TEV, Luglio
1976
(originali colonna a destra in basso”Cronologia pubblicazioni TEV”)
“Non c’è da esitare un momento …“
Siamo a circa un mese dal Sinodo. (Il
testo in corsivo è tratto dalla circolare).
testo in corsivo è tratto dalla circolare).
Prendendo spunto dalle parole evangeliche:
Non temere, o piccolo gregge perché al
Padre vostro è piaciuto darvi il Regno.(Luca 12:32), l’articolo di fondo di
questa seconda circolare sottolinea:
Non temere, o piccolo gregge perché al
Padre vostro è piaciuto darvi il Regno.(Luca 12:32), l’articolo di fondo di
questa seconda circolare sottolinea:
– la Chiesa
cristiana valdese è in crisi;
cristiana valdese è in crisi;
- … Ci dicono che il cristianesimo ha fatto il suo tempo, che la Chiesa ha
fatto fallimento, incapace di risolvere i conflitti
sociali; si dice che altre ideologie sono chiamate a mettersi alla testa della
evoluzione e del progresso umano,
e, quello che maggiormente ci turba, ci fanno osservare la distanza fra i
principi che professiamo e il modo
come li pratichiamo. Insomma si dice, la fine del cristianesimo è vicina.
– False
profezie, neppure originali, che dichiarano che la Chiesa cristiana è morta,
mentre
profezie, neppure originali, che dichiarano che la Chiesa cristiana è morta,
mentre
- “malgrado tutto la Chiesa esiste.
…Le parole di Gesù, quando parlava della Chiesa si appaiono di singolare attualità per la nostra stessa
Chiesa valdese. L’aspetto più grave della crisi è la diserzione dei giovani. La trasmissione del messaggio
evangelico da una generazione all’altra è venuta a mancare. Che cosa succederà quando i più anziani verranno a
mancare?
La risposta
ce l’abbiamo sotto i nostri occhi oggi (2019): presenze insignificanti nei
culti; assenza di attività d’evangelizzazione; la Chiesa Valdese (né gli
individui , né la collettività) non dice nulla sulla buona notizia di Cristo (fondamento
della nostra fede, la salvezza eterna) al pubblico italiano e mondiale; perdita
degli ospedali valdesi nelle valli; sermoni cultuali simili a conferenze
politiche, sociali filosofiche, cuturali; bandita la lettura della Bibbia
personale e famigliare quotidiana; assenza totale della preghiera spontanea e
della vita spirituale; voltafaccia verso Israele e simpatie ad oltranza verso i
suoi nemici secolari: musulmani e arabi palestinesi, ecc. Tutto quanto preconizzato
o profetizzato con una semplice e triste analisi:
ce l’abbiamo sotto i nostri occhi oggi (2019): presenze insignificanti nei
culti; assenza di attività d’evangelizzazione; la Chiesa Valdese (né gli
individui , né la collettività) non dice nulla sulla buona notizia di Cristo (fondamento
della nostra fede, la salvezza eterna) al pubblico italiano e mondiale; perdita
degli ospedali valdesi nelle valli; sermoni cultuali simili a conferenze
politiche, sociali filosofiche, cuturali; bandita la lettura della Bibbia
personale e famigliare quotidiana; assenza totale della preghiera spontanea e
della vita spirituale; voltafaccia verso Israele e simpatie ad oltranza verso i
suoi nemici secolari: musulmani e arabi palestinesi, ecc. Tutto quanto preconizzato
o profetizzato con una semplice e triste analisi:
- E poi, è inutile nascondercelo, una frattura
è venuta a incrinare il piccolo gregge a causa di ideologie politiche che si sono imposte con prepotenza
nella chiesa.
