da Rastello Sergio | 26 Novembre 2019 | Punti di Fede
Articolo 2 – (Rivelazione)
Che quell’Iddio s’è manifestato agli uomini nelle sue opere della Creazione e della Providenza, di più nella sua Parola rivelata dal principio con oracoli in diverse maniere, poi messa in iscritto nei libri chiamati la Scrittura Santa.
Rom. 1:20 … infatti le sue qualità invisibili, la sua
eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo
essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili,
Sal.
19:1,8 I cieli raccontano la gloria di Dio
e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani. 8 I
precetti del SIGNORE sono giusti,
rallegrano il cuore; il comandamento del SIGNORE è limpido,
illumina gli occhi.
Sal.
119:105 La tua parola è una lampada al mio piedee una
luce sul mio sentiero.
Ebr. 1:1 Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere
ai padri per mezzo dei profeti,
2 Piet. 1:20 Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della
Scrittura proviene da un’interpretazione personale;
2
Tim. 3:15,16 e che fin da bambino hai avuto conoscenza delle sacre Scritture,
le quali possono darti la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede
in Cristo Gesù. 16 Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare,
a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia.
Onde segue che in fatto di Religione non si deve ricever alcuna dottrina inventata
dagli uomini fuori della Parola di Dio contenuta pienamente nella Santa
Scrittura.
Aricolo.
3 – (Sacra Scrittura)
Che
conviene ricevere, come riceviamo, questa Santa Scrittura per divina e canonica,
cioè per regola della nostra fede e vita; e ch’ella è pienamente contenuta nei
libri del Vecchio e Nuovo Testamento; che nel Vecchio Testamento devono esser
solo compresi i libri che Iddio affidò alla Chiesa Giudaica, da lei sempre
approvati e riconosciuti per divini, cioè i cinque libri di Mosé, Josué, i
Giudici, Rut, 1° e 2° di Samuele, 1° e 2° dei Re, 1° e 2° delle Cronache, ossia
Paralipomeni, il 1° di Esdra, Nehemia, Ester, Giobbe, i Salmi, i Proverbi di
Salomone, l’Ecclesiaste, il Cantico dei Cantici, i quattro gran Profeti, i
dodici piccoli: e nel Nuovo i quattro Evangeli, gli Atti delli Apostoli, le
Epistole di San Paolo, una ai Romani, due ai Corinzi, una ai Galati, una agli Efesi
una ai Filippesi, una ai Colossesi, due ai Tessalonicesi, due a Timoteo, una a
Tito, una a Filemone, l’Epistola agli Ebrei, una di San Giacomo, due di San
Pietro, tre di San Giovanni, una di San Giuda e l’Apocalisse.
1 Appare
attendibile che Antonio Leger allorché tra il 1660 ed il 1661 corredò,
apologeticamente di prove bibliche e di varie sue note, il testo della CF/1655,
si valesse della traduzione della Bibbia di Giovanni Diodati pubblicata a
Ginevra in tre successive edizioni dal 1607 al 1641. Risulta infatti che taluni
passi biblici riportati dal Leger sono tratti dall’una di tali edizioni ed
altri da altre, a volte con taluni ritocchi od aggiustamenti di circostanza.
PROVE
– Esodo
24:4 Mosè scrisse tutte le parole del SIGNORE. Poi si alzò la mattina presto e
costruì ai piedi del monte un altare e dodici pietre per le dodici tribù
d’Israele.
– Esodo 34:27 Poi il SIGNORE disse a
Mosè: «Scrivi queste parole; perché sul fondamento di queste parole io ho fatto
un patto con te e con Israele».
– 2
Piet. 1:21 infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma
degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito
Santo.
– Rom.
3:2 Grande in ogni senso. Prima di tutto, perché a loro furono affidate le
rivelazioni di Dio.
e però i libri
Apocrifi che non furono mai dati da Dio ai Giudei non sono oracoli di Dio.
– Rom. 15:4 Poiché tutto ciò che fu scritto
nel passato, fu scritto per nostra istruzione, affinché mediante la pazienza e
la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranza.
– 2 Tim. 3:16 Ogni Scrittura è ispirata
da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla
giustizia,…
– 1 Tess. 4:8 Chi dunque disprezza questi precetti, non
disprezza un uomo, ma quel Dio che vi fa anche dono del suo Santo Spirito.
– Deut. 12:32 Avrete
cura di mettere in pratica tutte le cose che vi comando; non vi aggiungerai
nulla e nulla ne toglierai.
– Rom. 1:1-2 Paolo, servo di Cristo
Gesù, chiamato a essere apostolo, messo a parte per l’evangelo di Dio,che egli
aveva già promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture.
– Giov. 5:39 ,45 Voi investigate le
Scritture, perché pensate d’aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono
quelle che rendono testimonianza di me; 45 Non crediate che io sia colui
che vi accuserà davanti al Padre; c’è chi vi accusa, ed è Mosè, nel quale avete
riposto la vostra speranza.
– Atti 17.11 Or questi erano di sentimenti più nobili di
quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura,
esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così.
– Luc. 16:29 Abraamo disse: “Hanno
Mosè e i profeti; ascoltino quelli”.
Ecco
quanta fede si deve dar ai libri della Santa Scrittura; più che ad un uomo che
fosse risuscitato dai morti.
– Luc. 24:44 Poi disse loro: «Queste
sono le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che si dovevano
compiere tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei
Salmi».
– Isa. 8:20 Alla legge! Alla
testimonianza!» Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna
aurora!
– 1 Cor. 4:6 Ora, fratelli, ho
applicato queste cose a me stesso e ad Apollo a causa di voi, perché per nostro
mezzo impariate a praticare il non oltre quel che è scritto e non vi gonfiate
d’orgoglio esaltando l’uno a danno dell’altro.
– Gal. 6:16 Su quanti cammineranno
secondo questa regola siano pace e misericordia, e così siano sull’Israele di
Dio.
– Gal. 3:15 Fratelli, io parlo secondo
le usanze degli uomini: quando un testamento è stato validamente concluso, pur
essendo soltanto un atto umano, nessuno lo annulla o vi aggiunge qualcosa.
