato un romanticismo senza giustizia e
in terra calvinista un puritanesimo senza amore. Triste a dirsi, era vero; risultato:
feci conferenze su Tillich a Biella, Ivrea, Vercelli, Torino, Firenze, Roma, Pinerolo
e, naturalmente a San Germano Chisone: i miei compaesani ne uscirono un po’ frastornati.
(Altre letture: la rivoluzione di
Roosevelt di Mario Einaudi. Altro filone di lettura in bilico tra
cristianesimo e socialismo, i libri di Silone. “A sinistra non usava considerarlo un credente, ma a cominciare da Pane e vino mi parve impossibile non
considerarlo come tale.”.[2]
piacque molto,… (Le mie letture in quel periodo): sulla Riforma, R. Bainton;
The protestant Era di Paul Tillich, questo socialista cristiano esule
antinazista mi affascinò: leggendolo mi sentivo un po’ infedele a Barth, ma il
suo libro mi fu d’aiuto a capire la decisiva importanza storica del
protestantesimo e le ragioni della sua crisi novecentesca. Il protestantesimo,
diceva Tillich, in terra luterana è diventato un romanticismo senza giustizia e
in terra calvinista un puritanesimo senza amore. Triste a dirsi, era vero; risultato:
feci conferenze su Tillich a Biella, Ivrea, Vercelli, Torino, Firenze, Roma, Pinerolo
e, naturalmente a San Germano Chisone: i miei compaesani ne uscirono un po’ frastornati.
(Altre letture: la rivoluzione di
Roosevelt di Mario Einaudi. Altro filone di lettura in bilico tra
cristianesimo e socialismo, i libri di Silone. “A sinistra non usava considerarlo un credente, ma a cominciare da Pane e vino mi parve impossibile non
considerarlo come tale.”.[2]
In quegli
anni leggevo regolarmente la rivista “Christianisme Social” fatta da
protestanti francesi di sinistra. Li ho scoperto la genialità di Paul Ricoeur e
di Jacques Ellul, la serietà di André Philip,… Ma anche un marxista come
Merleau-Ponty,… A Christianisme Social sono debitore della mia formazione
etico-politica.
anni leggevo regolarmente la rivista “Christianisme Social” fatta da
protestanti francesi di sinistra. Li ho scoperto la genialità di Paul Ricoeur e
di Jacques Ellul, la serietà di André Philip,… Ma anche un marxista come
Merleau-Ponty,… A Christianisme Social sono debitore della mia formazione
etico-politica.
Rapporti con la città?
A Biella
c’erano alcuni marxisti amici di… (Che avevamo conosciuto nei campi di Agape)
ed entrando in contatto con loro: c’erano socialisti come……, che poi entrarono
nel Psiup, e anche Elvio Tempia esponente del Pci. Toti e io partecipammo alla
fondazione di un centro studi marxisti, a cui contribuivano finanziariamente
(ma fummo gli unici). Io proposi di studiare Gramsci, invece gli altri decisero
di studiare Marx, ma ci arenammo sui presupposti filosofici del marxismo. Io
contestai questa impostazione, m’interessava approfondire le analisi economiche
marxiane, invece loro proponevano un sistema di
certezze considerate “scientifiche”, in realtà filosofiche.…
Autunno del 62… Crisi dei missili russi a Cuba… Il centro studi marxisti stilò
un documento che chiedeva la cessazione del blocco navale di Cuba, che firmai
anch’io, dopo aver ottenuto qualche correzione alla massiccia squalifica della
realtà americana nel suo insieme. I compagni vedevano arrivare la terza guerra
mondiale, ma ci fu un accordo tra Kennedy e Krusciov, e la crisi svanì.…
Durante la raccolta di firme conobbi G.…
socialista e laicissimo che firmò il nostro documento… Tutto mi sarei aspettato, salvo che 10 anni dopo l’avrei trovato membro
della Chiesa valdese di Biella, e poi suo presidente.…[3] Una volta illustrai
in modo un po’ apologetico l’efficacia del protestantesimo nel mondo moderno.
