1 La fine dei notri trempi – J.-M. Thobois
La fine dei nostri tempi (1) – J.-M. Thobois (anno 2016 circa)
(Nota: queste conferenze fanno parte di una serie di 5, date alcuni anni fa, durante un fine settimana. Quando l’autore si riferisce ad alcune cose già dette, si tratta a volte del giorno stesso, della sera o del mattino precedenti. Per ascoltarle aprire “La breve storia di…” e collegarsi alla stringa con ctrl +clic per cercarla in quelle pubblicate).
Mi è stato chiesto di parlavi degli avvenimenti del nostro tempo. Credo che sia un soggetto effettivamente appropriato, perché stiamo viviamo tempi particolarmente gravi. Tempi in cui la storia precipita in fretta. Vediamo dei segni precursori annunciati dai profeti. È vero che l’argomento è talmente vasto che ci vorrebbero dei giorni per parlarne ampiamente e sono costretto a schematizzare, ma spero di poter darvi un’idea sufficiente perché possiamo essere preparati ad incontrare il nostro Signore.
Parlare degli avvenimenti del nostro tempo, sarà quello di parlare essenzialmente del libro dell’Apocalisse. Sarà quindi il nostro soggetto principale. Tenendo conto che questo libro è particolarmente difficile, non pretendo rispondere a tutte le domande che esso ci pone. Per introdurci leggerò un testo che non è quello dell’Apocalisse, perché non se ne può parlare se prima non si sono esaminate le profezie di Daniele.
Questa volta cercherò di fare uno studio sulle profezie di Daniele, e sarà solo in seguito che inizierò a parlare di ciò che dice l’Apocalisse.
Per iniziare vuole leggere nel libro di Daniele, il capitolo 12, cioè l’ultimo, a partire dal versetto 5:
“5 Poi io, Daniele, guardai, ed ecco altri due uomini in piedi: l’uno su questa sponda del fiume 6 e l’altro sulla sponda opposta. Uno di essi disse all’uomo vestito di lino che stava sulle acque del fiume: “Quando sarà la fine di queste cose straordinarie?” 7 Udii l’uomo vestito di lino, che stava sopra le acque del fiume. Egli alzò la mano destra e la mano sinistra al cielo e giurò per colui che vive in eterno dicendo: “Questo durerà un tempo, dei tempi e la metà d’un tempo; e quando la forza del popolo santo sarà interamente spezzata, allora tutte queste cose si compiranno”. 8 Io udii, ma non compresi e dissi: “Mio signore, quale sarà la fine di queste cose?” 9 Egli rispose: “Va’ Daniele; perché queste parole sono nascoste e sigillate sino al tempo della fine. 10 Molti saranno purificati, imbiancati, affinati; ma gli empi agiranno empiamente e nessuno degli empi capirà, ma capiranno i saggi. 11 Dal momento in cui sarà abolito il sacrificio quotidiano e sarà rizzata l’abominazione della desolazione, passeranno 1290 giorni. 12 Beato chi aspetta e giunge a 1335 giorni! 13 Tu avviati verso la fine; tu ti riposerai e poi ti rialzerai per ricevere la tua parte di eredità alla fine dei tempi“».
È con queste parole che termina il libro di Daniele. Strane rivelazioni ricevute da quest’uomo di Dio che hanno prodotto una sorgente di stupore. Alla fine di questa rivelazione è detto che “udii ma non avevo capito”. Allora chiede spiegazione e dice all’angelo: “fammi capire”. E l’angelo a grandi linee gli disse questo: “queste parole dovranno rimanere nascoste, non cercare di capirle!. Non cercare di capire, perché tutto questo non ti riguarda! Non è per oggi che tu hai scritto queste cose, non è per il tuo tempo che sono scritte. Queste cose saranno nascoste, secretate, velate fino ai tempi della fine; e sarà solo ai tempi della fine, che uomini saggi, resi saggi dallo spirito Santo, saranno capaci di capire.
Ecco quindi che il libro di Daniele si presenta come un libro suggellato, chiuso, velato. Perciò è in qualche modo un libro incomprensibile. È esattamente quello che troviamo nel libro dell’Apocalisse.
Leggiamo ora un altro testo in Apocalisse capitolo 5, versetto 1: “Vidi nella destra di colui che sedeva sul trono un libro scritto di dentro e di fuori, sigillato con sette sigilli. “ Ecco qui il libro suggellato ai tempi di Daniele che riappare ai tempi di Giovanni (autore dell’Apocalisse). Ora questo libro è davanti a tutti gli esseri celesti davanti al trono di Dio “2 E vidi un angelo potente che gridava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e di sciogliere i sigilli?» 3 Ma nessuno, né in cielo, né sulla terra, né sotto la terra, poteva aprire il libro, né guardarlo. 4 Io piangevo molto perché non si era trovato nessuno che fosse degno di aprire il libro, e di guardarlo. 5 Ma uno degli anziani mi disse: «Non piangere; ecco, il leone della tribù di Giuda, il discendente di Davide, ha vinto per aprire il libro e i suoi sette sigilli». “6 Poi vidi, in mezzo al trono e alle quattro creature viventi e in mezzo agli anziani, un Agnello in piedi, che sembrava essere stato immolato, e aveva sette corna e sette occhi che sono i sette spiriti di Dio, mandati per tutta la terra. 7 Egli venne e prese il libro dalla destra di colui che sedeva sul trono.
8 Quand’ebbe preso il libro, le quattro creature viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello, ciascuno con una cetra e delle coppe d’oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi. 9 Essi cantavano un cantico nuovo, dicendo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai acquistato a Dio, con il tuo sangue, gente di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, 10 e ne hai fatto per il nostro Dio un regno e dei sacerdoti; e regneranno sulla terra».
