TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
n. 19 Circolare
personale agli aderenti
23 agosto 1977
personale agli aderenti
23 agosto 1977
Riuniti in Assemblea
plenaria nel tempio del Ciabas, martedì 16 Agosto 1977, concludendo il primo
anno di attività di Testimonianza Evangelica Valdese,
plenaria nel tempio del Ciabas, martedì 16 Agosto 1977, concludendo il primo
anno di attività di Testimonianza Evangelica Valdese,
innalziamo un
inno di ringraziamento al Signore perché nei culti di appello, nelle domeniche
TEV e nelle numerose Assemblee ci è stata concessa la grazia di sentirci
“un solo cuore e d’un’anima sola” (Atti 4/32).
inno di ringraziamento al Signore perché nei culti di appello, nelle domeniche
TEV e nelle numerose Assemblee ci è stata concessa la grazia di sentirci
“un solo cuore e d’un’anima sola” (Atti 4/32).
Ci rallegriamo
per il crescente numero di Valdesi e Metodisti che da quasi tutte le comunità
chiedono di unirsi al nostro movimento, come pure per i numerosi membri di
altre Chiese e movimenti che continuano dall’Italia e dall’estero a esprimerci
la loro solidarietà.
per il crescente numero di Valdesi e Metodisti che da quasi tutte le comunità
chiedono di unirsi al nostro movimento, come pure per i numerosi membri di
altre Chiese e movimenti che continuano dall’Italia e dall’estero a esprimerci
la loro solidarietà.
Respingiamo
l’accusa di voler portare la divisione nella Chiesa, e pertanto ci opponiamo a
qualsiasi tentativo di essere emarginati dal corpo della Chiesa. Siamo consapevoli
che l’appello a un Risveglio può portare a contrasti e critiche, e riaffermiamo
la nostra disponibilità
l’accusa di voler portare la divisione nella Chiesa, e pertanto ci opponiamo a
qualsiasi tentativo di essere emarginati dal corpo della Chiesa. Siamo consapevoli
che l’appello a un Risveglio può portare a contrasti e critiche, e riaffermiamo
la nostra disponibilità
all’ascolto e al
dialogo.
dialogo.
E mentre
dichiariamo la nostra volontà di opporci a che la Chiesa diventi uno strumento
di qualsiasi ideologia o partito politico, ricordiamo a tutti gli aderenti che
l’impegno di testimonianza, base del nostro movimento, si deve tradurre in una
fattiva collaborazione nella Chiesa, affinché essa sia realmente testimone
dell’Evangelo nel mondo.
dichiariamo la nostra volontà di opporci a che la Chiesa diventi uno strumento
di qualsiasi ideologia o partito politico, ricordiamo a tutti gli aderenti che
l’impegno di testimonianza, base del nostro movimento, si deve tradurre in una
fattiva collaborazione nella Chiesa, affinché essa sia realmente testimone
dell’Evangelo nel mondo.
RELAZIONE
1976-77
1976-77
Quando una
Chiesa, lungi dall’essere comunità di credenti, unione di testimoni, sussiste
nelle sue strutture organizzative come aggregazione di iscritti, come anagrafe di
membri, quando le sue cerimonie si trascinano meccanicamente seguendo la
cadenza del calendario ecclesiastico, il suo organismo è fragile, debilitato, e
si trova nelle condizioni più favorevoli allo sviluppo di gravi malattie. Tali
malattie, come quelle degli organismi fisici, possono essere provocate da
germi esistenti nel suo interno, naturalmente resi inoffensivi dalla reazione
di un organismo sano, e da germi provenienti dall’esterno. I germi interni sono
l’incredulità e l’indifferenza, sempre in agguato anche per i più convinti
credenti, quelli esterni sono le innumerevoli seduzioni e suggestioni del
mondo, del denaro con il relativo consumismo, ai divertimenti smodati, vari
vizi, alle ideoiogie, veri idoli che si propongono nelle varie epoche come
sostituti della Fede cristiana, fondandosi su effimeri pseudo-valori dell’uomo.
