TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra.
sarete testimoni fino alle estremità della terra.
(Atti 1:8)
n. 13 Circolare personale agli aderenti 20 Maggio 1977
IL CINQUANTESIMO GIORNO
Cinquanta giorni dopo la Pasqua gli Ebrei celebravano la festa delle primizie, offrendo al Signore i primi frutti dei campi. Ma quel giorno doveva rivestire un nuovo significato per i discepoli del Signore. Il suo Spirito scese con potenza e ben tremila convertiti diventarono le primizie spirituali di una messe che si prolungherà nei secoli.
Purtroppo oggi molti hanno perso il senso della Pentecoste. A Natale e a Pasqua i templi sono gremiti (e ringraziamo Iddio che lo siano almeno in quelle ricorrenze!), ma il culto di Pentecoste non si distingue dai soliti, e non c’è da meravigliarsi se questo fenomeno coincide con un tempo di stagnazione spirituale.
La TEV è sorta per opporsi alla strumentalizzazione politica della Chiesa, ma questo non è il solo e il principale suo scopo. Noi invochiamo un Risveglio e per questo demandiamo al Signore che voglia cominciare da noi stessi.
PENTECOSTE DOVREBBE QUINDI ESSERE LA DOMENICA DELLA TEV. – Tutti gli aderenti, tranne casi di forza maggiore, si ritroveranno nelle loro chiese per domandare al Signore un nuovo battesimo di Spirito Santo.
La 14.a Assemblea
La 14.a Assemblea della Tev ha avuto luogo a San Germano domenica scorsa con la solita buona partecipazione. C’erano dei fratelli da Villar Pellice, Torre Pellice, San Giovanni, Pinerolo, San
Secondo, San Germano, Pomaretto, Villasecca, Perrero, Torino (speriamo di non
aver fatto delle dimenticanze!).
Secondo, San Germano, Pomaretto, Villasecca, Perrero, Torino (speriamo di non
aver fatto delle dimenticanze!).
Gli argomenti erano una ventina, troppi secondo alcuni, e solo l’ora tarda, le 23.30, ci ha costretti a interrompere la nostra fraterna discussione.
Stiamo ora prendendo accordi per l’Assemblea di Giugno, e ve ne daremo tempestiva comunicazione.
Intanto i coordinatori si riuniranno a San Secondo, che gentilmente ci ospiterà, venerdì 27 corr. alle ore 20,30 possibilmente precise. Ricordiamo che alle riunioni dei coordinatori sono invitati anche tutti gli aderenti che desiderano intervenire.
La 14.a Assemblea: problemi di procedura
La 14.a Assemblea della TEV, come le precedenti, è stata buona e interessante. Non ci risulta che dopo nessuna delle nostre Assemblee, qualcuno sia tornato a casa sua con l’animo amareggiato, anche se evidentemente i punti di vista possono essere diversi. Ringraziamo il Signore perché lo spirito è sempre stato buono.
C’è chi vorrebbe che i problemi fossero già studiati in precedenza (da chi?) e giungessero quindi in Assemblea delle proposte di soluzione, in modo da evitare delle troppo lunghe discussioni. È evidente che così si sveltirebbero assai i nostri lavori e potremmo far ritorno a un’ora non
troppo inoltrata.
troppo inoltrata.
Però anche il nostro attuale sistema presenta i suoi vantaggi. In altre assemblee i problemi sono appunto studiati in precedenza da delle commissioni di esperti, e le assemblee, i cui membri in grande maggioranza non possono averli studiati, sono ridotti a delle comparse che alzano la mano a seconda del vento che spira. In questo modo la responsabilità individuale è ridotta al minimo, con intimo sollievo della propria coscienza.
Da noi, finora, tutti i problemi vengono studiati dall’Assemblea, e se questo a volte appesantisce la discussione, presenta però il grande vantaggio che nessuno si sente convocato per approvare quanto altri hanno già deciso; tutti sono invitati a dire il loro parere e a prendersi la loro responsabilità. Ci sembra che questo costituisca un così grande vantaggio, da farci accettare anche gli inconvenienti. Così anche questa circolare è veramente nostra. A meno che qualcuno non desideri mettere il suo nome (e lo si può fare liberamente) tutti i membri della Tev ne sono responsabili.
Con ciò non pretendiamo indicare delle soluzioni definitive. Il Movimento si va sempre più consolidando e l’esperienza ci suggerirà le migliori vie da seguire.
