Il Risveglio del 1825 nelle Valli Valdesi

(Editrice Claudiana 1978, a cura della TEV)

Dalla copertina:

Parlando del Risveglio ci si riferisce a un mo­vimento
che il secolo scorso (1800) ha rinnovato pro­fondamente la vita delle Chiese
Protestanti in Europa e in America. Dopo la Riforma del XVI secolo, ie Chiese
si erano adagiate in una fred­da ortodossia. La dottrina era rettamente pre­dicata,
ma mancava quel fervore, quello spiri­to di testimonianza che sono
l’espressione di un autentico cristianesimo. La filosofia raziona­listica era
poi venuta a minare i fondamenti stessi della fede cristiana.
II Risveglio si presentò come una reazione, aprendo nuove prospettive di
rinnovamento; mise l’accento sull’autorità della Bibbia, predicò la necessità
della conversione personale e sul­l’opera de
llo Spirito Santo. Una
corrente impe­tuosa attraversò le Chiese, dando vita a nume­rose opere sociali
e nuovo impulso all’opera missionaria fra i pagani.
In Svizzera il Risveglio ebbe uno dei suoi più
noti esponenti in Félix Neff, la cui predicazione nelle Alte Alpi francesi
dette inizio a un mo­vimento spirituale di vasta portata. Durante una sua
visita alle Valli Valdesi il Risveglio si ma­nifestò nella parrocchia di San
Giovanni, le cui vicende e conseguenze sono evocate nello scrit­to di William
Meille (Il Risveglio nelle Valli Valdesi nel 1825).

L’autore
William Meille nacque a Torino il l’ ottobre 1853,
figlio del Pastore Pietro Enrico. Consacra­to al ministero pastorale ne! 1877,
fu Pastore a Roma, Nizza, Torino. Per la sua perfetta cono­scenza dell’inglese,
rappresentò alcune volte la Chiesa Valdese in Gran Bretagna. Nel settembre 1895
venne eletto a conduttore della parrocchia di San Giovanni nelle Valli Valdesi.
Fermato falla malattia, messo in emeritazione nel 1900, morì il 6 ottobre 1903.
Ma in questo breve ar­co di tempo portò a termine l’opera per cui an­cor oggi è
ricordato la fondazione del Rifugio Carlo Alberto Fu membro del Comitato di
evan­gelizzazione (1885-86); presidente della So­cietà di Studi Valdesi
(1897-98); autore della biografia del banchiere Giuseppe Malan, insi­gne
benefattore della Chiesa Valdese. É sua l’analisi critica del Risveglio del
1825, che eb­be la sua origine nella stessa parrocchia di San Giovanni, e di
cui presentiamo la traduzione italiana.

Confessione di fede Valdese 1655 – Art. 10 Il peccato originale

Articolo 10 – (Peccato originale)

Tutta la posterità d’Adamo è col­pevole in
esso lui e con esso lui della sua disubbidienza, infetta della sua corruzione,
e caduta nella medesima calamità, fino ai piccoli fanciulli fin dal ventre
della ma­dre: onde viene il nome di peccato origina­le.
PROVE
– Rom. 5:12-19
Perciò, come
per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del
peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti
hanno peccato… 13 Poiché, fino alla legge, il peccato era nel mondo,
ma il peccato non è imputato quando non c’è legge. 14 Eppure, la morte
regnò, da Adamo fino a Mosè, anche su quelli che non avevano peccato con una
trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva
venire. 15 Però, la grazia non è come la trasgressione. Perché se per la
trasgressione di uno solo, molti sono morti, a maggior ragione la grazia di Dio
e il dono della grazia proveniente da un solo uomo, Gesù Cristo, sono stati
riversati abbondantemente su molti. 16 Riguardo al dono non avviene
quello che è avvenuto nel caso dell’uno che ha peccato; perché dopo una sola
trasgressione il giudizio è diventato condanna, mentre il dono diventa
giustificazione dopo molte trasgressioni. 17 Infatti, se per la
trasgressione di uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, tanto più
quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia
regneranno nella vita per mezzo di quell’uno che è Gesù Cristo. 18
Dunque, come con una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli
uomini, così pure, con un solo atto di giustizia, la giustificazione che dà la
vita si è estesa a tutti gli uomini. 19 Infatti, come per la
disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati resi peccatori, così anche per
l’ubbidienza di uno solo, i molti saranno costituiti giusti.
– Giob. 14:4
Chi può trarre
una cosa pura da una impura?
Nessuno.
– Giob. 15:14
Chi è mai
l’uomo per esser puro, il nato di donna per esser giusto?
 Sal. 51:5
Ecco, io sono
stato generato nell’iniquità,
– 1 Re 8:46
Quando
peccheranno contro di te, poiché non c’è uomo che non pecchi, e ti sarai
sdegnato contro di loro e li avrai abbandonati in balìa del nemico che li
deporterà in un paese ostile, lontano o vicino,
– Prov. 20:9
Chi può dire:
«Ho purificato il mio cuore,
sono puro dal
mio peccato?»
– Eccl. 7:20
Certo, non c’è
sulla terra nessun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai.
– Matt. 15:19
Poiché dal
cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false
testimonianze, diffamazioni.
– Efes. 2:1-3
Dio ha
vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri
peccati, 2 ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di
questo mondo, seguendo il principe della potenza dell’aria, di quello spirito
che opera oggi negli uomini ribelli. 3 Nel numero dei quali anche noi
tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle
voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d’ira,
come gli altri.