– Abbinando al testo di Luca al Salmo 2 dove si parla
della signoria di Dio sugli avvenimenti scoraggianti, il redattore della
circolare esprime una nota di incoraggiamento e di speranza:
della signoria di Dio sugli avvenimenti scoraggianti, il redattore della
circolare esprime una nota di incoraggiamento e di speranza:
- Allora è venuto il momento di rialzare il
capo; allora comprendiamo che poco importano i calcoli statistici sul piccolo gregge, quando pochi o molti che
siano, il Signore è presente. Quei due o tre hanno infatti ricevuto la più gloriosa promessa che mai sia stata fatta
all’umanità: quella di un Regno. Far
parte di questo Regno significa essere diventati cittadini di una nuova
società, non più governata dalle leggi
degli uomini, dalle filosofie politiche degli uomini, ma dalla legge di Dio. Far
parte di questo Regno significa vivere nella realtà dello Spirito. Tutto
questo non è solo più una speranza astratta, ma si presenta come l’unica
realtà. Tutto il resto non è realtà,
ma falsità, perché dietro quello che gli uomini chiamano realtà non c’è niente,
c’è il vuoto. Al contrario, dietro
l’apparente debolezza del piccolo gregge, cioè della Chiesa, c’è la realtà di
una vita suscitata dallo Spirito
Santo.
La speranza è quella di poter vivere nella “realtà
dello Spirito” promesso e “non nel niente o nel vuoto” o
chiaramente nella “falsità” degli avanguardisti.
dello Spirito” promesso e “non nel niente o nel vuoto” o
chiaramente nella “falsità” degli avanguardisti.
– Il fatto che la vecchia TEV sia stata fatta tacere,
non vuol dire che qualcuno sia riuscito a mettere un bavaglio all’opera che Dio
vuol compiere nel nostro paese attraverso al Chiesa Valdese. Infatti quei
sentimenti, quei desideri, quelle preghiere possono realizzarsi solo secondo la
volontà di Dio, che agisce attraverso il suo Spirito. Ciò che è stato detto e
scritto, vissuto, può riprendere vita e slancio rinnovato:
non vuol dire che qualcuno sia riuscito a mettere un bavaglio all’opera che Dio
vuol compiere nel nostro paese attraverso al Chiesa Valdese. Infatti quei
sentimenti, quei desideri, quelle preghiere possono realizzarsi solo secondo la
volontà di Dio, che agisce attraverso il suo Spirito. Ciò che è stato detto e
scritto, vissuto, può riprendere vita e slancio rinnovato:
- Ad una condizione tuttavia, e cioè che siamo
disposti ad accettare questo dono che Dio ci offre. Infatti il regno non è una nostra conquista, come i
regni del mondo. Non c’è quindi da esitare un momento, il dono è nostro, purché tendiamo le mani per accettarlo.
Segue una relazione su interventi ricevuti da:
- PASTORE
ALBERTO RIBET che ringrazio per avermi mandato copia del vostro intervento alla
Conferenza distrettuale.
Quasi contemporaneamente ricevo una circolare di T. Vinay il quale spiega le
ragioni del suo operato. Sono
due documenti più che in antitesi, complementari che, mi pare, debbono essere
tenuti presenti nel cercare una
nostra linea di condotta nel momento attuale. Molto meno valida mi pare la
posizione del Pastore Gianna Sciclone
militante del PCI, responsabile della Commissione femminile del PCI di
Vasto”.
Alberto Ribet:
- L’estate
scorso scrissi un articolo su La Luce per dimostrare che dal 1848 a oggi la
Chiesa Valdese ha subito in modo
più o meno marcato l’influenza delle idee dominanti … essa vive nel suo tempo e
del suo tempo… –
secondo lui – nel momento del trionfo
della sinistra politica, molti nelle chiese pare logico si orientino oggi verso la sinistra, e questo
soprattutto fra i giovani.
Oggi (2018-2019) fa riflettere che tutta quella
sinistra si è, e si sta frantumando come un castello di carta con nessuna
prospettiva decisamente migliore.
sinistra si è, e si sta frantumando come un castello di carta con nessuna
prospettiva decisamente migliore.
- Il
secolo passato è stato il secolo del liberalismo, in cui si è esaltato
l’individuo è proclamata la libertà dell’individuo.
… valori che hanno portato ad un indubbio progresso civile, ma non possiamo
dimenticare il riflesso negativo che
questi principi hanno portato del pensiero cristiano col liberalismo teologico
e pratico. Molti di noi,
specialmente fra i colleghi più anziani sono figli del secolo liberale e ci
troviamo a disagio nel nostro
secolo che invece è marcato dal socialismo… Da noi socialismo significa
marxismo; dico “da noi” perché per
esempio in Inghilterra e nei paesi nordici il socialismo è laburismo che ha il
suo fondamento non su Marx, ma
su una visione cristiana della vita, come è stato detto il laburismo ha la sua
origine non in Marx ma nella Bibbia.
