Settembre 1977 (n. 20-21)

TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
             
n. 20                            Circolare
personale agli aderenti                       3 settembre 1977
LA NOSTRA CHIAVE
       Il libro degli
Atti racconta che il re Erode, dopo aver fatto deca­pitare Giacomo, fratello di
Giovanni, fece imprigionare l’apostolo Pietro per fargli fare la medesima fine.
“Ma – leggiamo – fervide preghiere erano fatte dalla Chiesa per lui”
(8/5). E difatti avvenne che la porta di ferro all’ingresso del carcere si aprì
miracolosamen­te. L’apostolo poté cosi recarsi dove era riunita la comunità,
che non poteva credere nell’immediato risultato delle sue preghiere!
È tempo ormai che noi della TEV ci ricordiamo della
chiave miraco­losa a nostra disposizione; è tempo che la preghiera prendi un
posto centrale nelle nostre Assemblee e nei nostri culti.
            Fin
dall’inizio del Movimento molti ci hanno chiuso la porta in faccia, e qualche
volta siamo noi stessi a chiudere le porte a causa della nostra mancanza di
fede e di zelo. Non ci rendiamo abbastanza conto del potere miracoloso della
preghiera. Le nostre preghiere in­dividuali – ahimè! – sono deboli e fiacche,
ma messe tutte insieme saliranno al Signore che le esaudirà al di là di quello
che ci immaginiamo. “Ecco io ti ho posta dinanzi una porta aperta, che
nessuno può chiudere, perché, pur avendo poca forza, hai serbata la mia paro­la
e non hai rinnegato il mio nome” (Ap..3/8).
È in questo intento che l’Assemblea ha deciso di
avere una
DOMENICA T.E.V.
a Villar Perosa
il 18 Settembre
I1 culto del mattino con la comunità sarà presieduto
da un fratello della TEV, e avrà precisamente per tema la preghiera.
Alle ore 14 avrà luogo la 18.a Assemblea, che avrà
inizio con una riunione di preghiera.
Si prega di portare l’Innario, mentre pensiamo che
non sia necessario rivolgere un particolare invito agli adrenti e ai
simpatizzanti di intervenire molto numerosi. È con la frequenza ai culti che si
rende la prima testimonianza all’Evangelo.
L’ASSEMBLEA DEL
CIABAS
            Martedì
16 Agosto, nel tempio del Ciabas, ha avuto luogo la 16.a Assemblea della TEV, a
conclusione del nostro primo anno di attività, e non potevamo avere una
migliore conclusione di un ciclo di Assemblee che ha riunito gli aderenti in
media una volta ogni tre settimane, in nove località diverse.
            Sempre
abbiamo avuto una soddisfacente partecipazione, ma siamo stati rallegrati nel
vedere circa duecento presenti nel tempio. Abbiamo anche notato tredici
Pastori, oltre a due Avventisti.
            Ugo
Zeni ha presieduto il culto iniziale, parlandoci della pienezza di gioia che
dovrebbe accompagnare la vocazione cristiana. Con piacere è stato notato che il
“Padre nostro” finale è stato pronunziato da tut­ta l’Assemblea, come
pure gli “Amen”. I1 canto degli inni è stato accompagnato
all’armonium dal sig. Segond, organista della cattedrale di Saint Pierre a
Ginevra.
Adriano Donini ha letto la relazione, preparata da
una Commissione (Adriano Donini, Mario Bianconi, Aldo Garrone, Nelly Rostan).
Essa è già a conoscenza degli aderenti, essendo stata pubblicata sull’ultima circolare.
La relazione finanziaria è stata presentata da Mario
Bianconi. Fra l’altro è stato sottolineato che nella TEV non sono fissate delle
quo­te, come qualcuno aveva proposto. Si può aggiungere che non abbiamo mai
rivolto degli appelli per ricevere dei doni. Tutto quello che ci ha permesso di
svolgere la nostra attività è frutto della spontanea gene­rosità di chi è
convinto della bontà del Movimento.
Guido Ribet, che presiedeva, ha poi dato la parola a
chi desiderava e sono intervenuti Aldo Long, Umberto Bert, Pgggy Bertolino,
Giorgio Peyrot, Ernesto Ayassot, Adriano Donini, Ugo Zeni, Niny Boer.
L’ordine del Giorno conclusivo, come era stato
elaborato ad una riu­nione di una settantina di collaboratori e aderenti, è
stato messo in discussione paragrafo per paragrafo. Numerosi sono stati gli
interventi fra i quali quelli critici dei Pastori Umberto Bert  e Achille Deodato. Questi ultimi sono stati
seguiti con particolare interesse, in quanto essi avevano premesso di non
essere aderenti della TEV. In conclusione, l’ordine del giorno –  anche questo già pubblicato nella precedente
cir­colare – è stato approvato all’unanimità senza modifiche.
Nel corso della riunione ha preso la parola anche il
sig. Segond, ni­pote del famoso traduttore della Bibbia in francese, per
portare il sa­luto suo personale e quello di molti svizzeri che ci seguono con
simpa­tia. Si è reso conto che nella Chiesa Valdese ci sono delle tensioni, ma
che in molte altre Chiese si verifica lo stesso fenomeno e si può sperare che i
contrasti si risolveranno per il bene della Chiesa.
La riunione si è poi conclusa can il canto del
“Giuro” e il Pastore Ernesto Ayassot ha invocato la benedizione
Pastore A. Taccia ci ha scritto: “Abbiamo
ricevuto la somma di L.175.750 a favore dei restauri del Tempio del Ciabas
quale provento della colletta raccolta in occasione della Assemblea della TEV.
Espri­mendo la nostra più viva riconoscenza, porgiamo fraterni saluti”.
La decisioni dell’Assemblea del Ciabas avranno
un’importanza partico­lare non solo per la TEV, ma, speriamo, per la Chiesa
tutta. Un anno fa avevamo fissato i principi fondamentali del nostro Movimento.
Con que­sto nuovo documento abbiamo inteso indicare le linee che intendiamo se­guire:
mantenere fra di noi un vincolo di vera fraternità; persuadere un numero
crescente di nostri fratelli in fede e unirsi a noi nella me­desima azione;
mantenere la nostra protesta contro ogni tentativo di inquinamento politico
nella nostra fede e dichiararci pronti ad essere adoperati dallo Spirito in
vista di un Risveglio della Chiesa.
            Che
il Signore ci aiuti!
UN PO’ DI
OSSIGENO DAL SUD
            In
questi tempi di piatto conformismo i lettori si sentiranno rin­francati
leggendo alcuni brani delle relazioni di due nostre chiese.
Corato. La partecipazione
a tutte le attività di chiesa è buona, an­che da parte dei giovani che non
disertano i culti.
Nonostante che la stragrande maggioranza della
comunità sia politi­camente di sinistra e che alcuni membri di chiesa abbiano
rivestito cariche sindacali o nell’amministrazione comunale, in maggioranza so­no
restii a che in chiesa “si faccia politica”; sono forse ancora
scandalizzati dal modo con cui la Chiesa cattolica faceva e fa politica. Questo
atteggiamento lo si riscontra anche nei giovani, nonostante che molti fra di
loro siano militanti in partiti di sinistra. Però dalla Chiesa vogliono qualche
cosa di più e di diverso.
Dobbiamo rilevare che la maggior parte di questi
giovani, che per molti anni hanno costituito un gruppo giovanile assai compatto
ed as­siduo, aderenti alla FGEI, sono sempre tornati turbati e perfino
scandalizzati dopo aver assistito -convegni giovanili organizzati a Bari o a Corato
stessa, per l’impostazione esclusivamente politica e parti­tica data ai tempi
trattati.
Ripetiamo: questo rilievo viene anche da parte di
giovani che mili­tano nel PCI. È una realtà sulla quale dobbiamo meditare, per
quanto a noi sembra ovvio che anche nei nostri ambienti debbano essere cono­sciuti
ed affrontati problemi di natura politica, però da un’angolatu­ra biblica,
pronti a mettere in crisi le “certezze” politiche che spesso nei
Convegni vengono propagandate.
Riteniamo che questo stato d’animo sia in gran parte
derivato dall’ approccio intellettualistico con cui il più delle volte in
questi Con­vegni si sono affrontati certi temi e per il modo ripetitivo e dogma­tico
con cui sono state fatte. Certe affermazioni. Del resto, non sarà certo ai
Coratini che si dovrà insegnare ad essere dalla parte dei po­veri!
Bari. In sintesi
possiamo dire che la nostra Comunità non si è mo­strata insensibile e
indifferente al problema e ad un discorso politi­co, condotto con serietà. Essa
è d’accordo sul fatto che come credenti non possiamo estraniarci dai problemi
della società del nostro tempo, quasi che fossero problemi che non ci
riguardano e non ci coinvolgono almeno in una certa misura. La comunità ritiene
che i credenti hanno una parola valida da dire nel nome del Signore, ed azioni
concrete da compiere affinché le parole non restino senza testimonianza
vissuta. La comunità ritiene che qualcuno potrebbe sentire una vocazione
personale ad un impegno più diretto anche come militante di qualche orga­nizzazione
o partito politico, e non si scandalizza di questa scelta. La comunità si
dichiara però convinta di due cose:
            1.
Un impegno di questo tipo è essenzialmente una scelta individua­le; la comunità
nel suo insieme potrebbe essere coinvolta solo nel ca­so che tutti i suoi
componenti fossero disposti a fare la stessa scel­ta o a pronunziarsi nello
stesso modo su certi problemi (….) Ma que­sta unanimità non è automatica, a
motivo della diversa composizione della comunità ed anche dal fatto che sullo
stesso problema vi possono essere proposte diverse di soluzioni (….)
            2.
Un impegno politico (personale o comunitario) rischia di essere unilaterale e
quindi partigiano, quando manca la capacità critica del credente, che non deve
dimenticare che ogni programma umano è relativo, di fronte all’assoluto della
Parola di Dio. Il credente deve quindi mantenere una distanza critica e, se
necessario, deve saper dire NO all’organizzazione o al partito di cui ha
ritenuto di militare, dato che prima ha detto il suo SI a Cristo.
DAI NOSTRI CORRISPONDENTI
            La
corrispondenza che, riceviamo rappresenta uno degli aspetti più positivi della
TEV. Chiediamo però la comprensione dei nostri amici se esigenze di spazio ci
costringono a pubblicare solo un riassunto delle loro lettere.
Da Torino. Ogniqualvolta
sono assalito dal dubbio riprendo in mano il testo che mi fu caro, quando,
oltre mezzo secolo fa, passai il Ru­bicone religioso, e da cattolico, divenni
protestante. A quei béi tempi ero giovane e pieno d’entusiasmo e di speranze e
rimasi molto colpito dal messaggio che il generale inglese Beckwith, amico dei
Valdesi, ri­volse al popolo che lo ospitava con tanto affetto: “O sarete
un popolo di missionari, o non sarete niente!”. Vado a leggere le pagine
del Vangelo per capire cosa vuole dire essere missionari. A tal fine Gesù
scelse i dodici che chiamò apostoli, vale a dire, annunziatori della buona
novella, che partecipassero agli altri quanto avevano appreso da Lui e
fondassero le prime chiese. A loro volta questi avrebbero predicato le stesse
verità agli altri sino a che la sua Chiesa non ac­cogliesse nel suo seno tutti
gli uomini e diventasse universale.
Da Montepulciano. Ritengo che
l’iniziativa coraggiosamente presa dalla TEV sia giusta e quanto mai opportuna.
Mando, qui unita, la mia adesione, augurando a tutto il movimento la costanza
di continuare ad andare avanti per una maggiore fedeltà alla Parola di Dio.
Da Torre Pellice. Vi ringrazio,
anche a nome di mio marito, per l’invio regolare delle circolari e
dell’opuscolo “Sentinella ecc.”. Auguri di buon proseguimento sul
cammino che si è intrapreso insieme.
Da Felonica. Ho letto con molto
disappunto sull’ultimo bollettino quanto scritto da Com-Nuovi Tempi
relativamente alla TEV. In quanto alla libreria Claudiana, se i libri rimangono
invenduti è proprio per­ché hanno una produzione, che la gente non accetta. I
buoni “libri trovano sempre facile collocazione. Infatti anch’io molto
recentemente ho acquistato molte pubblicazioni concernenti la storia Valdese e
la teologia. Direi quindi di insistere con forza sul fatto che noi teniamo
nostro solo dovere di ubbidire all’Evangelo e solo a quello senza storture o
forzature di sorta; che cerchiamo in tutti i modi di opera­re affinché tutte le
nostre Opere, compreso l’orfanotrofio di Torre Pellice, operino nel migliore
dei modi.
Da Ospedaletti. Anche la TEV
deve pregare d’essere guidata dallo Spirito Santo e con uno spirito di
sottomissione completa al Signore si lasci guidare da Lui e solo per Lui. Noi
preghiamo per la riunione del Ciabas e che il Signore sia con tutti voi.
Da Genova (per espresso).
Io qui sottoscritta, da molti anni membro della Chiesa Valdese di Genova,
dichiaro di voler aderire al Movimento di Testimonianza Evangelica Valdese, che
corrisponde alle mie convinzioni. Ringrazio tutti i fratelli che vorranno
ancora battersi per ri­portare la nostra Chiesa al puro messaggio dell’Evangelo.
Torre Pellice. Un aderente ci
ha inviato una lettera di intonazione fortemente polemica e politica. Ci scusi
il nostro fratello se non possiamo pubblicarla, avendo la nostra ultima
Assemblea deciso di raddoppiare di prudenza nelle nostre espressioni per non
dare ad alcuni nostri amici il pretesto per ostacolare ancora di più il nostro
movimento.
Da Pinerolo la Prof.
Marcella Gay ci invia una interessante lettera sul problema se la Chiesa deve
ricevere denaro dallo Stato. Speriamo rispondere sulla prossima circolare.
Anche le altre corrispondenze, per mancanza di
spazio, devono purtroppo essere rimandate al prossimo numero.
LE NOSTRE RIUNIONI
La 17.a Assemblea ha avuto luogo venerdì 26 u.s. a
Torre Pellice, presenti una settantina di aderenti e amici. Ci siamo ritrovati
alla conclusione del Sinodo per poter avere con noi almeno alcuni dei no­stri
aderenti della Diaspora, che purtroppo non possono partecipare alle nostre
riunioni abituali. Ma dopo cinque giorni di estenuanti se­dute nell’aula
sinodale, diventata insufficiente ad accogliere tante persone, non abbiamo avuto
quella serenità che sarebbe stata desiderabile. Con un ordine del giorno che comportava
ben venti punti, e l’esigenza di terminare alle 22,30 (gli aderenti della
Sicilia dovevano mettersi in viaggio la mattina alle 6) non ci è stato
possibile affron­tare come avremmo voluto quanto era portato alla nostra
attenzione. Perciò riprenderemo l’esame di quanto già visto e i punti lasciati
in disparte, nella riunione dei coordinatori e degli aderenti che vor­ranno
intervenire,
a Torre Pellice
mercoledì 7
Settembre
dalle 20,30 alle 22,30 presso la Casa delle
diaconesse. Vi preghiamo di prendere subito nota di questa data, perché succede
che qualcuno non interviene non perché non lo desideri, ma perché ha
dimenticato!
FINANZE
Entrate. In cassa al 1.1.77 L.488.010. Doni
precedenti L.1.711.420 G. E., Torre Pellice 1.600; A.C., id. 5.000; V. S., id.
10.000; G. M., id. 10.000; A. M. L., id.. 10.000; L. D., Milano 5.000; P. O.,
Napoli 25.000; F. ed E. F., id. 6.000; A. M., id. 5.000; V. V., Roma 5.000; A.
S. V., id. 9.750; F. G., id 10.000; B. R., id. 10.000; E. R., Pomaretto 5.000;
G. R., id. 5.000; E.P., id. 5.000; G.C., id. 5.000; C. C., Villar Pellice
5.000; N.N., Ciabas 10.000; D. P. C., Segrate 20.000; P. S, Brescia 3.000;
A.P., Massello 5.000; P. T., Messina 2.000; D. B., Trieste 5.000; Una Valdese,
id. 10.000
Totale domi L.1..903.770; collette alle Assemblee
L.598.400.
Totale entrate L.2.990.180
Totale uscite (Dettaglio comunicato alle Assemblee)
L.1.933.561 In cassa L.1.056.619
Che renderò io all’Eterno?
tutti i suoi benefici son sopra me.  Io prenderò il calice della salvezza  e invocherò il nome dell’Eterno.
(Salmo 116/12)
Ciclostilato in proprio; non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
10056 Torre, Pellice



TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
             
n. 21                         Circolare
personale agli aderenti                           20 settembre 1977
Vi porto sempre         nel
cuore (Fil.1/7)
Beati i cristiani di Filippi! Essi sono amati dai
loro Pastori: “Vi porto sempre nel cuore”… Oltre a tutte le cariche
che
Gli incombono, il ministero de1 Pastore  èun ministero d’amore, che si esprime nella
predicazione, nell’insegnamento, nelle visite, nella presenza….
Ma oltre che “beati i cristiani” bisogna
anche leggere: “Beati Pastori di Filippi”. Anzitutto perché è loro
concessa questa gra­zia di amare. E anche perché i credenti li seguono. Certo
non si potrà mai sapere se è un Pastore buono che fa dei buoni membri di
chiesa, e se sono dei buoni membri di chiesa che fanno un Pastore buono.
Ma, insomma, che cos’è una buona chiesa? Che cos’è un Pastore buono? Senza
dubbio della gente che, come a  Filippi,
impegnata, come a Filippi, nell’opera di testimonianza.
Preghiera
Ti ringraziamo, o Signore, per la nostra Chiesa.
Donaci un vero amore per il Cristo, affinché Pastori e membri, possiamo essere
dei veri testimoni del tuo amore. Amen
                                                                       Pain
de ce jour 8.7.77
DOMENICA TEV A
VILLAR PEROSA
Il 18 corr. ha avuto luogo a Villar Perosa la
DOMENICA TEV, che, malgrado il tempo inclemente, ci lasciato, come le
precedenti, un buon ricordo.
Il culto del mattino, insieme alla comunità, ha
visto un’assem­blea di circa 80 presenti. Il fratello Guido Ribet ha
presieduto, parlandoci della potenza della preghiera nella Scrittura, nella
esperienza della Chiesa e nella nostra vita personale.
Siamo stati lieti di vedere fra i presenti anche
diversi giova­ni, e di poter fraternizzare con la comunità locale e con tanti
venuti dalle varie parrocchie delle Valli e da Torino.
ANCORA SUL SINODO E LA TEV
            Un
giudizio obiettivo è stato scritto da Bruno Rostagno sull’Eco Luce (Settembre
n02):
“Sul tema del pluralismo o della comunione
nella Chiesa ci si attende­va la continuazione del grande dibattito su fede e
politica dell’anno scorso. Ma quest’anno il dibattito non c’é stato, anche se
alcuni aderenti al movimento Testimonianza Evangelica Valdese sedevano in
Sinodo. Sarebbe troppo ottimistico pensare che ormai ci si comprende, anche se
si è su posizioni diverse. La realtà è che in questo caso il Sinodo non svolge
la funzione che dovrebbe essergli propria, cioè quella di essere il luogo di
confronto fra posizioni presenti nella Chiesa. Attualmente, ed è difficile dire
fino a quando, il confronto non è diretto, ma si svolge a distanza. Dispiace
dirlo, ma “Sinodo liscio” in questo caso ha significato che i veri
problemi non sono riusciti a varcare le porte dell’aula sinodale”.
            Meglio
di così non si poteva dire, e ne diamo volentieri atto al Pa­store Rostagno,
che non è ancora sulle posizioni della TEV.
***
            Una
precisazione è però necessaria. È entrato nell’uso corrente usare la formula
“fede e politica”, che racchiude un enorme equivoco. Il dibattito in
corso non riguarda la fede  perché, fino
a prova contraria, non discutiamo sulla confessione di fede della Chiesa, né
sull’autorità della Scrittura. Questo è già stato espresso da Renato Paschetto,
di Milano, sull’Eco Luce dell’8 Luglio.
Ma neppure si mette in dubbio che il cristiano sia
nel mondo e che, di conseguenza, sorga il problema della politica, cioè delle
relazioni inevitabili del credente col mondo. La disputa è sorta perché la
Chiesa ha sposato delle ideologie che si trovano alla base di determinati
partiti politici.
            Quindi
non si deve parlare di “fede e politica”, bensì di Chiesa e  partiti (o ideologie) politiche.
È solo quando le premesse sono chiare, che la
discussione potrà por­tare a qualche risultato.
***
            Il
settimanale cattolico “L’Eco del Chisone” ritorna a parlare della TEV
a proposito del sermone di apertura del Sinodo, pronunziato dal Pa­store Tourn:
“È probabile che questa ‘ouverture” abbia
impressionato i membri del Sinodo, inducendo a una pausa nella querelle ormai
pesante tra FGEI (cioè i giovani filo-marxisti, Com-Nuovi Tempi, ecc.) e la
TEV, la “Testi­monianza Evangelica Valdese” che si sta dando molto da
fare per solleci­tare un ricupero “spirituale” della base valdese,
shoccata da alcune scelte politiche recenti”.
            Una
parola sulla composizione della Tavola. Come si sa, un pastore e due laici
dovevano essere sostituiti e un laico era una donna. Molti si aspettavano che
venisse appunto nominata un’altra donna. Tanto più che la nostra Chiesa é
largamente femminile, e tanto più che le donne aveva­no avanzato la proposta
che negli organi decisionali la rappresentanza Femminile fosse presente.
Viceversa questa richiesta è stata ignorata e
l’unica candidata valida, già per vari anni presidente della Federazione
Femminile Valdese, è stata scartata.
Ma essa aveva un grave handicap: aveva aderito alla
TEV.
AGLI AMICI DELLA TEV
            Cari
fratelli,vedo che ritornate sull’argomento del Convitto di Angrogna, e anche
stavolta ritengo doveroso esprimervi il mio disagio: voi dite che il riscuotere
rette pagate da enti pubblici è un sollecitare o accettare dallo stato sussidi
che snaturano la testimonianza cristiana e il nostro servizio.
Prima di tutto mi pare che rette e sussidi siano due
cose ben diverse. Le prime rappresentano un rimborso (quasi sempre parziale e
tardivo            delle spese affrontate
per rendere un servizio alla collettività, e non pagano certo l’amore, la
dedizione, lo spirito vocazionale. I sussidi invece sono elargizioni a fondo
perduto, o mezzi per manoovre clientelari, che realmente inciderebbero sulla
nostra autonomia.
            In
ogni caso poi, se riteniamo che i soldi dello stato siano da rifiutare per non
snaturare il nostro lavoro, questo principio deve vale­re per tutta la vita
della chiesa, non per alcune attività soltanto. Ma allora la TEV ritiene che
possiamo mantenere i nostri asili, scuole, ospedali, rifiutando i soldi delle
mutue, della regione ecc. (sempre che arrivino) o proporre che chiudiamo tutte
le nostre opere che a qualsiasi titolo ricevono soldi dalla società civile?            Sinceramente non comprendo.         
                                                                                   Prof.
Marcella Gay
Qualcuno
risponde
            La
TEV non ha ancora affrontato questo problema nelle sue Assemblee, perciò quanto
segue esprime il parere soltanto di alcuni.
            Il
problema è delicato: si tratta di sapere se 1a Chiesa deve accettare del denaro
dallo Stato sotto qualsiasi forma. Per la Chiesa il principio della separazione
della Chiesa dallo Stata, proclamato dal Risveglio del secolo scorso, non
ammetteva sfumature.
            Nel
1855 il Parlamento Sabaudo aveva nominato una commissione per regolarizzare le
entrate dei Valdesi e degli Ebrei. Si esaminò la propo­sta di prevalere una
aliquota dalle tasse pagate dai Valdesi per versarle alla Chiesa. Ma il depuato
Giuseppe Malan, che di quella commissione faceva parte, al presidente che lo
esortava ad accettare questa transazione, rispose con tre parole: “Poveri,
ma liberi!”. I1 Pastore W. Meille cosi commenta: “Anche se il nostro
deputato non ci avesse re­so altri servizi che questo, avrebbe ben meritato
dalia Chiesa e dal suo popolo di cui sapeva così bene difendere i più vitali
interessi” (Souvenirs de Joseph Malan p.70).
            Ma
in questi ultimi tempi si è fatto strada un nuovo concetto: denaro dello Stato,
no, se si tratta di sussidi; ma denaro si, se si tratta di rette pagate da Enti
pubblici.
Questa distinzione fra sussidi e rette può apparire
convincente, ma la sapienza popolare giustamente fa osservare che chi paga
comanda, e in commercio si aggiunge che “il cliente (in questo caso lo
Stato) ha sempre ragione:
“Possiamo mantenere i nostri asili, scuole,
ospedali, rifiutando i soldi delle mutue, della regione, ecc.?”
A questa domanda possiamo rispondere con un’altra
domanda: “Come mai per tanto tempo la Chiesa ha mantenuto. asili, scuole,
ecc. facendo a meno dei soldi dello Stato?”.
“I tempi sono cambiati!”. Con questa
formula affascinante la Chiesa si mette sullo scivolo che prepara il passaggio
puro e semplice delle sue Istituzioni allo Stato, appunto come è stato
preannunciato e come non pochi desiderano.
In seguito nulla vieterà che anche i Pastori siano
pagati dallo Stato, mediante rette o sussidi (le parole non cambiano la
sostanza) come av­viene in certi paesi, con le conseguenze che sappiamo.
Ma a noi sembra pieno di buon senso quanto diceva il
poeta francese Alfred de Musset: “Mon verre n’est pas grand, mais je bois
dans mon verre”.
LA DIFFICILE VIA DELL’ECUMENISMO
L’Eco del Chisone settimanale della diòcesi di
Pinerolo,    ne suo numero, del 1° corr.
afferma di avere dei lettori: appartenenti ogni giorno più a entrambe le
Chiese”, ogni tanto ha degli articoi che possono essere meditati con profitto
anche dai Valdesi.
Non è, per esempio, da buttarsi senz’altro via l’opinione
secondo cui le “Intese” con il Governo, a cui il Sinodo ha dedicato
tanto spazio, non sono che un “mini-concordato”.
Tuttavia, quello che l’articolista ha dimenticato,
rendendo vana la. sua tesi, è che c’è una bella differenza fra le
“intense” la Chiesa Valdese e il Concordato stipulato dalla Chiesa
Romana con il fascismo e poi inserito tale e quale, con il determinante voto
