RIDARE VITA
AL MOVIMENTO TEV
(Testimonianza
evangelica valdese)                         dicembre 2018
… una slavina
che minaccia di trasformare questa antica Sionne dei nostri Padri, fervente di
zelo per il servizio di Dio e risonante per l’eco dei canti innalzati alla sua
gloria, in un cumulo di macerie e di un cimitero.
Così scriveva il
redattore della TEV nel giugno del 1976
Giugno
1976.
Nasce una circolare con la testata
“Valli nostre”, il logo di una Bibbia aperta con la scritta “Lux
lucet in tenebris” e i seguenti versetti biblici a destra e a sinistra
Giov. 14:4; Atti 4:12; Salmo 121.
La sua comparsa è dovuta al bisogno di un
certo controllo del territorio da un punto di vista immobiliare, urbanistico e
turistico. Riunisce alcune persone delle valli 
che si pongono delle domande. La risposta fondamentale che potrebbe
aiutare a formulare le altre, non è solo tecnica e logistica. L’articolo di
fondo ne è la dimostrazione.
Uno
sguardo al nostro lavoro.
Convinto
da sempre del compito vocazionale affidato da Dio alla gente delle Valli
valdesi in vista di un’opera di testimonianza, alcune voci chiedono il
ripristino dell’antica Commissione “Pro Valli” intesa a questo fine.
La
Commissione Distrettuale approvò e promise di presentare la cosa alla prossima
Conferenza Distrettuale… Ma due conferenze ebbero luogo senza che nei loro
ordini del giorno già sovraccarichi di lavoro, fosse materialmente possibile di
inserire l’argomento “Pro Valli” e tutto, forse, fu per il meglio…
Nel
contempo, siccome alcuni argomenti come quello dello spopolamento delle Valli e
la vendita delle proprietà immobiliari Valdesi apparivano allarmanti, si
costituì un gruppo volontario col nome: “Valli Nostre”.
La preoccupazione dei responsabile del
futuro movimento TEV, non è quella di ragionare solo ed esclusivamente per
trovare risposte al contingente, ma di chiedersi il perché di quella situazione
che a loro giudizio è grave.
Concludendo
Abbiamo
l’impressione di aver appena iniziato un cammino sul quale molta strada resta
ancora da percorrere e per il quale non difettano i progetti.
Informiamo
con deferenza la Commissione Distrettuale e per essa, se gradito, la Conferenza
del nostro lavoro che può tornar di sollievo al Pastorato già oberato da mille
compiti gravosi.
Qualsiasi
programma politico è rigorosamente escluso.
Serve
come notiziario e mezzo di collegamento questo foglio “Valli Nostre”
che mentre vuol ravvivare la nostra vocazione, vuole anche rinsaldare i vincoli
con i fratelli dell’Evangelizzazione in Italia e fuori ricordando a tutti che
dobbiamo essere fedeli “fino alla morte” all’Evangelo del nostro
Salvatore Gesù Cristo…
Valli
Nostre poi, non intende minimamente
tradire l’ideale ecumenico
che si propone anzi di servire:
Per
fare dell’Ecumenismo bisogna essere almeno in due: da un lato i cattolici e
dall’altro noi valdesi. Per un vero ecumenismo le valli debbono continuare ad
esistere. Quando potremo anche in queste antiche valli valdesi, come in quasi
tutto il mondo cristiano ormai (almeno in quello evoluto) scambiarci ogni tanto
i pulpiti, Preti e Pastori per predicare quell’Evangelo che ora è unico,
potremmo dire aver superato un passo ecumenico importante.
                           
