Articolo 23 – (I santi)

Che quelli che posseggono la vita eterna in conseguenza della fede e delle loro buone o­pere, devono esser considerati come san­ti e glorificati, lodati per le loro virtù, imita­ti in tutte le belle azioni della loro vita, ma non adorati né invocati, poiché non si deve pregar se non un solo Iddio per Gesù Cri­sto.

PROVE

Sal. 116:15  È preziosa agli occhi del SIGNORE la morte dei suoi fedeli.

Apoc. 14:13  E udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essi si riposano dalle loro fatiche perché le loro opere li seguono».

Isa. 57: 1,2  Il giusto muore, e nessuno vi bada; gli uomini buoni sono tolti di mezzo, e nessuno considera che il giusto è tolto di mezzo per sottrarlo ai mali che sopraggiungono.  Egli entra nella pace; quelli che hanno camminato per la retta via riposano sui loro letti.

Ebr. 13:7 Ricordatevi dei vostri conduttori, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio; e considerando quale sia stata la fine della loro vita, imitate la loro fede.

1 Cor. 11:1  Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo.

Giov. 8:39  Essi gli risposero: «Nostro padre è Abraamo». Gesù disse loro: «Se foste figli di Abraamo, fareste le opere di Abraamo;

Matt. 4:10 Allora Gesù gli disse: «Vattene, Satana, poiché sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto”».

Isa. 42:8  Io sono il SIGNORE; questo è il mio nome; io non darò la mia gloria a un altro, né la lode che mi spetta agli idoli.

Isa. 48:11  Per amor di me stesso, per amor di me stesso io voglio agire; perché infatti dovrei lasciare profanare il mio nome? Io non darò la mia gloria a un altro.

Gioel 2:32  Chiunque invocherà il nome del SIGNORE sarà salvato; poiché sul monte Sion e a Gerusalemme vi sarà salvezza, come ha detto il SIGNORE, così pure fra i superstiti che il SIGNORE chiamerà.

Rom. 10:13 Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.

L’oggetto sopra il quale si appoggia la fede è Dio solo. Gerem. 17:5. Dio solo dunque deve essere invocato. – Sal. 50:15. In tutta la S. Scrittura non si trova ne precetto d’invocare gli Angeli o i Santi raccolti in cielo, né promessa di grazia a chi lo facesse, né esempio di qualche fedele che li abbia pregati. – Matt. 11,28. Cristo non li rimanda né ai santi né alle sante. E gli Apostoli nelle loro epistole e prediche mai non hanno raccomandato se stessi a altri, né alla Beata Vergine, né ad alcuno de santi defunti: ma al solo Dio per mezzo di Gesù Cristo unico mediatore tra Dio e gli uomini.

Luc. 11 da 1 a 4. Essendo egli richiesto in generale d’insegnar loro a pregar, non diede loro varie forme d’orationi, una a Dio, altre agl’angeli, et a’ santi, anzi, per far loro veder chiaro che si deve invocar Dio solo, prescri­ve loro questo divino modello d’oratione, che non si può indirizzare ad alcuna creatura. Giud. 13,16. Non fu mai or­dinata alcuna offerta religiosa da presentare a’ santi, o alli angeli molto manco dobbiamo offerir loro il sacrificio spi­rituale della preghiera.

1 Re 8:39. Dunque gli angeli e i santi non essendo scrutatori del cuore, non possono intendere le vere orazioni, che sono i pensieri e desideri dei cuori fedeli, e non la favella fallace delle labbra.

Eccl. 9:5 e 6, cfr. Giob. 14:21 – II Re 22,20. Se i santi raccolti nel riposo di Dio in cielo vedessero i peccati e le calamità nelle quali cadono le persone a loro care, e sopra tutto quelle della Chiesa, sarebbe turbata la loro felicità. Or se, come qui viene accennato, il San­to Re Giosia dopo la morte non vedeva le pubbliche miserie del popolo di Dio, molto meno possono i santi conoscer le necessità di tutte le persone particolari che sono in tutto il mondo, o intender le preghiere loro.

Isa. 63,16. Poiché questi Santi Patriarchi, Abramo amico di Dio, Padre de credenti, e Israele che aveva veduto Iddio faccia a faccia, non conoscevano li loro posteri del tempo d’Isaia, come si può credere che gli altri santi intendano le orazioni di tutti gli uomini?