A proposito di liberalismo, è chiara oggi la deriva
assunta nella Chiesa dal discorso (evangelicamente ambiguo) del moderatore al
suo insediamento (vedere Riforma • numero 34 • 13 settembre 2013 •
pagina 3 • sinodo valdese, «Non spegnete lo Spirito».): “Con
quale caratteristica, con quale identità prevalente ci identificano? Potrà piacere
o no, ma il carattere prevalente che mostriamo – per teologia e cultura, per
scelte etiche e sociali – è quella di una chiesa protestante liberal,
cioè aperta. tollerante, dialogante, inclusiva, socialmente e politicamente
impegnata ma senza arrivare agli estremi.”. Questa dichiarazione di cinque
anni, il cui seguito è ancora più esplicito, è la conferma dell’allarme lanciato
dal movimento TEV di allora.
assunta nella Chiesa dal discorso (evangelicamente ambiguo) del moderatore al
suo insediamento (vedere Riforma • numero 34 • 13 settembre 2013 •
pagina 3 • sinodo valdese, «Non spegnete lo Spirito».): “Con
quale caratteristica, con quale identità prevalente ci identificano? Potrà piacere
o no, ma il carattere prevalente che mostriamo – per teologia e cultura, per
scelte etiche e sociali – è quella di una chiesa protestante liberal,
cioè aperta. tollerante, dialogante, inclusiva, socialmente e politicamente
impegnata ma senza arrivare agli estremi.”. Questa dichiarazione di cinque
anni, il cui seguito è ancora più esplicito, è la conferma dell’allarme lanciato
dal movimento TEV di allora.
Dopo aver posto la domanda: a che marxismo ci
riferiamo? Alberto Ribet esprime preoccupazione come un avvertimento:
riferiamo? Alberto Ribet esprime preoccupazione come un avvertimento:
- Ma a noi interessa in modo speciale
l’irruzione del pensiero marxista nella vita della Chiesa. Ci interessano i proclami della F Giovanile EI (in parte della F comunista ei) ci interessa la predicazione che
caratterizza troppi pulpiti
oggi, ci interessa l’esegesi di un Belo, di un Girardet, e credo abbiamo buone
ragioni per essere seriamente
preoccupati. Alcuni anni fa l’MSC di Roma per un anno intero studiò la Bibbia
analizzata secondo il marxismo,
della mia mentalità di origine pietista e liberale avrei capito uno studio sul
marxismo analizzato secondo la Bibbia
e non l’inverso. … - Banchetti[1]
e Schirò[2]
al principio di questo secolo erano socialisti, ma vivevano col popolo, erano
preoccupati in modo particolare
di portare il messaggio evangelico alle classi operaie e dei contadini; oggi
non è più così, si parla di
politica si predica la rivoluzione sociale, ma dal pulpito, le masse che ci
interessano sono se mai quelle inquadrate
nel partito.
Tullio Vinay si chiede se negli studi biblici e nei sermoni non si
debbano affrontare e rispondere ai problemi che la società si pone, e afferma
che c’è un distacco tra gli istituti e la chiesa…
debbano affrontare e rispondere ai problemi che la società si pone, e afferma
che c’è un distacco tra gli istituti e la chiesa…
- nei
tempi in cui i nostri Istituti erano floridi, era l’attività ecclesiastica.…
netto distacco che si verifica nella Chiesa fra la generazione degli anziani
formatisi in epoca liberale e la generazione
nuova che vive interamente nell’era del socialismo, che rivendica non la
libertà dell’uomo nella società e
nella Chiesa, ma l’uniformità del pensiero e dell’azione nella Chiesa e nella
società. Noi diciamo:poniamo
l’uomo di fronte a Dio e questo lo spingerà ad un’opera sociale (pensiamo alle
conquiste sociali del pietismo della
Chiesa) loro ci rispondono quello che conta non è l’uomo, ma la società, non i
problemi individuali, ma i
problemi sociali devono essere al centro della predicazione del pulpito”.