dei comunisti nella Costituzione della Repubblica. Concordato che in realtà è
il dikctat di una potenza vincitrice; concordato che ha per scopo di dare allo
Stato un preciso-indirizzo confessionale in quanto “l’Italia considera fondamento
e coronamento dell’istruzione pubblica l’insegnamento della dottrina cristiana
secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica”; per non parlare
della legislazione matrimoniale cattolica, che lo Stato ha fatto sua; dell’impegno
di bandire da Roma – città sacra! -quanto non è confacente a questo carattere,
e via dicendo. Veramente ci sembra per lo meno imprudente l’accostamento fra il
Concordato e le In­tese, anche se, dal punto di vista verbale, fra concordato e
intesa ci sia, molta differenza.
Se c’è da entrambe le parti uno sforzo di mantenere
delle relazioni di cortesia – come ne é prova lo scambio di messaggi fra il
vescovo Pinerolo e il Sinodo Valdese – la realtà del dissenso non è tardata a
manifestarsi. Infatti sullo stesso Eco del Chisone dell’8 corr., sotto il
titolo “A Lourdes la ‘buona notizia”, viene pubblicato un articolo
del vescovo. Eccone il paragrafo centrale:
“Guardiamo a Lei (alla Madonna) con fiducia!
Tutta la nostra comunità  ecclesiale
guardi a Lei come segno di speranza, per non lasciarsi so­praffare dalla
sfiducia in un mondo pieno di tante difficoltà; guardi a Lei, accogliendo
generosamente l’invito alla generosa testimonianza di fede e di servizio, in un
mondo in cui i cristiani, con la loro vita, devono essere lievito di bontà, di
giustizia, di fraternità”.
Se l’Eco del Chisone fosse un foglio unicamente a
uso interno dei cattolici della diocesi, potremmo qui astenerci da commenti. Ma
sembra che un notevole numero di Valdesi lo leggano, e allora è bene che essi
meditino con molta attenzione queste righe e vadano a cercare nella loro Bibbia
di che cosa e di chi si parla quando si incontra il termine Evangelo (parola
che significa appunto “buona notizia”). Si renderanno conto che non
esiste una sola parola che giustifichi questo invito:
“Guardiamo a Lei (allaVergine) con
fiducia!”. Al contrario, ci è detto senza possibilità di equivoci:
“In nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro
nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere
salvati” (Atti 4/12).
Purtroppo, quando Maria prende il posto che la
Bibbia attribuisce so­lo e unicamente a Gesù Cristo, si vede come sia ancora
lunga e difficile la via dell’ecumenismo.
 All’invito a
“guardare alla Madonna con fiducia” i Vadesi che leggo­no l’Eco del Chisone
possono rendersi conto del loro privilegio di ave­re nella Parola di Dio la
pietra, di paragone con cui confrontare le dottrine di tutte le specie che gli
uomini propongono e, qualche volta, impongono loro.      
L’ULTIMA ASSEMBLEA DELLA TEV
Dopo il culto nel tempio di Villar Perosa ci siamo
recati, al Convitto Valdese per consumare le nostre provviste, e alle 14 è iniziata
la nostra 18a Assemblea. Ricordiamo che fu proprio un anno fa, e precisamente
il 15 Settembre che nella medesima sala abbiamo messo 1e basi del nostro
Movimento. In continuazione del culto del mattino, abbiamo iniziato con una
riunione di preghiera. Il prof. A. Donini ha letto alcuni passi della Scrittura
e ci ha esortati alla preghiera comunitaria. Nella preghiera noi abbiamo il più
efficace mezzo di a­zione, e se soltanto volessimo adoperarla più
frequentemente, vedremmo degli esaudimenti che neppure ci immaginiamo.
L’ordine del giorno comprendeva 16 punti, che ci
hanno intensamente occupati per tre ore. Tra le varie decisioni, vi preghiamo
di prende­re nota in modo particolare che venerdì 30 Settembre alle ore 20,30  avrà luogo a San Germano la riunione dei
coordinatori. La prossima Assemblea si terrà a Villar Pellice alle ore 14.30 di
domenica 23 Ot­tobre. Chi non disponesse di auto e desiderasse intervenire, lo
fac­cia sapere ai coordinatori.
A proposito di questa circolare, si è ricordato che
tutti sono invitati a servirsene per esprimere il loro pensiero (possibilmente
occupando non più di mezza pagina).
Abbiamo anche sentito con interesse che il periodico
inglese “The Reformer” ha già pubblicato una corrispondenza sulla TEV
e altre seguiranno.
La collettaal termine della riunione ha dato la soma
di L.48.700 che l’Assemblea ha devoluto all’Associazione per i luoghi storici
delle Valli.
UOMO D’OGGI , DOVE SEI?
Con questo titolo la Claudiana ha recentemente
pubblicato un opuscolo del Pastore E. Rostan (pag.54 L.1.000). Partendo dal
racconto ­biblico della caduta di Adamo e dal fratricidio di Caino, propone al­l’uomo
moderno e in forma moderna la risposta dell’Evangelo ai problemi scottanti del
nostro tempo.
Alcuni paragrafi indicano come questa pubblicazione
sia perfetta­mente nella linea della TEV:
“Oggi il peccato è generalmente considerato
nella sua dimensione sociale e politica anziché sotto un profilo individuale.
Egoismi e oppressione, violenze e sfruttamenti minano le strutture della società.
Tuttavia nuove leggi e nuove strutture non bastano a rinnovare la societá,
anche se esse sono necessarie; occorre un rinnovamento della propria mente per
non conformarsi agli schemi del tempo presente, con una grave capitolazione di
fronte al male e al suo potere”. (pag.7).
“I giovani parlano continuamente di ‘uscire
incontro al mondo’. Si preoccupano delle baracche, della guerra, dei diritti
civili… Sentono che la chiesa non ha preso abbastanza coscienza di quelle que­stioni
e, perciò molti si sono allontanati dalla chiesa per andare nel mondo”.
“Noi però ci domandiamo: Non c’è altro da dire
in merito alla inadeguatezza della chiesa di fronte ai problemi sociali e
politici del nostro tempo? Non c’è forse un eccesso di esclusivismo in questo giudizio
dei giovani e nel loro distacco dalla chiesa? Le scelte che si fanno sono
essenzialmente politiche ovvero si qualificano come scelte dì credenti in campo
politico, con una chiaro riferimento a Cristo ed al Vangelo? La testimonianza
del cristiano è valida solo in quel settore ovvero ha dimensioni più vaste e più
profonde? (pag. 43) Raccomandiamo agli aderenti della TEV di leggere questa
pubblicazione, che, a differenza di tante altre, ha il merito di trattare
argomenti teologici con un linguaggio accessibile a tutti.
DAI NOSTRI CORRISPONDENTI
Dalla Germania. Il Dio Onnipotente
vi doni una buona salute e vi protegga su tutte le sue strade. Egli vi faccia
vedere la cara Chiesa Valdese ritrovi i1 vero cammino della fede cristiana
secondo l’Evangelo del nostro Signore. Sentiamo di essere uniti a voi           da una fraternità fondata sul
Vangelo. Resistete nella vostra battaglia contro la politica nella Chiesa! Ho
letto con rincrescimento avete delle preoccupazioni e scrivete “Le chiese
sono vuote!”. Con
 il sentimento
pesante nell’anima del predicatore quando deve parlare davanti a dalle panche
vuote.
Ma non lasciatevi scoraggiare. Anche da noi, nel
paese della Riforma la coscienza ecclesiastica  è diminuita. Tuttavia domenica scorsa ho
predicato nella Christuskirche. Il primo culto ha avuto luogo alle 8 e
contavamo quasi 100 persone, il secondo alle 10. Non credevo ai miei occhi:
circa 400 persone, vecchi e giovani, donne e uomini ascoltavano l’Evangelo. L’assemblea
era composta di giudici supremi, medici, professori, funzionari, gen­te di ogni
ceto della società. Il Signore chiama ciascuno e dapper­tutto, e quelli che non
vogliono sentire la sua voce vanno per le proprie strade. Noi li chiamiamo nel
nome di Dio, ma non è in nostro potere se vogliono sentire o no.
Da Roma. Mando il
presente contributo a sostegno dell’opera 
della TEV che presenta Gesù Cristo come Colui che solo può risolvere
problemi dell’uomo e dell’umanità sradicando il maligno dall’animo di lui e di
essa per immettervi i valori eterni dello Spirito.
Da Ospedaletti. Che il Signore
voglia benedire i vostri sforzi perché avvenga realmente un risveglio, che in
questo momento di smarrimento generale è assolutamente necessario.           
Da Genova. Cari fratelli
della TEV, sebbene mi trovi d’accordo in tutto quello che dichiarate negli
opuscoli e nelle circolari che mi avete gentilmente inviate, c’è una cosa che
mi dispiace un poco e che stimo inutile e forse inopportuna (soprattutto perché
ha suscitato le maggiori critiche da parte di alcuni) e cioè la compilazione
della scheda.
Se un cristiano evangelico condivide con voi la
necessità di un risveglio della nostra Chiesa alla fede genuina di una volta  dovreb­be bastare la sua semplice adesione
(come ho già fatto io) e il suo incoraggiamento a proseguire nella vostra
opera. Ciononostante, poi­ché so che dovete affrontare delle spese per l’invio
delle circolari,
che spero vorrete continuare a spedirmi, accludo
alla presente ecc.
….
Vogliamo rassicurare la nostra gentile aderente di
Genova che se inviamo delle schede su cui indicare il proprio consenso e
indirizzo, unicamente per ragioni pratiche, per poter sapere chi desidera ricevere
le nostre pubblicazioni. Le schede vengono poi messe in ordine
di località e ordine alfabetico per facilitarci notevole lavoro
di spedizione.
Tuttavia la nostra ultima Assemblea ha confermato
che una adesione nella forma da lei indicata va benissimo.
Finanze. Per ragioni di
spazio dobbiamo rimandare alla prossima circolare il solito resoconto. Ci
scusino quanti hanno inviato un’offerta.
Ciclostilato in proprio; non pubblicato
Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese
Casella postale
10066 Torre Pellice (Torino)