Non è
neanche molto lecito mutare o aggiunger cosa aluna al testamento di Dio
contenuto nella Santa Scrittura, confermato con la morte di Cristo nostro
Salvatore.
Gal. 1:8 Ma anche se noi o un angelo
dal cielo vi annunciasse un evangelo diverso da quello che vi abbiamo
annunciato, sia anatema.
Con che
conscienza dunque il Papa aggiunge egli tante cose oltre la Sacra Scrittura?
– Apoc. 22:18 Io lo dichiaro a chiunque
ode le parole della profezia di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa,
Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro…
S.
Giovanni imponendo fine all’Apocalisse, che è l’ultimo libro della Santa
Scrittura, ha voluto suggellarla tutta con questa santa protesta, posta come freno
all’audacia e temerietà degli uomini.
da Rastello Sergio | 7 Novembre 2019 | Articoli
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
n. 24 Circolare
personale agli aderenti 4 novembre 1977
LA PREGHIERA COMUNITARIA
Pochi minuti senza respirare basterebbero per
morire. Per l’anima i tempi sono più lunghi. Senza la preghiera a poco a poco
l’anima si atrofizza e muore, anche se per qualche tempo sopravvive ancora
l’intelligenza e la vita vegetativa. La preghiera è il respiro dell’anima.
Quello che è vero per l’individuo lo è ancora di più
per la comunità cristiana. Oggi i pochi che si ritrovano per il culto domenicale
si uniscono mentalmente alla preghiera pronunziata dal Pastore, ma dovremo
riscoprire la potenza delle preghiere pronunziate ad alta voce dai credenti.
È quello che abbiamo cominciato a comprendere
nell’ultima Assemblea della TEV a Villar Pellice, durante la quale numerosi
fratelli hanno pregato. Abbiamo ancora moltissimi progressi da compiere, ma
umilmente possiamo dire che siamo sulla strada giusta.
L’ASSEMBLEA DI VILLAR PELLICE
È stata certamente fra le migliori delle diciannove
fin qui tenute. Ci siamo ritrovati in 75, provenienti dalle varie parrocchie e
da Torino. Iniziata alle 15, avremmo dovuto terminare alle 17, ma
abbiamo ancora proseguitoper mezz’ora, quando, a
malincuore,
abbiamo dovuto separarci, dopo aver cantato il “Giuro” e invocato la
benedizione del Signore.
Dopo la riunione di preghiera, Aldo Rosta ha
presentato un largo riassunto dell’opuscolo di William Meille sul Risveglio del
1825 nella Chiesa Valdese. Ne è seguita una nutrita discussione, che verrà
quanto prima ripresa.
PROSSIMA RIUNIONE DI OCCORDINATORI
Avrà luogo a Torre Pellice, presso la Casa delle
diaconesse,
venerdì 11
corrente dalle 20,30 alle 22,30.
Ci sono delle
importanti decisioni da prendere. Come al solito, oltre ai coordinatori, tutti
gli aderenti sono cordialmente invitati.
DAL PASTORE
EMERITO ALBERTO RIBET.
Definitivamente
trasferito a San Germano. Spero di poter così dare una collaborazione più
fattiva alla TEV. Sono restio per natura a
inquadramenti
ufficiali organizzativi, non mi interessa di essere considerato aderente o
simpatizzante; desidero solo portare il mio contributo di attività al
“Movimento” nella cui utilità continuo a credere.
Come ebbi già
occasione di precisare in passato, credo che sia in parte superata la ragione specifica
per cui il Movimento è sorto: la lotta contro la politicizzazione della Chiesa
va continuata come per il passato; bisogna però evitare il pericolo di
limitarsi a condannare una data politica nella Chiesa, sia pure inconsciamente
in nome di un’altra politica; una delle critiche alla TEV è che essa sia una
reazione piccolo borghese contro la forza irrompente del proletariato; anche se
credo ancora nella borghesia, anche se la critica ci viene rivolta da borghesi
spesso camuffati da proletari, credo che questa critica deve renderci attenti:
noi ci dobbiamo dimostrare di essere qualcosa di diverso dalla borghesia come
dal proletariato; noi non siamo né di Cavour né di Marx, noi siamo di Cristo.
Io credo nella
neessità di un Risveglio e credo anche nella sua possibilità per la nostra
Chiesa, perché credo nella potenza della evangelizzazione e della sua
importanza nella nostra Chiesa: in questa linea sono pronto a dare tutta la
collaborazione che può dare un Pastore emerito.
Stewart Mill
dice che per trovare la felicità bisogna cercare qualcosa di diverso che non
la felicità stessa; per ottenere un Risveglio nella Chiesa è certo utile
studiare la storia dei Risvegli, discutere sulle vie del Risveglio, ma ci vuole
qualcosa di.più e di diverso; bisogna lavorare perché i nostri aderenti
diventino centro di attivitá spirituale nelle singole comunità in cui siamo
chiamati ad operare. Se possibile non solo come singoli individui, ma come
gruppi di lavoro. Nel suo libro sulla analisi della nostra Chiesa Tourn
preconizzava che nelle singole comunità si creiino dei gruppi di credenti
confessanti; mi pare che noi dobbiamo seguire quel consiglio e nelle singole
parrocchie dei gruppi di “risvegliati” creeranno le premesse per un
reale Risveglio, quando Dio vorrà, perché solo Dio può risvegliare la Chiesa. I
tremila che hanno firmato ieri sono oggi assidui al culto, perseveranti nella
lettura della Bibbia e nella preghiera? Ecco il vero nostro problema: il resto
è tutto secondario!
Una osservazione
ancora: io vorrei che ogni adunata della TEV sia organizzata in collaborazione
con il locale Concistoro e divenga veramente un momento di Risveglio per la
Chiesa locale. Un momento che impegna tutta la domenica: al mattino un culto
colla partecipazione del Pastore locale e di un altro Pastore (non mi
scandalizza la predicazione affidata ai laici, ma sono ancora del parere che la
predicazione sia la responsabilità specifica del corpo pastorale) e poi al
pomeriggio una serie di messaggi a cui i laici portano il loro contributo di
fede e di esperienza. Giornate di appello, giornate di intensa vita spirituale.
