TESTIMONIANZA
EVANGELICA
VALDESE
Voi mi
sarete testimoni fino alle estremità della terra. (Atti 1:8)
             
n. 22                            Circolare
personale agli aderenti                               4 ottobre 1977
PER UN RISVEGLIO
NELLA CHIESA
            Chi parlasse oggi di Risveglio è
sicuro di andare incontro a delle reazioni più o meno violente, e le ragioni
sono diverse.
Quella
principale é che molti, in fondo, non lo desiderano affatto. Si sono adattati
alla situazione della Chiesa e credono, o meglio si illudono, che si possa
andare avanti così. Del resto – osservano ­l’apparato ecclesiastico è perfetto,
le attività ci sono per chi vuole collaborare, c’è un nucleo di persone
impegnate, non dobbiamo essere troppo pessimisti, e via dicendo. Ma, oltre
queste considerazioni la ragione vera è che siamo ben consapevoli che un
Risveglio per opera dello Spirito Santo verrebbe a disturbarci grandemente e a
scuotere le nostre sicurezze.
            Altri sono disposti a concedere che
dietro le apparenze le cose non vanno così bene e che sarebbe necessario qualche
cosa di nuovo, ma non vogliono propriamente sentire parlare di Risveglio,
perché questo ter­mine richiama alla mente quel fecondo movimento del secolo
scorso, che ha scosso la Chiesa nel mondo Occidentale e anche la nostra Chiesa
Valdese. Quel Risveglio – così dicono – era troppo povero di contenuto  intellettuale.
            Altri ancora non vogliono sentire
parlare di Risveglio perché con questo termine la nostra attenzione è rivolta
verso la Chiesa e oggi si vuole cambiare il mondo secondo delle precise
ideologie politiche. Alla Chiesa tutt’al più si concederebbe di collaborare, ma
non certo che essa pretenda di  avere una
sua identità propria.
            Bisogna dunque che cerchiamo di
avere delle idee chiare. Per questo siamo invitati a una speciale Assemblea,
aperta a tutti quelli che lo desiderano, e che avrà luogo nel tempio di
VILLAR
PELLICE
domenica
23 Ottobre alle ore 15
Udiremo innanzi
tutto una relazione su quello che è stato il Risve­glio del secolo scorso e poi
avremo un libero scambio di idee per esa­minare se le linee fondamentali di quel
Risveglio sono ancora valide.
Chi desidera
usufruire di un passaggio in macchina si rivolga ai coordinatori. Per la Val
Pellice si può anche telefonare al 91.422, e a questo numero si dica quanti
posti sono disponibili nella propria
auto.
DAI
CORRISPONDENTI
La Prof. Elsie
Janni, figlia del Pastore Ugo Janni, scrive:
Condivido
pienamente i due motivi fondamentali dei movimento TEV: la non politicizzazione
partitica della Chiesa e la necessità di un Ri­sveglio spirituale in seno ad
essa.
Debbo però fare
due domande in proposito:
1) Qual è la
differenza pratica fra simpatizzanti e aderenti al Movimento?
2) In quale
Chiesa opera il Movimento stesso?
È ovvio che una
Chiesa deve avere alcuni punti certi di riferimento che la caratterizzano sotto
determinati aspetti. Ma oggi noi non li vediamo nella Chiesa Valdese.
Farò tre esempi.
            La domenica precedente gli annuali
lavori del Sinodo é usanza procedere alla consacrazione dei candidati al S.
Ministero. Ora ci si dice e lo su proclama ufficialmente che non v’é tra
Pastori e laici alcuna differenza tranne il fatto che i primi hanno seguito
studi teologici e lavorano a tempo pieno e gli altri no. Che cos’è allora la
consacra­zione? In quale Chiesa….?
            La Chiesa Valdese è una Chiesa a
prassi pedobattista, quantunque non  si
neghi mai il battesimo ai ragazzi o agli adulti che non lo abbiano ricevuto
nell’infanzia. Ora, vi sono dei Pastori che rifiutano catego­ricamente il
battesimo agli infatti, altri che cercano di impedirlo o lasciano fare anche dal
pulpito propaganda contraria, quasi che non ci fosse per chi la desidera una
Comunità Battista. Quale Chiesa…?
