Punti di fede 11 – Elezione

11 – Elezione

Iddio toglie da quella corruzione e condannazione le persone ch’egli ha elette prima della fondazione del mondo, non per­ché egli prevedesse in loro alcuna buona disposizione alla fede o alla santità, ma per la sua misericordia in Gesù Cristo suo fi­gliuolo, lasciandovi gli altri secondo la rag­ione sovrana e irreprensibile della sua libertà e giustizia.

PROVE

1 Cor. 4:7  Infatti, chi ti distingue dagli altri? E che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti vanti come se tu non l’avessi ricevuto?

Efes. 2:3-9  Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d’ira, come gli altri. 4 Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù, 7 per mostrare nei tempi futuri l’immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi in Cristo Gesù.

8 Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. 9 Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti.

Efes. 1:3-6 Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. 4 In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, 5 avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà, 6 a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio.

Tit. 3:3-5  Perché anche noi un tempo eravamo insensati, ribelli, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella cattiveria e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda. 4 Ma quando la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore per gli uomini sono stati manifestati, 5 egli ci ha salvati non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, mediante il bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo.

Rom. 3:9  Che dire dunque? Noi siamo forse superiori? No affatto! Perché abbiamo già dimostrato che tutti, Giudei e Greci, sono sottoposti al peccato.

Rom. 9:11-24 poiché, prima che i gemelli fossero nati e che avessero fatto del bene o del male (affinché rimanesse fermo il roponimento di Dio, secondo elezione, 12 che dipende non da opere, ma da colui che chiama), le fu detto:

«Il maggiore servirà il minore»; 13 com’è scritto: «Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù». Sovranità di Dio  (Es 9:15-16; Is 6:9-13)(Is 45:9; Gr 18:1-6)(Sl 62:12; 145:17) Ro 11:22, 30-36

14 Che diremo dunque? Vi è forse ingiustizia in Dio? No di certo! 15 Poiché egli dice a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia e avrò compassione di chi avrò compassione». 16 Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. 17 La Scrittura infatti dice al faraone: «Appunto per questo ti ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato per tutta la terra». 18 Così dunque egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole.

19 Tu allora mi dirai: «Perché rimprovera egli ancora? Poiché chi può resistere alla sua volontà?» 20 Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò: «Perché mi hai fatta così?» 21 Il vasaio non è forse padrone dell’argilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile? 22 Che c’è da contestare se Dio, volendo  manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d’ira preparati per la perdizione, 23 e ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria, 24 cioè  verso di noi, che egli ha chiamato non soltanto fra i Giudei ma anche fra gli stranieri?

2 Tim. 1:9  Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall’eternità.

2 Tim. 2:19  Tuttavia il solido fondamento di Dio rimane fermo, portando questo sigillo: «Il Signore conosce quelli che sono suoi», e
«Si ritragga dall’iniquità chiunque pronuncia il nome del Signore».

Rom. 8:29-30  Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli; 30 e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati.

Giov. 17:6-9  Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno
osservato la tua parola. 7 Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date, vengono da te; 8 poiché le parole che tu mi hai date le  ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. 9 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi.

Rom. 11:5-6  5 Così anche al presente, c’è un residuo eletto per grazia. 6 Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia.

Rom. 11:33-36. Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e  ninvestigabili le sue vie! 34 Infatti «chi ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi è stato suo consigliere? 35 O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì da riceverne il contraccambio?» 36 Perché da lui, per mezzo di lui e per lui
sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen.

 

 

28 dicembre 1978

 

TESTIMONIANZA
EVANGELICA

VALDESE

Voi mi sarete testimoni fino
alle estremità della terra.

(Atti 1:8)

 

 

 

Circolare n. 51                                                                       28
dicembre 1978

 

 

Cari amici,

È con animo grato che in questa fine
d’anno vi porgiamo i fraterni saluti dei coordinatori della TEV, ringraziandovi
per tante prove di solidarietà che ci avete offerto nei mesi trascorsi.

Ma, più che esprimervi la gioia per
quanto abbiamo trovato nella famiglia della TEV, vi invitiamo a ripetere con
noi:

 

BENEDICI, ANIMA MIA, L’ETERNO

E NON DIMENTICARE ALCUNO DEI SUOI
BENEFIZI

(Salmo 103/2)

 

L’anno che sta per finire non sarà
ricordato per molti di noi come uno dei migliori e potrebbe sembrare stonato
proporre alla nostra attenzione un inno di riconoscenza come quello che ha
ispirato il Salmista. Eppure, a ben pensarci, quanti motivi abbiamo per
ringraziare il Signore!

Noi diciamo anzitutto
“grazie” al Signore perché ci ha conservati in vita. Durante l’anno
trascorso milioni di creature umane sono morte. Per quale motivo noi siamo stati
risparmiati? Lo ha spiegato Gesù stesso nella parabola del fico sterile che non
viene reciso per dargli un’ulteriore occasione di portare qualche frutto.

Inoltre: “Egli ti perdona tutte le
tue iniquità”. Infatti non tutto è stato brillante per noi nell’anno
trascorso. Siamo pronti a denunziare le ingiustizie sociali; forse siamo meno
disposti a riconoscere che i mali di cui soffre il mondo e la Chiesa non sono
che la proiezione ingigantita duello stato di guerra in cui ci troviamo di
fronte a Dio. Ma ecco una parola rassicurante: “Egli perdona il tuo
peccato”.

C’è di più: “Egli ti corona di
benignità e di compassioni; egli sazia di beni la tua bocca è l’immagine della
corona ricorre frequentemente nella Bibbia; è l’immagine della vittoria del
credente, che è poi la vittoria di Dio. Se noi avessimo migliore memoria
potremmo ricordare quante volte, nell’anno trascorso, il Signore ci ha offerto
la corona del vincitore.

Infine: L’Eterno ti fa ringiovanire
come l’aquila”. Qualcuno potrebbe sorridere e obiettare che si tratta di
pura retorica. Chi può farci credere che un organismo consumato dagli anni
possa ritrovare il vigore della gioventù? Ma la Bibbia ci invita a riflettere
che la vita supera assai quella del corpo fisico e ci indica in Gesù Cristo
Colui che è venuto a portare un soffio di rinnovamento in anime così sovente
stanche, depresse e sfiduciate.

È con queste considerazioni che noi
possiamo terminare l’anno ripetendo con gioia: “Anima mia, benedici
l’Eterno, e non dimenticare alcuno dei suoi benefizi”.

 

AIUTARE I GUERRIGLIERI O I PROFUGHI
VIETNAMITI ?

Ho letto nella nostra circolare
dell’iniziativa del Consiglio Ecumenico delle Chiese di finanziare con 70
milioni i guerriglieri rossi Rhodesiani.

Penso che la TEV si deve fare
interprete presso la Tavola Valdese del fatto che i Valdesi della TEV non vogliono
e non possono approvare che le loro offerte vengano destinate all’acquisto di
armi che serviranno per uccidere dei fratelli, bianchi o neri che siano. A
questi guerriglieri potrebbe tutt’al più venir fornita dal Consiglio Ecumenico
una Bibbia per imparare la Parola del Signore.

Questi soldi potrebbero essere usati,
per esempio, a favore della Missione contro la lebbra o altre iniziative del
genere volte ad aiutare i fratelli che soffrono. È il Signore che nella
parabola del buon Samaritano ci insegna ad aiutare chi soffre e a non
rincorrere i ladri per fare vendetta, anche se a noi può sembrare più giusto.

Spero di aver reso con questo l’idea
che ho nei confronti della decisione del Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Alessandro Bonetti – Brescia

 

Sull’ultimo numero di “Voce
Evangelica” leggiamo che in alcune Chiese Svizzere molti hanno protestato,
come in altre Chiese in Olanda, per i finanziamenti del Consiglio Ecumenico, e
hanno avanzato la proposta di un ritiro dal Consiglio stesso. Ma il Consiglio
della Chiesa Riformata di Zurigo si è opposto, e in un comunicato così si è
espresso: “Di fronte alle decisioni del Consiglio Ecumenico c’è stata una
chiara protesta. Ma questo fatto non deve farci dimenticare tutti gli altri
aspetti positivi e utili dell’azione del “Consiglio Ecumenico”.

 

 

La proposta del nostro fratello di Pisa
di aiutare la Missione contro la lebbra è ottima, e ricordiamo, a questo
proposito, che anche in Italia esiste un Comitato che raccoglie dei fondi a
questo scopo. Ma ora si tratta di un problema di assoluta urgenza.

Per quanto l’immenso problema dei
profughi in ogni parte del mondo non faccia più notizia, siamo stati
impressionati per le immagini che la televisione ci ha offerto sulla tragedia
dei Vietnamiti. Non è facile conservare una coscienza tranquilla, mentre ce ne
stiamo comodamente seduti in poltrona, guardando quelle donne, vecchi e
bambini, relitti umani naufragati sulle coste della Malaysia, dopo aver vagato
per giorni e notti sul mare in tempesta, cercando scampo dall’odio degli
uomini. Una nave italiana ha raccolto alcuni di loro portandoli a Singapore,
dove però non è stato loro permesso di sbarcare. Il nostro Governo è allora
intervenuto e li ha fatti portare in aereo a Roma.

 

 

Forse il Consiglio Ecumenico oltre che
finanziare i guerriglieri, lancerà un appello e per venire in aiuto a questa
povera gente.

In attesa, facciamo una proposta. La
TEV non ha mai chiesto una lira a nessuno per sé stessa e vive grazie a offerte
spontanee. Speriamo di poter continuare su questa linea. Ma qui si tratta di
ben altro, e non potrebbe la TEV farsi promotrice di una raccolta di denaro per
questi nostri fratelli? Forse la somma sarà modesta, ma faremo quel che potremo
e non crediamo che un solo membro della TEV rifiuterebbe di tendere loro una
mano soccorritrice.

Se, nel frattempo, la Tavola Valdese, o
la Federazione delle Chiese Evangeliche o il Consiglio Ecumenico prenderanno in
mano l’iniziativa, consegneremo a questi Enti le somme raccolte. Altrimenti
vedremo come farle arrivare a destinazione, al limite attraverso la Caritas
cattolica.

 

Vi chiediamo di farci sapere che cosa
ne pensate e in gennaio i coordinatori potranno prendere una decisione.
L’importante sarebbe di non perdere tempo, perché la tragedia sta svolgendosi
sotto i nostri occhi.

 

IMPEGNO SOCIALE – ECUMENISMO E TEV

In una delle sue ultime Assemblee la
TEV aveva deciso di offrire, in occasione del Natale, ai detenuti del carcere
di Pinerolo, e agli agenti di custodia, una copia del Nuovo Testamento e un
dolce.

Il cappellano del carcere, don Mario
Lisa, ci ha scritto:

Non solo sono d’accordo con il regalo
di Natale offerto da “Testimonianza Evangelica Valdese” ai singoli
detenuti, ma ne sono entusiasta. Penso di non aver bisogno di interpellare gli
organi ecclesiastici di Pinerolo in proposito.

Sarei del parere che uno di voi venisse
personalmente a distribuire il dono natalizio passando di cella in cella e dire
una parola di amore e di incoraggiamento. Io mi troverei al vostro fianco a
dimostrare il comune spirito che ci lega e ci muove
verso coloro in cui Cristo si è voluto identificare
. Suggerirei inoltre di
unire al dono una letterina stilata da “Testimonianza Evangelica
Valdese”.

Sarebbe proprio ottimo che il regalo
natalizio risultasse frutto dell’iniziativa vostra. Così è infatti e i detenuti
debbono comprendere che tra Cattolici e Valdesi esiste una fondamentale unione,
quella della carità e dell’amore fraterno.

Vogliate gradire con il mio fraterno
saluto il più cordiale ringrazia- mento estensibili ai componenti di
“Testimonianza Evangelica Valdese”.

Accogliendo ben volentieri l’invito del
cappellano, abbiamo fatto stampare dei cartoncini con il seguente messaggio:

 

Ai fratelli in carcere – Pinerolo

Mentre ci accingiamo a celebrare il
Natale nelle nostre famiglie, noi del Movimento di Testimonianza Evangelica
Valdese pensiamo a quanti sentiranno il peso e l’amarezza della solitudine.

La società vi ha giudicati colpevoli,
ma se ci vediamo come Dio ci giudica, siamo tutti colpevoli, dentro e fuori le
carceri, Perché tutti abbiamo trascurato l’amore di Dio manifestato in Cristo
Gesù. Per questo l’apostolo Paolo scriveva che “non c’è distinzione: tutti
hanno peccato e son privi della gloria di Dio”.

Tuttavia Dio non ci ha abbandonati
nella nostra miseria e il Natale ci annunzia che Gesù Cristo è venuto a fare di
noi delle creature veramente libere. Chi lo accetta come suo personale
Salvatore può ripetere con l’apostolo Giovanni l’inno della liberazione:
“Vedete di quale amore ci è stato largo il Padre dandoci di essere
chiamati figlioli di Dio! E tali siamo!”.

Come segno della nostra solidarietà con
voi nella servitù del peccato, ma anche solidali nella liberazione per mezzo di
Cristo, siamo lieti di offrirvi, insieme al vostro cappellano don Luigi Lisa,
una copia dei Vangeli.

In questo libro potrete leggere quello
che Gesù stesso ha dichiarato: “Non sono i sani che hanno bisogno del
medico, ma i malati. Io non son venuto a chiamar dei giusti, ma dei
peccatori”.

Sarà per noi una grande gioia se
sentiremo che qualcuno di voi ha trovato nel Libro dei libri un nuovo motivo
per rallegrarsi del Natale e guardare verso l’avvenire con speranza.

Il Movimento di Testimonianza Evangelica Valdese

 

Il vostro incaricato si è recato nel
carcere di Pinerolo la vigilia di Natale, ricevuto con grande cordialità dal
cappellano, dal maresciallo comandante e dagli agenti. In questo periodo i
detenuti non sono numerosi: 21, oltre 12 agenti di custodia.

Ci siamo riuniti in un locale, dove il
cappellano, presentandoci, sia chiesto di portare ai membri della TEV i
sentimenti di apprezzamento suoi personali e dei detenuti.

Abbiamo spiegato le ragioni che vi
hanno spinto a portare ai presenti
una parola di fraterno augurio. Forse
qualcuno poteva essere sorpreso nel vedere fianco a fianco due ministri di
confessioni diverse. Ma ben al di sopra di quel che ci divide – abbiamo
proseguito – vi è l’amore per il medesimo Signore. Soprattutto siamo uniti
dall’amore che il Signore ha avuto per tutti noi e che ci ha spinti a portare
una parola di speranza in questo luogo di pena.

Abbiamo poi offerto a tutti una copia
del Nuovo Testamento, con il messaggio della TEV, e inoltre tre piccoli
panettoni. A ognuno dei detenuti abbiamo stretto la mano e augurato buon
Natale. Avevamo precisato che nessuno doveva sentirsi in obbligo di accettare
il Nuovo Testamento. Ma nessuno lo ha rifiutato.

Il Procuratore della Repubblica, da noi
informato di questa visita, ci aveva fatto sapere che avrebbe lui pure gradito
una copia del Nuovo Testamento, richiesta naturalmente accolta con molto
piacere.

Era presente una insegnante, che da due
anni presta volontariamente la sua opera come assistente sociale, e che ha essa
pure gradito il Nuovo Testamento.

Congedandoci, il cappellano ha espresso
il desiderio di vederci ritornare nel carcere per rivolgere un messaggio
biblico ai detenuti.

Il Comandante ha convocato nel suo
ufficio l’unico detenuto Valdese, dicendogli, in nostra presenza, che lo considerava
come il migliore dei suoi collaboratori.

 

RETROMARCIA?

Nell’ultima circolare ci eravamo
rallegrati per quella che ci sembrava una nuova presa di posiziona della Fgei
sul tema fede e politica. Il direttore di “Gioventù Evangelica” aveva
infatti scritto: “Non lo siamo (una Chiesa cristiana di sinistra) e non ci
interessa di esserlo. Quello che vorremmo essere è una Chiesa fedele
all’Evangelo.

Ma “Gioventù Evangelica” di dicembre
ha portato un freno ai nostri entusiasmi pubblicando un altro articolo dello
stesso direttore, dal titolo “Credenti e marxisti, nonostante tutto”.
Come si possa essere dei credenti (cioè discepoli di Cristo) e discepoli di un
filosofo ateo rimane un mistero che l’acuta disanima dell’articolista non riesce
a dissipare.

 

PROSSIMA RIUNIONE T.E.V.

Venerdì 12 Gennaio alle ore 20,30 ci
riuniremo a Torre Pellice, nella sala delle attività (ex asilo). Non solo i
coordinatori, ma tutti gli aderenti sono invitati. Particolare invito agli
amici di Torre Pellice. Ci rendiamo conto che molti hanno difficoltà a uscire
di sera, ma ci saranno delle importanti decisioni da prendere, e contiamo su
una numerosa affluenza. Chi ne ha necessità si rivolga ai coordinatori per un
mezzo di trasporto.

 

I COORDINATORI

Diamo qui un primo elenco di
coordinatori. Attendiamo la risposta di diversi altri, grati se molti si
offriranno per renderci questo piccolo servizio.

Torre Pollice:                                     Adriano
Donini e Ade Gardiol         

Angrogna:                                           Guido
Coisson

San Giovanni:                                     Guido Ribet; Nini Boer.

San      Secondo:
                                Daniele
Ghigo

San Germano:                                     Nelly
Rostain

Pomaretto:                                          Guido
Baret

Prali un coordinatoreTorino:             Aldo Rostain

Pisa:                                                    Ferruccio
Giovanni

Roma:                                                Mario
Bianconi

Messina:                                             Tommaso Pillera

 

 

DOMENICA TEV A ROMA

Domenica 10 Dicembre, nella chiesa di
Via IV Novembre ha avuto luogo la riunione degli aderenti e simpatizzanti TEV
di Roma. Il tempio era gremito. Il culto è stato presieduto dal Pastore
Scuderi, che ha predicato sul tasto i Giov.5/1-5, sottolineando in particolare
che il nostro amore per Dio deve essere l’unica motivazione del nostro modo di
essere impegnati attivamente nella società. Certo l’ubbidienza ai comandamenti
del Signore appare gravosa e quasi impossibile nella nostra società per
l’atmosfera di conformismo e    di
opposizione all’ Evangelo che ci condiziona nelle fabbriche, negli uffici,
nella scuola e nei rapporti sociali; il messaggio biblico tuttavia ci invita a
considerare che la vittoria sul mondo è stata già riportata da Cristo per noi.
Essa diviene anche la nostra vittoria nella misura in cui realizziamo questi
due doni di Dio nella nostra vita: la chiarezza teologica verso il messaggio
biblico e la fede operante nell’ubbidienza a Dio e nell’amore-servizio verso il
prossimo. Solo così il “mondo” perderà per noi e per gli altri la sua
forza di condizionamento.

 

Alle ore 13, nei locali della comunità,
si è svolta un’agape fraterna; alle 15,30 hanno avuto inizio i lavori con un
ordine del giorno che prevedeva una relazione sui lavori del Sinodo e un
programma di attività per il nuovo anno. Oltre a un buon numero di aderenti,
erano presenti anche simpatizzanti e amici. Abbiamo avuto la gioia di avere con
noi il Pastore Piero Bensi, presidente della Federazione delle Chiese
Evangeliche in Italia e il dott. Bruno Eynard, residente nel Lussemburgo, che
ha presieduto la riunione. Dal dibattito è emerso chiaramente che la TEV è una
forza in seno all’ Evangelismo italiano, una forza attiva e operante
soprattutto in una società che rifiuta il messaggio di Cristo o crede di non
averne bisogno. In questo impegno è il nostro modo di essere credenti. A taluni
la TEV può dare fastidio, può sollevare critiche e contestazioni, ma è pur
sempre uno stimolo per scuotere le Chiese dal torpore del conformismo.

La relazione sul Sinodo è stata fatta
dal fratello Zeni. È apparso chiaro che l’aspetto positivo e fruttuoso di esso
è costituito dalle Intese con lo Stato perché per la prima volta le Chiese
protestanti trattano con pari dignità con lo Stato. Cade così il mito della
religione egemone che discute e ragiona in modo monopolistico. Anche
l’Assemblea si è espressa in senso critico su alcuni punti: sullo spazio troppo
ristretto concessi ad argomenti tanto importanti quali l’educazione e la fede
mentre ci si è dilungati sul tema dell’energia nucleare, argomento sul quale la
maggior parte dei delegati non era preparata.

L’Assemblea TEV si è espressa
chiaramente per l’impegno della donna nella Chiesa. La presenza della donna in
ogni settore della società è un fatto irrinunciabile e universalmente accolto;
l’affermazione della parità dei diritti con l’uomo rischia di scadere
nell’ovvio e nel convenzionale. L’assemblea TEV ha ribadito le proprie
posizioni: la donna deve avere spazio nella Chiesa quindi anche nella Tavola. A
questo proposito, già da tempo, era stato fatto il nome di una sorella che
avrebbe avuto tutti i requisiti per accedervi degnamente; unico, grosso e
imperdonabile neo, l’appartenenza alla TEV.

Un giudizio fortemente critico è stato
espresso nei confronti dei culti radio e televisivi; si è convenuto che è
necessario esprimere apertamente il proprio dissenso. Come è facile essere
popolari plaudendo al conformismo ufficiale, è altrettanto facile chiudersi in
un rifiuto anonimo e solitario spegnendo il televisore o la radio. Occorre
muoversi anche in questo senso, agire, scrivere alla Federazione, dissentire
apertamente.

Al termine dei lavori abbiamo
ringraziato il Signore per questa giornata di comunione fraterna e di
operatività nel nome e per la gloria del Signore.

                                                                                               Lidia
Caprini

 

SITUAZIONE FINANZIA AL 26 DICEMBRE 1978

Entrate dal 12/12/78 al 26/12/78

Offerte ricevute: Pastore Buhdshuh
(ricavo venduta libri di storia Valdese da lui tradotti) 51.500; Albarin
Ivonne, Torre Pellice 10.000; Marco Lorio, id. 10.000; Lidia Eynard, id.
10.000; L. e G. Gay, id. 10.000; Alina Ribet Jaquinto, id. 5.000; Giorgio e
Mirella Vingon, Pinerolo 10.000 Col. ‹Tean Bordas, Bruxelles 3.000; Guido
Rostagno, Merano 10.000; Elio e Arena Rinaldi, Torre del Greco 5.000; Eliseo
Veneziani, Trieste 5.000; Luigia Bert, Torino 5.000; Margherita Nitti, Napoli
5.000; Pietro Pace, Milano 10.000; Giorgio Peyronel 30000;Franco Falchi, id.
10.000; Osvaldo Piscini, Roma 10.000; Luigi Miozza, id. 5.000; Anna Vallone,
Senigallia 5.000; Elena Billour, Bordighera 5.000. Totale offerte L.214,500.
Offerte per pubblicazioni “Risveglio” n°2 copie L.3.100. Offerte per
pubblicazione Cullmann n°5 copie L.4.500.

Totale generale entrate L.222.100

 

Uscite dal 12/12.1978 al 26/12/1978 L.129.290

Spese postali 9.050; spese spedizioni
relazioni e “Cullmann” 150; vaglia postale 30C; Pubblicità su Eco
Luce 33.500; Doni di Natale ai carcerati 86.090. Fotocopie 200.

Totale uscite L.129.290

 

Situazione finanziaria al 26/12/1978

Fondo cassa all’11/12/1978                                                               L.2,740.010

Offerte ricevute                                                         L.214.500      

4.500  

per pubblicazioni        “Cullmann”                

                                                “Risveglio”                  3.100                           222.100

Totale generale entrate                                                                                 L.2.962.110

 

Totale generale uscite            L.        129.290

 

Avanzo di cassa al 26/12/1978                                                          L.2.832.820

Totale offerte per pubblicazioni
“Risveglio” n°571 copie a tutto il

26/12/1978′     L.1.200.900 (disavanzo L.990.100) Totale offerte per
pubblicazioni “Cullmann” n°654 copie a tutto il 26/12/1978      L.324.810 (disavanzo L.95.090) Torre
Pellice 26 Dicembre 1978

Il cassiere

     Mathieu Geraldo

 

GETTA IL TUO PANE SULLE ACQUE,

PERCHE’ DOPO MOLTO TEMPO TU LO
RITROVERAI

Eccles.11/1

 

ciclostilato in proprio,
non pubblicato

Indirizzo: Testimonianza
Evangelica Valdese

Casella postale 10060 Torre
Pellice (Torino)

 

14 dicembre 1978

 

TESTIMONIANZA
EVANGELICA

VALDESE

Voi mi sarete testimoni fino
alle estremità della terra.

(Atti 1:8)

 

 

Circolare n. 50                                                                       14
dicembre 1978

CONSOLATE, CONSOLATE IL MIO POPOLO – 

dice il vostro Dio (Isaia 40/1)

In
questi giorni ci sì scambiano tanti auguri, cioè si esprime il deside­rio che
il nostro prossimo conosca un futuro migliore. Ma quanta formali­tà in questi
auguri, che non hanno nessun fondamento e, come ben sappiamo, non troveranno
nessuna realizzazione!

L’annunzio
del Natale è ben diverso: esso ci mette davanti a una offer­ta di Dio: quella
di poter trovare una vera consolazione per mezzo di Gesù Cristo.

Allora
anche noi possiamo farvi degli auguri natalizi, perché essi sono una preghiera
per tutti voi: che la celebrazione del Natale ci aiuti a vedere la mano tesa di
Dio, e che noi pure tendiamo le nostre povere mani vuote per accogliere le
ricchezze della grazia di Dio.

 

DOMENICA T.E.V. a San Germano

Mentre i
nostri fratelli di Roma erano riuniti per una “Domenica TEV”, noi
pure il 10
corr. ci siamo
ritrovati a San Germano. Al culto del mat­tino, presieduto dal Pastore Giovanni
Conte, abbiamo avuto il privilegio di udire un incisivo messaggio del Pastore
Mennonita Elio Milazzo, presi­dente dell’Alleanza Evangelica Italiana. Egli si
è riferito alle parole di San Paolo ai Romani 1/14-16: “Io sono
debitore” “io sono pronto” “Io non mi vergogno”. La
numerosa assemblea ha ascoltato la predicazione con vivo interesse.

La comunità
ci ha poi accolto con signorile fraternità per l’àgape fra­terna, e ancora una
volta esprimiamo la nostra riconoscenza.

L’Assemblea
del pomeriggio ha avuto, come sempre, inizio con la preghie­ra pronunziata da
diversi fratelli. Abbiamo poi nuovamente ascoltato il Pastore Milazzo, che era
accompagnato dall’anziano Davide Moretti della comunità dei Fratelli di
Anghiari (Firenze). Il Pastore Milazzo ha illu­strato i principi dell’Alleanza
Evangelica, precisando che essa non vuole affatto presentarsi come un
contraltare alla Federazione delle Chiese Evangeliche. Infatti essa non riceve
l’adesione di Chiese, ma solo quella di singoli individui, e si propone gli
stessi principi della TEV.

L’Assemblea
si è poi soffermata a lungo sul problema dei giovani, di cui si lamenta il
mancato impegno nella Chiesa, e con i quali noi vorrem­mo poter stabilire un
dialogo. Si è anche deciso di portare avanti il di­scorso nella prossima
Assemblea dei coordinatori, avendo in vista qualche proposta pratica.

Fra gli
intervenuti è stata gradita la presenza di un giovane della Chiesa Battista di
Sant’Antonino di Susa.

Ci siamo separati dopo due ore e mezzo
con il canto del “Giuro”.

 

QUALCOSA SI STA MUOVENDO NELLA FGEI?

Sull’organo della Fgei “Gioventù
evangelica” di Ottobre il Pastore Giorgio Girardet pubblica una
“Riflessione sugli ultimi dieci anni nelle chiese protestanti
italiane”. Il giornalista Lamberto Furno su “La Stampa” del 25
Novembre riporta le statistiche fornite da Girardet in un articolo dal titolo
“Perché tra i Valdesi diminuiscono i fedeli”. Ma quello che più ci
interessa è il commento critico dello stesso direttore di “Gioventù
Evangelica”, Marco Rostan, il quale, fra l’altro, scrive:

“Non lo siamo (una chiesa
cristiana di sinistra) e non ci interessa di esserlo. Quello che vorremmo
essere è una Chiesa fedele all’Evangelo che cerca di comprendere e di dire
perché Gesù Cristo e il suo annuncio è una risposta anche per l’uomo e la
società di oggi. Di dirlo non solo “religiosamente”, ma anche nelle
battaglie per cambiare questa società”.

Questo è un linguaggio a cui non
eravamo più abituati e che ci fa sperare che, dopo la sbandata socio politica
che tanto ha nuociuto allo sviluppo della nostra Chiesa, qualcosa di diverso si
stia muovendo. Strano che M. Rostan non abbia rilevato che è proprio per
affermare quanto egli ora scrive, che è sorta la TEV.

Ci rallegriamo egualmente, guardando al
giorno, forse non tanto lontano, che l’unità della Chiesa sarà ricomposta e
potremo riprendere “di pari consentimento” il cammino, riconoscendo
che, all’infuori del Nome di Cristo, “non v’è sotto il cielo alcun altro
nome che sia stato dato agli uomini, per il quale abbiamo ad essere
salvati” (Atti 4/12)

Allora la TEV avrà assolto il suo
compito e potrà anche sparire.

 

PROSSIMA RIUNIONE DEI COORDINATORI

Vi preghiamo di prendere nota che i
coordinatori – e tutti i membri della TEV che lo possono (e che sono
cordialmente invitati) si riuniranno a Torre Pellice, nella sala delle attività
venerdì 12 Gennaio alle ore 20,30. Preghiamo anche quanti sono disposti a
essere nostri coordinatori nelle varie chiese, di farcelo sapere con cortese
sollecitudine.

