4 e 26.settembre
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino
alle estremità della terra.
(Atti 1:8)
PREGHIERA
Ti Seguirò, o Signore, se me ne darai il coraggio,
fin sul Calvario. Insegnami che none più
il momento di salvaguardare le apparenze della mia vita. Dammi di morire a
tutto ciò che mi illudo di essere, affinchè ai piedi di questa croce io apra la
mano per ricevere la nuova nascita che hai promesso. Amen
Pain de ce jour 23.8.1978
CHE COSA RIMARRÀ DEI NOSTRI TORMENTI
Tutto quello che è artificiale, tutto quello che è
apparenza e non ha vita in sé, è inesorabilmente condannato a venir travolto e
distrutto. Resiste e rimane soltanto quello che ha una divina ragione d’essere,
soltanto quello in cui palpita una fiamma di vera vita, di vera speranza, di
vera carità che il vento più impetuoso, anziché spegnere, innalza ed accresce.
Se siamo uniti amandoci come membri di una stessa famiglia, potremo resistere
all’uragano. Se il messaggio dell’Evangelo sgorga non solo dalle nostre labbra,
ma dal nostro cuore, potremo trovare nella prova quella via del progresso che
non abbiamo saputo trovare in giorni più tranquilli. Se Cristo vive in noi e se
l’unica ambizione che ci arde nell’animo è quella di vederlo vivere e regnare
nelle nostre Chiese e nell’animo è quella di vederlo vivere e regnare nelle
nostre Chiese e per esse nel mondo, nessuna bufera varrà a sradicare l’opera
nostra.
Ernesto Giampiccoli Roma 16 novembre 1914 – sei
mesi dopo l’inizio della prima guerra mondiale.
Dopo il culto, iniziale, il Pastore Giovanni Conte
ha sottolineato che la predicazione ascoltata andava assimilata con calma ed ha
espresso la sua convinzione che essa avrebbe dato utili spunti di riflessione
per la TEV – in un prossimo futuro. Si è detto convinto che i “no”
che il movimento ha creduto di dover dire sono ancora validi (bisognerà
soltanto ulteriormente precisarne la natura), tuttavia bisogna anche dire dei
“si”. Si tratta, cioè, di passare ad una fase sempre più costruttiva.
Egli vede un “si” nell’attività pubblicistica della TEV (in
particolare per quel che riguarda la recente opera del Cullmann) ed anche nel
fatto che si hanno richieste di un confronto privo di partiti presi, per
cercare di fare un bilancio di ciò che veramente ci divide da altri credenti e
di ciò che eventualmente può vederci concordi, nel quadro della testimonianza
cristiana. Dovremo dedicare più tempo a questa riflessione, ora che un qualche
dialogo sembra divenuto possibile.
È quello di Michael Green:
“Dire Gesù è dire libertà” pag.185. Ediz. G.B.U. L.3.300. Si può
trovare presso la libreria Claudiana di Torre Pellicce. Ecco ad esempio, alcuni
pensieri del cristiano nei confronti della politica:
Il cristiano non ha dei programmi dottrinari e
monolitici per la società ideale… Il cristiano vorrà sempre domandare a se
stesso: “Quale tra le scelte politiche che mi si aprono davanti è la più
adatta per conseguire l’amor tra gli uomini, la giustizia, la fiducia, la
responsabilità che come uomo libero di Cristo voglio vedere? La scelta che farà
a favore di un particolare colore politico sarà determinata dalla risposta che
darà a questa domanda. Rispetterà i cristiani che vedranno in altri partiti il
programma più idoneo ad effettuare il risultato desiderato. Si renderà conto
che nessun partito politico può cambiare il cuore degli uomini, e perciò tutto
quello che può fare è di favorire una struttura entro la quale possano
prosperare la giustizia, la libertà, la protezione e la responsabilità. Di
conseguenza, non dirà: “Io seguo il mio partito giusto o sbagliato che
sia”. Perché l’uomo di Dio, in definitiva non è legato a nessun partito politico
in quanto, al di sopra di tutto, c’è la fedeltà al suo Liberatore. Lui soltanto
che rende possibile la nuova società, la rivoluzione d’amore. (pag.12)
UN’ALTERNATIVA ALLA TEOLOGIA DEL RISVEGLIO?
“Se ritenete che occorra resistere
all’orientamento maggioritario in atto nelle chiese, e questo lo penso anch’io
in larga misura, perché non proporre alle nostre chiese le riflessioni, gli
stimoli di un Jacques Ellul, ad esempio?”.
Così qualche tempo fa ci scriveva un Pastore non aderente alla TEV.
Probabilmente non tutti i membri delle nostre
chiese conoscono Jacques Ellul, che non è un Pastore, ma professore di sociologia
ed eminente membro della Chiesa Riformata di Francia. Fra i suoi scritti, uno che
avrebbe meritato di essere tradotto in italiano e largamente diffuso, è intitolato
“False presenze nel mondo moderno”. Non conosciamo un’opera che con
maggiore autorità passi al vaglio critico dell’Evangelo il cosiddetto impegno
socio politico della Chiesa.