23 agosto 1977

TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
             
n. 19                            Circolare
personale agli aderenti                              
23 agosto 1977
Riuniti in Assemblea
plenaria nel tempio del Ciabas, martedì 16 Agos­to 1977, concludendo il primo
anno di attività di Testimonianza Evangelica Valdese,
innalziamo un
inno di ringraziamento al Signore perché nei culti di appello, nelle domeniche
TEV e nelle numerose Assemblee ci è stata concessa la grazia di sentirci
“un solo cuore e d’un’anima sola” (Atti 4/32).
Ci rallegriamo
per il crescente numero di Valdesi e Metodisti che da quasi tutte le comunità
chiedono di unirsi al nostro movimento, come pure per i numerosi membri di
altre Chiese e movimenti che continuano dall’Italia e dall’estero a esprimerci
la loro solidarietà.
Respingiamo
l’accusa di voler portare la divisione nella Chiesa, e pertanto ci opponiamo a
qualsiasi tentativo di essere emarginati dal corpo della Chiesa. Siamo consapevoli
che l’appello a un Risveglio può portare a contrasti e critiche, e riaffermiamo
la nostra disponibilità
all’ascolto e al
dialogo.
E mentre
dichiariamo la nostra volontà di opporci a che la Chiesa diventi uno strumento
di qualsiasi ideologia o partito politico, ri­cordiamo a tutti gli aderenti che
l’impegno di testimonianza, base del nostro movimento, si deve tradurre in una
fattiva collaborazione nella Chiesa, affinché essa sia realmente testimone
dell’Evangelo nel mondo.
RELAZIONE
1976-77