 

DAI CORRISPONDENTI

Da Roma

Non ricordo se la lettera riguardante
un dibattito sulla “morale cattolica e morale protestante” a cui fa
cenno l’ultimo nostro bollettino, l’abbia scritta io o no, ma non sono riuscita
a trovarne la velina. Comunque sia, se l’avessi scritta io, non avrei mai inteso
dire che le differenze fra la fede evangelica e la cattolica si riducano a
poche sfumature insignificanti. Senza dubbio intendevo dire che anche fra i
cattolici (e ne conosco tanti!) vi sono anime di elevata spiritualità, che
accettano i dettami della loro Chiesa in quanto conformi alla Parola di Dio. Il
catechismo da loro citato risale a… nonna Cunegonda, ed è sparito da un
pezzo. Ora non si parla più di digiuni, né di tempora, né di scomunica per chi
entra          in un nostro luogo di
culto, e nemmeno per chi si sposa in rito acattolico. L’Indice dei Libri
proibiti è scomparso, vi è una maggiore apertura ecumenica, quale, mezzo seco1o
fa, non avremmo nemmeno sognata. Ringraziamone Dio.

 

Da Roma:

Ricevo regolarmente la circolare e ne
ringrazio infinitamente, interessandomi a tutto ciò che dicono. Auguro che
presto tutti i Valdesi capiscano che è giusto quanto loro fanno e impareranno
ad esaltare e adorare solo l’Iddio vivente. Interessiamoci sparatutto al Regno
di Dio e tutte le altre cose ci verranno sopraggiunte. Speriamo che soprattutto
i giovani aderiscano alla TEV. Invio i miei più fervidi auguri d’ogni
benedizione a tutti i membri della TEV.

 

COME EVANGELIZZARE?

Nel mese di Novembre a Milano hanno
avuto luogo due distinte e importanti manifestazioni evangeliche, di carattere
evangelistico: è stato inaugurato il Centro Culturale Protestante annesso alla
Libreria Claudiana nei locali della nostra Chiesa e si è svolta, nella Chiesa
Avventista, una notevole campagna evangelistica. Sono interessanti avvenimenti:
espressione di due diverse concezioni evangelistiche che meritano tutta la
nostra attenzione. Nella Chiesa Valdese di Milano è stato trasformato il salone
delle conferenze, in un negozio della Libreria Claudiana intimamente congiunta
ad un Centro di Cultura Protestante, che si presenta come un luogo aperto di
incontri, anche informali, un centro di manifestazioni culturali ed artistiche
di dibattiti di presentazione di libri, soprattutto di opere edite dalla
Claudiana. Annesso al Centro Culturale opera un Centro di documentazione
protestante a disposizione del pubblico per ricerche sul Protestantesimo, che
dispone di uno schedario che indica tutte le opere esistenti nelle biblioteche
pubbliche di Milano relative allo sviluppo storico e all’attualità del
Protestantesimo. Come si vede un magnifico programma e non possiamo che
compiacerci di questa attività ed augurare per esse un reale successo.

Dobbiamo al tempo stesso prendere atto
di un particolare indirizzo dato alla nostra opera evangelistica in Milano:
essa assume chiaramente un carattere culturale e si rivolge chiaramente al
mondo della cultura. I libri della Claudiana in questi ultimi decenni hanno un
carattere tipicamente culturale; anche “Attualità Protestante”, che è
la più popolare delle collezioni della Claudiana, ha un carattere più culturale
che non popolare; si rivolge il nostro interesse ad una piccola percentuale di
italiani, si tende quindi a dimenticare la grande massa di uomini che non
vivono di cultura, a cui non interessa la storia del protestantesimo o l’attualità
protestante, ma che ha bisogno di sentire testimoniare della fede in Cristo. In
questa linea vi è il pericolo di esaltare il valore culturale del Cristianesimo,
dimenticando che la fede non è solo un elemento della conoscenza, ma è qualcosa
che impegna il nostro sentimento e la nostra volontà non meno della cultura, la
cosa più importante è di non dimenticare che ci sono anche gli altri e che
anche questi altri hanno un’anima che ha bisogno di Cristo.

Su un piano letteralmente diverso si
muove la campagna evangelistica della Chiesa Avventista: essa è rivolta a
tutti, al popolo nel suo assieme. Perché il popolo sia informato sono stati
distribuiti centomila volantini, sono state poste nelle vetrine centinaia di
locandine e sono stati affissi trecento manifesti murali nel centro della
città. Ogni settimana per tutto il mese e fino alla metà di Dicembre si
organizzano tre o quattro conferenze; col Pastore americano che è al centro
dell’attività collaborano 11 Pastori avventisti e tre col portori. È stato
tradotto ed ha ampia diffusione in questa attività un Libro della White:
“La speranza dell’uomo: Gesù Cristo”; questo volume di 600 pagine è
distribuito gratuitamente a chi avrà frequentato almeno 10 conferenze.

La campagna evangelistica ha un tema:
“Nuove dimensioni della vita”. Come si vede è un titolo abbastanza
anodino: potrebbe anche essere una serie di discussioni organizzate fuori
dell’ambiente religioso, persino in campo ateo o buddista. E questo fa parte di
un preciso piano avventista: vogliono che la loro manifestazione attiri tutti,
anche l’uomo non religioso; vi è nel popolo italiano una certa perplessità di
fronte al fattore religioso, troppo spesso da noi confuso col beghinismo; per
superare questa difficoltà gli avventisti non si presentano come un movimento
religioso. Le riunioni avvengono nei locali della Chiesa avventista, ma
trasformato in un “Auditorium Mirabello”; quindi locale laico che non
respinge nessuno prendiamo atto che sotto questa parvenza non evangelica vi è
un reale messaggio evangelico: la prima riunione si è persino chiusa con la
preghiera e il libro della White, in larga distribuzione, a chiara
presentazione cristiana.

 

Confesso però che questo volere
inzuccherare la pillola, questo presentarci non come cristiani per attirare i
non cristiani mi lascia perplesso, io preferisco che ci presentiamo chiaramente
per quello che siamo; mi ripugna il fatto che un uditore possa sentirsi
ingannato dall’organizzatore della riunione: venuto per un messaggio laico si
trova di fronte ad una predica evangelica. Ma un altro elemento va tenuto
presente: se è vero che vi sono nel nostro mondo molti ostili di fronte al
problema religioso, non meno numerosi sono coloro che cercano la verità, e
questi sono certamente l’elemento meglio preparato per ricevere il Cristo. Ed
auguriamo alla Chiesa Avventista di avere molti di questi ricercatori della
verità fra gli uditori delle loro 40 riunioni e che essi sappiano, senza
perdersi per istrada, veramente annunziare che l’unica speranza dell’uomo è
Gesù Cristo.

Due sistemi di evangelizzazione
diversi, ma che possono esser complementari; per ciascuno dei quali facciamo
certe nostre riserve, ma ai quali auguriamo pieno successo. Comunque Cristo è
annunziato.

Il grosso problema della nostra opera
non è quello di seguire un dato metodo di evangelizzazione, ma è quello che non
evangelizziamo, né in un senso né nell’altro. Quello per esempio di limitarsi a
discutere sui problemi della fede ma senza rendersi conto che la fede è
comunicativa e che essa deve essere comunicata intorno a noi. Al principio di
questo secolo operava in Puglia un serbo, il nostro Anziano evangelista
Vulicevich: nelle sue relazioni ritorna come slogan il motto: “chi arde
incende”. Se provassimo a fare nostro questo motto?

Alberto Ribet

UN INCONTRO CON I GIOVANI

La sera di sabato 2 dicembre a Torre
Pellice alcuni membri della TEV hanno avuto un incontro con alcuni giovani
della locale Unione, che volevano avere delle informazioni di prima mano sul
nostro Movimento.

Sostanzialmente sono state presentate
due obiezioni: anzitutto hanno detto di non comprendere la ragione per cui
nella Chiesa dovesse formarsi un gruppo distinto, quando i problemi possono
essere affrontati e discussi nelle normali Assemblee di chiesa. Inoltre
sembrava loro che nella TEV si ignorasse la necessità del collegamento fra fede
e azione sociale.

Abbiamo cercato di spiegare che, prima
che sorgesse la TEV, il Sinodo si è trovato davanti alla protesta di un largo
numero di membri di chiesa a causa di un intenso impegno della Chiesa in una
determinata linea politica. Ma essi hanno riportato la sgradevole impressione
dì essere gratificati soltanto con belle parole, mentre tutto continuava come
prima.

È dunque stato lo stesso Sinodo del
1976 che è indirettamente responsabile del sorgere della TEV. Era chiaro che
nei suoi organi ufficiali e nei suoi strumenti di azione la Chiesa rifiutava di
considerare con serietà un problema che coinvolge l’avvenire stesso della
Chiesa, la sua predicazione, la sua identità.

Ciò nondimeno – abbiamo ancora detto ai
giovani – è del tutto falsa l’accusa di separatismo che ci è stata rivolta.
Anzi la TEV continua a considerarsi al servizio della Chiesa, e ben volentieri
è pronta ad accogliere l’invito a dialogare, come quello che, per la prima
volta, ci è stato rivolto dai giovani di Torre Pellice.

Quanto al collegamento fra fede e
impegno sociale del credente, ci siamo dichiarati perfettamente d’accordo. Ma
al tempo stesso abbiamo affermato che la priorità assoluta deve essere data al
problema spirituale. Sarebbe opera vana pretendere di cambiare la società se
anzitutto non si riconosce Gesù come il Signore, potente per trasformare la
nostra prima società che è la Chiesa, e per trasformare i singoli individui.

Le due ore trascorse in fraterna
discussione non ci sono sembrate inutili e ci siamo separati nella speranza che
i giovani di Torre Pellice vogliono organizzare un altro incontro allargato a
tutto il pubblico.

 

I NOSTRI GIOVANI

L’ultimo Sinodo Valdese ha proposto
come argomento di studio per le chiese “L’educazione in vista della fede”,
In altre parole si tratta del problema dei giovani. Più che elaborare nuovi
programmi di studio per i catecumeni e le Scuole domenicali – pur senza affatto
ignorare la loro importanza – pensiamo che sia più utile domandarci come gli
anziani possono convincere la nuova generazione che il cristianesimo rimane
l’unica alternativa per le loro salvezza e la salvezza del mondo.

È una banalità ripetere che i giovani
sono venuti a vivere in un’epoca tra le più difficili. È come se essi fossero
stati messi, da un misterioso destino, a vivere su un palcoscenico, già
predisposto dalla generazione precedente. Questi giovani fanno presto a comprendere
che il dramma che essi devono recitare si concluderà in una catastrofe. E si
comprende anche l’atteggiamento di questi giovani verso la generazione o le
generazioni precedenti. Riandando ai suoi ricordi di gioventù uno scrittore
così esprime la delusione dei giovani:

“Ci pareva che le generazioni
precedenti la nostra fossero incapaci di comprendere il nostro anelito verso
qualche cosa di nuovo, di un superamento delle vecchie esperienze che valesse a
farci persuasi, tutti noi giovani che avremmo dovuto lottare per noi e per i
nostri figli e non per il vecchio mondo, così ‘provvisorio e provinciale’, che
ci aveva regalato la guerra”, (Piero Caleffi: Si fa presto a dire fame
pag.13)

Cerchiamo di analizzare meglio questo
fenomeno, e potremo facilmente distinguere tre atteggiamenti:

1°) Alcuni giovani pensano che l’unica
via di uscita sia quella della ribellione vincente. Essi sono convinti che
occorra fare piazza pulita del passato, sbarazzandosi con qualsiasi mezzo di
quanto hanno ricevuto o meglio quanto è stato loro imposto dalle passate
generazioni. Così dalle macerie del vecchio mondo sorgerà quella società più
giusta da tutti desiderata.

2°) Altri credono che questa società
potrà essere realizzata mediante l’impegno socio politico, e, concretamente,
collaborando con qualche partito politico. È questa la tendenza che si è
affermata in diverse Chiese e in particolare nella Chiesa Valdese.

3°) Ma forse non sbagliamo dicendo che
fra i giovani si va sempre più diffondendo un senso di profonda apatia. La
maggior parte sembra accontentarsi di vivere giorno per giorno, incapace di
vibrare di entusiasmo per qualsiasi ideale.

Accanto e insieme e questi tre
atteggiamenti c’è quello del conformismo. Molti sono quelli che hanno perso
quel senso critico che ha contraddistinto l’antico Valdismo e la Riforma
Protestante. Essi non fanno che conformarsi alla mentalità dei loro coetanei e
adottano questa o quella maniera di pensare e di agire, che va dalla ribellione
all’ordine costituito, all’attività politica o all’apatia, a seconda
dell’ambiente in cui si trovano a vivere.

Che cosa pensare di questa situazione e
quali rimedi suggerire?

Anzitutto riteniamo che sia
indispensabile da parte dei più anziani, un vero senso di comprensione, anzi –
adoperando una parola forse abusata – di amore verso i giovani. Dobbiamo
riconoscere che è purtroppo vero che le generazioni precedenti sono
responsabili della situazione in cui i giovani sono venuti a trovarsi. Come ci
si può attendere che dei giovani ammessi in chiese frequentino i culti e si
impegnino nella testimonianza evangelica, quando hanno in casa un padre, una
madre e dei fratelli e sorelle che di queste cose non si interessano punto?
Dobbiamo dunque umiliarci, e questa autocritica farà sì che il nostro desiderio
di dialogo con i giovani venga riconosciuto come sincero.

 

Ciò detto noi però chiediamo ai
giovani:

1º) di
riconoscere che non tutto quello che le precedenti generazioni hanno fatto e
detto, e di cui essi sono anche eredi, è da respingere. I giovani Valdesi sono,
a questo riguardo, particolarmente privilegiati, perché fra i loro antenati, e
anche fra i loro genitori, molti sono quelli che hanno lasciato un esempio di
fedeltà all’Evangelo e per esso anche sofferto.         Grazie
a quanto ci hanno trasmesso che l’umanità non è ancora precipitata nella
catastrofe finale. A chi vorrebbe distruggere tutto, faremo osservare che è del
tutto falso e illusorio immaginare che dalle macerie, cioè dal nulla, possa
emergere una società senza violenze e senza ingiustizie. L’odio non fa che
generare odio e la violenza chiama violenza. Lo si può ignorare soltanto
ignorando la storia.

2°)
Quanto alla partecipazione attiva ai partiti in vista di un impegno socio
politico, dobbiamo rallegrarci per quel che di buono questi partiti possono
realizzare. Tuttavia il giovane cristiano non può rinunciare a uno dei suoi
privilegi, che è quello di giudicare criticamente ogni ideologia del mondo.
Egli si rende ben presto conto che i partiti politici non sono in grado di
rispondere agli ideali più profondi del cuore umano e di rispondere ai loro
problemi essenziali, e cioè: esiste Dio? possiamo stabilire un rapporto con
Lui? che cosa succede dopo la morte? A che cosa serve risolvere tutti gli altri
problemi se non si sono risolti questi problemi? “A che cosa servirà
all’uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua?”
(Mtt.16/26). Inoltre il giovane cristiano non potrà fare a meno di interrogare
la Scrittura per rendersi conto di quale è stato l’atteggiamento di Gesù e dei
primi cristiani di fronte ai problemi socio politici del loro tempo.

3°)  Ma il problema più grave, in realtà, è di come
scuotere quei giovani che si sono lasciati andare all’apatia e che non fanno
che seguire la corrente.

La risposta è semplice – forse troppo
semplice per essere presa in considerazione. Tuttavia tra i giovani ve ne sono
pur sempre alcuni che non si sono lasciati trascinare dalla corrente del
conformismo; giovani che amano il Signore e lo hanno accolto con gioia come
loro personale Salvatore. È in loro che sta la soluzione del problema giovanile.
Se due o tre di loro si accordano per rendere chiara e ferma testimonianza
della loro fede, ben presto i due o tre diventeranno quattro o cinque e più
ancora. La gioia, l’entusiasmo che essi dimostreranno sarà contagioso e, in un
tempo più breve di quel che pensiamo, qualche cosa cambierà nella Chiesa.
Abbiamo detto “la Chiesa”. Infatti oggi si parla molto di cambiare la
Società e di impegnarsi politicamente. Molto bene. Ma oltre che discutere sul
Cile o sul Vietnam o di molte altre tragiche situazioni lontane (sulle quali
praticamente possiamo ben poco influire), perchè non cominciare a cambiare le nostra
“società” più vicina, quella di cui abbiamo liberamente chiesto di
far parte, la nostra Chiesa?

In conclusione: siamo convinti che una
trasformazione della Chiesa sia possibile, perché siamo convinti che lo Spirito
Santo preme sull’animo dei nostri giovani per rinnovarli e per far di loro
degli strumenti di rinnovamento anzitutto della nostra prima
“società”, la Chiesa.

Quando il mondo potrà constatare che la
Chiesa offre l’immagine di

una società in cui l’amore non è parola
vana, allora sarà convinto che l’Evangelo è l’unica alternativa di salvezza offerta
alla sua disperazione – e alla disperazione di tanti giovani.

Possa qualche giovane almeno, oggi
stesso, essere attento alle sollecitazioni dello Spirito e rispondere come
Samuele: “Parla, Signore, il tuo servo accolta”.

 

RIFORMA DEL CULTO?

L’Eco-Luce del 10 Novembre pubblica una
doppia pagina a cura di una Commissione Sinodale per il culto, in cui si
avanzano alcune proposte su cui le chiese sono invitate a riflettere. Ci
limiteremo qui ad alcune considerazioni.

1. Si propone che la confessione di
peccato sia posposta dopo la predicazione. La millenaria consuetudine di
iniziare il culto con un atto di umiliazione e di confessione venne conservata
dalle Chiese della Riforma e non è arbitraria. Il credente si presenta davanti
a Dio per adorarlo, ma il suo primo sentimento è quello che faceva esclamare al
profeta: “Misero me! io sono perduto! Poiché io sono un uomo dalle labbra
impure!” (Is.6/5) E l’Ecclesiaste esortava: “Bada ai tuoi passi
quando vai alla casa di Dio e appressati per ascoltare anziché per offrire il
sacrificio degli stolti”. Per questo pensiamo che la confessione di
peccato vada giustamente collocata all’inizio del culto ed è dopo l’annunzio
del perdono che possiamo proseguire con gioia nel culto di adorazione, certi
che il nostro passatoè dimenticato.

2. Si propone poi, dopo la predicazione
o alla fine del culto, una riflessione comunitaria sul testo del sermone.
Questa proposta ci lascia perplessi. Che la comunità riprenda il tema della
predicazione in una apposita riunione, può essere utile ed edificante. Ma noi
pensiamo all’ora del culto come a un momento – troppo breve! – dedicato
all’adorazione. Sarebbe assai poco utile se il culto si trasformasse e magari
degenerasse in una disputa teologica o – peggio – politica.

3. Non si sono offerti dei suggerimenti
precisi sull’uso della toga, ma ci viene detto che da un’indagine su 76
comunità risulta che in 17 la toga non viene mai usata e in 16 solo
occasionalmente, mentre solo in 23 è sempre usata. Nei mesi passati il
periodico francese “Réforme” si é occupato per diverse settimane di
questo argomento. A prima vista si potrebbe pensare che stiamo perdendo del
tempo a discutere di un simile argomento mentre urgono altri e ben più gravi
problemi. La realtà è che, dietro la toga, è coinvolto il senso del culto e la
natura del ministero pastorale. È chiara che non è la toga a dare valore al
culto. Ma quelli che sono per il suo mantenimento osservano che essa in qualche
modo spersonalizza il predicatore e ricorda al predicatore stesso e alla
comunità che egli non parla di suo, ma è “una voce che grida nel
deserto”. Che importa di chi sia la voce? Quello che conta è che il
predicatore sia solo e unicamente uno strumento per l’annunzio di una verità
che lo trascende.

4. Nello “schema per il
culto” proposto non si accenna a un uso corrente in varie chiese, e cioè
che dopo la preghiera pronunziata da chi presiede, l’Amen sia detto ad alta
voce da tutta la comunità.

5. Fino a pochi anni fa in molte chiese
Valdesi la lettura della Bibbia era fatta da un laico. Curioso assai, mentre
quest’uso è stato lasciato cadere esso è ora riscoperto in varie chiese
cattoliche!

6. Per ragioni puramente pratiche si può
tollerare che l’Assemblea di chiesa venga compresa nell’ora di culto. Ma poiché
questa Assemblea non può esaurire gli argomenti in pochi minuti, ci si trova
nella necessità di abbreviare l’ora di adorazione, il che è assai discutibile.
Nella nostra cosiddetta “civiltà occidentale” il momento di
adorazione è ridotto ai minimi termini, e ci pare che sacrificarla per
discutere di argomenti ecclesiastici, per quanto utili, non sia per
l’edificazione della Chiesa.

7. Notiamo, terminando, che in varie
Chiese evangeliche non esiste nessuna liturgia, cioè nessun ordine prestabilito
per lo svolgimento del culto.  Tutto è
lasciato alla libera iniziativa di chi presiede o anche dei partecipanti. In
altre Chiese, come quella Valdese, si segue, o si dovrebbe seguire, uno
svolgimento concordato. In molte chiese luterane, per non parlare di quelle
americane, lo svolgimento del culto a una nota di particolare solennità.
Riteniamo che tutte queste forme rispondono a diversi bisogni spirituali e sia
necessario lasciare molta libertà.

 

SITUAZIONE FINANZIARIA ALL’11 DICEMBRE 1978

Entrate dal 24/11/78 all’11/12/1978

Offerte ricevute: P. B., Torino, in memoria
della moglie Natalia 10.000; F. B., Roma 1.7004. E. F., id. 1.400; A..B., Palermo
1.000; E. e S. Maurin, Genova 3.500; L. M., Luserna San Giovanni 2.000; Livia Bazzel
(rimborso porto) 200; V. S., Torre Pellice 20.000; R. P., id. 2.000; A. R. J., id. 10.000;
A. e G. M., id. 10.000; E. R.
T., San Germano Chisone
5.000; A. B., Pomaretto 5.000;
G. B., id. 5.000; C. R., id.
5.000; R. R., id. 5.000; G. P.,
Treviso
5.000; I. S., Pisa 10.000; I. F., Trieste 10.000.

Totale offerte L.111.800. 

Colletta Asseblea a San Germano Chisone 47.600.

Offerte n°2 “Risve­glio” 5.000.

Offerte per n°13 “Cullmann” 7.400.

Totale generale L.0171.800 (dì cui L.21.060 a mezzo c/c/ postale)

 

Uscite: dal 24/11/1978 all’11/12/1978           L.556.060

ubblicazione relazione 325.200 – Spese
postali 5.900; spese postali per spedizione circolari e relazioni 20.425 –
Spedizione “Risveglio” 300 – Spediz. “Cullmann” 85 –
Telefono 41-.250 – Carta per ciclostile testata circolari 27.000; Stampa
testate 10.500 – Cancelleria varia 8.810 – Contributo Alleanza Evanelica
Italiana 50.000; .ospitalità 63.300 – fotocopie 300. Totale uscite L.556.060

Situazione finanziaria all’11/12/1978

Fondo cassa al 23/11/1978                                                    L.3.124.270

 

Offerte ricevute171.800

 

Colletta Assemblea San Germano Chisone

Offerte per n°13 opuscoli “Cullmann”

•          “          ” n°2 “Risveglio”

L.111.800

47.600

7.400

5.000

Totale generale entrate                                                          L.3.296.070

Totale generale uscite                                                            L.
556.060

Avanzo di cassa all’11/12/1978                                              L.2.740.010

 

Torre Pellice 11 Dicembre 1978

Il cassiere

    Geraldo Mathieu

 

QUANTO A NOI, NON POSSIAMO NON PARLARE DELLE COSE CHE ABBIAM VEDUTE

E UDITE (Atti 4/19)


ciclostilato in proprio,
non pubblicato

Indirizzo: Testimonianza
Evangelica Valdese

Casella postale

10060 Torre Pellice
(Torino)

 

Pierre Gilles – Traduzione della Storia Ecclesiastica della Chiese Riformate

 

Storia
Ecclesiastica della Chiese Riformate

Di
Pierre Gilles  – Ginevra 1644

                        Traduzione
iniziata il 7 dicembre 2020

                         Dal
libro originale fornito gratuitamente dalla Google lei libri, gratis.

 

Originale


Sul
frontespizio vi sono parecchi timbri, uno dei quali descritto biblioteca della
città di Lione 1834.

N.
catalogo biblioteca (?) 319036

 

 

Traduzione:

Note:
Ho riprodotto pressappoco l’impaginazione grafica dell’originale, e soprattutto
la grandezza del corpo dei caratteri, come gli a capo, perché essi spiegano,
danno l’idea dell’importanza che l’autore da ai suoi interlocutori. È una
caratteristica dei tempi è anche una sensibilità cristiana ed umana di quegli
evangelici.

Esempio,
all’inizio del libro, tre quarti della pagina ha un’ampia dedica. SIGNORI è in
prima riga e più grande di tutti; INSIEME è maiuscolo, però più piccolo, e
messo in evidenza al centro della riga.

Così
in tutto il testo del libro, le maiuscole 
vogliono dare un risalto a quelle parole, alle persone o alle
istituzioni (lo si fa ancora oggi nei messaggi su FB). Non era ancora stato
inventato il carattere grassetto, ma
esisteva già il corsivo (chiamato italico).

 

 

Storia

 

ecclesiastica

 

delle chiese

riformate

raccolte in alcune

Valli del Piemonte, e limitrofe

chiamate in passato chiese
valdesi

cominciando dall’anno 1160 del
nostro Signore,

e terminando nell’anno mille
seicento quaranta tre.

 

 

Da Pierre Gilles, pastore della Chiesa

riformata di
Torre

 

Con due indici, uno dei sommari dei capitoli,

con la designazione degli anni,

l’altro è un indice molto semplice delle materie contenute in
questa storia.

 

 

A Ginevra,

perIean de Tournes, stampatori ordinari della Repubblica e accademia

M.DC. XLIV

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ai signori

miei onoratissimi

 e molto cari fratelli

nel nostro Signore

 

i
pastori, anziani,

Diaconi e altri Direttori

e insieme,

a tutti gli altri fedeli,

 

membri delle chiese riformate

delle
valli del Piemonte, e

limitrofe.

 

 

 

 

Signori,

voi in parte sapete perché e
da chi, e come ho avuto l’incarico di raccogliere la storia delle vostre
chiese, e con quale cura mi ci sono adoperato per farvi avere un abbreviato
sicuro, che vi presento ora (non nella nostra comune lingua italiana – n.d.r. 
ma nel francese del 1600 – , come
mi avevano ordinato in principio) ma in questa qui, per le ragioni che in quel
momento hanno considerato, e che io vi presento ora, e come queste Chiese siano
rimaste, attraverso una singolare grazia di Dio, spogliate da superstizioni che
si erano a poco a poco infiltrate, o insinuate nella maggior parte delle Chiese
della Cristianità Occidentale. Vi vedrete perché, e da chi, queste Chiese
furono anticamente chiamate Valdesi, e nello stesso tempo ritroverete come un
campione del loro ordine Ecclesiastico, costumi, e condizioni, ci troverete
anche il sommario della loro dottrina qui rappresentata, e dopo il loro
moltiplicarsi, e la fuga dalle popolazioni da cui sono uscite, come e in quali
luoghi si sono alloggiate, e il loro successo, vi troverete anche rappresentate
le più grandi persecuzioni che queste Chiese hanno sofferto e sormontato, e la
loro condizione, fino all’anno 1530, nel qual tempo esse si sarebbero aggiunte
alle altre Chiese Riformate, che Dio aveva nuovamente liberato dalle idolatria
e superstizioni, e come queste si siano ancora purificate dalle reliquie del
lievito Farisaico rimasto in questi luoghi, e insieme fecero i loro esercizi di
Religione in pubblico più di prima, mettendo in tutta evidenza il loro ordine
ecclesiastico per chiudere la bocca ai calunniatori e da quel tempo potrete
seguire quasi annualmente il loro stato e la loro condizione, nel quale tra
l’altro potrete notare le frequenti molestie e persecuzioni che il loro
avversari hanno esercitato contro di essi, e le meravigliose assistenze di Dio
per la loro conservazione, ciò che potrà e dovrà incoraggiare a imitare
costantemente la pietà, zelo, fiducia, e fedele perseveranza dei nostri buoni
padri per la professione della vera Religione, avendo la stessa sicurezza
dell’assistenza del Signore, che non vi deluderà, come non lo ha fatto per
loro, se vuoi perseverare come essi nella vera pietà verso Dio, nella sincera
fedeltà verso i nostri Superiori, e probità caritatevole verso il nostro
prossimo. Del resto, forse voi non troverete in quest’opera tutto quello che vi
aspettereste, e desiderereste, riguardo agli antichi Valdesi (come vengono
nominati) e le circostanze dei tempi dell’arrivo di quelli che essendo perseguitati
a Lione, vennero a prender casa in queste Valli, stabilendovisi, e di fuggirle
continuamente con le loro cose. Sul che vi prego di credere, che per raccontare
questo la vostra sfida è la mia, non mi sono risparmiato nel tempo, nella cura,
nella diligenza per quanto mi fossero possibili.

Ma devo riconoscere che i
nostri Padri hanno sempre avuto più cura nel fare bene ogni cosa che di
scrivere e conservare la memoria dei loro fatti, e anche quello che  trovato in certe testimonianze riguardanti le loro
grandi calamità, i loro nemici e anche di alcuni falsi fratelli che hanno fatto
perdere, per quanto abbiano potuto, le loro antiche scritture, per abolire la
memoria delle grazie di Dio verso di loro, e quelle cose notevoli che sono
state fatte tra di loro. Sta il fatto che in generale ciò che più è
considerevole è rimasto, cioè, la sicurezza della dottrina che hanno seguito fin
all’inizio della loro riaffermazione (redressement) testimoniata dalla grande
quantità dei loro libri scritti di tanto in tanto a mano, che ci rimangono e
testimoniano della loro conformità tra di loro perpetuata nel corso qualche
centinaio d’anni, di generazione in generazione fino a noi, e di quella che ora
abbiamo ricevuto professiiamo nelle nostre Chiese, nonostante tutti gli sforzi
che i nemici della verità hanno fatto contro di loro per distoglierli.
Attraverso gli stessi libri noi vediamo anche che insegnavano e raccomandavano
vivamente le stesse virtù Cristiane che noi insegniamo e raccomandiamo, e
condannavano gli stessi vizi che noi condanniamo. Noi sappiamo che hanno
sofferto l’odio per la verità che avevano sostenuto in molte grandi afflizioni
durante centinaia di anni e che Dio li ha sempre liberati e ha fatto loro la
grazia di preservarli sempre nella professione della sua santa verità di cui
noi siamo in questo modo anticamente in possesso: Rimane il fatto che noi
dobbiamo perseverare nell’imitare il loro zelo, e pietà: affinché siamo anche
strumenti della grazia di Dio, per conservare, per noi e la nostra posterità,
questa inestimabile eredità che ci è stata lasciata in onore di Dio ed
edificazione dei nostri prossimi, e salvezza delle nostre anime, che è l’intenzione
principale di quest’opera, che vi dedico, come essendovi dovuta per molte
ragioni, e che vi servirà e, per favore, per impegno e perpetua testimonianza,
che sono stato, sono e sarò per tutta la mia vita:

Signori miei Onoratissimi e
carissimi fratelli, vostro umilissimo fratello nel signore e affezionato
servitore.