            Nella Chiesa Valdese esiste il rito
della Confermazione per cui ad una nuova grazia di Dio si aggiunge la
consapevolezza e l’accettazione dei propri doveri religiosi da parte
dell’adolescente. Ora questo rito è generalmente ridotto ad una semplice
“professione di fede”. Quale Chiesa..?
Ringrazio per
l’invio degli stampati e della Circolare e porgo con molti auguri i miei
migliori saluti.
            Siamo grati alla prof. Janni per averci
richiamato alla meditazione, di alcuni problemi di importanza fondamentale,
come il significato della consacrazione al ministero pastorale e quello del
battesimo degli infanti e conseguente confermazione.
Di questi ultimi
problemi la TEV non si è ancora occupata. Se però qualcuno volesse, a titolo
personale, farci avere la sua opinione e magari avviare un dibattito sulla
circolare, gliene saremo grati.
Possiamo invece
rispondere sulla distinzione fra aderenti e simpatizzanti.
Gli aderenti
sono quelli che si impegnano a prendere parte attiva al­la vita della loro
comunità, non solo per opporsi alla strumentalizza­zione politica della Chiesa,
ma anche in vista di un Risveglio. Essi quindi frequentano i culti e le varie
attività della loro Chiesa.
Vi sono poi  alcuni che, per motivi vari, non si sentono
di prendere questi impegni, però approvano la nostra linea, e chiedono di
essere considerati come simpatizzanti. Ovviamente non hanno voce deliberativa
nelle nostre Assemblee, però ricevono tutte le pubblicazioni e il loro
appoggio, sia pure dall’esterno, ci è molto prezioso.
Ci rallegriamo
perché in questo tempo di ecumenismo abbiamo sia fra gli aderenti che i
simpatizzanti, diversi fratelli e sorelle apparte­nenti non solo alla Chiesa
Metodista, con la quale è in atto un pro­cesso di integrazione, ma anche altri
di diverse denominazioni evange­liche. Anche dall’estero ci sono giunte delle
adesioni e degli incoraggiamenti.
ALCUNE
RIFLESSIONI SUL SINODO 1977
            I notiziari TEV n°20 e 21 hanno già
sottolineato alcune caratteristiche del Sinodo ’77, specie in rapporto al
nostro movimento. Vorrei ora tentare di fare un primo bilancio, necessariamente
incompleto, del lavoro svolto quest’anno dai delegati delle nostre chiese e per
quanto concerne le sedute comuni, delle chiese metodiste.
Come si è giunti al Sinodo ’77
            Si è subito avuto l’impressione che,
sotto certi aspetti, quello di quest’anno sarebbe stato un Sinodo di
transizione, in cui si sarebbe cercato di non suscitare la microtempestositá di
alcune sedute sinodali dell’anno precedente. La relazione della Tavola relegava
in due paginette tutte “dialogo e “ascolto” reciproco il
problema irrisolto delle tensioni della nonstra chiesa e la conducono ad
impantanarsi in azioni che appaiono scarsamente collegate con l’annuncio
dell’Evan­gelo.  Grande rilievo veniva
dato alla questione delle intese son lo Stato, a proposito delle quali, come
poi si è visto, un certo accordo, era facilmente prevedibile.
            D’altra parte era chiaro che ormai
nessuno poteva più ignorare o far finta di ignorare non soltanto il movimento
TEV, ma ciò per cui molti fratelli dentro e fuori tale movimento si stanno
battendo. Nessuno ha più creduto di dover affermare che ci sia in tutto ciò una
volontà scismatica. È già  qualcosa.