Diventa poi naturale considerare
come problemi sociali unicamente quelli politici: non la tortura interessa, ma
i politici cileni e uruguaiani
torturati, non il problema delle carceri, no il problema della droga, non il
problema della miseria se non
nei suoi risvolti politici. E ancora questo un segno di posizioni socialiste
esacerbate nella loro interpretazione …
Vinay nella sua circolare precisa come punto di partenza “Il vero servizio
della Chiesa è la testimonianza a
Cristo … In questo senso ho fatto anche la mia campagna elettorale. Cristo è
stato annunziato ai gentili”
Gianna Sciclone
- Meno profonda, afferma il
redattore della circolare, ma penso nella
stessa linea la ragione della accettazione della
candidatura per la Sciclone “la possibilità della nostra comunità di
essere conosciuta in altri ambienti”: una
preoccupazione in senso molto lato ma non irreale! Meno convincente forse la
affermazione che “per me il
partito comunista italiano non è minimamente
un altro padrone …” Credo che dobbiamo onestamente e coraggiosamente accettare queste condizioni.
E allora?In
primo luogo dobbiamo opporre un chiaro e motivato no a certe posizioni, come la
trasformazione degli Istituti, La
Claudiana, eccetera. In secondo luogo dobbiamo precisare la funzione
fondamentale della predicazione,
predicare solo Cristo e lui crocifisso, predicare il ravvedimento, la salvezza
mediante la fede nel sacrificio
redentore, proclamare la vittoria di Cristo sulla morte …
Una mia prima e provvisoria conclusione è che se così
fosse stato (“opporre un chiaro e
motivato no … precisare la funzione fondamentale della predicazione), la
chiesa Valdese non si troverebbe nella situazione in cui è: cioè ancora in
crisi. La seconda è che invece di avere 600.000 simpatizzanti che firmano l’8
per mille senza venire in Chiesa, forse ci sarebbero molti più convertiti e una
chiesa più viva e sveglia. Gli ospedali sarebbero ancora gestiti da credenti;
ci sarebbe più evangelizzazione ovunque, più bambini alla scuola domenicale;
più giovani aspiranti ad attività evangeliche e pastorali; una facoltà meno
intellettuale e suddita dei pensieri dominanti, più fondata sulla comprensione
del messaggio e della volontà di Dio verso gli uomini, ecc. E forse più persone
“fondamentalmente” credenti nella società italiana. Un
“risveglio” o una “riforma” nel nostro paese.
fosse stato (“opporre un chiaro e
motivato no … precisare la funzione fondamentale della predicazione), la
chiesa Valdese non si troverebbe nella situazione in cui è: cioè ancora in
crisi. La seconda è che invece di avere 600.000 simpatizzanti che firmano l’8
per mille senza venire in Chiesa, forse ci sarebbero molti più convertiti e una
chiesa più viva e sveglia. Gli ospedali sarebbero ancora gestiti da credenti;
ci sarebbe più evangelizzazione ovunque, più bambini alla scuola domenicale;
più giovani aspiranti ad attività evangeliche e pastorali; una facoltà meno
intellettuale e suddita dei pensieri dominanti, più fondata sulla comprensione
del messaggio e della volontà di Dio verso gli uomini, ecc. E forse più persone
“fondamentalmente” credenti nella società italiana. Un
“risveglio” o una “riforma” nel nostro paese.
Roberto Nisbet (credo conduttore della circolare e
anima del movimento) risponde poi al tema:
anima del movimento) risponde poi al tema:
sulla
crisi che ha investito la Chiesa valdese.
crisi che ha investito la Chiesa valdese.
