TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
n. 23 Circolare
personale agli aderenti 23 ottobre 1977
personale agli aderenti 23 ottobre 1977
TESTIMONI DELLA
RISURREZIONE
RISURREZIONE
La
nostra fede è fondata su un fatto storico inoppugnabile, e cioè che Cristo è
risorto dai morti.
nostra fede è fondata su un fatto storico inoppugnabile, e cioè che Cristo è
risorto dai morti.
Da sempre, tuttavia, 1a testimonianza dei primi
discepoli è stata oggetto di contestazione. I filosofi di Atene si
dimostrarono ben disposti ad ascoltare l’apostolo Paolo, ma “quando
udirono mentovar la risurrezione dai morti, alcuni se ne facevano beffe”
(Atti 17/32).
discepoli è stata oggetto di contestazione. I filosofi di Atene si
dimostrarono ben disposti ad ascoltare l’apostolo Paolo, ma “quando
udirono mentovar la risurrezione dai morti, alcuni se ne facevano beffe”
(Atti 17/32).
Non
c’è da meravigliarsi se ancor oggi una certa critica biblica cerchi di
insinuare che le testimonianze dei discepoli non sarebbero valide davanti a un
tribunale moderno; che non ci sono delle prove certe, che i testimoni erano dei
credenti e che la risurrezione è dunque un fatto di fede e come tale deve
essere recepita. Insomma, come per i mussulmani è oggetto di fede che la pietra
nera, da essi adorata alla Mecca, è stata data dall’arcangelo Gabriele ad
Abramo, cosi per i credenti è oggetto di fede la risurrezione di Cristo.
c’è da meravigliarsi se ancor oggi una certa critica biblica cerchi di
insinuare che le testimonianze dei discepoli non sarebbero valide davanti a un
tribunale moderno; che non ci sono delle prove certe, che i testimoni erano dei
credenti e che la risurrezione è dunque un fatto di fede e come tale deve
essere recepita. Insomma, come per i mussulmani è oggetto di fede che la pietra
nera, da essi adorata alla Mecca, è stata data dall’arcangelo Gabriele ad
Abramo, cosi per i credenti è oggetto di fede la risurrezione di Cristo.
Sennonché
i Vangeli non ci presentano affatto i discepoli come dei credenti, anzi in un
primo momento essi hanno nettamente rifiutato di ammettere che Gesù fosse
risorto. La risurrezione non è dunque stata la proiezione delle loro speranze e
delle loro attese.
i Vangeli non ci presentano affatto i discepoli come dei credenti, anzi in un
primo momento essi hanno nettamente rifiutato di ammettere che Gesù fosse
risorto. La risurrezione non è dunque stata la proiezione delle loro speranze e
delle loro attese.
Ma – obiettano i critici – i racconti pasquali
differiscono in modo notevole nei particolari… ci troviamo di fronte a
lacune, ma anche ad aggiunte leggendarie. (Bornkamm: Gesù di Nazaret, ed.
Claudiana pag.179) Se invece i racconti coincidessero perfettamente, gli stessi
esclamerebbero: “Si sono messi d’accordo per accreditare una pia
frode!”. La realtà è che i testimoni si sono comportati esattamente come
se oggi diverse persone dovessero riferire su un incidente a cui erano stati
presenti.
differiscono in modo notevole nei particolari… ci troviamo di fronte a
lacune, ma anche ad aggiunte leggendarie. (Bornkamm: Gesù di Nazaret, ed.
Claudiana pag.179) Se invece i racconti coincidessero perfettamente, gli stessi
esclamerebbero: “Si sono messi d’accordo per accreditare una pia
frode!”. La realtà è che i testimoni si sono comportati esattamente come
se oggi diverse persone dovessero riferire su un incidente a cui erano stati
presenti.