Quando una
Chiesa, lungi dall’essere comunità di credenti, unione di te­stimoni, sussiste
nelle sue strutture organizzative come aggregazione di iscritti, come anagrafe di
membri, quando le sue cerimonie si trascinano meccanicamente seguendo la
cadenza del calendario ecclesiastico, il suo organismo è fragile, debilitato, e
si trova nelle condizioni più favorevoli allo sviluppo di gravi malattie. Tali
malattie, come quelle degli orga­nismi fisici, possono essere provocate da
germi esistenti nel suo interno, naturalmente resi inoffensivi dalla reazione
di un organismo sano, e da germi provenienti dall’esterno. I germi interni sono
l’incredulità e l’in­differenza, sempre in agguato anche per i più convinti
credenti, quelli esterni sono le innumerevoli seduzioni e suggestioni del
mondo, del denaro con il relativo consumismo, ai divertimenti smodati, vari
vizi, alle ideoiogie, veri idoli che si propongono nelle varie epoche come
sostituti della Fede cristiana, fondandosi su effimeri pseudo-valori dell’uomo.
La Chiesa, intesa nel suo senso biblico di comunità di credenti, si è trovata
spesso in tali tristi condizioni, come ci è attestato dalla sua storia, ma
sappiamo pure che essa è uscita dalla malattia attraverso risvegli di fe­de,
ispirati certo dal Signore, che hanno sempre sparso i loro benefici frutti per
molto tempo dopo la loro nascita. Per fare qualche esempio riferiamoci anzitutto
all’Antico Testamento all’infedeltá, all’idolatria del popolo d’Israele (regno
di Giuda) alla morte di re Amon, all’opera di ricostruzione e di purificazione
intrapresa dal suo successore Giosia che ritrovò il libro della legge, la
Parola di Dio, si impegnò ad osservarla veramente, la rimise al centro della
comunità: un vero risveglio, diremmo noi oggi, nell’adempimento di antiche
profezie. E il movimento valdese delle origini? Leggiamo testualmente ne
“I Valdesi” di Giorgio Tourn (pag. l3): “Ciò che colpisce in
questa comunità è la libertà con cui viene vissutala fede cristiana. Una
libertà piena di gioia e di inventiva. L’idea di contestare la Chiesa, di
ribellarsi alla sua autorità è lontana mille miglia. I “poveri in
spirito” non vogliono né cambiare né rivoluzio­nare la fede cristiana,
vogliono solo riviverla nella sua genuinità. Il loro movimento è in sostanza un
movimento di risveglio che richiama alla mente altri movimenti analoghi, sia
medievali che posteriori; pensiamo ad esempio ai primi gruppi metodisti nelle
città inglesi del ‘700″. E che co­sa è stata la riforma nel suo più
profondo significato se non un risveglio un richiamo alla Parola, con la sua
riscoperta, la sua traduzione nelle lingue del popolo, la sua diffusione? (come
avevano già fatto i primi val­desi). La lettura della Bibbia aprì gli occhi a
molti sullo stato di rovi­na della cristianità, ma al tempo stesso la luce
divina venne ad illumina­re chi non sapeva. Come ultimo esempio, fra gli
innumerevoli che si po­trebbero fare, pensiamo al risveglio nelle nostre Valli
negli anni succes­sivi al 1825, dopo la visita di Félix Neff, pensiamo allo
stato della co­munità valdese in quegli anni che giustamente furono definiti
come “l’in­verno delle Valli Valdesi”.
E oggi? Oggi
troviamo la vernice religiosa della chiesa moltitudinista, che non abbiamo
saputo o voluto contrastare (si pensi all’automatismo del­le confermazioni e
relative iscrizioni negli elenchi dei membri di chiesa, che è rientrato nella
“routine” ecclesiastica dopo qualche tentativo di messa in
discussione), troviamo la partecipazione tradizionalista alle grandi festività
della Chiesa, proprio come all’epoca di Félix Neff, tro­viamo l’incredulità e
l’indifferenza per i problemi della fede, tanto più perniciose in quanto
mascherate spesso dietro un effimero attivismo sotto la spinta di slogans
socio-politici alla moda. Dimenticando quanto è sta­to scritto nel libro del
profeta Geremia: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e fa della carne
il suo braccio” si è creato il mito dell’auto­sufficienza dell’uomo, nuovo
dogma, nell’illusione che la tecnologia pos­sa risolvere tutti i problemi e che
le riforme sociali, pur necessarie, facciano scomparire il male dal mondo. Ma è
stato giustamente detto che “il pane e la potenza, da soli, non salveranno
l’umanità: ogni tentativo di stabilire un sistema di valori fondato sul dogma
dell’autosufficienza dell’uomo è destinato a fallire rovinosamente”
(Abraham Joshua Herschel, in “Dio alla ricerca dell’uomo”).
+
++
In questa
situazione era più che naturale la nascita della TEV, anzi, possiamo solo
dolerci che non sia sorta prima, e riprendendo un vecchio slogan possiamo ben
dire: “Se la TEV non esistesse, bisognerebbe inventarla”.
L’anno trascorso
è stato, per il nostro movimento, denso di avvenimenti e di attività: dobbiamo
anzitutto ringraziare il Signore per aver concesso a molti di noi un impegno
costante, pur nelle difficoltà ed ostacoli che d’altronde ci attendevamo. La
maggiore di queste difficoltà nasce da una precisa accusa, tuttora ricorrente
al punto di apparire una specie di fissazione: l’accusa di fomentare una
scissione nella Chiesa. I1 fatto che, pur dopo tutte le possibili smentite, quest’accusa
permanga da parte di alcuni ed abbia una certa influenza negativa sullo
sviluppo del movi­mento non prova forse che si tratta del desiderio più o meno
inconscio di quanti vorrebbero realmente vederci fuori della Chiesa,
emarginarci, per poter proseguire senza ostacoli né scrupoli di coscienza su di
una certa strada, quella che noi avversiamo e a causa della quale siamo sorti
come movimento, con buona pace di quanti continuano a chiederci in buona o in
cattiva fede: “Perché la TEV?”
+
++
Dopo le riunioni
preparatorie nel luglio-agosto dello scorso anno e do­po il Sinodo, nel quale
il nostro ordine del giorno, come è noto, fu abilmente manipolato ,
contraffatto, avemmo una prima assemblea vera e propria a Villar Perosa il 16
settembre, nella quale si dette il lancio ufficiale al movimento. Nella seconda
assemblea, tenuta a Torre Pellice il 29 settembre, si definì la scelta del nome
TEV e fu proposto un primo culto d’appello. Questo, impostato sulla presa di
coscienza del nostro Peccato d’infedeltà, ebbe luogo nel tempio di Torre
Pellice il 24 ottobre con buona partecipazione di fratelli. La nostra circolare
commentava testualmente al riguardo: “Sarebbe presuntuoso attenderci dei
risultati im­mediati e visibili; molti di noi, ad ogni modo, hanno avuto il
sentimento che il desiderio di un risveglio nella Chiesa sia latente in un
numero di persone più grande di quel che pensiamo”. Seguirono un’assemblea
a Torre il 29 ottobre, con constatazione del consolidarsi del movimento per il
numero di membri rapidamente crescente, e una a Perosa Argentina il 7 no­vembre,
nella quale di notevole importanza fu la relazione del pastore Giovanni Conte
sul Congresso della Federazione tenutosi a Bari. Il past. Conte riportò fra
l’altro integralmente la forte, accorata lettera critica inviata al Congresso
dalla comunità della chiesa dei Fratelli di Genova, che il Congresso non poté
ignorare. La lettera fu pubblicata quasi integralmente sul numero 2 della
nostra circolare e ne ricordiamo tutti con emozione ed anche, ahimè, con
umiliazione, le espressioni.
Nell’assemblea
del 14 novembre a Torre fu presentata ed approvata la proposta di inserimento
di tre interventi a favore della TEV sull'”ECO­LUCE., per una pagina in
preparazione sul movimento. Furono poi esposti punti di meditazione sul tema
“Chiesa e politica”, in vista delle assem­blee di chiesa indicate dal
Sinodo. Nella successiva assemblea a S. Ger­mano, i1 28 novembre, si gettarono
le basi per un culto d’appello prenatalizio da tenersi nella stessa località, e
si propose di prendere con­tatto con la Federazione delle Chiese Evangeliche
per chiedere di tenere una serie di culti radio. Nell’assemblea di Torre del 12
dicembre fu pro­posto ed approvato il progetto delle “domeniche TEV”:
partecipazione al culto del mattino in varie località, ágape fraterna al sacco
(o quasi), assemblea pomeridiana. Il previsto culto d’appello prenatalizio ebbe
luo­go a S. Germano il 12 dicembre, tenuto prevalentemente da giovani. In es­so
si meditò sul vero significato del Natale cristiano, al di là della festa
pagana e consumistica che purtroppo ben conosciamo.
Nell’assemblea
di Torre del 9 gennaio 1977 si parlò fra l’altro dell’ importanza che il
marxismo pare aver acquistato in certi ambienti cri­stiani come strumento di
analisi e di trasformazione del mondo e delle chiese, tanto da presentare il