– 1 Cor. 15:22
Poiché,
come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati;

Maggio 1978 nn. 36-37

TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino alle
estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare
36                                                                                                  8 maggio 1978
PENTECOSTE 1978
Le parole con
cui la Genesi annunzia il diluvio: “La terra era corrotta davanti a Dio,
la terra era ripiena di violenza” (6/11) si ripresentano con una attualità
sorprendente. Ora si cominciano a raccogliere i frutti di false ideologie, che
hanno fatto sentire la loro influenza anche nella Chiesa, i frutti della
indifferenza, del neutralismo, della tiepidezza di tanti. Davanti a quello che
sta succedendo, come non ricordare le parole del profeta: “Sappi dunque e
vedi che mala e amara cosa è abbandonare l’Eterno il tuo Dio, e il non aver di
me alcun timore, dice il Signore, l’Eterno degli eserciti” (Ger.2/19)
Celebrare la
Pentecoste in questo clima può apparire irreale. Ma una cosa è sicura e cioè
che se non si verifica qualche cosa di nuovo non si potrà evitare il baratro
che si sta aprendo sotto i nostri piedi, e se non c’é un Risveglio, anche la
Chiesa conoscerà i1 suo castigo.
È
questo”qualche cosa di nuovo” che noi aspettiamo. Aspettare è una
parola che non dice nulla alla nostra generazione, e soprattutto ai giovani
impazienti di agire e di raggiungere immediatamente dei risultati tangibili.
Eppure quei 120 discepoli che a Gerusalemme erano riuniti in attesa dello
Spirito; hanno agito per l’avvenire dell’umanità piü con­cretamente che tutti
gli Zeloti antichi e moderni.
Vi sono delle
attese cariche di evento. Sono le attese di cui parlava Gesú nella parabola del
servitore che attende il ritorno del suo padro­ne, o della sposa che attende lo
sposo anche se arriva a un’ora insoli­ta. Il cristiano sa che “le tenebre
non dureranno sempre per la terra ch’é ora nell’angoscia” (Is.8/23).
Però
“aspettare” la manifestazione dello Spirito significa desiderar­lo,
significa credere che i miracoli sono ancora possibili.
Si tratta di una
“promessa del Padre” come ha detto Gesú. (Atti 1/4). Dunque l’unico ostacolo
perché questa promessa, si adempia è la nostra incredulità, il nostro
disinteresse.
È in questa
convinzione che ci accingiamo a celebrare la Pentecoste.
I tempi sono
gravi. Quest’anno tutti i membri della TEV saranno pre­senti nelle loro chiese
per esprimere nel culto di Pentecoste la con­vinzione che un Risveglio è
ardentemente desiderato, che essi credono nella possibilità di un Risveglio,
che essi attendono un Risveglio.
Allora puó darsi
che questo culto non sia un culto come gli altri.
ATTIVITÀ A ROMA
Domenica 30
Aprile nel tempio Valdese di Via IV Novembre ha avuto luo­go la terza
“Domenica TEV” romana, iniziata con un culto presieduto dal giovane
Marco Scuderi. Nel pomeriggio, dopo la colazione al sacco, è stato svolto un
ricco ordine del giorno. Nella circolare di convocazione riportiamo quanto può
intereressare tutti i membri della TEV.
Ci siamo
impegnati a:
– prendere parte
attiva alla vita delle singole chiese locali, ed assu­mere impegni di
responsabilità.
– contribuire
secondo le proprie responsabilità per l’opera della Chie­sa tutta.
– iscriverci
nelle liste dei membri elettori. A tal fine vi ricordo che per le Chiese
Valdesi e Metodiste i registri ecclesiastici vengono ora aggiornati
semestralmente nel mese di Maggio e nel mese di Novembre di ogni anno. Inoltre,
compiuta la revisione, ogni Consiglio di chiesa è te­nuto, per regolamento, a
porre a disposizione degli interessati per 30 giorni la lista riproducente le
registrazioni, al fine di permettere e­ventuali richieste di rettifica da parte
dei singoli membri (RO II art.11)
– rendersi
disponibili per un servizio di visite a quanti nella comunità hanno bisogno di
concreta solidarietà fraterna, concordando ciò con i singoli Pastori.
– comunicare per
iscritto a Mario Bianconi (TEV Via 4 Novembre 107) la propria disponibilità e
competenze per l’eventuale disbrigo di pratiche varie presso gli uffici di
Roma, in favore di quei fratelli che risiedo­no in altre città.
– comunicare al
Pastore Scuderi la propria disponibilità (limiti di tempo e sanitari
permettendo) per donazioni di sangue, indicando gruppo, età, indirizzo e
telefono del donatore.
Come appare da
quanto sopra ricordato, le decisioni sono state pree e attendono ora di essere
messe in pratica e ciò coinvolge direttamente la credibilità e la
responsabilità di ciascuno di noi.
                                                            Mario Bianconi
RIUNIONE DEI
COORDINATORI A TORRE PELLICE
Il cattivo tempo
ha impedito a molti di intervenire alla riunione, che ha avuto luogo a Torre
Pellice il 5 corr. In due ore di proficua discus­sione nel clima fraterno che è
caratteristica delle nostre assemblee, abbiamo svolto l’ordine del giorno, comprendente
ben 17 punti. Fra l’ai­tro prendete nota:
La prossima
riunione dei coordinatori avrà luogo a Pomaretto presso la sig.ra Itala Beux
venerdì 26,corr. alle ore 20,30. L’abitazione si trova subito dietro e a lato
del tempio.
Si propone che
l’annuale Assemblea generale abbia luogo in Val Pellice sabato 29 Luglio la
vigilia dell’inizio del Sinodo. Questa data è stata
Indicata per favorirei
l’intervento del maggior numero possibile di fra‑
telli provenienti da altre chiese. Vi preghiamo di farci avere eventuali contro
proposte non oltre il 16 corrente (Tenendo conto del servizio po­stale al
rallentatore).
È stato deciso
di inviare un nostro rappresentante all’Assemblea del­l’Alleanza Evangelica
Italiana, che avrà luogo il 13 corr. a Firenze presso il Centro Comunitario
Valdese di Via Manzoni.