- …
una critica a proposito del liberalismo, e che potrebbe grossolanamente
esprimersi così: “Voi della passata generazione
avete subito l’influenza dei teologi liberali. Con Karl Barth questo periodo è
tramontato la Chiesa non può
fare astrazione del mondo in cui vive, ed è quindi inevitabile che siamo
influenzati dalle nuove filosofie”. Occorre
a questo proposito precisare che cosa sia il liberalismo teologico, dato che la
grandissima maggioranza dei nostri
membri di Chiesa lo ignora completamente. Si tratta di una corrente teologica protestante, che ha avuto delle personalità
cristiane di primo piano, come Wilfred Monod e Albert Schweitzer, ma che ha sovente desiderato,
pretendendo di ridurre il cristianesimo a delle verità naturali, comprensibili alla ragione, ed eliminando quanto più
possibile l’elemento miracoloso dell’Evangelo. Il liberalismo ha anche avanzato delle riserve sulle divinità di
Cristo. È noto che il Consiglio Ecumenico delle chiese, sotto la pressione degli Ortodossi, ha per fondamento
l’equivalenza Cristo uguale Dio. I liberali, invece, avrebbero voluto che si sostituisse la formula “Gesù
Cristo Signore e Salvatore, figlio di Dio”. - Or
bene quello che è da escludere, è che ci sia una rassomiglianza qualitativa e
quantitativa fra l’influenza del liberalismo
del secolo scorso e l’influenza del marxismo entrato con prepotenza nella
Chiesa Valdese. Che da noi
possano esserci stati alcuni teologi piuttosto orientati verso il liberalismo,
non significa appunto che la Chiesa
abbia seguito questa corrente. Valdo Vinay così si esprime: “Da noi
cominciava a farsi sentire di riflesso la
teologia liberale, allora predominante nelle Facoltà europee, e fu seguita, sia
pure con moderazione e con senso
di responsabilità verso la predicazione evangelica. La Facoltà teologica di una
diaspora missionaria deve sempre
provare e accettare con estrema prudenza i nuovi orientamenti di pensiero”
(Facoltà di teologia, pagina
103).
Nisbet poi individua la frattura nella Chiesa valdese:
82% dei membri non è responsabile delle decisioni delle assemblee…
82% dei membri non è responsabile delle decisioni delle assemblee…
- Solo i membri elettori possono votare, e su
19.332 membri, solo 6935 (il 35,87%) sono elettori, e sono quelli che mandano i delegati alle
conferenze distrettuali e ai sinodi. Ma sappiamo che tranne qualche raro caso
di designazione di pastori,
qualsiasi assemblea è ben lungi dal raccogliere la maggioranza degli elettori.
Quindi in pratica, neppure 3467
(secondo una pura ipotesi) parlano a nome di 19.332. Formalmente tutto è a posto.
In realtà l’82% dei membri di Chiesa non
è responsabile delle decisioni delle assemblee. Queste cifre possono apparire aride, ma sono la dimostrazione
della frattura che esiste fra le varie assemblee e l’insieme della Chiesa.
In polemica con gli avanguardisti Nisbet elenca delle
statistiche preoccupanti c che gli fanno definire la situazione come “sintomo
di una malattia ben più mortale” (leggere intervista su Riforma di F. Tourn
“Una chiesa in torpore? di pochi anno fa):
statistiche preoccupanti c che gli fanno definire la situazione come “sintomo
di una malattia ben più mortale” (leggere intervista su Riforma di F. Tourn
“Una chiesa in torpore? di pochi anno fa):
- Dal 1962 ad oggi ( 1976 n.d.R) i membri
comunicanti sono scesi da 21.650 a 19.332, con una perdita di 2318 unità (10,70%), cioè 178 all’anno, come se
ogni anno fosse cancellata una delle nostre chiese… E
che dire della gioventù? Nel 1961 vi erano 75 Unioni valdesi, comprendenti 1632
membri. Nel 1970 le Unioni Valdesi
sono state fatte confluire in un organismo para ecclesiastico, col risultato
che nel 1975 si contavano solo
più 32 Unioni Valdesi con 497 membri: diminuzione del 69,54% (si tenga conto
che le statistiche ecclesiastiche
tendono sempre a peccare per eccesso)…Ma