La Chiesa, intesa nel suo senso biblico di comunità di credenti, si è trovata
spesso in tali tristi condizioni, come ci è attestato dalla sua storia, ma
sappiamo pure che essa è uscita dalla malattia attraverso risvegli di fede,
ispirati certo dal Signore, che hanno sempre sparso i loro benefici frutti per
molto tempo dopo la loro nascita. Per fare qualche esempio riferiamoci anzitutto
all’Antico Testamento all’infedeltá, all’idolatria del popolo d’Israele (regno
di Giuda) alla morte di re Amon, all’opera di ricostruzione e di purificazione
intrapresa dal suo successore Giosia che ritrovò il libro della legge, la
Parola di Dio, si impegnò ad osservarla veramente, la rimise al centro della
comunità: un vero risveglio, diremmo noi oggi, nell’adempimento di antiche
profezie. E il movimento valdese delle origini? Leggiamo testualmente ne
“I Valdesi” di Giorgio Tourn (pag. l3): “Ciò che colpisce in
questa comunità è la libertà con cui viene vissutala fede cristiana. Una
libertà piena di gioia e di inventiva. L’idea di contestare la Chiesa, di
ribellarsi alla sua autorità è lontana mille miglia. I “poveri in
spirito” non vogliono né cambiare né rivoluzionare la fede cristiana,
vogliono solo riviverla nella sua genuinità. Il loro movimento è in sostanza un
movimento di risveglio che richiama alla mente altri movimenti analoghi, sia
medievali che posteriori; pensiamo ad esempio ai primi gruppi metodisti nelle
città inglesi del ‘700″. E che cosa è stata la riforma nel suo più
profondo significato se non un risveglio un richiamo alla Parola, con la sua
riscoperta, la sua traduzione nelle lingue del popolo, la sua diffusione? (come
avevano già fatto i primi valdesi). La lettura della Bibbia aprì gli occhi a
molti sullo stato di rovina della cristianità, ma al tempo stesso la luce
divina venne ad illuminare chi non sapeva. Come ultimo esempio, fra gli
innumerevoli che si potrebbero fare, pensiamo al risveglio nelle nostre Valli
negli anni successivi al 1825, dopo la visita di Félix Neff, pensiamo allo
stato della comunità valdese in quegli anni che giustamente furono definiti
come “l’inverno delle Valli Valdesi”.
Chiesa, lungi dall’essere comunità di credenti, unione di testimoni, sussiste
nelle sue strutture organizzative come aggregazione di iscritti, come anagrafe di
membri, quando le sue cerimonie si trascinano meccanicamente seguendo la
cadenza del calendario ecclesiastico, il suo organismo è fragile, debilitato, e
si trova nelle condizioni più favorevoli allo sviluppo di gravi malattie. Tali
malattie, come quelle degli organismi fisici, possono essere provocate da
germi esistenti nel suo interno, naturalmente resi inoffensivi dalla reazione
di un organismo sano, e da germi provenienti dall’esterno. I germi interni sono
l’incredulità e l’indifferenza, sempre in agguato anche per i più convinti
credenti, quelli esterni sono le innumerevoli seduzioni e suggestioni del
mondo, del denaro con il relativo consumismo, ai divertimenti smodati, vari
vizi, alle ideoiogie, veri idoli che si propongono nelle varie epoche come
sostituti della Fede cristiana, fondandosi su effimeri pseudo-valori dell’uomo.
La Chiesa, intesa nel suo senso biblico di comunità di credenti, si è trovata
spesso in tali tristi condizioni, come ci è attestato dalla sua storia, ma
sappiamo pure che essa è uscita dalla malattia attraverso risvegli di fede,
ispirati certo dal Signore, che hanno sempre sparso i loro benefici frutti per
molto tempo dopo la loro nascita. Per fare qualche esempio riferiamoci anzitutto
all’Antico Testamento all’infedeltá, all’idolatria del popolo d’Israele (regno
di Giuda) alla morte di re Amon, all’opera di ricostruzione e di purificazione
intrapresa dal suo successore Giosia che ritrovò il libro della legge, la
Parola di Dio, si impegnò ad osservarla veramente, la rimise al centro della
comunità: un vero risveglio, diremmo noi oggi, nell’adempimento di antiche
profezie. E il movimento valdese delle origini? Leggiamo testualmente ne
“I Valdesi” di Giorgio Tourn (pag. l3): “Ciò che colpisce in
questa comunità è la libertà con cui viene vissutala fede cristiana. Una
libertà piena di gioia e di inventiva. L’idea di contestare la Chiesa, di
ribellarsi alla sua autorità è lontana mille miglia. I “poveri in
spirito” non vogliono né cambiare né rivoluzionare la fede cristiana,
vogliono solo riviverla nella sua genuinità. Il loro movimento è in sostanza un
movimento di risveglio che richiama alla mente altri movimenti analoghi, sia
medievali che posteriori; pensiamo ad esempio ai primi gruppi metodisti nelle
città inglesi del ‘700″. E che cosa è stata la riforma nel suo più
profondo significato se non un risveglio un richiamo alla Parola, con la sua
riscoperta, la sua traduzione nelle lingue del popolo, la sua diffusione? (come
avevano già fatto i primi valdesi). La lettura della Bibbia aprì gli occhi a
molti sullo stato di rovina della cristianità, ma al tempo stesso la luce
divina venne ad illuminare chi non sapeva. Come ultimo esempio, fra gli
innumerevoli che si potrebbero fare, pensiamo al risveglio nelle nostre Valli
negli anni successivi al 1825, dopo la visita di Félix Neff, pensiamo allo
stato della comunità valdese in quegli anni che giustamente furono definiti
come “l’inverno delle Valli Valdesi”.