UN DRAMMA DI CUI
SI PARLA POCO
È quello dei
profughi. Noi che abbiamo un tetto dove abitare non pensiamo sempre che in
varie parti del mondo ci sono decine di milioni di persone che vivono nei campi
di profughi.
L’ultimo numero
del “Journal des missions évangéliques” di Parigi, or­gano della
Società missionaria a cui la Chiesa Valdese è stata legata da oltre un secolo,
pubblica un articolo a proposito dei profughi pro­venienti dal Sud Est Asiatico,
di cui riportiamo un estratto.
Da una trentina
d’anni uomini e donne provenienti de quello che si chiamava Indocina cercano
asilo in Francia. Sono famiglie di militari, gente che per una ragione o per
l’altra si sentivano minacciate o ri­fiutavano un certo avvenire.
Dopo la fine
della guerra nel Vietnam la marea dei rifugiati si è in­grossata. È noto,
almeno in parte, il dramma di coloro che, fuggiti dal Vietnam, errano sui mari
su delle imbarcazioni che nessuno vuole accogliere Si conoscono i campi di
rifugiati in Tailandia, dove si ammucchiano quelli che sono riusciti a
ragaiungerli e che sono in atte­sa di poter partire per gli Stati Uniti o la
Francia.
Dal 1975 la
Francia riceve circa mille rifugiati ogni mese. Esatta­mente, dal 15 Maggio
1975 a fine 1977 il numero è stato di 32.722. Vietnamiti, Laotziani Cambogiani
e talora anche Cinesi e Indiani che si erano stabiliti in quei paesi, giungono
in Francia dopo mesi e mesi di prova , di soggiorni nei campi, di spostamenti.
Appartengono a tutti i ceti sociali: funzionari, piccoli artigiani, militari,
pescatori, studenti, coltivatori, che hanno dovuto improvvisamente lasciare il
lo­ro paese. Solo qualcuno ha potuto predisporre il suo arrivo in Francia, se
vi aveva dei parenti o degli amici. Tutti gli altri, strappati al loro
ambiente, si trovano a vivere in un paese di cui non comprendono le abitudini,
né il sistema amministrativo e sovente neppure la lingua.
Nel Vietnam e in
Cambogia agivano delle organizzazioni missionarie americane e francesi. Nel Laos
vi erano dei missionari svizzeri. Queste organizzazioni, trovandosi
nell’impossibilità di continuare la loro at­tività nei paesi dove lavoravano,
hanno portato la loro attenzione sui rifugiati in Francia, con lo scopo di
“annunziare l’Evangelo ai rifu­giati e aiutarli nella misura del possibile
a integrarsi in un paese tanto diverso dal loro.
Esistono anche
dei rifugiati d’origine cinese giunti fin dal 1975. Il Pastore Chan, lui pure
rifugiato, riunisce i cristiani che riesce a individuare; a Pasqua 1977 un
centinaio di loro si è riunito per il cul­to. Questo Pastore si occupa
dell’evangelizzazione dei cinesi mediante aiuti materiali (alloggio, impiego) e
l’edificazione della Chiesa. Grup­pi di cristiani cinesi si sono costituiti a
Troyes e a Mulhouse. Un altro gruppo si riunisce a Parigi presso l’Esercito
della Salvezza.
L’articolo
conclude:
Questa rapida
rassegna della situazione dei rifugiati e del lavoro svolto da alcuni cristiani
mette per lo meno in evidenza certi fatti che avvengono fra noi e che molti
ignorano e di cui pochi si interessa­no. Indirettamente si manifesta anche,
attraverso molteplici contatti e sostegni, la realtà della Chiesa Universale.
La Chiesa
Valdese si trova nella meteriale impossibilità di soccorre­re questa immensa
miseria. Ma almeno dobbiamo essere informati e circon­dare della nostra
simpatia questi esseri umani tanto provati.
Dal Cile alla
Russia, dall’Eritrea al Sud Est Asiatico, dalla Palestina all’Uruguay, delle
masse di uomini, donne e bambini sono costretti a fuggire, incalzati dall’odio
edalla vilenza. Ricordiamoci di loro, noi che abbiamo avuto una sorte migliore.
IL PROBLEMA DEI GIOVANI
Su “Vie et
Lumière”, organo degli zigani francesi, è pubblicato un articclo Sul
problema della gioventù, di cui riportiamo qualche estrat­to, pensando che
possa essere utile per le nostra riflessione.
Un triste qua
dro
Se si dovesse
definire con tre parole il problemi morali dei giovani, diremmo: è un dramma. È
un dramma perché essi seno disorientati, sen­za speranza e senza Cristo.
È vero che
viviamo in un mondo inquieto e molti, specialmente fra giovani, non sanno più
“a che santo voltarsi”. Eppure nel mondo non mancano i filosofi, i
politici, gli scienziati. Ognuno ha da proporre la SUA soluzione e le soluzioni
sovente si dimostrano inefficaci.
Non c’è allora
nessuna speranza per questa gioventù pericolante? Non c’é nessuna alternativa?
Venti secoli or
sono c’erano degli uomini portatori di un messaggio rivoluzionario. Dovunque
essi andavano, predicavano, e delle vite era­no trasformate, degli ammalati
guariti. Al mondo ora stato offerto il rimedio dei suoi mali, ma solo un
piccolo numero l’ha accettato.
Sono
profondamente convinto che la risposta attuale ai problemi dei giovani si trova
in Gesù Cristo, il Figlio di. Dio.
Un esercito di
giovani salvati
In Francia vi
sono decine di migliaia di giovani tzigani. Ogni anno il numero di questi che
si dichiarano discepoli del Signore va aumentando. Vi sono fra i 300 e i 400
convertiti ogni anno. La quasi totalità ha meno di 20 anni.Ci troviamo davanti
a un vero miracolo.
Il numero di
quelli che hanno fatto una esperienza di comunione col Signore è stimato fra i
4.000 e i 5.000 e la magior parte ha ricevuto il battesimo di Spirito Santo.