tutto questo non è che un sintomo di una malattia ben più mortale, e dobbiamo
domandarci se, dietro tutto questo
attivismo politico non ci sia effettivamente un cedimento della fede…L’escatologia
non fa più parte della visione cristiana della vita dobbiamo soprattutto
interessarci dei problemi concreti
del mondo, e quindi affiancarci a quei movimenti politici che lottano per la
redenzione dell’umanità, anche
se il Signore ha detto: “Fuori di me non potete far nulla” (Giovanni
15:5)…Non
c’è perciò da meravigliarsi se l’opera di evangelizzazione, che è stata la
ragion d’essere della nostra chiesa
dell’epoca del cosiddetto liberalismo si è ridotta a zero… Quanto a noi andiamo a mendicare l’appoggio di partiti politici,
mentre non riusciamo a mantenere le nostre posizioni, che vanno paurosamente franando… - Si
dice che siamo vecchi, siamo della retroguardia, siamo ridotti alle corde. Però
apparteniamo quei pochi che ancora
frequentano i culti e cercano di servire la Chiesa, anziché servirsi di essa
per la propaganda delle proprie
idee politiche…Il
Sinodo sarà quindi chiamato a riconoscere un nostro fondamentale diritto, e
cioè che un qualsiasi credo politico
non può, di fatto, sostituirsi alla confessione di fede della Chiesa. Il Sinodo
deve dichiarare che la presa di
posizione dei singoli credenti, di gruppi, e in particolare di Pastori, non può
in alcun modo coinvolgere la responsabilità
della Chiesa valdese.Qualora
questa richiesta venisse respinta, significherebbe implicitamente il suo
contrario, e cioè che la Chiesa ha
preso una posizione di partito. Quali ne saranno le conseguenze.
In agosto ci fu una petizione al Sinodo i cui
risultati saranno valutati, con le relative decisioni che saranno prese in seguento
e dei quali vedremo i contenuti nelle prossime circolari.
risultati saranno valutati, con le relative decisioni che saranno prese in seguento
e dei quali vedremo i contenuti nelle prossime circolari.
1) Giuseppe Banchetti
Giuseppe BANCHETTI (10
novembre 1866 – 7 aprile 1926) pastore valdese, professore alla Scuola
Latina di Pomaretto.
novembre 1866 – 7 aprile 1926) pastore valdese, professore alla Scuola
Latina di Pomaretto.
Biografia
Nato a
Perugia, era figlio di Federico e Beatrice Fucini, aretini di Castelfiorentino.
Il padre, scalpellino, si convertì al protestantesimo nel 1868 e fu assunto
come colportore evangelista
da Alessandro
Gavazzi nella Chiesa
Cristiana Libera.
All’età di cinque anni Giuseppe rimase orfano di padre e venne accolto con la
sorella Teresa BANCHETTI nell’Asilo
Evangelico di Vallecrosia dove visse fino al 1880. Svolti i primi
studi al Collegio
Valdese di Torre Pellice, nel 1888 conseguì la licenza liceale a
Sanremo, e un anno più tardi si iscrisse alla Facoltà
valdese di Teologia a Firenze. Qui seguì anche i corsi della Facoltà
di Lettere dell’Università di Firenze e si laureò con abilitazione
all’insegnamento del francese.
Come candidato al ministero pastorale fu inviato nella chiesa di Nizza nelle
estati del 1891 e del 1892 e fu coadiutore del pastore e professore Paolo
Geymonat a Firenze durante l’anno 1892-93, occupandosi della Scuola
Domenicale dell’ Istituto
Ferretti. Dopo la sua consacrazione a pastore, avvenuta a Torre Pellice nel
settembre 1894, fu inviato dal Comitato
di Evangelizzazione valdese come evangelista in
Sicilia, dove in un primo momento si occupò della piccola comunità di Aidone
(Enna) per quasi un anno.
Nel febbraio del 1895 sposò Elena Billour (1871 – 1935), figlia del
maestro Giovanni
Daniele Billour, con la quale ebbe cinque figli: Clelia (nata a Vittoria
nel 1897, coniugata con Enrico Vigliano), Ettore (nato a Grotte nel 1898,
operaio), Manlio (nato a Grotte nel 1900, coniugato con Maria Brissi di Rio
Marina), Luce (nata a Pachino nel 1903, coniugata con Luigi Lorenzo Cignoni, maestra),
Libero (nato a Pomaretto nel 1907).
