Appello  apparso su  La “LUCE” 
(attuale Riforma)
12 novembre 1976
È il primo incontro del movimento, non ancora chiamato TEV, dopo il Sinodo di quell’anno, dai documenti in  mio possesso.
Nel culto di appello a Torre Pellice 500 persone ascoltano il messaggio di Giorgio Tourn (di cui “la Luce” – Riforma di allora – dà una relazione con commenti nell’articolo allegato).
In sintesi è da sottolineare:
         Si constata che il “risveglio” è ormai una necessità;
        Che il movimento (TEV) non è scismatico,

G. Tourn evidenzia che c’è un problema d’interpretazione dei testi biblici;
         Che non basta citare dei versetti biblici;
         “C’è un grave pericolo nell’insinuare l’idea che la Bibbia non sia assolutamente chiara per tutti i tempi e per tutti gli ambienti”
         “Allora non è più il mondo che deve convertirsi all’Evangelo, ma è l’evangelo che deve, se non proprio convertirsi, per lo meno adattarsi al mondo e alle sue
ideologie.”
         Tra i contrasti teologici “l’interpretazione dei miracoli, non esclusa la risurrezione di Gesù, vengono presentati con dei miti… e intanto il grande pubblico viene disorientato”
        –La Tev quindi afferma che “il problema del “Risveglio”  non consiste nell’interpretazione, ma
nell’ubbidienza pura e semplice alla Parola di Dio”.
         “Se vogliamo davvero un rinnovamento della Chiesa, è
necessario ritornare alla teologia del Risveglio”.

Essa ha i suoi capisaldi nella coscienza del fallimento
dell’uomo, della società e delle sue strutture; della necessità della
conversione e della nuova nascita.
         Se non si parte di qui, tutto il resto, compreso il cosiddetto impegno sociopolitico non è che nebbia fumogena per nasconderci la realtà.
         – È necessario il rinnovamento della propria vita personale,
mediante l’opera dello spirito Santo.
         – La TEV ha reagito (scriveva l’articolista) e continuerà a
reagire contro un impegno politico che ha preso un’importanza primaria che non
doveva prendere.
         Se il Signore si degnerà di servirsi di poveri strumenti come noi siamo, forse la risposta all’interrogativo “Risveglio, ma come?” Troverà la sua risposta non tanto nelle discussioni ma nei fatti.
Questo testo che ricorda l’inizio di un “rinnovamento” che si è perso per
strada, va ritrovato così come è iniziato. Per questo lancio un appello a
tutti, di qualunque denominazione evangelica, di pregare per ritrovare con
l’indispensabile aiuto del Signore un nuovo inizio per una Nuova Riforma in
Italia.
Oggi vi sono tutti gli elementi, mancanti nel passato, perché ciò avvenga.
Per dare concretezza a questo impegno chiedo una risposta affermativa a
chiunque vuole aderire. Quando vi sarà un certo numero farò delle proposte per
dare seguito alla preghiera attiva, che chiamerei “NON ARRENDERSI”.
In attesa vi saluto con affetto fraterno.
PS – Non sono molto pratico di questo strumento di comunicazione, perciò se
vi saranno delle imperfezioni comunicative, dovrete aver pazienza perché le
impari. Ogni consiglio sarà utile, grazie.