Vi suno decine
di giovani che servono il Signore con fervore. È una vera coorte di
conquistatori di anime.
                                                                        _______
Quando
constatiamo i miracoli che lo Spirito Santo ottiene oggi anco­ra, specialmente
in ambienti come quello degli tzigani, considerati con sospetto e disprezzo,
non passiamo non pensare alla parte più cara del­la nostra Chiesa, la gioventù.
Perché “più
cara”? Perché i giovani si trovano senza esperienza e senza sufiiciente
spirito critico, a dover fronteggiare un periodo drammatico della storia;
perché noi più anziani non abbiamo saputo convincerli, con la nostra vita più
che con le parole, della credibilità dell’Evangelo; perché la Chiesa del
prossimo domani è determinata dalle scelte che i giovani stanno facendo oggi.
E molti di
questi giovani stanno facendo della scelte completamente sbagliate. Al culto
radio del 23 Aprile abbiamo ascoltato una veemente protesta contro una legge
sull’aborto. Da delle giovani evangeliche ci saremmo aspettati una energica
presa di posizione in favore del ruolo della donna cristiana nella Chiesa e nel
mondo: contro la licenza sessuale; contro il disgregamento della famiglia e la
degradazione del concetto stesso di donna. Atroché liberalizzazione
dell’aborto, con tutti i suoi annessi e connessi!
Ma lo Spirito
Santo che agisce con tanta potenza nella gioventù tzigana in Francia, pub anche
manifestarsi fra i figli degli antichi Valdesi. È quanto invochiamo in questo
tempo di Pentecoste, e che presto si possa ripetere le parole dell’apostolo:
“Giovani, vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio dimora in
voi che avete vinto il maligno”. 1 Giovanni 2:11.
LETTERA ALLA FEDERAZIONE FEMMINILE VALDESE
Gentile Signora Subilia
So che lei è
presidente del Comitato Donne Valdesi e desidererei tanto conoscere il suo
parere e quello del suo Comitato circa quanto è stato pubblicato su Com N.T. in
merito alla recensione di quadri sulle donne che Franca Rame si accingeva a
rappresentare in teatro e specialmente desidererei la vostra reazione sulla
scena iniziale intitolata: “Abbiamo tutte la stessa storia”.
Faccio parte
della Comunità Valdese di Sanremo ed ho aderito con altri al movimento di
risveglio “Testimonianza Evangelica” profondamente con­vinti che solo
un vero risveglio evangelico sia capace di dare una vali­da risposta ai molti
problemi di oggi. Sono con me interessate a cono­scere ed a raccogliere, su
questo argomento, il pensiero del maggior nu­mero possibile delle donne Valdesi
quante militano nelle file della TEV.
Le dirò subito:
1°) che non
siamo mosse da un vano spirito di polemica, ma che la no­stra reazione vuol
essere un avvertimento, un grido d’allarme alla stam­pa Valdese affinché non si
lasci indurre in tentazione e sappia sempre adoperare per la denuncia di
qualsiasi fatto di cronaca il linguaggio che le compete.
2°) Vogliamo
dire a quanti già lo credono che non è vero che per por­tare le verità
evangeliche al mondo e per farsi intendere da questo sia necessario adoperare
il linguaggio del mondo, intendendo con questo l’uso di espressioni povere e
volgari.
La scienza, per esprimersi,
ha sempre adoperato, ed adopera da tutti i tempi il suo adeguato linguaggio
scientifico, la pornografia ha un suo linguaggio e la religiosità deve
esprimere le sue verità col linguaggio che le conviene. Non dobbiamo abbassare
le cose ma innalzare le cose basse. I nostri Barba capivano le Sacre Scritture
perché credevano, ama­vano, studiavano e vivevano la Parola, sapevano così divulgarla
con suc­cesso. Non erano certo dei laureati.
3°) Ci è stato
detto che l’articolo pubblicato su Com N.T. ha scanda lizzato persone della
generazione passata, e questo è stato detto con un certo spirito di
compassione, ma numerosi sono stati i giovani che si sono dimostrati
sconcertati e nauseati da quella prosa e questo è stato ben doloroso.
D’altra parte è
lecito scandalizzare le persone anziane in questo modo? Attendo ora un suo e
vostro pensiero su quanto esposto per comunicarlo alle amiche e ringraziandola
le porgo i miei migliori saluti
                                                                                                            Graziella Perrin
LETTERA DELLA
PRESIDENTE DELLA F.F.V.
Care sorelle e
fratelli della TEV,
Avete mandato in
visione alla Federazione femminile Valdese la vostra protesta all’articolo dal
titolo “Abbiamo tutte la stessa storia”, apparso su Com Nuovi Tempi e
ci chiedete una risposta. È con grande fastidio che, essendo presidente della
FFV, mi sento obbligata a scrivere queste righe che esprimono però solo il mio
parere, perché non ritengo opportu­no allargare alle unioni femminili questo
tipo di discorso che non mi sembra di utilità evangelica.
Come donna e
come credente sono mortificata.
Penso che questo
gergo e questa mentalità appartengano a una borghesia decadente e non esprimano
affatto le donne del popolo italiano – contadine, casalinghe, operaie,
impiegate, madri (tanto meno evangeliche!) cioè la grande massa delle donne che
hanno problemi giornalieri gravi e per una stampa cristiana, il problema sia
proprio di fondo: quale è la liberazione evangelica che, poi, si riflette nella
vita? Credo che, senza boria e senza assurda sicurezza, tutta la chiesa
cristiana dovrebbe oggi riporsi la domanda, tanto più se vuole rivolgersi all’ambiente
circostante, certo poco evangelicamente formato, ma a cui è debitrice di quel
“sa­le” dell’Evangelo, così diverso dal sale della gente.