Certo,
la nostra fede non si ferma al miracolo in sé. La risurrezione significa che
oggi ancora Cristo è il Vivente, per mezzo del suo Spirito. Però questa fede
riposa su una prova storica sicura quella della tomba vuota e sulla
testimonianza di persone degne di fede.
la nostra fede non si ferma al miracolo in sé. La risurrezione significa che
oggi ancora Cristo è il Vivente, per mezzo del suo Spirito. Però questa fede
riposa su una prova storica sicura quella della tomba vuota e sulla
testimonianza di persone degne di fede.
Perciò
dispiace che certi teologi, adoperando delle espressioni ambigue, vengano a
suscitare delle perplessità sulla affermazione centrale della fede cristiana: Cristo
è risorto dai morti; il primo giorno della settimana dopo la Passione; la tomba
era vuota.
dispiace che certi teologi, adoperando delle espressioni ambigue, vengano a
suscitare delle perplessità sulla affermazione centrale della fede cristiana: Cristo
è risorto dai morti; il primo giorno della settimana dopo la Passione; la tomba
era vuota.
LETTERA AI CONCISTORI DELLE VALLI
Cari fratelli,
L’ultima
Conferenza distrettuale ha invitato la comunità a preoccuparsi del problema
della “partecipazione al culto e della secolarizzazione delle Valli
Valdesi”. Nella convinzione che tale invito proponga un problema urgente o
importante che richiede la collaborazione di tutti, i partecipanti al Movimento
di Testimonianza Evangelica Valdese, residenti nelle Valli, hanno deciso di
aggiungere al loro impegno di presenza e attività nelle varie chiese, un
analogo servizio nelle comunità che vorranno accettarlo.
Conferenza distrettuale ha invitato la comunità a preoccuparsi del problema
della “partecipazione al culto e della secolarizzazione delle Valli
Valdesi”. Nella convinzione che tale invito proponga un problema urgente o
importante che richiede la collaborazione di tutti, i partecipanti al Movimento
di Testimonianza Evangelica Valdese, residenti nelle Valli, hanno deciso di
aggiungere al loro impegno di presenza e attività nelle varie chiese, un
analogo servizio nelle comunità che vorranno accettarlo.
Vi
scriviamo pertanto per farvi due offerte, con l’unico intento di dare il nostro
contributo, anche se modesto, alla vita spirituale delle comunità.
scriviamo pertanto per farvi due offerte, con l’unico intento di dare il nostro
contributo, anche se modesto, alla vita spirituale delle comunità.
Le due offerte sono:
1-
Organizzare nella vostra chiesa una Domenica di testimonianza, sul modello di
quelle già sperimentate in alcune chiese e consistente in:
Organizzare nella vostra chiesa una Domenica di testimonianza, sul modello di
quelle già sperimentate in alcune chiese e consistente in:
a – partecipazione a1 culto di un gruppo di fratelli
e sorelle di altre comunità impegnati in questa attività. Tale culto sarà
presieduto da1 vostro Pastore (o da qualsiasi altra persona che sceglierete),
in quanto il nostro scopo non è di portare un “nostro” messaggio, ma
di partecipare al culto in uno spirito di fraternità e di reciproco
incoraggiamento.
e sorelle di altre comunità impegnati in questa attività. Tale culto sarà
presieduto da1 vostro Pastore (o da qualsiasi altra persona che sceglierete),
in quanto il nostro scopo non è di portare un “nostro” messaggio, ma
di partecipare al culto in uno spirito di fraternità e di reciproco
incoraggiamento.
b- una Assemblea pomeridiana, di due ore, dedicata
in una prima parte alla preghiera, e, nella seconda, a vostra scelta: ovvero ad
una normale Assemblea TEV aperta a tutti; ovvero a uno scambio di idee con i
membri della comunità ospitante sul problema del culto.
in una prima parte alla preghiera, e, nella seconda, a vostra scelta: ovvero ad
una normale Assemblea TEV aperta a tutti; ovvero a uno scambio di idee con i
membri della comunità ospitante sul problema del culto.