E oggi? Oggi
troviamo la vernice religiosa della chiesa moltitudinista, che non abbiamo
saputo o voluto contrastare (si pensi all’automatismo delle confermazioni e
relative iscrizioni negli elenchi dei membri di chiesa, che è rientrato nella
“routine” ecclesiastica dopo qualche tentativo di messa in
discussione), troviamo la partecipazione tradizionalista alle grandi festività
della Chiesa, proprio come all’epoca di Félix Neff, troviamo l’incredulità e
l’indifferenza per i problemi della fede, tanto più perniciose in quanto
mascherate spesso dietro un effimero attivismo sotto la spinta di slogans
socio-politici alla moda. Dimenticando quanto è stato scritto nel libro del
profeta Geremia: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e fa della carne
il suo braccio” si è creato il mito dell’autosufficienza dell’uomo, nuovo
dogma, nell’illusione che la tecnologia possa risolvere tutti i problemi e che
le riforme sociali, pur necessarie, facciano scomparire il male dal mondo. Ma è
stato giustamente detto che “il pane e la potenza, da soli, non salveranno
l’umanità: ogni tentativo di stabilire un sistema di valori fondato sul dogma
dell’autosufficienza dell’uomo è destinato a fallire rovinosamente”
(Abraham Joshua Herschel, in “Dio alla ricerca dell’uomo”).
troviamo la vernice religiosa della chiesa moltitudinista, che non abbiamo
saputo o voluto contrastare (si pensi all’automatismo delle confermazioni e
relative iscrizioni negli elenchi dei membri di chiesa, che è rientrato nella
“routine” ecclesiastica dopo qualche tentativo di messa in
discussione), troviamo la partecipazione tradizionalista alle grandi festività
della Chiesa, proprio come all’epoca di Félix Neff, troviamo l’incredulità e
l’indifferenza per i problemi della fede, tanto più perniciose in quanto
mascherate spesso dietro un effimero attivismo sotto la spinta di slogans
socio-politici alla moda. Dimenticando quanto è stato scritto nel libro del
profeta Geremia: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e fa della carne
il suo braccio” si è creato il mito dell’autosufficienza dell’uomo, nuovo
dogma, nell’illusione che la tecnologia possa risolvere tutti i problemi e che
le riforme sociali, pur necessarie, facciano scomparire il male dal mondo. Ma è
stato giustamente detto che “il pane e la potenza, da soli, non salveranno
l’umanità: ogni tentativo di stabilire un sistema di valori fondato sul dogma
dell’autosufficienza dell’uomo è destinato a fallire rovinosamente”
(Abraham Joshua Herschel, in “Dio alla ricerca dell’uomo”).
+
++
++
In questa
situazione era più che naturale la nascita della TEV, anzi, possiamo solo
dolerci che non sia sorta prima, e riprendendo un vecchio slogan possiamo ben
dire: “Se la TEV non esistesse, bisognerebbe inventarla”.
situazione era più che naturale la nascita della TEV, anzi, possiamo solo
dolerci che non sia sorta prima, e riprendendo un vecchio slogan possiamo ben
dire: “Se la TEV non esistesse, bisognerebbe inventarla”.
L’anno trascorso
è stato, per il nostro movimento, denso di avvenimenti e di attività: dobbiamo
anzitutto ringraziare il Signore per aver concesso a molti di noi un impegno
costante, pur nelle difficoltà ed ostacoli che d’altronde ci attendevamo. La
maggiore di queste difficoltà nasce da una precisa accusa, tuttora ricorrente
al punto di apparire una specie di fissazione: l’accusa di fomentare una
scissione nella Chiesa. I1 fatto che, pur dopo tutte le possibili smentite, quest’accusa
permanga da parte di alcuni ed abbia una certa influenza negativa sullo
sviluppo del movimento non prova forse che si tratta del desiderio più o meno
inconscio di quanti vorrebbero realmente vederci fuori della Chiesa,
emarginarci, per poter proseguire senza ostacoli né scrupoli di coscienza su di
una certa strada, quella che noi avversiamo e a causa della quale siamo sorti
come movimento, con buona pace di quanti continuano a chiederci in buona o in
cattiva fede: “Perché la TEV?”
è stato, per il nostro movimento, denso di avvenimenti e di attività: dobbiamo
anzitutto ringraziare il Signore per aver concesso a molti di noi un impegno
costante, pur nelle difficoltà ed ostacoli che d’altronde ci attendevamo. La
maggiore di queste difficoltà nasce da una precisa accusa, tuttora ricorrente
al punto di apparire una specie di fissazione: l’accusa di fomentare una
scissione nella Chiesa. I1 fatto che, pur dopo tutte le possibili smentite, quest’accusa
permanga da parte di alcuni ed abbia una certa influenza negativa sullo
sviluppo del movimento non prova forse che si tratta del desiderio più o meno
inconscio di quanti vorrebbero realmente vederci fuori della Chiesa,
emarginarci, per poter proseguire senza ostacoli né scrupoli di coscienza su di
una certa strada, quella che noi avversiamo e a causa della quale siamo sorti
come movimento, con buona pace di quanti continuano a chiederci in buona o in
cattiva fede: “Perché la TEV?”