Cordialmente
                                                                                                            Berta Subilia
DAI CORRISPONDENTI
Da Roma. Vorrei scrivervi una volta per
ringraziarvi per l’opera che svolgete per la TEV e per il bollettino che ci
giunge regolarmente e che leggiamo con molto piacere, mio marito ed io. Sono
grata per l’esistenza della TEV e a chi ha saputo raggruppare i membri di
chiesa disorientati, isolati e in crisi di fede. Pur sentendomi un po’ estranea
all’ambiente Valdese in generale e a quello delle Valli e del Risveglio in
particola­re, sono contenta di avere aderito alla TEV e di fare parte di un
gruppo che non lascia andare parecchio nella Chiesa di male in peggio senza re­sistenza.
Quando si presenta l’occasione parlo volentieri della TEV. Vor­rei darle in
seguito gli indirizzi di alcuni simpatizzanti con la pre­ghiera di mandare loro
alcuni bollettini.
SITUAZIONE FINANZIARIA AL 4 MAGGIO 1978
Entrate dal 21 Aprile 1978 al 4 Ma2io 1978
Offerte ricevute: O. Z., Venezia 2.000; I. B., G.
Antonino di Susa 10.000; O. ing. P., Napoli 20.000; E. R., Genova Sampierdarena
5.000; G. P., Torre Pellice 10.000; E. P., id. 500; R. G., S. Secondo di
Pinerolo 2.000;
Rimborso porto “Ri­sveglio” 200. Totale
offerte ricevute L.49.700 (di cui L.27.200) a mezzo c.c. postale 2/4860).
Vendita n°19 copie del “Risveglio”
L.39.500 (di cui L.2.500 a mezzo c/c postale)
(Totále 
vendite “Risveglio”  a.
tutto 414L5L1918n°414 cópieper un im­porto di L.861.200).
Totale generale entrate dal 21/4/1978 al 4/5/2.978   L. 89.200
Totale generale uscite dal 2114/1978 al        5/1978 719.420
(Dettagli uscite saranno comunicati in occasione della prossima: Assemblea
Disavanzo di cassa     L.630.220
Torre Pellice 4 Maggio 1978
                                                                                                Il cassiere
                                                                                    Geraldo
Mathieu
L’AMOR DI DIO È STATO SPARSO NEI NOSTRI CUORI PER LO
SPIRITO SANTO CHE CI E’ STATO DATO
(Rom.5.5)

TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino alle
estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare
37                                                                                                  22 maggio 1978
IL PROBLEMA DEL CULTO SECONDO UNA DONNA SAMARITANA
“Una donna
gli disse: Signore, io vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato
su questo monte e voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna
adorare” (Giov.4/19-20)
Nella luce di
Dio, questa donna ritrova la sua luce, la sua bellezza e la sua vocazione. Essa
avvia una conversazione che il teologo Nicodemo non avrebbe immaginato. Essa
parla di quello di cui noi non parliamo più molto oggi. Oggi il posto centrale
appartiene all’ uomo (fisico, sessuale, psichico, sociale, economico, politico).
Ma questa donna parla di Dio anzitutto, di Dio medesimo, di Dio davanti al
quale non ci rimane che da adorare nello stupore e nell’amore.
                                                                                    Pain de ce jour 12.1.78
ATTIVITÀ DEL
GRUPPO DI ROMA
Nell’ultima
circolare abbiamo già dato notizia della riunione, annunziata anche al culto
radio, che ha avuto luogo a Rema il 30 Aprile. Abbiamo gradito la lettera di
saluti, firmata dai presenti. Ci è anche data notizia di una interessante
deliberazione che qui riportiamo:
Dopo il culto ha
avuto luogo l’agape fraterna e nel pomeriggio l’Assem­blea regolare alla quale
hanno partecipato una ventina di aderenti. Altri avevano telefonato
giustificando l’assenza per causa di malattia oppure per motivi che non
dipendevano dalla loro volontà. Il Pastore Scuderi ci ha presentato lo studio
riassuntivo degli articoli del prof. Cullmann sul tema: “Gesù ha avuto
propositi di riforma politica?” pubblicati sull’Osservatore Romano e di
cui avevamo già trattato l’argomento nell’Assemblea precedente. Dopo lo studio
vi è stato uno scambio di vedute e tutti all’ unanimità, .avendoli trovati
corrispondenti al momento attuale, sono favorevoli che venga stampato un
opuscolo da inviare in modo particolare a quelli che vogliono politicizzare la
Chiesa. È stato scritto al prof. Cullmann chiedendo l’autorizzazione a
riprodurre gli articoli in un opuscolo edito dalla TEV e descrivendo il
movimento. Il professore ha risposto di essere felice dell’esistenza della TEV
e della iniziativa di ri­produrre i suoi articoli.
Nell’ultima
riunione dei coordinatori si siamo occupati di questa proposta che, in linea di
massima, ha trovato il nostro vivo gradimento, e ci riserviamo di riparlarne
nella prossima Assemblea.
LA T.E.V. A
CONFRONTO CON LA TEOLOGIA
Ho letto sulla
circolare n°34 quanto scritto sotto il titolo “La TEV a confronto coni la
teologia”.
La buona
intenzione del nostro giovane fratello Terino è stata cer­tamente tradita da
una forma assolutamente inadeguata alla natura e all’importanza dell’approccio.
Ad un giovane
fratello come lui posso senz’altro dire da queste pa­gine, che l’inizio di un
dialogo (per corrispondenza!) tra fratelli provenienti da ambienti e da
esperienze così diversi non lo si fa “sparando in fretta”, come lui
stesso ammette, una raffica di quesiti di natura teologica come quelli da lui
elencati.
“Seguitare
la verità” è un impegno lodevole e primario, ma non può e non deve essere
disgiunto dal farlo “in carità”.
Sugli effetti
deleteri causati sulla vitalitá della Chiesa da una teologia ortodossa priva
dell’intervento dinamico dello Spirito Santo o dagli slanci di attivismo
sociale o mistico sganciati da ogni disci­plina teologica non c’è bisogno di
parlare. Purtroppo questi effetti sono sotto i nostri occhi come triste realtà.