MI SARETE TESTIMONI
Dall’Arabia
John Van Ess un missionario ora con il Signore, credeva fermamente che lo Spirito Santo voleva che egli si recasse in una certa località sulla costa araba per testimoniarvi dell’Evangelo. Ma quando si rivolseal consolato per ottenere il visto d’entrata, ne ebbe un rifiuto. Per lui, tuttavia, l’ordine era evidente e si mise egualmente in viaggio. Allo sbarco gli venne chiesto di esibire il visto d’ingresso. Egli apri il Nuovo Testamento in arabo e lesse in Marco 16/15: “Andate per tutto il mondo e predicate l’Evangelo ad ogni creatura”. Poi chiese ai poliziotti se dove si trovava fosse una parte del mondo. “Certo” gli risposero divertiti. Allora – continuò il missionario riferendosi al testo che aveva letto – non solo egli aveva il permesso, ma anche l’ordine di Dio di venire a testimoniare dell’Evangelo di Gesù Cristo. Poi chiese se avrebbero potuto dargli una tazza di tè. “Certamente risposero – accomodatevi”. Così gli dettero il benvenuto offrendogli del tè, presero per buona l’autorizzazione della Parola di Dio e ascoltarono attentamente il messaggio di Vita.
Dall’Asmara.
Dalle poche notizie che arrivano da Paolo, leggiamo : “Tre giorni di cruenta battaglia; due centri conquistati nel bassopiano. Si spera che le missionarie inglesi si sieno messe in salvo con la popolazione. Ancora due centri prima di Keren e poi che sarà di
noi?
noi?
Dopo queste notizie si sa che tutti i missionari hanno potuto partire (o fuggire?) dall’Eritrea. Solo i missionari Tron, non si sa per quale motivo, potranno andarsene solo dopo aver ottenuto il permesso del Governo Rivoluzionario. Ma quando lo avranno, non si sa.
IL “RISVEGLIO”
La rivista “Protestantesimo” ha pubblicato uno studio del prof. Subilia, inviato dalla Tavola ai Consigli di chiesa, su “Fede e politica”. Dopo aver contestato la politicizzazione della Chiesa, egli critica anche la linea del Risveglio, e noi dovremo tener conto delle sue osservazioni, tanto più che egli non ritiene di dover liquidare la Tev con poche battute spregevoli, come siamo purtroppo abituati. Ecco infatti quanto scrive: “La possibilità di ripresa di questa tendenza (cioè del Risveglio) va vista con comprensione e rispetto, va valutata come protesta cristiana contro l’esasperata politicizzazione che ha pericolosamente desintegrato, senza nessun tatto spirituale, le deboli comunità minoritarie del protestantesimo italiano. Una protesta era necessaria: nessun altro ha saputo assumerla in misura registrabile. L’iniziativa della protesta è stata presa con
coraggio,
coraggio,
PERCHE’ CI VUOLE CORAGGIO SPIRITUALE A ANDARE CONTRO I MITI DOMINANTI, specialmente in mezzo a un popolo come il nostro, malato di antico conformismo: va considerata come un sintomo salutare di vitalità evangelica… “Bisogna dire con calma fermezza, in mezzo alla ubriacatura politica generalizzata, che rischia di dilapidare un patrimonio spirituale accumulato in 8 secoli e di farci perdere la serietà protestante,
che non è ammissibile una politicizzazione integrale della vita e della fede”.
che non è ammissibile una politicizzazione integrale della vita e della fede”.
(Le sottolineature sono nostre)
Vittorio Subilia è però lungi dall’approvare che il credente non abbia a impegnarsi politicamente, anzi: “La fede comporta una responsabilità politica che deve essere assunta in riferimento all’Evangelo con libertà critica nei confronti delle posizioni contrastanti, senza rifiutarle come mondane e senzaesaltarle come assolute, onde poter pronunciare con indipendenza il messaggio di libertà e di giustizia di cui ha l’incarico e assolvere così il servizio di cui è debitrice alla comunità cristiana”. Ma rimaniamo sul terreno delle realtà pratica e domandiamoci: questa scelta politica deve essere lasciata alla libertà del singolo credente, che giudica secondo la propria maturità spirituale, ovvero deve impegnare la Chiesa tutta? E se la Chiesa assume una precisa responsabilità politica, quale sarà la cittadinanza di un credente che in coscienza non potesse condividerla? Tanto più che, secondo lo stesso prof. Subilia, “il credente in qualunque scelta politica non può avere una coscienza tranquilla libera da dubbi e riserve”. Senonché il credente cerca e trova nell’Evangelo delle certezze, non dei dubbi e delle riserve.