Vedete quindi che c’è una corrispondenza tra il libro di Daniele e il libro dell’Apocalisse. Apocalupsis, in greco significa, rivelazione, svelamento; qualcosa che era nascosto diventa visibile; qualcosa che era segreto che diventa comprensibile. Dunque abbiamo visto che nel libro di Daniele, alla fine di questo libro, che questa profezia è nascosta, sigillata, incomprensibile, segreta fino ai tempi della fine. E la fine quando comincia? La fine comincia con Gesù. La fine è cominciata 2000 anni fa. Può sorprendervi, ma è quello che è scritto nel libro degli Atti. Pietro, nel giorno della Pentecoste, 2000 anni fa dichiara, quello che ha detto il profeta Gioele: “17 “Avverrà negli ultimi giorni”, dice Dio, “che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona…”. Gli ultimi tempi dunque cominciano con Gesù. Evidentemente si potrà obiettare, che questo è successo 2000 anni fa. È vero che per noi questi sono tanti anni! Non per Dio. L’apostolo Pietro ci dice che per Dio un giorno è come 1000 anni, e 1000 anni come un giorno. E dei tempi di Gesù, dei tempi di Giovanni dell’Apocalisse, noi siamo alla fine dei tempi. In un certo qual modo possiamo dire che i discepoli vivevano l’inizio della fine, e noi viviamo la fine della fine. Perciò quando comincia l’inizio della fine, Giovanni vede nel cielo la corte celeste, e vedremo che è la stessa corte celeste che ha visto Daniele, e in quella circostanza vede che viene portato questo libro sigillato, lo stesso libro era stato sigillato ai tempi di Daniele dall’angelo, ora questo libro che è stato nascosto, sigillato, tenuto segreto, è arrivato il momento di svelarlo. Apocalypsis, in greco – non vuol dire come sovente la gente pensa: catastrofi, maledizioni, disastri – vuol dire rivelazione, svelamento. Ora questo libro che era sigillato, nascosto, segreto grazie al Gesù e con Gesù è rivelato; viene spiegato ed è comprensibile. Gesù è la chiave della profezia, è colui che ci dà il senso della profezia, e ci permette di capire in che tempo viviamo, che è quello della fine. Ecco quello che volevo dirvi per iniziare, perché le cose siano chiare quando parliamo dell’Apocalisse.
Ora, ci ha detto che gli uomini saggi capiranno. Lo dirà anche Gesù e un certo numero di testi, quando parla del suo ritorno, “Chi può capire, capisca». (Mat 19:12). Perché se queste cose diventano chiare, sono rivelate, non lo sono per tutti. Gesù parlava anche così ai discepoli con le parabole. Un giorno i discepoli chiedono Gesù, perché parli alla gente in parabole? Gesù risponde: perché ascoltando non capiscano; perché vedendo, non se ne rendono conto; perché udendo non realizzino quel che si dice. Perché Dio ha voluto che le loro orecchie siano turate, che loro occhi siano chiusi, che i loro cuori siano duri. Perché non è stato dato a loro di conoscere i misteri del Regno dei cieli, ma siate felici che le vostre orecchie, se i vostri occhi vedono capiscono, perché molti profeti e giusti avrebbero voluto ascoltare, e vedere quello che vedete voi e non hanno potuto. A voi è stato concesso di conoscere il mistero del Regno dei Cieli. Guardate, queste cose misteriose che erano nascoste nelle profezie di Daniele, che ora sono rivelate, manifestate in Gesù, lo sono per i veri discepoli di Gesù, e solo quelli sono capaci di capire il senso degli avvenimenti che stiamo vivendo in questi tempi. Questo era anche il secondo punto sul quale volevo soffermarmi.
Ma ora veniamo a queste profezie di Daniele.
Il profeta Daniele ha avuto due grandi visioni essenziali per comprendere, appunto, i tempi in cui viviamo. La prima si trova al capitolo 2 e la seconda al capitolo 7. Queste due visioni sono uno stesso messaggio presentato in maniera diversa ma con la stessa idea. Il capitolo 2 parla del re Nebucadnestrar che vede una grande statua. Una statua che è composta da quattro parti: una testa d’oro, un torace d’argento, con un ventre di bronzo, e dei piedi di ferro mescolati in parte con argilla. Mentre osserva la stato il re improvvisamente scorge una pietra che si stacca dalla montagna, senza alcun aiuto umano, e piomba sulle gambe della statua, cioè la sua parte più debole. E questa statua si disintegra come un castello di carta. E la pietra, staccatasi dalla montagna, si ingrossa talmente da riempire tutta la terra. Allora Daniele dà la spiegazione di questo sogno. Gli dice che queste quattro parti della statua, sono quattro imperi che domineranno il popolo d’Israele fino ai tempi della fine. Questi imperi umani saranno distrutti dal regno di Dio. Quando leggete l’evangelo si parla sovente del regno di Dio. Gesù predicava il regno di Dio. Bene cerchiamo di capire che cos’è il regno di Dio. Questa era la prima visione.
