Storia
Ecclesiastica della Chiese Riformate

Di
Pierre Gilles  – Ginevra 1644

                        Traduzione
iniziata il 7 dicembre 2020

                         Dal
libro originale fornito gratuitamente dalla Google lei libri, gratis.

 

Originale


Sul
frontespizio vi sono parecchi timbri, uno dei quali descritto biblioteca della
città di Lione 1834.

N.
catalogo biblioteca (?) 319036

 

 

Traduzione:

Note:
Ho riprodotto pressappoco l’impaginazione grafica dell’originale, e soprattutto
la grandezza del corpo dei caratteri, come gli a capo, perché essi spiegano,
danno l’idea dell’importanza che l’autore da ai suoi interlocutori. È una
caratteristica dei tempi è anche una sensibilità cristiana ed umana di quegli
evangelici.

Esempio,
all’inizio del libro, tre quarti della pagina ha un’ampia dedica. SIGNORI è in
prima riga e più grande di tutti; INSIEME è maiuscolo, però più piccolo, e
messo in evidenza al centro della riga.

Così
in tutto il testo del libro, le maiuscole 
vogliono dare un risalto a quelle parole, alle persone o alle
istituzioni (lo si fa ancora oggi nei messaggi su FB). Non era ancora stato
inventato il carattere grassetto, ma
esisteva già il corsivo (chiamato italico).

 

 

Storia

 

ecclesiastica

 

delle chiese

riformate

raccolte in alcune

Valli del Piemonte, e limitrofe

chiamate in passato chiese
valdesi

cominciando dall’anno 1160 del
nostro Signore,

e terminando nell’anno mille
seicento quaranta tre.

 

 

Da Pierre Gilles, pastore della Chiesa

riformata di
Torre

 

Con due indici, uno dei sommari dei capitoli,

con la designazione degli anni,

l’altro è un indice molto semplice delle materie contenute in
questa storia.

 

 

A Ginevra,

perIean de Tournes, stampatori ordinari della Repubblica e accademia

M.DC. XLIV

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ai signori

miei onoratissimi

 e molto cari fratelli

nel nostro Signore

 

i
pastori, anziani,

Diaconi e altri Direttori

e insieme,

a tutti gli altri fedeli,

 

membri delle chiese riformate

delle
valli del Piemonte, e

limitrofe.

 

 

 

 

Signori,

voi in parte sapete perché e
da chi, e come ho avuto l’incarico di raccogliere la storia delle vostre
chiese, e con quale cura mi ci sono adoperato per farvi avere un abbreviato
sicuro, che vi presento ora (non nella nostra comune lingua italiana – n.d.r. 
ma nel francese del 1600 – , come
mi avevano ordinato in principio) ma in questa qui, per le ragioni che in quel
momento hanno considerato, e che io vi presento ora, e come queste Chiese siano
rimaste, attraverso una singolare grazia di Dio, spogliate da superstizioni che
si erano a poco a poco infiltrate, o insinuate nella maggior parte delle Chiese
della Cristianità Occidentale. Vi vedrete perché, e da chi, queste Chiese
furono anticamente chiamate Valdesi, e nello stesso tempo ritroverete come un
campione del loro ordine Ecclesiastico, costumi, e condizioni, ci troverete
anche il sommario della loro dottrina qui rappresentata, e dopo il loro
moltiplicarsi, e la fuga dalle popolazioni da cui sono uscite, come e in quali
luoghi si sono alloggiate, e il loro successo, vi troverete anche rappresentate
le più grandi persecuzioni che queste Chiese hanno sofferto e sormontato, e la
loro condizione, fino all’anno 1530, nel qual tempo esse si sarebbero aggiunte
alle altre Chiese Riformate, che Dio aveva nuovamente liberato dalle idolatria
e superstizioni, e come queste si siano ancora purificate dalle reliquie del
lievito Farisaico rimasto in questi luoghi, e insieme fecero i loro esercizi di
Religione in pubblico più di prima, mettendo in tutta evidenza il loro ordine
ecclesiastico per chiudere la bocca ai calunniatori e da quel tempo potrete
seguire quasi annualmente il loro stato e la loro condizione, nel quale tra
l’altro potrete notare le frequenti molestie e persecuzioni che il loro
avversari hanno esercitato contro di essi, e le meravigliose assistenze di Dio
per la loro conservazione, ciò che potrà e dovrà incoraggiare a imitare
costantemente la pietà, zelo, fiducia, e fedele perseveranza dei nostri buoni
padri per la professione della vera Religione, avendo la stessa sicurezza
dell’assistenza del Signore, che non vi deluderà, come non lo ha fatto per
loro, se vuoi perseverare come essi nella vera pietà verso Dio, nella sincera
fedeltà verso i nostri Superiori, e probità caritatevole verso il nostro
prossimo. Del resto, forse voi non troverete in quest’opera tutto quello che vi
aspettereste, e desiderereste, riguardo agli antichi Valdesi (come vengono
nominati) e le circostanze dei tempi dell’arrivo di quelli che essendo perseguitati
a Lione, vennero a prender casa in queste Valli, stabilendovisi, e di fuggirle
continuamente con le loro cose. Sul che vi prego di credere, che per raccontare
questo la vostra sfida è la mia, non mi sono risparmiato nel tempo, nella cura,
nella diligenza per quanto mi fossero possibili.