Naturalmente per giungere a delle conclusioni valevoli, sarebbe necessario un accordo preliminare su quello che intendiamo dire parlando di Chiesa. Ma come è ben noto, non c’é affatto accordo e si oscilla fra il concetto di Chiesa gerarchica, che si identifica con il Regno di Dio e quello della assemblea locale e autonoma, che realizzerebbe completamente l’idea della Chiesa. Tra questi due concetti, abbiamo tutta una serie di definizioni intermedie.
Perciò noi dobbiamo dare per accettato che la Chiesa non sia soltanto una assemblea di persone che cercano di mettersi d’accordo su problemi religiosi ed ecclesiastici, ma che la Chiesa sia il Corpo di Cristo (l Cor.12/27), cioè lo strumento di cui Egli si serve per agire nel mondo, e di conseguenze la Chiesa è da considerarsi “colonna e base della verità”
(1 Tim.3/15).
(1 Tim.3/15).
Ciò premesso, dovremo interrogare la Scrittura perché ci dica quale è stato l’insegnamento e la condotta di Gesù nei confronti del mondo e della sua politica, e poi vederne la controprova nella Chiesa apostolica e subapostolica.
I MOTIVI PER CUI AMO LA CHIESA
In tempi in cui i confini fra mondo e Chiesa diventano sempre più evanescenti, ecco la testimonianza di un credente che non si vergogna di esprimere il suo amore per la Chiesa.
Vi sono delle persone che criticano la Chiesa perché è imperfetta, mentre questa è una delle ragioni per cui io l’amo, perché se fosse perfetta non potrei appartenervi.
Sono contento che il Signore non mi abbia chiesto di camminare da solo verso il cielo; sarebbe un viaggio ben triste! Mi ha invece invitato a unirmi a questa felice compagnia di credenti e a gioire della più grande comunione che si possa godere su questa terra. Queste sono le persone che posso ammirare, che parlano. il mio linguaggio e condividono i miei gusti e che vorrei come amici per me e per i miei figli. Quando sono con loro mi sento
incoraggiato a diventare una persona migliore.
incoraggiato a diventare una persona migliore.
Mi piace recarmi alle riunioni e trovarmi insieme a questi credenti: le loro testimonianze mi benedicono e quando alzano la voce in preghiera o adorazione, mi ispirano. Non ho mai provato una gioia più grande di quella di unire la mia voce per cantare i canti di Sion.
Se qualche cosa m’impedisce di recarmi alle riunioni, ne soffro. Naturalmente potrei pregare nella mia stanza e leggere la Bibbia, ma non è la stessa cosa come in chiesa, è più difficile afferrare il messaggio della Scrittura senza l’aiuto del mio Pastore.
Quando siedo in chiesa, il mio cuore si allarga di gratitudine per il privilegio che ho di appartenere alla famiglia di Dio. Mi rendo conto che in chiesa ci possono anche essere degli ipocriti, ma questo non distrugge la mia fiducia negli altri cristiani.
Io amo la Chiesa perché ho bisogno di lei. Quando, stanco nello spirito per il peso delle attività quotidiane mi sento esausto e giù di morale, come accade a tutti, mi reco ad una riunione di preghiera o ad uno studio biblico o a un culto di adorazione, mi sento rinnovato e torno al mio lavoro con la forza del Signore e con nuova fede nella sua Parola. Io amo la Chiesa perché .mi aiuta. Lì, vengo ispirato dalla predicazione e istruito dall’insegnamento e mi sento riconoscente per le benedizioni ricevute durante le riunioni. Ma le benedizioni non sono state confinate solo entro i muri della chiesa perché quando non ho potuto recarmi ai culti, i miei fratelli e le mie sorelle sono venuti a trovarmi e hanno pregato per me se ero malato e mi hanno confortato se ero afflitto. Sono felice di questo nodo che ci unisce.
Io amo la Chiesa perché rappresenta la società di cui godrò nel cielo. Qui nel mondo c’è molto egoismo e peccato, vizio e squallore; le persone rubano, uccidono per ottenere ciò che vogliono, sono incoscienti e crudeli, sparlano e mentiscono. In chiesa invece mi viene ricordato che sta per giungere un giorno migliore in cui la giustizia coprirà la terra e gli uomini ameranno il prossimo. Non più crimini, non più miseria, ma solo pace e gioia.
Nella chiesa io vedo quella società perfetta in embrione e questo mi dà speranza; è una società di persone che ama Iddio e onora la sua Parola. Cristo li ha lavati dai loro peccati con il proprio sangue, lo Spirito Santo li ha trasformati e dimora in loro.