Uno degli amici marxisti comunicò all’assemblea che la religione non serviva
assolutamente nulla. Esempio: il Sudafrica! Evidentemente non sapeva chi
fossero Tutu e Mandela.…
c’erano alcuni marxisti amici di… (Che avevamo conosciuto nei campi di Agape)
ed entrando in contatto con loro: c’erano socialisti come……, che poi entrarono
nel Psiup, e anche Elvio Tempia esponente del Pci. Toti e io partecipammo alla
fondazione di un centro studi marxisti, a cui contribuivano finanziariamente
(ma fummo gli unici). Io proposi di studiare Gramsci, invece gli altri decisero
di studiare Marx, ma ci arenammo sui presupposti filosofici del marxismo. Io
contestai questa impostazione, m’interessava approfondire le analisi economiche
marxiane, invece loro proponevano un sistema di
certezze considerate “scientifiche”, in realtà filosofiche.…
Autunno del 62… Crisi dei missili russi a Cuba… Il centro studi marxisti stilò
un documento che chiedeva la cessazione del blocco navale di Cuba, che firmai
anch’io, dopo aver ottenuto qualche correzione alla massiccia squalifica della
realtà americana nel suo insieme. I compagni vedevano arrivare la terza guerra
mondiale, ma ci fu un accordo tra Kennedy e Krusciov, e la crisi svanì.…
Durante la raccolta di firme conobbi G.…
socialista e laicissimo che firmò il nostro documento… Tutto mi sarei aspettato, salvo che 10 anni dopo l’avrei trovato membro
della Chiesa valdese di Biella, e poi suo presidente.…[3] Una volta illustrai
in modo un po’ apologetico l’efficacia del protestantesimo nel mondo moderno.
Uno degli amici marxisti comunicò all’assemblea che la religione non serviva
assolutamente nulla. Esempio: il Sudafrica! Evidentemente non sapeva chi
fossero Tutu e Mandela.…
Nel 63 Bouchard divenne anche segretario della FUV (federazione unioni valdesi).
Ogni giovedì
passavo il pomeriggio a leggere “l’Espresso” e mi capitava di citarlo anche nei
sermoni, evidente prova del fatto che ero comunista! Una famiglia mandò
una dura lettera al moderatore Rostan, che da persona corretta quale era
rispose con copie a me; io gli chiesi e ottenni di vedere quella lettera, e per il dispiacere, oltre che per il superlavoro,
crollai: avevo gli stessi fatti nervosi come a Basilea. Era la primavera
del 63. Andai a Torino dal dottor Bruno…
bravissimo, un ebreo comunista la cui moglie era molto attiva ad Agape.
Era medico di Tullio Vinay, di vari valdesi,…
passavo il pomeriggio a leggere “l’Espresso” e mi capitava di citarlo anche nei
sermoni, evidente prova del fatto che ero comunista! Una famiglia mandò
una dura lettera al moderatore Rostan, che da persona corretta quale era
rispose con copie a me; io gli chiesi e ottenni di vedere quella lettera, e per il dispiacere, oltre che per il superlavoro,
crollai: avevo gli stessi fatti nervosi come a Basilea. Era la primavera
del 63. Andai a Torino dal dottor Bruno…
bravissimo, un ebreo comunista la cui moglie era molto attiva ad Agape.
Era medico di Tullio Vinay, di vari valdesi,…
A Ivrea?
Mi trovavo
benissimo, anche grazie ai preziosi consigli che mi aveva dato il mio
predecessore, il compianto pastore Cipriano Tourn. La chiesa era in espansione…
La frequenza al culto aumentava, c’erano almeno 50 persone ogni domenica. A
quell’epoca si convertì (nota p. 1) Maria Beata Tamietti, che tanto avrebbe
dato alla Chiesa in anni successivi, soprattutto alla comunità di Torre Pellice,…
ci fu anche la conversione (nota p. 1) di un musicista romano residente a
Carema, comunista militante:… Scoprì in lui il “comunismo dal volto
umano”. Ogni tanto mi dava da leggere “l’Unità”.
benissimo, anche grazie ai preziosi consigli che mi aveva dato il mio
predecessore, il compianto pastore Cipriano Tourn. La chiesa era in espansione…
La frequenza al culto aumentava, c’erano almeno 50 persone ogni domenica. A
quell’epoca si convertì (nota p. 1) Maria Beata Tamietti, che tanto avrebbe
dato alla Chiesa in anni successivi, soprattutto alla comunità di Torre Pellice,…
ci fu anche la conversione (nota p. 1) di un musicista romano residente a
Carema, comunista militante:… Scoprì in lui il “comunismo dal volto
umano”. Ogni tanto mi dava da leggere “l’Unità”.