 

P. Gilles

Torre,
addì 27 giugno 1643,

e
alla mia età di 72.

 

 

 

 

 

 

 

 

Novembre 1978

 

TESTIMONIANZA
EVANGELICA

VALDESE

Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra.

(Atti 1:8)

 

 

 

 

 

Circolare n. 48                                                13 novembre 1978

 

CONSIDERATE
LA ROCCIA ONDE FOSTE TAGLIATI

(Isaia
51/1)

Si constata che nostri fratelli in fede
avvertono nel proprio intimo e richiedono quale esigenza primaria e fine
precipuo, l’inserimento e la partecipazione sempre maggiori nel protestantesimo
nella contrastante problematica delle ideologie socio politiche della nostra
tormentata era. Ne deriva, ovviamente, la minore assiduità alla ricerca
dell’autenticità cristiana, ossia la scelta di quella “buona parte che non
ci sarà tolta”. (Lc.10/42). La carenza di una piena fede “in un Padre
di tutti, che è sopra tutti” (E2.4/6) assieme ai preziosi valori
riscoperti dalla Riforma, sfocia in una posizione spirituale, inizialmente
viva, ma inevitabilmente volta ad “una dimensione perduta” (Tillich).

Un mio recente viaggio nelle
“colonie calabre” che furono oggetto di inauditi eccidi e in particolare
a Guardia Piemontese, mi ha sollecitato a rimediare le pagine di fanatiche
persecuzioni, ma anche, di gloriosa testimonianza degli avi Valdesi.

Proprio nel richiamo alle origini, non
come mito né come nostalgico sogno di una realtà storica vissuta e ripetibile
anche nel mutato clima della nostra epoca, riconosciamo il fermento della TEV,
movimento sorto e sostenuto spontaneamente da tanti credenti, ringraziando il
Signore nel far considerare a tanti valdesi “la roccia onde furono
tagliati”. La nota crisi di partecipazione ai culti e alla vita della
Chiesa è dovuta indubbiamente al fatto che non ci nutriamo, come per secoli,
solo col “puro latte spirituale” (l Pie.2/2). Il “popolo della
Bibbia”, come pure eravamo definiti, purtroppo non è più tale. Il fedele insegnamento
dell’Evangelo che ha rivoluzionato e dovrebbe sempre rivoluzionare gli uomini
nell’intero essere: “spirito, anima e corpo”, e per il quale dettero
la vita i testimoni di Guardia Piemontese, è abbinato da qualche tempo alla
cosiddetta “teologia politica”.

Ravvediamoci e svegliamoci per primi
nelle nostre coscienze, annunziando che il Signore è vicino.

Pertanto anche ai Valdesi di oggi è
rivolto il profetico ammonimento dell’antica profezia: “Fermatevi sulle
vie e guardate e domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona
strada e incamminatevi per essa e voi troverete, riposo alle anime vostre”
(Geremia 6/16)

Torre
del Greco

  Elio Rinaldi

                   

 

È
LECITO L’USO DELLE ARMI?

Al culto radio del 5 Novembre siamo
stati edificati per la condanna della violenza che sta dilagando dovunque. La
meditazione è poi terminata a sorpresa con l’affermazione che in certi casi
limite il ricorso alla violenza può essere giustificato.

Questo problema ha da sempre tormentato
i cristiani ed è lungi dall’essere risolto. Una cosa però è sicura: se non è
vano proclamare che l’esempio di Gesù è quello che conta, al di sopra di
qualsiasi opinione, nessuna forma di violenza è giustificabile. Nessuno che non
voglia bestemmiare potrebbe presentarci un Gesù con mitra o una bomba in mano,
anche in difesa degli oppressi, anche per una causa di pura giustizia.

Riconosciamo che il cristiano a volte
può trovarsi coinvolto nella diabolica danza della violenza. Lasciamo allora a
Dio di giudicare.

Ma in nessun caso è lecito legittimare
l’uso della violenza, in tutte le sue gradazioni, come purtroppo hanno creduto
di fare alcuni teologi e come pare faccia il Consiglio Ecumenico delle Chiese,
se è vero che finanzia i movimenti di guerriglia, anche se i finanziamenti sono
presentati come sussidi di assistenza ospedaliera.

 

PROTESTANTI O EVANGELICI?

– Ci scrivono da Firenze:

È per me sempre un grande piacere il
ricevere il vostro ciclostilato  che
leggo con vivo interesse e dopo lo passo ad altri.

Domenica vi è stata l’Assemblea della
Chiesa Metodista, di cui faccio parte per il rinnovo del Consiglio di chiesa.
Prima di dare inizio alla

votazione        il Pastore ha comunicato che sia la Chiesa Metodista che la

Chiesa Valdese (che sono sulla via
dell’unione) d’ora in poi non si chiameranno più Chiese Evangeliche, ma
Protestanti, a motivo che vi sono troppe altre Chiese, ed ora anche la Chiesa
Cattolica si chiama “evangelica”.

A tale dichiarazione è .seguita una mia
vibrata protesta, facendo notare che è un bene che vi siano altre Chiese che si
chiamano Evangeliche, ed è un bene ancor maggiore se anche la Chiesa Cattolica
si avvia sulla strada dell’Evangelo, specificando che è invece un gran male la
via su cui si stanno avviando sia la Chiesa Metodista che la Chiesa Valdese.
Alla fine del culto tutti i presenti mi sono venuti incontro per stringermi la
mano. Non so se quello che è successo a Firenze sia successo anche in. altre
città, e attendo con ansia “Testimonianza Evangelica” sperando di
trovarvi un appunto sul cambiamento della denominazione da evangelico a
protestante

Commento:

È la prima volta che sentiamo una notizia
come quella che ci viene comunicata dal nostro amico, e dubitiamo che ci sia
stato qualche malinteso. Sembrerebbe che troppe Chiese si denominano “evangeliche”,
compresa la Romana, e perciò dovremmo d’ora in poi chiamarci
“protestanti”. Ricordiamo a questo proposito che
“protestanti” vennero chiamati i Luterani a causa della
“protesta” da loro avanzata alla seconda Dieta di Spira 1’11 Aprile
1529. Il nome “protestanti” venne poi esteso a tutti i riformati.

Per noi, tuttavia, questo nome non ha un
riferimento puramente storico e non ha soltanto un significato polemico nel
senso di opporci a qualche dottrina. Il significato più profondo di “protestante”
indica che siamo chiamati a “testare” – cioè testimoniare “pro”
– cioè: a favore di. Quindi un protestante è colui che rende la sua
testimonianza a favore dell’ Evangelo e pensiamo che ben si addice a degli
autentici Evangelici.

 

FINE DEL
PROTESTANTESIMO?

Su “La Stampa” dell’8
Novembre, sotto il titolo “I papi si contano”, Guido Ceronetti scrive
questo poco lusinghiero giudizio sul Protestantesimo:

La scristianizzazione ha quasi del tutto
cancellato il mondo protestante. La vigna protestante non esiste più. È vita
religiosa che si è completamente liquefatta nella società maccabiaca della
società industriale. È cristianesimo storico, da libri, dischi, musei,
associazioni e campeggi. Il formidabile “si” di Lutero morente è
stato defecato dalle comunità protestanti (Prima di morire, a chi gli chiedeva
se confermava quanto aveva insegnato, Lutero rispose con un chiaro
“si”. N.d.r.)

Una prova: la Chiesa cattolica non
avrebbe cercato il dialogo coi “fratelli separati” se avesse sentito
palpitare ancora l’anima della Riforma. La Chiesa d’Oriente è un paraplegico
che tossisce a morte: il papa abbraccia i patriarchi orientali, sa bene che
sono mummie.

 

Commento

Possiamo sentirci offesi dalla volgarità
di giudizio sulle comunità

protestanti. Ma più di questo, è importante
sapere che cosa rispondere.

Il teologo Paul Tillich, nel libro
“L’Era Protestante” (Claudiana 1972 L.2.900) scrive un forte capitolo
intitolato “Fine dell’era protestante?” dove il problema è
chiaramente posto. Non possiamo non ricordare l’avvertimento di Gesù: “Voi
siete il sale della terra; ora, se il sale diviene insipido, con che cosa si
salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli
uomini” (Mtt.5/13). Così può succedere ai Protestanti quando cessano di
essere Protestanti.

Per questo certuni profetizzano che le
Chiese storiche protestanti si sfasceranno. Un buon numero dei suoi membri
cadranno del secolarismo, pur continuando a essere iscritti in qualche registro
come protestanti. Lo stesso Tillich scrive: “Rimanere membri delle Chiese
Protestanti non significa rimanere protestanti”. Un’altra parte andrà a
rifugiarsi nel grembo sicuro e autoritario della Chiesa Romana: è così
tranquillante lasciare che altri pensino per noi!

Ma su queste rovine, il Protestantesimo
risorgerà purificato da un nuovo Movimento Pentecostale, ispirato alla grande
riscoperta della salvezza per grazia mediante la fede, già sottolineata dalla
Riforma, ma vivificata da un Risveglio provocato dallo Spirito Santo.

Sarebbe interessante se qualche lettore
ci facesse sapere che cosa pensa del “De profundis” che “La
Stampa” ha intonato sul Protestantesimo.

 

LUTTI

Il 16 Ottobre è deceduto a Messina un
nostro caro fratello in fede, Luparello Tommaso, in età di 75 anni. È stato
molto doloroso perderlo. Era un vero testimone della Parola di Dio e della
Chiesa Valdese; era pure un aderente della nostra TEV, e lascia un vuoto nei
nostri cuori. La Chiesa Valdese e la TEV lo ricordano con amore e riconoscenza,
esprimendo alla famiglia la nostra simpatia cristiana. I funerali si sono
svolti nella nostra chiesa il 18 Ottobre. Il Pastore Bruno Tron ha detto che il
fratello non è morto, ma vive col Signore perché egli era un discepolo di Dio.

Pillera

 

Un altro grave lutto ha colpito il
nostro fratello Pierre Boesch di Torino, con la perdita della moglie Nathalie
Boesch von Pagenkopff, anch’essa membra della TEV.

Ai parenti esprimiamo la fraterna
simpatia della TEV, confortati dalla speranza della vita eterna in Gesù Cristo,
vincitore della morte.

 

ANCORA SULL’ECUMENISMO

La lettera del gruppo di Sanreno a
difesa del “corteo protestante alla Roma papale” si presta a qualche
utile osservazione.

I firmatari della lettera sono
evidentemente delle persone che fanno aperta professione di fede
nell’ecumenismo. Fede, che pur di abbracciare tutto e tutti, fa strame anche
della più ortodossa e essenziale affermazione teologica (“la teologia non
ha qui nulla a che fare”).

Ma in conclusione della loro lettera
mettono in evidenza che il loro abbraccio, teoricamente aperto a tutto e a
tutto, ha i suoi limiti. È infatti un abbraccio che non include, anzi esclude
(“La Chiesa Valdese deve avere il coraggio di uscire”) coloro che la
verità rivelata non sono disposti a venderla.

Qualcuno potrebbe anche concludere che,
stando così le cose, l’impostazione filosofica ecumenica è incoerente e non
praticabile. Ma invero non è così.

I firmatari della lettera, malgrado la
loro entusiasmante professione di fede ecumenica, non “pensano” da
ecumenici. Per questo, applicando il sano principio che la verità e il suo
contrario non sono compatibili tra loro, propongono che la “Chiesa Valdese
esca dal Consiglio Ecumenico delle Chiese dall’Alleanza delle Chiese
Riformate” nel caso che “non nutra quel sentimento fraterno”
(leggi: Ecumenico).

Dei veri ecumenici non sarebbero mai
arrivati ad una tale conclusione.

Il vero ecumenico ha infatti una mente
“armata” da una filosofia dialettica antibiblica, che afferma che la
verità e il suo contrario sono e devono essere sempre compatibili, o meglio
dialogabili, alla sola condizione che ci si voglia un “gran bene”.

Su questa base il vero ecumenico non
parla mai di dimissioni, ma di ammissioni ad ogni costo.

Nel caso specifico l’ecumenico vero avrebbero
commentato la decisione del Moderatore Valdese, dicendo che col suo gesto ha
dimostrato di non avere ancora una grande statura o maturità ecumenica, che
egli gravita in un’orbita ancora distante dal centro del grande amore
ecumenico, ma che occorre pazientare ed aspettare e, perché no, dialogare in
attesa che la maturità venga e si manifesti. L’apostolo Paolo in Efesi 4/15 ci
assicura che, se “seguiamo la verità in carità, noi cresciamo in
tutto”.

Quello che accade quando, armati da una
filosofia anticristiana, si osa. invertire l’ordine sopracitato, non è un segreto:
si, cala in tutto! Questo calo in tutto non è ormai più materia di profezia, ma
purtroppo è già la storia di tante Chiese.

Anche queste tristi considerazioni ci
sembrano utili per dare seria motivazione alla preparazione dell’invocato
RISVEGLIO.

Elio
Milazzo

ECUMENISMO CHE CI PIACE

La nostra ultima Assemblea all’unanimità
ha espresso il desiderio che i rapporti con altre Chiese Evangeliche vengano
intensificati.

A questo proposito nell’ultima circolare
della chiesa Valdese di Firenze leggiamo:

“Il Consiglio della Chiesa Valdese
di Firenze si rallegra dell’occasione che gli è data di accogliere nei locali
del centro comunitario i fratelli della Chiesa Apostolica d’Italia, riuniti per
un convegno di studio il cui tema li interessa direttamente. La Chiesa Valdese
sarà presente con una delegazione ufficiale, come è stato fraternamente
richiesto”. A questo convegno verrà discusso il tema: “La Chiesa
Apostolica e le altre Chiese evangeliche in Italia”.

Più oltre, nella medesima circolare si
legge:

“Saluti al pastore Mario Marziale
giunto or ora a Firenze quale pastore della Chiesa Battista. I rapporti tra le
nostre due chiese sono molto cordiali, e quindi assicuriamo al pastore Marziale
la nostra piena partecipazione alla gioia della comunità battista per il suo
arrivo. Lo sentiamo “fratello” e come fratelli avremo la possibilità
di camminare insieme.

 

AI CORRISPONDENTI E AI LETTORI

Siamo molto grati a quanti ci inviano
degli articoli per la circolare e rinnoviamo a tutti l’invito a collaborare
perché questa sia sempre più varia e interessante.

Vogliano scusarci i nostri
corrispondenti se è impossibile pubblicare sempre per intero i loro scritti.
Anche questa volta dovremmo impiegare molte più pagine di quelle di cui
disponiamo. In linea di massima un articolo non dovrebbe occupare più di mezzo
foglio della circolare.

Forse è inutile, ma è ben chiaro che non
è affatto detto che quanto  viene pubblicato
sulla circolare rappresenti sempre il pensiero della TEV. Questo foglio vuole
soltanto essere un organo di collegamento fra i mille e più lettori. Se un
paragrafo dovesse indicare il parere della TEV sarebbe precisato all’inizio o
alla fine.

 

PROSSIME RIUNIONI

Ricordiamo che i coordinatori – e tutti
i membri della TEV che lo possono – sono convocati per venerdì 17 corr. alle
ore 20,30 presso la sala delle attività a Torre Pellice.

Fin d’ora annunziamo che la prossima
DOMENICA TEV avrà luogo a San Germano il 10 Dicembre, e in quell’occasione
avremo fra noi il Pastore Mennonita Elio Milazzo, presidente dell’Alleanza
Evangelica Italiana. È un’occasione da non mancare: vi preghiamo di prenderne
nota.

 

MORALE CATTOLICA E  MORALE PROTESTANTE

Una corrispondente ci scrive da Roma:

Nell’ultima circolare si parla di un
eventuale dibattito dei giovani sulla morale protestante contrapposta a quella
cattolica. In coscienza debbo dire che, a parte taluni impostamenti teologici
su cui ognuno fa bene a restar fermo fino a prova contraria, la morale di un
buon cattolico equivale perfettamente a quella di un buon evangelico. Il modo
di esprimerla potrà differire nella forma o in qualche sfumatura di secondaria
importanza, la sostanza è la stessa… Se un prete o un papa sostengono un
principio già affermato da Gesù, dobbiamo dar loro atto che, in questo, son
nostri fratelli… Non si vede come S. Paolo, invece, contrapponeva i doveri
della vita cristiana alla dissolutezza del mondo pagano? E non ci troviamo noi
in una consimile situazione? Perciò, più che

– Fomentar dissidi fra credenti, mi
parrebbe utile studiare come comportarci in un mondo in cui Satana passeggia e spadroneggia
per lungo e per largo, perfino nelle Chiese.

 

Commento

Ci viene proposto un tema di non poco
conto. Infatti, a differenza di quanto pensa la nostra gentile corrispondente,
le divergenze dottrinali hanno sempre un’effettiva incidenza sugli
atteggiamenti morali. Nei catechismi cattolici, ad esempio, si legge che
“la morale cristiana si trova riassunta nei comandamenti di Dio e della
Chiesa”. Quanto a questi ultimi “noi siamo obbligati a osservare i
comandamenti della Chiesa, perché Gesù Cristo ha affermato che disobbedire alla
Chiesa vuol dire disobbedire a Lui stesso”. Occorre osservare che questi
comandamenti della Chiesa si riferiscono alla santificazione delle feste, la
messa domenicale, la confessione obbligatoria, l’obbligo di fare la Pasqua, il
digiuno delle quattro tempora e di quaresima, il rispetto del magro il venerdì.

Molto ci sarebbe ancora da dire, e chi
volesse approfondire l’argomento potrebbe leggere la pubblicazione, di alta
teologia, di Roger Mehl: “Morale Cattolica e morale protestante”
(Ediz. Claudiana) da cui abbiamo tratto le precedenti citazioni. Comunque sia,
ci pare difficile sostenere che le differenze fra la dottrina cattolica e
quella protestante, in fatto di morale, si riducano a delle sfumature. Questo
non vuol affatto dire che essere protestanti significa essere migliori dei
cattolici!

 

UTOPIA

Con questo titolo il fratello Guglielmo
Sellari di Torino scrive: Non disprezziamo le utopie, perché saranno realtà di
domani.

Un cristiano in buona fede, angosciato
dal fatto che oltre un miliardo di uomini si dicono seguaci di Cristo, Principe
della pace, mentre nel mondo trionfa la lotta, la violenza e l’omicidio, sognò
l’incontro di un angelo del Signore che gli disse: Non disperare, perché nel
futuro le cose cambieranno. Tutti i veri cristiani, stanchi di odiarsi e di
combattersi, faranno la pace e si riuniranno in una sola famiglia! Si
riconosceranno fratelli, ameranno lo stesso Dio, lo invocheranno con lo stesso
nome e saranno guidati dal vero Vicario di Cristo, il quale si convertirà al
vero cristianesimo e ripudierà le tradizioni del passato e l’opera dei suoi
predecessori. Dopo questo terremoto spirituale, la vera Chiesa cristiana,
rinnovata dalle fondamenta e liberata dalla zavorra che la lega alla terra e
alle tradizioni del passato pagano, spiccherà il volo verso il Regno di Dio,
profetizzato da Gesù Cristo.

 

Commento

Il nostro amico non è il solo, fra i
protestanti, ad ammettere che una futura Chiesa cristiana unita riconoscerà un
papa, naturalmente non più infallibile, ma con funzioni di rappresentanza; un
papa in qualche modo Vicario di Cristo, un papa che, ripudiate le dottrine
tradizionali della Chiesa Romana, si ispirerà unicamente all’Evangelo e
rappresenterà visibilmente l’unità dei cristiani. Sul numero del 9 corr.
dell’Eco del Chisone, organo della diocesi di Pinerolo la proposta è
chiaramente avanzata.

Un numero forse più grande di quel che
pensiamo fra i Protestanti, e soprattutto fra gli Anglicani, è pronto a
discutere il riconoscimento del papato su queste basi. Fra i membri della TEV
sorgeranno molte perplessità. Si domanderanno se l’idea di un papa
“evangelico” ha un fondamento biblico; se può esistere un vicario di
Cristo all’infuori dello Spirito Santo; se è ipotizzabile un papa che si ispiri
solo e unicamente all’Evangelo e rimanere papa.

Il nostro corrispondente conclude
“E voi, che parlate di ecumenismo, come la pensate?”. Ai membri della
TEV giriamo la domanda.

 

FINANZE

Mentre ringraziamo vivamente tanti che
ci hanno inviato delle offerte, per mancanza di spazio, dobbiamo rimandare alla
prossima circolare il solito resoconto finanziario.

 

ANCORA UNA RACCOMANDAZIONE

Se un membro della TEV non si fosse
ancora procurato le nostre due pubblicazioni: “Il Risveglio del 1825”
e “Gesù ha avuto propositi di riforma politica” – non tardi a
inviarci L,2.500 per la prima e L.800 per la seconda pubblicazione, che
riceveranno franco di porto. Tutti si adoperino anche per la diffusione della
relazione annua, che verrà inviata gratuitamente e anche in più copie a chi la
richiede.

 

L’ANIMA MIA SI ACQUETA IN DIO. SOLO DA
LUI VIENE LA MIA SALVEZZA            (Salmo
62/1)                          

                                  

                             

TESTIMONIANZA
EVANGELICA

VALDESE

Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra.

(Atti 1:8)

 

 

 

 

 

Circolare n. 49                                    28 novembre
1978

 

 

12.a
DOMENICA T. E. V.

San Germano 10 Dicembre

Il culto, con inizio alle 10,30, sarà
presieduto dal Pastore Giovanni Conte e l’annunzio dell’Evangelo sarà fatto dal
Pastore Mennonita Elio Milazzo.

Alle 14 – dopo aver consumato le
provviste al sacco – ci riuniremo nuovamente per udire il nostro gradito
ospite, che è anche presidente dell’Alleanza Evangelica Italiana, il quale ci
parlerà delle varie Chiese evangeliche che operano in Italia.

Quindi affronteremo un problema che ci
sta molto a cuore, quello dei giovani. Abbiamo pensato che, più che studiare il
problema in astratto, sarebbe quanto mai utile udire i giovani stessi. Pertanto
rivolgiamo loro un caldo invito perché vengano a dirci il loro pensiero sulla
Chiesa, e come vedono l’avvenire della società in cui sono chiamati a vivere, e
– perché no? – come giudicano la TEV. Quello che chiediamo loro è di esprimersi
liberamente, magari in pieno disaccordo con i nostri punti di vista. Speriamo
così che da un fraterno dibattito possano emergere nuove idee sulla via che la
Chiesa dovrà seguire nei confronti della nuova generazione.

 

PERSEVERANTI NELLA PREGHIERA      (Rom.12/12)

Un Pastore Battista, trovandosi, quasi
trent’anni fa al letto di un

ammalato straniero che non aveva mai
visto prima pregava cosi:”Concedi a questo fratello venuto a noi da
lontano, la forza, se non l’ha di sopportare la sofferenza di oggi con lo
stesso spirito con il quale accetterà la gioia ci domani”.

Credo che in questi termini il nostro
fratello medico, che ha scritto su questa circolare, può pregare per i nostri
malati, e perchè no? per la mia amatissima moglie, sofferente da anni e che, purtroppo,
va di male in peggio.

I miei antenati battisti hanno sempre
insegnato la preghiera di intercessione. Come mi diceva uno zio: “Noi
abbiamo un Avvocato che non ha mai perso una causa”.

Il “Padre nostro” mi ha sempre
stupito non solo per il contenuto, ma anche perla forma. Non contiene nessuna
affermazione dottrinale che un Ebreo, perfino un Mussulmano, non potrebbero
accettare.

Un Pastore anglicano ha suggerito    di dire il “Padre nostro” molto

lentamente, con pause dopo ogni
richiesta per meditare su che cosa significa per noi nella nostra vita di ogni
giorno. Questo metodo porta molti frutti. Allora sembra che preghiamo insieme
al Signore.

 

SULLA, PREGHIERA, DI INTERCESSIONE

Su questo argomento, che tanto,
giustificato interesse ha suscitato, ci scrive ancora da Milano il nostro amico
medico:

Ho atteso di rispondere, in attesa di
conoscere le reazioni al problema da me posto sulla preghiera di intercessione.

Esse mi hanno solo in parte convinto. Mi
è rimasta l’impressione spiacevole di quella che io chiamo la preghiera su
ordinazione, contraria al principio che essa debba invece nascere spontanea per
intima convinzione. Senza escludere che si possa (o si debba) partecipare (e
finire) con un “amen” con chi ha pregato in favore di altri.

Vorrei poi dire che nessuno dei passi
citati nel bollettino n°56 mi ha convinto, mentre rimango ben forte su quanto
Matteo dice in 6/5-7. Debbo pensare che Gesù si riferisca solo alla preghiera
intima e personale?

Non so se la mia perplessità nasca dunque
solo da motivi “viscerali” in contrasto con la prassi cattolica della
recitazione biascicata di invocazioni ripetute senza convinzione (dicono, ma
non sanno e non sentono quello che dicono”. A questo proposito ricordo di
aver visto una volta in una sacrestia cattolica un cartiglio con la scritta:
Invanum os laborat si cor non orat).

Per analogo ma diverso motivo ritengo
inutile o almeno non obbligatoria la ripetizione corale del Padre nostro e del
Credo recitato da chi presiede il culto; l’importante è che il significato
delle parole sia intimamente afferrato da chi partecipa.

Non mi addentro a discutere sul significato
del canto corale cui accenna un gentile interlocutore e che rappresenta un
bisogno del credente, un anelito necessario verso la divinità; esso segna anche
in contrasto (anche questo viscerale e storico), nei riguardi del
cattolicesimo.

 

ANCORA SUL CORTEO PROTESTANTE ALLA ROMA
PAPALE

abbiamo già richiamato l’attenzione dei
lettori sulla presenza di notabili protestanti alla prima messa dei due papi,
in seguito al parere espresso da un amico che auspica la venuta di un papa
“evangelico”. Per curiosa coincidenza, l’Eco Luce del 17 Novembre ha
pubblicato una lettera del parroco di Torre Pellice, don Trombotto, in cui si
sostiene la stessa idea, citando il parere favorevole di alcuni protestanti. Ma
ecco quanto scrive il Moderatore:

Prima della elezione del nuovo
‘pontefice’ noi eravamo intervenuti presso l’Alleanza Riformata e presso il
Consiglio Ecumenico per esprimere la nostra perplessità “come
riformati” per la partecipazione in toga del Segretario generale
dell’alleanza Riformata Mondiale alla cerimonia d’investitura di Giovanni Paolo
I°: “

Questo il contenuto della nostra
lettera: “… si comincia a dire che il papa potrebbe essere riconosciuto
dalle altre chiese come un fattore d’unità o un segno della loro comunione. La
presenza del mondo protestante in occasione della cerimonia d’inaugurazione del
pontificato sembrava dare un avallo a questa illegittima pretesa… noi ci
siamo domandati se non ci sarebbero state forme più autentiche di testimonianza
evangelica, soprattutto da parte delle Chiese Riformate. Con semplicità in uno
spirito di reale fraternità noi vorremmo dunque domandarti il senso che tu hai
voluto dare in quel giorno in Piazza S. Pietro mediante la tua presenza. Con il
segretario del Consiglio Ecumenico, Philipp Potter, abbiamo avuto la
possibilità di avere un colloquio di circa due ore… Quale risposta alla
domanda che avevamo rivolta anche a lui dopo la sua partecipazione alla
consacrazione di Giovanni Paolo I, egli ci ha detto che non era sua intenzione
partecipare alla cerimonia per la consacrazione del nuovo papa.

Il prossimo sinodo dovrà affrontare
questo problema dato l’evolversi della situazione ecumenica nel nostro paese.

 

 

 

CONSIGLIO ECUMENICO DELLE CHIESE E
POLITICA

Nell’ultima circolare abbiamo accennato
all’iniziativa del Consiglio Ecu­menico delle Chiese per finanziare – si dice a
scopo di beneficenza – i mo­vimenti di guerriglia rivoluzionaria. In
conseguenza l’Esercito della Salvezza avrebbe deciso di ritirarsi dal Consiglio
stesso. Non si può dargli torto dopo quello che è successo in Rhodesia, come
scrive il “Grido di guerra”: Dopo aver fatto irruzione in una scuola
Salutista, 15 terroristi hanno fatto uscire educatori e allievi, poi, senza
alcun preavviso, hanno sparato sui professori. Fra loro una ufficialessa
londinese di 27 anni e una giova­ne missionaria di Belfast sono state uccise
sul colpo.

Un testimonio racconta: I terroristi
erano andati di casa in casa, poi hanno attaccato la scuola con l’intenzione,
sembra, di prendere degli ostaggi. Qualcosa deve aver disturbato i loro piani e
hanno cominciato a sparare. Le due giovani erano in Rhodesia da 18 mesi
soltanto. La giovane irlandese una settimana prima di morire aveva scritto ai
genitori: “L’atmo­sfera qui assomiglia a quella di Belfast. Il pericolo
viene da oltre fron­tiera” .Aveva 24 anni, si era laureata all’Università
di Belfast. Insegnava matematica, educazione fisica e religione. Sin da bambina
aveva espresso il desiderio di partire per le missioni. L’Esercito della
Salvezza le aveva dato questa possibilità. Per il momento l’istituto è stato
chiuso e le allieve rimandate a casa. La scuola ospitava 3009 ragazze.