Sono contento di essere uno di loro e vorrei che tutti gli uomini e le donne potessero appartenervi per poter gioire delle benedizioni che io godo attraverso il Vangelo.
Roberto C. Cunningham
in “Risveglio Pentecostale”
LA TEV PROTESTA
In merito a un comunicato apparso sull’Eco-Luce del 6 maggio sulle trasmissioni televisive di Dario Fo, abbiamo scritto questa lettera al Vice-moderatore: La TEV, riunita Assemblea a San Germano Chisone il 15 Maggio, ha commentato con viva amarezza la lettera di solidarietà da Lei indirizzata, unitamente al sig. Aquilante, al sig. Dario Fo, in ordine alle sue vicende a seguito delle trasmissioni alla t.v. Questa amarezza proviene da due ordini di considerazioni, una di merito e una formale procedurale: 1. a) Fermo restando che non siamo favorevoli per principio alla censura, non possiamo tuttavia concordare con le parole di solidarietà della lettera a Dario Fo. In talune sequenze del suo schow televisivo egli ha infatti avuto espressioni nei confronti di Cristo che in nessun modo e sotto nessun pretesto possono essere accolte.
b) Il raffronto fra la lotta per la libertà condotta dai nostri padri non può e non deve essere messa sullo stesso piano di quella condotta da Dario Fo. Si tratta di categorie che fra loro non hanno nulla in comune, né all’origine, né per la loro finalità.
2. a) L’intestazione della lettera “Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste” non può essere adoperata per comunicazioni, messaggi o altro a firma della Tavola Valdese, organo esecutivo.
Né vale il riferimento ad un ordine del giorno sinodale del 1969: a quell’epoca infatti, fra l’altro non esisteva un Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste, né esiste ancora attualmente
Né vale il riferimento ad un ordine del giorno sinodale del 1969: a quell’epoca infatti, fra l’altro non esisteva un Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste, né esiste ancora attualmente
b) Dal punto di vista formale e procedurale la lettera in esame evidenzia tre istituti, Sinodo, attualmente ancora solo Valdese, Conferenza Metodista, organo deliberante, e Tavola Valdese, organo esecutivo.
Le diciture usate non possono che creare confusione e porre precedenti costituzionali aventi un’importanza notevole.
In base a quanto sopra l’Assemblea della TEV ha deliberato di farle presente le su esposte considerazioni, dissociandosi da quanto contenuto nella sua lettera: “… nella certezza di esprimere il sentimento delle nostre Chiese….”.
Con i migliori saluti
Al Concistoro Valdese di Torino abbiamo scritto:
L’Assemblea della Tev, tenutasi a San Germano Chisone, la sera del 15 Maggio scorso, dopo aver preso nota con non soverchia meraviglia, del rifiuto da parte di codesto Concistoro di concedere un locale per una giornata TEV, aperta, come di solito, a chiunque, ha deliberato di esporre quanto segue:
a) Il Concistoro ha, in numerose occasioni concesso locali a organizzazioni di ogni genere, sia politiche che sociali, e quindi non sembra possano sussistere motivazioni valide per il rifiuto alla TEV, Movimento di fratelli della Chiesa e nella Chiesa.
b) Il giudizio del Concistoro sulle inconsce volontà separatiste della TEV, deve ancora una volta essere respinto È spiacevole che la posizione della TEV non venga creduta da Enti responsabili, come in questo caso.
c) Non viene accettato l’invito alla partecipazione ufficiale della TEV ad una Assemblea di chiesa locale, ben sapendo che si tratterebbe da un ripiego inutile.
d) Si afferma nuovamente che per “giornata TEV” si intende la partecipazione al culto con la comunità locale e lo svolgimento di una riunione aperta nel pomeriggio. Nella convinzione che la decisione presa dal Concistoro di Torino è contraria alla prassi delle Chiese Riformale e nella constatazione che il suo rifiuto ad accogliere la richiesta TEV è stato fino ad oggi un caso unico, vi porgiamo i migliori saluti
DAI CORRISPONDENTI
.Da Torino: Sono uno degli oltre tremila firmatari della petizione presentata all’ultimo Sinodo (1976) in merito all’impegno socio-politico assunto da tempo dalla Chiesa Valdese, la mia Chiesa. Sono decisamente contrario a che la Chiesa si occupi di politica e naturalmente aderisco di tutto cuore a T.E.V.