+
++
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Dopo le riunioni
preparatorie nel luglio-agosto dello scorso anno e dopo il Sinodo, nel quale
il nostro ordine del giorno, come è noto, fu abilmente manipolato ,
contraffatto, avemmo una prima assemblea vera e propria a Villar Perosa il 16
settembre, nella quale si dette il lancio ufficiale al movimento. Nella seconda
assemblea, tenuta a Torre Pellice il 29 settembre, si definì la scelta del nome
TEV e fu proposto un primo culto d’appello. Questo, impostato sulla presa di
coscienza del nostro Peccato d’infedeltà, ebbe luogo nel tempio di Torre
Pellice il 24 ottobre con buona partecipazione di fratelli. La nostra circolare
commentava testualmente al riguardo: “Sarebbe presuntuoso attenderci dei
risultati immediati e visibili; molti di noi, ad ogni modo, hanno avuto il
sentimento che il desiderio di un risveglio nella Chiesa sia latente in un
numero di persone più grande di quel che pensiamo”. Seguirono un’assemblea
a Torre il 29 ottobre, con constatazione del consolidarsi del movimento per il
numero di membri rapidamente crescente, e una a Perosa Argentina il 7 novembre,
nella quale di notevole importanza fu la relazione del pastore Giovanni Conte
sul Congresso della Federazione tenutosi a Bari. Il past. Conte riportò fra
l’altro integralmente la forte, accorata lettera critica inviata al Congresso
dalla comunità della chiesa dei Fratelli di Genova, che il Congresso non poté
ignorare. La lettera fu pubblicata quasi integralmente sul numero 2 della
nostra circolare e ne ricordiamo tutti con emozione ed anche, ahimè, con
umiliazione, le espressioni.
preparatorie nel luglio-agosto dello scorso anno e dopo il Sinodo, nel quale
il nostro ordine del giorno, come è noto, fu abilmente manipolato ,
contraffatto, avemmo una prima assemblea vera e propria a Villar Perosa il 16
settembre, nella quale si dette il lancio ufficiale al movimento. Nella seconda
assemblea, tenuta a Torre Pellice il 29 settembre, si definì la scelta del nome
TEV e fu proposto un primo culto d’appello. Questo, impostato sulla presa di
coscienza del nostro Peccato d’infedeltà, ebbe luogo nel tempio di Torre
Pellice il 24 ottobre con buona partecipazione di fratelli. La nostra circolare
commentava testualmente al riguardo: “Sarebbe presuntuoso attenderci dei
risultati immediati e visibili; molti di noi, ad ogni modo, hanno avuto il
sentimento che il desiderio di un risveglio nella Chiesa sia latente in un
numero di persone più grande di quel che pensiamo”. Seguirono un’assemblea
a Torre il 29 ottobre, con constatazione del consolidarsi del movimento per il
numero di membri rapidamente crescente, e una a Perosa Argentina il 7 novembre,
nella quale di notevole importanza fu la relazione del pastore Giovanni Conte
sul Congresso della Federazione tenutosi a Bari. Il past. Conte riportò fra
l’altro integralmente la forte, accorata lettera critica inviata al Congresso
dalla comunità della chiesa dei Fratelli di Genova, che il Congresso non poté
ignorare. La lettera fu pubblicata quasi integralmente sul numero 2 della
nostra circolare e ne ricordiamo tutti con emozione ed anche, ahimè, con
umiliazione, le espressioni.
Nell’assemblea
del 14 novembre a Torre fu presentata ed approvata la proposta di inserimento
di tre interventi a favore della TEV sull'”ECOLUCE., per una pagina in
preparazione sul movimento. Furono poi esposti punti di meditazione sul tema
“Chiesa e politica”, in vista delle assemblee di chiesa indicate dal
Sinodo. Nella successiva assemblea a S. Germano, i1 28 novembre, si gettarono
le basi per un culto d’appello prenatalizio da tenersi nella stessa località, e
si propose di prendere contatto con la Federazione delle Chiese Evangeliche
per chiedere di tenere una serie di culti radio. Nell’assemblea di Torre del 12
dicembre fu proposto ed approvato il progetto delle “domeniche TEV”:
partecipazione al culto del mattino in varie località, ágape fraterna al sacco
(o quasi), assemblea pomeridiana. Il previsto culto d’appello prenatalizio ebbe
luogo a S. Germano il 12 dicembre, tenuto prevalentemente da giovani. In esso
si meditò sul vero significato del Natale cristiano, al di là della festa
pagana e consumistica che purtroppo ben conosciamo.