La seconda visione si trova al capitolo sette di Daniele dove abbiamo la stessa realtà in forma diversa. Il profeta questa volta è Daniele che vede quattro animali feroci, che si succedono l’uno dopo l’altro; che salgono dal gran mare (si tratta del Mediterraneo), e che in un certo senso si autodistruggono, si eliminano l’un l’altro. Il primo animale è simile a un leone, il secondo a un orso, il terzo è leopardo, e il quarto è l’animale che sulla terra non ha l’equivalente, è un animale che non esiste e ci è detto semplicemente che è il più terribile, il più orribile di queste bestie feroci, che aveva dei grandi artigli di ferro che tritavano tutto. E l’angelo darà la spiegazione di questi quattro animali, che in fondo sono le quattro parti della statua. Nel sogno si trattava di quattro parti della statua, qui si tratta di quattro animali, ma questi animali rappresentano anche loro quattro imperi. E l’angelo identificherà questi quattro imperi. Il primo impero rappresentato nel primo sogno dalla testa d’oro, e nel secondo sogno con il leone, è l’impero babilonese. Nebucatnetsar è re di Babilonia e Daniele gli dice: “il primo impero, testa d’oro sei tu re “. Quindi qualcosa di prezioso, il leone che è il re degli animali. È l’impero più evoluto. “Dopo di te – dice Daniele – verrà un altro impero inferiore al tuo”. E lo indica come quello dei Medi e dei Persi. Era un impero composto da due popoli (Medi e Persi). Ecco perché la statua aveva due braccia che rappresentavano i Medi e i Persi. E nella visione degli animali questi popoli sono rappresentati da un orso. Il terzo impero è quello greco. Quello di Alessandro il Grande. Rappresentato dal ventre in bronzo, e dal leopardo animale molto rapido. Le conquiste di Alessandro il Grande, primo re di questo impero, sono state estremamente rapide. Bene, fin qui non ci sono problemi. Questi tre imperi si possono identificare senza difficoltà. Il problema sorge con la quarta bestia. Abbiamo visto che la quarta bestia è veramente speciale. Non appartiene al nostro mondo. Non possiamo identificarla con un animale oggi esistente. E non possiamo neanche identificarla con un impero per la semplice ragione che all’epoca di Daniele quest’impero non esisteva. Bisognerà aspettare circa un secolo e mezzo o due secoli, per identificare quest’ultimo impero. Il quarto impero è quello romano.
L’impero romano che è succeduto a quello greco, oggi lo sappiamo perché fa parte della storia non ancora conosciuta ai tempi di Daniele, e a quel momento non esisteva ancora. Per questo non ha potuto designarlo. Quest’impero fu effettivamente il più crudele, il più devastatore di tutti gli altri. In un certo qual senso era come il risorgente impero di Babilonia. Ecco perché lo ritroviamo anche nel libro dell’Apocalisse con il nome di “Grande Babilonia”. Avremo l’occasione di ritornare su questo argomento. Ora mi direte: l’impero romano è scomparso! Oggi non esiste più! Ora quest’impero era destinato ad esistere fino ai tempi della fine. Fino al momento in cui si staccherà dalla montagna una pietra che colpirà gli arti della statua. E così se ritorniamo al capitolo sette e di Daniele, vediamo qualcosa di molto interessante. Questo impero tocca il livello massimo del suo peccato e provocherà un certo numero di avvenimenti terribili; in particolare un avvenimento che sarà citato nel Nuovo Testamento, in particolare nelle lettere dell’apostolo Paolo, e in particolare nella seconda lettera ai Tessalonicesi capitolo 2, in cui i Tessalonicesi chiedono a Paolo di sapere quando Gesù ritornerà. Alcuni si chiedono anche se nei fatti Gesù non sia già ritornato e se, quello che noi chiamiamo “rapimento della Chiesa” non sia già avvenuto. Ma Paolo li rassicura: “no, no, il rapimento della Chiesa non c’è ancora stato! ” Perché, appunto, per la venuta del Signore, occorrono due cose: l’apparizione dell’uomo del peccato, il figlio della perdizione, l’avversario che si innalza al di sopra di tutto quello che è chiamato Dio, e prima della sua venuta dev’essere manifestata ciò che vien chiamato: “l’apostasia”.
L’apostasia è una parola greca che significa: abbandono della fede. Cioè, l’abbandono della fede da parte di chi aveva fede, ed ora la rinnegano. E questo coinvolge il mondo ambientale e riguarda anche la Chiesa. Questa apostasia Daniele la vede nel capitolo sette come un corno che fuoriesce da questa bestia per raggiungere fino in cielo, con lo scopo di far cadere la verità per terra, per calpestarla. Per bestemmiare come nessun’altra bestia lo ha fatto prima, e – dice il nostro testo – giungere al punto di cambiare il nostro calendario e la Thora, la Parola di Dio. Questo è il segno dell’apostasia.
Non so se voi seguite un po’ l’attualità. Oggi c’è un punto che mi preoccupa enormemente, sono le discussioni che riguardano la domenica perché la si vuole sopprimere e farla diventare un giorno come gli altri in cui si lavorerebbe. “Cercherà di cambiare il calendario e la Thora Parola di Dio”. Su questo ci ritornerò alla fine per fare un parallelo tra quello che la Bibbia annuncia e quello che viviamo oggi. Vedremo che c’è una coincidenza stupefacente tra quello che le profezie annunciano che la nostra vita di oggi. Ritorniamo però alla nostra profezia.
Dunque ci è detto che questo corno riuscì a far cadere per terra la verità. Questo è troppo; è troppo! Mentre questo corno riesce nella sua iniziativa, appare una corte celeste dove è stato posto un trono, che nella Bibbia è l’immagine del giudizio. Un vegliardo si siede sul trono e comincia un processo, il processo della bestia. Un libro viene aperto – non sono i libri di cui si parlava prima – è un libro in cui sono scritti gli atti d’accusa contro questo terribile animale. Dopo di che finalmente viene proclamata la sentenza e la bestia è condannata a morte. È a questo momento che attraverso le nuvole del cielo sopraggiunge qualcuno simile al figlio dell’uomo. Questo figlio dell’uomo è l’equivalente della pietra che abbiamo visto nel capitolo due del libro di Daniele. Come vedete sovente nelle profezie, una bestia o in questo caso il figlio dell’uomo, sono di volta in volta il regno oppure il re di questo regno. Qui abbiamo l’apparizione di un quinto regno, di un quinto impero che è il regno di Dio. Come la pietra rappresentava il quinto regno, così il figlio dell’uomo rappresenta il quinto regno.