Se il risveglio
invocato si manifesterà, verità e carità saranno perseguite congiuntamente,
togliendo via ogni onta, ogni motivo di contraddizione, ogni vergogna.
Per questa
ragione non posso fare a meno di manifestare una certa insoddisfazione anche
per quanto è stato scritta da parte della TEV
in risposta alla
“raffica” di Jonathan Terinno.
Non v’é dubbio
sul fatto che gli Evangeli di Matteo e Giovanni hanno caratteristiche diverse
(quando mai lo Spirito Santo ha ispirato nelle Scritture delle inutili
ripetizioni!?), ma l’angolatura diversa e com­plementare dalla quale gli
Evangelisti hanno considerato la vita e l’opera del Signore Gesù non può essere
presa come paragone per esemplificare la diversità esistente tra un teologo
liberale e un teologo evangelico. In tal caso, quale dei due Evangelisti
dovrebbe essere paragonato al teologo liberale?
Anche la
citazione di 1 Corinzi 13/12 mi ha lasciato perplesso. Il fatto che la
“conoscenza”, che la Parola di Dio ci consente di avere ora sia
limitata nei confronti della “perfetta conoscenza”, che avremo oltre
questa vita presente, non può essere usato per gettare un’ombra di incertezza
su quanto ora rivelato “La certezza delle cose che sono state
insegnate” (Luca l/4).
Dicevo di essere
rimasto perplesso di fronte alle sopra citate argo­mentazioni, raccolte sotto
un titolo così impegnativo come “La TEV a confronto con la Teologia”,
ma non sono scoraggiato.
Nella circolare
n°32 a pagine 1 e 2 ho letto infatti con molto pia­cere che la TEV è cosciente
che il risveglio invocato “urterà ancora con l’intellettualismo
ipercritico delle correnti della cosiddetta “nuova teologia”, e con
le ideologie sostitutive della rivelazione che di tali correnti sono tragica e
fatale conseguenza”.
Il compromesso
non è dunque possibile.
È di questo
vigore e di questa tempra teologica, che c’è bisogno per preparare la via del
risveglio.
Mi fa piacere di
averne sentito emergere i1 suono non confuso (l Co­rinzi 14/8).
Per potersi
muovere alla battaglia, e per poter vincere ci vogliono ancora altri elementi,
ma evidentemente non può mancare un invito chiaro, autorevole e certo a
raccogliersi su precise posizioni di fedeltà a Dio e di contrapposizione
alll’errore.
                                                                                    Pastore Elio Milazzo
L’ASSEMBLEADELL’ALLEANZA
EVANGLICA ITALIANA
Sabato 14 corr.
nei locali della Chiesa Valdese di Firenze, Via Manzo­ni, ha avuto luogo
l’Assemblea dell’Alleanza Evangelica Italiana. L’in­vito rivolto alla TEV di
esservi rappresentata era già stato accolto dalla nostra Assemblea.
L’Alleanza
Evangelica è composta da aderenti di varie denominazioni e organizzazioni, che
vi aderiscono però solo a titolo personale. Ci siamo trovati in una quarantina
di persone e vi abbiamo trovato un aspetto dell’Evangelismo italiano che forse
non tutti i Valdesi conosco­no: Chiesa Mennonita, Chiesa Apostolica, Chiesa dei
Fratelli, Chiesa del Nazareno, Chiesa Pentecostale Indipendente; Mobilitazione
per Cristo, Comitato italiano per films evangelici, Chiesa Evangelica
Indipendente. E probabilmente dimentichiamo qualcuno! A prima vista si potrebbe
rima­nere sconcertati, specialmente noi Valdesi, eredi di una tradizione che,
bene o male, da secoli fa corpo in un unico blocco. E ben si comprende la
diffidenza di un cattolico che, inserito nella maestosa unità – per lo meno
formale – della sua Chiesa, può trovarsi davanti a questa molteplicità di
Chiese.
Ma chi ha
partecipato a questo convegno si è sentito trasportato su un altro piano. Certo
non ci sono state profonde discussioni dottrinali né si sono elaborati dei
regolamenti. In compenso ci si è sentiti afferrati dalla vera ecumenicità dello
Spirito.
Come nelle
Assemblee della TEV, vi è stato spazio per le preghiere spontanee. E con quanta
gioia abbiamo sentito diversi pregare per la Chiesa Valdese e hanno poi
ringraziato Dio per la costituzione del no­stro Movimento.
Inoltre, negli
interventi di tutti, si sentiva la passione per la te­stimonianza all’Evangelo.
Lo abbiamo avvertito fin dal principio, nel discorso tenuto dallo stesso
Presidente dell’Alleanza Evangelica Europea, il Pastore A. Morgan Derham. Un
discorso che sarebbe tutto da pubblicare.
Tra l’altro ci
diceva che, mentre in molte parti della nostra vecchia Europa le Chiesa danno
sovente l’impressione di una vita stentata, in altre parti del mondo lo Spirito
agisce in modo imprevedibile. In Birma­nia, ad esempio, da trent’anni i
missionari, come in molti altri paesi, hanno dovuto abbandonare i l paese.
Sarebbe stato logico pensare che an­che la. Chiesa Cristiana sarebbe stata
dispersa. Ma poche settimane or sono, in occasione del centenario della prima
predicazione dell’Evange­lo, i cristiana si sono riuniti nel Kachin, una
regione a Nord. Vennero in novantamila! Di questi, ventimila presero parte alla
Santa Cena; seimilacinquento ricevettero il battesimo e trecento giovani, dopo
ade­guata preparazione, vennero consacrati per un lavoro di evangelizzazione
della durata di tre anni.