del 14 novembre a Torre fu presentata ed approvata la proposta di inserimento
di tre interventi a favore della TEV sull'”ECOLUCE., per una pagina in
preparazione sul movimento. Furono poi esposti punti di meditazione sul tema
“Chiesa e politica”, in vista delle assemblee di chiesa indicate dal
Sinodo. Nella successiva assemblea a S. Germano, i1 28 novembre, si gettarono
le basi per un culto d’appello prenatalizio da tenersi nella stessa località, e
si propose di prendere contatto con la Federazione delle Chiese Evangeliche
per chiedere di tenere una serie di culti radio. Nell’assemblea di Torre del 12
dicembre fu proposto ed approvato il progetto delle “domeniche TEV”:
partecipazione al culto del mattino in varie località, ágape fraterna al sacco
(o quasi), assemblea pomeridiana. Il previsto culto d’appello prenatalizio ebbe
luogo a S. Germano il 12 dicembre, tenuto prevalentemente da giovani. In esso
si meditò sul vero significato del Natale cristiano, al di là della festa
pagana e consumistica che purtroppo ben conosciamo.
Nell’assemblea
di Torre del 9 gennaio 1977 si parlò fra l’altro dell’ importanza che il
marxismo pare aver acquistato in certi ambienti cristiani come strumento di
analisi e di trasformazione del mondo e delle chiese, tanto da presentare il
marxismo stesso quasi come una nuova “chiave biblica”.
di Torre del 9 gennaio 1977 si parlò fra l’altro dell’ importanza che il
marxismo pare aver acquistato in certi ambienti cristiani come strumento di
analisi e di trasformazione del mondo e delle chiese, tanto da presentare il
marxismo stesso quasi come una nuova “chiave biblica”.
Nell’assemblea di
Villar Perosa il 30 gennaio (1.a domenica TEV) fu discussa ed approvata una
lettera di protesta al moderatore e al Presidente della Federazione per lo
spettacolo del “Gruppo Teatro Angrogna” nella rubrica televisiva
“Protestantesimo”. Venne data poca conoscenza di una lettera,
alquanto deludente, del Presidente della federazione sulla nostra richiesta di
aver affidati dei culti radio.
Villar Perosa il 30 gennaio (1.a domenica TEV) fu discussa ed approvata una
lettera di protesta al moderatore e al Presidente della Federazione per lo
spettacolo del “Gruppo Teatro Angrogna” nella rubrica televisiva
“Protestantesimo”. Venne data poca conoscenza di una lettera,
alquanto deludente, del Presidente della federazione sulla nostra richiesta di
aver affidati dei culti radio.
A Villar Pellice
il 12, marzo (2.a domenica TEV) avemmo delle interessanti relazioni sul
risveglio alle Valli in due epoche del seco lo scorso, e fu avanzata la
proposta di ristampare in italiano il volumetto “Le Réveil de 1825”
di J. Meille, ormai introvabile e pur tanto attuale sotto molti aspetti.
il 12, marzo (2.a domenica TEV) avemmo delle interessanti relazioni sul
risveglio alle Valli in due epoche del seco lo scorso, e fu avanzata la
proposta di ristampare in italiano il volumetto “Le Réveil de 1825”
di J. Meille, ormai introvabile e pur tanto attuale sotto molti aspetti.
Il 27 marzo ebbe
luogo una riunione a Bobbio Pellice, nei locali della chiesa, con esposizione
delle vedute della TEV ai membri di quella comunitá. Il giorno successivo
alcuni membri presentarono il movimento al Concistoro di Torino. Era stata peró
avanzata a tale Concistoro richiesta per una riunione TEV aperta a tutti nei
locali della Chiesa: tale richiesta fu seccamente respinta con il solito pretesto
dello scissionismo, come fu riferito nell’assemblea di Torre del 17 aprile.
Allora fu amaramente rilevato che non erano state in passato avanzate
difficoltà da parte di quel Concistoro a concedere i locali a gruppi vari par
attività politiche.
luogo una riunione a Bobbio Pellice, nei locali della chiesa, con esposizione
delle vedute della TEV ai membri di quella comunitá. Il giorno successivo
alcuni membri presentarono il movimento al Concistoro di Torino. Era stata peró
avanzata a tale Concistoro richiesta per una riunione TEV aperta a tutti nei
locali della Chiesa: tale richiesta fu seccamente respinta con il solito pretesto
dello scissionismo, come fu riferito nell’assemblea di Torre del 17 aprile.
Allora fu amaramente rilevato che non erano state in passato avanzate
difficoltà da parte di quel Concistoro a concedere i locali a gruppi vari par
attività politiche.