2-
La seconda offerta è quella di mettere a vostra disposizione piccoli gruppi di
due o tre persone per delle riunioni quartierali, allo scopo di portare, in
modo più capillare, nelle comunità, una parola di testimonianza personale ed
avere un dialogo su1 problema della partecipazione al culto.
La seconda offerta è quella di mettere a vostra disposizione piccoli gruppi di
due o tre persone per delle riunioni quartierali, allo scopo di portare, in
modo più capillare, nelle comunità, una parola di testimonianza personale ed
avere un dialogo su1 problema della partecipazione al culto.
Vi
saremo grati se vorrete comunicarci, appena possibile, 1a vostra risposta e
cogliamo questa occasione per esprimervi i1 nostro più fervido augurio per 1e
vostre attività.
saremo grati se vorrete comunicarci, appena possibile, 1a vostra risposta e
cogliamo questa occasione per esprimervi i1 nostro più fervido augurio per 1e
vostre attività.
P.S. Per quanto concerne le visite domenicali, siamo
soliti portarci i1 pranzo al sacco da consumarsi in un locale della chiesa
ospitante, invitando i membri di questa a fare lo stesso, onde permettere un
fraterno incontro di carattere più personale.
soliti portarci i1 pranzo al sacco da consumarsi in un locale della chiesa
ospitante, invitando i membri di questa a fare lo stesso, onde permettere un
fraterno incontro di carattere più personale.
Poiché la TEV non è una “organizzazione”
con presidente, segretari ecc
vi
preghiamo indirizzare la risposta a Teztimonianza Evangelica Valdese
con presidente, segretari ecc
vi
preghiamo indirizzare la risposta a Teztimonianza Evangelica Valdese
Casella postale – 10066 Torre Pellice
UN LUTTO
Il 12 corr. è improvvisamente deceduta a Ventimiglia
1a sig.na Emma Jalla, che fu tra le prime ad aderire alla TEV. Ben conosciuta
in quella città come Valdese, ha reso una buona testimonianza al Vangelo del
Signore.
1a sig.na Emma Jalla, che fu tra le prime ad aderire alla TEV. Ben conosciuta
in quella città come Valdese, ha reso una buona testimonianza al Vangelo del
Signore.
Ai familiari vada la simpatia della TEV.
RIFLESSIONI SUL
SINODO ’77 – PARTE SECONDA
SINODO ’77 – PARTE SECONDA
Continuando l’esame dei lavori sinodali nella
speranza di poter così condividere con altri le mie riflessioni cercherò ora di
trattare l’argomento.
speranza di poter così condividere con altri le mie riflessioni cercherò ora di
trattare l’argomento.
COMMISSIONE
D’ESAME
D’ESAME
DELL’OPERATO
DELLA TAVOLA
DELLA TAVOLA
La relazione della Commissione d’esame era
quest’anno monumentale: cnquantun pagine fitte di dati, dalle quali traspariva
un intenso lavoro di consultazione e un desiderio di esaminare l’operato della
Tavola in rapporto alla molteplice realtà della chiesa e del paese. Ci è parso
che tutto avrebbe potuto essere detto in minor spazio, specie per quel che
concerne la questione delle intese con lo Stato,che ha occupato un buon quinto
della relazione. Sarebbe anche utile che ogni Commissione d’esame (che da ora
in poi chiamerò CdE) riassumesse con chiarezza, al termine della trattazione,
le questioni che ritiene essenziali per il dibattito che deve seguire.
quest’anno monumentale: cnquantun pagine fitte di dati, dalle quali traspariva
un intenso lavoro di consultazione e un desiderio di esaminare l’operato della
Tavola in rapporto alla molteplice realtà della chiesa e del paese. Ci è parso
che tutto avrebbe potuto essere detto in minor spazio, specie per quel che
concerne la questione delle intese con lo Stato,che ha occupato un buon quinto
della relazione. Sarebbe anche utile che ogni Commissione d’esame (che da ora
in poi chiamerò CdE) riassumesse con chiarezza, al termine della trattazione,
le questioni che ritiene essenziali per il dibattito che deve seguire.