Sono idee che
valgono quello che valgono e che almeno dovrebbero dimostrare che i problemi
della TEV li considero sempre miei problemi.
Chi ha seguito il Movimento TEV sa
che esso si è mosso precisamente sulle linee indicate dal Pastore Ribet.
Comprendiamo anche che molti, perché
“restii a inquadramenti ufficiali” non abbiano aderito, pur condividendo
i nostri principi. Fin da principio c’era chi voleva che ci limitassimo ad
essere nella Chiesa un semplice movimento d’opinione. Ma la nostra Assemblea ha
ritenuto che per ottenere un qualsiasi risultato, non potevamo rimanere degli
sbandati, e dovessimo agire “non solo come singoli individui, ma come gruppi
di lavoro” appunto come ben dice il Pastore Ribet, che ringraziamo.
RIFLESSIONI SUL
SINODO ’77 – PARTE TERZA
Vogliamo ora
fermarci ed esaminare il problema degli
ISTITUTI DI
ISTRUZIONE
V’è da pensare
che quest’anno con la mole di lavoro che il Sinodo doveva affrontare, il
Collegio e la Scuola Latina non avrebbero costituito, insieme ad altri nostri
istituti di istruzione, motivo di lunghi ed appassionati dibattiti. Questo
anche a causa della collocazione infelice di questo argomento, in una seduta
serale con scarsa partecipazione di delegati e di pubblico. In realtà non è
stato così. Abbiamo avuto diritto ad un fuoco di artificio di attacchi, in
generale del tutto gratuiti. Vediamo quali sono state le principali obiezioni
rivolte ai nostri istituti. Innanzitutto e soprattutto il “giallo” delle iscrizioni alla Scuola Latina. Dato il
numero elevatissimo delle richieste di iscrizione alla prima media di questo
istituto, il Comitato ha dovuto quest’anno, con le difficoltà che ognuno può
immaginare (qui val la pena di far valere la propria immaginazione), operare una
scelta. Alcuni avrebbero voluto che si desse la precedenza assoluta a tutti gli
alunni provennienti da Pomaretto, cattolici
o valdesi che fossero. Si è detto:”non è giusto dividere dei ragazzi che,
alle elementari, hanno studiato insieme, dardo loro l’impressione che sono ‘diversi’
a causa della religione”. Ora, a parte i1 fatto che, comunque, i ragazzi
non potranno sempre seguire lo stesso indirizzo di studi, pare davvero strano
di voler negare la diversità che esiste tra un ragazzo cattolico ed uno valdese,
sul piano della fede. Diversità non significa inimicizia! Comunque sia, è inesatto
affermare che si sono voluti eliminare dei ragazzi cattolici in quanto tali. Il
Comitato aavrebbe voluto far posto a tutti, come fino a due anni fa. Dovendo
scegliere, ha forzatamene dato la precedenza a ragazzi delle nostre chiese.
Infatti è pur sempre innanzitutto per la loro formazione, in vista di un
migliore servizio nelle nostre valli che le nostre scuole sono pensate. Il
razzismo non c’entra.
È ancor più
inesatto affermare che sono stati esclusi quattro cattolici per far posto a
quattro valdesi di San Germano. È vero invece che non hanno potuto venire
accolte cinque domande di ragazzi valdesi (di cui quattro di San Germano) e
sette di cattolici (di cui quattro di Pomaretto). Tutto questo, si badi, è
stato deciso dopo numerose riunioni con genitori, delegati dei genitori,
contatti personali, che lienzo peso di studiare a fondo ogni singolo caso dei
richiedenti e delle loro famiglia.
Si è anche detto
che non si è tenuto conto di ragazzi nati da matrimoni misti. Ma si è
dimenticato di dire che si tratta di ragazzi cattolici a tutti gli effetti.
Un membro del
Sirtodo ha anche affermato che deve pur
venire i1 mo mento in cui le scuole si reggeranno da sole, il che ci è sembrato
una barzelletta. Domandiamo: con quali mai proventi? Mah… Si dimentica forse
che, specie le classi della scuola dell’obbligo non possono prevedere una sola
entrata “ufficio”! E le scuole sono tra gli istituti più costosi, una
media di quattrocentomila lire ad alunno/anno.
E poi la solita
solfa secondo cui le nostre scuole sarebbero valide unicamente sul piano burocratio-amministrativo
e non su quel lo pedagogico. Chissà mai perché una parte della Chiesa valdese è
la sola a denigrare questo lavoro, mentre abbiamo continui riconoscimenti non
richiesti dall’esterno. Non mi pare che così si incoraggino i professori che
lavorano nei nostri istituti e quelli che potrebbero sentirsi invogliati a
farlo. Non cerchiamo polemiche con scuole a indirizzo diverso, ma perché e con
quali motivazioni serie presentare
continuamente in Sinodo altri indirizzi come la soluzione di tutti i mali,
quando sappiamo che anche queste scuole “alternative” hanno creato problemi
di quante soluzioni abbiano aperto (ammeso che ne abbian aperto)?
Così le nostre
scuole continuano il loro cammino, spesso avversate da chi le ha frequentate e
ne ha ricevuto una seria preparazione di base. Ma vanno avanti non col sostegno
fattivo della chiesa nel suo insieme, ma sulla base di quella specie di
“editto di tolleranza”, che risale al Sinodo ’69 e che, sulla base degli
sviluppi posteriori, non possiamo che considerare come un: “volete le
scuole, occupatevene” detto da troppi valdesi alla popolazione delle
Valli. Comunque sia, la necessità di rifiutare iscrizioni persino in quarta
ginnasio (il tanto vilipeso filone “classico”!), dimostra che,
malgrado la campagna denigratoria, le nostre scuole sono apprezzate. E
continuano la loro opera pedagogica, grazie anche alla grande comprensione dei
fratelli esteri. Da chi continua a rivolgere critiche pesanti senza offrir
tempo, soldi, innmaginazione, per migliorare le cose, stiamo ancora attendendo
delle proposte concrete e realizzabili.