A proposito del finanziamento deciso dal
Consiglio Ecumenico, anche nella Chiesa Olandese c’è aria di contestazione.
Ecco che cosa ci scrive il no­stro buon amico, Pastore Lekkerkerker:

Nella Chiesa Riformata di Olanda è sorta
una gran inquietudine per la decisione del Consiglio Ecumenico di dare 85.000 dollari
(circa 70 milioni di lire) al cosiddetto “Fronte Patriottico” in
Rhodesia. Questo movimento di natura terroristica scatena la violenza senza
distinzione fra negri e branchi. Perciò diversi reclami sono stati inviati al
Sinodo della Chiesa Olan­dese. In una di queste petizioni si legge fra l’altro:
“Sappiamo che la Chiesa ha una responsabilità profetica nei confronti
della vita politica. Ma in questi casi essa deve poter dire: “Così parla l’Eterno”.
Ma è in armonia con il volere del Signore, e quindi in armonia con la Bibbia,
che le Chiese prestino il loro aiuto a dei movimenti che versano del sangue
inno­cente? Inoltre il “Fronte Patriottico” è diretto da marxisti
estremisti. Una sola cosa essi dichiarano di volere: il potere mediante la
violenza.

Per questo si sono dichiarati nemici di
personalità come Moezorewa e Sithole i quali, in armonia con lo spirito
dell’Evangelo, desiderano raggiungere dei cambiamenti benefici senza
spargimento di sangue.

Le petizioni domandano al Sinodo di
inoltrare una energica protesta con­tro questo gesto irresponsabile del
Consiglio Ecumenico. Anzi, in una peti­zione si domanda addirittura che il
Sinodo rompa con il Consiglio Ecumenico o sospenda per ora i suoi contributi.
Ci domandiamo però se questa proposta sia opportuna e in armonia con
l’Evangelo. Prima di rompere si deve prote­stare. Nella sua assemblea di
Novembre il Sinodo dovrà vagliare queste pro­poste, e intanto sono state
chieste al Consiglio Ecumenico più precise in­formazioni.

Sarebbe molto importante se anche la Chiesa
Valdese esprimesse la sua preoccupazione!

 

LE SOLITE SCUSE!

Anche questa volta abbiamo dovuto
sunteggiare delle corrispondenze, men­tre altre sono rimandate. Confidiamo
sulla comprensione dei nostri amici, assicurandoli che quanto ci scrivono è considerato
con molta attenzione.

 

DAI CORRISPONDENTI

Da San Martino al Cimino

Sono mesi che rimando il compito di
scrivervi per esprimere la mia gioia nel vedere la vostra testimonianza
evangelica nella Chiesa Valdese. Chiedo di essere considerato come
simpatizzante e vi auguro un proficuo ministero nel campo dove il Signore vi ha
collocati.

Sono un Pastore-missionario
indipendente, di origine inglese, convertito tramite un gruppo di preghiera
“carismatico” in patria e in seguito chiamato dal Signore della
raccolta ad operare per Lui in Italia; sono ormai sette anni che vi sono
residente. Stabilitomi in una zona scarsamente evangelizzata (a Viterbo,
infatti, non è mai esistita finora una comunità evangelica), cominciamo a
vedere ora i frutti del seme sparso con vari gruppetti in formazione che si
stanno unendo per costituire il primo nucleo della chiesa viterbese.

Mi occupo anche della traduzione in
italiano di libri evangelici dalla madre lingua, e curo un bollettino
ciclostilato (“Fiamma”) indirizzato soprattutto a fermenti di
rinnovamento nella Chiesa Cattolica (ve lo spedisco per conoscenza). Intanto
per mantenere la moglie e cinque figli, oltre gli aiuti ricevuti dai fratelli,
impartisco lezioni d’inglese in forma privata.

Il. Signore vi benedica e vi incoraggi
grandemente nel tentativo di “ricuperare” la gloriosa tradizione evangelica
sostenuta con tanto coraggio durante i secoli dai vostri antenati, ma che oggi
il Nemico della Chiesa vorrebbe distruggere “dall’interno”.

Sono convinto che avete molto da dare al
resto del mondo “veramente” evangelico italiano, dove scarseggia una
valida formazione teologica e culturale; e altresì che potremo contribuire
qualcosa al vostro movimento in termini di esperienza pratica
nell’evangelizzazione e nella vita dello Spirito.

Per l’ unita della Chiesa e la sua
maturazione sotto l’unico capo, Gesù Cristo.

Geoffrey
Allen

Dalla
Toscana

Ho letto con interesse e attenzione la
relazione presentata alla Assemblea plenaria della TEV. Se dovessi riassumere
in poche parole le mie impressioni, non saprei farlo meglio che con queste
parole: fede speranza – carità.

Ne ho apprezzato prima di tutto lo stile
limpido, veridico, obiettivo, pacato, fermo e al tempo stesso evangelicamente
indulgente anche là dove si è fatto cenno alle insinuazioni intorno ad una
pretesa origine sotterranea.(politica) del Movimento Evangelico Valdese,
secondo quella visuale, ormai così diffusa, di alterare ogni orizzonte ideale,
perfino nel campo dell’arte e della scienza.

A quanto pare c’è chi non capisce che
andare troppo a sinistra non significa soltanto assumere un certo colore
politico, ma anche una posizione negativa nei confronti del Cristianesimo….
Rilievo mitigato tuttavia da quello, che fu anche mio, di un constatato,
significativo, salutare, promettente mutamento di linguaggio, sia nella
predicazione che nella stampa, in un senso più aderente all’Evangelo,
probabilmente connesso, influenzato, o addirittura ispirato dalla TEV.

 

Da
Pisa

Ho preso contatto con il nuovo Pastore,
Ernesto Naso, al quale ho esposto molto chiaramente la situazione della
comunità, chiedendogli nel contempo di voler presenziare ad una riunione degli
scritti locali alla TEV, richiesta che è stato subito accettata. Vi terrò
informati dei successivi sviluppi di questa iniziativa.

 

 

SITUAZIONE FINANZIARIA /AL 23 NOVEMBRE
1978

Entrate dal 27/10/1978 al 23/11/1978

E. B., Torino “con tutta la mia
solidarietà” 10.000; M. R., id. 10.000; 1923. N.N., id. 7.000; V. J.,
Pomaretto 2.000; A. R., id. 3.000; L. S., id. 5.000; G. A., S. Martino al
Cimino 2.000; G. J., San Germano Chisone 5.000; C. A. Ch., Torre Pellice 5.000;
Notaio U. P., id. 4.500; P. R., Roma 10.000; A. T., id. 5.000; G. L., Milano
2.500; R. G., id. 50.000; N.N., riconoscente, Angrogna 10.000; Anna Picardi
Nitti, Napoli (rimborsò posta) 500; B. E., Lussemburgo 10.000; G. P. Torre del
Greco 5.000; E. R., Villar Perosa 10.000; Sorelle B., Como 5.000; A. D’A.,
Messina 2.000; S. M., id. 1.000; G. L., id. 1.000; E. M. id. 1.000; A. M., id.
5.000; T. P., id. 2.500; R. C.,id. 2.000; A. C., id. 2.000; Letteria S. 2.000 T.
G., id. 1,000; T. S., id. 5.000; C. S., 500; A. P., id. 2.000; P. S., id.
2.000; F. S., id. 1.000. Totale offerte L.191.500. Colletta riunione
coordinatori a Torre Pellice L.15.500. Offerte per n°8 opuscoli
“Cullmann” L.4.900.  Offerte
per n°6 “Risveglio” L.13,000. Totale generale entrate L.224.900  (di cui L.104.900 a mezzo c/c/Tostale).

 

Uscite dal 27 Ottobre 1978 al 23  Novembre 1978   L.356.190

(Spese postali per spedizione circolari
e relazioni L.68.650 – posta L.14.640 – cancelleria varia L.12.500 – fotocopie
L.400 – compartecipazione nelle spese di luce e riscaldamento trimestre
1/10/1978 al 31/12/1978 L.60.000 – contributo “una tantum” alla
chiesa di Torre Pellice per sostituzione caldaia L.200.000. Totale generale
L.356.190).

Situazione finanziaria al 23 Novembre
1978 Fondo cassa al 29 Ottobre 1978                                L.3.255.560

Offerte ricevute                      L.191.500                                224.900

Colletta riunione coordinatori           15.500                         L.3.480.460

Offerte per opuscoli
“Cullmann” n°8 4.900                          

Offerte per “Risveglio” n°6
copie      13.000                                    

Totale generale entrate                                  

Totale generale uscite                                    L.
356.190

Avanzo di cassa al 23/11/1978          L.3.124.270

Torre Pellice 23 Novembre 1978

Il
cassiere

Mathieu
Geraldo

 

SOPRA TUTTE QUESTE COSE VESTITEVI DELL,
CARITA’ CHE E’ IL VINCOLO DELLA PERFEZIONE           (Col.
3/14)

 Ciclostilato in proprio,
non pubblicato

Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese

Casella postale

10060 Torre Pellice (Torino)

11 e 29 ottobre 1978

 

TESTIMONIANZA
EVANGELICA

VALDESE

Voi mi sarete testimoni fino
alle estremità della terra.

(Atti 1:8)

 

 

 

 

 

Circolare n. 46                                                                               11
ottobre 1978

 

 

DOMENICA T.E.V.

Ha
avuto luogo 1’8 corr. a Villar Perosa, favorita da uno splendido tempo. Il
culto del mattino nel tempio è stato presieduto dal dr. Ugo Zeni, che ha
efficacemente meditato sul testo: “Se camminiamo nella luce, abbiamo
comunione l’uno con l’altro”. (1 Giov.1/6)

Alle
14 l’Assemblea si è riunita nel locale delle attività, iniziando con un momento
di raccoglimento, dopo che Aldo Garrone ci ha invitati a considerare il
contrasto fra la sapienza degli uomini e la sapienza di Dio. Quindi, sotto la
presidenza di Aldo Rostain si è svolto l’ordine del giorno.

Fra
i vari argomenti, ci siamo soffermati a lungo sui rapporti che diverse Chiese e
Movimenti evangelici hanno voluto stabilire con la TEV. A conclusione è stato
votato, senza voti contrari, il seguente ordine del giorno:

“L’Assemblea
di Testimonianza Evangelica, riunita a Villar Perosa, richiamandosi alla
relazione presentata dall’Assemblea plenaria dei Coppieri, “si rallegra
per le relazioni che la TEV ha già potuto stabilire con altre Chiese e
Movimenti evangelici in Italia e all’estero, e auspica che questi contatti
sieno sempre più intensificati in vista di un reciproco arricchimento
spirituale, augurandosi che lo stesso diventi una realtà per tutta la nostra
Chiesa”.

Abbiamo
anche discusso sul programma che intendiamo svolgere specialmente in
riferimento alle Domeniche TEV. È prevalso il parere di averne un numero
ridotto, ma preparate in modo accurato, in collaborazione con i Concistori. Il
culto dovrebbe avere carattere di appello e nel pomeriggio si dovrebbe
discutere su un determinato argomento, invitando anche i fratelli della
comunità ospitante.

Infine
sul problema che assilla la nostra Chiesa – e non soltanto la nostra – quello
dei giovani, sono state fatte varie proposte, ma dobbiamo riconoscere che
neppure noi possediamo la formula miracolosa. Qualcuno ha suggerito di cercare
un colloquio con la Fgei; altri, considerando che questa organizzazione
comprende solo una parte ridotta della gioventù, vorrebbe indire un referendum,
invitando i giovani a dirci il loro pensiero sulla TEV, sulla Chiesa,
sull’Evangelo.

A11e
16,30 ci siamo separati dopo la preghiera pronunziata dal Pastore Teofilo Pons.

Prossima riunione
dei coordinatori

I
coordinatori e tutti i membri della TEV che lo desiderano, sono invitati alla
prossima riunione che avrà luogo a Torre Pellice nei locali dell’Asilo venerdì
27 Ottobre alle ore 20,30.

 

A PROPOSITO DELLA
PREGHIERA NELLA E CON LA COMUNITA’

Ho
letto con molta attenzione quanto scritto da un membro della TEV a questo
proposito e vorrei esporre qui quale sia il mio pensiero, augurandomi che lo scambio
di idee su questo argomento continui. Non mi sono affatto meravigliata nel
leggere che un lettore si sentiva disturbato e provava un senso di ripugnanza,
all’idea di “pregare insieme per un caso particolare”, perché sono
impressioni che io stessa ho avuto quando, lasciai la Chiesa Valdese per
andarmi a inserire in un’altra Chiesa Riformata all’estero, dove il pregare
insieme era cosa del tutto naturale e soprattutto sentita. Passò molto tempo prima
che riuscissi a scollarmi di dosso quel pesante fardello di
“austerità” che aveva impregnato tutto il mio modo di essere Valdese
e che, di conseguenza mi aveva condizionata solo per il fatto che doveva
distinguermi dal fratello cattolico.

In
tanti anni passati all’estero ho imparato che distinguersi dagli altri
(cattolici, ortodossi o copti che siano) non significa per nulla evitare certe
forme che potrebbero confonderci con loro, ma piuttosto far sì che quelle forme
e sistemi siano veramente, nelle nostre mani, un’arma potente, per il servizio
di Dio, quale Egli lo desidera.

Mi
chiedo spesso se noi evangelici Valdesi in Italia non abbiamo piuttosto
“vergogna” di queste cose! Se fosse così, mi domando fino a che punto
i membri di una comunità o di un gruppo si sentono uniti come una famiglia,
dove ogni membro si dà una mano, si sostiene, si incoraggia.

Quando
leggo Atti 12/5 ripenso a una esperienza che ho vissuto personalmente tre anni
fa. Assolutamente certa che Matteo 18/19 fosse un’inconfutabile verità, unita
ai miei colleghi di lavoro, per quindici giorni unimmo le nostre preghiere al
Signore perché ci restituisse un suo servitore, in quel momento lontano e in
serio pericolo di morte. Il Signore ci ascoltò ed esaudì le nostre richieste.

La
Scrittura dice e lo confermano le esperienze della mia vita, che esiste
veramente una potenza cumulativa nella preghiera di gruppo, che non possiamo
ignorare.

Solo
con grande difficoltà un solo legnetto può provocare un grande fuoco.

Paola
Tron

 

Ho
riletto nel Vangelo di S. Matteo 6/5 l’esortazione a non “usare soverchie
dicerie”. Il Vangelo spiega anche come si deve fare: dobbiamo entrare
nella nostra cameretta. Sempre quando si prega si deve entrare o almeno entrare
nella propria cameretta e serrarne l’uscio. Questo vuol dire che ci si deve
concentrare, scendere nel luogo più segreto di noi stessi, chiudere l’uscio
alle distrazioni del mondo e cercare nel segreto del cuore il contatto col
Padre. La preghiera d’intercessione è una preghiera speciale; in un certo
senso, una preghiera di liberazione. Mi libero finalmente del mio “io
egoistico”, mi spoglio delle mie necessità ed entro in una dimensione più
alta: il fratello, io, Dio; io al servizio spirituale del fratello, io col
dolore e le necessità del fratello.

Se
la ripetizione ad alta voce ed insieme del Padre nostro può disturbare
qualcuno, penso che ciò sia dovuto: 1°) ad un fatto abitudinario. Si è sempre
lasciato che il Pastore pregasse per noi; 2°) un pudore, che andrebbe
analizzato e che ci impedisce di pronunciare ad alta voce ciò che si sente o si
pronunzia “dentro”. Il ripetere insieme la preghiera e ad alta voce
diventa anche un impegno e una testimonianza. Pregare nel nome del Signore è
senz’altro un impegno. Non vi possono quindi essere vane giaculatorie perché
ogni preghiera d’intercessione può essere considerata un atto d’amore.

Graziella
Perrin



IL
PROBLEMA DEI GIOVANI

Il
Pastore Tourn, durante la riunione annuale della TEV, nel tempio dei Coppieri
ha affermato che il nostro messaggio è recepito soltanto dagli ultratrentenni,
mentre i giovani vedono le cose sotto un altro aspetto.

È
LA VERITA’, purtroppo!

Nell’occuparsi
dei problemi dei giovani si sono recentemente usate delle particolari
indulgenze, sconosciute nei tempi passati.

I
giovani hanno messo in discussione la scuola; ne hanno avuto la gestione e
l’hanno distrutta. Soltanto chi ha dei figli nell’età dello studio si rende
conto dei disastri operati nella gestione delle scuole di ogni ordine e grado:
l’incentivo è stato abolito, il merito è morto e la promozione assicurata.

Le
intenzioni, in genere, erano buone: la scuola era solo nozionistica e antiquati
i metodi d’insegnamento, vero! È anche vero che l’esperienza serve soltanto se
acquisita in proprio, ma è altrettanto vero che i giovani, per mille ovvii
motivi, hanno bisogno di una guida, di un consiglio, di uno schema o di un
richiamo da chi ha combattuto le proprie battaglie e subìto le proprie cocenti
sconfitte.

Di
quanto avviene oggi, forse, la colpa maggiore l’hanno i meno giovani, che hanno
accettato supinamente il nuovo corso, per “accattivarsi” i giovani e
nel timore di essere da loro qualificati conservatori o fascisti.

Questo
assenteismo è forse dovuto anche al non saper dove esattamente stesse la giusta
misura, ma si è allargato a macchia d’olio investendo anche la Chiesa. Tutto è
stato posto in discussione; “piccoli pseudo saccenti” hanno ritenuto
di poter trasformare la Chiesa in un arengo. Anche il culto di adorazione,
dovuto a Dio, è diventato una tavola rotonda.

Il
Pastore Tourn dice che i giovani non seguono il nostro messaggio, ma lo
conoscono? Il nostro messaggio è semplicemente di tornare a parlare di Dio,
meditare la Sua Parola, adorarlo e seguire la Sua volontà; non abbiamo altri
messaggi. I giovani non recepiscono? Mi dispiace sinceramente per loro e
pregherò Iddio di aprire loro la mente, ma nello stesso tempo non seguo la
corrente, ma cercherò di spiegare loro per quanto ne sono capace, la Verità.

Il Sinodo si interessa soprattutto di
divorzio, di energia nucleare, di aborto, di rapporti con lo Stato: cose di cui
anche è doveroso occuparsi. Ma nessuno osa dire ai giovani che la ricerca di
soluzioni alternative a quanto detto da Gesù, non ha senso.
E non lo dicono
perché hanno paura di essere definiti superati o destrorsi… accuse fatte alla
TEV fin dal suo nascere.

Concludendo:
si fa una grande confusione nelle teste e nei cuori dei credenti,
disorientandoli e mettendo in discussione tutto quanto è oggetto di fede. Che
poi mi si venga a dire che molte cose non vanno bene, è un altro discorso.
Molte cose non vanno e moltissime devono essere corrette nella nostra vita in
primo luogo e nel nostro modo di affrontare il mondo ad imitazione di Cristo.
Credo che su questo piano tra persone della stessa fede ci si debba e ci si
possa incontrare per affrontare i problemi che trovano la soluzione alla luce
dell’Evangelo.

E
questo è proprio quanto vorrebbero coloro che hanno aderito alla TEV operando
in un sano pluralismo, senza assurde lotte di classe

(nella
Chiesa non ci sono classi) sul fondamento di Cristo.

Ogni
sovrastruttura e ogni deviazione è frutto del nostro peccato.

                                                                                               Aldo
Rostain



QUALCHE
COSA SI MUOVE FRA I GIOVANI?

Con
piacere la TEV ha ricevuto il programma che l’Unione giovanile di Torre Pellice
ha in animo di svolgere. Fra i vari argomenti è compresa un’inchiesta sulla TEV
e il ciclostilato termina con l’invito a tutti a partecipare alle loro
iniziative.

Abbiamo
anche saputo che in un’altra chiesa lo scorso mese ha avuto luogo un
incontro-dibattito fra giovani e anziani. L’incontro ha dato risultati positivi,
tanto che si è espresso il desiderio che venga ripetuto.

Sono
segni, ancora modesti se si vuole, ma significativi, di quel cambiamento di
rotta che, ne siamo persuasi, si manifesterà nella nostra gioventù. È solo
questione di tempo.

Quanto
alla TEV, è pienamente a disposizione per incontrarsi con i giovani di Torre
Pellice e di qualsiasi altra chiesa che lo desideri. Li preghiamo di mettersi
in comunicazione con noi, previa il benestare del loro Pastore. A loro scelta
potremo venire noi alle loro riunioni o stabilire una Assemblea TEV, in cui
discutere l’argomento che essi ci indicheranno.

Riportiamo
qui il contenuto del ciclostilato che ci è stato cortese mente consegnato.

 

GRUPPO
GIOVANILE EVANGELICO TORRE PELLICE

Siamo
un gruppo di giovani della comunità di Torre Pellice che ha proseguito i suoi
incontri anche dopo la confermazione ed ora ci proponiamo di portare avanti un
quadro di attività di carattere pratico e riflessivo. Il nostro piano di lavoro
prevede incontri settimanali, durante i quali pensiamo di esaminare
alternativamente questi problemi:

 

–           Rivedere le attività generali
nell’ambito della chiesa (es. vendita libri all’uscita del culto) affinché la
comunità possa contare sulla preparazione e sull’interessamento di ciascun
membro: dipende la validità della comunità.

–
          studio di carattere di attualità
teologica.

–           Interessamento all’attività giovanile
nell’ambito del gruppo cadetti (organizzazione di campeggi e gite).

Alternativamente
un partecipante del gruppo che abbia la possibilità e il tempo materiale, si
prepara su un problema da affrontare, preparando dei punti per poter suscitare
la discussione: quindi esposizione all’inizio della seduta.

Indichiamo
quivi una serie di suddetti argomenti:

Intese
T.E.V., Cristiani e Marxisti, morale protestante e morale cattolica, scuola
laica e scuola confessionale, predestinazione.

Questa
che potrebbe essere la più importante attività, perché da essa potrebbero
nascere e dipendere le altre; è invece quella che ci trova meno preparati e che
proprio per questo non essendoci nessun componente del gruppo capace di
suscitare, con proprie interpretazioni e spiegazioni, l’interesse, cercheremo
di attuarla nel miglior modo possibile e il più spesso possibile, ma la
abbandoneremo ogni qualvolta la noia potrebbe minacciare l’integrità del
gruppo.

–           Incontro di carattere sociologico con
argomenti di questo genere: la donna in una prospettiva biblica. Vietnam.

–           Stesura dell’opuscolo: Storia degli
incontri al Colle della Croce.

–           Seguire attività della chiesa:
assemblee, convegni, studi ecc.

Il
gruppo conclude così il suo lavoro, augurandosi e sperando in un interessamento
da parte della comunità Valdese.

 

ATTENDIAMO
UNA PARTECIPAZIONE ED UN CONFRONTO CON CHI È INTERESSATO AGLI ARGOMENTI.

Torre
Pellice 29.9.78

                                                                                                                      Il
gruppo

 

DAI CORRISPONDENTI

Da Ospedaletti. Vorrei proporre
alla TEV che i culti TEV siano con Santa Cena. Io vedo che nelle Chiese
Pentecostali ogni domenica si celebra la Santa Cena. Così pure si prega sempre
per gli assenti e i malati. Non trovate che sia una cosa buona e scritturale
che si preghi imponendo le mani per i malati? Così pure non sarebbe bene che i
membri della TEV si riunissero una volta ogni quindici giorni per una riunione
di preghiera? Se vogliamo che il Signore intervenga per un risveglio bisogna
pur domandarglielo in preghiera. Ma bisogna riconoscersi peccatori e sapere che
Dio ci ha offerto per grazia, il dono del sacrificio di Cristo per la salvezza
di chi l’accetta.

Da Corsico. Cari fratelli
della TEV. Grazie per le vostre circolari. Mi unisco ai genitori di Marco nella
preghiera a favore del loro figlio. Aderisco di tutto cuore. Da tempo sono alla
ricerca dei libri scritti da Robert Stewart che apprezzo molto per l’esegesi e
la fede. Di questo scrittore posseggo solo il Commentario dell’Evangelo di
Luca. C’è qualcuno che li ha e li vuol vendere?

Da Sanremo. Ho letto con
piacere che verrà distribuita la relazione annua presentata ai Coppieri. Era
molto ben fatta e certamente farà piacere a molti l’averla. Per le attività del
prossimo anno desidero proporre due cose: 1°) cercare che in ogni chiesa
Valdese si possa avere la Santa Cena almeno una volta al mese. Calvino afferma
che la pretesa sufficienza della Santa Cena una volta all’anno è idea di non
dubbia origine diabolica: “une très certaine invention du diable”.
Per il riformatore la Chiesa ha l’obbligo di offire la Cena ai fedeli almeno
una volta la settimana. Seguendo il Vangelo i primi cristiani spezzavano il
pane e bevevano il vino ogni volta che si radunavano. Lo si potrebbe fare
almeno una volta al mese?. 2°) istituire gruppi di preghiera e di destinare
anche qui un giorno al mese una riunione anche di una sola mezz’ora per
pregare: preghiere di ringraziamento, di adorazione, di pentimento e di
intercessione.

 

CORTEO
PROTESTANTE ALLA ROMA PAPALE

–
Tra poco sarà eletto un nuovo papa e non possiamo dimenticare che alla messa
solenne per l’intronizzazione del papa precedente, la Chiesa Valdese non è
stata rappresentata. Il Moderatore ha scritto: “Non ci siamo proprio
sentiti di unire la nostra voce a quelle talmente trionfalistiche della stampa
e dei mezzi di comunicazione e questo per ragioni di chiarezza teologica: la
nostra ecclesiologia è radicalmente diversa da quella della Chiesa
Romana”.

Approviamo
la decisione della Tavola, soprattutto per il fatto che in quella occasione è
ripreso il corteo delle massime autorità protestanti verso la sede papale. Sono
accorsi fra gli altri il segretario generale del Consiglio Ecumenico delle
Chiese (di cui la Chiesa Valdese è membro), nonché il rappresentante
dellAlleanza riformata mondiale (di cui la Chiesa Valdese è membro). Mentre sta
per riprendere lo stesso corteo per la messa in occasione dell’intronizzazione
del nuovo papa, rimane palese l’ambiguità di certe situazioni. Noi siamo
assenti, ma sono presenti gli organismi ecumenici che ci rappresentano. Il che
fa sorgere il sospetto che molte decisioni che impegnano le Chiese sieno prese
dai vertici, senza che le Chiese stesse siano consultate.

 

UNA
OCCASIONE DA NON PERDERE

Ricordiamo
che con la fine di ottobre scade l’offerta speciale per le due pubblicazioni:
“Il Risveglio del 1825” e l’opuscolo del Cullman: “Gesù ha avuto
propositi di riforma politica?”. Si possono riceverli Franco di porto,
versando sul conto corrente postale… Intestato a… La modesta somma di… (Ricordiamo
che il primo libretto costa L.… E il secondo costa L…).

 

FINANZE

Situazione
finanziaria al 27/9/1978

Entrate
dal 14/9/1978 al 27/9/1978

Offerte
ricevute: V. D. E., Firenze 10.000; G. P. E. e sorella
Alice M., Pomaretto
2.000; G. N., Torre Pellice
10.000; R. M., id. 10.000; A,
L., Roma
10.000; R. C., id. 10.000; Lidia
Vitaletti, id. 5.000; Armand Hugon Laura, Villar Pellice 5.000; A. M., id. 3.000; B. G., Milano
5.000; G. R., Sanremo 500; C.
B., id.
2.000; L. G., Bergamo 10.000; S. N., Vallecrosia 10.000; A. L.,
Felonica
3.000; A. N., id. 2.000; Illy Anna
(rimborso spese postali) 1.700;

Totale
offerte L.99.200

Offerte
per pubblicazione n°11 copie opuscolo “Cullmann” L.6.100

Offerte
per pubblicazione n°2 copie “Risveglio”      L.5.000

Totale
generale entrale dal 14/9/1978 al 27/9/1978 L.110.300 (di cui L.53.800 a mezzo
c/c postale n°2/4860)

Uscite
dal 14/9/1978 al 7/9/1978 Totale L.547.020 (dettagli saranno comunicati in
occasione della prossima Assemblea)

Disavanzo
di cassa periodo 14/9/1978 al 27/9/1978 L.436.720

Totale
collocazione “Risveglio” a tutto il 27/9/1978 n°529 copie. Totale
L.1.120.900.

Totale
collocazione “Cullmann” a tutto il 27/9/1978 n°599 copie. Totale
L.294.410.

Situazione
finanziaria al 27/9/1978 Fondo cassa al 13/9/1978         L.2.433.100

Offerte
ricevute dal’13/9/1978 al 27/9/1978  L.99.200        

L.
110.300 per pubblicazione “Risveglio”    L.
5.000          “Cullmann”           6.100  

Totale
generale entrate al 27/9/1978 L.2.543.400

Totale
generale uscite al 27/9/1978   547.020

Attivo
di cassa al 27/9/1978   L.1.996.380 (°)

(°)
di cui L.1.847.105 versate sul libretto I.B.I. + L.141.900 sul c.c. postale +
L.7.375 in contanti = L.1.996.380.

Torre
Pellice 27 Settembre 1978                                                         
Il cassiere    

Mathieu
Geraldo

MIO
E’ L’ARGENTO E MIO E’ L’ORO, dice l’Eterno degli eserciti

(Aggeo
2/8)

 

Ciclostilato in proprio, non pubblicato

Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese

Casella postale

10060 Torre Pellice (Torino)




TESTIMONIANZA
EVANGELICA

VALDESE

Voi mi sarete testimoni fino
alle estremità della terra.

(Atti 1:8)

 

 

 

 

 

Circolare n. 47                                                           29 ottobre 1978

 

            INCONTRO CON PASTORI TEDESCHI

Mercoledì
25 ottobre un gruppo di 34 Pastori del Baden è giunto in Italia per prendere
contatto con alcune comunità e opere della Chiesa Valdese. Dopo essersi fermati
a Roma e a Cinisello Balsamo, questi Pastori hanno fatto tappa a Torre Pellice.
Nel loro programma avevano richiesto che venisse incluso uno scambio di idee
con alcuni membri della TEV. Alle. Foresteria si sono quindi ritrovate circa
sessanta persone e molti di più saremmo stati se ci rosse stato possibile
avvertirne un maggior numero!