Relativamente
pacata quanto alla forma, la relazione era “dura” quanto al
contenuto, perfettamente allineata con gli indirizzi più “progressisti”
della nostra chiesa. In sostanza esecutivo(Tavola) e revisori (CdE) si sono
quest’anno trovati d’accordo su quasi tutto. U1teriore conferma della linea
monolitica seguita dai responsabili attuali della nostra chiesa. Avendo il nostro
notiziario (N°20, 3 sett. 1977) già parlato della classificazione,fatta dalla
CdE, della TEV, ci soffermeremo su alcune sue affermazioni che ci paiono
contestabili anche e proprio perché le abbiamo sentite ripetere qua e là da
troppi, valdesi e non.
pacata quanto alla forma, la relazione era “dura” quanto al
contenuto, perfettamente allineata con gli indirizzi più “progressisti”
della nostra chiesa. In sostanza esecutivo(Tavola) e revisori (CdE) si sono
quest’anno trovati d’accordo su quasi tutto. U1teriore conferma della linea
monolitica seguita dai responsabili attuali della nostra chiesa. Avendo il nostro
notiziario (N°20, 3 sett. 1977) già parlato della classificazione,fatta dalla
CdE, della TEV, ci soffermeremo su alcune sue affermazioni che ci paiono
contestabili anche e proprio perché le abbiamo sentite ripetere qua e là da
troppi, valdesi e non.
a)
Impatto dei cambiamenti socio-economici.
Impatto dei cambiamenti socio-economici.
Secondo la CdE, se “venti anni fa ci muovevamo
ancora in una prospettiva di ‘evangelizzazione’ o di ‘presenza evangelica’
oggi la situazione è cambiata in modo radicale. Questo a causa di fenomeni
socio-economici”(migrazioni interne ed estere, più alto(!) (l’esclamativo
é mio) livello di scolarizzazione, mezzi di comunicazione di massa, nuovi
fenomeni di proletarizzazione)” che “hanno tutti agito nel senso di
distruggere il vecchio tessuto sociale che costituiva l’ambiente portante della
nostra vita di chiesa.” Causando una fase di stasi, di rallentamento,
azione difensiva più che evangelistica. Ora, siamo lungi dal dire che i
fenomeni citati non abbiano un’importanza più che considerevole, anche per 1a
nostra chiesa. Ma non sono determinanti. Non possiamo neppure porre in linea di
ipotesi che prima di questi mutamenti la chiesa fosse vivente e piena di
coesione in massima parte perché i membri NON facevano i turni in fabbrica o
perché avevano POCO ALTRO da leggere che la Bibbia, da ascoltare che i sermoni
e POCO ALTRO per distrarsi che gli incontri dell’unione giovanile. Mi parrebbe
far torto e a chi ci ha preceduto e ai credenti attuali. Come in Cina c’erano
un tempo i “cristiani del riso” e in Africa i “buoni pagani
della missione”, abbiamo avuto i “valdesi di razza”, gli
“EVANGELICI DEL RISORGIMENTO” ed ora abbiamo gli evangelici del
socialismo” ed altri ancora. Ma va detto molto chiaramente che né ieri né
oggi la chiesa valdese nel suo insieme ERA VITALE ed È DEBOLE soltanto per
motivi sociologici. Non si può giustificare col “buon tempo antico”
il fatto che le chiese fossero piene, solo pochi anni fa. Ma non si può
spiegare essenzialmente con motivi contingenti la snervante paralisi attuale
della nostra chiesa. La verità è che siamo travagliati da una profonda crisi di
fede, che la situazione attuale mette certo a nudo in modo impietoso.