AREA RIOPLATENSE
La vita dei
nostri fratelli dell’area rioplatense ha occupato un posto quantitativamente ristretto nei
lavori del Sinodo. In compenso, gli interventi del Moderador Artus sono stati
intensamente seguiti. A vremmo voluto che, oltre ad esprimere in più modi la
sua solidarietà ai fratelli lontani, cosa alla quale ci associamo pienamente, il
Sinodo avesse preso buona nota di una piccola frase detta dal fratello sud americano,
frase che non ci é sfuggita, anche se non la ricordiamo alla lettera. In
sostanza egli ha detto: “abbiamo capito che la politica (intendeva le scelte
ideologiche e di partito) là dove penetra nella chiesa, divide”. Era detto
da chi sapeva di cosa parlava, Ma quanti hanno voluto capire? Ci auguriamo,
comunque, che i contatti con l’area rioplatense possano essere sempre più
stretti e che non soltanto alcuni pastori italiani possano dividere con le
chiese sud americane il loro impegno di fedeltà in un tempo difficile.
ASSISTENZA AI
MINORI
Parlando degli
istituti per minori abbiamo, forzatamente, in mente specialmente quelli delle
Valli, che ci sono più vicini geograficamente. Anche se abbiamo l’impressione
che le esperienze di Firenze siano nel complesso più costruttive, anche perché
parte del lavoro volto a sostenere minori di famiglie evangeliche.
Il Sinodo ha
votato un o.d.g. in cui si nota un certo cambiamento di indirizzo. Viene
affermato chiaramente che non è ancora giunto il momento di considerare questo
lavoro come superato dall’intervento dello Stato. Noi pensiamo che non sarà
comunque mai completamente superato. D’altra parte si afferma (il Sinodo) “incoraggia
le linee di ricerca che si attuano in forme diverse nel I° distretto e a Firenze”.
Una tale affermazione non tiene conto di tutta una serie di difficoltà che
sono nate proprio per la discutibilità di certe linee di ricerca. Non è
abbastanza di dire “andate avanti così”. Le difficoltà di personale e
finanziarie sarebbero affrontate più facilmente se fosse chiara la linea di
testimonianza all’Evangelo; il che non è sempre il caso. Non è comunque passato
un o.d.g. che chiedeva alla FGEI di curare un’indagine sulla situazione del personale
degli istituti, indagine a carattere spiccatamente sindacal rivendicativo nei
confronti di un fantomatico “padrone”(la Chiesa? i direttori?). I contrasti
interpersonali non si curano con le inchieste, ma a partire da una piena
riscoperta di tutti della via del servizio. Probabilmente la FGEI tenterà di
fare comunque il suo lavoro ma almeno non avrà l’avallo sinodale.
Rimango convinto
che, per quel che concerne i minori, bisogna avere il coraggio di ricercare
degli educatori evangelici (nei due sensi), che sappiano e vogliano anzitutto
annunziare Gesù Cristo ai ragazzi loro affidati. Questo avviene, ma non sempre.
Finché sarà così gli incoraggiamenti sinodali rimarranno ambigui.
Giovanni
Conte
DAI CORRISPONDENTI
Abbiamo ricevuto
una lettera dal Pastore E. Rivoir, della Comunità di Agape. La pubblicheremo e
risponderemo sulla prossima circolare.
Ci scusino gli
altri amici se possiamo pubblicare solo alcuni paragrafi delle loro buone
lettere. Diverse altre debbono essere rimandate per mancanza di spazio, ma
tutti ricevano un grazie cordiale per gli incoraggiamenti che continuiamo a
ricevere da tante Chiese.
Da Firenze. Giorni fa la mia famiglia ed io
abbiamo letto il vostro libretto “Sentinella, a che punto è la
notte?” e anche la circolare n.19. Grande è stata la nostra gioia e
soddisfazione nel leggerli, e di tutto cuore desideriamo esprimervi i nostri
sentiti ringraziamenti a voi e al Signore per questo vostro Movimento da LUI
creato al fine di imprimere un vento di rinnovamento nella vostra Chiesa e
(dato che noi evangelici in Italia siamo così pochi) sono sicuro che la vostra
influenza si farà sentire sempre più in tutto l’ambiente evangelico del nostro
paese.
Vi saremmo
pertanto grati se potreste mandarci almeno 10 copie del libretto
“Sentinella, a che punto è la notte?”, qualche altra copia della
circolare n.19 (…) infine quei notiziari e altre pubblicazioni che farete
nel futuro. Tutto questo oltre che per restare in contatto e conoscere meglio
i caratteri o i futuri sviluppi del movimento, anche per poterli distribuire
ad altri credenti interessati (…)
Sinceramente desideremmo
tanto aderire al vostro movimento, ma noi non apparteniamo alla vostra Chiesa,
anche se sentiamo vivo il bisogno di un sano rinnovamento delle nostre
comunità (…)
Voglio qui
sottolineare che non ci sentiamo superiori agli altri, ma anche noi sentiamo la
nostra propria colpa per essere stati per tanto tempo indifferenti a tali
problemi (preferendo molto spesso chiudere gli occhi e anche le orecchie a
tante cose storte). Che Iddio ci aiuti a non esserlo più. Confidiamo che anche
a Firenze, sulla scia di quello che già si sta verificando costà si costituiscano
presto dei gruppi di credenti che sentono nella stessa maniera e disposti con
animo umile a ricercare Iddio nella preghiera, perché (e qui ripeto le vostre
stesse parole) più saremo e più pregheremo e più saremo ascoltati ed esauditi!
Commento. Il nostro Movimento non è strettamente
limitato ai membri della Chiesa Valdese. Abbiamo la gioia di ricevere le
adesioni di molti “simpatizzanti” appartenenti a varie denominazioni
Evangeliche in Italia e all’estero.
Dall’Olanda. Tre mesi fa ero nelle vacanze in una
Foresteria Valdese. Quando ho letto, con molto interesse, alcuni esemplari di
“Testimonianza Evangelica Valdese”. Ora ho alcune domande: è
possibile prendere un abbonamento (….) Nei numeri 8-9 leggevo una parte di
storia del Risveglio (su F. Neff). Gli altri numeri erano spariti. Peccato!