Nei
due anni di vita della TEV è la prima volta che siamo stati posti a confronto
con una nutrita rappresentanza di teologi. Con nostro piacere era presente
anche il prof. Paolo Ricca della Facoltà Valdese.

La
riunione è stata presieduta dal Prälat Würtwein di Pforzheim, che ha spiegato
come il suo gruppo si era proposto di studiare il problema
“Evangelizzazione e azione sociale”.

 

Ha
quindi preso la parola il Pastore Giovanni Conte, che ha illustrato l’origine
del Movimento di Testimonianza Evangelica Valdese, in seguito alla tiepida
attenzione con cui il Sinodo del 1976 ha ricevuto una petizione di 3.336 membri
di chiesa sul dilagare della predicazione socio politica.

Ne
è seguita una nutrita discussione a cui hanno preso parte diversi fratelli
tedeschi. Da parte della TEV hanno parlato, oltre al Pastore Giovanni Conte,
Ade Gardiol, Guido Ribet e Roberto Nisbet.

La
traduzione degli interventi è stata fatta dal Prof. Paolo Ricca e dal Pastore
Klaus Müller-Kollmar di Karlsruhe. Particolarmente gradita è stata la presenza
di questo Pastore, la cui moglie, essa pure presente, è figlia del compianto
Pastore Valdese Paolo Coisson.

Il
gruppo tedesco aveva visitato la stessa mattina Cinisello Balsamo, e diversi di
loro erano stati particolarmente interessati dal lavoro compiuto dal Pastore
Giorgio Bouchard.

Il
Prälat Wiirtwein concluse rilevando che nel confronto delle idee era emerso che
tutti vogliamo imparare a servire il Signore nella comunione fraterna. Dopo due
ore ci siamo separati, ma ci è rimasto il ricordo di un proficuo incontro.

 

PARERI
DISCORDI SULL’ECUMENISMO

Ci
scrivono da Sanremo:

In
riferimento al trafiletto dai titolo “corteo protestante alla Roma
papale” comparso sul bollettino “Testimonianza Evangelica
Valdese” dell’undici ottobre, noi pure rileviamo esservi un’incongruenza
tra l’atteggiamento preso dal Moderatore della Chiesa Valdese e quello di tutte
le altre Chiese evangeliche: l’anglicana, la luterana e l’Alleanza delle Chiese
riformate nonché dal Consiglio ecumenico delle Chiese comprendente anche la
Chiesa ortodossa.

Che
cosa significano queste rappresentanze?

L’ecclesiologia,
la teologia ed altri elementi divergenti non hanno qui nulla a che fare.

Quelle
rappresentanze significano il sentimento di fraternità cristiana nell’ideale
comune di un cammino solidale verso la futura ritrovata unità della Chiesa di
Cristo. Null’altro.

Concludiamo
perciò col dire:

Se
la Chiesa Valdese non nutre quel sentimento fraterno, se non ha quell’ideale
ecumenico (che non contempla né compromessi. né troppo facili soluzioni, ma una
progressiva maturazione di valori cristiani schiettamente evangelici) per non
essere nell’ambiguità deve avere il coraggio di uscire e dal Consiglio
ecumenico delle Chiese e dall’Alleanza delle Chiese riformate.

Questo
è tutto.

Giacinto
Renda –        Perrin – Elsie Janni –
Elena Perrin

 

Commento

Come
è noto, la Messa cattolica ha un significato ben preciso: “I parroci
dovranno spiegare che nell’eucaristia contiene non soltanto il vero corpo di
Cristo e tutto quanto appartiene a un vero corpo, come le ossa e i nervi, ma
Gesù Cristo tutto intero” (Catechismo ad uso dei parroci. pubblicato da
San Pio V°). Per questo il cattolico deve rendere all’ostia un culto di
adorazione, come a Dio stesso.

Ugo
Janni diceva che “la transustanziazione non ha fondamento nella Scrittura
ed è in contrasto con la tradizione della Chiesa antica” (Il culto
cristiano rivendicato contro la degenerazione romana pag.59).

Se
le ventitré delegazioni di Chiese non cattoliche che si sono avviate in corteo
per assistere alla messa solenne per l’intronizzazione del papa non
condividevano questa dottrina, ma volevano soltanto esprimere un “sentimento
di fraternità cristiana nell’ideale comune di un cammino solidale verso la
futura ritrovata unità della Chiesa di Cristo”, perché non l’hanno fatto
inviando semplicemente un telegramma spiegando chiaramente le loro intenzioni?
O, al limite, perché non si sono fatte ricevere dal papa per esprimergli
l’augurio che egli avrebbe rilanciato l’ideale ecumenico sulla base
dell’Evangelo?

Assistendo
invece in modo ufficiale e rappresentativo a un rito fondato su una
“dottrina priva di base scritturale” (Ugo Janni: La Cena del Signore
nella pienezza dell’idea evangelica pag.35) i nostri rappresentanti hanno agito
in modo non del tutto chiaro e certamente hanno deviato dalla linea dei
Riformatori e dei nostri padri Valdesi.

 

DAI
CORRISPONDENTI

Da Merano. Cordiali saluti e
un particolare ringraziamento per l’invio della circolare, SEMPRE interessante.

Da Pomaretto. La signora Berta
Mathieu sensibile al pensiero che la TEV nella sua ultima riunione ha avuto per
lei, ringrazia sentitamente ed augura che la solidarietà fraterna con chi è
nella prova possa essere un segno sempre più evidente, insieme con altri, di
quel risveglio morale e spirituale che tanto intensamente auspichiamo.

 

DISCORSO AI MEMBRI
DELLA T.E.V.

La
volta scorsa mi sono rivolto ai non membri della TEV; oggi vorrei occuparmi di
noi e del nostro impegno.

Per
atavico retaggio, il Valdese rispetta nel bene e nel male l’Autorità
costituita: ricordiamo, nei secoli passati, la fedeltà e il rispetto per i
principi Savoia, malgrado le infinite angherie perpetrate a danno dei Valdesi e
dei loro beni.

Uno
degli ultimi re, Carlo Alberto, si stupì tanto dell’accoglienza incredibile
fattagli da un popolo martoriato dalla sua Casa, che, unico esempio nella
storia d’Italia, donò un monumento al “popolo che lo accoglieva con tanto
affetti”!

Anche
con le proprie autorità ecclesiastiche i Valdesi usano comportarsi con fedeltà
e rispetto: Tavola e Moderatore non si discutono! Infatti noi aderenti alla
TEV, che talvolta polemizziamo con loro, siamo fuori della norma, manchiamo di
rispetto, vogliamo la divisione nella Chiesa! Avete mai pensato core questa
affermazione diventi un’astuzia dei nostri avversari? Infatti nelle nostre
assemblee emerge assai sovente il timore di non rispettare forme e usanze di
riverenza e questo timore ci spinge sempre più a demandare a pochi le nostre
responsabilità; assumiamo paure ancestrali, ci mostriamo
umili oltre il necessario, ci spaventiamo per ogni appunto sulle polemiche, che
nascono inevitabilmente.

Tutto ciò
rappresenta un grande pericolo per la TEV: il rischio di rinchiudersi in se
stessa e diventare un’inutile infrastruttura. Tutto questo fa anche comodo alla
nostra apatia.

La
TEV non è nata per demandare a pochi la sua organizzazione e diffusione, non è
nata per far lottare solo qualcuno… si, fratelli e sorelle, lottare per
affermare la priorità della Parola su tutte le regole umane. La TEV non è nata
per nascondersi nella gloriosa Chiesa d’la Tana, ma per uscire alla luce per
predicare e far predicare la Parola di Dio, come fiaccola da non mettere sotto
il moggio ma sopra il candeliere in modo che risplenda e illumini. Mi si dirà
che questo può avvenire solo con l’aiuto del Signore, ma sarebbe troppo facile
attendere che Lui agisca. Egli vuole il nostro impegno, la nostra preparazione,
la nostra preghiera. “Risvegliati, tu che dormi, e Cristo ti inonderà di
luce”.

E
il nostro risveglio farà del bene a noi e ai nostri fratelli, purché l’azione
sia continuativa, senza incertezze, paure o defezioni.

A
quel punto, il vero Risveglio nella Chiesa non tarderà a manifestarsi grazie
all’intervento dello Spirito

Aldo Rostain

 

INDICE
DI “NON GRADIMENTO” della TEV?

Quali
sono i motivi per cui alla TEV è mancata l’adesione di tutta la Chiesa Valdese?

Nell’ambiente
delle Valli, l’ostilità delle stesse strutture della Chiesa, il fatto di
presentare la TEV come elemento di divisione, fanno sì che la TEV sia vista con
diffidenza da un certo numero dei suoi stessi primitivi aderenti.

Occorre
ammettere che alcuni si erano impegnati con leggerezza, convinti che la TEV non
li avrebbe disturbati, e che comunque la sua vita sarebbe stata breve. Invece
la TEV continua a disturbarli, non solo, ma continua a ripetere che occorre
prendere parte attiva alla vita della Chiesa e promuove addirittura attività
ecclesiastiche supplementari. Oltretutto le strutture
della Chiesa sono molto più tolleranti: Sinodi e Conferenze distrettuali si
occupano ormai quasi esclusivamente di questioni politiche e sociali; mentre la
preoccupante situazione della vita spirituale delle nostre comunità viene
sistematicamente ignorata.
Chi segue il sinodo avrà notato come, di anno in
anno, l’interesse si vada concentrando prevalentemente sui problemi sociali e
politici, a cui sostenitori
vanno
consensi e applausi, mentre eventuali timidi richiami ad un più coerente
impegno vengono ignorati, se non addirittura contrastati, talvolta anche con
manifestazioni di insofferenza.

Non
so se sbaglio nell’addebitare alle strutture stesse della Chiesa una buona
percentuale di responsabilità per quanto concerne l’immobilismo nella vita
spirituale delle comunità. Molti Concistori si preoccupano quasi unicamente di
problemi amministrativi. Si direbbe che le strutture della Chiesa abbiano ormai
accettato come inevitabile la secolarizzazione. Perché, si chiederanno quindi i
membri delle nostre comunità, dovremmo seguire la TEV nel difficile cammino del
Risveglio?

Evidentemente,
là dove la collaborazione della TEV viene accettata è possibile un discorso
che, in qualche misura, consideri le nostre iniziative; ma nelle comunità ove
questa collaborazione viene rifiutata, la TEV non può sostituirsi ai
Concistori.

Guido Baret

 

CRISTIANI
LIBERI DA OGNI SORTA DI DIVIETI?

Rifacendomi
a quanto il Pastore Tourn ha detto nella seconda parte del suo sermone tenuto
nel tempio dei Coppieri durante la bella riunione del 13 agosto, desidererei
fare alcune osservazioni concernenti la sua seconda domanda, e cioè:
“Hanno torto quelli che vi dicono che la fede non è solo limitazione,
divieti, tanto che la vita si restringa a un ‘non far questo, non far quello’,
ecc.?”.

Ora
io credo che questa visione della vita cristiana non sia corretta perché se
abbiamo capito che cosa significa essere “una nuova creatura” abbiamo
anche sperimentato che qualsiasi nostra scelta nella vita di ogni giorno non è
determinata da un divieto, altrimenti ricadremmo nel laccio dell’antica legge,
bensì nasce da un orientamento nuovo, spontaneo del nostro spirito e della
nostra mente, da quella “metanoia” che non ci fa più considerare
alcune realizzazione umane come cose belle e grandemente desiderabili, le quali
soddisfacendo le esigenze del “primo Adamo”, soddisfino ed edifichino
tutto il nostro essere. Cosicché non opereremo più in vista di tali
realizzazioni che il Pastore Tourn chiama “apertura della nostra
umanità”, non perché la “legge di Cristo”
(che è libertà) ci dica continuamente e in modo ossessivo “non devi”,
ma perché realmente la visione delle cose è cambiata e la nostra vita ha
acquistato un senso nuovo.
Naturalmente con ciò non voglio affermare che
non avremo tentazioni di sorta e che non sperimenteremo delle cadute, ma nella
preghiera riacquisteremo sempre il senso delle “cose spirituali”, per
cui il Signore ci ha chiamati, e quelle che per un momento ci sono sembrate
degne di essere desiderate e conseguite perderanno di nuovo il loro valore.
Purtroppo non si è abbastanza insistito su questa realtà della vita cristiana,
cosicché anche i nostri giovani si sono abituati a fare immediatamente proprie
tutte le istanze della società moderna e ad associarsi ad altre forze che
chiamerò “laiche” nella lotta per la soluzione dei loro numerosi
problemi, senza pensare che in alcuni casi, quando la società non ci fornisce i
mezzi per risolverli, un cristiano possiede un’altra forza che è quella che gli
viene dalla grazia e dalla fede e che fa sì che molti problemi vengano visti
sotto un’altra prospettiva molto diversa da quella del mondo che vuole
camminare senza la luce che viene da Dio.

In
altri termini, è l’atteggiamento del cristiano verso determinati problemi che
deve cambiare, per cui non diventa essenziale la soluzione di essi per
acquistare pace e serenità di spirito.

Sempre
grata per la circolare che inviate con tanta puntualità, invio molti fraterni
saluti

Vittoria
Stocchetti

In
lutto

L’8
ottobre è deceduta un’altra membra della TEV, suor Luisa Sallè, chiamata dal
signore a un servizio più alto, dopo aver servito il Signore e il suo prossimo
in vari Istituti e Ospedali evangelici. Alla sua memoria inviamo un
riconoscente saluto.

 

ANCORA SULLA
PREGHIERA DI INTERCESSIONE

Cari
fratelli, nella circolare n.45 chiedete ai lettori di discutere sul problema
della preghiera e desidero far sentire anche la mia opinione, per quel poco che
può contare.

Nei
culti che finora ho avuto il privilegio di guidare, ho Sempre incluso la
preghiera collettiva, sia nelle formule fisse del Padre nostro e del Credo –
che a mio avviso è una forma di preghiera come testimonianza sia, dove
possibile, nella forma di preghiera ad alta voce spontanea di chi partecipa al
culto. Nonostante le apparenze, mi sembra che, in fondo, la
“recitazione” del Padre nostro e del Credo e il “tempo di
preghiera libera” servano al culto d’adorazione nello stesso modo: il che
vuoi dire testimonianza, comunione ed edificazione reciproca.

Non
condivido i timori del medico (pur ammettendo che probabilmente egli ha altre e
maggiori esperienze delle mie) o addirittura il suo senso di repulsione verso
questa forma di celebrare il Signore. E neppure sono d’accordo su aspetti
negativi e pericoli della preghiera d’intercessione – che la faccia il Pastore,
il predicatore o un altro fratello o sorella. SE noi crediamo in Dio, SE noi
pensiamo a Lui come a un Padre, SE crediamo che Egli ascolta perché l’ha
promesso Gesù, perché dovremmo dirci che Egli non gradisce che preghiamo l’uno
per l’altro? Dall’altra parte, per ipotizzare alla “preghiera contro
pagamento”, dobbiamo prima accettare che… a monte ci sia malafede,
interesse materiale, corruzione spirituale, praticamente negazione del
cristianesimo. E allora, tanto vale neanche parlare della “preghiera
contrassegno”, ma piuttosto preoccuparci che… a monte quelle situazioni
non si verifichino.

Voi
menzionate il Padre nostro cantato: già, ma a voler essere estremisti, potremmo
anche trovar difetti al canto corale: stesse parole e stessa musica per tutti,
un innario stampato, gli inni scelti dal predicatore… D’accordo è un po’
tirato, ma se uno volesse andare agli estremi?

Penso
che il nostro amico medico abbia ragione per quanto attiene ad essere vigilanti
per evitare tragici errori che ancora affliggono la Chiesa di maggioranza in
Italia – ed  é bene che lo dica e che ce
lo diciamo a noi stessi, tutti – ma secondo me ci corre parecchio tra litanie e
giaculatorie da una parte e il Padre nostro (Quando pregate dite così) e il
Credo apostolico dall’altra.

Taglio
qui per esigenze di spazio vostr e di tempo mie! Scusatemi se forse il mio tono
era un po’ scanzonato. Affettuosamente

Willem
Olieman

UN’OCCASIONE
DA NON PERDERE

Ancora
per pochi giorni potete valervi dell’offerta per ricevere semi-gratuitamente il
libro sul Risveglio e quello del prof. Cullmann. Basta versare L.2.500 sul
conto corrente postale indicato in fondo alla circolare per riceverli franco di
porto.

 

ERRATA
CORRIGE

Nel
programma del Gruppo giovanile di Torre Pollice, pubblicato sull’ultima
circolare, abbiamo riportato questo periodo: “Incontri di carattere
sociologico con argomenti di vario genere: la donna in una prospettiva biblica,
Vietnam”. Il periodo va completato come segue: “Incontro di carattere
sociologico con argomenti di questo genere: problematica carceraria, aborto,
obiettore di coscienza, liberazione della donna in una prospettiva biblica,
Vietnam”.

 

LA
RELAZIONE ANNUA

Tutti
i membri della TEV, i pastori e membri dei consigli di Chiesa dovrebbero aver
ricevuto la relazione presentata dall’assemblea plenaria. Chi desidera altre
copie per la diffusione fra i conoscenti non ha che da chiedercele per ricevere
gratuitamente.

 

SITUAZIONE
FINANZIARIA AL 26 Ottobre 1978

Entrate
dal…. al 26/10/1978

E. A. ved. Avv. P., 2.000; E. M., id. 5.000; P. e R. P.,
id.
5.000; Cesarina Sibille id. 2000; Suor E., Torino 10.000; G. S.,
id.
5.000; Prof. V. V., Roma 10.000; B. B., Milano 3.000; M. R., id.
10.000; A. L., id. 100.000; W.
V. O., Trieste
10.000; E. S., Sanremo 10.000; V. di B., id. 7.500; M. S., id.
5.000; E. L., id. 5.000; E. A.,
id.
10.000; Prof. E. J., id. 10.000; M. G., id. 10.000; F. S., id.
10.000; L. Z., Firenze 7.500; Paolo
Rossotti, Svizzera
2.500; L.B., id. Franchi 100 = 52.000; G. G., Darfo
2.500; M. M., Como 3.000; V.
S., Genova
5.000; D. De N., id. 2.000; G. R., Merano 1.000; W. M. A.,
Treviso
3.000; E. C., Inverso Pinasca 5.000;
L.F., id. 5.000; G., P. 5.000; I.
V., Villar Perosa
1.000; Sandra e Daniele Ghigo San Secondo di Pinerolo
50.000; M. M. B., Bobbio Pellice 3.000; Gioventù
Olandese di OOSTERWOLDE, che, guidati dal loro Pastore interessarsi della TEV:
fiorini 2.600 offertici in del Pastore di Ede sig.
Lekkerkerkere
signora = L.990.600.

 

Totale offerte
ricevute L.1.382.600

 

(NdR. Per i
dettagli vedere fotocopie originali.)

 

 

QUEL
CHE FA RICCHI LA BENEDIZIONE DELL’ETERNO E IL TORMENTO CHE UNO SI DA’ NON LE
AGGIUNGE NULLA

(Prov.10/22)

 

 

 

Ciclostilato in proprio, non pubblicato

Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese

Casella postale

10060 Torre Pellice (Torino)

4 e 26.settembre

 

TESTIMONIANZA
EVANGELICA

VALDESE

Voi mi sarete testimoni fino
alle estremità della terra.

(Atti 1:8)

 

 Circolare n. 44                                                4 settembre 1978

 

PREGHIERA

Ti Seguirò, o Signore, se me ne darai il coraggio,
fin sul Calvario.  Insegnami che none più
il momento di salvaguardare le apparenze della mia vita. Dammi di morire a
tutto ciò che mi illudo di essere, affinchè ai piedi di questa croce io apra la
mano per ricevere la nuova nascita che hai promesso.     
Amen

Pain de ce jour 23.8.1978

 

CHE COSA RIMARRÀ DEI NOSTRI TORMENTI

Tutto quello che è artificiale, tutto quello che è
apparenza e non ha vi­ta in sé, è inesorabilmente condannato a venir travolto e
distrutto. Resiste e rimane soltanto quello che ha una divina ragione d’essere,
soltanto quello in cui palpita una fiamma di vera vita, di vera speranza, di
vera carità che il vento più impetuoso, anziché spegnere, innalza ed accresce.
Se siamo uniti amandoci come membri di una stessa famiglia, potremo resi­stere
all’uragano. Se il messaggio dell’Evangelo sgorga non solo dalle nostre labbra,
ma dal nostro cuore, potremo trovare nella prova quella via del progresso che
non abbiamo saputo trovare in giorni più tranquilli. Se Cristo vive in noi e se
l’unica ambizione che ci arde nell’animo è quella di vederlo vivere e regnare
nelle nostre Chiese e nell’animo è quella di vederlo vivere e regnare nelle
nostre Chiese e per esse nel mondo, nessuna bufera varrà a sradicare l’opera
nostra.

Ernesto Giampiccoli Roma 16 novembre 1914 – sei
mesi dopo l’inizio della prima guerra mondiale.

 

 ANCORA SULL’ASSEMBLEA DEI COPPIERI

Dopo il culto, iniziale, il Pastore Giovanni Conte
ha sottolineato che la predicazione ascoltata andava assimilata con calma ed ha
espresso la sua convinzione che essa avrebbe dato utili spunti di riflessione
per la TEV – in un prossimo futuro. Si è detto convinto che i “no”
che il movimento ha creduto di dover dire sono ancora validi (bisognerà
soltanto ulteriormente precisarne la natura), tuttavia bisogna anche dire dei
“si”. Si tratta, cioè, di passare ad una fase sempre più costruttiva.
Egli vede un “si” nel­l’attività pubblicistica della TEV (in
particolare per quel che riguarda la recente opera del Cullmann) ed anche nel
fatto che si hanno richieste di un confronto privo di partiti presi, per
cercare di fare un bilancio di ciò che veramente ci divide da altri credenti e
di ciò che eventualmente può vederci concordi, nel quadro della testimonianza
cristiana. Dovremo dedica­re più tempo a questa riflessione, ora che un qualche
dialogo sembra dive­nuto possibile.

 

 UN LIBRO DA LEGGERE

È quello di Michael Green:
“Dire Gesù è dire libertà” pag.185. Ediz. G.B.U
. L.3.300. Si può
trovare presso la libreria Claudiana di Torre Pellicce. Ecco ad esempio, alcuni
pensieri del cristiano nei confronti della politica:

Il cristiano non ha dei programmi dottrinari e
monolitici per la socie­tà ideale… Il cristiano vorrà sempre domandare a se
stesso: “Quale tra le scelte politiche che mi si aprono davanti è la più
adatta per conse­guire l’amor tra gli uomini, la giustizia, la fiducia, la
responsabilità che come uomo libero di Cristo voglio vedere? La scelta che farà
a favore di un particolare colore politico sarà determinata dalla risposta che
da­rà a questa domanda. Rispetterà i cristiani che vedranno in altri partiti il
programma più idoneo ad effettuare il risultato desiderato. Si renderà conto
che nessun partito politico può cambiare il cuore degli uomini, e perciò tutto
quello che può fare è di favorire una struttura entro la quale possano
prosperare la giustizia, la libertà, la protezione e la re­sponsabilità. Di
conseguenza, non dirà: “Io seguo il mio partito giusto o sbagliato che
sia”. Perché l’uomo di Dio, in definitiva non è legato a nessun partito politico
in quanto, al di sopra di tutto, c’è la fedeltà al suo Liberatore. Lui soltanto
che rende possibile la nuova società, la rivoluzione d’amore. (pag.12)

 

UN’ALTERNATIVA ALLA TEOLOGIA DEL RISVEGLIO?

“Se ritenete che occorra resistere
all’orientamento maggioritario in atto nelle chiese, e questo lo penso anch’io
in larga misura, perché non proporre alle nostre chiese le riflessioni, gli
stimoli di un Jacques Ellul, ad esempio?”.

Così qualche tempo fa ci scriveva un Pastore non aderente alla TEV.

Probabilmente non tutti i membri delle nostre
chiese conoscono Jacques Ellul, che non è un Pastore, ma professore di sociologia
ed eminente mem­bro della Chiesa Riformata di Francia. Fra i suoi scritti, uno che
avreb­be meritato di essere tradotto in italiano e largamente diffuso, è inti­tolato
“False presenze nel mondo moderno”. Non conosciamo un’opera che con
maggiore autorità passi al vaglio critico dell’Evangelo il cosiddetto impegno
socio politico della Chiesa.

Un altro suo volume ha per titolo “Exégèse des
nouveaux lieux commun”, che si potrebbe tradurre: “Inconsistenza
delle frasi fatte”. Uno dei ca­pitoli demolisce lo slogan: “Se uno
non è di sinistra è di destra”. Eccone alcune frasi:

“Senza dubbio mi affibbieranno quest’altro
modo di dire “Chi pretende che la politica non è comprensiva di tutta la
vita è un individuo di de­stra, un reazionario, un aristocratico ecc. Il che è
come dire: Pretende­re che occorre superare l’opposizione destra-sinistra,
significa essere di destra”.

È fatica sprecata pretendere una precisazione sul
contenuto di queste nozioni. Che cosa è la sinistra? Che cosa è la destra? Quali
ne sono i criteri e i segni distintivi? Quali i loro contenuti ideologici e
socio logici? Consultate venti personalità e vi daranno venti risposte diverse.

Che importa? Bisogna bene che gli uomini siano classificati
politicamente. In altri tempi si era classificati secondo la religione: c’erano
degli atei e c’erano dei cristiani. Oggi nessuno può evitare, che lo vogliano o no, di essere inquadrato nella politica, e quelli che si dichiarano indifferenti vengono obligatoriamente classificati come credenti politici”.


LA SECONDA CONFERENZA DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA 

DEI
TEOLOGI EVANGELICI


 L’Associazione Europea dei Teologi Evangelici fu
fondata nel settembre 1976, in occasione della prima conferenza, tenutasi nei
locali dell’Istituto biblico belga di Heverlee, presso Bruxelles. La seconda
conferenza di questa associazione ha avuto luogo dal 21 al 25 agosto u.s.
presso il centro “Neues Leben” (Vita Nuova) di Wolmersen, nella
Germania Occidentale. L’associazione in parola è uno dei risultati della
Conferenza per l’Evangelizzazione Mondiale di Losanna nel 1974, in cui si notò
la necessità di coordinare il lavoro teologico degli evangelici europei.

Va sottolineato che, in questo caso, il termine
“evangelico” viene usato per indicare quella corrente, presente in
tutte le Chiese protestanti, che vuole riferirsi in modo del tutto particolare
al messaggio biblico quale suo metro normativo perla riflessione e l’azione.

Il tema della seconda Conferenza era: “Verità
e comunicazione”: la base teologica del dialogo”. Come si vede è un
tema molto attuale ed interessante. Quattro oratori tennero altrettante
conferenze su quattro argomenti connessi col tema centrale:

 

1) Il concetto biblico di verità (Dr. Kalus
Haacker, Wuppertal, Germania Federale).

2) La comunicazione dell’Evangelo al mondo non
cristiano del Nuovo Testamento (Dr. Howard Marshall. Aberdeen, Scozia).

3) La fede cristiana nel mondo greco: uno studio
patristico (David Wright, Edimburgo).

4) Verità e comunicazione in una prospettiva
teologica-sistematica

(V. Veenhof, Olanda.

Oltre a queste tre conferenze di carattere generale
i partecipanti si

Sono divisi in vari gruppi distinti per riflettere
sui seguenti temi:

1) Dialogo con le religioni orientali (Dr. Bruce
Nicholls, Nuova Dehli).

2) Il dialogo cristiano-marxista (Peter Kuzmic,
Zagreb, Jugoslavia).

3) Dialogo con e all’interno della filosofia. (Udo
Middelman, “L’Abri”, Svizzera).

Dialogo nel quadro della teologia delle missioni.

5) Sincretismo e accomodamento.

6) Cristianesimo primitivo ed ellenismo.

 Ben 65 partecipanti erano presenti al centro
“Neues Leben”, provenienti dalle due Germanie, dalla Norvegia, dalla
Svezia, dalla Danimarca, dalla Finlandia, dalla Francia, dalla Gran Bretagna,
dall’Italia, dalla Jugoslavia, dall’Olanda, dal Belgio e dall’Austria.

L’Italia era rappresentata da due membri della
Chiesa dei Fratelli: Pietro Bolognesi, da Padova e Giuseppe Lulich da Rovigo, e
da un rappresentante della Chiesa Valdese, Giovanni Conte, inviato dal
movimento TEV su invito del comitato organizzatore. Val anzi qui la pena di
sottolineare che la partecipazione delle Chiese minoritarie era stata
facilitata in tutti i modi, cosa di cui siamo riconoscenti ai fratelli che
hanno mostrato tanta sensibilità nei nostri confronti.

Nell’impossibilità di riferire per esteso tutto ciò
che è stato detto e fatto nel corso di queste intense giornate ricordiamo
soltanto alcune delle linee lungo le quali tutti i presenti hanno mostrato di
voler lavorare in futuro:

1) Il dialogo con i non credenti non è stato fino
ad ora così esteso come avrebbe dovuto esserlo, in particolare negli ambienti
“evangelici”.

2) Tuttavia il dialogo fa parte integrante della
vita della Chiesa del Nuovo Testamento e ci dà delle indicazioni che possiamo
seguire.

 3) M i1 dialogo in
senso neotestamentario nasce come risultato della proclamazione iniziale dell’Evangelo.
Non vi sono delle indicazioni nella Scrittura secondo le quali
l’evangelizzatore ha bisogno di “dialogare” con i suoi uditori per
acquisire una migliore conoscenza dell’Evangelo.

Perciò
dialogo sì, ma a partire da un dato che non può fare oggetto di discussione come
uno dei tanti soggetti “à la page” o meno del nostro tempo: il dato
dei Signore crocifisso e risorto. Si parte da Lui e da nessun altro.

Val
la pena di sottolineare ancora una cosa.   Il
mondo “evangelico” è tutt’altro che un mondo gretto e chiuso, come
talvolta lo si vuole presentare. Basti dire che la Riforma era assai ben
rappresentata e non sembrava sentirsi a disagio; così come era assai ben
presente il luteranesimo scandinavo, del resto. Ma certo faceva del bene di
sentire che, al di là delle differenze normali di cultura, di situazione, di
sensibilità, spirava un’aria di comunione, di intenti come difficilmente la si
respira ormai nelle nostre chiese aperte a molte cose ed a molti, ma troppo
distratta nei confronti di Colui che è la Verità.