Perché qui si parla del figlio dell’uomo? Figlio dell’uomo in ebraico significa semplicemente l’uomo, un uomo, un essere umano che è in contrasto con la bestia. I primi quattro imperi sono umani, bestiali, feroci, senza cuore, che è il marchio degli eredi di questo mondo. E come sempre questi regni non hanno un cuore. Non conoscono che i loro interessi. È De Gaulle che diceva: “Le nazioni non hanno amici ma solo degli interessi”. Sono bestie! È così che reagiscono le bestie! Le bestie ricercano solo il loro interesse, agiscono d’istinto, sono insaziabili e voraci. Infatti gli imperi umani sono inumani! Ma il quinto impero, il regno di Dio sarà un impero umano, completamente totalmente diverso dagli altri! Chi si prenderà il carico, come dice il capitolo 11 del libro del profeta Isaia, il destino dei piccoli, la vita di quelli che soffrono, la sorte di quelli che sono umiliati. E poi certamente, questo figlio dell’uomo non è solo il quinto regno ma è anche il Re di questo regno, cioè il Messia. Questo re riceve la corona, ma riceve anche l’ordine di eseguire il giudizio, la condanna sulla bestia. E fate bene attenzione, il figlio dell’uomo che troviamo negli evangeli cioè Gesù è anche giudice negli ultimi giorni. E qui viene alla ribalta il giudizio finale. Il figlio dell’uomo verrà con la gloria di Dio e radunerà tutti gli uomini che dovranno rendere conto delle loro azioni e di ciò che è stata la loro vita. Questa sarà la condizione preventiva all’instaurazione del regno di Dio, questo regno di giustizia, di pace e di misericordia che sarà il regno di Dio e del figlio dell’uomo. Il quinto regno. È in quello momento che la bestia sarà uccisa e gettata nel fuoco.
Allora i santi, quelli che hanno aspettato il signore, che sono stati fedeli ricevono anche loro il regno col figlio dell’uomo, essi regneranno con lui per l’eternità.
Ecco in breve un’esposizione di quello che sono le profezie di Daniele e come egli vede le cose ultime.
Ora all’epoca di Giovanni i primi tre regni erano scomparsi. Ma lui viveva quando il quarto impero, quello romano, era al suo apogeo. Abbiamo visto che gli ultimi tempi sono cominciati in durante la sua vita. Lo scopo dell’Apocalisse era: “scrivi – dice l’angelo – quello che è nel tuo tempo, e ciò che verrà in seguito”. Di conseguenza nell’Apocalisse ci sono tutti gli avvenimenti da Giovanni fino ai nostri giorni, o più esattamente fino ai tempi della fine. Perché l’ultimo impero, quello romano, il quarto, deve durare fino alla fine. Allora qui per noi c’è un problema. Mi direte che l’impero romano è scomparso. Ecco perché ovviamente i saggi di Israele hanno proprio studiato la visione della statua e hanno constatato che ci sono diverse tappe della storia dell’impero romano. Prima di tutto essa è composta solo di ferro, cioè è omogenea e solida. E questo riguarda proprio la prima parte di questo impero. In seguito c’è una seconda tappa della sua esistenza che riguardano i piedi d’argilla, gli arti in particolare, che sono composti sia col ferro che con argilla, il che significa che sono forti e in parte deboli. Il ferro è forte e ovviamente l’argilla è debole.
L’altra profezia ci dice anche che le 10 dita sono dei re che emergeranno da questo regno. 10 è un numero simbolico, il che non vuol dire che ci saranno solo 10 re. Si potrebbe dire che ci sarà un certo qual numero di re. Vuol dire che nel tempo della fine, l’impero romano che all’inizio era omogeneo, si frantumerà in un certo numero di regni, che saranno allo stesso tempo deboli e forti, che leggendo nel capitolo 11 di Daniele, questi regni si combatteranno tra di loro.
Ora sappiamo che nei primi secoli della nostra epoca, l’impero romano è esploso per formare l’Europa come oggi esiste. Quindi l’Europa così come la conosciamo è il risultato dell’evoluzione dell’impero romano. Guardate bene che nella storia dell’Europa c’è sempre stato il ricordo dell’impero romano e gli europei hanno sempre sognato di ristabilire quest’impero. Il primo è stato Carlo Magno, che negli anni 800 ha creato il santo impero germanico; per andare veloci un po’ più vicino a noi, c’è stato Napoleone che si è proclamato imperatore. Perché pensate che ci sia proclamato imperatore? Come gli imperatori romani ha costruito l’Arco di Trionfo. Come loro aveva delle insegne come quelli di Roma. Suo figlio che avrebbe dovuto succedergli, e che non ha fatto, portava il nome di re di Roma. E lo scopo di Napoleone era quello di ristabilire l’impero romano cominciando dall’Europa. Ecco perché ha guerreggiato fino alle estremità del continente fino in Russia. Anche lì fu un fallimento.
Ancor più vicino a noi, qual era la visione di Hitler? Anche lui sognava di ricostituire l’impero romano. Aveva titolato il suo progetto “Reich” in tedesco che significa “impero”. Il suo scopo era quello di creare il bastione Europa, che sarebbe una risorgenza dell’impero romano, per questo si è alleato con il capo del governo italiano Mussolini. Anche qui non ha avuto successo. Dopo la guerra, finalmente gli europei si sono detti non è con la guerra che bisogna ricostituire l’impero romano. Ogni volta che cerchiamo di rimettere in piedi l’impero romano, falliremo. Bisogna farlo coi trattati. È quello che si legge nel capitolo 11 di Daniele. Non possiamo vedere versetto per versetto che occorrerebbe molto tempo, ma che detto questo: il regni si combatteranno l’un l’altro e alla fine concluderanno delle alleanze umane (Dan. 11:23).