Nella città
si respirava l’atmosfera olivettiana: modernità sia tecnologica sia di politiche
sociali: quartieri operai bellissimi, una grande biblioteca, per cui Ivrea era
una realtà molto più interessante che non Biella, allora una città chiusa tanto
sul piano ecclesiastico quanto su quello civile.
si respirava l’atmosfera olivettiana: modernità sia tecnologica sia di politiche
sociali: quartieri operai bellissimi, una grande biblioteca, per cui Ivrea era
una realtà molto più interessante che non Biella, allora una città chiusa tanto
sul piano ecclesiastico quanto su quello civile.
… Devo dire
che Ivrea mi sono formato pastoralmente e anche dal punto di vista
sociopolitico.
che Ivrea mi sono formato pastoralmente e anche dal punto di vista
sociopolitico.
Nella
costruzione della Chiesa ad Ivrea, furono raccolti soldi… Il consiglio di
chiesa mi incaricò di visitare a uno a uno i membri della famiglia Olivetti, nel
nome della mamma Luisa Revel, che era figlia di pastore. Dino, Silvia ed Elena
mandarlo doni in denaro per circa mezzo milione ciascuno; un milione arrivò
dalla vedova di Adriano, che avevo visitato a Roma durante uno dei miei viaggi.
Come marxista mi vergognai
un po’, come valdese mi rallegrai molto[4].…
Alla notizia della costruzione, un intellettuale valdese mi disse: “un
altro cenotafio?”. Cenotafio significa “Tomba vuota”. Ho tenuto
una conferenza pochi mesi fa in quel piccolo tempio, non è apparso né tombale
nel vuoto[5].
Eppure sono passati quarant’anni dal giorno della sua inaugurazione.
costruzione della Chiesa ad Ivrea, furono raccolti soldi… Il consiglio di
chiesa mi incaricò di visitare a uno a uno i membri della famiglia Olivetti, nel
nome della mamma Luisa Revel, che era figlia di pastore. Dino, Silvia ed Elena
mandarlo doni in denaro per circa mezzo milione ciascuno; un milione arrivò
dalla vedova di Adriano, che avevo visitato a Roma durante uno dei miei viaggi.
Come marxista mi vergognai
un po’, come valdese mi rallegrai molto[4].…
Alla notizia della costruzione, un intellettuale valdese mi disse: “un
altro cenotafio?”. Cenotafio significa “Tomba vuota”. Ho tenuto
una conferenza pochi mesi fa in quel piccolo tempio, non è apparso né tombale
nel vuoto[5].
Eppure sono passati quarant’anni dal giorno della sua inaugurazione.
Valutazione degli anni a Ivrea.
L’esperienza
pastorale di Ivrea mi è piaciuta… Avevo trent’anni… Durante le visite ai membri
di Chiesa, una famiglia di valdesi comunisti disse (in piemontese): “non abbiamo mai avuto un pastore così
democratico come lei!”… Partecipavamo a un gruppo un po’ estremista
(“Lotta di classe”) e, con giovani valdesi cercavamo di aiutare la
resistenza antifranchista… Questa attività mi spinse a leggere il libro
di Hugh Thomas Storia della guerra civile
spagnola.… Sfortunato esperimento, ma scoprii anche il massacro di
religiosi cattolici.
pastorale di Ivrea mi è piaciuta… Avevo trent’anni… Durante le visite ai membri
di Chiesa, una famiglia di valdesi comunisti disse (in piemontese): “non abbiamo mai avuto un pastore così
democratico come lei!”… Partecipavamo a un gruppo un po’ estremista
(“Lotta di classe”) e, con giovani valdesi cercavamo di aiutare la
resistenza antifranchista… Questa attività mi spinse a leggere il libro
di Hugh Thomas Storia della guerra civile
spagnola.… Sfortunato esperimento, ma scoprii anche il massacro di
religiosi cattolici.