Speriamo che, col tempo, molti facciano altri passi in avanti. Intanto una
certa riflessione è andata avanti, anche se, a malincuore, alcune decisioni
hanno cominciato a tener conto del:fatto che l’insieme della Chiesa non
sembrava disposta a seguire supinamente certe linee di sviluppo. Ad esempio,
per i programmi radio e sopratutto
televisivi. Un comunicato della Tavola fa fede della valanga di lettere di
protesta ricevute in proposito direttamente attraverso la FCEI. Cosi come ne fa
fede la parziale ristrutturazione del sistema di programmazione radio-tv e una
certa quale maggior  cautela nell’incoraggiare
il discorso fatto
tentare di fare
un primo bilancio, necessariamente incompleto, del la­voro svolto quest’anno
dai delègati delle nostre chiese e per quanto concerne le sedute comuni, delle
chiese metodiste.
Come si è giunti al Sinodo ’77.
            Si è subito avuto l’impressione che,
sotto certi aspetti, quello di quest’anno sarebbe stato un Sinodo dì
transizione, in cui si sarebbe cercato di non suscitare la microtempestosità di
alcune sedute sinodali dell’anno precedente. La relazione della Tavola relegava
in due paginette tutte “dialogo” e “ascolto” reciproco il
problema irrisolto delle tensioni che avviliscono la nostra chiesa e la
conducono ad impantanarsi in azioni che appaiono scarsamente collegate con
l’annuncio dell’Evan­gelo. Grande rilievo veniva dato alla questione delle
intese con lo Stato, a proposito delle quali, come poi si è visto, un certo
accordo era facilmente prevedibile.
D’altra parte
era chiaro che ormai nessuno poteva più ignorare o far finta di ignorare non
soltanto il movimento TEV, ma ciò per cui molti fratelli dentro e fuori tale
movimento si stanno battendo. Nessuno ha più creduto di dover affermare che ci
sia in tutto ciò una volontà scismatica. È già qualcosa. Speriamo che, col
tempo, molti facciano altri passi avanti. Intanto una certa riflessione è
andata avanti, anche se a malincuore alcune decisioni hanno cominciato a tener
conto del fatto che l’insieme della Chiesa non sembrava disposta a seguire
supinamente certe linee di sviluppo. Ad esempio, per i programmi radio e
soprattutto televisivi. Un comunicato della Tavola fa fede della valanga di
lettere di protesta ricevute in proposito, direttamente o attraverso la FCEI.
Così come ne fa fede la parziale ristrutturazione del sistema di programmazione
radio-tv e una certa quale maggior cautela nell’incoraggiare il discorso fatto
da Com-Nt.
            Tuttavia va detto molto chiaramente
che si è giunti all’agosto ’77 senza che il tanto decantato pluralismo abbia
mai avuto piena espressio­ne nell’ambito delle nostre chiese. In realtà la
linea seguita è stata una sola ed è risaltata ideologicamente fondata nel modo
più chiaro. Non c’è bisogno di dire di quale ideologia si sia trattato, anche
se non mi stancherà di dire che questo aspetto della questione è secondario.
Era abbastanza
curioso di assistere ad un certo senso di delusione, espresso o inespresso dei
nostri “progressisti” nei confronti,degli svi­luppi del compromesso
storico nel nostro paese, dell’atteggiamento dei partiti di sinistra e così via.
Delusione che è poi stata espressa a chiare note in certi interventi sinodali
di membri autorevoli della no­stra chiesa. Una delusione che dimostra la
fondamentale ingenuità con la quale alcuni avevano atteso chissà quale
rinnovamento del paese da una semplice mossa politico-tattica dei nostri
“responsabili” politici.
Infine si
assisteva ad un accresciuto sforzo della FGEI per uscire dall’isolamento in cui
si era venuta a trovare e per “conquistare” le Valli. Sforzo
dimostrato anche dalla nomina del pastore Ermanno Genre al segretariato
nazionale della FGEI.
            C’era da domandarsi se le comunità
nel loro insieme avrebbero saputo e voluto inviare delle delegazioni più
rappresentative della base di quanto non fosse avvenuto negli anni passati.