Importanti le
assemblee di chiesa sul tema “fede e politica”, tenute il 23 aprile a
S. Giovanni e il 24 aprile a Torre, con approvazione in quest’ultima comunità
di un ordine del giorno ispirato alle tesi TEV.
assemblee di chiesa sul tema “fede e politica”, tenute il 23 aprile a
S. Giovanni e il 24 aprile a Torre, con approvazione in quest’ultima comunità
di un ordine del giorno ispirato alle tesi TEV.
Ma anche al di
fuori delle Valli le nostre posizioni cominciavano ad essere largamente note ed
approvate, come lo provavano le numerose schede di adesione di membri di chiesa
del centro e del sud. (Al momento attuale abbiamo aderenti e simpatizzanti in
quasi tutte le comunità valdo-metodiste e numerosi di altre denominazioni.
fuori delle Valli le nostre posizioni cominciavano ad essere largamente note ed
approvate, come lo provavano le numerose schede di adesione di membri di chiesa
del centro e del sud. (Al momento attuale abbiamo aderenti e simpatizzanti in
quasi tutte le comunità valdo-metodiste e numerosi di altre denominazioni.
A Felonica il 13
maggio le vedute del movimento furono esposte e discusse in una assemblea di
chiesa.
maggio le vedute del movimento furono esposte e discusse in una assemblea di
chiesa.
Nell’assemblea
TEV di S. Germano, il 15 maggio, fu data notizia che il Concistoro di Pinerolo
aveva concesso la sala delle attività per una “domenica TEV”, la cui
realizzazione è prevista per il prossimo autunno.
TEV di S. Germano, il 15 maggio, fu data notizia che il Concistoro di Pinerolo
aveva concesso la sala delle attività per una “domenica TEV”, la cui
realizzazione è prevista per il prossimo autunno.
Importante, per
capire lo spirito delle nostre assemblee, ricordare come la circolare n°13
commentava quest’ultimo incontro: “Non ci risulta che dopo le nostre
assemblee qualcuno sia tornato a casa con l’animo amareggiato, anche se
evidentemente i punti di vista possono essere diversi”. Questo sulla
circolare n°13, per parte nostra prendiamo questa constatazione come un
augurio per questa (attuale) e per le future assemblee alle Valli ed altrove.
capire lo spirito delle nostre assemblee, ricordare come la circolare n°13
commentava quest’ultimo incontro: “Non ci risulta che dopo le nostre
assemblee qualcuno sia tornato a casa con l’animo amareggiato, anche se
evidentemente i punti di vista possono essere diversi”. Questo sulla
circolare n°13, per parte nostra prendiamo questa constatazione come un
augurio per questa (attuale) e per le future assemblee alle Valli ed altrove.
La terza
“domenica TEV” ebbe luogo a Coazze il 12 giugno con un culto di appello al mattino, impostato sul
significato della testimonianza cristiana nelle varie epoche, l’àgape Fraterna
e l’assemblea pomeridiana, animata anche da qualche intervento contestativo.
Venne anche comunicato
“domenica TEV” ebbe luogo a Coazze il 12 giugno con un culto di appello al mattino, impostato sul
significato della testimonianza cristiana nelle varie epoche, l’àgape Fraterna
e l’assemblea pomeridiana, animata anche da qualche intervento contestativo.
Venne anche comunicato
in quell’occasione
che il Concistoro di Pramollo aveva concesso l’uso dei locali della Chiesa per
una “domenica TEV”.
che il Concistoro di Pramollo aveva concesso l’uso dei locali della Chiesa per
una “domenica TEV”.
In case private
vennero poi tenute nel mese di giugno riunioni di membri TEV a Torino e a Roma.
vennero poi tenute nel mese di giugno riunioni di membri TEV a Torino e a Roma.
Il 3 luglio ha
avuto luogo la prevista “domenica TEV” a Pramollo, con assemblea nel
pomeriggio. E con questo arriviamo alla data odierna.
avuto luogo la prevista “domenica TEV” a Pramollo, con assemblea nel
pomeriggio. E con questo arriviamo alla data odierna.