ancora in una prospettiva di ‘evangelizzazione’ o di ‘presenza evangelica’
oggi la situazione è cambiata in modo radicale. Questo a causa di fenomeni
socio-economici”(migrazioni interne ed estere, più alto(!) (l’esclamativo
é mio) livello di scolarizzazione, mezzi di comunicazione di massa, nuovi
fenomeni di proletarizzazione)” che “hanno tutti agito nel senso di
distruggere il vecchio tessuto sociale che costituiva l’ambiente portante della
nostra vita di chiesa.” Causando una fase di stasi, di rallentamento,
azione difensiva più che evangelistica. Ora, siamo lungi dal dire che i
fenomeni citati non abbiano un’importanza più che considerevole, anche per 1a
nostra chiesa. Ma non sono determinanti. Non possiamo neppure porre in linea di
ipotesi che prima di questi mutamenti la chiesa fosse vivente e piena di
coesione in massima parte perché i membri NON facevano i turni in fabbrica o
perché avevano POCO ALTRO da leggere che la Bibbia, da ascoltare che i sermoni
e POCO ALTRO per distrarsi che gli incontri dell’unione giovanile. Mi parrebbe
far torto e a chi ci ha preceduto e ai credenti attuali. Come in Cina c’erano
un tempo i “cristiani del riso” e in Africa i “buoni pagani
della missione”, abbiamo avuto i “valdesi di razza”, gli
“EVANGELICI DEL RISORGIMENTO” ed ora abbiamo gli evangelici del
socialismo” ed altri ancora. Ma va detto molto chiaramente che né ieri né
oggi la chiesa valdese nel suo insieme ERA VITALE ed È DEBOLE soltanto per
motivi sociologici. Non si può giustificare col “buon tempo antico”
il fatto che le chiese fossero piene, solo pochi anni fa. Ma non si può
spiegare essenzialmente con motivi contingenti la snervante paralisi attuale
della nostra chiesa. La verità è che siamo travagliati da una profonda crisi di
fede, che la situazione attuale mette certo a nudo in modo impietoso.
b) Questo
vale anche per i rapporti col cattolicesimo.
vale anche per i rapporti col cattolicesimo.
La CdE, accennando ai mutamenti in seno al
cattolicesimo, per cattolici ritengono, a torto o a ragione (ma forse non così
massicciamente come la CdE sembra ritenere), consciamente o inconsciamente, che
la loro Chiesa stia diventando un luogo “nel quale si può anche discutere
e lottare all’interno per trasformarlo” ovvero un organismo degno soltanto
di indifferenza, afferma che questo “ha delle ripercussioni anche su noi,
nei nostri rapporti quotidiani con i cattolici, nei matrimoni misti, nella scuola,
in tutte le occasioni di confatto”. È vero: ma quali ripercussioni? Per
fare un esempio, se oggi tanti giovani si trovano, senza difficoltà apparenti,
inseriti nella lunga lista delle coppie appartenenti a due chiese diverse è
proprio soltanto e sempre perché l’uno considera “riformabile” 1a
chiesa cattolica e l’altro non più veramente “diverso” il protestante?
O non è spesso semplicemente perché nessun giovane si decide più molto
volentieri a porre la questione della fede in modo chiaro e netto al suo futuro
fidanzato o fidanzata? Quanti giovani oggi sarebbero disposti a sciogliere un
fidanzamento, o a non giungervi neppure, per motivi di fede non condivisa dal
futuro marito o moglie?
cattolicesimo, per cattolici ritengono, a torto o a ragione (ma forse non così
massicciamente come la CdE sembra ritenere), consciamente o inconsciamente, che
la loro Chiesa stia diventando un luogo “nel quale si può anche discutere
e lottare all’interno per trasformarlo” ovvero un organismo degno soltanto
di indifferenza, afferma che questo “ha delle ripercussioni anche su noi,
nei nostri rapporti quotidiani con i cattolici, nei matrimoni misti, nella scuola,
in tutte le occasioni di confatto”. È vero: ma quali ripercussioni? Per
fare un esempio, se oggi tanti giovani si trovano, senza difficoltà apparenti,
inseriti nella lunga lista delle coppie appartenenti a due chiese diverse è
proprio soltanto e sempre perché l’uno considera “riformabile” 1a
chiesa cattolica e l’altro non più veramente “diverso” il protestante?
