Le cose (e gli uomini) che non sono

C’è un problema che hanno tutti i
responsabili di attività evangeliche
(pastori, diaconi, evangelisti, monitori,
responsabili di giovani, nei campi e nelle scuole bibliche, editori), quello di
avere dei collaboratori idonei, capaci, preparati ed efficienti. La chiesa è il
luogo dove nascono o muoiono delle vocazioni. È stato così quando la chiesa non
esisteva ancora e Gesù aveva detto: Non
siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi,
Gv 15:16. Egli ha
scelto delle persone che ha istruito e formato con una regola totalmente diversa
da quella che ancora oggi adotteremmo noi: “chiunque
vorrà essere grande fra voi, sarà vostro servitore”
, Marco 10:35-45.
Nei vari
racconti evangelici che parlano di questa scelta troviamo tre verbi che caratterizzano il suo modo di scegliere.
            Matteo 4 :18 … Gesù vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in
mare, perché erano pescatori. 19 E disse loro: «Venite dietro a me e vi
farò pescatori di uomini . 21 Passato oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni, suo fratello».
In Gv 1:
quando Gesù incontrò Giovanni Battista e i suoi discepoli è scritto che: 40
Andrea, fratello di Simon Pietro,…trovò suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo
trovato il Messia». 43 Il giorno seguente, Gesù …; trovò Filippo, e gli
disse: «Seguimi». poi 45
Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato».
In Marco 3:13 “Poi Gesù salì sul monte e chiamò
a sé quelli che egli volle”, segue l’elenco dei dodici.
Ancora oggi, per la sua chiesa Dio vede, Dio cerca  e trova,
Dio chiama
.
 
           Se fossimo stati al posto di Gesù
avremmo scelto dei discepoli così? Simone l’impulsivo; Giacomo, figlio di
Zebedeo e Giovanni, fratello di Giacomo, figli del tuono – presuntuosi e arrivisti
-; Andrea, Filippo, Bartolomeo (personaggi abbastanza insignificanti), Matteo –
esattore delle imposte e collaborazionista con l’occupante – , Tommaso –
incredulo e diffidente – , Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo (senza
particolari qualità) e Giuda Iscariot, quello che poi lo tradì. Erano proprio gli uomini giusti, al posto
giusto, nel momento giusto? Tutti quanti voltagabbana quando Gesù fu
crocifisso e scalcinati come direbbe qualcuno.
 Leggendo
in Giovanni 17: 6-14, la famosa preghiera sacerdotale, Gesù non fa nessuna
critica a quegli uomini (tutti i rimproveri necessari erano già stati detti direttamente), tranne che a Giuda:
Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano
tuoi e tu me li hai dati;… Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo…
Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del
mondo, come io non sono del mondo… Nessuno di loro è perito, tranne il figlio
di perdizione.
La loro caratteristica principale: “non sono del mondo  pur  non
essendo nel mondo
”. Se c’è un difetto, è che “non sono del  mondo”, così come non lo era Gesù.
         Qual era l’opinione dell’ultimo
discepolo, Paolo a proposito dei dirigenti della chiesa primitiva? (1 Corinzi) Dov’è il sapiente? Dov’è lo scriba? Dov’è il
contestatore di questo secolo? Non ha forse Dio reso pazza la sapienza di
questo mondo?
è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di
salvare i credenti con la pazzia della predicazione…  poiché la pazzia di Dio è
più saggia degli uomini e la debolezza di Dio è più forte degli uomini.
Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra di voi
molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili; ma Dio ha
scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le
cose deboli del mondo per svergognare le forti; Dio ha scelto le cose ignobili
del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al
niente le cose che sono…

Se crediamo
che sia opportuno scegliere delle persone importanti per la chiesa o per qualunque altra attività evangelica che onori il Signore (prima di chiunque altro), per non sbagliare dovremmo tener conto di
quello che ha scritto Paolo e dell’esperienza di Samuele, quando fu inviato a
cercare il re che avrebbe sostituito Saul:(ormai in mobilità) «Non badare al suo aspetto né alla
sua statura, perché io l’ho scartato; infatti il SIGNORE non bada a ciò che
colpisce lo sguardo dell’uomo: l’uomo guarda all’apparenza, ma il SIGNORE
guarda al cuore» (1 Sam. 16:6). “Io mi susciterò un sacerdote fedele, che agirà
secondo il mio cuore e secondo l’anima mia; io gli edificherò una casa stabile,
ed egli sarà al servizio del mio unto per sempre”. (1Sam 2:35). La scelta di Dio è indispensabile e più importante della
nostra. Sì, guardiamo un po’ la nostra vocazione…!