Dei trattati umani parlando con falsità l’uno contro l’altro. Subito dopo la guerra è stato redatto il noto “trattato di Roma” che è stato il punto di partenza dell’Europa unita, così come la conosciamo oggi. Guardate bene, questa Europa che sta emergendo, proprio davanti ai nostri occhi, questa unificazione che si sta accelerando, abbiamo una moneta unica, vi sono varie politiche comuni, in modo che non siamo più guidati dalle nostre capitali (Parigi, Roma, Madrid, Berlino, ecc.) ma dipendiamo da Bruxelles dove per il momento c’è la sede europea. Probabilmente sarà poi trasferita altrove. Cosa vediamo qui, se non il risorgere dell’impero romano?
Ora c’è un altro elemento. Ritornando alla storia di Daniele, al capitolo due, la visione della statua, dove è detto che c’erano due elementi che segneranno l’impero romano degli ultimi tempi. Si tratterà di alleanze contro natura come è innaturale quando si vuol mescolare ferro e argilla. Così gli uomini degli ultimi tempi cercheranno di mescolare quello che non si può mescolare, argilla e ferro. Questo sarà il punto debole. Ecco perché anche questo progetto non si concluderà.
È interessante notare, quand’ero giovane i nostri pastori ci insegnavano queste cose, io che facevo storia dicevo qui c’è un problema. Si diceva che l’impero romano si estendeva sulle due rive del Mediterraneo. L’Europa si estende solo sulla riva settentrionale del mare, e questo fino al poco tempo fa. Negli anni 60-70 del secolo scorso ho avuto un interessante incontro con una donna, ricercatrice ebraica di origine egiziana, che per prima ha fatto delle ricerche meticolose sulle origini islamiche. Questa donna era la moglie di un signore presidente della commissione dei diritti dell’uomo all’Onu. Quindi a conoscenza di certe cose che la maggioranza dei comuni mortali non sapeva. E all’inizio degli anni 80 ci aveva avvisato che c’era qualcosa di grave che si stava svolgendo nelle trame delle quinte. È quello che lei chiamava: “Progetto Eurabia”. Cioè, già fatto vedere dei protocolli nei quali già ai tempi del presidente francese Giscard D’Estaing, ci furono degli accordi segreti tra la lega europea e quella araba per creare un’unione tra le due rive del Mediterraneo, tra l’unione europea e il mondo islamico; in particolare un’integrazione demografica, scientifica, culturale, linguistica, ecc., economica, monetaria, tra il mondo arabo e il mondo occidentale. Il prezzo di questa alleanza era che l’Europa allinei la linea politica di Israele con quella del mondo arabo; cioè che sia contro Israele. E ciò è conforme a quello che annunciano le profezie. Così quello che era segreto negli anni 70-80 ora è di dominio pubblico. Si parla di dialogo fra le due rive del Mediterraneo; si parla di integrazione e il progetto Eurabia è conosciuto da tutti i nostri presidenti francesi che lo spingono al massimo. Ecco perché ci troviamo in una situazione particolare in cui c’è una islamizzazione, e questa donna che ho incontrato poco tempo fa quando sono stato in Svizzera, mi diceva che stava terminando un libro nel quale scrivo che noi siamo già venduti al mondo islamico. I nostri dirigenti sono stati pagati con mazzette di petrdollari per chiudere gli occhi sulla penetrazione del mondo islamico nei nostri paesi. Il ferro e l’argilla e cercano di unirsi e non vi riusciranno.
Ora quando leggete l’Apocalisse e il libro di Daniele, incontriamo sovente questa bestia. Questa quarta bestia di Daniele la troviamo esattamente nel libro dell’Apocalisse ed è descritta in modo che non ci si può illudere del significato: si tratta proprio dell’impero romano. Che detto che questa bestia sale dall’abisso e va alla perdizione. Significa che è una bestia senza fede né legge.
Secondo Paolo, la seconda lettera ai Tessalonicesi, è una bestia che non rispetta nessun dio, è una bestia atea e oggi la religione mondiale che sta crescendo è l’ateismo. L’assenza di Dio, è una religione. Essa ai suoi preti, i suoi dogmi, tutto quello che ha bisogno per progredire. E questa bestia che è atea, che si innalza su tutto quello che Dio, vuol distruggere tutta la legge di Dio, è nichilista, non ha nessuna speranza e nessuna visione. Sale dall’abisso e ritorna all’abisso; e tutti quelli che ci lasceranno convincere da lei, saranno trascinati nell’abisso. Questo è il grande avvertimento che l’Apocalisse ci rivolge, colui che segue questa bestia andrà anche lui in perdizione e con lei nell’abisso perché non ha altri scopi che quello di andare in perdizione. E questa bestia – ci è detto – c’era, non c’è più, ma riapparirà. Ritroviamo qui quello che c’era scritto nel libro di Daniele, che ci sarà un’eclisse, una scomparsa di questa bestia e una ricomparsa di questa bestia nei tempi della fine. Viviamo oggi un tempo in cui i nostri occhi stanno vedendo questa bestia sta rinascendo, sta riapparendo.