Sono interessato alla storia del Risveglio (…) In una comunità della nostra
Chiesa la gioventù vuole fare qualche cosa per i Valdesi, ma soltanto per uno
scopo non politico. Dicevano: Vogliamo che il denaro sia bene impiegato (…)
Forse possiamo aiutare anche un po’ “Testimonianza Evangelica
Valdese”.
Da Marchirolo. Ho letto con interesse lo vostre
circolari e vi esprimo tutta la mia solidarietà. Potreste farmi avere una copia
di ogni lettera circolare pubblicata fin qui? Nell’attesa di notizie, uniti al
servizio del Maestro, vi salutiamo molto fraternamente in Cristo.
DAI
CORRISPONDENTI
Da Napoli. Sono un ragazzo napoletano della
Chiesa Valdese e da circa 2 mesi sono iscritto alla TEV. Desidero anzitutto
congratularmi con voi per il risveglio che avete portato nelle Chiese
Evangeliche che si erano in precedenza “intiepidite”, e, come tutti sappiamo,
Cristo (come è scritto nell’Apocalisse) vomiterà dalla sua bocca le chiese
“tiepide”. Voglio inoltre dirvi che sono completamente ed in tutto e
pur tutto d’accordo con le vostre idee, e cioè che la Chiesa deve mantenersi
fedele a Cristo e tenersi lontana dalle dottrine e ideologie umane qualunque parte esse provengano. Ad
appoggio di questa mia tesi citerò quanto detto in Deuteronomio 5/32 ed in Giosuè
1/7, e cioè: “Abbiate dunque cura di far ciò che l’Eterno, l’Iddio vostro,
vi ha comandato, non ve ne sviate né a destra né a sinistra”. L’unico
fallo che ho trovato è che non ci sono ancora centri giovanili TEV, dove gli
iscritti a tale Movimento possano riunirsi e discutere insieme (almeno nella
mia città). Ma sono sicuro che, presto, anche questo problema verrà, risolto
con l’aiuto di Dio. Vi saluto cordialmente e vi prego di mandarmi le vostre
graditissime circolari.
Da Torino. Vi rimetto la scheda di adesione alla
TEV di mia moglie. Che il Signore voglia benedire ed illuminare gli
organizzatori del Movimento e guidare i suoi seguaci per la giusta Via indicata
nel Vangelo di Cristo. Noi, io e mia moglie in Torino frequentiamo la chiesa di
Corso Vittorio; ci farebbe piacere assistere a un culto TEV in qualche chiesa di Torino.
IMPEGNATI NELLA
CHIESA
Per sfatare la
diceria che la TEV porti la divisione nella Chiesa, tutti i nostri aderenti si
iscrivano nelle liste dei membri elettori e partecipino alle Assemblee di
chiesa. Chi non lo avesse ancora fatto, presenti al suo Concistoro, entro
Novembre, la domanda per essere iscritto come elettore.
DOMENICHE TEV
Nella nostra
ultima circolare abbiamo pubblicato il testo di una lettera inviata ai
Concistori delle Valli.
Siamo lieti di
dire che abbiamo già ricevuto due risposte affermative, quelle dei Concistori
di Torre Pellice o di Angrogna. Ne siamo molto grati e ci metteremo d’acordo
per le date, che verranno comunicate su una delle prossime circolari.
FINANZE
In cassa al
1.1.77 L.488.010. Doni precedenti L.2.175.270. E. P., Sanremo 5.000; E. J,, id.
10.000; E. C., Torre Pellice 3.000; E.B., Svizzera 50.000; C. E. e D. 5.000; I.
R., Torino 10.000; L. V., Roma, in memoria del marito 30.000; S. M., Firenze
20.000. Totale doni 2.308.270 Collette alle Assemblee 686.000 offerte per
stampa “Giuro” 2.600.
Totale entrate
L.3.484.880
Totale uscite
L.2.288.681 (Dettagli comunicati alle Assemblee) In cassa al 31 Ottobre
L.1.196.199.
Ciclostilato in
proprio, non pubblicato Indirizzo:
TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
n. 25 Circolare
personale agli aderenti 16 novembre 1977
PREGHIERA
Signore, Tu vedi la nostra sofferenza quando
dobbiamo constatare il muro di indifferenza che il mondo oppone all’annuncio
dell’Evangelo. Ma preservaci dalla tentazione di adulterarlo con l’illusione di
renderlo più credibile. Rinnova le nostre forze e donaci il coraggio per
annunziare fedelmente la salvezza in Cristo Gesù. Amen
Pain
de ce jour 12.11.77
DOMENICA T.E.V. E
ASSEMBLEA
Domenica 27 corr. alle ore 15 30 nella cappella di
Perosa Argentina avrà luogo la ventesima Assemblea della TEV.
Già in diverse Assemblee ci siamo occupati della
ristampa dell’opuscolo di Williams Meille sul Risveglio del 1825. Dovremo
prendere una decisione definitiva su due prefazioni con le quali l’opuscolo
verrà presentato al pubblico nella traduzione italiana.
La stessa domenica avrà luogo una DOMENICA TEV a
Roma – Via IV Novembre. A questo incontro parteciperanno, oltre ai numerosi
aderenti romani, anche quelli di Napoli. Il previsto programma comprende:
ore 10,45, culto
con la comunità di Via IV Novembre – presieduto dal giovane Gianni Long.
” 12 circa: pasto
in comune nel locale attiguo (menu… autonomo!)
” 15: presentazione
del Movimento per chi non ne fosse ancora al corrente; scambio di
idee; futuri programmi.
Le eventuali decisioni riguardanti il Movimento
saranno riservate agli aderenti. Però tutti coloro che sono interessati alla
vita della Chiesa sono cordialmente invitati.
Un pressante
invito a tutti.
Anche quelli che non potranno intervenire facciano dell’Assemblea di Perosa Argentina
e della Domenica TEV a Roma, argomento di preghiera quotidiana. Se questo
invito sarà ascoltato, se ogni giorno centinaia di preghiere saranno innalzati
al Signore per questo scopo, la giornata del 27 lettera delle grandi
benedizioni per la nostra Chiesa.