Il
rappresentante della TEV è stato accolto con grande fraternità. Gli è stato
chiesto di illustrare le origini e gli scopi del Movimento ed ha risposto a
numerose domande. Nella lettera del fratello Milazzo, pubbli­cata in seconda
pagina, sono espresse alcune riserve sulla TEV, quasi che si potesse temere un
cedimento verso il liberalismo teologico (che oggi addirittura sembra mettere
in dubbio la resurrezione del corpo di Gesù). Abbiamo cercato di rassicurarli
sul desiderio di piena fedeltà alla Scrittura che ispira il nostro Movimento. Abbiamo
anche affermato che la Chiesa non può rimanere insensibile al travaglio del
mondo e ai suoi pro­blemi sociali, ma sarebbe del tutto vano pretendere di
trasformare le strutture sociali, se queste non sono precedute dalla
conversione dei singoli e dal riconoscimento della Signoria del Cristo su ogni
individuo. Abbiamo anche ribadito la nostra speranza che lo spirito Santo
agisca per un Risveglio nella Chiesa.
L’alleanza
evangelica è composta da membri di chiese e movimenti che non aderiscono alla
Federazione delle chiese evangeliche. Quest’ultima è composta dai
rappresentanti delle Chiese Valdo Metodiste, dai Battisti e pochi altri, mentre
la grande maggioranza dell’Evangelismo italiano, per cause diverse, ha negato
la sua partecipazione. Questo è certamente una causa di debolezza per la
testimonianza evangelica. D’altra parte riteniamo che sia la Chiesa Valdese che
quelle che si riconoscono nell’ Alleanza Evangelica Italiana avrebbero molto da
ricevere le une dalle altre. Chissà che la TEV non sia chiamata a preparare
quest’incontro. La riunione di Firenze si è svolta in un clima di tanta fraternità
da farci sperare che il Signore vorrà ispirarci la via da seguire.
Tra gli
argomenti discussi vi è quello concernente la redazione e la diffusione del
“Servizio informazioni dell’Alleanza” detto “Idea”. I due
numeri già pubblicati quest’anno sono buoni e interessanti. Chi de­siderasse
abbonarsi versi tremila lire sul c.c.p.5/11649 intestato a “Alleanza
Evangelica Italiana” casella postale 680 – Firenze.
A conclusione
dei lavori è stato votato all’unanimità questo ordine del giorno:
La quarta Assemblea
annuale dell’A.E.I. riunitasi a Firenze il 13/V, informata che durante questo
scorso anno, in vari ambienti evangelici, sia in Italia che all’estero, sono
state ripetutamente espresse serie invocazioni per un risveglio di genuina fede
evangelica,concorda sulla necessità che le chiese e i credenti biblici italiani
hanno, di sperimentare di nuovo questo benefico intervento dello Spirito Santo
nella loro vita;
constatato
inoltre il grave stato di disorientamento religioso e morale nella società italiana,
e il conseguente fallimento di pro‑
grammi politici ed economici,
comprende che il
risveglio oltre a purificare la fede e la vita prati­ca.delle chiese, ne
potenzierà la forza evangelizzatrice a beneficio di coloro che si trovano in
questo stato di urgente bisogno,
riconosce perciò
questa invocazione di .risveglio come un segno
premonitore
rivolta da Dio alla sua Chiesa, affinché essa favorisca e prepari il  tempo della Sua visitazione,
si impegna a
continuare a portare avanti con maggiore dedizione il Programma di servizio, di
comunicazione e di informazione tra le membra del corpo evangelico italiano,
sapendo di contribuire con tale servizio alla preparazione del risveglio
invocato.
I lavori dell’Assemblea
non sono stati accompagnati dal canto di inni, e ne abbiamo sentito la
mancanza, ma si spiega per il fatto che le varie Chiese rappresentate hanno
innari diversi. Tuttavia, prima di separarci abbiamo cantato “Celebriamo
il Signore perché Egli è buono”, ed è stato un momento molto bello anche
per chi proveniva dalla Chiesa Valdese, do­ve questo inno è ben conosciuto. Ma
è stato soprattutto bello perché l’affermazione che “il Signore è
buono” è stata la vera conclusione dei lavori.
Il Pastore
Milazzo, che ha presieduto l’Assemblea, è stato riconfermato presidente
dell’Alleanza Evangelica. Noi speriamo che i suoi numerosi impegni gli permettano
di visitare anche le nostre valli e partecipare a una Assemblea TEV. Egli è
Pastore Mennonita e questo gli dà un posto nella nostra stima, ricordando che,
appena finita la guerra, un gruppo di Mennoniti è venuto a lavorare nei nostri
Istituti alle Valli, fornen­doli di una ingente quantità di viveri e altro
materiale, stringendo dei legami fraterni con la popolazione e poi andandosene
silenziosamente co­me erano venuti. Chi ricorda in che stato eravamo ridotti
nel 1945 com­prende il posto riconoscente che i Mennoniti hanno nella nostra
storia recente.
IL PROBLEMA DEL
CULTO
Ai cari fratelli
della TEV,
Sarebbe utile
far presente, tramite circolare TEV, a quanti hanno ade­rito al Movimento,
molti o pochi che sieno, anche simpatizzanti (compre­si pure i membri della
diaspora di Mestre, Treviso, Conegliano) di poter­si riunire almeno
quindicinalmente alla Domenica in qualche locale della propria comunità, un’ora
prima del culto, per far il punto sulla situa­zione della vita della propria
Chiesa nei riguardi alla fedeltà ad un so­lo Signore che è Cristo Gesù, non
come giudici verso gli altri fratelli, ma prima di tutto riguardando a noi
stessi, alla nostra condotta come pubblicani; poi per discutere assieme le
circolari TEV e soprattutto riu­nirsi in preghiera per chiedere a Dio la Potenza
dello Spirito Santo affinché rinnovati di nuovo vigore, possiamo esercitare
quel movimento di testimonianza evangelica come ci siamo proposti di essere,
per il trionfo della causa di Cristo.