marxismo stesso quasi come una nuova “chiave biblica”.
Nell’assemblea di
Villar Perosa il 30 gennaio (1.a domenica TEV) fu discussa ed approvata una
lettera di protesta al moderatore e al Presidente della Federazione per lo
spettacolo del “Gruppo Teatro Angrogna” nella rubrica televisiva
“Protestantesimo”. Venne data poca conoscenza di una lettera,
alquanto deludente, del Presidente della federazione sulla no­stra richiesta di
aver affidati dei culti radio.
A Villar Pellice
il 12, marzo (2.a domenica TEV) avemmo delle interes­santi relazioni sul
risveglio alle Valli in due epoche del seco lo scorso, e fu avanzata la
proposta di ristampare in italiano il volumetto “Le Ré­veil de 1825”
di J. Meille, ormai introvabile e pur tanto attuale sotto molti aspetti.
Il 27 marzo ebbe
luogo una riunione a Bobbio Pellice, nei locali della chiesa, con esposizione
delle vedute della TEV ai membri di quella comunitá. Il giorno successivo
alcuni membri presentarono il movimento al Concistoro di Torino. Era stata peró
avanzata a tale Concistoro richiesta per una riunione TEV aperta a tutti nei
locali della Chiesa: tale richie­sta fu seccamente respinta con il solito pretesto
dello scissionismo, co­me fu riferito nell’assemblea di Torre del 17 aprile.
Allora fu amaramente rilevato che non erano state in passato avanzate
difficoltà da parte di quel Concistoro a concedere i locali a gruppi vari par
attività poli­tiche.
Importanti le
assemblee di chiesa sul tema “fede e politica”, tenute il 23 aprile a
S. Giovanni e il 24 aprile a Torre, con approvazione in quest’ultima comunità
di un ordine del giorno ispirato alle tesi TEV.
Ma anche al di
fuori delle Valli le nostre posizioni cominciavano ad essere largamente note ed
approvate, come lo provavano le numerose schede di adesione di membri di chiesa
del centro e del sud. (Al momento attuale abbiamo aderenti e simpatizzanti in
quasi tutte le comunità valdo-metodi­ste e numerosi di altre denominazioni.
A Felonica il 13
maggio le vedute del movimento furono esposte e discusse in una assemblea di
chiesa.
Nell’assemblea
TEV di S. Germano, il 15 maggio, fu data notizia che il Concistoro di Pinerolo
aveva concesso la sala delle attività per una “do­menica TEV”, la cui
realizzazione è prevista per il prossimo autunno.
Importante, per
capire lo spirito delle nostre assemblee, ricordare come la circolare n°13
commentava quest’ultimo incontro: “Non ci risulta che dopo le nostre
assemblee qualcuno sia tornato a casa con l’animo a­mareggiato, anche se
evidentemente i punti di vista possono essere diver­si”. Questo sulla
circolare n°13, per parte nostra prendiamo questa con­statazione come un
augurio per questa (attuale) e per le future assemblee alle Valli ed altrove.
La terza
“domenica TEV” ebbe luogo a Coazze il 12 giugno con un culto  di appello al mattino, impostato sul
significato della testimonianza cri­stiana nelle varie epoche, l’àgape Fraterna
e l’assemblea pomeridiana, animata anche da qualche intervento contestativo.
Venne anche comunicato
in quell’occasione
che il Concistoro di Pramollo aveva concesso l’uso dei locali della Chiesa per
una “domenica TEV”.
In case private
vennero poi tenute nel mese di giugno riunioni di membri TEV a Torino e a Roma.
Il 3 luglio ha
avuto luogo la prevista “domenica TEV” a Pramollo, con assemblea nel
pomeriggio. E con questo arriviamo alla data odierna.
++
+
Come si é visto,
le attività dell’anno sono state numerose e impegnative. L’autocritica non e mai
facile, ma vediamo chiaramente quali sono le tentazioni ed i pericoli che
possono in qualsiasi momento vanificare il nostro lavoro. C’è il pericolo di
sostenere la tradizione della Chiesa Valdese, o anche, in forma più ampia,
dell’evangelismo italiano, tradi­zione che certo ha dei valori perché è nata
dalla testimonianza,di marti­ri e di apostoli del passato: la tradizione, come
tutte le forme, non e mai svincolata da una sostanza. Ma dobbiamo sempre tenere
presente che il Signore è il solo capace di rendere stabile l’opera delle mani
dell’uomo ed inoltre è della nostra personale testimonianza, dei nostri atti che
dovremo rispondere: non possiamo adornarci con quelli, pur validi, dei nostri
padri. È un risveglio ciò che dobbiamo desiderare di più, un nuo­vo risveglio:
per questo dobbiamo adoperarci e pregare per l’azione dello Spirito Santo in
questo senso; in caso contrario, presentandoci come le vestali delle tradizioni
dei padri meriterermmo forse l’etichetta di “Lefèbre del
Protestantesimo” che qualche nostro amico ha voluto affibbiarci. Il
secondo pericolo, la seconda tentazione è quella del settarismo. Ci è stata
spesso rivolta l’accusa di ritenerci degli eletti: siamo sensibili a
quest’accusa, la prendiamo sul serio come un richiamo all’umiltà, alla coscienza
della nostra profonda insufficienza e quindi del fatto che solo il Signore può,
se vuole, servirsi di noi utilmente.
La terza
tentazione è quella del trionfalismo, che potrebbe farci pen­sare: ci siamo,
siamo necessari, saremo sempre indispensabili in futuro. Ebbene, dobbiamo tener
sempre presente come e perché ci siamo mossi e prevedere sin d’ora la fine
della TEV, lo scioglimento del movimento, quando apparisse chiara la sua
inutilità in una Chiesa che avesse ritrovato il “pari consentimento”
di tutti i suoi membri nella linea del puro evangelo.
Dobbiamo ancora
dire, sempre in una serena autocritica, che abbiamo molto vissuto, finora, di
interventi polemici. Ora, la puntualizzazione dei fatti, degli avvenimenti,
specie quando si è chiamati in causa, quan­do si ha qualcosa da dire di
preciso, quando si può portare un contributo al dialogo, e necessaria; al
contrario la polemica fine a se stessa, corrosiva, é sterile. Dobbiamo lavorare
di più “in positivo” intensificando culti di appello, riunioni di
preghiera (non si esagererà mai nella pre­ghiera!), visite di gruppo. A questo
proposito salutiamo con gioia la nascita ci un gruppo visite itineranti in una
comunità delle Valli, che si muove in questo spirito.
Abbiamo ricevuto
una vera messe di consensi da parte di fratelli delle Chiese evangeliche
federate e anche lettere ufficiali di incoraggiamento da Chiese non federate,
che si rallegrano della possibilità di un risveglio nelle “grandi”
Chiese evangeliche italiane. È questa una grande re­sponsabllitá per noi, che
deve farci pensare e ancora pregare.
Alla luce dell’amore
riconoscente verso il Signore, la domanda rivolta ci: “Da quale parte
state?” ha, per dei credenti, una sola risposta: siamo dalia parte di Dio
e del suo Figlio Gesù Cristo”; però questa risposta non avrebbe valore se
rimanesse solo sulle nostre labbra senza incarnarci nella nostra vita di ogni
giorno, nell’amore de1 prossimo e nel servizio. Il cammino da percorrere è difficile
e può essere segnato anche da cicatrici.          M
abbiamo la certezza che nessuna potenza terrena potrà separarci dall’amore di
Dio che è in Cristo Gesù, nessuna sapienza umana po­trà sostituire
definitivamente l’Evangelo della riconciliazione e della speranza.
                                                                                    La
Commissione
FINANZE
Per l’anno
finanziario possiamo ritenerci soddisfatti, grazie ai doni pervenuti
spontaneamente da parte di aderenti e amici (L.1.793.770), alle collette delle
riuìioni (L.488.010). A tutto il 10 agosto le entrate complessive sono di
L.2.635.780 e le uscite di L.1.675.661 con una  giacenza di cassa di L.960.119.
Facciamo
presente che non abbiamo stabilito quote obbligatorie di ade­sione.
La maggior parte
delle spese viene assorbita dalla stampa di 18 noti­ziari di
“Testimonianza Evangelica Valdese”, dalla pubblicazione
“Sentinella a che punto è la notte?”, da quelle postali molto onerose
(621.910) e in minima parte per acquisto di cancelleria e spese di
amministrazione.
La contabilità è
tenuta in ordine e le trascrizioni sono dettagliate minutamente.
Ringraziamo
vivamente tutti i donatori e manifestiamo la nostra ricono­scenza agli amici
preposti all’amministrazione che disinteressatamene svolgono il loro lavoro.
Dalla
corrispondenza abbiamo constatato che la pubblicazione “Sentinel­la, a che
punto è la notte?” è stata bene accolta dai nostri aderenti ed amici. Ci
auguriamo che a questa facciano seguito delle altre.
                                                                                                La
Commissione
Ciclostilato in
proprio; non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza
Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre
Pellice (Torino)