++
+
+
Come si é visto,
le attività dell’anno sono state numerose e impegnative. L’autocritica non e mai
facile, ma vediamo chiaramente quali sono le tentazioni ed i pericoli che
possono in qualsiasi momento vanificare il nostro lavoro. C’è il pericolo di
sostenere la tradizione della Chiesa Valdese, o anche, in forma più ampia,
dell’evangelismo italiano, tradizione che certo ha dei valori perché è nata
dalla testimonianza,di martiri e di apostoli del passato: la tradizione, come
tutte le forme, non e mai svincolata da una sostanza. Ma dobbiamo sempre tenere
presente che il Signore è il solo capace di rendere stabile l’opera delle mani
dell’uomo ed inoltre è della nostra personale testimonianza, dei nostri atti che
dovremo rispondere: non possiamo adornarci con quelli, pur validi, dei nostri
padri. È un risveglio ciò che dobbiamo desiderare di più, un nuovo risveglio:
per questo dobbiamo adoperarci e pregare per l’azione dello Spirito Santo in
questo senso; in caso contrario, presentandoci come le vestali delle tradizioni
dei padri meriterermmo forse l’etichetta di “Lefèbre del
Protestantesimo” che qualche nostro amico ha voluto affibbiarci. Il
secondo pericolo, la seconda tentazione è quella del settarismo. Ci è stata
spesso rivolta l’accusa di ritenerci degli eletti: siamo sensibili a
quest’accusa, la prendiamo sul serio come un richiamo all’umiltà, alla coscienza
della nostra profonda insufficienza e quindi del fatto che solo il Signore può,
se vuole, servirsi di noi utilmente.
le attività dell’anno sono state numerose e impegnative. L’autocritica non e mai
facile, ma vediamo chiaramente quali sono le tentazioni ed i pericoli che
possono in qualsiasi momento vanificare il nostro lavoro. C’è il pericolo di
sostenere la tradizione della Chiesa Valdese, o anche, in forma più ampia,
dell’evangelismo italiano, tradizione che certo ha dei valori perché è nata
dalla testimonianza,di martiri e di apostoli del passato: la tradizione, come
tutte le forme, non e mai svincolata da una sostanza. Ma dobbiamo sempre tenere
presente che il Signore è il solo capace di rendere stabile l’opera delle mani
dell’uomo ed inoltre è della nostra personale testimonianza, dei nostri atti che
dovremo rispondere: non possiamo adornarci con quelli, pur validi, dei nostri
padri. È un risveglio ciò che dobbiamo desiderare di più, un nuovo risveglio:
per questo dobbiamo adoperarci e pregare per l’azione dello Spirito Santo in
questo senso; in caso contrario, presentandoci come le vestali delle tradizioni
dei padri meriterermmo forse l’etichetta di “Lefèbre del
Protestantesimo” che qualche nostro amico ha voluto affibbiarci. Il
secondo pericolo, la seconda tentazione è quella del settarismo. Ci è stata
spesso rivolta l’accusa di ritenerci degli eletti: siamo sensibili a
quest’accusa, la prendiamo sul serio come un richiamo all’umiltà, alla coscienza
della nostra profonda insufficienza e quindi del fatto che solo il Signore può,
se vuole, servirsi di noi utilmente.
La terza
tentazione è quella del trionfalismo, che potrebbe farci pensare: ci siamo,
siamo necessari, saremo sempre indispensabili in futuro. Ebbene, dobbiamo tener
sempre presente come e perché ci siamo mossi e prevedere sin d’ora la fine
della TEV, lo scioglimento del movimento, quando apparisse chiara la sua
inutilità in una Chiesa che avesse ritrovato il “pari consentimento”
di tutti i suoi membri nella linea del puro evangelo.
tentazione è quella del trionfalismo, che potrebbe farci pensare: ci siamo,
siamo necessari, saremo sempre indispensabili in futuro. Ebbene, dobbiamo tener
sempre presente come e perché ci siamo mossi e prevedere sin d’ora la fine
della TEV, lo scioglimento del movimento, quando apparisse chiara la sua
inutilità in una Chiesa che avesse ritrovato il “pari consentimento”
di tutti i suoi membri nella linea del puro evangelo.
Dobbiamo ancora
dire, sempre in una serena autocritica, che abbiamo molto vissuto, finora, di
interventi polemici. Ora, la puntualizzazione dei fatti, degli avvenimenti,
specie quando si è chiamati in causa, quando si ha qualcosa da dire di
preciso, quando si può portare un contributo al dialogo, e necessaria; al
contrario la polemica fine a se stessa, corrosiva, é sterile. Dobbiamo lavorare
di più “in positivo” intensificando culti di appello, riunioni di
preghiera (non si esagererà mai nella preghiera!), visite di gruppo. A questo
proposito salutiamo con gioia la nascita ci un gruppo visite itineranti in una
comunità delle Valli, che si muove in questo spirito.
dire, sempre in una serena autocritica, che abbiamo molto vissuto, finora, di
interventi polemici. Ora, la puntualizzazione dei fatti, degli avvenimenti,
specie quando si è chiamati in causa, quando si ha qualcosa da dire di
preciso, quando si può portare un contributo al dialogo, e necessaria; al
contrario la polemica fine a se stessa, corrosiva, é sterile. Dobbiamo lavorare
di più “in positivo” intensificando culti di appello, riunioni di
preghiera (non si esagererà mai nella preghiera!), visite di gruppo. A questo
proposito salutiamo con gioia la nascita ci un gruppo visite itineranti in una
comunità delle Valli, che si muove in questo spirito.