Nell’agosto del 1895 fu trasferito come pastore ad Agrigento e a Grotte, dove
si prodigò per aiutare gli abitanti della cittadina e la locale comunità
valdese a superare un periodo di profonda crisi economica. L’anno successivo
prese il posto dell’evangelista Vincenzo
Trobia a Vittoria (Ragusa), diventando allo stesso tempo direttore
della locale Scuola elementare valdese e allargando il campo della sua missione
fino a Ragusa, Modica, Scoglitti, Terranova e Comiso. A Ragusa, BANCHETTI entrò
in contatto con la Società Operaia della città, tenendo una conferenza sul tema
del lavoro, nel febbraio del 1897.
Perugia, era figlio di Federico e Beatrice Fucini, aretini di Castelfiorentino.
Il padre, scalpellino, si convertì al protestantesimo nel 1868 e fu assunto
come colportore evangelista
da Alessandro
Gavazzi nella Chiesa
Cristiana Libera.
All’età di cinque anni Giuseppe rimase orfano di padre e venne accolto con la
sorella Teresa BANCHETTI nell’Asilo
Evangelico di Vallecrosia dove visse fino al 1880. Svolti i primi
studi al Collegio
Valdese di Torre Pellice, nel 1888 conseguì la licenza liceale a
Sanremo, e un anno più tardi si iscrisse alla Facoltà
valdese di Teologia a Firenze. Qui seguì anche i corsi della Facoltà
di Lettere dell’Università di Firenze e si laureò con abilitazione
all’insegnamento del francese.
Come candidato al ministero pastorale fu inviato nella chiesa di Nizza nelle
estati del 1891 e del 1892 e fu coadiutore del pastore e professore Paolo
Geymonat a Firenze durante l’anno 1892-93, occupandosi della Scuola
Domenicale dell’ Istituto
Ferretti. Dopo la sua consacrazione a pastore, avvenuta a Torre Pellice nel
settembre 1894, fu inviato dal Comitato
di Evangelizzazione valdese come evangelista in
Sicilia, dove in un primo momento si occupò della piccola comunità di Aidone
(Enna) per quasi un anno.
Nel febbraio del 1895 sposò Elena Billour (1871 – 1935), figlia del
maestro Giovanni
Daniele Billour, con la quale ebbe cinque figli: Clelia (nata a Vittoria
nel 1897, coniugata con Enrico Vigliano), Ettore (nato a Grotte nel 1898,
operaio), Manlio (nato a Grotte nel 1900, coniugato con Maria Brissi di Rio
Marina), Luce (nata a Pachino nel 1903, coniugata con Luigi Lorenzo Cignoni, maestra),
Libero (nato a Pomaretto nel 1907).
Nell’agosto del 1895 fu trasferito come pastore ad Agrigento e a Grotte, dove
si prodigò per aiutare gli abitanti della cittadina e la locale comunità
valdese a superare un periodo di profonda crisi economica. L’anno successivo
prese il posto dell’evangelista Vincenzo
Trobia a Vittoria (Ragusa), diventando allo stesso tempo direttore
della locale Scuola elementare valdese e allargando il campo della sua missione
fino a Ragusa, Modica, Scoglitti, Terranova e Comiso. A Ragusa, BANCHETTI entrò
in contatto con la Società Operaia della città, tenendo una conferenza sul tema
del lavoro, nel febbraio del 1897.
Nel giugno di
quello stesso anno ritornò a Grotte, dove rimase fino al 1902. Durante la sua
permanenza in quella località, BANCHETTI inaugurò il tempio
nel 1897 e si avvicinò a posizioni socialiste, rispondendo a un articolo del
pastore di Livorno Giovanni
Daniele Buffa a proposito del rapporto tra fede e politica (O
Socialisti o Credenti – risposta, 1902).
Inviato a Pachino nel luglio del 1902, affiancò all’opera di evangelizzazione
una serie di conferenze di carattere polemico che riscossero un largo successo.
Trasferito nuovamente a Vittoria nel giugno del 1904, BANCHETTI sperimentò
un nuovo tipo di evangelizzazione, in cui il messaggio biblico veniva unito
alle teorie socialiste.
Entrato in conflitto con il capo del Distretto ecclesiastico, Arturo
Muston, BANCHETTI lasciò la Sicilia per trasferirsi a
Pomaretto, dove dal 1905 al 1909 insegnò Lettere alla Scuola Latina.