Un altro suo volume ha per titolo “Exégèse des
nouveaux lieux commun”, che si potrebbe tradurre: “Inconsistenza
delle frasi fatte”. Uno dei capitoli demolisce lo slogan: “Se uno
non è di sinistra è di destra”. Eccone alcune frasi:
“Senza dubbio mi affibbieranno quest’altro
modo di dire “Chi pretende che la politica non è comprensiva di tutta la
vita è un individuo di destra, un reazionario, un aristocratico ecc. Il che è
come dire: Pretendere che occorre superare l’opposizione destra-sinistra,
significa essere di destra”.
È fatica sprecata pretendere una precisazione sul
contenuto di queste nozioni. Che cosa è la sinistra? Che cosa è la destra? Quali
ne sono i criteri e i segni distintivi? Quali i loro contenuti ideologici e
socio logici? Consultate venti personalità e vi daranno venti risposte diverse.
Che importa? Bisogna bene che gli uomini siano classificati
politicamente. In altri tempi si era classificati secondo la religione: c’erano
degli atei e c’erano dei cristiani. Oggi nessuno può evitare, che lo vogliano o no, di essere inquadrato nella politica, e quelli che si dichiarano indifferenti vengono obligatoriamente classificati come credenti politici”.
LA SECONDA CONFERENZA DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA
fondata nel settembre 1976, in occasione della prima conferenza, tenutasi nei
locali dell’Istituto biblico belga di Heverlee, presso Bruxelles. La seconda
conferenza di questa associazione ha avuto luogo dal 21 al 25 agosto u.s.
presso il centro “Neues Leben” (Vita Nuova) di Wolmersen, nella
Germania Occidentale. L’associazione in parola è uno dei risultati della
Conferenza per l’Evangelizzazione Mondiale di Losanna nel 1974, in cui si notò
la necessità di coordinare il lavoro teologico degli evangelici europei.
Va sottolineato che, in questo caso, il termine
“evangelico” viene usato per indicare quella corrente, presente in
tutte le Chiese protestanti, che vuole riferirsi in modo del tutto particolare
al messaggio biblico quale suo metro normativo perla riflessione e l’azione.
Il tema della seconda Conferenza era: “Verità
e comunicazione”: la base teologica del dialogo”. Come si vede è un
tema molto attuale ed interessante. Quattro oratori tennero altrettante
conferenze su quattro argomenti connessi col tema centrale:
1) Il concetto biblico di verità (Dr. Kalus
Haacker, Wuppertal, Germania Federale).
2) La comunicazione dell’Evangelo al mondo non
cristiano del Nuovo Testamento (Dr. Howard Marshall. Aberdeen, Scozia).
3) La fede cristiana nel mondo greco: uno studio
patristico (David Wright, Edimburgo).
4) Verità e comunicazione in una prospettiva
teologica-sistematica
(V. Veenhof, Olanda.
Oltre a queste tre conferenze di carattere generale
i partecipanti si
Sono divisi in vari gruppi distinti per riflettere
sui seguenti temi:
1) Dialogo con le religioni orientali (Dr. Bruce
Nicholls, Nuova Dehli).
2) Il dialogo cristiano-marxista (Peter Kuzmic,
Zagreb, Jugoslavia).
3) Dialogo con e all’interno della filosofia. (Udo
Middelman, “L’Abri”, Svizzera).
Dialogo nel quadro della teologia delle missioni.
5) Sincretismo e accomodamento.
6) Cristianesimo primitivo ed ellenismo.
“Neues Leben”, provenienti dalle due Germanie, dalla Norvegia, dalla
Svezia, dalla Danimarca, dalla Finlandia, dalla Francia, dalla Gran Bretagna,
dall’Italia, dalla Jugoslavia, dall’Olanda, dal Belgio e dall’Austria.
L’Italia era rappresentata da due membri della
Chiesa dei Fratelli: Pietro Bolognesi, da Padova e Giuseppe Lulich da Rovigo, e
da un rappresentante della Chiesa Valdese, Giovanni Conte, inviato dal
movimento TEV su invito del comitato organizzatore. Val anzi qui la pena di
sottolineare che la partecipazione delle Chiese minoritarie era stata
facilitata in tutti i modi, cosa di cui siamo riconoscenti ai fratelli che
hanno mostrato tanta sensibilità nei nostri confronti.
Nell’impossibilità di riferire per esteso tutto ciò
che è stato detto e fatto nel corso di queste intense giornate ricordiamo
soltanto alcune delle linee lungo le quali tutti i presenti hanno mostrato di
voler lavorare in futuro:
1) Il dialogo con i non credenti non è stato fino
ad ora così esteso come avrebbe dovuto esserlo, in particolare negli ambienti
“evangelici”.