Desidero ritornare su questa bestia che è anti Dio. Vi sono molti testi biblici che lo sottolineano. Quando c’è stata la famosa votazione sulla Costituzione europea qualche anno fa, tutti abbiamo dovuto esprimere il nostro parere, e noi francesi abbiamo detto di no – e l’abbiamo fatto bene – ci si chiedeva di accettare il preambolo della Costituzione dell’Europa. Di questo preambolo, tutti avevano ricevuto un riassunto, che non ho letto, e credo che non lo avete fatto neanche voi, perché era illeggibile. Era talmente difficile da capire che nessuno si è impegnato a leggere. Era stato fatto apposta. Ma ho fatto lo sforzo. Difatti era un’idea enorme. Un mio amico pastore si è dato del tempo per leggere questa grande spiegazione, di studiarla e di analizzarla. E mi diceva che quando è arrivato alla fine, mi ci è voluto dei mesi dei mesi tanto era difficile. Ho fatto lo sforzo. E la mia conclusione è stata questa: è un testo ateo, anche se mitico e anticristo. E anti Dio. Vedete questo è lo spirito dell’anticristo. In questi giorni per strada sentivo che si sta preparando un nuovo progetto di costituzione che era stato respinto, sperando che gli europei lo accettino. Con ciò, dicevo a questo fratello, si aprirebbe la porta ad una dittatura. Perché in caso di urgenza il capo europeo potrebbe attribuirsi i pieni poteri. Vi rendete conto di che cosa vuol dire. A questo proposito stiamo vedendo in questi giorni qualcosa di interessante che mi ha fatto venire i brividi. Si tratta delle elezioni del nuovo presidente degli Stati Uniti Obama. Soprattutto non fatemi dire quello che non dico. E che Obama si era anticristo, ma quello che mi ha colpito è che è stato fatto vedere come essere accolto da Messia da tutti i popoli del mondo; l’uomo provvidenziale, l’uomo che cambierà il mondo, colui che farà in modo di risolvere tutti i problemi. Non penso che lo farà. Significa però che tra le genti di questo mondo, che oggi questa attesa del Messia, cioè questa aspirazione all’anticristo. Non penso che Obama abbia tale statura, ma un giorno verrà qualcuno che ce l’avrà. A loro la cosa sarà grave! Già la strada è pronta per l’apparizione del figlio della perdizione.
Allora vedete che nella costituzione europea c’era il desiderio di non menzionare più né tener conto del passato giudeo cristiano. Perciò siamo nel pieno dell’apostasia di cui parlavamo prima. Cioè l’abbandono della fede. L’Europa è stata una regione più privilegiata di tutto per le altre al mondo. Perché è stata una regione cristianizzata durante 2000 anni. Non so se lo sapete che il grande apostolo della Cina Houston Taylor nel 19º secolo, quando è stato uno dei primi convertiti cinesi, un giorno gli ha detto: “quest’evangelo che ci avete portato ad dall’Inghilterra, da quanto tempo l’avete, sessant’anni? Ottant’anni? No! – Gli disse Taylor – no 1860 sessant’anni. E il cinese gli rispose: “Ed è solamente ora che ce lo portate? Cosa significa: che dei popoli distanti, alle estremità della terra, hanno l’evangelo da qualche decina di anni, cento, duecento anni al massimo, mentre noi europei che l’abbiamo da oltre 2000 anni. Si mi potreste obiettare, che non sempre siamo stati all’altezza di predicare l’evangelo nel nostro paese. È vero! Pertanto c’era una dimensione dell’evangelo, ed esso penetrava nelle nostre istituzioni. Ho parlato in precedenza del nostro calendario. La Bibbia ispira le nostre leggi anche se non lo sappiamo, la nostra morale, la nostra condotta. Ecco quali il segno, e il marchio dell’anticristo, lo spirito dell’anticristo – ci è detto – spirerà di cambiare il calendario cristiano e la torah, cioè la Bibbia. Oggi si parla di proibire l’insegnamento che Dio ha creato il cielo alla terra. Argomento incluso nella nuova costituzione europea. Bisogna insegnare che l’uomo discende dalla scimmia. Se non insegnate questo, non andate ancora a finire in prigione, ma per certo siete considerato come qualcuno che non è credibile. E ormai è proibito insegnare questo delle scuole per bambini, nei catechismi, e cose simili. Ora quelli che stanno redigendo questa legge, sanno molto bene che l’idea dell’uomo che discende dalla scimmia è un’assurdità, una stupidità assoluta. Ormai nessun scienziato, degno di questo nome crede questo, ma va bene, capite, per il popolino. È bene fargli credere questo. Dunque sanno che è una menzogna, e che vogliono farci credere che questa menzogna è la verità. “Calpesterà la verità, la getterà per terra”.
Come vedete siamo proprio al centro di questi avvenimenti profetici di cui ci parla la Scrittura. Nello stesso tempo questo spirito diabolico, spirito dell’anticristo è all’opera. Perché nella parola di Dio leggiamo che deve precedere la venuta di Cristo. Prima della venuta della persona del anticristo, nell’ambito di questo regno, di questo quarto regno, apparirà lo spirito dell’anticristo in modo che la gente l’accoglierà, come ho detto prima, saranno pronti ad accogliere quest’uomo provvidenziale che apparirà nei tempi della fine e risolverà tutti i problemi dell’umanità. Oggi stiamo assistendo a questa preparazione in modo stupefacente, perché nella nostra società occidentale ed europea c’è un rifiuto di Dio, un rifiuto dell’evangelo, un rifiuto della Bibbia, persino un rifiuto ad ogni allusione a ciò che è l’evangelo, a ciò che è la parola di Dio. Per esempio per quanto riguarda le scuole (in Francia), gli insegnanti cristiani non hanno il diritto di parlare di Dio. Non hanno il diritto di riferirsi alla Bibbia; è un argomento proibito, un tabù, ecc. Invece le peggiori aberrazioni, la promozione della omosessualità, e delle peggiori deviazioni sono ammesse e persino sostenute. Non pensate che Dio giudicherà quelli che hanno avuto il privilegio di ascoltare la parola di Dio durante gli ultimi 2000 anni, e che oggi la respingono? Ecco perché ci dirigiamo verso il giudizio. Questo è ciò che vediamo delinearsi.