Ma devo riconoscere che i
nostri Padri hanno sempre avuto più cura nel fare bene ogni cosa che di
scrivere e conservare la memoria dei loro fatti, e anche quello che  trovato in certe testimonianze riguardanti le loro
grandi calamità, i loro nemici e anche di alcuni falsi fratelli che hanno fatto
perdere, per quanto abbiano potuto, le loro antiche scritture, per abolire la
memoria delle grazie di Dio verso di loro, e quelle cose notevoli che sono
state fatte tra di loro. Sta il fatto che in generale ciò che più è
considerevole è rimasto, cioè, la sicurezza della dottrina che hanno seguito fin
all’inizio della loro riaffermazione (redressement) testimoniata dalla grande
quantità dei loro libri scritti di tanto in tanto a mano, che ci rimangono e
testimoniano della loro conformità tra di loro perpetuata nel corso qualche
centinaio d’anni, di generazione in generazione fino a noi, e di quella che ora
abbiamo ricevuto professiiamo nelle nostre Chiese, nonostante tutti gli sforzi
che i nemici della verità hanno fatto contro di loro per distoglierli.
Attraverso gli stessi libri noi vediamo anche che insegnavano e raccomandavano
vivamente le stesse virtù Cristiane che noi insegniamo e raccomandiamo, e
condannavano gli stessi vizi che noi condanniamo. Noi sappiamo che hanno
sofferto l’odio per la verità che avevano sostenuto in molte grandi afflizioni
durante centinaia di anni e che Dio li ha sempre liberati e ha fatto loro la
grazia di preservarli sempre nella professione della sua santa verità di cui
noi siamo in questo modo anticamente in possesso: Rimane il fatto che noi
dobbiamo perseverare nell’imitare il loro zelo, e pietà: affinché siamo anche
strumenti della grazia di Dio, per conservare, per noi e la nostra posterità,
questa inestimabile eredità che ci è stata lasciata in onore di Dio ed
edificazione dei nostri prossimi, e salvezza delle nostre anime, che è l’intenzione
principale di quest’opera, che vi dedico, come essendovi dovuta per molte
ragioni, e che vi servirà e, per favore, per impegno e perpetua testimonianza,
che sono stato, sono e sarò per tutta la mia vita:

Signori miei Onoratissimi e
carissimi fratelli, vostro umilissimo fratello nel signore e affezionato
servitore.

 

P. Gilles

Torre,
addì 27 giugno 1643,

e
alla mia età di 72.