RISPONDIAMO A GIOVANNI GONNET
La Chiesa è debitrice verso il prof. Giovanni Gonnet
di pregevoli studi, condotti con rigore scientifico, sul Valdismo Medievale.
Potevamo quindi sperare di essere onorati dal
giudizio obiettivo di un uomo di cultura, oltre che fratello in fede, il quale
avrebbe dimostrato anzitutto di comprendere, anche se non condividere, il
discorso della TEV. Ma siamo stati delusi leggendo il suo articolo sul n°44
dell’Eco-Luce.
Al Sinodo 1976 era stata presentata una petizione,
firmata da oltre tremila membri di chiesa, che intendevano reagire a un
determinato indirizzo partitico della Chiesa Valdese. Il Sinodo non si è
dimostrato oltremodo allarmato per una iniziativa che pure non aveva
precedenti, crediamo, neppure in altre Chiese. E così si è costituito il
Movimento di Testimonianza Evangelica Valdese.
Tutto questo è ignorato nell’articolo del prof.
Gonnet, che manifesta invece la sua perplessità davanti all’affermazione – che
il Sinodo ha, fatto sua nell’art.25/1976: “Ognuno deve sentire la Chiesa
come la sua propria.
Con questa affermazione abbiamo creduto esprimere con altre parole, il pensiero
dell’apostolo: “Qui non c’è né Giudeo, né Greco, non c’è né schiavo né
libero, non c’è né maschio né femmina, poiché voi tutti siete uno in
Cristo” (Gal.3/28).
Luciano Deodato così commenta : “La giustificazione
produce una nuova umanità, nella quale tutte le divisioni e discriminazioni
sono messe in crisi; emerge un popolo nuovo, profeticamente rappresentato dalla
Chiesa, corpo di Cristo” (N.T. ann. Vol. III)
Condividiamo pienamente questa interpretazione. Come
mai dunque è sorta la TEV, se tutti siamo d’accordo?
La ragione è che molti hanno avuto l’impressione
che, in realtà, la Chiesa fosse la casa di coloro che professavano una
determinata scelta politica, emarginando quanti non condividevano le loro idee.
Scrive il Gonnet: “Al tavolo della santa cena si accostano insieme
fratelli e sorelle che sono notoriamente divisi in tema di fede
politica”. Noi diciamo invece che partecipando alla Santa Cena non
esistono divisioni politiche. Sono divisioni che davanti all’amore di Cristo si
riducono a ben misera cosa.
(Testo approvato nella riunione dei coordinatori)
DAL BELGIO
Il colonnello dell’Esercito della Salvezza Jean
Bordaz ci scrive:
Cari amici, ho avuto il piacere di incontrare il
Colonnello e la signora Tzaut, già capi dell’Esercito della Salvezza in
Italia. Ci hanno parlato con entusiasmo di “Testimonianza Evangelica
Valdese”. Abbiamo letto con attenzione la vostra circolare n°19 e saremmo
lieti, visto che abbiamo passato, mia moglie ed io, sette anni in Ítalia, di
abbonarci alle vostre circolari (….)
Noi preghiamo perché voi possiate, rimanere nella
Chiesa, anche se la vostra testimonianza di fedeltà alla Scrittura e all’ispirazione
dello Spirito Santo, dà ombra a qualcuno. Essi debbono, in uno spirito di tolleranza
e di rispetto, accettarvi come siete, come anche voi siete bene obbligati di
accettarli come essi sono, con la loro ideologia, il loro modo di esprimersi e
le loro speranze socio-politiche. Noi domandiamo al Signore di aiutarvi a
consacrare il massimo tempo alla testimonianza e alla preghiera e il meno
possibile alla polemica.
Possa il Signore darvi coraggio, perseveranza e
gioia nell’adempimento della missione che vi ha confidata.
Ringraziamo di cuore il colonnello Bordaz per la sua
lettera, e lo assicuriamo che i suoi consigli ci sono e saranno sempre di più
presenti nella nostra azione di testimonianza.
RIFLESSIONI SUL SINODO ’77 – PARTA, QUARTA
Non sarà probabilmente questa l’ultima volta che
parleremo del Sinodo, ma è questa, l’ultima puntata delle mie riflessioni
post-sinodali che mi auguro non abbiano tediato il lettore.
Sull’ ECO LUCE il Sinodo non ha detto gran che, né
se ne é parlato in seduta congiunta valdo-naetodista. Ci si è limitati a votare
un oradine del giorno in cui si “riconosce la validità del lavoro svolto
dal direttore e dalla redazione”. Malgrado questo consenso sinodale, non
posso fare a meno di sottolineare che, a mio avviso, il bilancio dell’Eco è
deficitario per la sua linea fondamentalmente unilaterale (basta vedere i
resoconti sinodali e il taglio o la scelta delle interviste). Succede spesso
che lettere e articoli vedano cambiati i titoli scelti da chi scrive, siano
tagliati o appaiano con un ritardo tale da smussarne il tempismo. Non così per
tutto ciò che si pone nella linea della linea della redazione e che trova
piena espressione e tempismo. Tutte cose, queste, che, oltre tutto, scoraggiano
chi scriverebbe più spesso. Insomma, se non si può parlare di vera e propria
censura preventiva, bisogna pur dire che un certo vizio di scegliere quello
che più facilmente può essere accettato dalla redazione è presente nei responsabili
del giornale.
Per quel che concerne la CIAUDIANA, il suo impegno
socio-politico rimane preponderante, anche se un lieve miglioramento si è
potuto notare. Positiva è parsa l’attuazione dell’esperimento di unità della
gestione Claudiana, varata nel ’76, esperimento che non ha impedito i due
“rami” di questa attività, libreria od editrice, di godere di una
larga autonomia nel loro campo specifico. Ci rallegriamo che questo esperimento
sia stato mantenuto finp al ’79, nella speranza che si dia un assetto
definitivo a questa soluzione.