Una somma di impegni che va ben oltre
il tempo libero.…
il tempo libero.…
In quegli
anni sono stati fatti due atti importanti, sia sul piano politico sia su quello
ecclesiastico. Riguardo al piano politico, bisogna dire che tutti i miei amici erano diventati marxisti[6]: Mario Miegge,
Giovanni Jervis, tutto il gruppo che faceva capo a Vittorio Rieser. Tra i
marxisti c’era anche… che è diventato credente;… Io avevo sempre continuato la
mia collaborazione con agape: mancai solo il campo sul marxismo del 1960-61… avevo
14 anni! Il gruppo marxista era dominato da…, pienamente padrone della materia
(aveva tradotto il secondo volume del
Capitale di Marx e creato la rivista “Quaderni Russi”) e laicissimo
(anche se non pregiudizialmente antireligioso);… Sul piano familiare… devo
ammettere che già a Ivrea si era manifestato uno dei miei maggiori difetti come
padre: lavoravo come un mulo per sei giorni, il lunedì mattina leggevo un po’,
e il pomeriggio portavo i bambini a camminare nei prati e nei boschi, qualche
volta sulla Serra di Ivrea. Risultato: i figli avevano l’impressione di un
padre sostanzialmente assente limitato ad essere, in estate il papà delle
vacanze. Li ho amati molto ma non sono riuscito a dirglielo.
anni sono stati fatti due atti importanti, sia sul piano politico sia su quello
ecclesiastico. Riguardo al piano politico, bisogna dire che tutti i miei amici erano diventati marxisti[6]: Mario Miegge,
Giovanni Jervis, tutto il gruppo che faceva capo a Vittorio Rieser. Tra i
marxisti c’era anche… che è diventato credente;… Io avevo sempre continuato la
mia collaborazione con agape: mancai solo il campo sul marxismo del 1960-61… avevo
14 anni! Il gruppo marxista era dominato da…, pienamente padrone della materia
(aveva tradotto il secondo volume del
Capitale di Marx e creato la rivista “Quaderni Russi”) e laicissimo
(anche se non pregiudizialmente antireligioso);… Sul piano familiare… devo
ammettere che già a Ivrea si era manifestato uno dei miei maggiori difetti come
padre: lavoravo come un mulo per sei giorni, il lunedì mattina leggevo un po’,
e il pomeriggio portavo i bambini a camminare nei prati e nei boschi, qualche
volta sulla Serra di Ivrea. Risultato: i figli avevano l’impressione di un
padre sostanzialmente assente limitato ad essere, in estate il papà delle
vacanze. Li ho amati molto ma non sono riuscito a dirglielo.
Torniamo ai suoi interessi politici.
Il marxismo
mi arrivò da “Quaderni rossi” tramite Mario Miegge e io credetti alla possibilità di distinguere il
marxismo dall’ateismo[7];
paradossalmente l’unico disponibile a questo discorso era Panzieri, spesso
presente ad Agape (pagina 126).… La presenza di alcuni intellettuali… Nel
gruppo torinese dei “Quaderni rossi”, e un certo rigorismo etico,
faceva sì che i torinesi fossero chiamati “i valdesi” del gruppo
romano dei “Quaderni rossi”. Per me
fu un incontro sconcertante[8]: ad Agape c’era
l’uso che tutti si presentassero, prima di iniziare i lavori, e tutti marxisti
– salvo due – ostentarono il loro ateismo. Diversi intellettuali protestanti si
dissero semplicemente valdesi (a dichiararsi credenti fumo solo Franco e
Danielle Giampiccoli, io e Toti). Vinay dormiva. Faceva sempre così, anche al
sinodo: dormiva, ma nei dibattiti interveniva puntualmente a rispondere quando
era chiamato in causa… (Una domenica tenne il suo famoso sermone sulla
risurrezione… E concluse dicendo: “e se non siamo sicuri di tenere Gesù
ben sepolto, allora chiamiamo tutti gli intellettuali del mondo: quelli sono
capaci di seppellire tutto!”[9]…
Io fui estremamente colpito – come dal sermone di Lo Bue – e ci rimugino da
cinquant’anni: in quei sermoni non c’era solo la grande schiettezza
intellettuale, c’era anche la presenza dello Spirito.