Questa speranza è andata in larga parte delusa: la maggioranza del Sinodo non
era disposta a re­cepire il discorso della TEV come un discorso spiritualmente
serio. Dirò di più: alcune comunità hanno chiaramente scelto i loro delegati ad
esclusione di qualsiasi credente in qualche modo legato alla TEV. In questo
dobbiamo dire chiaramente che sono anche responsabili quei membri che, pur
essendo contrari all’andazzo preso dalla nostra Chiesa, non sanno far valere le
loro ragioni a tempo debito. Non basta lamen­tarsi perché spesso i
“progressisti” si fanno vivi soltanto a quelle assemblee di chiesa
che sono loro utili per piazzare le loro pedine (cosa assai spesso vera), se
non lo si dice dopo aver preso tutte le proprie responsabilità.
Comunque sia le
tesi sostenute dal movimento di resistenza alla sven­dita ideologica della
nostra Chiesa non hanno potuto essere completa­mente ignorate. E, date le
circostanze, é già un bel risultato.
I lavori.
Bruno Rostagno
definiva nel suo articolo post sinodale (Eco-Luce n°35 del 2 settembre u.s;) il
Sinodo ’77 come un “Sinodo liscio”, spe­cificando che con ciò
intendeva “privo (…) di quei momenti di polemica aspra, di tensione
acuta, che hanno caratterizzato altri Sinodi re­centi”. Ma ha dovuto aggiungere
“liscio in questo caso ha significato che i veri problemi non sono
riusciti a varcare le porte dell’aula sinoda­le”. E ci permettiamo di
dubitare che i veri problemi verranno fuori grazie alla sola presenza più
sensibile di operai in Sinodo, come sem­bra pensare Rostagno, anche se saremo
ben felici di vederli più numero­si (perché non sono mai stati assenti).
            Dal canto suo G.G. scriveva in
Com-Nt (del 4 settembre 1977) di un sinodo unitario (beato lui che l’ha
visto!). Ma lo faceva sulla base di una asserita irrilevanza del
“malcontento di gruppi ristretti, legati ad alcuni settori sociali,
amplificato e strumentalizzato”, malcontento che, dapprima sdrammatizzato,
non avrebbe poi trovato il modo di farsi sentire in Sinodo. D’altra parte, il
Sinodo ’77 avrebbe sottolineato l’istanza unitaria, segno di una convergenza
ottenuta a spese dell’apertura verso l’esterno.             L’articolista si domanda: “I conflitti degli anni scorsi
sono dimenticati, o superati? Alla domanda c’è chi dà una risposta positiva: le
esigenze di una chiesa più coerente con il manda­to evangelico vengono recepite
oggi in settori più vasti nelle due chiese (…). Altri però si domandano, con
minore ottimismo, se tutto questo non sia un segno di impotenza e quasi di
rassegnazione. Può dar­si che siano molti a prendere atto, anche nei settori
più avanzati, che le chiese così come sono strutturate, non possono essere, nel
migliore dei casi, che una piattaforma di meditazione e di incontro. Sostanzial­mente
una realtà difensiva e, al di là delle intenzioni, conservatrice. Così i
‘profeti’, quando devono gestire una struttura ecclesiastica, anche familiare e
modesta come questa, cessano di essere profeti. L’impegno per cambiare il
mondo, la politica, si svolgono altrove (…) È possibile che una chiesa viva
per se stessa, che abbia dimenticato che trova la sua vita solo chi è capace di
donarla, che si isoli perché parla un’altra lingua che non è più capita? A
queste domande saranno in molti a dover rispondere, in tempo breve, nelle
chiese evangeliche e fluori”.
            Inutile dire che questi due giudizi
mostrano fino alla corda le loro motivazioni ideologiche. In realtà si è trattato
di un Sinodo assai povero e smorto, in cui, a parte la questione delle intese
su cui ci sof­fermeremo in seguito, tutto è stato svolto a ribadire in un modo
o nel­l’altro (salvo alcuni incidenti di percorso) che il pluralismo signifi­ca
questo: una ed una sola linea è prevista e sarà seguita; gli altri hanno il
diritto di parlare dopo essersi fatti abbondantemente e gra­tuitamente
squalificare in più modi dai “cervelli” della chiesa. Val la pena di
specificare che in queste condizioni nessun vero dialogo darà mai possibile? E
anche nessuna vera linea di testimonianza comune, sca­turente non da scelte
ideologiche, ma dall’ascolto del Signore che dirige la Chiesa e il mondo.