2) Tuttavia il dialogo fa parte integrante della
vita della Chiesa del Nuovo Testamento e ci dà delle indicazioni che possiamo
seguire.
senso neotestamentario nasce come risultato della proclamazione iniziale dell’Evangelo.
Non vi sono delle indicazioni nella Scrittura secondo le quali
l’evangelizzatore ha bisogno di “dialogare” con i suoi uditori per
acquisire una migliore conoscenza dell’Evangelo.
Perciò
dialogo sì, ma a partire da un dato che non può fare oggetto di discussione come
uno dei tanti soggetti “à la page” o meno del nostro tempo: il dato
dei Signore crocifisso e risorto. Si parte da Lui e da nessun altro.
Val
la pena di sottolineare ancora una cosa. Il
mondo “evangelico” è tutt’altro che un mondo gretto e chiuso, come
talvolta lo si vuole presentare. Basti dire che la Riforma era assai ben
rappresentata e non sembrava sentirsi a disagio; così come era assai ben
presente il luteranesimo scandinavo, del resto. Ma certo faceva del bene di
sentire che, al di là delle differenze normali di cultura, di situazione, di
sensibilità, spirava un’aria di comunione, di intenti come difficilmente la si
respira ormai nelle nostre chiese aperte a molte cose ed a molti, ma troppo
distratta nei confronti di Colui che è la Verità.
Giovanni
Conte
PROSSIMA
RIUNIONE DEI COORDINATORI
A
San Germano ci siamo riuniti mercoledì 30 u.s. Con piacere erano presenti anche
alcuni amici di Roma. Gli argomenti all’esame, in vista della ripresa, erano
però così numerosi, che abbiamo dovuto rimandarli in parte alla prossima
riunione, che avrà luogo a Torre Pellice venerdì 15 corr. alle 20,30 nella sala
dell’ex Asilo. Un caldo invito ai membri della TEV (non soltanto ai
coordinatori) ad intervenire, specialmente a quelli di Torre Pellice e
dintorni, che si trovano facilitati per la minore distanza. Chi volesse avere
un passaggio in macchina si rivolga ai coordinatori.
Tra
i vari problemi ce n’è uno che ha sollevato pareri diversi. Come si sa, la TEV è
stata accusata di essere un centro di raccolta fra quanti non condividono
l’impostazione politica di buona parte della Chiesa, cioè, in pratica, di
costituire un partito di destra. Abbiamo un bel protestare e dimostrare che non
abbiamo nessun intento politico, ma niente da fare.
È
tuttavia possibile che due anni fa alcuni abbiano aderito proprio per questo
motivo. Poi, accortisi che la TEV ha ben altre finalità, sono rimasti delusi e non
si sono più fatti vivi. Qualcun altro non si è più fatto vivo per altri motivi.
A
San Germano qualcuno ha suggerito di chiedere ai presenti – e l’invito
estendiamo a tutti i lettori – che ci scrivano, anche poche parole, il loro
parere, e nella prossima Assemblea potremo prendere una decisione a ragion
veduta.
LUTTO
Riceviamo
notizia che presso la Casa di riposo di San Germano Chisone è deceduta Elena
Ricca, membra della TEV fin dalle origini. Alla sua memoria inviamo un
riconoscente saluto.
COLLABORARE CON LA TEV
C’è
un mezzo a disposizione di tutti, anche dei più lontani: aiutateci a diffondere
le nostre pubblicazioni: “Il Risveglio del 1825” e “Gesù ha
avuto propositi di riforma politica?” del Cullmann. Riceverete i due libri
versando L.3.300 sul nostro conto corrente postale.
Da Firenze. Attendo con gioia
che mi giunga Testimonianza Evangelica Valdese, con la speranza di trovarvi
qualche reazione che la maggioranza degli Evangelici italiani attendono dopo
l’esito del Sinodo Valdese e della Conferenza Metodista, in cui si e dedicato
molto tempo per discutere né più né meno ad approvare l’aborto.
Ieri
il Pastore Giovanni Lento, della Chiesa Metodista di Firenze, di cui sono
membro, dopo il culto ha parlato dei lavori sia del Sinodo sia della Conferenza
soffermandosi maggiormente sull’approvazione dell’aborto.
Alla
fine della sua relazione ho preso la parola dicendo che sia nel Sinodo sia
nella Conferenza non si è cercato di scoprire le cause della grave crisi che
stanno attraversando tutte le nostre comunità, ma si è arrivati ad elogiare ed
incitare un reato che è stato considerato sino ad oggi un delitto, cioè
l’aborto.
Il
sig. Pastore disse che lui non aveva nulla da aggiungere a quello che aveva già
detto.