Giovanni
Conte

 

PROSSIMA
RIUNIONE DEI COORDINATORI

A
San Germano ci siamo riuniti mercoledì 30 u.s. Con piacere erano presenti anche
alcuni amici di Roma. Gli argomenti all’esame, in vista della ripresa, erano
però così numerosi, che abbiamo dovuto rimandarli in parte alla prossima
riunione, che avrà luogo a Torre Pellice venerdì 15 corr. alle 20,30 nella sala
dell’ex Asilo. Un caldo invito ai membri della TEV (non soltanto ai
coordinatori) ad intervenire, specialmente a quelli di Torre Pellice e
dintorni, che si trovano facilitati per la minore distanza. Chi volesse avere
un passaggio in macchina si rivolga ai coordinatori.

Tra
i vari problemi ce n’è uno che ha sollevato pareri diversi. Come si sa, la TEV è
stata accusata di essere un centro di raccolta fra quanti non condividono
l’impostazione politica di buona parte della Chiesa, cioè, in pratica, di
costituire un partito di destra. Abbiamo un bel protestare e dimostrare che non
abbiamo nessun intento politico, ma niente da fare.

È
tuttavia possibile che due anni fa alcuni abbiano aderito proprio per questo
motivo. Poi, accortisi che la TEV ha ben altre finalità, sono rimasti delusi e non
si sono più fatti vivi. Qualcun altro non si è più fatto vivo per altri motivi.

A
San Germano qualcuno ha suggerito di chiedere ai presenti – e l’invito
estendiamo a tutti i lettori – che ci scrivano, anche poche parole, il loro
parere, e nella prossima Assemblea potremo prendere una decisione a ragion
veduta.

 UN
LUTTO

Riceviamo
notizia che presso la Casa di riposo di San Germano Chisone è deceduta Elena
Ricca, membra della TEV fin dalle origini. Alla sua memoria inviamo un
riconoscente saluto.

 COME
COLLABORARE CON LA TEV

C’è
un mezzo a disposizione di tutti, anche dei più lontani: aiutateci a diffondere
le nostre pubblicazioni: “Il Risveglio del 1825” e “Gesù ha
avuto propositi di riforma politica?” del Cullmann. Riceverete i due libri
versando L.3.300 sul nostro conto corrente postale.

 DAI CORRISPONDENTI

Da Firenze. Attendo con gioia
che mi giunga Testimonianza Evangelica Valdese, con la speranza di trovarvi
qualche reazione che la maggioranza degli Evangelici italiani attendono dopo
l’esito del Sinodo Valdese e della Conferenza Metodista, in cui si e dedicato
molto tempo per discutere né più né meno ad approvare l’aborto.

Ieri
il Pastore Giovanni Lento, della Chiesa Metodista di Firenze, di cui sono
membro, dopo il culto ha parlato dei lavori sia del Sinodo sia della Conferenza
soffermandosi maggiormente sull’approvazione dell’aborto.

Alla
fine della sua relazione ho preso la parola dicendo che sia nel Sinodo sia
nella Conferenza non si è cercato di scoprire le cause della grave crisi che
stanno attraversando tutte le nostre comunità, ma si è arrivati ad elogiare ed
incitare un reato che è stato considerato sino ad oggi un delitto, cioè
l’aborto.

 

Il
sig. Pastore disse che lui non aveva nulla da aggiungere a quello che aveva già
detto.

Voglio
sperare che si possano creare gruppi di evangelici in tutta l’Italia, per la
diffusione della grandezza dell’Evangelo seguendo la strada che voi di
“Testimonianza” avete intrapresa. Fraternamente in 
Cristo  Valerio Degli Esposti

 Da Roma. Ognuno ha i suoi
puniti di vista. Per esempio, í miei genitori assolutamente irreprensibili, e
che non avrebbero mai neppur pensato una tale diavoleria, avevano però un
debole: il fanatismo per gli studi. Ora, se con qualche esame o specchio del
futuro avessero saputo che il mio embrione nascondeva una latente, violenta,
irreversibile antipatia per gli studi, avrebbero potuto reclamare il mio
“diritto a non nascere”, poiché a qualcuno l’avversione per gli studi
potrebbe sembrare una menomazione di una creatura di Dio. Invece, se si sapesse
la gioia del lancio dei libri dalla finestra e il lavoro artigianale a cui con
tanto entusiasmo mi dedicai finché la salute me lo, permise, e lo spirito,
liberato da un incubo, poteva poi comporre e pubblicare in prosa e in versi,
ecco che quel diritto sarebbe risultato del tutto immaginario.

Dall’Italia
meridionale
.
Abbiamo ricevuto con grande gioia la lettera della TEV con il messaggio
fraterno da San Secondo, con tutte le firme dei nostri fratelli in Cristo, che
salutiamo con affetto. Il saperci parte di questa grande famiglia riempie di
speranza i nostri cuori e rischiara la valle delle nostre amarezze.
“Sentinella, a che punto è la notte?” Ahimè! l’alba è ancora lontana,
ma non per questo dobbiamo soccombere, preda delle tenebre; la luce
dell’Evangelo rischiara la nostra notte. È con questa certezza che attendiamo
il nuovo giorno, il giorno del nostro risveglio.

Dalla Sicilia. Ho sempre detto a
me stesso: Debbo seguire gli uomini o Dio? La mia esperienza mi ha insegnato di
seguire le Sacre Scritture. Con ciò non voglio essere un ipocrita; ho i miei
difetti, ma ho sempre pregato il Signore di allontanarmi dalla tentazione. Ma
sono una creatura debole, ho sofferto nella mia vita; il Signore mi ha messo
tante volte alla prova.          Solo
posso dire che ho pregato e pregato tanto. Il Signore mi ha sempre esaudito. Quindi
tutto quello che faccio in chiesa e fuori per me è un dovere.

Da Roma. Ricevo
puntualmente la circolare e ringrazio, trovando sempre qualcosa di
interessante. Prendo sempre più parte con il cuore alla vostra attività trovando
giuste le loro idee di non fare politica nella chiesa dove il primo posto deve essere dato all’Evangelo di Gesù. Prima di parlare dobbiamo dare sempre il buon esempio affinché molti siano attratti all’Evangelo dal modo di agire.

 DAI CORRISPONDENTI

 Da Sanremo. Grazie per
l’interessamento degli amici della TEV alla nostra vicenda. Grazie a tutti per
le preghiere di cui in questo momento abbiamo. Particolarmente bisogno. Dagli esami
risulta che è rotta la settima vertebra, che mantiene la sua giusta posizione;
non è da operarle, deve guarire così. Ci è stato detto che un giorno il ragazzo
camminerà anche se camminerà un po’ storto. Con questa disgrazia non so che
cosa voglia insegnarci il Signore, ma il mio orecchio sarà attento e il mio
occhio vigilante per capire che cosa voglia dirci il Signore. Grazie, grazie di
cuore a tutti! Intanto faccio mie le parole (mi pare di un Salmo) il quale
dice: “Le mie lacrime son diventate il mio cibo di giorno e nella notte
bevanda”.       (Emilio Lanteri)

 LA
PREGHIERA DI EZECHIELE

La
nostra collaboratrice Graziella Perrin ha   tradotto
per noi questa pagina di A. Westhpal:

“…
io mi gettai con la faccia a terra, e gridai ad alta voce: Ahimè! Signore,
Eterno, farai tu una completa distruzione di quel che rimane d’Israele?”
(Ezech.1l/13).

Si
crede. facilmente che lo scoraggiamento sia la prerogativa delle anime deboli. È
un errore. Lo scoraggiamento, quello vero, è il segno dei forti.

I
grandi uomini di Dio l’hanno conosciuto Mosè, Samuele Elia, Geremia, Ezechiele,
Giovanni Battista.

Questo
scoraggiamento che rasenta la disperazione, sua sorella, è la crisi delle anime
eroiche momentaneamente sommerse. Dove troveranno esse aiuto contro la rovina
che le sta minacciando? Nella preghiera.

Vedete
l’esempio dei grandi profeti e di altri come Neemia.  Scoraggiamento dall’operare di Dio, Neemia si
richiama a Dio e Giovanni Battista, scoraggiato dall’attitudine di Gesù, si
richiama a Gesù.

Lo
scoraggiamento è il vacillare dell’anima all’urto degli avvenimenti. Quando un
bambino cammina vicino a suo padre, se perde l’equilibrio afferra la mano forte
sempre pronta a soccorrerlo.

Lettura:
Salmo 69

 NON
AVEVA TUTTI I TORTI

Un
tale ha scritto: “Al mondo non sono le buone idee che mancano: ciò che
manca sono le persone disposte a metterle in pratica. Prima di suggerire
un’idea, sarebbe bene pensare a quel che accadrebbe se dovessimo essere noi a
realizzarla!”.

 

FINANZE

Ringraziamo
quanti ci hanno inviato un’offerta. Il resoconto verrà pubblicato Sulla
prossima circolare.

LA
MOLTITUDINE DI COLORO CHE AVEVANO CREDUTO ERA D’UN SOL CUORE E D’UN’ANIMA SOLA (Atti
4/32)

 




TESTIMONIANZA
EVANGELICA

VALDESE

Voi mi sarete testimoni fino
alle estremità della terra.

(Atti 1:8)

 

 

 

 

 

Circolare n. 45                                                26 settembre 1978

 

UNA SOLA PAROLA

Soltanto una parola collerica, 
        ma un cuore sensibile è stato profondamente ferito.
Soltanto una parola di aspro rimprovero
        ma delle lacrime sono state versate
Soltanto una parola impaziente e impulsiva
        ma su una giornata che si annunziava radiosa si sono addensate
        delle nuvole
Soltanto una parola detta dalla malevolenza o beffarda
        Ma una vespa ha lasciato nell’animo il suo aculeo
Soltanto una parola di bontà  
        ma un cuore in distretta è stato alleviato
Soltanto una parola di simpatia
        ma un’anima sofferente è stata consolata
Soltanto una parola di incoraggiamento
        ma una strada oscura è stata illuminata
Soltanto una parola di speranza e di fede
        e un’intera giornata è stata trasformata
                                                                        Croire et servir – Aprile 1978

IL NOSTRO PROGRAMMA

All’inizio
di un nuovo anno di attività ci chiediamo che cosa la TEV 
si
propone di fare. Lo scopo non è cambiato: ci proponiamo un Risveglio della
Chiesa.

Ma
perché questo sia possibile occorre partire dalla convinzione che 
se
non proprio di morte, ci troviamo in uno stato di apatia, di profondo torpore. Se
crediamo che le cose vanno abbastanza bene che l’evangelizzazione è attiva che
i culti sono ben frequentati, che la Bibbia è letta e meditata, che la gioventù
è impegnata – è chiaro che non è il caso di preoccuparsi. O può anche darsi che
ci rendiamo conto della situazione e l’abbiamo accettata come inevitabile.

Ma
noi crediamo che lo Spirito di Dio possa agire e possa farci vedere 
qualche
cosa di nuovo. Allora all’inizio di questo periodo la nostra preghiera non può
essere che questa: “O Signore, ravviva l’opera tua!”

PROSSIME ATTIVITA’

Dopo l’Assemblea
plenaria la TEV non è caduta in letargo. In due riunioni dei coordinatori,
insieme ad altri aderenti, si. è discusso il programma che intendiamo svolgere
il prossimo inverno. Ma queste due riunioni non sono state sufficienti, e si è
quindi deciso di riunirci nuovamente venerdì 29 settembre alle ore 20,30 a
Torre Pellice, nella sala dell’ex Asilo.

A
queste tre riunioni preparatorie seguirà una

 

DOMENICA
T.E.V.

che
avrà luogo a Villar Perosa alle ore 10 nel tempio,1’8 Ottobre. 
Nel
pomeriggio ci riuniremo nella sala delle attività alle ore 14,30 
per
esaminare le conclusioni a cui saranno giunti i coordinatori nelle 
precedenti
riunioni. 
Ringraziamo
il Concistoro per l’ospitalità. 
Come
al solito, ciascuno si porterà le sue provviste. Chi avrà necessità di essere trasportato
si rivolga ai coordinatori.

UN’OFFERTA
SPECIALE

L’opuscolo
del Cullmann “Gesù ha avuto propositi di riforma politica?” continua
a essere molto richiesto. Per facilitarne ancora di più la diffusione,
nell’ultima riunione dei coordinatori si è deciso di offrire le nostre due
pubblicazioni: “Il Risveglio alle Valli nel 1825” e quella del
Cullmann a un prezzo cumulativo di sole L. 2.500. Si può versare questa modesta
somma sul conto corrente postale 2/4860 intestato a Silvio Rivoir – Torre
Pellice, e si riceveranno i due libri franco porto. Però questa facilitazione
eccezionale è limitata à fine ottobre.

 

LA
RELAZIONE ANNUA

La
relazione del secondo anno di attività della TEV, letta e approvata
all’unanimità dall’Assemblea plenaria del 13 agosto, sta per essere distribuita.
Verrà inviata a tutti i membri e amici della TEV, a tutti i Pastori Valdo
Metodisti, ai membri dei Concistori e Consigli di chiesa. La invieremo anche a tutti
quelli di cui i membri della TEV e gli amici ci forniranno gli indirizzi.

Tra
i vari argomenti esposti nella relazione ci piace sottolinearne uno, quello dei
rapporti con Chiese e Movimenti non Valdesi. La TEV è sorta in seno alla Chiesa
Valdese; ma le adesioni, le lettere di incoraggiamento, le assicurazioni di
preghiera di altri fratelli evangelici sono stati e sono numerosi. In quasi
tutte le circolari sono pubblicate le loro testimonianze. Questi fratelli hanno
perfettamente capito che la nostra intenzione è che ciascuno rimanga fedele e
si impegni nella propria Chiesa, ma un vincolo più forte di qualsiasi
organizzazione ci unisce ed è quello di volerci adoperare per un rinnovamento
della Chiesa mediante l’opera dello Spirito Santo.

Su
questa linea di autentico ecumenismo unanimemente approvata dall’Assemblea
plenaria – noi intendiamo proseguire.

“Ma
qualunque cosa facciate, non fermatevi. In questa guerra non sono previsti dei congedi.
Le potenze del male sono sempre all’opera per distruggere 1e anime. Combattere
il nemico solo in alcuni periodi dell’anno, o quando uno si sente disposto,
significa abbandonare il mondo al maligno. Se la Chiesa vuole essere vittoriosa
deve occupare il terreno con l’Evangelo e mantenere l’offensiva”

(Robert
Coleman, Le ossa secche possono rivivere).

 

LA PREGHIERA D’INTERCESSIONE

 Un medico membro della
TEV, ci manda queste considerazioni, su cui attendiamo i pareri dei lettori. 

Fin
dalla stia nascita leggo con attesa e interesse il bollettino TEV e ne traggo
conforto e sicurezza. Mi trovo oggi per la prima volta a dover dissentire personalmente
e proporre una discussione su un argomento trattato
 nel bollettino n°41. (Si trattava della richiesta di
pregare per chi ci presentasse qualche caso particolare n.d.r.).

La
preghiera è certamente una delle conseguenze più immediate ed uno dei cardini:
più importanti della fede cristiana. Non penso ci possano essere dubbi in
proposito. Però non mi persuade anzi mi ha lasciato perplesso e dissenziente
l’invito che vien fatto alla preghiera per così dire “corale” e
vorrei proprio si aprisse una discussione in proposito. Per me che mi faccio
forte di quanto è scritto in Matteo 6/5-7 già la ripetizione ad alta voce del
Padre nostro adottata da qualche anno in alcune Chiese evangeliche disturba
molto perché riporla ad una tipica abitudine cattolica quale ad esempio la
recitazione del rosario, alle giaculatorie et similia. Ripeto che mi disturba
molto e mi provoca un senso, fisico di ripugnanza. Se a ciò si aggiunga che ora
si propone addirittura la preghiera per procura, direi per conto di terzi, mi
pare che si esageri e che si vada fuori di una retta concezione della prassi
evangelica. Ancora un passo e si arriverà alla “intercessione” a
pagamento con successiva relazione del buon esito della procedura. Non so se la
cosa è stata osservata da altri ma mi è sembrato per un momento di leggere uno
dei tanti giornaletti cattolici che volenti o nolenti ci capitano fra le mani.  Si dirà che si tratta di aspetti esteriori, ma
appunto perciò ritengo da deplorare e da respingere. In conclusione, secondo
me, quanto Matteo afferma in 18/19 va visto nell’ottica di quanto da lui stesso
proposto nel precedente 6/5-7.

Unisco
un elenco di persone che probabilmente aderirebbero alla TEV.

 

PER
AVVIARE UNO SCAMBIO DI IDEE

Siamo
perfettamente d’accordo con il nostro cortese corrispondente quando afferma che
la preghiera è un elemento fondamentale della vita cristiana. Ma che dire della
preghiera d’intercessione o “corale”?

Nell’Antico
Testamento una delle funzioni principali dei sacerdoti e dei profeti era precisamente
quella di intercedere per il popolo. Leggiamo che Samuele pur lamentando la
condotta del popolo, esclamava “Quanto a me, lungi da me il peccare contro
l’Eterno cessando di pregare per voi!” (1 Sam.12/23). Gesù è l’intercessore
per eccellenza “vivendo egli sempre, per intercedere per noi”
(Ebr.7/27).

Questa
funzione sacerdotale è anche quella di tutti i credenti. Chiunque crede nel
sacerdozio universale come è indicato in Pie. 2/9 non potrà, nelle sue
preghiere, non dare la più larga parte all’intercessione. La quale, del resto,
era praticata e raccomandata dalla stessa Scrittura. Così è detto che Pietro
era in carcere “ma fervide preghiere eran fatte dalla Chiesa a Dio per
lui” (Atti 12/5). In caso. di malati. Giacomo raccomanda di pregare gli
uni per gli altri  “onde siate
guariti; molto può la supplicazione del giusto fatta con efficacia”
(Giac.5/16).

La
preghiera di intercessione è uno. strumento efficace a nostra disposizione e
oltre a tutto farà sentire fra i membri della TEV quella solidarietà fraterna
che è nostro ardente desiderio possa estendersi a tutta la Chiesa.

Quanto
al “Padre nostro” è già cantato (Innario cristiano 82), e non 
ci
sembra che ci sarebbe grande differenza se venisse invece pronunziato 
ad alta voce
“coralmente”. Ci sembra anche che questo risponderebbe all’intenzione
di Gesù che ci ha insegnato a usare il plurale
. Pensiamo a come
sarebbe stonato se pregassimo “Padre mio… dammi ogni giorno il mio pane
quotidiano” ecc.

Saremmo
anche più positivi sull’ “Amen” che potrebbe essere detto ad alta
voce da tutti i presenti (Del resto anche questo, come il “Padre
nostro” viene sovente cantato a conclusione dei culti). Questa parola
significa consenso; è come se i presenti rispondessero al predicatore
“Sono d’accordo”. Pare che questo fosse l’uso nella chiesa primitiva
Infatti San Paolo dice che un semplice uditore non potrà aggiungere il suo
“Amen” a quanto ha detto il predicatore, se questi si è espresso in
modo incomprensibile. Oggi è il predicatore stesso che termina il suo dire con
l’Amen, il che è piuttosto strano, come se dicesse: “Sono d’accordo con
quello che ho detto”.

Sottolineiamo
infine la proposta di aprire una discussione, sopratutto sulla preghiera di
intercessione. Una membra della TEV, prima di essere ricoverata per un grave
intervento chirurgico in bocca, ci ha telefonato supplicando i membri della TEV
perché preghino per lei. Dobbiamo rifiutare?

 

LA
PREGHIERA DI HABACUC

Da
“Le preghiere della Bibbia e le nostre” di A. Westphal: traduzione
libera e ridotta di Graziella Perrin.

“O
Eterno, Tu che hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male, e
che non puoi tollerare lo spettacolo dell’iniquità, perché guardi i perfidi e
taci quando il malvagio divora l’uomo che è più giusto di lui?”
(Hab.1/13).

Questa
preghiera è la preghiera dello scandalo. Il profeta esasperato dalla condotta
degli Assiri, se la prende con Dio e gli ricorda le esigenze della sua santità
e gli ingiunge di annientare i miscrederti. Quasi quasi si potrebbe credere che
Habacuc sia più geloso dell’integrità divina di Dio stesso.

E
così anche noi, a volte misuriamo tutto il male che viene compiuto ogni giorno
nel mondo, dove quando siamo la vittima di una flagrante ingiustizia, sentiamo
di essere turbati nella fede: perché Dio lascia fare tutto questo?

A
dire il vero ragioniamo come essere liberi e vorremmo che Dio agisse come se
gli altri esseri non lo fossero. In questa contraddizione risiedono la nostra
follia e un pericolo mortale per la nostra vita spirituale.

Ora
la libertà che permette alla creatura umana di distinguersi dalla pietra, dalla
pianta e dall’animale può diventare filiale a Dio, la libertà contempla la
possibilità del male.

In
tutto questo il mistero ci trascende. Ma Dio non ci chiede di dominare il
mistero e di metterci così in alto da contemplare tutte le linee dell’edificio
che sta costruendo. Dio ci chiede solo di avere fiducia. Egli dice: “L’orgoglioso
si smarrisce, ma il giusto vivrà per la sua fede”. Quando un’anima è
filiale non chiede conto a Dio di ciò che Egli fa. Essa sa che il peccato può
turbare il piano di Dio, ma non può impedire che si compia; che può inchiodare
Gesù sulla croce, ma non può impedirgli di risuscitare, che può nella storia
umana, ed anche nella Chiesa stessa dare momentaneamente un vantaggio a Satana,
ma non può impedire la vittoria finale di Colui che ha detto: “Io vedo
Satana cadere come folgore”.

Accettiamo
dunque di soffrire e di veder soffrire ricordandoci che nessuna sofferenza
potrà mai raggiungere l’agonia del Cristo liberamente e finalmente consentita. 

Lettura: Salmo 102

UN’ETICHETTA POLITICA OBBLIGATORIA?

 Ho letto l’ultima
circolare della TEV e alla richiesta di scrivere sul problema
dell’etichettatura di “sinistra” o di “destra” mi viene
spontaneo rispondere con il brano di J. Ellul trattato da “Exégèse

des
nouveaux lieux communs” visto che oggi non si sfugge alla mania di classificare
mi sta bene quella di credenti politici. Il brano che avete riportato come vede
suggerisce la mia risposta. Aderisco a quel “credenti” prima di tutto
e poi è ovvio che si debba lavorare nel contesto in  cui viviamo ma se a muoverci è l’esigenza di
vivere il messaggio ricevuto, che importanza ha l’idea di “destra” o
“sinistra” se non quello di uno strumento? Il credente sa che non può
sposare un’ ideologia. Le mode passano ma il barlume di grazia che tocca un
uomo quello resta e gli farà testimoniare di Dio anche se davanti avrà solo il
deserto. Chi è solo di “destra” e chi è solo di “sinistra”
si ostacoleranno sempre ma chi è prima di tutto di Dio troverà il briciolo
d’amore per essere insieme per un servizio che cerchi più giustizia tra gli
uomini in attesa della GIUSTIZIA che solo il regno di Dio può realizzare. E in
questo mondo credo che solo nella comunità dei credenti possa trovare forma
questo incontro e nutrimento per operare poi fuori.

M.
Tamietti

DAI
CORRISPONDENTI

Da Firenze. Nella vostra
circolare n.42 abbiamo letto la richiesta di preghiera del padre di Marco
Lanteri di Sanremo, colpito da questa grave infermità. L’episodio ci ha toccati
particolarmente e stiamo pregando per Marco. Anche noi crediamo che Gesù Cristo
è lo stesso ieri oggi e in eterno e quindi ancora oggi può guarire
miracolosamente te nel modo in cui LUI crede migliore. Confidiamo pertanto che
la mano di Dio si posi su Marco, sapendo che ogni cosa coopera al bene di
coloro che lo amano. In attesa di sapere[altre notizie di questo caso doloroso,
vi salutiamo molto cordialmente.

Da Brescia. Ricevo
puntualmente i bollettini che leggo con vivo interesse. Vi ringrazio e con i
più fervidi voti per la vostra attività vi porgo fraterni saluti

Da Roma. Che dice Gesù
prima della moltiplicazione dei pani? “Quanti ne avete? Portateli a
me”. Eran solo cinque pani e due pesci di un bambino, scomparso e
immortalato nei secoli. Portiamo a Lui quel pesce che abbiamo. Egli conosce la
nostra miseria e da quel che gli diamo per fede saprà trarre, con la Sua benedizione,
il Pane celeste per saziare miliardi di uomini. Ma questo è il Vangelo che
dobbiamo portare agli altri, pur nella nostra sconfinata indegnità: un Vangelo
che ci faccia sentire peccatori, noi più degli altri, e ci faccia quindi
sentire quanto sia stato necessario un tale Redentore. E non un Vangelo
contaminato dagli interessi dei partiti e degli idoli di questo mondo. Questa
è, per conto mio, la nostra fede.

Da Scandicci. Desidero
ricevere più informazioni riguardo all’attività di Testimonianza Evangelica
Valdese. Riguardo alla Chiesa Valdese ci possono essere più giudizi riguardo al
modo di vivere di oggi in riferimento al periodo della persecuzione, quando era
più fervente, ma io non voglio giudicare nessuno, ho sentito dire che un gruppo
della Chiesa Valdese si sta interessando o risvegliando riguardo al ritorno
alla Bibbia in senso più spirituale. Sapete dirmi niente di tutto questo e
darmi informazioni e a chi rivolgermi per conoscerne di più? Scusatemi se
qualche mia espressione possa non essere o di buon gusto o accettata, senza che
voglia aver causato una offesa verso la Chiesa Valdese. Io sono della comunità
autonoma “Chiesa cristiana biblica”.

Da Firenze. “Perseverate”.

 SITUAZIONE
FINANZIARIA AL 13/9/1978

Entrate
dal 19/8 al. 13/9/1978

Offerte
ricevute: G. L., Milano 2.500; P.
Del P., Milano
17.000; A. B., Luserna San Giovanni 5.000;
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13.000; M. De R., Brescia 7.000;
H. R. I., Trieste 5.000; N.N. id. 5.400; L. B., Firenze 1.000; F. B. Losanna 20.000;
Da Angrogna 10.000; R. B., Treviso 1.500. Totale
offerte L.85.600.

Vendita
n°23 copie opuscolo “Cullmann”                              L.17.500

                                                            n°21
” “Risveglio”                               52.500

Totale
generale entrate                                                                                   L.155.600

Totale
generale entrate dal 19/8 al 13/9/1978                        L.155.600

                         uscite  “           “”         01                                            120.395

(Dettagli
comunicati alla prossima Assemblea)        

           

Attivo
di cassa al 13/9/1978                                                               L.
35.205

Totale
vendite “Risveglio” a tutto il 13/9/1978 n°527 copie per un importo
totale di L.1.115.900.