mi arrivò da “Quaderni rossi” tramite Mario Miegge e io credetti alla possibilità di distinguere il
marxismo dall’ateismo[7];
paradossalmente l’unico disponibile a questo discorso era Panzieri, spesso
presente ad Agape (pagina 126).… La presenza di alcuni intellettuali… Nel
gruppo torinese dei “Quaderni rossi”, e un certo rigorismo etico,
faceva sì che i torinesi fossero chiamati “i valdesi” del gruppo
romano dei “Quaderni rossi”. Per me
fu un incontro sconcertante[8]: ad Agape c’era
l’uso che tutti si presentassero, prima di iniziare i lavori, e tutti marxisti
– salvo due – ostentarono il loro ateismo. Diversi intellettuali protestanti si
dissero semplicemente valdesi (a dichiararsi credenti fumo solo Franco e
Danielle Giampiccoli, io e Toti). Vinay dormiva. Faceva sempre così, anche al
sinodo: dormiva, ma nei dibattiti interveniva puntualmente a rispondere quando
era chiamato in causa… (Una domenica tenne il suo famoso sermone sulla
risurrezione… E concluse dicendo: “e se non siamo sicuri di tenere Gesù
ben sepolto, allora chiamiamo tutti gli intellettuali del mondo: quelli sono
capaci di seppellire tutto!”[9]…
Io fui estremamente colpito – come dal sermone di Lo Bue – e ci rimugino da
cinquant’anni: in quei sermoni non c’era solo la grande schiettezza
intellettuale, c’era anche la presenza dello Spirito.
Negli anni
60 facevo parte di una “Commissione ecclesiologica”…, Si riuniva a
Milano… Non concluse granché, ma fu uno splendido luogo di incontro tra le
diverse tendenze presenti nella chiesa.… Erano presenti Alberto Ribet e Roberto
Nisbet, ma anche Giorgio Peyronel… e Aldo Comba che tendeva a sclericalizzare
la Chiesa… Io invece difendevo la centralità del ruolo pastorale.… In politica
conservavo però le mie idee socialiste, e non le nascondevo.
60 facevo parte di una “Commissione ecclesiologica”…, Si riuniva a
Milano… Non concluse granché, ma fu uno splendido luogo di incontro tra le
diverse tendenze presenti nella chiesa.… Erano presenti Alberto Ribet e Roberto
Nisbet, ma anche Giorgio Peyronel… e Aldo Comba che tendeva a sclericalizzare
la Chiesa… Io invece difendevo la centralità del ruolo pastorale.… In politica
conservavo però le mie idee socialiste, e non le nascondevo.
In quegli anni, Giorgio si considera
marxista pur essendo credente.
marxista pur essendo credente.
Per molti
anni sono stato marxista o per meglio dire gramsciano. Mi disturbava però il
modo sommario con cui sia Marx sia Gramsci liquidavano il fattore religioso…
Marx parlava del denaro come “vero dio dell’ebreo” e Gramsci che 80 anni
fa scriveva che la religione era ormai cosa di donne, di vecchi e di malati…
Un’altra cosa che mi disturbava profondamente era il carattere monarchico del
potere marxista… E ciò che venimmo a sapere di tutti i delitti: 16 milioni di
vittime.
anni sono stato marxista o per meglio dire gramsciano. Mi disturbava però il
modo sommario con cui sia Marx sia Gramsci liquidavano il fattore religioso…
Marx parlava del denaro come “vero dio dell’ebreo” e Gramsci che 80 anni
fa scriveva che la religione era ormai cosa di donne, di vecchi e di malati…
Un’altra cosa che mi disturbava profondamente era il carattere monarchico del
potere marxista… E ciò che venimmo a sapere di tutti i delitti: 16 milioni di
vittime.