Parallelamente all’insegnamento continuò la sua collaborazione con alcuni
periodici valdesi. In virtù di un accordo con il moderatore della Tavola
Valdese Giovanni
Pietro Pons, dal 1905 inviò a «L’Italia Evangelica» un articolo con
scadenza mensile; in questi testi il pastore esprimeva le sue opinioni maturate
in più di dieci anni nel campo dell’evangelizzazione.
Trasferito a Corato (Bari) nell’autunno del 1909, si batté per la costruzione
di una nuova casa pastorale e di un nuovo tempio, i cui lavori iniziarono il 17
settembre 1912. Dopo aver lasciato la Puglia nel 1913, fu inviato a Chieti dove
rimase fino al 1919. Durante il suo soggiorno in Abruzzo si occupò anche delle
comunità di Termoli, San Giacomo degli Schiavoni e Salle. Allo scoppio della
Prima Guerra Mondiale manifestò le sue posizioni antimilitariste su diversi
periodici valdesi. Come era già successo anni prima a proposito della questione
sociale, anche in questa occasione fu costretto a scontrarsi con Ugo
Janni, all’epoca pastore valdese a Sanremo.
Nell’estate del 1919 fu trasferito a Rio Marina (Isola d’Elba), località dove
rimase fino alla sua tragica morte, avvenuta a Piombino il 7 aprile 1926 per il
crollo di parte della casa pastorale.
quello stesso anno ritornò a Grotte, dove rimase fino al 1902. Durante la sua
permanenza in quella località, BANCHETTI inaugurò il tempio
nel 1897 e si avvicinò a posizioni socialiste, rispondendo a un articolo del
pastore di Livorno Giovanni
Daniele Buffa a proposito del rapporto tra fede e politica (O
Socialisti o Credenti – risposta, 1902).
Inviato a Pachino nel luglio del 1902, affiancò all’opera di evangelizzazione
una serie di conferenze di carattere polemico che riscossero un largo successo.
Trasferito nuovamente a Vittoria nel giugno del 1904, BANCHETTI sperimentò
un nuovo tipo di evangelizzazione, in cui il messaggio biblico veniva unito
alle teorie socialiste.
Entrato in conflitto con il capo del Distretto ecclesiastico, Arturo
Muston, BANCHETTI lasciò la Sicilia per trasferirsi a
Pomaretto, dove dal 1905 al 1909 insegnò Lettere alla Scuola Latina.
Parallelamente all’insegnamento continuò la sua collaborazione con alcuni
periodici valdesi. In virtù di un accordo con il moderatore della Tavola
Valdese Giovanni
Pietro Pons, dal 1905 inviò a «L’Italia Evangelica» un articolo con
scadenza mensile; in questi testi il pastore esprimeva le sue opinioni maturate
in più di dieci anni nel campo dell’evangelizzazione.
Trasferito a Corato (Bari) nell’autunno del 1909, si batté per la costruzione
di una nuova casa pastorale e di un nuovo tempio, i cui lavori iniziarono il 17
settembre 1912. Dopo aver lasciato la Puglia nel 1913, fu inviato a Chieti dove
rimase fino al 1919. Durante il suo soggiorno in Abruzzo si occupò anche delle
comunità di Termoli, San Giacomo degli Schiavoni e Salle. Allo scoppio della
Prima Guerra Mondiale manifestò le sue posizioni antimilitariste su diversi
periodici valdesi. Come era già successo anni prima a proposito della questione
sociale, anche in questa occasione fu costretto a scontrarsi con Ugo
Janni, all’epoca pastore valdese a Sanremo.
Nell’estate del 1919 fu trasferito a Rio Marina (Isola d’Elba), località dove
rimase fino alla sua tragica morte, avvenuta a Piombino il 7 aprile 1926 per il
crollo di parte della casa pastorale.
Archivio
della Tavola Valdese (in ATV), Serie IX, cartella 232, BANCHETTI Giuseppe.
della Tavola Valdese (in ATV), Serie IX, cartella 232, BANCHETTI Giuseppe.
2) https://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Schirò