8 Agosto 1977

TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
             
n. 18                            Circolare
personale agli aderenti                              
8 agosto 1977
PERCHÈ TESTIMONIARE
            Il desiderio di testimoniare
dell’amore di Gesù Cristo è un irresisti­bile impulso nel cuore di chiunque lo
ama realmente. L’assenza di ogni bisogno di far conoscere la verità indica una
paralisi, se non addirit­tura la morte spirituale. Colui che conosce la pace
con Dio per mezzo del Signor Gesù Cristo non ha maggior desiderio di far
condividere ad altri questa pace,e questo desiderio è il più grande dono che
Dio offre alla sua Chiesa. Le chiese sono delle chiese viventi nell’esatta
misura della loro attività missionaria!
                                                                                                                        Canon Liddon
L’ASSEMBLEA
PLENARIA
            Allo scadere del primo anno di
attività della TEV ci riuniremo per un’analisi critica di quanto è stato fatto.
La riunione avrà luogo nel
TEMPIO
DEL CIABAS
Martedì
16 Agosto alle 15,30 precise
            Chi ha dei posti disponibili in
macchina, come pure chi desidera esse­re trasportato, telefoni al n°91.422. Le
auto partiranno alle ore 15 dalla Foresteria di Torre Pellice.
L’Assemblea
inizierà con un momento di raccoglimento. Si prega di portare l’innario.
            Una commissione presenterà un quadro
dell’attività svolta, che verrà discussa dall’Assemblea. Come si sa, la TEV non
ha nessun comitato direttivo, nessun “capo”, nessun “vertice”,
ma siamo tutti corresponsabili di quanto vien deciso con il voto di almeno due
terzi dei presenti.
            Abbiamo creduto di rendere pubblica
questa Assemblea, nella speranza di poter così dissipare dei malintesi e convincere
quanti sono in buona fede che non intendiamo provocare delle divisioni nella
Chiesa, ma agire
perché la Chiesa
non sia divisa da ideologie politiche, e soprattutto perché lo Spirito di Dio
voglia suscitare un nuovo Risveglio.
            Ricordiamo che l’Assemblea plenaria
sarà preceduta da una riunione dei coordinatori e degli aderenti che lo
desiderano. Essa avrà luogo a Torre Pellice presso la Casa delle diaconesse
venerdì 12 Agosto dalle ore 20,30 a non oltre le 22,30.
LA CHIESA
VALDESE IN CIFRE
Il rapporto
della Tavola Valdese al Sinodo (pag.23) riporta un paragrafo della Commissione
esecutiva del 2° Distretto su uno dei più gravi fenomeni che ci travagliano, cioè
sulla diminuzione numerica della Chiesa.
Infatti nel 1962
la nostra Chiesa contava 21.650 membri comunicanti. Attualmente siamo scesi a
19.472, con una perdita di 2.178 in 15 anni.
Anche
quest’ultimo anno si registra una perdita di 54 membri: nonostante che la
fusione delle chiese valdo metodiste di Venezia abbia portato un incremento di
32 membri.
La frequenza ai
culti è rimasta stazionaria. Su 19.472 membri, i culti sono frequentati, in
media, da 3.649, circa il 19%. Però bisogna tener presente che queste
statistiche tendono sempre verso l’ottimismo. E, co­munque, 15 anni fa la media
frequenza era ancora del 32%.
L’avvenire non
si presenta incoraggiante perché i catecumeni sono diminuiti di 81 e di
altrettanto i bambini delle Scuole domenicali. Mancando la spinta
evangelistica, la contrazione numerica andrà necessa­riamente accentuandosi.
Un certo
miglioramento si nota nell’attività giovanile. Abbiamo 4 unioni più dell’anno
scorso (da 35 a 39) e 41 membri in più (da 542 a 583). Ma siamo ancora ben
lungi dagli indici del 1961, quando vi erano 75 Unioni e 1.632 membri (Perdita
di 30 Unioni e 1.049 membri in 16 anni.
Le Unioni
femminili erano 68 nel 1963, comprendendo 1.848 iscritte.
Quest’anno
abbiamo 54 Unioni (14 in meno) e 1.238 iscritte, con una perdita di 610 in 14
anni.
Ci pare che
alcune considerazioni possano essere fatte.
            1°) Sarebbe del tutto ingiusto
pretendere che queste statistiche ri­specchino tutta la realtà della Chiesa.
Grazie a Dio la testimonianza cristiana è ancora presente, e, fra l’altro,
dobbiamo rallegrarci perché un numero relativamente importante di giovani sta
preparandosi per il ministero pastorale.
            2°) Tuttavia queste statistiche suonano
come un campanello d’allarme. È evidente che non si può parlare di progresso
quando la consistenza numerica della comunità va costantemente e rapidamente
diminuendo.
            3°) Che cosa é successo perché nel
breve arco di circa quindici anni si debba lamentare una simile frana? A questo
proposito si possono so­lo azzardare delle ipotesi. C’è chi pensa che ci siamo
lasciati coin­volgere nella frenesia del benessere che ha pervaso la società, e
so­vente più la curva del benessere sale e più scende l’interesse per le cose
spirituali. Altri ritengono che l’impegno socio politico abbia distolto
l’attenzione della Chiesa dal vero problema, e che, come Mar­ta, ci affanniamo
per molte cose, dimenticando la sola cosa necessaria. Per altri ancora la crisi
dipende da un disorientamento 
dottrinale. Alla Bibbia si é sostituita interpretazioni della Bibbia,
anzi tante interpretazioni della Bibbia. La prova di questo disorientamento sta
nel fatto che la nostra Chiesa non possiede più un testo di catechismo e
l’insegnamento religioso viene impartito secondo le convinzioni per­sonali dei
vari catechisti. La confusione dottrinale coinvolge lo stes­so concetto di
Chiesa. I confini fra Chiesa e mondo sono diventati sem­pre più evanescenti e
molti hanno perso di vista quello che la Scrittu­ra dice della Chiesa di Dio,
colonna e fondamento della verità (1 Tim. 3/15). C’è infine chi parla di
secolarizzazione, indicando con questo termine un cedimento generale allo
spirito e alla morale del mondo.
Come uscire da
questo stato di cose? Esiste una volontà di invertire la marcia? Crediamo alla
possibilità di un radicale cambiamento? Se si manifestasse l’azione dello
Spirito, non ci sarebbe chi farebbe ogni sforzo per contenerlo, affermando che
si vuole portare la divisione nella Chiesa?
UN RACCONTO DI
ALEKSANDR SOLZENICYN.
Nel notiziario
che segue il (culto radio, domenica 24 Luglio, abbiamo, udito un resoconto
sulla situazione religiosa in Russia, fatta da un giovane che vi ha soggiornato
alcuni giorni, È risultato un quadro complessivamente positivo, anche se non
sono state taciute alcune  difficoltà per
la testimonianza cristiana.
A questo
proposito è interessante leggere un racconto del noto scrittore Solzenicyn, che
in Russia è nato e vissuto, tenendo presente che le chiese di pietra possono
andare a pezzi, ma “l’ora viene, anzi già venuta, che i veri adoratori
adoreranno il Padre in ispiro e verità, perché tali sono gli adoratori che il
Padre richiede (Giov. 4/23).
Percorrendo le
strade di campagna della Russia, cominci a capire do­v’è la chiave del
pacificante paesaggio russo.
È nelle chiese.
Rincorrendosi per le colline, spuntando sui poggi, dominando i fiumi ampi come
sovrane bianche e rosse, levandosi sulla trita e aspra realtà quotidiana coi
loro campanili snelli, cosi diversi l’uno dall’altro, si tendono verso un unico
cielo. E per campi e prati, dovunque vaghi, lontano da ogni abitato, non sei
mai solo: sovrastando la massa compatta della foresta, i mucchi di fieno
accatastati e la stessa curva terrestre, la cuffia di un campaniletto ti fa
cenno da Gory Loveckie, da Ljubíci, da Gavrilovskoe.
Ma quando
penetri nel borgo ti accorgi che ti salutavano da lontano non dei vivi, ma degli
uccisi. Le croci sono da tempo abbattute o torte; la cupula lacerata si
spalanca in una carcassa di costole arrugginite; l’erbaccia cresce sui tetti e
nelle crepe dei muri. Solo di rado sopravvive il cimitero intorno alla chiesa,
con le tombe rovesciate. Le pitture dell’abside sono stinte dalle piogge di
decenni e coperte di scritture oscene.
Nell’atrio
manovra un trattore tra botti di bitume. Oppure un camion affonda col cassone
nella navata per caricare sacchi. In quest’altra chiesa vibrano i torni. Questa
è semplicemente chiusa a chiave e silen­ziosa. In un’altra ancora hanno
sistemato i club locali: “Per una mag­giore produzione di latte!”,
“Il poema della pace”, “Le grandi gesta”.
Gli uomini sono
sempre stati venali e spesso malvagi. Ma quando si spandevano i rintocchi della
sera, diffondendosi sul villaggio, sui campi, sul bosco, ricordavano che
bisognava lasciare le meschine cure della terra, dare tempo e mente all’Eterno.
Questi rintocchi, ché sol­tanto una vecchia canzone oggi tramanda, impedivano
agli uomini di ab­bandonarsi sulle quattro zampe.
In queste
pierre, in questi campanili, i nostri avi hanno messo il meglio di se stessi,
tutta la loro concezione della vita.
Scava, Vit’ka!
pesta, senza compassione!
Alle sei ci sarà
il cinema, il ballo alle otto.
Dai
“Racconti minimi” cit. Samizdat: Cronaca di una vita nuova nell’ URRSS
1975 pag. 81.
TESTIMONIANZE DI
BAMBINI
Per riposarci un
poco vi racconterà come talvolta i bambini parlano della religione.
Una bambina di
tre anni: “Mamma, è vero che ogni cosa ha la sua radice e anche l’uomo ne
ha una, e la sua radice è l’anima?”.
Un bambino di
sette anni. A scuola la maestra vuole dimostrare che Dio non esiste perché i
cosmonauti non l’hanno visto. E il bambino risponde: “Forse é perché hanno
volato troppo basso”.
Padre Dmitrij
Dudko: Parroco a Mosca 1977 pag. 184
SEMPRE
SUL CONVITTO FEMMINILE
 DI TORRE PELLICE
            Lunedì 1 Agosto venne consegnata in
tipografia questa “lettera aperta” dopo aver ricevuto l’assicurazione
che sarebbe stata subito pubblicata sull’Eco Luce. Non essendo stato fatto, e
poiché il settimanale non uscirà che fra due settimane, ne diamo qui conoscenza
ai lettori.
Gentilissima
Professoressa Marcella Gay,
La Sua lettera
aperta agli aderenti T.E.V., pubblicata sul n°29/30 del 22/7/77 dell’Eco delle
Valli Valdesi, sotto il titolo a grandi lettere “Amore fraterno e
Convitto”, merita una risposta da parte del redattore dell’articolo
apparso sulla circolare n°16 della T.E.V. stessa e cioè del sottoscritto.
Questa risposta si rende necessaria anche per chiarire a molti lettori del
giornale i termini del problema. Concordo con Lei che molte cose ancora
avrebbero potuto essere dette se la tirannia dello spazio non lo avesse
impedito.
Desidero
tuttavia confermare che tutto quanto esposto nell’articolo, oggetto della Sua lettera,
riposa su pubblicazioni e documenti ufficia­li, di cui mi permetto riportare
qui di seguito l’elenco:
1) Notice
sull’Orphelinat Vaudois à l’occasion de son 75.me anniversaire Commissione
presieduta dal prof. Jean Jalla Anno 1929
2)
L’Orfanotrofio Valdese – CIOV – Anno 1954
3) Relazione del
Convitto di Via Angrogna – Conferenza Distrettuale 1977
4)
Controrelazione – Conferenza Distrettuale 1977.
Non voglio
citare testimonianze verbali attendibilissime che, peraltro, non avrebbero che
suffragato le informazioni fornite dai documenti ufficiali sopra indicati.
Dall’esame
dunque di tali documenti non possono emergere che le osservazioni poste in
evidenza dalla circolare T.E.V.
Cerco di
riassumerle:
a) La posizione
marxista sulla linea FGEI della équipe porta come con­seguenza una visione
deformata dell’istituto, assimilato alle car­ceri e agli ospedali psichiatrici.
Non è necessario essere laudato­res temporis acti per verificare su basi
sperimentali che nel passa­to l’Istituto non ha mai – ripeto mai – avuto questa
configurazione.
b) L’équipe
educativa è costituita – ed è prevista anche per il futuro ‑ da credenti e non,
il ché non dà alcuna garanzia di una impostazione dell’Istituto in senso
evangelico. E allora in questo caso non vale la pena di mantenerlo in vita con
l’etichetta “valdese”: è meno peggio trasferirlo allo Stato, alla
Regione ecc., come del resto viene auspicato da diverse parti, e, fra l’altro,
implicitamente dalla Controrelazione alla Conferenza Distrettuale 1977.
c) In questa
valutazione l’amor fraterno viene citato in modo non per­tinente: si tratta in
realtà di una posizione teologica molto preci­sa. È ormai stranamente invalsa
l’abitudine, quando vi è di mezzo la T.E.V., di citare a torto o a ragione
l’amor fraterno con una frequenza inflazionata, pari a quella della lira, che
ne altera il vero significato. Si parla pure con molta frequenza da circa un
anno a questa parte di pluralismo nella chiesa: permetta dunque, gentile
Professoressa, che la T.E.V. si trovi su una posizione teologica di­versa dalla
Sua e che su tale fondamento difenda gli istituti della Chiesa quando lo
ritiene opportuno.
Concludendo:
certo noi diciamo che non vale la pena di mantenere l’I­stituto così come è ora
ed è previsto per il futuro come opera della Chiesa. Diciamo anche che
l’Istituto deve essere riportato su una linea evangelica. E questo non vuol
dire che vengano rifiutate ponderate modi­fiche di struttura. Se tuttavia
questo non potrà avvenire per una volontà politica, allora è meglio che venga
ceduto agli Enti Pubblici, come pur­troppo è auspicato da tanti.
                                                                                                            Guido
Ribet
QUANDO LA POLITICA
IRROMPE NELLA CHIESA
             