O non è spesso semplicemente perché nessun giovane si decide più molto
volentieri a porre la questione della fede in modo chiaro e netto al suo futuro
fidanzato o fidanzata? Quanti giovani oggi sarebbero disposti a sciogliere un
fidanzamento, o a non giungervi neppure, per motivi di fede non condivisa dal
futuro marito o moglie?
Quanti giovani fanno ancora la meravigliosa
esperienza che è stata la mia, quando in un giorno ormai lontano, mio padre ha
aderito alla chiesa valdese nel giorno stesso in cui avveniva la mia confermazione?
Egli credeva fermamente che così si esprimeva la sua scoperta della libertà del
credente. Questa era ed è la vera alternativa evangelica. In questo senso sono
perfettamente d’accordo con la CdE nel dire che è assolutamente indispensabile
che la nostra chiesa si preoccupi di più della “formazione in vista della
fede, nel più vasto quadro del rapporto educativo fra genitori e figli, fra
adulti e bambini”. Se soltanto lo Spirito del Signore ci volesse dare una
visione concorde in vista di questa formazione!
esperienza che è stata la mia, quando in un giorno ormai lontano, mio padre ha
aderito alla chiesa valdese nel giorno stesso in cui avveniva la mia confermazione?
Egli credeva fermamente che così si esprimeva la sua scoperta della libertà del
credente. Questa era ed è la vera alternativa evangelica. In questo senso sono
perfettamente d’accordo con la CdE nel dire che è assolutamente indispensabile
che la nostra chiesa si preoccupi di più della “formazione in vista della
fede, nel più vasto quadro del rapporto educativo fra genitori e figli, fra
adulti e bambini”. Se soltanto lo Spirito del Signore ci volesse dare una
visione concorde in vista di questa formazione!
Su
altri argomenti trattati dalla CdE mi soffermeró, indirettamente, toccando vari
temi sinodali
altri argomenti trattati dalla CdE mi soffermeró, indirettamente, toccando vari
temi sinodali
LE INTESE CON LO STATO
Essendosi
lo Stato finalmente deciso a trattare con le chiese evangeliche e con
organismi religiosi altri che il cattolico, in vista delle intese previste
dalla Costituzione, la commissione valdometodista si è messa al lavoro. A tale
commissione era giusto e necessario che il Sinodo desse un parere autorevole su
quanto già fatto e su quanto ancora da farsi. Giorgio Peyrot, Sergio Bianconi e
Giorgio Spini hanno in sostanza così indicato la loro linea di condotta quali
rappresentanti della nostra chiesa in questo campo:NIENTE INGERENZA DELLO STATO
NEL QUADRO DELLE DECISIONI E DELL’AZIONE CHE RIGUARDANO LA CHIESA E LEI SOLA,
NESSUN PRIVILEGIO PER LA CHIESA D A PARTE DELLO STATO. INSOMMA, NESSUN
MINICONCORDATO. Il Sinodo ha approvato e ha fatto bene, ringraziando i tre
fratelli per la loro non lieve fatica.
lo Stato finalmente deciso a trattare con le chiese evangeliche e con
organismi religiosi altri che il cattolico, in vista delle intese previste
dalla Costituzione, la commissione valdometodista si è messa al lavoro. A tale
commissione era giusto e necessario che il Sinodo desse un parere autorevole su
quanto già fatto e su quanto ancora da farsi. Giorgio Peyrot, Sergio Bianconi e
Giorgio Spini hanno in sostanza così indicato la loro linea di condotta quali
rappresentanti della nostra chiesa in questo campo:NIENTE INGERENZA DELLO STATO
NEL QUADRO DELLE DECISIONI E DELL’AZIONE CHE RIGUARDANO LA CHIESA E LEI SOLA,
NESSUN PRIVILEGIO PER LA CHIESA D A PARTE DELLO STATO. INSOMMA, NESSUN
MINICONCORDATO. Il Sinodo ha approvato e ha fatto bene, ringraziando i tre
fratelli per la loro non lieve fatica.