Mi ero
dunque imbarcato nella cosiddetta “lettura galileiana” di Marx,
ridotto (o promosso a scienziato sociale… a prescindere dal suo ateismo. Quanto a noi,
potevamo dire, come Mottura: “Ci diciamo marxisti e ci confessiamo cristiani”[10].
Per quanto mi riguarda, devo dire che questo tentativo di separare il marxismo
dall’ateismo è fallito.… Aldo Sbaffi, che era pastore di Milano, mi fece
leggere un libro di Gollwitzer, che dimostrava come la ateismo fosse
inseparabile dalla marxismo.… In un memorabile campo di Agape (1969) udii un
simpatico relatore che diceva: il marxismo è (o deve essere chiusa parentesi
una scienza emancipatoria. Che sia una scienza, oggi non ci crede più nessuno:
per il suo carattere “emancipatorio”, parlano i fatti. E qui devo
fare una pesante autocritica: noi valdesi di sinistra abbiamo tentato – anche
ad Agape -di sdoganare la Chiesa nel mondo secolarizzato, e invece abbiamo
sdoganato la secolarizzazione dentro la chiesa. (p. 128)
dunque imbarcato nella cosiddetta “lettura galileiana” di Marx,
ridotto (o promosso a scienziato sociale… a prescindere dal suo ateismo. Quanto a noi,
potevamo dire, come Mottura: “Ci diciamo marxisti e ci confessiamo cristiani”[10].
Per quanto mi riguarda, devo dire che questo tentativo di separare il marxismo
dall’ateismo è fallito.… Aldo Sbaffi, che era pastore di Milano, mi fece
leggere un libro di Gollwitzer, che dimostrava come la ateismo fosse
inseparabile dalla marxismo.… In un memorabile campo di Agape (1969) udii un
simpatico relatore che diceva: il marxismo è (o deve essere chiusa parentesi
una scienza emancipatoria. Che sia una scienza, oggi non ci crede più nessuno:
per il suo carattere “emancipatorio”, parlano i fatti. E qui devo
fare una pesante autocritica: noi valdesi di sinistra abbiamo tentato – anche
ad Agape -di sdoganare la Chiesa nel mondo secolarizzato, e invece abbiamo
sdoganato la secolarizzazione dentro la chiesa. (p. 128)
[1] Conversione per il pastore Bouchard, sembra essere,
come per molti altri valdesi una semplice adesione alle regole o ordinamenti
valdesi. Essendo ancora valdese so per certo che i responsabili della chiesa
non si pongono delle domande – e non vogliono porsele – sulla relazione
personale che i membri hanno spiritualmente col loro Signore e Salvatore, né
tantomeno della loro vita spirituale. Per loro è sufficiente, dopo la cerimonia
ufficiale di inserimento nella chiesa locale, l’iscrizione ai registri, la loro
contribuzione pecuniaria e la loro presenza – anche se saltuaria – al culto
domenicale e alle varie iniziative o attività concordate col consiglio di
chiesa.
come per molti altri valdesi una semplice adesione alle regole o ordinamenti
valdesi. Essendo ancora valdese so per certo che i responsabili della chiesa
non si pongono delle domande – e non vogliono porsele – sulla relazione
personale che i membri hanno spiritualmente col loro Signore e Salvatore, né
tantomeno della loro vita spirituale. Per loro è sufficiente, dopo la cerimonia
ufficiale di inserimento nella chiesa locale, l’iscrizione ai registri, la loro
contribuzione pecuniaria e la loro presenza – anche se saltuaria – al culto
domenicale e alle varie iniziative o attività concordate col consiglio di
chiesa.