La Federazione
giovanile evangelica italiana (FGEI) è un organismo che fa parte della
Federazione delle Chiese italiane, e come tale do­vrebbe occuparsi dei problemi
attinenti alla gioventù. In realtà essa si occupa di tutto e da un po’ di tempo
ha rivolto il suo interesse a­gli Istituti della Chiesa Valdese (cioè gli
Ospedali, Asili per vecchi e lungo degenti, convitti maschili e Femminili).
Ecco infatti quanto leggiamo nella relazione della Commissione esecutiva (CED)
del 2° Di­stretto, presentata all’ultima Conferenza distrettuale di Milano:
“Come
strumento per un’indagine preliminare si è adottato un questio­nario da inviare
alle opere del Distretto. Il contenuto del questiona­rio tiene conto di una
iniziativa complementare della Fgei direttamente rivolta ai dipendenti delle
opere stesse. La Commissione esecutiva di­strettuale si è dichiarata
disponibile a collaborare con la Fgei per l’analisi comune dei risultati”
Non si comprende
bene come un organismo extra ecclesiastico, la Fgei, promuova un’inchiesta
sulle Opere della Chiesa Valdese. Comunque ci sa­remmo aspettati che si
chiedesse quale incidenza i nostri Istituti han­no sulla testimonianza
evangelica; se i direttori e il personale sono dei credenti, se viene tenuto un
culto quotidiano e via dicendo, sia pure senza escludere altre indagini.
Ma niente di
tutto questo. Quello che la Fgei desidera sapere è:
           Quante persone lavorano nell’Opera
           Quale organo ha provveduto
all’assunzione
           A chi rispondono del lavoro
           Quale organo decide delle
rivendicazioni – Gli stipendi vengono corrisposti con regolarità?
           Gli stipendi corrispondono alla
qualifica del lavoratore in base agli accordi sindacali?
I compilatori
dell’inchiesta sembrano ignorare l’esistenza di perso­nale che si è inserito
nelle Opere della Chiesa in risposta a una voca­zione e per rendere
testimonianza al Signore nel servizio verso il prossimo. Ridotto il problema a
un rapporto su basi sindacali, si sono ridotti questi credenti a dei mercenari,
cioè a dei potenziali sfrutta­ti, che devono essere tutelati contro il padrone,
in questo caso la Chiesa.
Tutto questo é
umiliante ed é sorprendente che un organo ecclesiasti­co si dichiari
disponibile a trattare su queste basi con una organizza­zione che non fa
mistero delle sue finalità marxiste.
Ma se questo
deve essere il criterio per il lavoro diaconale, perché non si dovrebbe
estenderlo anche ai Pastori?
Quelli che si
sono allarmati per il movimento della TEV, accusandola di voler portare la
divisione nella Chiesa ci dicano se le finalità della Fgei non provocano una
ben più pericolosa divisione, mortificando quello che di più prezioso un
credente, diacono, anziano o Pastore, possiede, la sua vocazione.
Non credano però
quelli che biasimano la TEV di sottrarsi alla loro responsabilità, quando,
continuando secondo i desideri espressi dalla relazione della Commissione
d’esame del 1° Distretto, uno dopo l’altro la Chiesa sarà mutilata dei suoi
Istituti. E per chi lo avesse dimenti­cato, ecco come si legge:
“Bisogna
pure sapere dove si vuole andare, e la prospettiva di un passaggio alla Regione
non deve essere affatto guardata come una scia­gura da evitare ad ogni
costo”.

UNA SVOLTA NELLA DISCUSSIONE CHIESA
E
POLITICA”?

Su “Com
Nuovi Tempi” del 17 Luglio è stata pubblicata una intervista al Vice
Moderatore Giorgio Bouchard e vi abbiamo rilevato alcune affer­mazioni che,
forse, lasciano intravedere la possibilità di un nuovo discorso sull’orientamento
politico della Chiesa.
“….
Questo discorso mi offre l’occasione per sottolineare che noi credenti di
“Cinisello” ritentiamo che la politica non redima l’uomo: solo che lo
diciamo con una precisazione fondamentale: il credente può e deve attribuire
alla politica un’importanza ideologica molto minore di quanto non facciano i
non credenti, alla condizione di attribuirle un’importanza etica molto maggiore
di quanto le attribuiscano quelli. Per molti ex-credenti la politica è diventata
un surrogato di religio­ne: questo è molto negativo”.
“Il
problema politico, così presente nel giornale è importante ed il più urgente,
ma non è il primo! L’urgenza della politica non deve farla diventare l’argomento,
dobbiamo continuar a fare ricerca teologica, perché essa è fondamentale per un
credente soprattutto se il suo impegno nel sociale e nel politico è continuo.
Non dobbiamo perdere il senso delle cose di Dio”.

DALA ZAMBIA
Laura scrive:
Domenica scorsa
abbiamo avuto la festa del raccolto, ed è stata una buona giornata. Per il
culto la chiesa era arcipiena; il raccolto era ammucchiato davanti al pulpito.
La corale di 30 persone della chiesa di S. Paolo in Lusaka ha eseguito dei
cori, oltre a quelli di varie altre corali del distretto. Tutto è ben riuscito.
I1 pranzo era a pagamento: polenta e pollo, tanti dolci in vendita ecc. Le
alunne hanno fatto an­che a gara per la più bella pettinatura!
DAI NOSTRI
CORRISPONDENTI
Da Venezia.
Domenica scorsa ha tenuto il culto il sig. Berlendis di Verona che sostituisce
il sig. Garuli. Dopo il culto mi è venuto vicino un fratello che ha aderito
alla TEV e mi ha detto: “Questo è stato pro­prio un sermone TEV!”.
Ho letto con
grande interesse sull’ultima circolare le pagine dedica­te all’orfanotrofio
femminile. Posso dirle che per me, che l’ho visitato più d’una volta ai tempi
della sig.na Fini, è stato rivederlo com’e­ra allora e come se l’ammirazione
che aveva suscitato in me questa bel­lissima opera si rinnovasse, unita al
profondo rammarico per la sua “ingiusta” fine. Ma possibile che si
debba proprio perdere tutto?
LE FINANZE
Per mancanza di
spazio il solito resoconto finanziario è rimandato alla prossima circolare.
Ciclostilato in
proprio; non pubblicato
Indirizzo:
Testimonianza
Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre
Pellico (Torino)