La mia età molto avanzata limiterà forzatamente le mie possibilità di impegni attivi, ma spero che mi vorrete egualmente considerare dei vostri. Sinceramente con grande affetto e stima per quello che fate nel nome del Signore, vi saluto, Da un Pastore Valdese. A un convegno ho letto un foglio nel quale, non so da chi, vi si tacciava di essere dei farisei e altro.
Bene, quel foglio mi ha convinto che anche il mio posto è tra voi lottatori evangelici per la purezza evangelica della Chiesa. Voglio essere tra coloro che non hanno esitato a dare la propria vita per la verità. Vi mando perciò la mia scheda di adesione al movimento. La Trans World Radio, di cui molti seguono la trasmissione da Monte Carlo, scrive: “Vi ringraziamo di cuore delle circolari di Testimonianza Evangelica Valdese, che in parte abbiamo tradotte e inoltrate all’agenzia di stampa dell’Alleanza Evangelica Tedesca. Gradiremmo molto se ci inviaste una lettera di come nacque questo movimento di risveglio e sugli obiettivi dello stesso.
Bene, quel foglio mi ha convinto che anche il mio posto è tra voi lottatori evangelici per la purezza evangelica della Chiesa. Voglio essere tra coloro che non hanno esitato a dare la propria vita per la verità. Vi mando perciò la mia scheda di adesione al movimento. La Trans World Radio, di cui molti seguono la trasmissione da Monte Carlo, scrive: “Vi ringraziamo di cuore delle circolari di Testimonianza Evangelica Valdese, che in parte abbiamo tradotte e inoltrate all’agenzia di stampa dell’Alleanza Evangelica Tedesca. Gradiremmo molto se ci inviaste una lettera di come nacque questo movimento di risveglio e sugli obiettivi dello stesso.
Elio Rinaldi,
Torre del Greco. Il “Guai a me se non evangelizzo” sia sempre presente a tutti i credenti cristiani che avendo fatto un giorno la scelta (come gli antichi padri Valdesi) di predicare il Cristo e solo Lui crocifisso, non possono trovare alcun compromesso umano. Certo è che non bisogna essere solo uditori, ma facitori verso il nostro prossimo, collaborando socialmente ma non in forma unilaterale. Elena Silvia Maurin, Genova.
Un piccolo contributo per la bellissima opera che con tanto amore state compiendo. Iddio ci aiuti ed assista tutti in questi duri tempi.
Da Firenze. Insieme a voi voglio camminare per la strada che il Signore ci ha indicata.
Da una sorella di Roma. Ci chiamino pure farisei.
Noi vogliamo solo un Vangelo puro e integrale che, mettendoci di fronte tutto l’orrore del nostro peccato, ci annunci la gioia della redenzione in Cristo morto e risuscitato per noi, e di cui nessuno ci autorizza ad ammorbidire l’insegnamento: perché questo è il vero farisaismo.
Noi vogliamo solo un Vangelo puro e integrale che, mettendoci di fronte tutto l’orrore del nostro peccato, ci annunci la gioia della redenzione in Cristo morto e risuscitato per noi, e di cui nessuno ci autorizza ad ammorbidire l’insegnamento: perché questo è il vero farisaismo.
FINANZE
Entrate. In cassa al 1.1.77 L.488.010. Doni
precedenti L.1.066.820. Elena, Silvia Maurin, Genova 2.100; E R, Torre del
Greco 2.500; L O, Torre Pellice 5.000; C E, id. 5.000, L M, Roma 5.000, G R,
San Giovanni 10.000; L B, Firenze 1.000; G P, Pomaretto 5.000, Totale doni
L.1.102.420; collette alle Assemblee L.256140.
precedenti L.1.066.820. Elena, Silvia Maurin, Genova 2.100; E R, Torre del
Greco 2.500; L O, Torre Pellice 5.000; C E, id. 5.000, L M, Roma 5.000, G R,
San Giovanni 10.000; L B, Firenze 1.000; G P, Pomaretto 5.000, Totale doni
L.1.102.420; collette alle Assemblee L.256140.
Totale entrate L.1.846.070.
Uscite. Postali, tipografia, circolari, varia
L.899.131.
L.899.131.
In cassa L.946.939.
(Errata. Il dono di G R, nell’ultima circolare,
proviene da Torino, non da Pomaretto).
proviene da Torino, non da Pomaretto).
Degno sei, o Signore e Iddio nostro, di ricever la gloria e l’onore e la potenza. poiché tu creasti tutte le cose, e per la tua volontà esistettero e furono create. Ap.4/11
Ciclostilato in proprio; non pubblicato Indirizzo:
Testimonianza Evangelica Valdese Casella postale
10066 Torre Pellice