                                                                                    Giovanni Conte
UN MESSAGGIO DALLA GERMANIA
Il Dr. Peter Beyerhaus, dell’Università di Tubinga,
ci scrive:
Vi assicuriamo il nostro vivo interesse per la
vostra azione, in quanto ci conferma nella convinzione che la lotta spirituale
è la medesima che i cristiani fedeli hanno da combattere in tutto il mondo e in
tutte le confessioni tradizionali. In Germania abbiamo fondato nel 1970 una
“Conferenza di Unioni confessanti”, nella quale cooperano 8 gruppi
conservatori, orientati biblicamente. Noi corrispondiamo con Cristiani nei
paesi Scandinavi, Olanda, Belgio, Inghilterra e Francia. I nostri principi sono
l’autorità della Bibbia contro la critica biblica radica­le, la difesa dei
principi morali Cristiani, specialmente per quello che riguarda la pornografia
e l’aborto, la validità del Vangelo di sal­vezza contro ogni tentativo di
sostituirlo con una ideologia umanistica o marxista (…) Un primo Congresso
Confessante Europeo si è riunito il giorno dell’Ascensione 1974 in Berlino, e
ha votato la Dichiarazione di Berlino sull’Ecumenismo. È stato tradotto in
diverse lingue Europee, ma purtroppo non ancora in italiano. Nel Marzo 1976
abbiamo tenuto il nostro secondo Congresso Europeo confessante. Ora abbiamo
deciso di te­nere la nostra terza Assemblea Europea in Arnhem, Olanda, il 22
Settem­bre 1978. Sarebbe magnifico se a questa Conferenza potessimo anche dare
il benvenuto a una delegazione italiana! Il Presidente della nostra Conferenza
Europea delle Unioni confessanti è il Vescovo Luterano Au­striaco Oskar
Askrausky. Credo che sarebbe molto lieto se poteste scrivere anche a lui. Vi
prego di sentirvi liberi di scrivermi quando vole­te, e noi saremo lieti di
avere notizie sul progresso del vostro Movi­mento. Vi assicuriamo della nostra
simpatia e intercessione e vi invia­mo saluti nel nome di Cristo.
DA ALTRI CORRISPONDENTI
Da Firenze (Metodista).
Sento proprio il bisogno di ringraziarvi per la vostra opera cristiana, curata
in ogni particolare, cominciando dal­la regolare spedizione delle circolari,
tanto indispensabili Iddio sia con voi in ogni momento nella vostra sacra opera
di Risveglio. È faci­le prevedere che qualche difficoltà sorgerà col tempo,
premunitevi, premuniamoci.
Da Sanremo. Ringrazio per
le circolari, con l’augurio che l’Opera se­guiti a prosperare.
Da un Pastore
Valdese
.
Mi giungono sempre gradite le circolari della TEV. Prego inviarmele
regolarmente. Colgo l’occasione per inviare una modesta offerta.
Da Roma. Non essendo
Valdese non posso aderire alla TEV come membro, però desidero essere
considerato come simpatizzante. Vi sono spiritualmente vicino e prego affinché
il Signore conceda un reale Risveglio sia alla Chiesa Valdese che a tutte le
Chiese evangeliche italiane e nel mondo. Vogliate gradire i miei più sinceri
saluti nel Signore e che la Sua benedizione e la Sua saggezza sia su voi per un
Risveglio.
Da Venezia. Un caloroso
saluto nel Signore Gesù Cristo per il vostro collegamento tramite le vostre
gradite circolari. Ottima la stesura da parte della Commissione della prima
relazione annua. Grazie anche per l’opuscolo “Sentinella. Mandatemene una
decina di copie.
Da un Pastore
Valdese
.
Volentieri riceverò regolarmente le ulteriori circolari.
Da Milano. Desidero ringraziarvi
per la testimonianza che date attraverso la TEV per l’opera del Signore.