Totale
vendite opuscolo “Cullmann” a tutto il 13/9/1978 n°588 copie per
‘importo totale di                                                                                   L.288.310

Situazione
finanziaria                         Fondo di cassa al 18/8/1978

Offerte
ricevute dal 19/8 al 13/9/1978 Vendita n°23 copie opuscolo ‘Cullmann n°21
” “Risveglio’

Totale
generale entrate                                   L.    2.553.495

uscite                                                                  120.395

Attivo
di cassa al 13/9/1978 L.2.433.100 (°)

(°)
di cui L.2.337.625 versate. sul_libretto+ L.88.100 su C.c.p. 2..4860 + L.7.375
in contanti = Totale L.2.433.100

Conto
corrente postale n°2/4860 intestato a Silvio Rivoir

al
13/9/1978

L.2.397.895

L.85.600

L.17.500

                                        52.500                             155.600

 Torre
Pellice 13 Settembre 1978
                                                Il cassiere

Mathieu
Geraldo

 

CELEBRIAMO
L’ETERNO PER LA SUA BENIGNITA’ E PER LE SUE MERAVIGLIE A PRO DEI FIGLIUOLI
DEGLI UOMINI! POICH’EGLI HA SAZIATO L’ANIMA ASSETATA ED

HA
RICOLMATO DI BENI LANIMA AFFAMATA

(Salmo
107/8-9)

 

Ciclostilato in proprio, non pubblicato

Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese

Casella postale

10060 Torre Pellice (Torino)

8-22 agosto 1978

TESTIMONIANZA
EVANGELICA

VALDESE
 Voi mi sarete testimoni fino alle estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare n. 42                                                                       8 agosto 1978
Lo
scorso mese di maggio un Pastore proveniente dalla Corea, Yongg Cho, un uomo
piccolo e minuto, ha tenuto delle riunioni di appello in Francia, Svezia,
Germania e Svizzera.
La
Corea sta vivendo una meravigliosa esperienza dell’azione dello Spirito Santo.
A Seul la chiesa, di cui è Pastore Y. Cho, ha una capacità di diecimila
persone. La rivista da cui prendiamo queste notizie mostra la fotografia del
tempio, gremito in tutti i suoi angoli. Ma non basta: si sta infatti
progettando una costruzione più grande ancora. Intanto in questa chiesa vengono
tenute cinque adunanze domenicali.
La
predicazione di Y Cho non ha la pretesa di essere all’altezza di tanti
predicatori che si rivolgono più all’intelligenza che al cuore, ma, in
compenso, sono molti quelli che accettano la salvezza in Cristo.
(Da
“,Actes” rivista carismatica e biblica – Maggio Giugno 1978)
L’ASSEMBLEA PLENARIA
Non
abbiamo bisogno di ricordare l’Assemblea plenaria che avrà luogo tempio dei
Coppieri domenica 13 corr. alle ore 15,30.
Consigliamo
di lasciare le auto sullo stradone e fare a piedi i cinque minuti di salita,
perché nelle immediate vicinanze del tempio i posti per parcheggiare sono
pochissimi.
La
riunione avrà inizio con un breve culto, presieduto dal Pastore G. Tourn, a cui
va la nostra riconoscenza, e da una riunione di preghiera.
NOTIZIE
IN BREVE
Guatemala. In questo paese l’opera di evangelizzazione
sta facendo dei considerevoli progressi. Mentre il tasso di crescita della
popolazione è del 3,1% annuo, quello delle conversioni è del 14,5%.
Russia. Il Governo ha dato il permesso per
importare 5.000 Bibbie in tedesco, da destinarsi a gruppi di lingua tedesca in
Siberia e altrove.
Cuba. Sono state emanate delle
disposizioni assai severe per la moralizzazione del paese. In caso di violenza
contro ragazze di meno di 16 anni, sequestri di persona, furto qualificato,
atti di pirateria, terrorismo, non si fanno tanti complimenti: i colpevoli
vengono fucilati! Che ironia che mentre una morale permissiva va prendendo
piedi nei paesi di cosiddetta civiltà cristiana, un regime di ispirazione atea
si dimostra più deciso nella lotta contro il male.
(Actes:
citati)
VEGLIATE,
PREGANDO IN OGNI TEMPO (LC. 21/36 )
Dal
libro di A. WestphaL “Le preghiere della Bibbia e le nostre”, la
nostra collaboratrice Graziella Perrin ha tradotto questi pensieri:
Il
mio cuore mi dice da parte tua: “Cercate la mia faccia! Io cerco la tua
faccia, o Eterno”.
Ecco
l’invito urgente alla meditazione e al colloquio con Dio che sgorga dalle
preghiere, contenuto nella Bibbia.
Nell’Antico
Testamento troviamo per prima la preghiera di Caino, “Caino disse all’Eterno:
Il mio castigo è troppo grande perch’io possa sopportarlo. Ecco tu mi scacci
oggi dalla faccia di questo suolo, ed io sarò nascosto al tuo cospetto, o andrò
vagando e fuggiasco por la terra e avverrà che chiunque mi troverà mi
ucciderà”. E l’eterno rispose a Caino e mise su di lui un segno affinché
nessuno trovandolo lo uccidesse” (Genesi 4/13-15)
Non
è forse strano che la prima preghiera riportata dalla Bibbia sia la preghiera
di un maledetto? Eppure essa è lì sotto forma di dialogo tra Dio e Caino e il
desiderio di Caino di esecro esaudito.
Questa
preghiera è dettata dalla paura. Ci rivela una verità che si fa luce attraverso
la storia o che il libro di Isaia riassume con queste parole: “Non v’è
pace per il malvagio”. Non vi scorgiamo qui l’angoscia in cui sfocia
l’isolamento morale, la convinzione che ormai il malvagio se ne andrà
abbandonato dal suo Creatore per una via errante, fino al giorno in cui egli
stesso sarà ucciso da altri malvagi quanto lui?
Che
cosa c’insegna la risposta di Dio?
Che
l’uomo peccatore può fuggire da Dio, ma non sfuggirli, che si può sentire solo
senza essere per questo abbandonato dalla Provvidenza.
Questa
preghiera che troviamo per prima nella Bibbia è lì per dirci: “Per quanto
in basso tu possa essere caduto, non sei uscito dal raggio di protezione di
Dio. Chiunque tu sia, prega. Ovunque tu sia, Dio ti sente”.
Lettura:
Salmo 27
UN
APPELLO AI MEMBRI DELLA TEV
Ci
scrive Emilio Lanteri da Sanremo:
Scrivo
su incarico di mia moglie, che nella sua e nella nostra desolazione del momento
mi dice: “Scrivi alla TEV, scrivi alla TEV, di loro di pregare per noi,
per Marco. Mio figlio Marco l’altro giorno si è tuffato in mare, ha battuto
della testa e si è rotto una vertebra. Adesso è nel reparto poliomielitici,
perché ha le gambe totalmente paralizzate e parzialmente anche la braccia. I
professori sono piuttosto pessimisti in un sostanziale miglioramento dicendo
che ci vorrebbe un miracolo. Pur accettando la volontà del Signore, viviamo in
una profonda amarezza. Unito a mia moglie vi chiedo se vorrete unirci a noi in
preghiera per Marco e per la sua guarigione.
Sicuramente
tutti i membri della TEV vorranno accogliere questa implorazione e per quindici
giorni unire le loro preghiere a favore di questo giovane. Iddio potrà
rispondere concedendo la guarnigione o in altro modo, ma se preghiamo la
risposta verrà sicuramente come sono vere le promesse del Signore.
UN
ANNIVERSARIO
In
occasione del suo 89° anniversario, che cadrà il 19 Agosto, la sig.na Spelta, per
quarant’anni missionaria nelle isole Tahiti, ci ha inviato un dono che ci ha
commossi. Facciamo una proposta che tutti i membri della TEV, anche se non la
conoscono personalmente, le inviino (subito, perché arrivi in tempo) una
semplice cartolina (magari aggiungendo “TEV”). L’ndirizzo è: Sig.na Spelta –
Villa Elsa – Via Angrogna – 10066 Torre Pellice To). Se poi qualcuno dei più
vicini le inviasse qualche fiore, certamente le farà piacere.
UN RISVEGLIO IN FRANCIA NEL 1928
L’Institut Protestant de Théologie ha recentemente pubblicato un volume su
“La vie des églises protestantes de la Vallée de la Dr
ôme de
1928 à 1938″ (pag.286 L.13.500, in vendita presso la Claudiana a Torre
Pellice).
Viene
analizzato un Risveglio avvenuto in Francia in un contesto storico e
sociologico ormai superato. Tuttavia vi si leggono con grande interesse alcune
pagine di cui riportiamo solo alcuni passaggi.
Bisogna
dire che lo stato spirituale della Chiesa, le sue divisioni interne,
l’indifferenza della maggioranza, l’ateismo degli uomini, la scarsa coscienza
fra i protestanti in genere della loro responsabilità in quanto comunità in
mezzo ad altre comunità umane, tutto questo ci faceva sembrare urgente e di
immediata necessità uno sforzo di rinnovamento e di risveglio della fede, una
restaurazione del senso della Chiesa piuttosto che lo studio di problemi di
etica sociale e politica. Infatti come si può domandare a una Chiesa di essere
“confessante” quando essa stessa ha una vaga idea di essere una
Chiesa di “credenti”? Come chiederle di discernere la signoria di
Gesù Cristo sul mondo, quando essa nel suo stesso seno non riconosce che
debolmente il suo unico Signore?
(Hébert Roux op. cit. pag.98-99)
Siamo
in una parrocchia di montagna, La Motte Chalangon, lontana una quarantina di
chilometri da qualsiasi importante centro abitato. In questa ragione vi erano
sei templi, mezzo rovinati e senza cura pastorale. Fu allora che un laico,
Vittorio Bordigoni, di 45 anni, ma il quale, coi suoi capelli bianchi
dimostrava di essere più anziano, giunse da quelle parti. Proveniva dalla
Svizzera, dove era stato in relazione con ambienti pietisti, ricevendone una
formazione biblica approfondita. Era animato da una fede totale, una fede
infantile.
A
Volvent trovò un tempio ormai chiuso da 16 anni. Per prima cosa si preoccupò di
far tagliare i rovi e sgombrare i calcinacci che ne ostruivano l’ingresso. Poi,
e precisamente nell’agosto 1922, mentre fervevano i lavori per la raccolta
della lavanda, una donna si alzò e tese la mano chiedendo di parlare.
“Amici miei – disse emozionatissima alle poche persone presenti – voi mi
conoscete. Fino ad ora ho vissuto per i miei affari, la cascina, il bestiame.
Ma ora ho capito. Voglio vivere per Dio”. Stupefatto per questa insolita
interruzione, come lo siamo sempre quando dobbiamo constatare che la nostra
predicazione porta a qualche risultato, il Pastore scese dal pulpito e rivolse
qualche parola alla donna e agli amici presenti, anch’essi commossi per questa
testimonianza. Quello stesso giorno diversi altri fecero la stessa
dichiarazione. Il Risveglio era scoppiato… In pochi giorni il fuoco si
propagò come un incendio nella foresta e un gran numero di conversioni vennero
ad aggiungersi.
Una
delle prime conseguenze del Risveglio fu la volontà di restaurare i templi, la
maggior parte dei quali presentava delle pareti cadenti per l’umidità con
panche rovinate dai tarli. I convertiti si misero al lavoro affin di rendere il
luogo di culto degno di essere la casa di Dio. Finito il lavoro di imbiancatura
delle pareti, un giovane disse: “Bisognerebbe metterci un versetto” e
senza aggiungere altro intinse il pennello nella vernice e scrisse a grossi
caratteri: “Gloria all’Eterno”.
Quello
che mi ha colpito – raccontava più tardi un Pastore — non è stato il messaggio
del predicatore: diceva quello che tutti noi diciamo, ma fu l’atteggiamento
degli uditori. Quel fervore, quella attenzione, quella gioia, si, tutto quello
era nuovo. Qualche cosa era cambiato in loro, erano trasformati. (op. cit. p.
131).
CURIOSI GIUDIZI SULLA TEV
Riportiamo,
a beneficio di quanti non ricevono la Luce-Eco, una comunicazione inviata il 10
luglio a quella redazione:
Quando
il Sinodo del ’76 dette involontariamente in via al movimento di T.E.V., molti
ebbero un senso di fastidio, sicuri che questo si sarebbe presto estinto come
un Fuoco di paglia. Due anni dopo la noia ha ceduto il passo a una maggiore
preoccupazione. Lo abbiamo visto nella predicazione con cui è stata inaugurata
la Conferenza del 3° Distretto, come è stato riferito dall’Eco Luce del 23
giugno.
In
termini non certo amichevoli la TEV è stata così presentata:
“In
questi ultimi anni il dissenso si è coagulato nella TEV. È una reazione che ci
costringe e fare il punto, a chiederci dove andiamo: è forse l’aspetto positivo
di un movimento peraltro velleitario e confuso. Il rischio è di ammucchiare
ideali e malumori, proteste evangeliche e altre motivazioni politiche mascherate,
a gettare impietosamente nel cuore delle chiese una nuova forza
lacerante”.
Dunque
la TEV sarebbe un “movimento velleitario confuso”.
Perché
confuso? Gli scopi che questa organizzazione si propone sono manifesti. Si
riassumono nella volontà che la Chiesa non venga adoperata come strumento di
partito politico e nell’impegno – nel limite della nostra povertà di mezzi – in
vista di un risveglio della vita spirituale della Chiesa. Se questo è confuso,
non può significare altro che non si vuol capire.
Inoltre
il movimento sarebbe velleitario. L’Enciclopedia Rizzoli Larousse definisce
“velleità” come desiderio ambizioso, ma privo di basi e di
possibilità effettive; aspirazione che non ha fondamento.
Se
questo giudizio si applica alla TEV, perché non estenderlo a tutta la
predicazione cristiana? Un passante qualsiasi va ad ascoltare un sermone e poi
se ne va dicendo in cuor suo: “Belle parole, ma senza possibilità di
realizzazione; qui non si fa che ammucchiare attese ideali”. Questo modo
di ragionare è offensivo per la coscienza cristiana, che si nutre precisamente
di “attese ideali”.
Ma
– continuiamo a leggere – nel mucchio di ideali e malumori ci sono “altre
motivazioni politiche mascherate”.
Domandiamo:
se la TEV avesse delle “motivazioni politiche” perché dovrebbe
mascherarle? Per paura di chi? Se non abbiamo avuto paura di andare contro
corrente, perché dovremmo avere paura di mascherare dei fini politici nascosti,
quando non facciamo che ripetere a chi ci vuol sentire che non vogliamo che
nella Chiesa si faccia politica di partito?
Ma
c’è di peggio: la TEV è accusata di “gettare impietosamente nel cuore
delle chiese una nuova forza dilacerante”.
Se
nella Chiesa si presenta l’Evangelo in chiave marxista, se vi si portano le
divisioni di classe – tutto questo non rappresenta una “forza dilacerante”.
Se invece sorge un Movimento che ci richiama all’unità della Chiesa come casa
di tutti, allora viene additato alla pubblica riprovazione.
Non
possiamo che esprimere rammarico per questo modo di presentare le convinzioni
di un rilevante numero di fratelli, prevalendosi della posizione di privilegio
che il predicatore possiede: egli infatti non può essere né interrotto né
contraddetto, a causa del rispetto che gli uditori hanno verso chi annunzia
loro la Parola di Dio°.
L’articolo
conclude affermando che “fra di noi ci vogliono anche la teologia politica
e la TEV”. Dopo le premesse contro la TEV, con quanta logica si possa
giungere a questa conclusione, rimane un mistero. Se è vero che la TEV è
“una forza dilacerante della Chiesa”, è dovere dei credenti di
metterla in misura di non nuocere. Nell’Apocalisse le chiese di Pergamo e di Tiatiri
vengono gravemente ammonite perché tolleravano delle gravi deviazioni
dottrinali e morali.
Certo
tutti i movimenti di rinnovamento della Chiesa, da Valdo ai Riformatori e ai
“risvegliati” sono stati delle “forze dilaceranti”. Ma la responsabilità
della lacerazione lo ricade su di null’altro si propone che un rinnovamento
spirituale.
I
coordinatori della TEV.
IL CRUDO LINGUAGGIO DELLE
STATISTICHE
Le
statistiche non dicono tutto e sarebbe segno di far farisaismo dedurne che
tutto sia negativo nella Chiesa Valdese. Malgrado le colpe, la Scrittura dice
che “v’erano anche in Giuda delle cose buone” (2 Cron.12/12)
Tuttavia
non c’è da rallegrarsi se dobbiamo registrare un’altra, sia pur lieve flessione
nel numero dei membri di chiesa. Dal fatidico 1968 siamo diminuiti di 1.915
membri di chiesa.
La
frequenza ai culti presenta invece un piccolo aumento: 137 presenti in più. È
già incito che non sia diminuita, ma siamo ben lungi dal poterci dichiarare
soddisfatti, anche tenendo conto che i presenti sono in maggioranza degli
anziani.
Quest’anno
le statistiche includono quelle della Chiesa Metodista. Come si sa, 1’anno
prossimo le due Chiese saranno unificate. La Chiesa Metodista comprende 2.706
membri comunicanti; la frequenza ai culti è del 10% superiore a quella Valdese,
ma nelle comunità piccole, comprese quelle Valdesi, la frequenza è sempre
maggiore che nelle grandi.
IN
MARGINE AL SINODO
Questo
Sinodo è l’ultimo nel quale ai Pastori emeriti è stato concesso il voto
deliberativo. Della partecipazione dei vecchi Pastori si sono occupati quattro
Sinodi; nel 1791, nel 1971, nel 1975 e nel 1976.
Nel
lontano 1791 il Sinodo riconfermava l’uso secolare che i Pastori emeriti
dovessero avere voce deliberativa e così fu per quasi due secoli.
Nel
1971 ma Commissione nominata dal Sinodo precedente (A. Armand Hugon – Guido
Corrucci – Paolo Marauda – P.L. Jalla – Aldo Comba) propose che i Pastori
emeriti non avessero più voce deliberativa, ma l’opposizione incontrata fu tale
che la Commissione ritirava la sua proposta.
Nel
1975 la “Commissione per il Patto d’integrazione con la Chiesa
Metodista” inaneneva (annetteva?) il deliberato del Sinodo 1971,
sottolineando che “l’esperienza di un lungo ministero motiva il loro
inserimento” fra gli aventi diritto al voto. Sennonché la medesima
Commissione l’anno seguente si ricredeva e dietro sua proposta il Sinodo del
1976 votava l’esclusione degli emeriti dal voto deliberativo (79 si; 5 no; 10
astenuti).
In
questo modo un Pastore emerito, in ragione della sua età, non può avere voto
deliberativo in Sinodo. In Italia un ultraottantenne può anche diventare
presidente della Repubblica e qualsiasi laico, anche se molto vecchio, può
essere delegato a rappresentare la sua chiesa al Sinodo.
I
Pastori emeriti potranno però sempre esprimersi e votare in piena parità con
gli altri fratelli, nelle Assemblee della TEV, dove ci consideriamo tutti eguali
senza nessuna discriminazione dal primo all’ultimo venuto.
DIVERSO
IN AFRICA
Si
prenda, ad esempio l’atteggiamento tradizionale degli africani nei confronti
dei vecchi. Non a caso l’africano prova tanto disgusto al primo contatto co1
fenomeno tipicamente occidentale delle case di ritiro per i vecchi. L’idea che
lo Stato o altra istituzione volontaria debba prendere cura degli anziani suona
anatema per gli africani, perché implica che i vecchi costituiscano un ostacolo
da rimuovere per favorire l’inserimento dei giovani nella vita sociale… Il
fatto che un vecchio non sia più in grado di lavorare, non ha alcuna
importanza: non potremo mai ripagare a sufficienza i vecchi di quello che hanno
fatto per noi. Essi sono il simbolo vivente della nostra continuità col
passato.
Kemeth
Kaunda, presidente (protestane) dello Zambia in: Una Zamba zambiana – ed. Il
Mulino p. 29.
FINANZE
Situazione
finanziaria al 5 agosto 1978
Entrate
dal 18/7/1978 al 58/1978:
Offerte
ricevute: Pastore G. S., Roma 2.000; G. F., id. 1.700;
V. S., Torre Pellice 100.000; sorelle
T., id.
10.000; C. A., id. 10.000; G. e A. M., id. 10.000; E. e G.
P., Sanremo
6.000; B. S., Losanna 10.000; G. P., Bovile 5.000; G. B., id.
10.000; E. R. T., San Germano Chisone 5.000; L. C., Torino 5.000; C. E., id. 10.000;
E. M., id. 10.000; M. M. De S.,
id.
5.000; P. P., Milano 10.000; E. R., id.
6.000; E. B., id. 10.000; G.
e L. M., None
10.000; M. N., Napoli 4.500; F. F., id. 5.000; M. E. Florio,
id.
5.000; P. O., id. 25.000; N.N., Massello
5.000; M. S., Sanremo 10.000; Pastore
A. M., S. Antonino di Susa
2.000; F. G., Vallecrosia
5.000; R. A., Genova 10.000; V. S., id. 3.000; F. G. Pisa 5.500;
E. P. G., id. 10.000; E. F.,
Brescia
10.000; E. J., S. Domenico di Fiesole 4.500;
M. G. De M., Varese 10.000; L.
P., Firenze
4.000. Totale L.354.200
Colletta
alla riunione dei coordinatori a Torre Pellice L.12.450
Vendita
n°7 volumi “risveglio” L.17.500
Vendita
n°399 opuscoli “Cul1mann” L:182.0.10
Totale
generale entrate L.566.160 (di cui L.142000 a mezzo conto c. post.)
Totale
generale entrate dal 18/7/1978 al 5/8/1978                                 L.566.160
Totale
generale uscite dal 18/7/1978 al 518/1978                                  76.515
(dettagli
saranno comunicati in occasione della prossima           Assemblea                   1.489.645
                                   
Attivo
di cassa                        
                                   
Situazione
generale finanziaria  al 5/8/1978
Fondo
di cassa al 17/7/1978     L.1.731.089
Offerte
ricevute dal 17/7/1978 al 5/8/1978        354.200
Colletta
riunione dei coordinatori a Torre Pollice          12.450
Vendita
n°399 opuscoli Cullmann”       182.010
Vendita
n°7 volumi “Risveglio”            17.500
Totale
entrate   L.2.297.249
Totale
uscite    76.515
Attivo
di cassa L.2.220.734
“Risveglio”
a tutto il 5/8/1978 vendute n°502 copie por un importo di L. 1.053.400
“Cullmann”
a tutto il 5/8/1978 venduti n°535 opuscoli per un importo di  L.251.010
N.B.
Non ancora conteggiata l’offerta dei giovani olandesi di Oosterwolde di 2.600
fiorini in attesa di un più vantaggioso cambio della valuta.
Il
cassiere
Geraldo
Mathieu
OFFRIAMO
SACRIFICI DI LODE E RACCONTIAMO LE SUE OPERE CON GIUBILO! (Salmo 107/22)
Ciclostilato in proprio, non pubblicato
Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese
Casella postale
10066 Torre Pellice (Torino)




TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi sarete testimoni fino
alle estremità della terra.
(Atti 1:8)
Circolare n. 43                                                                       22 agosto 1978

IMPRESSIONI
SULL’ASSEMBLEA PLENARIA
Il 13 agosto il tempio dei Coppieri a Torre Pellice era gremito di
fratelli e sorelle – circa 300 persone – provenienti da varie parti d’Italia e qualcuno
anche dall’estero. Siamo stati lieti della partecipazione di 15 Pastori, oltre
2 Avventisti e una rappresentanza dell’Esercito della Salvezza. L’Assemblea era
stata annunziata sull’Eco Luce, al culto radio e in alcune chiese.
Dopo il culto, con meditazione del Pastore Giorgio Tourn, e le preghiere
spontanee; il dr. Ugo_Zeni ha presieduto la riunione, dando innanzi tutto un
caldo benvenuto in particolare a quanti sono intervenuti pur essendo membri
della TEV. Quindi il prof. Adriano Donini ha letto la relazione annua,
premettendo che essa è stata il frutto della collaborazione di alcuni membri.
In seguito è stato rivolto l’invito a chi volesse prendere la parola, di farlo
liberamente. Più oltre diamo un riassunto di alcuni interventi, riservandoci di
pubblicare quelli che ancora ci giungeranno.
Ringraziamo il dr. Enrico Gardiol per l’efficiente impianto di altoparlanti,
nonché il dr. Gustavo Comba per aver suonato l’armonium.
La colletta destinata ai restauri del tempio dei Coppieri ha prodotto la
somma di L.200.000.
Fra i numerosi commenti pervenutici riportiamo il seguente:
Innanzi tutto la mia gioia
profonda e riconoscenza a Dio per il momento di preghiera spontanea succeduta
alla meditazione introduttiva del Pastore G. Tourn. Non mi ricordo di avere mai
assistito o partecipato a un culto alle Valli dove la gente si sentisse libera
di pregare insieme così.

Sono però rimasta stupita da alcuni interventi succeduti alla lettura
della relazione. Mi stupisce che dopo due anni di esistenza si senta ancora la
preoccupazione o la necessità di puntualizzare i vostri scopi, la vostra
identità. Una delle ragioni più importanti che vi spinge a riunirvi così
numerosi è il Risveglio. Quando questo desiderio finirà per ispirare tutti i
vostri discorsi, le vostre preghiere, la vostra vita d’impegno e di
testimonianza giornaliera, non ci sarà più spazio per preoccupazioni di quel
che dicono o pensano “gli altri” e per sentimenti polemici e la TEV
non potrà che suscitare rispetto anche in coloro che di tale movimento non
fanno parte.
Una partecipante
INTERVENTI ALL’ASSEMBLEA PLENARIA
Il Pastore Tourn ha iniziato con la meditazione, richiamandosi al testo
di Col.3/3: Voi moriste e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio”.
Dopo aver premesso di non far parte della TEV, ci ha avvertiti che il
nostro problema è quello di ascoltare la voce la nuova generazione; e
precisamente quelli che hanno meno di 30 anni Sta bene richiamare l’attenzione
della Chiesa sul problema della morale, come ha fatto l’ultima Conferenza distrettuale
delle Valli. A distanza di tempo la vostra ricerca di fede sarà vista non tanto
sotto il profilo della politica quanto del richiamo alla realtà della vita
nascosta con Cristo.
Però vi faccio una domanda: è veramente del tutto sbagliato il pensiero
degli “altri” (cioè quelli che hanno meno di 30 anni), che la fede
cristiana è anche un momento di riscoperta e di valorizzazione della realtà
umana? Hanno torto quelli che vi dicono che la fede non è solo limitazione,
divieti, tanto che sembra che la vita si restringa a un “non far
questo”, “non far quello”? Non potrebbe significare che l’Evangelo
significa apertura della nostra umanità? A voi spetta la risposta perché questo
è il problema fondamentale della vostra ricerca.
Certo la nostra fede è nascosta con Cristo. Ma dobbiamo far capire che
questa è una realtà che conduce a una piena realizzazione di noi stessi.
Penso che la nostra ricerca deve essere posta in questo quadro. Il
Signore ci dia di poterlo fare.
Il Pastore emerito Alberto Ribet afferma che la TEV
ha la sua ragione d’essere. Manifesta certe
perplessità: perché tanti Pastori sono assenti? Perché non si impegnano di più
in un movimento che non ha altro scópo. Che un rinnovamento della Chiesa?
Quanto a noi badiamo a non isolarci. Teniamo presente che dopo il 1968
l’impegno politico nella Chiesa si va ora attenuando, mentre si accentua anche
nel campo giovanile un’ansia evangelistica. Ricordiamo la prima parte del
sermone di Giorgio Tourn: la vita nascosta con Cristo. Bisogna che le nostre
chiese sieno maggiormente inserite nel Risveglio, TEV o no. Ma tutti i membri
della TEV frequentano i culti delle loro comunità? Dovremmo essere fra i primi
a impegnarci. Non corrisponde alla realtà che la predicazione senza
condizionamenti politici non faccia presa sulla gioventù. A Roma il grande
tempio di Piazza Cavour è stato messo a disposizione degli Avventisti e in
quell’occasione era pieno di giovani. Così a una riunione tenuta dai
“Fratelli” sono venuti molti giovani. Perché quei giovani sono
interessati e i nostri no?
Alba Kovacs. Condivido il pensiero che nelle nostre comunità bisogna leggere di più
la Bibbia e pregare; non condivido la presenza di un “Movimento”
all’interno della comunità; il dialogo non può avvenire tra persone che hanno
lo stesso modo di pensare. Alcune frasi ripetute frequentemente quali: ritorno
al puro Evangelo; ritorno al messaggio dei profeti e degli apostoli ecc. mi
inducono ad alcune riflessioni. A prescindere dal messaggio centrale:
croce – risurrezione – salvezza – grazia, penso che Dio comunica il suo
messaggio di volta in volta mediante gli uomini. Il messaggio può essere
diverso in ogni circostanza, a seconda di chi lo annunzia e di chi lo riceve,
diverso nel modo di esprimerlo e di interpretarlo; nessuno può pretendere di
essere il detentore del “puro evangelo”, nessuno può e deve giudicare
chi parla e chi ascolta, il giudizio spetta al Signore. Leggendo la Bibbia
molte volte ci meravigliamo di parole e fatti che sembrano contradditori, poi
ci accorgiamo che il legame esiste. Dalla storia del popolo di Dio ho potuto
rilevare che Dio, Gesù, gli apostoli hanno parlato sempre in modo diverso,
tenendo conto del momento storico, della situazione, in rapporto anche alla
crescita, alla maturità spirituale dei credenti; quindi penso che con molta
cautela dobbiamo fare certe affermazioni, lasciando allo Spirito libertà di
soffiare come e dove vuole.
ALTRI INTERVENTI ALL’ASSEMBLEA PLENARIA
Il prof. Valdo Vinay ritiene che noi dobbiamo farci ascoltare anche
fuori del nostro ambiente. La TEV ha effettivamente compiuto un’azione di
richiamo ad un Risveglio e alla preghiera. Ma perché esso possa essere
considerato valido sotto ogni aspetto deve anche trovare il suo riferimento
nell’azione esterna. A tal fine espone delle sue molto interessanti esperienze
in campo ecumenico circa l’azione di predicazione e di contatto con giovani
intellettuali, i quali svolgono una benefica azione di testimonianza nei
quartieri periferici della capitale.
Guido Ribet: il prof. V. Vinay ha scritto, nel caso specifico del Collegio Valdese,
che era necessario ed essenziale annunziare il messaggio dei profeti e degli apostoli.
Non si tratta di presentare delle problematiche, ma
delle certezze.
Egli dissente da coloro che predicano l’Evangelo con l’intento
di essere a tutti i costi “moderni”.