Voglio
sperare che si possano creare gruppi di evangelici in tutta l’Italia, per la
diffusione della grandezza dell’Evangelo seguendo la strada che voi di
“Testimonianza” avete intrapresa. Fraternamente in Cristo Valerio Degli Esposti
puniti di vista. Per esempio, í miei genitori assolutamente irreprensibili, e
che non avrebbero mai neppur pensato una tale diavoleria, avevano però un
debole: il fanatismo per gli studi. Ora, se con qualche esame o specchio del
futuro avessero saputo che il mio embrione nascondeva una latente, violenta,
irreversibile antipatia per gli studi, avrebbero potuto reclamare il mio
“diritto a non nascere”, poiché a qualcuno l’avversione per gli studi
potrebbe sembrare una menomazione di una creatura di Dio. Invece, se si sapesse
la gioia del lancio dei libri dalla finestra e il lavoro artigianale a cui con
tanto entusiasmo mi dedicai finché la salute me lo, permise, e lo spirito,
liberato da un incubo, poteva poi comporre e pubblicare in prosa e in versi,
ecco che quel diritto sarebbe risultato del tutto immaginario.
Dall’Italia
meridionale.
Abbiamo ricevuto con grande gioia la lettera della TEV con il messaggio
fraterno da San Secondo, con tutte le firme dei nostri fratelli in Cristo, che
salutiamo con affetto. Il saperci parte di questa grande famiglia riempie di
speranza i nostri cuori e rischiara la valle delle nostre amarezze.
“Sentinella, a che punto è la notte?” Ahimè! l’alba è ancora lontana,
ma non per questo dobbiamo soccombere, preda delle tenebre; la luce
dell’Evangelo rischiara la nostra notte. È con questa certezza che attendiamo
il nuovo giorno, il giorno del nostro risveglio.
Dalla Sicilia. Ho sempre detto a
me stesso: Debbo seguire gli uomini o Dio? La mia esperienza mi ha insegnato di
seguire le Sacre Scritture. Con ciò non voglio essere un ipocrita; ho i miei
difetti, ma ho sempre pregato il Signore di allontanarmi dalla tentazione. Ma
sono una creatura debole, ho sofferto nella mia vita; il Signore mi ha messo
tante volte alla prova. Solo
posso dire che ho pregato e pregato tanto. Il Signore mi ha sempre esaudito. Quindi
tutto quello che faccio in chiesa e fuori per me è un dovere.
Da Roma. Ricevo
puntualmente la circolare e ringrazio, trovando sempre qualcosa di
interessante. Prendo sempre più parte con il cuore alla vostra attività trovando
giuste le loro idee di non fare politica nella chiesa dove il primo posto deve essere dato all’Evangelo di Gesù. Prima di parlare dobbiamo dare sempre il buon esempio affinché molti siano attratti all’Evangelo dal modo di agire.
l’interessamento degli amici della TEV alla nostra vicenda. Grazie a tutti per
le preghiere di cui in questo momento abbiamo. Particolarmente bisogno. Dagli esami
risulta che è rotta la settima vertebra, che mantiene la sua giusta posizione;
non è da operarle, deve guarire così. Ci è stato detto che un giorno il ragazzo
camminerà anche se camminerà un po’ storto. Con questa disgrazia non so che
cosa voglia insegnarci il Signore, ma il mio orecchio sarà attento e il mio
occhio vigilante per capire che cosa voglia dirci il Signore. Grazie, grazie di
cuore a tutti! Intanto faccio mie le parole (mi pare di un Salmo) il quale
dice: “Le mie lacrime son diventate il mio cibo di giorno e nella notte
bevanda”. (Emilio Lanteri)
PREGHIERA DI EZECHIELE
La
nostra collaboratrice Graziella Perrin ha tradotto
per noi questa pagina di A. Westhpal:
“…
io mi gettai con la faccia a terra, e gridai ad alta voce: Ahimè! Signore,
Eterno, farai tu una completa distruzione di quel che rimane d’Israele?”
(Ezech.1l/13).
Si
crede. facilmente che lo scoraggiamento sia la prerogativa delle anime deboli. È
un errore. Lo scoraggiamento, quello vero, è il segno dei forti.
I
grandi uomini di Dio l’hanno conosciuto Mosè, Samuele Elia, Geremia, Ezechiele,
Giovanni Battista.
Questo
scoraggiamento che rasenta la disperazione, sua sorella, è la crisi delle anime
eroiche momentaneamente sommerse. Dove troveranno esse aiuto contro la rovina
che le sta minacciando? Nella preghiera.
Vedete
l’esempio dei grandi profeti e di altri come Neemia. Scoraggiamento dall’operare di Dio, Neemia si
richiama a Dio e Giovanni Battista, scoraggiato dall’attitudine di Gesù, si
richiama a Gesù.
Lo
scoraggiamento è il vacillare dell’anima all’urto degli avvenimenti. Quando un
bambino cammina vicino a suo padre, se perde l’equilibrio afferra la mano forte
sempre pronta a soccorrerlo.
Lettura:
Salmo 69
AVEVA TUTTI I TORTI
Un
tale ha scritto: “Al mondo non sono le buone idee che mancano: ciò che
manca sono le persone disposte a metterle in pratica. Prima di suggerire
un’idea, sarebbe bene pensare a quel che accadrebbe se dovessimo essere noi a
realizzarla!”.