Quale sia “l’ideale ecumenico” non
si riesce a capire, se non quello di un dialogo esclusivo con il cattolicesimo,
mentre non si fa accenno ad altre confessioni evangeliche già ben presenti e
sviluppatesi nel paese: pentecostali, battisti, fratelli, apostolici,
avventisti, ecc. (con loro opere: campi, scuole, case editrici) che come si
vedrà più avanti, cominceranno ad interessarsi a questo fenomeno, per loro
essenzialmente spirituale e non politico.
In queste prime pagine si fa accenno a
visite di turisti e credenti stranieri che già a quel tempo paiono delusi
dall’accoglienza.
Valdesi
di Germania ospiti Pragelato.
Oltre
80 fratelli nostri di Germania discendenti degli antichi profughi nell’alta Val
Chisone e di Pragelato e dintorni, sono venuti a trascorrere alcuni giorni
dell’antica terra degli avi, ospiti di famiglie singole con la collaborazione
anche delle Autorità Comunali.
….
la visita ha costituito come un piccolo avvenimento di cui, per comprensibile
discrezione i giornali non hanno parlato. La cosa non ha avuto carattere
religioso ben che un “fondo” religioso vi fosse. Gli evangelici
debbono aver assistito a qualche cerimonia cattolica locale così come, se una
cerimonia evangelica vi fosse stata, la popolazione cattolica locale vi avrebbe
assistito. Ma le Valli Valdesi, premute oltremodo da attività religiose e
secolari, sono ancora disponibili per accogliere nelle proprie case per qualche
giorno dei fratelli tedeschi? E per attuare spontaneamente simili incontri!
Ci
si rammarica che gli ospiti non abbiano potuto avere migliori relazioni con le
persone evangeliche, così come le hanno avute con i cattolici. Ci si augura che
ciò avvenga e si possa ripetere.

Un altro gruppo di una quarantina di fratelli germanici, e che personalità di
rilievo ora in pensione ma tuttavia attivo, ha soggiornato per vari giorni a
Villar Perosa,. Siamo stati impressionati nel constatare come fossero informati
delle cose nostre in Italia e specialmente della situazione interna della
nostra Chiesa. Una signora era tormentata dal fatto di aver raccolto durante
anni, offerte per un’opera valdese il cui direttore fondatore si presentava ora
alle elezioni come candidato del partito comunista.

Un altro caro amico nostro ha fatto addirittura una corsa a Roma ed a Riesi per
vedere con i propri occhi come stavano le cose. Uomo responsabile è stato molto
parco nei suoi commenti… Una sola confidenza si è lasciato scappare: “Ho
voluto visitare la Chiesa valdese di Riesi di cui tanto aveva udito parlare e
mi ha dato l’impressione di essere una Chiesa morente”.
I redattori della circolare infatti
concentrano la loro preoccupazione su una soluzione che già si era manifestata
in passato chiamata “Risveglio”.
Risveglio!
Quello,
però, che più di tutto ci sta a cuore, è il nostro risveglio spirituale e religioso.
Più
di tutti gli altri argomenti di cui abbiamo parlato esso appare urgente ed
importante. Se la svendita delle proprietà valdesi talvolta minaccia il nostro
avvenire, l’apatia e l’indifferenza
religiosa
favorite dal tenore febbrile della vita moderna, dal benessere,
talvolta dalle passioni politiche e sempre dal peccato trionfante… Esse sono
come una slavina che minaccia di
trasformare questa antica Sionne dei nostri Padri, fervente di zelo per il
servizio di Dio e risonante per l’eco dei canti innalzati alla sua gloria, in
un cumulo di macerie e di un cimitero dove i nostri amici esteri verranno
ancora di quando in quando a portare un mazzo di fiori ed a versare una lacrima
dicendo: “Qui, una volta, vissero i nostri antenati, la nostra “Mater
Reformationis”.
Perciò
il grande e vero ideale nostro è proprio quello del Risveglio e di un
rinnovato, moderno Pietismo.
Perciò
lavoriamo e i più anziani fra noi che già hanno speso da 45 a 50 anni di lavoro
e pregato Dio per questo scopo, ora, anziché curvare la fronte con tristezza e
dire: “Abbiamo sprecato la nostra vita, non abbiamo ottenuto ciò per cui
l’avevamo offerta… Si irrigidiscono in un ultimo sforzo e tentano ancora una
battaglia e gridano alle Valli: “Ridestativi al fine, tornate al vostro
posto nelle vostre chiese e nel popolo di Dio; tornate al fervore, tornate a
mietere nella grande messa del Signore e non lasciatevi morire prima d’aver
udito quei canti di gioia che debbono sempre seguire l’opera di coloro che ha
seminato con lacrime:
“Il
Signore ti conceda, caro lettore, di essere tra coloro che cantano per la gioia
della sentita presenza di Dio! Con fraterno affetto: “Valli nostre”.
(Continua)