Quando gli europei penseranno di aver raggiunto lo scopo, pensando che la loro cultura potrà estendersi su tutto il mondo, pensando ad un impero universale – la Bibbia si dice che dall’Europa partirà quest’impero universale – che sta apparendo davanti a noi. Durante la crisi economica si è pensato di organizzare delle strutture mondiali per dirigerne le linee – è l’embrione di questo governo mondiale. Poi c’è qualcosa di interessante, è che da un certo numero di anni, l’Onu ha diviso il mondo in 10 settori; ecco le 10 dita della statua e le 10 corna della bestia. Anche qui, c’è qualcosa di interessante in questa divisione, perché Israele non ce in nessuna di queste 10 parti. Come se lo Stato di Israele non appartenesse al nostro mondo. Sarà questo il mio ultimo punto.
Ciò che è più allarmante, è che ciò opera anche nella Chiesa. Ritroviamo appunto alla fine dell’apocalisse, gli parlerò in seguito, la grande prostituta che cavalca la bestia.
La grande prostituta è il contrario della sposa. La sposa nella Bibbia è l’immagine della Chiesa fedele. La prostituta è l’immagine della Chiesa infedele. Sovente da tanto tempo, dall’epoca dei riformatori, si è considerato che questa grande prostituta fosse la Chiesa romana. Infatti penso che questa chiesa avrà un ruolo preponderante, ma, che un servitore di Dio che oggi non è più tra di noi, che ho conosciuto, forse qualcuno lo conosce si chiamava Ofalg (era danese), che quando era giovane evangelista, aveva avuto una visione. Il Signore gli aveva fatto vedere la grande prostituta. Ella era composta da tutte che le chiese. Incluse le chiese pentecostali. Certamente non tutte! Ma questo vuol dire che tutte le chiese sono coinvolte nello spirito di apostasia, lo spirito dell’anticristo. Cioè come dice l’apostolo Paolo, negli ultimi tempi, avranno l’apparenza della pietà ma ne avranno rinnegata la forza (2Tim 3:5).
Nelle lettere alle chiese dell’apocalisse vediamo, fianco a fianco, nelle stesse chiese, gli appostati e i vincitori insieme. Sono seduti sulle stesse panche, apparentemente non c’è nulla che li separi, cantano insieme, fanno le stesse preghiere, leggono la stessa Bibbia ed ascoltano gli stessi sermoni. Gli uni sono vincitori gli altri degli appostati, in relazione all’attitudine che hanno nell’ascolto della parola di Dio. I vincitori sono quelli che ritengono la parola di Dio primordiale, per i quali Dio è il primo nella loro vita. Lì appostati sono quelli che hanno ceduto al sonno, sedurre da tutte o quello che c’è nel mondo, che non è necessariamente cattivo. Non è solamente il peccato, certo anche questo. Numerosi sono i cristiani che si sono lasciati sedurre dal peccato.
A volte visitò delle chiese, in qualità di pastore nella diaspora, come ho già detto, dove – scusatemi – non ce più alcuna differenza tra loro e il mondo. Sono vestiti come gli altri, cantano le stesse canzoni, vivono una vita dissoluta sregolata come quelli del mondo; sia in concubinato, e condizioni simili e fintanto che il pastore non dice nulla e non i rimproveri, non si vergognano di cantare dei cantici alla gloria di Dio o esprimendo frasi religiose sulla morte di Cristo; o sulla sua regalità. Sono dei mentitori. Si illudono con falsi ragionamenti. Sono sedotti dallo spirito dell’anticristo. Sono già appostati.
Allora concludo per questa introduzione, la prossima volta andremo oltre, dicendo questo. La parola di Dio si sta realizzando alla lettera. Abbiamo detto prima che Giovanni viveva l’inizio della fine, noi viviamo la fine della fine. E da qualche anno, persino da qualche mese, gli avvenimenti si succedono rapidamente, in modo assolutamente inaudito. Non solamente per questa seduzione, ma potrei parlarvi anche della seduzione che riguarda Israele. È qualcosa anche questo annunciato dalle profezie. Il popolo d’Israele si sta lasciando corrompere, sedurre proprio da tutto ciò che viene dall’avversario, e senza saperlo si troverà in situazioni estremamente gravi, drammatiche in cui ci potrà essere solo l’intervento di Dio per salvarlo. E quando sarà in quella situazione, saranno veramente gli ultimi momenti della storia umana, in cui il Signore ritornerà per salvare Israele. Tutto questo si sta verificando, a tutta velocità e sotto i nostri occhi.
Anche qui bisognerebbe capire gli avvenimenti, ma io che li seguo da vicino, vi posso dire che può verificarsi più fretta di quello che pensiamo o immaginiamo. In che tempi ci troviamo. In che situazione ci troviamo in questo mondo. Ebbene guardando l’orologio della storia siamo a mezzanotte meno cinque, anzi meno uno. Gli avvenimenti precipitano, e pochi cristiani, è quello che mi affligge maggiormente, sono capaci di discernerli e di vederli.