Quanto detto
potrebbe essere la linea di condotta da tenere non solo per Venezia, ma anche
per tutte le altre comunità evangeliche delle altre regioni d’Italia di modo
che le circolari TEV potrebbero essere arric­chite da altre circolari facendo
corpo in una attiva e feconda collabora­zione per una generale mobilitazione e
di liberazione (senza presunzione) per dare un nuovo volto all’Evangelismo
italiano.
                                                                                    Oscar Zennaro, anziano
Sull’argomento
del culto riceviamo da Genova:
Desidero
chiedervi quali sono le idee e le eventuali proposte sul rin­novamento del
culto che avete già formulate nelle ultime Assemblee della TEV o che
formulerete nelle prossime. In una riunione della comunità se ne è discusso un
poco, ma per ora non ne sono venute fuori indicazioni chiare, perché la maggior
parte delle persone qui esprime ben poco le proprie idee.
La TEV,
tuttavia, non si è finora posta il problema della trasformazioane del culto
pubblico, ma piuttosto quello della frequenza. In alcune circolari abbiamo
attirato l’attenzione sulla diserzione dai culti. Il parere personale di chi
scrive è che, modificando qualche cosa nella li­turgia, o rendendola più
solenne, o semplificandola, non servirà a far ritornare ai culti chi se ne è
allontanato. Siamo contrari a trasformare i culti in discussioni di gruppi, che
hanno la loro utilità in altra se­de. Il culto deve conservare il suo carattere
primario, che è quello del­l’ascolto e dell’adorazione. I1 vero problema, da
cui dipende quello del­la partecipazione ai culti, è quello del Risveglio della
Chiesa. Altri­menti rischiamo di fare delle discussioni accademiche senza
approdare a nulla. O tutt’al più, verranno fuori dei begli ordini del giorno
che si aggiungeranno a tanti altri, a beneficio degli storici del futuro, ma
senza risultati concreti per la vita della Chiesa.
Vorremmo
aggiungere che ci è parso, in certe Chiese dove la TEV ha avu­to una maggiore
affermazione, che ci sia stato quest’inverno un certo mi­glioramento nella
frequenza ai culti. Che Dio ci preservi di dir questo con un senso di orgoglio
e di trionfalismo! Ricordiamo piuttosto a tutti gli aderenti che il Risveglio quando
piacerà a Dio di inviarci un battesimo pentecostale, non sarà un evento magico,
ma sarà stato preceduto da una assidua partecipazione ai culti. Ci troviamo dunque
davanti a una responsabilità personale, che non può essere sostituita da
nessuna di­scussione o regolamentazione o decisione a nessun livello
ecclesiastico, che, evidentemente, è molto più difficile che modificare quello
che esiste.
Tuttavia non
sarebbe inutile discutere sulla opportunità di introdurre nel culto la possibilità
di preghiere spontanee, di dire tutti ad alta voce il “Padre nostro”,
e di concludere le preghiere di chi presiede con l’Amen di tutta l’assemblea.
PROSSIMA
RIUNIONE DEI COORDINATORI
Come già
annunziato, i coordinatori, e tutti gli aderenti che lo de­siderano, si riuniranno
venerdì 26 corr. a Pomaretto presso la sig.ra Itala Beux subito dietro il
tempio, dalle 20,30 alle 22,30. Chi deside­ra essere trasportato si rivolga ai
coordinatori.
DIFFUSIONE DEL
LIBRO SUL “RISVEGLIO”
Buone recensioni
del libro sono apparse sul “Pellice” e sull’organo cattolico
“L’Eco del Chisone”. Ottimo anche l’articolo di Nelly Rostan sull’Eco
delle Valli-La Luce. La circolare della chiesa di Torino ne ha fatto un cenno.
L’Alleanza Evangelica Italiana ne aveva fin dal principio prenotate ben
cinquanta copie ha raccomandato il libro sul notiziario “Idea” e
all’Assemblea di Firenze era in vendita. Siamo grati ai membri della TEV che si
sono attivamente adoperati per la dif­fusione. Ci auguriamo che il loro esempio
venga seguito e speriamo an­che che i Pastori vorranno raccomandarlo nelle
circolari delle chiese.
UN LUTTO
Con dolore ci è
giunta notizia della morte del Dr. Ing. Carlo Zarotti della Chiesa Metodista di
Firenze ed esprimiamo ai famigliari la fra­terna simpatia della TEV. L’ing.
Zarotti ci aveva scritto: “Venuto a conoscenza del vostro movimento sento
di dovervi ringraziare della vo­stra opera a favore di un Cristianesimo degno
di chiamarsi tale. Sotto­scrivo con entusiasmo l’atto di costituzione e vi
ringrazio se vorrete considerarmi consocio. Informerò vari Fratelli della mia
comunità meto­dista di Firenze e vi manderò indirizzi o nomi. Forse non sarebbe
male indicare che si deve al fratello Zarotti l’indicazione dell’indirizzo.
Iddio che legge nei nostri cuori vorrà perdonarci eventuali trasgressioni, ma
sono certo che ci aiuterà sempre nell’impegno di riportare la Chiesa ai soli e
santi insegnamenti di Gesù il Cristo”.
FINANZE
Ringraziamo
vivamente quanti ci hanno fatto pervenire un’offerta, ma per mancanza di
spazio, dobbiamo rimandare la pubblicazione del solito rapporto finanziario.
CELEBRIAMO IL
SIGNORE PERCHÈ EGLI È BUONO
E LA SUA
BENIGNITÀ DURA IN ETERNO.
HO CERCATO IL
SIGNORE: EGLI M’HA RISPOSTO
IL SIGNORE È LA
MIA SALVEZZA:
ALLELUIA,
ALLELUIA, LODE A LUI PER OGNI ETÀ
Ciclostilato in
proprio, non pubblicato
Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre Pellice (Torino)