Non trattiamo di proposito l’argomento dell’energia
nucleare in quanto argomento sinodale, dato che i vari ordini del giorno sono
stati votati in modo affrettato e senza seria riflessione, tanto perché si
dicesse che ne avevamo parlato.
FEDERAZIONE DELLE CHIESE EVANGELICHE. La discussione
sulla Federazione ha toccato la questione dei suoi rapporti con le Chiese
federate. È stato riaffermato che in alcun caso si tratta di guardare alla FCEI
come a una superchiesa. È stato anche ricordato che i “servizi” da
essa curati non sono della Federazione, ma gestiti da tale organismo, il che è
molto diverso. Valeva la pena di ricordare tutto questo, dato che i programmi
televisivi non sono sempre stati, specie in un passato recente, gestiti in
questa prospettiva. E d’altra parte, le Chiese danno talvolta l’impressione di
scaricarsi sulla Federazione per quel che concerne le linee di forza
dell’istruzione, dell’informazione ecc.
Fatto positivo: l’indicazione della assemblea di
Bari circa una più decisa ricerca di contatti con le Chiese Evangeliche non
federate è stata presa sul serio dal nuovo presidente della Federazione,
Pastore Piero Bensi, e dalla giunta. Non crediamo che queeste chiese possan aderire
alla Federazione così com’è attualmente. Il dialogo è comunque stato più ricco
e più seguito, almeno questa è l’impressione nostra.
La Federazione dovrebbe ora agire con fermezza, una
volta assicuratasi della disponibilità delle Chiese federate, per far sì che il
programma televisivo “Protestantesimo” non venga presentato in ore
del tutto “eccentriche”. Non dovremo così più seguire una
trasmissione come quelle di Giorgio Tourn sulla sua recente opera di storia
valdese, a partire dalle 23:45! Una vera presa in giro da parte della Rai.
Nei confronti di COM-NUOVI TEMPI, abbiamo assistito
ad un certo raffreddamento dei consensi più o meno entusiasti dei primi anni.
Dal tempo in cui era considerato bene o male come un mezzo di evangelizzazione,
parecchia acqua è passata sotto i ponti. Si è ora passati all’affermazione che
il giornale costituisce “uno strumento utile di scambio e di dialogo con
settori del paese aperti al1a ricerca della fede”, augurandosi tuttavia
“che in avvenire siano maggiormente presenti i temi biblici e della
testimonianza cristiana”. È mancata tüttavia la decisione che si impone da
tempo: quella di non rinnovare a spese di tutta la Chiesa Valdese
quell”adeguato numero di abbonamenti” che non sono giustificati dalla
effettiva portata spirituale ed evangelica del giornale.
UNA TAVOLA “MONOCOLORE”
Si sperava che il Sinodo avrebbe avuto la
sensibilità di affermare, col voto, la sua volontà di vedere rappresentare nel
nostro esecutivo tutte le linee di pensiero presenti nella nostra Chiesa. Così
non è stato. Ce ne dispiace sinceramente, per la Tavola innanzi tutto e per la
Chiesa nel suo insieme.
COSA FARE?
È chiaro che la prima cosa che tutti coloro che
resistono all’attuale andazzo sono chiamati a fare nell’anno in corso è di
resistere, di operare quale opposizione costruttiva, ma decisa, 1à dove il Signore
li ha posti. Abbiamo bisogno di credenti non soltanto ferventi ma capaci di
assumere pienamente il loro posto in seno alle 1oro comunità ed agli organi
direttivi ed esecutivi delle medesime. Per questo innanzi tutto: iscriversi al
più presto nelle liste dei membri elettori e non dimenticar di far velere la
propria opinione COL VOTO. È necessario che si giunga l’anno prossimo al Sinodo
in un’atmosfera diversa.
Già da alcuni segni si nota che le problematiche
dibattute dalla TEV e da persone che della TEV non fanno parte, il dissenso, le
proposte alternative, sono una realtà a cui nessuno può liberarsi con una
scrollata di spalle. Il Signore ci dia la forza di portare avanti questa ricerca
con la saggezza l’umiltà necessarie. Si tratta per noi di fare, nelle nostre
famiglie, nella nostre comunità, nella nostra Chiesa, un discorso non di “partito
ecclesiastico”, ma di FEDE. Penso in questo momento alla “lettera al
direttore” scritta da Berta Subilia (Eco Luce del 9 sett). Rivolgendosi ad
alcune sorelle di Taranto che si battono por il rispetto della libertà di
coscienza nella scuola e associandosi al loro desiderio di veder rispettata la
Costituzione, la Signora Subilia scrive: “L’osservanza della Costituzione
non garantisce la fede dei figlioli (…). Quello della crisi della fede mi
sembra il problema più grosso in culi le mamme credenti sono impegnate oggi.
Che cosa fare perché la fede dei ragazzi sia visibile, confessante, indipendentemente
dal mettere o no in pratica degli articoli della Costituzione? (…) insieme
all’assicurazione del nostro accordo di promuovere le iniziative che auspicate,
vogliate anche accogliere la mia speranza che “qualche cosa”, una
scintilla che va oltre i diritti civili, illumini i vostri figlioli”.
Sì qualche cosa che, per tutti noi, vada oltre i
diritti civili, oltre la giustizia e i diritti di questo mondo tinto sempre di
egoismo, di sopraffazione, di ambiguità fin nei suoi aspetti più positivi.
Se questo ci sta a cuore, cerchiamo in ogni comunità altri fratelli altre sorelle cha siano
pronti a cercare con noi e a causa di Cristo, una fedeltà nuova al Signore
della Chiesa.
Giovanni Conte
IL PASTORE
EUGENIO RIVOIR della Comunità di Agape, scrive:
1. Vi ringrazio per la vostra lettera:
effettivamente ho sempre pensato che ogni discorso nella Chiesa (e anche
fuori) debba essere un discorso aperto, di cui tutti possano prendere
conoscenza. Le.cose da dire possono essere gridate sopra i tetti, non ci
dovrebbero essere discorsi nascosti. Perciò vi ringrazio se mi manderete la
vostra circolare (e vi ringrazierò se mi manderete le circolari del passato che
non ho mai visto – tranne una – e che voi dite di avere mandato).