I PASTORI E LA TEV
Nell’assemblea annuale della TEV che ha avuto luogo a Torre Pellice, uno
dei presenti ha fatto notare la scarsa partecipazione dei Pastori.
Vorrei chiedere ai sigg. Pastori il perché di questa poca adesione al programma
centrale del nostro movimento: il Risveglio.
Mi sembra che da parte loro ci dovrebbe essere un po’ più d’entusiasmo e
pur avendo tutte le idee politiche possibili ed il desiderio di operare per
elevare il livello sociale, darci almeno una parola d’incoraggiamento ed
aiutarci con i loro consigli e le loro preghiere per elevare anzitutto il
livello spirituale delle nostre chiese.
È di questo che abbiamo bisogno.
Enrico Margiunti
RIUNIONE DEI COORDINATORI
La prossima riunione dei coordinatori, e di tutti gli aderenti che lo
desiderano, avrà luogo a San Germano Chisone mercoledì 30 agosto alle 20,30.
Questa riunione è importante perché dovrà preparare una Assemblea nella quale
stabiliremo le linee d’azione per il prossimo inverno.
UNA SPECIALE RACCOMANDAZIONE
C’è ancora un solo membro della TEV che non si sia procurato le nostre
due pubblicazioni: “Il Risveglio del 1825” (L.2.500) e l’opuscolo del
prof. Cullmann: “Gesù ha avuto propositi di riforma politica?”
(L.800). Sono due pubblicazioni che non devono assolutamente mancare presso
ogni membro della TEV! Attendiamo con urgenza la vostra fraterna
collaborazione…. e il versamento sul nostro conto corrente postale.
DAI CORRISPONDENTI
Ringraziamo di cuore quanti ci scrivono per critiche e incoraggiamenti.
Purtroppo anche questa volta lo spazio ci impedisce di pubblicare le vostre
lettere. E per questa volta ci limitiamo a ringraziamo il caro
“Fratello” che da Rimini scrive:
“Vi faccio sempre tanti auguri per il proseguimento della vostra
attività. Se siamo perseveranti il nostro Padre celeste non mancherà di farci
sperimentare quel rinnovamento di cui abbiamo tantissimo bisogno.
LE PREGHIERE DELLA BIBBIA E LE NOSTRE
(Traduzione libera e ridotta di Graziella Perrin, da A. Westphal)
Chi conosce i suoi errori? Purificami da quelli che mi sono occulti.
Trattieni pure il tuo servitore dai peccati volontari e fa che non signoreggino
su me. (Salmo 19/12-13)
Questa è la preghiera dello smarrito. Con la voce della nostra coscienza
in armonia col Vangelo, Dio ci dice: Se vuoi servirmi, sii umile, rinuncia a te
stesso, apri il cuore alla grazia, segui le direzioni dello Spirito, e
sacrifichiamo al suo servizio il nostro orgoglio, le nostre ambizioni, la
nostra teologia e le ispirazioni del nostro zelo umano. Al posto della
giustizia di Dio noi abbiamo messo la nostra giustizia. Così fuori strada non
afferriamo più il significato delle parole “rivelazione” ed
”elezione” che si trovano in tutta la Bibbia come una corrente di vita,
l’azione di grazia, l’eucaristia hanno perso il loro valore, il valore col
quale Gesù nutre le folle moltiplicando il pane del corpo e rigenera i credenti
dando se stesso come pane dell’anima.
Il Cristo ci ha comandato di costruire il suo Regno sulla terra e noi
abbiamo costruito un cristianesimo che tollera la guerra, il nazionalismo, il
capitalismo, le miserie sociali e gli accomodamenti della morale. Dio ci dice
di costruire l’Arca, noi costruiamo la torre di Babele….
Questo è lo smarrimento di cui dobbiamo prendere coscienza e per il
quale dobbiamo chiedere perdono, lo smarrimento dal quale dobbiamo uscire come
individui e come Chiesa se vogliamo che un giorno la volontà di Dio “sia
fatta in terra come in cielo”
Lettura: Luca cap.14
QUALCHE RISERVA SULLA PROPOSTA DI PREGHIERE DI INTERCESSIONE
Il fratello Raffele Pane della chiesa di Napoli, Via Cimbri, scrive:
Cari fratelli e sorelle nel Signore, a mezzo del fratello Azzarello
colgo l’occasione per porgere a voi tutti l’augurio di un buon lavoro per
l’opera del Signore.
Anche se assente per impegni di lavoro, sono con voi con la preghiera
affinché possiate decidere e operare per il trionfo dell’Evangelo a sola gloria
del nostro unico Signore e Salvatore.
Leggo sulla circolare n°41 l’esempio riportato alla pag. 2; di tale
esempio posso accettarne il contenuto senza – però – condividerne il
significato in quanto, se è vero – come lo è – che possiamo e dobbiamo pregare
per tutti quei fratelli che sono nel bisogno, ciò non deve avvenire nel modo
citato nell’esempio per i motivi che seguono: 1°) perché. è necessario che
nessun uomo sia solo; 2°) per non dare adito ad interpretazioni – della
preghiera – di tipo cattolico romano; 3°) per non sminuire – la preghiera – del
significato che ha, cioè rapporto intimo del credente col Padre.
Come nel giorno della mia adesione, ancora oggi sono solidale con voi,
quindi con la TEV, convinto, ancora più di ieri, che essa (la TEV) non è
portatrice di ideologie e fratture ma solo di risveglio cristiano come è
scritto in Efesini 5/14.
La grazia sia con tutti quelli che amano il Signor nostro Gesù Cristo
con purità incorrotta.
UN LUTTO
Esprimiamo la nostra fraterna simpatia cristiana a Ester Bertalot, di
Angrogna (che tanto ci aiuta per la spedizione di queste circolari) per la
morte della sorella, mancata a Pinerolo a 67 anni.
IN MARGINE AL SINODO
Il Sinodo è stato inaugurato con un culto presieduto dal Pastore Gino
Conte che ha predicato sul testo di Mtt.16/14: “E voi chi dite che io
sia?”.
Interessante il commento dell’Eco del Chisone, organo della Curia
diocesana, dove leggiamo, tra l’altro:
“Il sermone… ha sorpreso per la sua radicale estraneità alla
materia in discussione (cioè agli argomenti da trattarsi in Sinodo; n.d.r.).
Estraneità certo voluta… Non sono mancati i riferimenti polemici alla
situazione attuale delle chiese, sia di quelle che non accettano la croce per
amore della quiete borghese sia di quelle che afferrano la croce dalla parte
sbagliata per farne un’arma per le crociate. Quest’ultima dura polemica è
sembrata rivolta non tanto agli integristi in campo cattolico o protestante,
quanto piuttosto agli esponenti delle varie teologie politiche, tipo cristiani
per il socialismo”.
Secondo la Commissione d’esame, la crisi che travaglia la Chiesa non è
da ricercarsi solo nel cosiddetto conflitto delle generazioni. Infatti:
“Dopo il doveroso riconoscimento che in alcune comunità della
evangelizzazione le riunioni di culto sono ancora possibili soltanto per la
presenza di coloro che appartenenti alla precedente generazione ‘sono rimasti
saldi nella fede’, la Tavola Valdese prende atto che in altre comunità si
manifesta una faticosa conservazione di ciò che esiste’. ‘Comunità una volta
ricche di slancio evangelistico, hanno ora difficoltà a riconoscere l’esigenza
di un rinnovamento della Chiesa e manifestano insofferenza per ogni nuova
iniziativa’.
“Il problema però – prosegue la Commissione d’esame – non è solo di
confronto fra generazioni diverse e quindi di dialogo e di ricerca. Certo
l’elemento anagrafico, con tutto ciò che di dialettico comporta, costituisce
uno degli aspetti strutturali della crisi in atto nella chiesa, come nella
società, e bene fa la Tavola Valdese a parlare di diverse generazioni di
‘credenti’, ma la Commissione d’esame è d’avviso che l’essenza del problema
vada piuttosto individuata nel ‘come’ la fede è stata predicata, insegnata e
testimoniata in questi ultimi anni. Crediamo che vada dunque considerata la
possibilità di una autocritica da parte dei Pastori circa il modo in cui
talvolta hanno inteso, e quindi svolto, il ministero a cui sono stati chiamati
dalla Chiesa e nella Chiesa”.

Interpellate le chiese Valdesi, otto di queste (Cerignola, Firenze,
Foggia, Milano, Napoli Vomero, Taranto, Genova, Sampierdarena) ne hanno
proposto l’abolizione. La consistenza numerica di queste otto chiese non arriva
a un decimo di tutta la Chiesa Valdese. Ma un membro del
Sinodo ha citato l’esempio di Agape, aperta a forme di dibattito. E Agape, come
si sa, è la punta avanzata dell’impegno politico della Chiesa Valdese. Di
conseguenza, in sessione congiunta con la Conferenza Metodista, dopo breve
discussione, la norma cautelativa intesa a preservare che il pulpito diventi
una tribuna politica, è stata abrogata.
Pare che d’ora in poi sia la coscienza dei singoli Pastori e dei loro
Consigli di chiesa a decidere se e fino a qual punto ci si possa servire del pulpito
per la propaganda delle proprie convinzioni politiche.
I nostri padri e nonni non ci avevano pensato. Ma ora l TEV ha ancora
ragion d’essere.
FINANZE
Situazione finanziaria al 18 agosto 1978
Entrateda)j6/W1978 all8/8/1978
Offerte ricevute in memoria
In memoria di Nanni Perrin: R. e M. P., Torre
Pellice
20.000; M. e G. B., Foggia 20.000
In memoria dei propri cari: A. B. C., Roma 10.000
Altre offerte: A. C. Milano 5.000; R. P. Napoli 5.000; P. N., M. di
Napoli
5.000; V. S., Torre Pellice 20.000; C. S., id. 1.000; Pastore E. G.,
id.
5.000; E.P.C., id. 5.000; F. L., Roma 500; I. e M. B., id. 10.000; R. e U.
Z., id.
10.000; A. S., id. 5.000; A. L., San Germano Chisone 10.000;
“Dio è amore”, id.
10.000; C. C., Torino
1.000; A. R. B., Sampierdarena 10.000; I. C. B., Pisa 2.000; E. S.,
Lovere
8.500; D.G., Luserna San Giovanni 5.000; E. V.,
Trieste
5.000; M. G., Ospedaletti 50.000.
Totale generale offerte L.223.000.
Colletta all’Assemblea plenaria del 13/8/1978 ai Coppieri   L.200.000
Vendita n°4 copie del “Risveglio 1825”        10.000
Vendita n°30 copie dell’opuscolo “Cullmann”          19.800
Totale generale entrate           L.452.800
(0)
(°) di cui L.34.000 a mezzo conto corr. postale
Totale generale entrate dal 6/8/1978 al 18/8/1978    L.452.800
Totale generale uscite dal 6/8/1978 al 18/8/1978     275.640
(dettagli saranno comunicati alla prossima Assemblea)
Attivo di cassa al 18/8/78 L.177.160
                                                          
Situazione generale finanziaria al 1818/.1278                      L.2.220.735 223.000 200.000 10.000 19.800
entrate L.2.673.535                           
Fondo di cassa al 5/8/1978                uscite   275.640                                 
Offerte ricevute dal 6/8/1978 al 18/8/1978                                                  
Colletta all’Assemblea plenaria del 13/8/1978                                                        
Vendita n°4 copie del “Risveglio 1825”                                                      
Vendita n°36 copie dell’opuscolo “Cullmann”                                                        
Totale generale                                                                                                        
Attivo di cassa al 18/8/1978 2.397.895 (°) (°) di cui L.2.357.625
versate su libretto I.B.I. + L.34.800 su c.c.p. 2/4860 + L.5.470 in contanti =
Totale L.2.397.895
“Risveglio del 1825” vendute a tutto il 18/8/1978 n°506 copie
per un introito di L.1.063.400
Opuscolo “Cullmann” vendute a tutto il 18/8/1978 n°565 copie
per un introito di L.270.810.
Torre Pellice 18 Agosto 1978            Il
cassiere
Geraldo Mathieu
GLI OCCHI VOSTRI HANNO
VEDUTE LE GRANDI COSE CHE L’ETERNO HA FATTE
OSSERVATE DUNQUE TUTTI I COANDADENTI
CHE OGGI VI DO PERCH
É SIATE FORTI
Deut.11/7-8
Ciclostilato in proprio, non pubblicato
Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese
Casella postale
10060 Torre Pellice (Torino)

25 luglio 78

TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Circolare n. 41                                                                                   25 luglio 1978
ASSEMBLEA PLENARIA
L’attesa
per la nostra seconda Assemblea plenaria è vivissima. Come già annunziato, essa
avrà luogo domenica 13 agosto alle ore 15,30 a Torre Pellice nel tempio dei
Coppieri. Dopo il culto introduttivo, che comprenderà come al solito delle
preghiere spontanee, seguirà la lettura della relazione annua e il rendiconto
finanziario, poi discussione con parola libera, per concludere con un ordine
del giorno che ci indicherà la via che intendiamo seguire per l’avvenire.
I
partecipanti si annunziano numerosi anche da località lontane, ma siamo sicuri
che i membri della TEV più vicini, quelli della Val Pellice e Valli limitrofe
verranno in massa!
Preghiera
O
Signore, vieni a prendere nella mia vita il posto che ti è dovuto e allora
sarò, in grado di riconoscere al mio prossimo il posto di eguale e di fratello.
Sii la mia rocca, la mia giustizia. Allora l’invocazione di giustizia che parte
dal cuore degli uomini mi troverà presente.
Pain de ce jour 16 luglio 1978
BUONE
NOTIZIE!
Sabato
22 luglio rappresenta una importante tappa per la TEV.
Anzitutto
i coordinatori – e gli altri aderenti disponibili – si sono riuniti nel salone
delle attività che il Concistoro di Torre Pellice ci ha gentilmente concesso, e
ci concederà anche in futuro, insieme a un locale – più piccolo ad uso di
segreteria. Ne siamo tanto più grati in quanto è a Torre Pellice che la TEV
conta il maggior numero di aderenti.
Nel
passato abbiamo tenuto varie riunioni presso la Casa delle diaconesse, che
ringraziamo vivamente per l’ospitalità.
La
riunione ha acquistato un particolare significato per la presenza del Pastore
olandese Teunis Lekkerkerker e di sua Signora, di Ede. Egli ci ha portato,
parlando in italiano, un messaggio da parte della gioventù di Oosterwolde, di
cui egli è stato Pastore in passato. Questi giovani, guidati dal Pastore K. Ten
Klooster, hanno preso a interessarsi della TEV; hanno confezionato 10.000
piccole torte (avete letto bene: diecimila!) e sono andati a venderle per il
paese. Poi si sono fatti fotografare innalzando dei cartellini con
l’indicazione delle somme raccolte: 2.600 fiorini (quasi 900 mila lire!).
Abbiamo
espresso al Pastore Ekkerkerker la nostra riconoscenza e ai giovani olandesi abbiamo
inviato una lettera con le nostre firme.
RICHIAMO ALL’ESSENZIALE
Nel
1937 la Società delle missioni evangeliche di Parigi pubblicava una raccolta di
preghiere intitolate “Le preghiere della Bibbia e le nostre”, a cura
di A. Westphal.
Poiché
ogni risveglio religioso deve far leva sulla preghiera, ne abbiamo tradotto una
serie che vogliamo presentare volta per volta ai lettori di “Testimonianza
Evangelica Valdese” affinché essi possano da queste bellissime pagine
trarre non solo un insegnamento, ma aiuto e stimolo per mettersi sempre più e
sempre meglio in contatto con Dio.
Inizieremo
col proporre alla vostra meditazione alcuni pensieri tratti dall’introduzione
del libro.
La
preghiera è per l’anima ciò che il movimento è per il corpo e ciò
che
il respiro è per i polmoni: manifestazione della vita. Un corpo inerte è morto.
I polmoni senza respiro sono inanimati. Un’anima senza preghiera è un’anima
staccata dalle condizioni spirituali della sua esistenza. Limitata agli eventi
terreni, essa vegeta. È come mutilata.
La
natura ha orrore del vuoto. Un silenzio che dura spaventa. Poche sono le
creature così snaturate da non aver mai sospirato almeno una volta nella loro
vita: Mio Dio, se potessi pregare.
Tu
puoi pregare. Sei ancora in tempo a riaccendere in te la fiamma della
preghiera. Chinati sulla Bibbia. Con umiltà ricerca nelle sue pagine i
caratteri della preghiera. Ascolta pregare e tosto salirà dal fondo del tuo
essere l’invocazione del salmista: “Il mio cuore mi dice da parte tua:
Cercate la mia faccia! Io cerco la tua faccia, o Eterno!”
Ringraziamo
Graziella Perrin per averci, con questo scritto, richiamato all’essenziale
della vita cristiana: la preghiera. Gli uomini possono affannarsi per molte
cose, ma tutto si rivelerà illusorio, se non preceduto e accompagnato dalla
preghiera. Questa necessità è stata avvertita dalla TEV, le cui Assemblee sono
precedute da un momento di preghiere spontanee. Ma dobbiamo ancora fare molti
progressi. Prendiamo il Signore in parola! È Lui che ci esorta a farlo:
“In verità io vi dico: se due di voi sulla terra s’accordano a domandare
una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa” (Mtt.18/19). Il difficile è
quando veniamo al pratico.
Per
esempio: se uno di noi sente la necessità che i fratelli preghino per lui, ce
lo faccia sapere. Menzioneremo la sua richiesta sulla circolare e tutti noi ne
faremo oggetto di intercessione fino alla successiva circolare. L’interessato
ci farà poi sapere come è stato esaudito.
Inoltre
domandiamo a tutti i membri della TEV di ricordarsi nelle loro preghiere
dell’Assemblea plenaria del 13 Agosto. Se questa Assemblea sarà preparata da
tante e tante, sia pur deboli preghiere, chissà quante benedizioni potremo
ricevere in questa occasione.
IL
RISVEGLIO DEL 1825 ALLL VALLI
Molti
ci hanno assicurato che queste settimane avremo alle Valli occasione di vendere
numerose copie del libro sul “Risveglio”. Lo speriamo vivamente,
contando sulla vostra collaborazione. Abbiamo letto un pensiero di Augusto
Segre, che ci pare calzi a puntino per questo libro:
È
possibile pensare e costruire un futuro valido e sicuro, solamente quando si
studia e si analizza il passato, cercando di evitare, nel presente che si vive,
i vecchi errori. Senza il passato, non si vive il presente, non si può operare
per il futuro. Dimenticare poi non serve a niente. Siamo immersi nella storia e
la storia rivive in noi. Il passato ritorna sempre con la sua voce ammonitrice
ed educatrice per chi la sa ascoltare e nessuna coscienza onesta la può
soffocare”.
CONGRESSO SALUTISTA A LONDRA
“Verranno
in molti dal nord e dal sud, dall’est e dall’ovest; parteci­peranno tutti al
banchetto nel regno di Dio” (Luca 13/29). Possa questo Congresso
internazionale essere un anticipo del giorno in cui questa pro­messa sarà
pienamente adempiuta”.
Nello
spirito di questo auspicio introduttivo, che è autentica preghie­ra, si è
tenuto a Londra dal 30 giugno al 9 luglio il quinto Congresso Internazionale
dell’Esercito della Salvezza. Cento anni fa la “Missione Cristiana”
di William Booth, che aveva iniziato la sua attività nei sor­didi quartieri
dell’East End londinese, diveniva “Esercito”, con la sua
caratteristica struttura militare, e si muovevano anche per le strade le prime
tipiche bande musicali di ottoni e grancassa, a sostegno delle adu­nanze
all’aperto. Ricorrono pure quest’anno 1’80° anniversario delle corali salutiste
ed altri significativi centenari dell’Opera (la compila­zione finale degli
articoli dì fede, la presentazione della bandiera). Ma – ha detto giustamente
Arnold Brown, attuale capo dell’Opera – si ce­lebra anzitutto Colui il cui Nome
è al di sopra di ogni altro: Gesù, il nostro Signore.
Non è
certo possibile descrivere, sia pur brevemente, il complesso del­le riunioni,
studi biblici, concerti, rappresentazioni sceniche, proiezio­ni, cortei,
adunanze all’aperto, che hanno caratterizzato “l’invasione” di Londra
da parte di circa 30.000 salutisti di tutto il mondo. Ricorderemo sommariamente,
per sottolineare l’importanza dell’evento, il ricevimento della bandiera
salutista nell’Abbazia di Westminster, la presenza e il discorso del principe
Carlo alla cerimonia di apertura nella gigantesca Empire Pool di Wembley, il
corteo dei duemila delegati ufficiali, divisi per nazioni di provenienza, dalla
Horse Guards Parade per le vie centrali di Londra, a traffico fermo, con arrivo
in Trafalgar Square e adunanze nella grande piazza con migliaia di presenti.
Ricorderemo ancora i magni­fici concerti delle varie “Staff Bands”
nella prestigiosa cornice della Royal Albert Hall, il coro con 1.000 elementi,
il commovente stupendo “musical” “The blood of the Lamb”(il
Sangue dell’Agnello) rappresentato in prima esecuzione nel nuovo auditorium di
Wembley, l’adunata generale di chiusura nel grande ben noto stadio. Ma, al di
là di tutto ciò (che qualcuno potrebbe definire “esteriorità”)
vogliamo notare qualcosa di molta importanza, dal punto di vista di un credente
valdese che ha segui­to il Congresso. Innanzi tutto lo spirito di lode e di
adorazione del Signore che permeavano tutte le attività, tutte le riunioni, per
cui ogni cosa diveniva vero atto di culto. E questo non è certo poco, in
un’epoca in cui, da noi, si discute sul significato del culto, sulla pesan­tezza
di una liturgia rigida, sulla scarsità della frequenza. Sentendo il termine
“congresso” noi pensiamo necessariamente a relazioni verbali, a
discussioni, a correnti, a votazioni e così via, come avviene per i partiti
politici, e, purtroppo, anche nelle nostre assemblee e nei nostri Sinodi. Non
immaginiamo un Congresso che sia tutto una sinfonia di lode al Signore,
l’unisono di migliaia di voci osannanti, la potente ricarica spirituale
generate dal trovarsi con autentici fratelli ad adorare lo stesso Dio. La
riscoperta dell’adorazione nel culto e nelle nostre assem­blee rappresenterebbe
anche per noi orgogliosi membri di chiese storiche un prezioso mezzo per
superare la nostra innegabile crisi.
La
seconda osservazione, connessa con la precedente, è la presenza dei giovani al
Congresso: migliaia di giovani impegnati ed entusiasti. Non è vero dunque che i
giovani d’oggi siano costituzionalmente indifferenti, anche se l’atteggiamento
giovanile in Italia è al riguardo più difficile che altrove, probabilmente per
l’indigestione di slogans estremistici in quest’ultimo decennio, che hanno
finito per nauseare molti giovani rendendo loro più arduo l’entusiasmarsi per
ciò che veramente conta. Se agli giovani si presentano attività ben
programmate, che li interessino e li occupino, essi vengono, e si pongono nella
migliore disposizione d’animo
Segue:
Congresso salutista
per
avere, in seguito se non subito, un’autentica esperienza personale di fede. E’
quanto fa l’Esercito della Salvezza con le sue multiformi attività-specifiche
per i giovani: bande musicali, corali, piccoli complessi, tamburreliste, teatro
(drammi e “musicals” a carattere religioso), gruppi scoutistici, e
con la sua potente opera sociale che impegna migliaia di giovani: centri anziani,
asili nido, ospedali, dispensari, orfanotrofi, scuole, centri per sordomuti,
per handicappati, per drogati, mense e dormitori popolari, pensioni per
studenti, case di riabilitazione per ragazze, gruppi di emergenza per calamità
naturali… per citare solo le principali attività sociali. E tutto questo
anche in Gran Bretagna e nei paesi più sviluppati, ove non mancano certo i
centri di attività giovanile e le opere sociali pubbliche. Significato di
“testimonianza cristiana!”.
Un
giornalista de “L’Europeo”, commentando giorni fa un suo breve
servizio fotografico sul Congresso, concludeva facendo notare che “una
risata non può essere una risposta valida ai perché del successo dell’Esercito
della Salvezza… e non si può dimenticare il fatto che, insieme ai romanzi veristi
di Dickens e ‘Lola, è stato proprio questo “esercito” a dare la
spinta decisiva a tutta la legislazione sociale moderna dell’Occidente”.
Una domanda polemica allora s’impone: nel giudicare l’Esercito della Salvezza
non mostriamo talvolta noi evangelici non salutisti minore sensibilità e
maggior prevenzione di quelle manifestate da questo osservatore esterno?
Adriano
Donini
GESU’ E
LA POLITICA
L’annunziato
opuscolo del prof. Cullmann su “Gesù ha avuto propositi di riforma
politica?” è in distribuzione, e già molte copie sono state richieste. Non
essendo in commercio, lo inviamo a chi ce lo richiede, con preghiera di inviare
un’offerta (suggeriamo 800 lire franco di porto). Confidiamo sulla
collaborazione di tutti i membri della TEST, che non solo si procureranno la
loro copia, ma si adopreranno per la diffusione.
UN
MESSAGGIO DALLA ZAMBIA
Ricordiamo
che il 30 luglio alle ore 22 su onde medie 1466 kC=205 m. Trans Word Radio
trasmetterà in italiano un breve messaggio della missionaria Laura,
specialmente dedicato ai lavoratori in Germania.
UN LIBRO
DA LEGGERE
A cura
delle edizioni G.B.U. è stata pubblicata la traduzione del libro di Michael
Green “Dire Gesù è dire libertà” Pag.185 L.3.300. Si può trovare
presso la Libreria Claudiana di Torre Pellice.
“In
Indonesia – leggiamo a pag.51 – c’è un massiccio movimento da un Islam nominale
a Cristo, e se chiedete a qualsiasi Pastore quale sia il suo problema, egli vi
dirà: “Troppi convertiti. In Tanzania i soli Anglicani hanno dovuto
costruire chiese al ritmo di due a settimana, per mettersi al passo con il
tasso di crescita della chiesa, che per molti anni ha superato il 14% annuo. La
crescita dei Battisti in Russia è un fatto ampiamente riconosciuto negli anni
recenti, e il risveglio della Chiesa Ortodossa non è meno notevole. Tutti i
giovani preti sono gente cresciuta, naturalmente, sotto l’indottrinamento
dell’ateismo, e quindi il loro impegno verso il ministero cristiano non è
certamente superficiale o tradizionalista, In Etiopia un pugno di protestanti
abbandonò il paese nel 1936 in seguito alla guerra, lasciando dietro a sè una
quarantina di convertiti alquanto vacillanti, i quali, durante gli anni che
seguirono, rimasero completamente isolati. Quando nel 1946 i missionari
tornarono, domandandosi se dovessero ricominciare da zero, trovarono una chiesa
fiorente di quarantamila persone e oggi sono più di trecentomila”.
(Il
missionario Bruno Tron, recentemente tornato dall’Eritrea, ci ha confermato la
sostanziale esattezza di quest’ultima notizia).
T.E.V. E
TEOLOGIA
Il
Pastore emerito Alberto Ribet scrive:
Ancora
un contributo nella ricerca di una posizione teologica della TEV. Ma questa
volta non ha solo il valore di una idea personale di un Pastore del XX° secolo,
bensì esprime il pensiero del grande riformatore Calvino. Il noto studioso del
pensiero sociale di Calvino, André Bieler (Umanesimo sociale di Calvino, ed.
Claudiana pag. 29) così sintetizza ii pensiero di Calvino in materia:
Riassumendo,
i cristiani partecipano obbligatoriamente alla vita politica attiva quando sono
coscienti della responsabilità che deriva dalla loro fede. Lo fanno
principalmente nei tre modi seguenti:
1.
Innanzi tutto contribuendo, col loro impegno personale, a erigere in seno alla
città una comunità cristiana che sia più fedele possibile all’evangelo; è
questo certamente il loro apporto più importante alla vita civica del paese; è
in tal modo che danno prova del patriottismo più illuminato.
2. In
secondo luogo, impegnandosi personalmente nella azione politica per sempre
migliorare la vita della società, seguendo le vie legali ed istituzionali.
3.
Infine rifiutando energicamente di ubbidire allo Stato ogni volta che esso
accolla loro dei doveri incompatibili con le esigenze dell’Evangelo.
Commento
Non c’è
un solo membro della TEV che non concordi di cuore con il pensiero di Calvino,
come espressa nel primo paragrafo. Noi crediamo che il miglior mezzo per il
rinnovamento della Società è che la Chiesa sia veramente Chiesa. Allora essa
diventa come una profezia del Regno di Dio; allora il mondo comprenderà che
l’Evangelo non è solo una astrazione, ma trova una realizzazione, almeno
parziale, nella realtà della Chiesa.
Ma se i
cristiani non sanno vivere nella Chiesa ispirandosi all’insegnamento del
Signore e all’esempio della Chiesa cristiana primitiva, a che cosa servirà loro
di “impegnarsi personalmente nella azione politica?
DAI
CORRISPONDENTI
Da Milano. Ricevo regolarmente e leggo sempre con interesse
il bollettino della TEV. E non posso non aver sempre davanti agli occhi della
mente e del cuore quanto Paolo dice ai Colossesi 4/6: “Il vostro parlare
sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a
ciascuno”. Purtroppo a volte sembra che il sale manchi e che il nostro
parlare non sia con esso condito! Grazie per quanto fate per l’opera del
Signore; in Lui solo noi confidiamo.
Da Milano. Leggo molto volentieri il vostro bollettino. Con
molti saluti e ringraziamenti a tutti coloro che dirigono e si occupano così
con amore di questa testimonianza preziosa.
UN LUTTO
Il 16
corr. all’ospedale di Torre Pellice è deceduta Federica Jalla, in età di 85
anni, membra della TEV fin dal primo momento. A Ventimiglia dove abitava, era
molto conosciuta e stimata, ma in modo particolare la piange la comunità di
Vallecrosia, di cui è stata membro attivo fino all’estremo delle sue forze. Per
molti anni è stata insegnante nelle scuole evangeliche fondate da Mrs. Boyce.
Ringraziamo i 1 Signore per quello che questa donna cristiana ha rappresentato
per la Chiesa, ed esprimiamo alla famiglia, e specialmente alla sorella Ottavia,
di gente all’ospedale di Torino, la nostra fraterna simpatia cristiana.
FINANZE
Situazione
finanziaria al 17/7/1978
Entrate
dal 1/7/1978 al 17/7/1978
Offrerte
per opuscolo “Cullmann” n°21 per un importo di L.10.500
Totale
generale entrate L.78.500
Totale
generale entrate dal 1/7/1978 al 17/7/1978 Totale generale uscite dal 1/7/1978
al 17/7/1978 (dettagli delle uscite comunicati in occasione della prossima
Assemblea)                                          L.78.500
                                                                                               42.750
                                   
Attivo
di cassa al 17/7/1978                             L.35.750
Totale
vendite “Risveglio” a tutto il 17/7/1978 n°495 copie per un importo
di L.1.035.900
Totale
offerte per opuscolo “Cullmann” a tutto il 17/7/1978 n°136 copie per
un importo di L.69.000.
CONTO
CONSUNTIVO 1 luglio 1977 – 30 giugno 1978
ENTRATE                                                      USCITE
Fondo
cassa al 30/6/1977 L. 759.939    Stampa
2.004)”Risveglio” 2.015.000
Offerte
ricevute                         3.774.770
       Spese per circolari                    1.128.135
Collette
alle Assemblee 682.800           Spese postali                            948.840
Vendita
n° 495 “Risveglio” 1.035.900 Spedizione “Risveglio”   21.335
Offerte
opusc. “Cullmann”       58.500 Cancelleria e varie                   94.360
Rimborso
porti, interessi          25.200 stampa “Il Giuro”                     15.000
Offerte
per “Il Giuro”               12.600 Contributi vari (°)                    431.600
Totale
genr. entrate      L.6.349.609     Totale gener. uscite      L.4.654.270
Attivo
di cassa al 30/6/1978     L.1.695.339
DEFICIT
sul “Risveglio. 1825” al 30/6/1978: L.1.000.000 circa
(°)
Alleanza Evangelica Italiana L.20.000 – Movimento per gli Tzigani 50.000;
Restauri tempio del Ciabas 175.750; “Voce amica” di Sanremo 30.400;
restauri San Secondo 56.650; Associazione luoghi storici delle Valli 48.700;
restauri organo San Germano 50.100.
Torre
Pellice 30 Giugno 1978                                                  Il
cassiere
  Geraldo Mathieu
BENEDICI,
ANIMA MIA, L’ETERNO E NON DIMENTICARE ALCUNO
DEI SUOI
BENEFICI   (Salmo 103/2)
Ciclostilato
in proprio, non pubblicato
Indirizzo: Testimonianza Evangelica Valdese
Casella postale
10066 Torre Pellice (Torino)