Quarant’anni fa, subito dopo la guerra dei sei giorni, quando Gerusalemme divenne di nuovo ebrea, compiendosi così una profezia di Gesù, che si legge di Luca 21:23, tutti gli evangelici dicevano: Gesù ritorna. Si pensava che negli anni seguenti, saremmo stati tutti del regno di Dio. Sono passati quarant’anni, e il signore non ha ritornato. Come ci insegna la parabola delle dieci vergini, stiamo assistendo ad un assopimento spirituale. Mi ricordo che un fratello pastore, tempo fa, mi diceva: è da quando sono bambino che sento dire che Gesù ritorna! Ora sono vecchio e Gesù non ancora ritornato. Allora se nei prossimi cinquant’anni Gesù non è ritornato, devo ancora aspettare 50.000 anni prima che ritorni. Ecco a che punto siamo oggi nel mondo cristiano, nel mondo evangelico. E non ci si rende conto che le cose stanno per accadere sotto i nostri occhi. C’è uno spirito di assopimento, uno spirito di accecamento, che proviene dall’avversario, perché come diceva Gesù ai suoi discepoli: egli ha accecato i loro occhi, ha indurito i loro cuori, affinché guardando non vedano, ascoltando non realizzino e perché non si convertano, e siano guariti. Questo è il dramma di tutto una parte anche del mondo evangelico, pentecostale, carismatico, eccetera. Questa incoscienza dei tempi in cui viviamo. Per questo Gesù diceva beati quelli i cui occhi vedono, le cui orecchie ascoltano se sentono. Proprio questi giorni ci sono dati perché noi possiamo aprire gli occhi e vedere queste cose che sono state annunciate prima, queste cose che erano state nascoste, queste cose che erano state sigillate, per i tempi della fine e che ora sono svelate perché sono gli ultimi tempi. Perché questi tempi sono gli ultimi, un tempo in cui improvvisamente le cose sono aperte sui misteri del regno di Dio. Pochi sono capaci di discernerlo. Ci vuole l’intelligenza che viene dallo spirito Santo per vederle, per capirle. Ma se comprendiamo queste cose siamo beati, felici.
E alla fine del suo insegnamento Gesù chiede ai suoi discepoli, “avete capito queste cose?”.
Allora non so se avete capito questa volta. Mi rendo conto che ci sarebbero volute ore ore per spiegarvi in dettaglio tutto quello che vi ho abbozzato molto rapidamente, ma forse penso che abbiate cominciato un po’ a capire: che è più tardi di quello che uno pensa, anche se non avete capito tutto quello che ho detto questa sera. In ogni caso quello che occorre capire è questo: che le cose stanno accelerando.
Avete capito queste cose? Diceva Gesù. E discepoli hanno risposto, sì. E Gesù dice: siete beati, a condizione che le mettiate in pratica. Ora non è per una vana curiosità, umanamente legittima, voleva sapere per essere superiore agli altri; io so quello che gli altri non sanno. E se non cambia niente nella vostra vita non serve proprio a nulla. Anzi è peggio di prima. Sarebbe stato meglio non capire. Ma se siamo pronti a metterci in questione, ci siamo pronti a camminare in santità di vita, ci siamo pronti ad essere più fedeli, e a mettere ordine nella nostra vita se è necessario, a separarci da queste cose impure che ci sono nel mondo, o anche di queste cose legittime – Gesù diceva- che all’epoca di Lot, di Noè, gli uomini mangiavano, bevevano, si meritavano, si sposavano, sposavano i loro figli e le loro figlie. Cosa c’è di male in questo? Niente! È normale fare tutto questo, mangiare, bere, sposarsi e sposare i loro figli. Ma è questo che prevaleva. Erano talmente occupati a queste cose legittime della vita, che non vedevano il sopraggiungere della catastrofe.
Avevamo un pastore palestinese che era venuto a visitare la Bretagna in primavera scorsa, (ne parlerò una prossima volta) che vive in una Chiesa sotto il dominio dell’Islam. E là vivono sotto una persecuzione che non possiamo immaginare. Suo fratello quando si è convertito a Gesù, è stato percosso fino alla morte. Lui stesso è stato colpito da quattro pallottole, di cui una è rimasta la spalla perché i medici non sono riusciti ad estrarla. La Chiesa è stata dinamitata tredici volte. Quando sono stato per la prima volta in quella chiesa due giovani ragazze, due sorelle 18 20 anni, che si erano convertite a Gesù Cristo, le hanno trovate sgozzate nel loro letto. Questo pastore quando veniva in Francia diceva: “da noi sappiamo cos’è il risveglio, perché da noi si sa quanto costa seguire Gesù. Da noi ha un prezzo. In mezzo a noi, o ci sono le persone vere, o non c’è nessuno. Se ci attacchiamo Gesù Cristo, siamo veramente convinti che bisogna farlo. Ad essere pronti a pagarne il prezzo. Ma voi qui in Francia…” Era profondamente deluso della Francia!
L’ho visto l’altro mese, mi diceva che era stato profondamente deluso dal suo viaggio in Francia e dei credenti. E diceva ancora questo: “alcuni di voi dicono, oggi fa troppo freddo per andare in chiesa, sto in casa. Un’altra domenica, fa troppo caldo per andare in chiesa. Da voi quando c’è la riunione di preghiera, voi dite: “o che la lezione di judo”, eccetera.
Mangiavano, bevevano, si sposavano, sposavano i loro figli… Cioè il Signore, non era al primo posto nella loro vita. Le cose normali di questa terra per non parlare di quelle impure, erano al primo posto.
Oggi la cosa essenziale è questa: siete tra gli appostati o tra i vincitori? Ognuno deve esaminare se stesso. Ed ora vi metto semplicemente davanti questo interrogativo del pastore: la più piccola scusa è giustificata per trascurare quello che il Signore vi chiede? L’ubbidienza alla sua parola? L’ubbidienza ai suoi comandamenti? Ma Signore, sai che… Devo fare prima questo! Tra di voi genitori sapete bene, quando chiedete ai vostri figli: fai questo! La risposta è: aspetta! Aspetta. Sto facendo questo, lo faccio dopo. Ebbene, anche il Signore o di dai suoi figli la stessa cosa: Aspetta. Signore ci sono delle cose più importanti di questo nella mia vita. Allora se c’è qualcosa di più importante della tua vita, è un idolo. L’idolatria è il peggior peccato che l’uomo possa commettere. Oggi bisogna distruggere gli idoli. Per essere pronti quando il Signore ritornerà. Preghiamo.