FINANZE
Ringraziamo
quanti ci hanno inviato un’offerta. Il resoconto verrà pubblicato Sulla
prossima circolare.
LA
MOLTITUDINE DI COLORO CHE AVEVANO CREDUTO ERA D’UN SOL CUORE E D’UN’ANIMA SOLA (Atti
4/32)
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino
alle estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare n. 45 26 settembre 1978
UNA SOLA PAROLA
Soltanto una parola collerica,
ma un cuore sensibile è stato profondamente ferito.
Soltanto una parola di aspro rimprovero
ma delle lacrime sono state versate
Soltanto una parola impaziente e impulsiva
ma su una giornata che si annunziava radiosa si sono addensate
delle nuvole
Soltanto una parola detta dalla malevolenza o beffarda
Ma una vespa ha lasciato nell’animo il suo aculeo
Soltanto una parola di bontà
ma un cuore in distretta è stato alleviato
Soltanto una parola di simpatia
ma un’anima sofferente è stata consolata
Soltanto una parola di incoraggiamento
ma una strada oscura è stata illuminata
Soltanto una parola di speranza e di fede
e un’intera giornata è stata trasformata
Croire et servir – Aprile 1978
IL NOSTRO PROGRAMMA
All’inizio
di un nuovo anno di attività ci chiediamo che cosa la TEV si
propone di fare. Lo scopo non è cambiato: ci proponiamo un Risveglio della
Chiesa.
Ma
perché questo sia possibile occorre partire dalla convinzione che se
non proprio di morte, ci troviamo in uno stato di apatia, di profondo torpore. Se
crediamo che le cose vanno abbastanza bene che l’evangelizzazione è attiva che
i culti sono ben frequentati, che la Bibbia è letta e meditata, che la gioventù
è impegnata – è chiaro che non è il caso di preoccuparsi. O può anche darsi che
ci rendiamo conto della situazione e l’abbiamo accettata come inevitabile.
Ma
noi crediamo che lo Spirito di Dio possa agire e possa farci vedere qualche
cosa di nuovo. Allora all’inizio di questo periodo la nostra preghiera non può
essere che questa: “O Signore, ravviva l’opera tua!”
PROSSIME ATTIVITA’
Dopo l’Assemblea
plenaria la TEV non è caduta in letargo. In due riunioni dei coordinatori,
insieme ad altri aderenti, si. è discusso il programma che intendiamo svolgere
il prossimo inverno. Ma queste due riunioni non sono state sufficienti, e si è
quindi deciso di riunirci nuovamente venerdì 29 settembre alle ore 20,30 a
Torre Pellice, nella sala dell’ex Asilo.
A
queste tre riunioni preparatorie seguirà una
DOMENICA
T.E.V.
che
avrà luogo a Villar Perosa alle ore 10 nel tempio,1’8 Ottobre. Nel
pomeriggio ci riuniremo nella sala delle attività alle ore 14,30 per
esaminare le conclusioni a cui saranno giunti i coordinatori nelle precedenti
riunioni. Ringraziamo
il Concistoro per l’ospitalità. Come
al solito, ciascuno si porterà le sue provviste. Chi avrà necessità di essere trasportato
si rivolga ai coordinatori.
UN’OFFERTA
SPECIALE
L’opuscolo
del Cullmann “Gesù ha avuto propositi di riforma politica?” continua
a essere molto richiesto. Per facilitarne ancora di più la diffusione,
nell’ultima riunione dei coordinatori si è deciso di offrire le nostre due
pubblicazioni: “Il Risveglio alle Valli nel 1825” e quella del
Cullmann a un prezzo cumulativo di sole L. 2.500. Si può versare questa modesta
somma sul conto corrente postale 2/4860 intestato a Silvio Rivoir – Torre
Pellice, e si riceveranno i due libri franco porto. Però questa facilitazione
eccezionale è limitata à fine ottobre.
LA
RELAZIONE ANNUA
La
relazione del secondo anno di attività della TEV, letta e approvata
all’unanimità dall’Assemblea plenaria del 13 agosto, sta per essere distribuita.
Verrà inviata a tutti i membri e amici della TEV, a tutti i Pastori Valdo
Metodisti, ai membri dei Concistori e Consigli di chiesa. La invieremo anche a tutti
quelli di cui i membri della TEV e gli amici ci forniranno gli indirizzi.
Tra
i vari argomenti esposti nella relazione ci piace sottolinearne uno, quello dei
rapporti con Chiese e Movimenti non Valdesi. La TEV è sorta in seno alla Chiesa
Valdese; ma le adesioni, le lettere di incoraggiamento, le assicurazioni di
preghiera di altri fratelli evangelici sono stati e sono numerosi. In quasi
tutte le circolari sono pubblicate le loro testimonianze. Questi fratelli hanno
perfettamente capito che la nostra intenzione è che ciascuno rimanga fedele e
si impegni nella propria Chiesa, ma un vincolo più forte di qualsiasi
organizzazione ci unisce ed è quello di volerci adoperare per un rinnovamento
della Chiesa mediante l’opera dello Spirito Santo.