Abbiamo ricevuto
una vera messe di consensi da parte di fratelli delle Chiese evangeliche
federate e anche lettere ufficiali di incoraggiamento da Chiese non federate,
che si rallegrano della possibilità di un risveglio nelle “grandi”
Chiese evangeliche italiane. È questa una grande responsabllitá per noi, che
deve farci pensare e ancora pregare.
una vera messe di consensi da parte di fratelli delle Chiese evangeliche
federate e anche lettere ufficiali di incoraggiamento da Chiese non federate,
che si rallegrano della possibilità di un risveglio nelle “grandi”
Chiese evangeliche italiane. È questa una grande responsabllitá per noi, che
deve farci pensare e ancora pregare.
Alla luce dell’amore
riconoscente verso il Signore, la domanda rivolta ci: “Da quale parte
state?” ha, per dei credenti, una sola risposta: siamo dalia parte di Dio
e del suo Figlio Gesù Cristo”; però questa risposta non avrebbe valore se
rimanesse solo sulle nostre labbra senza incarnarci nella nostra vita di ogni
giorno, nell’amore de1 prossimo e nel servizio. Il cammino da percorrere è difficile
e può essere segnato anche da cicatrici. M
abbiamo la certezza che nessuna potenza terrena potrà separarci dall’amore di
Dio che è in Cristo Gesù, nessuna sapienza umana potrà sostituire
definitivamente l’Evangelo della riconciliazione e della speranza.
riconoscente verso il Signore, la domanda rivolta ci: “Da quale parte
state?” ha, per dei credenti, una sola risposta: siamo dalia parte di Dio
e del suo Figlio Gesù Cristo”; però questa risposta non avrebbe valore se
rimanesse solo sulle nostre labbra senza incarnarci nella nostra vita di ogni
giorno, nell’amore de1 prossimo e nel servizio. Il cammino da percorrere è difficile
e può essere segnato anche da cicatrici. M
abbiamo la certezza che nessuna potenza terrena potrà separarci dall’amore di
Dio che è in Cristo Gesù, nessuna sapienza umana potrà sostituire
definitivamente l’Evangelo della riconciliazione e della speranza.
La
Commissione
Commissione
FINANZE
Per l’anno
finanziario possiamo ritenerci soddisfatti, grazie ai doni pervenuti
spontaneamente da parte di aderenti e amici (L.1.793.770), alle collette delle
riuìioni (L.488.010). A tutto il 10 agosto le entrate complessive sono di
L.2.635.780 e le uscite di L.1.675.661 con una giacenza di cassa di L.960.119.
finanziario possiamo ritenerci soddisfatti, grazie ai doni pervenuti
spontaneamente da parte di aderenti e amici (L.1.793.770), alle collette delle
riuìioni (L.488.010). A tutto il 10 agosto le entrate complessive sono di
L.2.635.780 e le uscite di L.1.675.661 con una giacenza di cassa di L.960.119.
Facciamo
presente che non abbiamo stabilito quote obbligatorie di adesione.
presente che non abbiamo stabilito quote obbligatorie di adesione.
La maggior parte
delle spese viene assorbita dalla stampa di 18 notiziari di
“Testimonianza Evangelica Valdese”, dalla pubblicazione
“Sentinella a che punto è la notte?”, da quelle postali molto onerose
(621.910) e in minima parte per acquisto di cancelleria e spese di
amministrazione.
delle spese viene assorbita dalla stampa di 18 notiziari di
“Testimonianza Evangelica Valdese”, dalla pubblicazione
“Sentinella a che punto è la notte?”, da quelle postali molto onerose
(621.910) e in minima parte per acquisto di cancelleria e spese di
amministrazione.
La contabilità è
tenuta in ordine e le trascrizioni sono dettagliate minutamente.
tenuta in ordine e le trascrizioni sono dettagliate minutamente.
Ringraziamo
vivamente tutti i donatori e manifestiamo la nostra riconoscenza agli amici
preposti all’amministrazione che disinteressatamene svolgono il loro lavoro.
vivamente tutti i donatori e manifestiamo la nostra riconoscenza agli amici
preposti all’amministrazione che disinteressatamene svolgono il loro lavoro.
Dalla
corrispondenza abbiamo constatato che la pubblicazione “Sentinella, a che
punto è la notte?” è stata bene accolta dai nostri aderenti ed amici. Ci
auguriamo che a questa facciano seguito delle altre.
corrispondenza abbiamo constatato che la pubblicazione “Sentinella, a che
punto è la notte?” è stata bene accolta dai nostri aderenti ed amici. Ci
auguriamo che a questa facciano seguito delle altre.
La
Commissione
Commissione
Ciclostilato in
proprio; non pubblicato Indirizzo:
proprio; non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza
Evangelica Valdese Casella postale
Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre
Pellice (Torino)
Pellice (Torino)