Qui
ci preme di rilevare una cosa: quando si tratta di una decisione
teologicamente fondata è possibile di trovare una voce comune, almeno sulla
linea di partenza. Perché dirci, allora, come è stato un po’ fatto sulla nostra
stampa ed al Sinodo: “vedete che anche voi fa te politica (magari senza
accorgervene) quando capita?” Sono anni che ci studiamo di far capire a
chi vuole che, in questo senso, ogni decisione della chiesa che si riferisca
al più vasto quadro della vita associata
è POLITICA. Ma non ci stancheremo mai di ripetere che tutt’altra cosa è la
politica partitica alla quale si chiedono
in prestito linguaggio, modalità di azione, classificazioni e, talvolta, scopi.
In questo senso è ovvio che anche una votazione “unitaria” come
quella sulle vintese non può nascondere il fatto che alcuni di noi vivono
questa ricerca in senso ideologico, altri no.
ci preme di rilevare una cosa: quando si tratta di una decisione
teologicamente fondata è possibile di trovare una voce comune, almeno sulla
linea di partenza. Perché dirci, allora, come è stato un po’ fatto sulla nostra
stampa ed al Sinodo: “vedete che anche voi fa te politica (magari senza
accorgervene) quando capita?” Sono anni che ci studiamo di far capire a
chi vuole che, in questo senso, ogni decisione della chiesa che si riferisca
al più vasto quadro della vita associata
è POLITICA. Ma non ci stancheremo mai di ripetere che tutt’altra cosa è la
politica partitica alla quale si chiedono
in prestito linguaggio, modalità di azione, classificazioni e, talvolta, scopi.
In questo senso è ovvio che anche una votazione “unitaria” come
quella sulle vintese non può nascondere il fatto che alcuni di noi vivono
questa ricerca in senso ideologico, altri no.
Infine,
non dimentichiamo che si tratta qui di un aspetto secondario della vita e della
testimonianza della Chiesa. Non abbiamo atteso le imprese con lo Stato per
essere, almeno a tratti noi stessi e per operare! Per essere, insomma, liberi
per il Signore!
non dimentichiamo che si tratta qui di un aspetto secondario della vita e della
testimonianza della Chiesa. Non abbiamo atteso le imprese con lo Stato per
essere, almeno a tratti noi stessi e per operare! Per essere, insomma, liberi
per il Signore!
Giovanni Conte
IL CONCISTORO DELLA CHIESA DI MILANO SCRIVE
Il Concistoro, nella sua seduta di ieri (22 u.s.) ha
esaminato il bollettino n°19 del 23 agosto inviato ad uno dei Pastori della
Chiesa Valdese di Milano.
esaminato il bollettino n°19 del 23 agosto inviato ad uno dei Pastori della
Chiesa Valdese di Milano.
Chiede di poter ricevere regolarmente la
pubblicazione in duplice copia, pur non annoverandosi fra gli
“aderenti” del Movimento.
pubblicazione in duplice copia, pur non annoverandosi fra gli
“aderenti” del Movimento.
Sarebbe lieto di conoscere i nomi e cognomi delle
persone formanti il “Comitato” che si firma senza appunto nominarsi,
cosa invece di prassi usuale nelle nostre Chiese.
persone formanti il “Comitato” che si firma senza appunto nominarsi,
cosa invece di prassi usuale nelle nostre Chiese.
Le circolari potranno essere inviate ai pastori.
Il presidente: Thomas Soggin
Volentieri manderemo due copie della nostra
circolare, e non avremo nessuna difficoltà a farle avere a tutti i membri del
Concistoro.
circolare, e non avremo nessuna difficoltà a farle avere a tutti i membri del
Concistoro.