Su
questa linea di autentico ecumenismo unanimemente approvata dall’Assemblea
plenaria – noi intendiamo proseguire.
“Ma
qualunque cosa facciate, non fermatevi. In questa guerra non sono previsti dei congedi.
Le potenze del male sono sempre all’opera per distruggere 1e anime. Combattere
il nemico solo in alcuni periodi dell’anno, o quando uno si sente disposto,
significa abbandonare il mondo al maligno. Se la Chiesa vuole essere vittoriosa
deve occupare il terreno con l’Evangelo e mantenere l’offensiva”
(Robert
Coleman, Le ossa secche possono rivivere).
LA PREGHIERA D’INTERCESSIONE
TEV, ci manda queste considerazioni, su cui attendiamo i pareri dei lettori.
Fin
dalla stia nascita leggo con attesa e interesse il bollettino TEV e ne traggo
conforto e sicurezza. Mi trovo oggi per la prima volta a dover dissentire personalmente
e proporre una discussione su un argomento trattato nel bollettino n°41. (Si trattava della richiesta di
pregare per chi ci presentasse qualche caso particolare n.d.r.).
La
preghiera è certamente una delle conseguenze più immediate ed uno dei cardini:
più importanti della fede cristiana. Non penso ci possano essere dubbi in
proposito. Però non mi persuade anzi mi ha lasciato perplesso e dissenziente
l’invito che vien fatto alla preghiera per così dire “corale” e
vorrei proprio si aprisse una discussione in proposito. Per me che mi faccio
forte di quanto è scritto in Matteo 6/5-7 già la ripetizione ad alta voce del
Padre nostro adottata da qualche anno in alcune Chiese evangeliche disturba
molto perché riporla ad una tipica abitudine cattolica quale ad esempio la
recitazione del rosario, alle giaculatorie et similia. Ripeto che mi disturba
molto e mi provoca un senso, fisico di ripugnanza. Se a ciò si aggiunga che ora
si propone addirittura la preghiera per procura, direi per conto di terzi, mi
pare che si esageri e che si vada fuori di una retta concezione della prassi
evangelica. Ancora un passo e si arriverà alla “intercessione” a
pagamento con successiva relazione del buon esito della procedura. Non so se la
cosa è stata osservata da altri ma mi è sembrato per un momento di leggere uno
dei tanti giornaletti cattolici che volenti o nolenti ci capitano fra le mani. Si dirà che si tratta di aspetti esteriori, ma
appunto perciò ritengo da deplorare e da respingere. In conclusione, secondo
me, quanto Matteo afferma in 18/19 va visto nell’ottica di quanto da lui stesso
proposto nel precedente 6/5-7.
Unisco
un elenco di persone che probabilmente aderirebbero alla TEV.
PER
AVVIARE UNO SCAMBIO DI IDEE
Siamo
perfettamente d’accordo con il nostro cortese corrispondente quando afferma che
la preghiera è un elemento fondamentale della vita cristiana. Ma che dire della
preghiera d’intercessione o “corale”?
Nell’Antico
Testamento una delle funzioni principali dei sacerdoti e dei profeti era precisamente
quella di intercedere per il popolo. Leggiamo che Samuele pur lamentando la
condotta del popolo, esclamava “Quanto a me, lungi da me il peccare contro
l’Eterno cessando di pregare per voi!” (1 Sam.12/23). Gesù è l’intercessore
per eccellenza “vivendo egli sempre, per intercedere per noi”
(Ebr.7/27).
Questa
funzione sacerdotale è anche quella di tutti i credenti. Chiunque crede nel
sacerdozio universale come è indicato in Pie. 2/9 non potrà, nelle sue
preghiere, non dare la più larga parte all’intercessione. La quale, del resto,
era praticata e raccomandata dalla stessa Scrittura. Così è detto che Pietro
era in carcere “ma fervide preghiere eran fatte dalla Chiesa a Dio per
lui” (Atti 12/5). In caso. di malati. Giacomo raccomanda di pregare gli
uni per gli altri “onde siate
guariti; molto può la supplicazione del giusto fatta con efficacia”
(Giac.5/16).
La
preghiera di intercessione è uno. strumento efficace a nostra disposizione e
oltre a tutto farà sentire fra i membri della TEV quella solidarietà fraterna
che è nostro ardente desiderio possa estendersi a tutta la Chiesa.
Quanto
al “Padre nostro” è già cantato (Innario cristiano 82), e non ci
sembra che ci sarebbe grande differenza se venisse invece pronunziato ad alta voce
“coralmente”. Ci sembra anche che questo risponderebbe all’intenzione
di Gesù che ci ha insegnato a usare il plurale. Pensiamo a come
sarebbe stonato se pregassimo “Padre mio… dammi ogni giorno il mio pane
quotidiano” ecc.