[2] Altra contraddizione: chi aveva rtagione? La sinistra
che non considerava credente Silone o
Bouchard che invece lo considerava? Un ateo sa distinguere un credente da un
non credente? O è Bouchard, pastore, che ha un’idea sbagliata di un credente?
che non considerava credente Silone o
Bouchard che invece lo considerava? Un ateo sa distinguere un credente da un
non credente? O è Bouchard, pastore, che ha un’idea sbagliata di un credente?
[3] Un marxista che dirige una chiesa valdese. Un aderente
alla filosofia atea che dirige un gruppo che dovrebbe essere credente in Dio?
Altra contraddizione! Gesù diceva che un regno diviso non può sussistere,
riferendosi al regno di Belzebu. Qui sta avvenendo la stessa cosa.
alla filosofia atea che dirige un gruppo che dovrebbe essere credente in Dio?
Altra contraddizione! Gesù diceva che un regno diviso non può sussistere,
riferendosi al regno di Belzebu. Qui sta avvenendo la stessa cosa.
[4] La sincerità di Bouchard mi permette di capire quanto
sia lacerante e contrastante, direi incoerente, essere nello stesso tempo
marxista (favorevole a una dottrina atea) e nello stesso tempo valdese. Perché
valdese significa essere cristiano, credente in Dio, il Dio di Gesù Cristo
ovvero Dio stesso.
sia lacerante e contrastante, direi incoerente, essere nello stesso tempo
marxista (favorevole a una dottrina atea) e nello stesso tempo valdese. Perché
valdese significa essere cristiano, credente in Dio, il Dio di Gesù Cristo
ovvero Dio stesso.
[5] La stampa di questo libro è datata 2013. Se il pastore
ha predicato qualche mese prima della redazione si potrebbe supporre che la sua
presenza nel tempio di Ivrea sia avvenuta all’incirca nel 2012. Già dal 1976-77
con la TEV un gruppo di credenti valdesi ipotizzava un inevitabile declino
della chiesa. Nel 2010 ci fu una protesta valdese simile a quella del 1977 che
faceva capo a Lucio Malan. E nel 2014 un’intervista su “Riforma” dal titolo “Una
chiesa in torpore” a due noti pastori G. Tourn e P. Ricca evidenziava nella
Chiesa Valdese un’evidente malattia. Non
è stato redatto un cenotafio, ma una brutta diagnosi del corpo è stata
redatta. Purtroppo inascoltata e taciuta. Proprio in quegli anni circolava la
notizia che 800 persone avevano abbandonato la chiesa. Sembra da un punto di
vista spirituale una inarrestabile agonia.
ha predicato qualche mese prima della redazione si potrebbe supporre che la sua
presenza nel tempio di Ivrea sia avvenuta all’incirca nel 2012. Già dal 1976-77
con la TEV un gruppo di credenti valdesi ipotizzava un inevitabile declino
della chiesa. Nel 2010 ci fu una protesta valdese simile a quella del 1977 che
faceva capo a Lucio Malan. E nel 2014 un’intervista su “Riforma” dal titolo “Una
chiesa in torpore” a due noti pastori G. Tourn e P. Ricca evidenziava nella
Chiesa Valdese un’evidente malattia. Non
è stato redatto un cenotafio, ma una brutta diagnosi del corpo è stata
redatta. Purtroppo inascoltata e taciuta. Proprio in quegli anni circolava la
notizia che 800 persone avevano abbandonato la chiesa. Sembra da un punto di
vista spirituale una inarrestabile agonia.
[6]Il pastore Bouchard, si direbbe che si sia convertito
alla politica. Prova ne sono i suoi amici.
alla politica. Prova ne sono i suoi amici.
[7] Gesù aveva detto: Non si può servire a due padroni.
[8] Altro segnale per cambiare direzione.
[9] Sandro Sarti pubblicò quel sermone nelle “Notizie
da Agape” di quell’autunno. Spero che un giorno l’altro venga ripubblicato
scrive Bouchard, nelle note.
da Agape” di quell’autunno. Spero che un giorno l’altro venga ripubblicato
scrive Bouchard, nelle note.
[10] vedi
“Gioventù evangelica”, novembre-dicembre 1967, pagina 3.
“Gioventù evangelica”, novembre-dicembre 1967, pagina 3.