Già
altre volte abbiamo spiegato perché non possiamo comunicare i nomi e cognomi
del Comitato, ma lo facciamo ancora per l’ultima volta. Nella TEV non esiste
nessun Comitato, nessun presidente, nessun vertice. Tutto viene discusso e deciso
alla luce del sole nelle Assemblee, dove le proposte debbono ricevere almeno i
due terzi dei voti dei presenti. Con questo, evitiamo che le decisioni siano
prese da un ristretto numero di “competenti” che hanno già studiato
gli argomenti ed elaborato le risposte con la conseguenza che la libertà delle
Assemblee viene di fatto assai ridotta.
altre volte abbiamo spiegato perché non possiamo comunicare i nomi e cognomi
del Comitato, ma lo facciamo ancora per l’ultima volta. Nella TEV non esiste
nessun Comitato, nessun presidente, nessun vertice. Tutto viene discusso e deciso
alla luce del sole nelle Assemblee, dove le proposte debbono ricevere almeno i
due terzi dei voti dei presenti. Con questo, evitiamo che le decisioni siano
prese da un ristretto numero di “competenti” che hanno già studiato
gli argomenti ed elaborato le risposte con la conseguenza che la libertà delle
Assemblee viene di fatto assai ridotta.
Inoltre abbiamo il grande vantaggio che tutti i membri della TEV hanno pari responsabilità.
L’umica modestissima organizzazione è rappresentata dai coordinatori, alle cui
riunioni tuttavia possono sempre partecipare tutti i membri della TEV che lo
desiderano. Se qualcuno vuole conoscere i nomi dei responsabili non ha che da
intervenire alle nostre Assemblee.
L’umica modestissima organizzazione è rappresentata dai coordinatori, alle cui
riunioni tuttavia possono sempre partecipare tutti i membri della TEV che lo
desiderano. Se qualcuno vuole conoscere i nomi dei responsabili non ha che da
intervenire alle nostre Assemblee.
FINANZE
In cassa al 1.1.77 L.488.010. Doni precedenti L.2.048.270.
I. e L. S., Roma 5.000; O. L., Torre Pellice 5.000; M.P.,
I. e L. S., Roma 5.000; O. L., Torre Pellice 5.000; M.P.,
Torino 10.000; E. B., in memoria della mamma 20.000;
R. B.,- id. 5.000; A. L., id. 5.000; G. M., Sanremo 10.000-; F.M.G., id..
10.000; E. L., id. 10.000; M. A., Pisa 6.000; R. G., id. 4.000; C. Z., Firenze
20.000; S. W., id. 5.000; E.B., Angrogna 5,000; M. R. Montepulciano
R. B.,- id. 5.000; A. L., id. 5.000; G. M., Sanremo 10.000-; F.M.G., id..
10.000; E. L., id. 10.000; M. A., Pisa 6.000; R. G., id. 4.000; C. Z., Firenze
20.000; S. W., id. 5.000; E.B., Angrogna 5,000; M. R. Montepulciano
7.000.116tale doni L.2.168.270; collette alle
Assemblee’647.100; offerte per stampa “Giuro” 2.600 .’ Totale entrate
L.3.312.980
Assemblee’647.100; offerte per stampa “Giuro” 2.600 .’ Totale entrate
L.3.312.980
Totale uscite L.2.209.911 (i dettagli sono
comunicati alle Assemblee)
comunicati alle Assemblee)
In cassa al 21 Ottobre L.1.103.069.
Molti ci domandano di aprire :un conto corrente
postale. Non abbiamo potuto farlo non avendo la TEV personalità giuridica. Ma
la prossima Assemblea esaminerà il problema, e speriamo nella prossima
circolare di potervi dare buone informazioni in merito.
postale. Non abbiamo potuto farlo non avendo la TEV personalità giuridica. Ma
la prossima Assemblea esaminerà il problema, e speriamo nella prossima
circolare di potervi dare buone informazioni in merito.
GRAZIA A VOI E PACE
DA GESU’ CRISTO IL FEDEL TESTIMONE
Apoc.1/5
Ciclostilato in proprio, non pubblicato.
Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese
Casella postale
10066 Torre Pellice