Saremmo
anche più positivi sull’ “Amen” che potrebbe essere detto ad alta
voce da tutti i presenti (Del resto anche questo, come il “Padre
nostro” viene sovente cantato a conclusione dei culti). Questa parola
significa consenso; è come se i presenti rispondessero al predicatore
“Sono d’accordo”. Pare che questo fosse l’uso nella chiesa primitiva
Infatti San Paolo dice che un semplice uditore non potrà aggiungere il suo
“Amen” a quanto ha detto il predicatore, se questi si è espresso in
modo incomprensibile. Oggi è il predicatore stesso che termina il suo dire con
l’Amen, il che è piuttosto strano, come se dicesse: “Sono d’accordo con
quello che ho detto”.
Sottolineiamo
infine la proposta di aprire una discussione, sopratutto sulla preghiera di
intercessione. Una membra della TEV, prima di essere ricoverata per un grave
intervento chirurgico in bocca, ci ha telefonato supplicando i membri della TEV
perché preghino per lei. Dobbiamo rifiutare?
LA
PREGHIERA DI HABACUC
Da
“Le preghiere della Bibbia e le nostre” di A. Westphal: traduzione
libera e ridotta di Graziella Perrin.
“O
Eterno, Tu che hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male, e
che non puoi tollerare lo spettacolo dell’iniquità, perché guardi i perfidi e
taci quando il malvagio divora l’uomo che è più giusto di lui?”
(Hab.1/13).
Questa
preghiera è la preghiera dello scandalo. Il profeta esasperato dalla condotta
degli Assiri, se la prende con Dio e gli ricorda le esigenze della sua santità
e gli ingiunge di annientare i miscrederti. Quasi quasi si potrebbe credere che
Habacuc sia più geloso dell’integrità divina di Dio stesso.
E
così anche noi, a volte misuriamo tutto il male che viene compiuto ogni giorno
nel mondo, dove quando siamo la vittima di una flagrante ingiustizia, sentiamo
di essere turbati nella fede: perché Dio lascia fare tutto questo?
A
dire il vero ragioniamo come essere liberi e vorremmo che Dio agisse come se
gli altri esseri non lo fossero. In questa contraddizione risiedono la nostra
follia e un pericolo mortale per la nostra vita spirituale.
Ora
la libertà che permette alla creatura umana di distinguersi dalla pietra, dalla
pianta e dall’animale può diventare filiale a Dio, la libertà contempla la
possibilità del male.
In
tutto questo il mistero ci trascende. Ma Dio non ci chiede di dominare il
mistero e di metterci così in alto da contemplare tutte le linee dell’edificio
che sta costruendo. Dio ci chiede solo di avere fiducia. Egli dice: “L’orgoglioso
si smarrisce, ma il giusto vivrà per la sua fede”. Quando un’anima è
filiale non chiede conto a Dio di ciò che Egli fa. Essa sa che il peccato può
turbare il piano di Dio, ma non può impedire che si compia; che può inchiodare
Gesù sulla croce, ma non può impedirgli di risuscitare, che può nella storia
umana, ed anche nella Chiesa stessa dare momentaneamente un vantaggio a Satana,
ma non può impedire la vittoria finale di Colui che ha detto: “Io vedo
Satana cadere come folgore”.
Accettiamo
dunque di soffrire e di veder soffrire ricordandoci che nessuna sofferenza
potrà mai raggiungere l’agonia del Cristo liberamente e finalmente consentita.
Lettura: Salmo 102
UN’ETICHETTA POLITICA OBBLIGATORIA?
circolare della TEV e alla richiesta di scrivere sul problema
dell’etichettatura di “sinistra” o di “destra” mi viene
spontaneo rispondere con il brano di J. Ellul trattato da “Exégèse
des
nouveaux lieux communs” visto che oggi non si sfugge alla mania di classificare
mi sta bene quella di credenti politici. Il brano che avete riportato come vede
suggerisce la mia risposta. Aderisco a quel “credenti” prima di tutto
e poi è ovvio che si debba lavorare nel contesto in cui viviamo ma se a muoverci è l’esigenza di
vivere il messaggio ricevuto, che importanza ha l’idea di “destra” o
“sinistra” se non quello di uno strumento? Il credente sa che non può
sposare un’ ideologia. Le mode passano ma il barlume di grazia che tocca un
uomo quello resta e gli farà testimoniare di Dio anche se davanti avrà solo il
deserto. Chi è solo di “destra” e chi è solo di “sinistra”
si ostacoleranno sempre ma chi è prima di tutto di Dio troverà il briciolo
d’amore per essere insieme per un servizio che cerchi più giustizia tra gli
uomini in attesa della GIUSTIZIA che solo il regno di Dio può realizzare. E in
questo mondo credo che solo nella comunità dei credenti possa trovare forma
questo incontro e nutrimento per operare poi fuori.
M.