Confido che Egli si servirà anche di noi. Voglia Lui aumentare la nostra fede.
DAI CORRISPONDENTI
Da un Pastore
valdese
.
Cari Amici, ricevo oggi la vostra circolare con anness foglio ai Pastori
valdo-metodisti. Naturalmente ho piacere se continuerete a inviarmi i vostri
scritti, quantunque, a mio parere, questa vostra richiesta non sia molto
comprensibile: infatti se volete essere un movimento che opera nell’ambito
della Chiesa sarebbe stato molto opportuno, se non doveroso, che dal primo
momento aveste inviato la vostra circolale a tutti i Pastori. Vi lamentate a più
riprese del fatto che c’è chi vi accusa di avere dei piani scissionistici:
proba­bilmente queste idee sono sorte dal modo curioso col quale avete agito
nei mesi passati, sembrando più una società segreta che un movimento di
Risveglio: la stampa vostra sembrava semiclandestina, i responsabi­li del
movimento pure, almeno la cosa poteva apparire dal lontano “campo di
evangelizzazione”. Vogliate ricevere i miei saluti fraterni.
Da un altro
Pastore Valdese
.
Ho ricevuto la circolare della TEV e ringrazio cordialmente, pregando codesta associazione
di continuare a mandarmi regolarmente le proprie circolari. Sono lieto di
vedere che la TEV non vuole assumere atteggiamenti da setta segreta e
giustamente permette anche ai non aderenti di leggere i suoi notiziari.
            Dal
22 Ottobre 1976 al 16 Settembre 1977 la TEV è stata nominata 42 volte
dall’Eco-Luce; 4 volte da Com-Nuovi Tempi; 2 volte dalla Gazzetta del Popolo; 2
volte dall’Eco del Chisone. L’Eco Luce del 26 Nov.1976 ha dedicato una intera
pagina a questo Movimento. Per una società se­greta non è questo uno strano
modo di comportarsi?
 Non ci sono responsabili,
né vertici nel nostro Movimento. Tutti quelli che aderiscono sono responsabili.
Le decisioni vengono prese nelle Assemblee e debbono raccogliere almeno i due
terzi di voti favo­revoli. Quelli che non possono intervenire ci scrivono, e
delle lettere si tiene sempre debito conto.
È appena un anno che la TEV esiste e abbiamo creduto
che queste cir­colari dovessero essere inviate solo a chi aveva aderito. D’ora
in poi le invieremo anche ai non aderenti che le desiderano. Dobbiamo anche a
quelli che non ci rispondono e che ci ostacolano i vari modi?
FINANZE
            Entrate.
In cassa al 1.1.77 L.488.010. Doni precedenti L.1.711.420 L. A., Verona 10.000;
E. P.,Sanremo 5.000; G. P.. id. 5.000; E. A. P., Pomaretto 1.000; C. A. Chan­foran,
Torre Pellice 5.000; A. D., id. 5.000; G. N., id. 10.000; S. R., id. 5.000; R.
B., Karlsruhe 18.000; C. C., Abbiategrasso 10.000;0. P.,Roma 10.000 U. e R. Z.,
id. 10,021; M. B., San Gemano Chisone 5.000; E. C., Inverso Pinasca 10.000; M.
R. C., id. con tanta riconoscenza 5.000; G. G., Darfo 5.000; O. Z., Venezia
500; I. S., Pisa, in memoria della sorella Giulia 20.000 V. S., Genova 5.000.
Totale doni 2.048.270; collette as­semblee 647.100; offerte per stampa Giuro.
2.600.
Totale entrate L.3.185.980. Totale uscite L.2.091.831
In cassa al 30 Settembre L.1.094.’149
CERCATE PRIMA IL REGNO E LA GIUSTIZIA DI DIO,
E TUTTE QUESTE COSE VI SARANNO DATE IN PIU’.
Ciclostilato in proprio; non pubblicato
Indirizzo:Testimonianza Evangelica Valdese Casella
postale 10066 Torre Pellice (Torino)