2. Il fatto di desiderare di conoscere quel che
scrivete non significa necessariamente che io sia d’accordo con quel che dite,
né sul modo con cui vi presentate. Ma penso che si possa discutere con coloro
che incontriamo. Saró ben lieto perciò di conoscervi per nome.
3. Non ho capito, in particolare, il riferimento
sulla circolare numero 19 al marxismo che sarebbe presentato come una nuova
“chiave biblica” da parte di alcuni ambienti cristiani e non ho
capito che cosa significa il puro Evangelo di cui parlate verso la fine della
pagina 4. Sarebbe interessante anche capire che cosa significa che alcuni
“vorrebbero proseguire senza ostacoli né scrupoli di coscienza su di una
certa strada, quella che noi avversiamo…. (pagina due della circolare 19);
chi sono questi alcuni? che cosa vogliono, quali sono gli scrupoli che non
hanno? Non si capisce bene. Si può confrontare il pensiero degli uni e degli
altri se non sono riferiti ai fatti? Se non si dice chiaramente (nel senso che
tutti capiscano) quel che si vuole? È un
problema che ogni credente – penso – deve porsi.
4. Mi rallegro invece per la dichiarazione della
vostra volontà di opporvi a che la Chiesa diventi uno strumento di qualsiasi
ideologia o partito politico. Su questo siamo d’accordo.
Su questo accordo, e con questa speranza, vi mando
il mio saluto in attesa del materiale che voi mi avete proposto.
Il prof. Adriano Donini, con l’assenso della
riunione dei coordinatori, risponde al Past. Rivoir
Ringraniamo il past. Rivoir per la sua dichiarata
volontà di dialogare con noi in un clima di reciproca chiarezza. Ci rallegriamo
vivamente per il punto 4 della sua lettera: siamo dunque d’accordo nella
volontà di opporci a che la Chiesa diventi unò strumento di qualsiasi ideologia
o partito politico. Se si afferma con forza questo, come esigenza primaria per
la vita della Chiesa, non si può allora chiudere gli occhi di fronte alla
crescente politicizzazione in atto nella Chiesa da diversi anni, quale appare
da un obiettivo esame di tutte le sue attività ed organismi. C’è chi accetta
tutto questo (non il past. Rivoir, a quanto risulterebbe dal suo punto 4); c’è
chi insiste sulla necessità della scelta politica e della scelta di classe
della Chiesa di oggi; c’è chi precisa ulteriormente che è una scelta in chiave
marxista (v. nota dichiarazione del IV° Congresso FGEI: il marxismo è visto
come “lo strumento migliore per analizzare la realtà del mondo e delle
chiese e poterla trasformare”). In questa visione, purtroppo oggi
largamente condivisa da coloro che hanno la responsabilità della conduzione
della nostra chiesa a tutti i livelli, è facile accettare la “lettura
politica del Vangelo” (v. Belo, Girardet) come un nuovo catechismo: in
questo preciso senso diciamo che il marxismo è presentato come una nuova
“chiave biblica”; pensi semplicemente il past. Rivoir al risalto dato
dalla nostra Casa Editrice alla pubblicazione di dette opere. Abbiamo parlato
di “ambienti cristiani” perché questo tipo di lettura biblica non è
accettato solo nel nostro ambiente protestante, ma in molti gruppi cattolici
“di base” come del resto è provato dalla linea del periodico COM-NT.
La strada della sempre più spinta politicizzazione
della Chiesa è quella che noi avversiamo: a causa di essa siamo sorti come
Movimento. I sostenitori della linea politica ad oltranza non possono agire
come se, non esistessimo, devono pensare alla nostra “protesta che è
condivisa da una larga base della Chiesa; se riuscissero peró a metterci
fuori della Chiesa, ad emarginarci del
tutto, potrebbero proseguire nel sempre maggior coinvolgimento della chiesa in una determinata linea
politico-ideologica (di ultra sinistra) e lo farebbero senza più scrupoli di coscienza,
perché certi di non trovare più ostacoli di sorta, avendo eliminato tutti gli
oppositori, irrecuperabili “reazionari”.
Il “puro Evangelo” con il quale dobbiamo
presentarci è quello libero da pesanti condizionamenti e strumentalizzazioni
ideologiche come le precedenti: è quello che ha mosso apostoli e missionari di
tutte le epoche che non si sono certo isolati dal mondo ma hanno operato in
esso presentandosi con1a sola etichetta di “cristiani” e pagando
largamente di persona. Anche le Chiese oppresse e perseguitate hanno proseguito
la loro opera in questa linea, resistendo alle minacce e alle lusinghe delle
dittature di tutti i tempi.
Speriamo, con
questa risposta, di aver chiarito i dubbi del past. Rivoir a nostro riguardo.
ALTRE CORRISPONDENZE
per mancanza di spazio, sono rimandate al prossimo
numero.
UN LUTTO
Con dispiacere apprendiamo che è venuta a mancare, in
età di 90 anni, Viola Monnet, una delle prime. aderenti alla TEV di Torino. Ai
familiari esprimiamo la fraterna simpatia della TEV.
FINANZE
In cassa al l.l.77 L.488.010. Doni precedenti
L.2.308.270. G. R., San Giovanni 20.000; L. G., id. 2.000; V. S., Torre Pellice
10.000; R. P. P., id. 10.000; L. P., id. 2.000; M. P., id. 6.000; A. E. M., id.
5.000; O. C., Pisa 3.000; L. S., Pinerolo 5.000; P. B., Torino 5.000; Fam. V.
M., id. 5.000; R. C., Roma 10.000. Totale doni L.2.391.270. Collette Assemblee
L.695.250. Offerte stampa “Giuro” L.2.600.
Totale entrate L.3.577.130
Totale uscite L.l.213.849 (Dettagli comunicati alle
Assemblee)
In cassa L.l.213.849.
“Io ti rendo lode, o Padre, Signor del cielo e
della terra, perché hai nascoste queste cose ai savi e agli intelligenti, e le
hai rivelate ai piccoli fanciulli” Mtt.11/25
Ciclostilato in proprio…