Tamietti
DAI
CORRISPONDENTI
Da Firenze. Nella vostra
circolare n.42 abbiamo letto la richiesta di preghiera del padre di Marco
Lanteri di Sanremo, colpito da questa grave infermità. L’episodio ci ha toccati
particolarmente e stiamo pregando per Marco. Anche noi crediamo che Gesù Cristo
è lo stesso ieri oggi e in eterno e quindi ancora oggi può guarire
miracolosamente te nel modo in cui LUI crede migliore. Confidiamo pertanto che
la mano di Dio si posi su Marco, sapendo che ogni cosa coopera al bene di
coloro che lo amano. In attesa di sapere[altre notizie di questo caso doloroso,
vi salutiamo molto cordialmente.
Da Brescia. Ricevo
puntualmente i bollettini che leggo con vivo interesse. Vi ringrazio e con i
più fervidi voti per la vostra attività vi porgo fraterni saluti
Da Roma. Che dice Gesù
prima della moltiplicazione dei pani? “Quanti ne avete? Portateli a
me”. Eran solo cinque pani e due pesci di un bambino, scomparso e
immortalato nei secoli. Portiamo a Lui quel pesce che abbiamo. Egli conosce la
nostra miseria e da quel che gli diamo per fede saprà trarre, con la Sua benedizione,
il Pane celeste per saziare miliardi di uomini. Ma questo è il Vangelo che
dobbiamo portare agli altri, pur nella nostra sconfinata indegnità: un Vangelo
che ci faccia sentire peccatori, noi più degli altri, e ci faccia quindi
sentire quanto sia stato necessario un tale Redentore. E non un Vangelo
contaminato dagli interessi dei partiti e degli idoli di questo mondo. Questa
è, per conto mio, la nostra fede.
Da Scandicci. Desidero
ricevere più informazioni riguardo all’attività di Testimonianza Evangelica
Valdese. Riguardo alla Chiesa Valdese ci possono essere più giudizi riguardo al
modo di vivere di oggi in riferimento al periodo della persecuzione, quando era
più fervente, ma io non voglio giudicare nessuno, ho sentito dire che un gruppo
della Chiesa Valdese si sta interessando o risvegliando riguardo al ritorno
alla Bibbia in senso più spirituale. Sapete dirmi niente di tutto questo e
darmi informazioni e a chi rivolgermi per conoscerne di più? Scusatemi se
qualche mia espressione possa non essere o di buon gusto o accettata, senza che
voglia aver causato una offesa verso la Chiesa Valdese. Io sono della comunità
autonoma “Chiesa cristiana biblica”.
Da Firenze. “Perseverate”.
FINANZIARIA AL 13/9/1978
Entrate
dal 19/8 al. 13/9/1978
Offerte
ricevute: G. L., Milano 2.500; P.
Del P., Milano 17.000; A. B., Luserna San Giovanni 5.000;
O. Z., Venezia 1.200; M. B.,
San Germano Chisone 13.000; M. De R., Brescia 7.000;
H. R. I., Trieste 5.000; N.N. id. 5.400; L. B., Firenze 1.000; F. B. Losanna 20.000;
Da Angrogna 10.000; R. B., Treviso 1.500. Totale
offerte L.85.600.
Vendita
n°23 copie opuscolo “Cullmann” L.17.500
n°21
” “Risveglio” 52.500
Totale
generale entrate L.155.600
Totale
generale entrate dal 19/8 al 13/9/1978 L.155.600
uscite “ “” 01 120.395
(Dettagli
comunicati alla prossima Assemblea)
Attivo
di cassa al 13/9/1978 L.
35.205
Totale
vendite “Risveglio” a tutto il 13/9/1978 n°527 copie per un importo
totale di L.1.115.900.
Totale
vendite opuscolo “Cullmann” a tutto il 13/9/1978 n°588 copie per
‘importo totale di L.288.310
Situazione
finanziaria Fondo di cassa al 18/8/1978
Offerte
ricevute dal 19/8 al 13/9/1978 Vendita n°23 copie opuscolo ‘Cullmann n°21
” “Risveglio’
Totale
generale entrate L. 2.553.495
uscite 120.395
Attivo
di cassa al 13/9/1978 L.2.433.100 (°)
(°)
di cui L.2.337.625 versate. sul_libretto+ L.88.100 su C.c.p. 2..4860 + L.7.375
in contanti = Totale L.2.433.100
Conto
corrente postale n°2/4860 intestato a Silvio Rivoir
al
13/9/1978
L.2.397.895
L.85.600
L.17.500
52.500 155.600
Pellice 13 Settembre 1978 Il cassiere
Mathieu
Geraldo
CELEBRIAMO
L’ETERNO PER LA SUA BENIGNITA’ E PER LE SUE MERAVIGLIE A PRO DEI FIGLIUOLI
DEGLI UOMINI! POICH’EGLI HA SAZIATO L’ANIMA ASSETATA ED
HA
RICOLMATO DI BENI LANIMA AFFAMATA
(Salmo
107/8-9)
Ciclostilato in proprio, non pubblicato
Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese
Casella postale
10060 Torre Pellice (Torino)
